Vitadidonna News: Verso la riforma della libera professione
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Salute e benessere, politica e diritti
28 ottobre 2008
Verso la riforma della libera professione
Sì all'attività professionale privata dei medici del Servizio sanitario nazionale, a patto che il numero di prestazioni a pagamento sia uguale e non superiore a quelle convenzionate con il Ssn.
Un sistema sul quale vigilerà un ente terzo: l'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Sono questi i principi cardine su cui dovrebbe poggiare la riforma della libera professione dei camici bianchi in forza negli ospedali, al vaglio del ministero del Welfare proprio in questi giorni.
A tratteggiare le novità è il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, intervenuto ieri a Milano all'inaugurazione dell'anno accademico 2008-2009 dell'università Vita-Salute San Raffaele del capoluogo lombardo. "Stiamo trasformando l'Agenas in ente terzo per la valutazione delle prestazioni ospedaliere (ricoveri, prestazioni ambulatoriali e diagnostiche) e dei medici - spiega Fazio a margine dell'evento - Saremo così in grado, in tempi brevi, di fare il calcolo del numero delle prestazioni dei medici e della qualità della loro attività.
Questo ci consente di disegnare il nuovo sistema della libera professione". L'idea, precisa, "non è ancora formalizzata. La metteremo giù nei prossimi giorni e siamo aperti a suggerimenti del mondo politico e professionale". "Noi pensiamo a un unico rapporto di lavoro esclusivo - continua Fazio - dove il medico può, alla fine dell'orario di lavoro, fare attività professionali dentro o anche fuori dall'ospedale a sua scelta.
Ovviamente sono cose che vanno regolamentate". Il punto cruciale è che "il medico - annuncia il sottosegretario - non dovrà, nell'ambito della sua attività professionale, fare più prestazioni private di quelle che fa all'interno dell'ospedale". Lo spirito della riforma, secondo Fazio, è quello di "ridare la professionalità al medico ed eliminare quella figura di medico 'pedina' della politica della struttura ospedaliera.
Dall'altro lato vogliamo garantire che il medico lavori per i cittadini", senza abusare perciò della libera professione. "Se il medico vorrà fare molta attività libero professionale - conclude il sottosegretario - dovrà fare ancora di più attività pubblica". Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e dirittiHome del sito
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Un sistema sul quale vigilerà un ente terzo: l'Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Sono questi i principi cardine su cui dovrebbe poggiare la riforma della libera professione dei camici bianchi in forza negli ospedali, al vaglio del ministero del Welfare proprio in questi giorni.
A tratteggiare le novità è il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, intervenuto ieri a Milano all'inaugurazione dell'anno accademico 2008-2009 dell'università Vita-Salute San Raffaele del capoluogo lombardo. "Stiamo trasformando l'Agenas in ente terzo per la valutazione delle prestazioni ospedaliere (ricoveri, prestazioni ambulatoriali e diagnostiche) e dei medici - spiega Fazio a margine dell'evento - Saremo così in grado, in tempi brevi, di fare il calcolo del numero delle prestazioni dei medici e della qualità della loro attività.
Questo ci consente di disegnare il nuovo sistema della libera professione". L'idea, precisa, "non è ancora formalizzata. La metteremo giù nei prossimi giorni e siamo aperti a suggerimenti del mondo politico e professionale". "Noi pensiamo a un unico rapporto di lavoro esclusivo - continua Fazio - dove il medico può, alla fine dell'orario di lavoro, fare attività professionali dentro o anche fuori dall'ospedale a sua scelta.
Ovviamente sono cose che vanno regolamentate". Il punto cruciale è che "il medico - annuncia il sottosegretario - non dovrà, nell'ambito della sua attività professionale, fare più prestazioni private di quelle che fa all'interno dell'ospedale". Lo spirito della riforma, secondo Fazio, è quello di "ridare la professionalità al medico ed eliminare quella figura di medico 'pedina' della politica della struttura ospedaliera.
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