Otto cardiologi su dieci sono favorevoli al testamento biologico. E indicano in primo luogo nella famiglia e poi nel notaio le figure di riferimento alle quali affidarlo.
Un cardiologo su due, inoltre, se ci fosse una legge sull'eutanasia, sarebbe disposto a interrompere le terapie cardiologiche a un malato senza più speranze. Lo rivela un sondaggio condotto al 69esimo Congresso della Società italiana di cardiologia a Roma e realizzato dalla Sic con il sostegno di Datanalysis.
"Sono interessanti i risultati del questionario distribuito durante il Congresso - commenta Francesco Fedele, presidente Sic - Meritano una riflessione, in particolare, alcuni dati emersi. In primo luogo le risposte sull'eutanasia.
La metà dei cardiologi che ha risposto al questionario si è dichiarata disposta a interrompere le cure a un malato senza più speranze qualora ci fosse una legge sull'eutanasia. Un dato che deve far riflettere - rileva Fedele - Ma non si faccia confusione: i cardiologi non parlano di 'staccare la spina', cioè di compiere un atto attivo, bensì di accompagnare il paziente fino al termine della vita senza alcun intervento di accanimento terapeutico".
Per quanto riguarda il testamento biologico, la stragrande maggioranza dei cardiologi si dichiara favorevole".
Un cardiologo su due, inoltre, se ci fosse una legge sull'eutanasia, sarebbe disposto a interrompere le terapie cardiologiche a un malato senza più speranze. Lo rivela un sondaggio condotto al 69esimo Congresso della Società italiana di cardiologia a Roma e realizzato dalla Sic con il sostegno di Datanalysis.
"Sono interessanti i risultati del questionario distribuito durante il Congresso - commenta Francesco Fedele, presidente Sic - Meritano una riflessione, in particolare, alcuni dati emersi. In primo luogo le risposte sull'eutanasia.
La metà dei cardiologi che ha risposto al questionario si è dichiarata disposta a interrompere le cure a un malato senza più speranze qualora ci fosse una legge sull'eutanasia. Un dato che deve far riflettere - rileva Fedele - Ma non si faccia confusione: i cardiologi non parlano di 'staccare la spina', cioè di compiere un atto attivo, bensì di accompagnare il paziente fino al termine della vita senza alcun intervento di accanimento terapeutico".
Per quanto riguarda il testamento biologico, la stragrande maggioranza dei cardiologi si dichiara favorevole".
Pagina pubblicata il 16 dicembre 2008
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