Vitadidonna News: Sud in ritardo sulle palliative
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Salute e benessere, politica e diritti
30 ottobre 2008
Sud in ritardo sulle palliative
Sul fronte delle cure palliative l'Italia si presenta nettamente divisa e il divario nord-sud si fa sentire in maniera sensibili
Dalla Lombardia alla Calabria la rete di hospice diventa sempre più a macchia di leopardo e il numero di posti letto scende progressivamente fino a raggiungere lo 0,10 ogni 10 mila abitanti in Campania. Tutto questo nonostante i fondi messi a disposizione dalla legge Bindi del '99.
A tracciare lo scenario delle cure palliative in Italia è Franco De Conno, direttore dell'Associazione europea di cure palliative (Eacp). "Il divario Nord-Sud esiste ed è ancora forte", ha spiegato ieri durante un incontro a Milano.
"Ma i soldi sono stati messi a disposizione. La legge Bindi ha stanziato 211 milioni di euro. In alcune aree questi finanziamenti sono stati utilizzati, in altre invece non è successo niente". Fra le regioni italiane ci sono ancora quelle 'orfane' di cure palliative, sottolinea De Conno: "Sardegna, Calabria, Basilicata - elenca - e non si capisce come mai ci sia questa disparità".
In molte zone del Centro-Sud anche l'assistenza domiciliare integrata stenta a decollare, ma è soprattutto la bassa presenza di hospice a influire sui bassi consumi di oppioidi che si registrano. "E' chiaro - conferma De Conno - che se ci sono meno operatori sanitari specialisti e meno strutture di cure palliative, dove la prescrizione degli oppioidi non è un problema, i consumi di farmaci ne risentono e, in questo caso, soprattutto quelli di oppiacei".
La crescita del numero di hospice in Italia è accelerata negli ultimi sette anni. Secondo il primo Rapporto nazionale (realizzato in partnership tra Società italiana di cure palliative, Fondazione Isabella Seragnoli e Fondazione Floriani, con il patrocinio del ministero della Salute), nel 2007 le strutture già attive erano 147, per un totale di 1.200 posti letto. Entro il 2008 si potrebbe sfondare il tetto dei 200 hospice.
E secondo i dati di programmazione forniti dalle Regioni, si potrebbe raggiungere il traguardo dei 243 entro il 2011. Nel 2008 sarà l'Emilia Romagna ad avere il primato per posti letto destinati alle cure palliative, con un indice di 0,70 su 10 mila, in linea con il livello indicato come ottimale dai pallativisti (0,60 su 10 mila). Fra i nodi da sciogliere c'è quello dell'assistenza domiciliare integrata: in molte regioni, infatti, si registrano dei vuoti. Solo il 15% degli hospice fa parte di unità che forniscono anche cure domiciliari, ambulatoriali e di ospedalizzazione diurna. Il 60% non prevede invece alcuna forma di assistenza domiciliare. Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e dirittiHome del sito
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Dalla Lombardia alla Calabria la rete di hospice diventa sempre più a macchia di leopardo e il numero di posti letto scende progressivamente fino a raggiungere lo 0,10 ogni 10 mila abitanti in Campania. Tutto questo nonostante i fondi messi a disposizione dalla legge Bindi del '99.
A tracciare lo scenario delle cure palliative in Italia è Franco De Conno, direttore dell'Associazione europea di cure palliative (Eacp). "Il divario Nord-Sud esiste ed è ancora forte", ha spiegato ieri durante un incontro a Milano.
"Ma i soldi sono stati messi a disposizione. La legge Bindi ha stanziato 211 milioni di euro. In alcune aree questi finanziamenti sono stati utilizzati, in altre invece non è successo niente". Fra le regioni italiane ci sono ancora quelle 'orfane' di cure palliative, sottolinea De Conno: "Sardegna, Calabria, Basilicata - elenca - e non si capisce come mai ci sia questa disparità".
In molte zone del Centro-Sud anche l'assistenza domiciliare integrata stenta a decollare, ma è soprattutto la bassa presenza di hospice a influire sui bassi consumi di oppioidi che si registrano. "E' chiaro - conferma De Conno - che se ci sono meno operatori sanitari specialisti e meno strutture di cure palliative, dove la prescrizione degli oppioidi non è un problema, i consumi di farmaci ne risentono e, in questo caso, soprattutto quelli di oppiacei".
La crescita del numero di hospice in Italia è accelerata negli ultimi sette anni. Secondo il primo Rapporto nazionale (realizzato in partnership tra Società italiana di cure palliative, Fondazione Isabella Seragnoli e Fondazione Floriani, con il patrocinio del ministero della Salute), nel 2007 le strutture già attive erano 147, per un totale di 1.200 posti letto. Entro il 2008 si potrebbe sfondare il tetto dei 200 hospice.
E secondo i dati di programmazione forniti dalle Regioni, si potrebbe raggiungere il traguardo dei 243 entro il 2011. Nel 2008 sarà l'Emilia Romagna ad avere il primato per posti letto destinati alle cure palliative, con un indice di 0,70 su 10 mila, in linea con il livello indicato come ottimale dai pallativisti (0,60 su 10 mila). Fra i nodi da sciogliere c'è quello dell'assistenza domiciliare integrata: in molte regioni, infatti, si registrano dei vuoti. Solo il 15% degli hospice fa parte di unità che forniscono anche cure domiciliari, ambulatoriali e di ospedalizzazione diurna. Il 60% non prevede invece alcuna forma di assistenza domiciliare. Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti
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