Vitadidonna News: Il Lazio stabilizzi i precari
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16 dicembre 2008
Il Lazio stabilizzi i precari
"La Regione Lazio dovrebbe procedere alla stabilizzazione dei medici precari con il medesimo rigore e con la stessa puntualità con la quale vengono aumentati gli stipendi dei direttori regionali e di dipartimento".
A chiederlo è Paolo Marotta, del Sindacato medici italiani (Smi) del Lazio, critico con l'aggiornamento dei salari, stabilito dalla Regione, a favore dei manager della sanità laziale. "Professionisti - spiega Marotta - che guadagnano già 140-200 mila euro l'anno, a fronte di medici di famiglia a cui viene corrisposta una quota pari a 3,50 euro lordi al mese a paziente. Una quota a dir poco vergognosa".
"La Regione Lazio - sottolinea in una nota Marotta - ha aggiornato l'aumento degli stipendi dei direttori regionali del 7,6% (da 144.337,47 a 155.249,19 euro) e dei direttori di dipartimento del 7,6 % (da 196.176,98 a 211.068,87) in riferimento a un adeguamento previsto nel periodo 2001-2005. Invece, per quanto riguarda i medici del servizio di continuità assistenziale era prevista, dal 2000 ad oggi, una stabilizzazione lavorativa senza costi aggiuntivi per la Regione.
E' facile vedere come si siano applicati due pesi e due misure. Per lo Smi, la Regione dovrebbe invece impegnarsi nel processo di stabilizzazione dei medici precari. "Soprattutto - spiega Marotta - tenendo conto dell'attuale fase economica sfavorevole e della legge regionale 14 del 2008 che prevede, per tutti i precari, addirittura la smobilitazione".
Lo Smi del Lazio chiede inoltre di approfondire le dichiarazioni di Alfredo Pallone, coordinatore regionale e capogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio. "Pallone - afferma Marotta - ha dichiarato che nel 2007 furono inseriti in bilancio 3 milioni di euro, ripartiti tra le Asl di Roma e provincia, da destinare a quei progetti, concordati con le organizzazioni sindacali, che avrebbero dovuto contribuire al contenimento delle liste di attesa.
Che fine hanno fatto i soldi stanziati? Quali i risultati ottenuti dal questo stanziamento e, soprattutto, quali le sigle sindacali coinvolte?", vuole sapere il sindacato. Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e dirittiHome del sito
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A chiederlo è Paolo Marotta, del Sindacato medici italiani (Smi) del Lazio, critico con l'aggiornamento dei salari, stabilito dalla Regione, a favore dei manager della sanità laziale. "Professionisti - spiega Marotta - che guadagnano già 140-200 mila euro l'anno, a fronte di medici di famiglia a cui viene corrisposta una quota pari a 3,50 euro lordi al mese a paziente. Una quota a dir poco vergognosa".
"La Regione Lazio - sottolinea in una nota Marotta - ha aggiornato l'aumento degli stipendi dei direttori regionali del 7,6% (da 144.337,47 a 155.249,19 euro) e dei direttori di dipartimento del 7,6 % (da 196.176,98 a 211.068,87) in riferimento a un adeguamento previsto nel periodo 2001-2005. Invece, per quanto riguarda i medici del servizio di continuità assistenziale era prevista, dal 2000 ad oggi, una stabilizzazione lavorativa senza costi aggiuntivi per la Regione.
E' facile vedere come si siano applicati due pesi e due misure. Per lo Smi, la Regione dovrebbe invece impegnarsi nel processo di stabilizzazione dei medici precari. "Soprattutto - spiega Marotta - tenendo conto dell'attuale fase economica sfavorevole e della legge regionale 14 del 2008 che prevede, per tutti i precari, addirittura la smobilitazione".
Lo Smi del Lazio chiede inoltre di approfondire le dichiarazioni di Alfredo Pallone, coordinatore regionale e capogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio. "Pallone - afferma Marotta - ha dichiarato che nel 2007 furono inseriti in bilancio 3 milioni di euro, ripartiti tra le Asl di Roma e provincia, da destinare a quei progetti, concordati con le organizzazioni sindacali, che avrebbero dovuto contribuire al contenimento delle liste di attesa.
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