Vitadidonna News: Mini-punti nascita da chiudere
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17 dicembre 2008
Mini-punti nascita da chiudere
Pieno sostegno di pediatri e neonatologi alla proposta del sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, di chiudere i mini-punti nascita in Italia, quelli che effettuano meno di 300 parti l'anno.
"La chiusura dei punti nascita con solo poche centinaia di parti l'anno - precisano in una nota il presidente della Società italiana di pediatria, Pasquale Di Pietro, e quello della Società italiana di neonatologia, Claudio Fabris - non risponde solo a ragioni di tipo economico.
Ma, cosa più importante, a motivi di sicurezza sia per quanto riguarda la mamma che il bambino. Le strutture piccolissime non possono infatti garantire livelli di competenza e attrezzature in grado di gestire le emergenze che possono verificarsi nel parto". "Inoltre - prosegue Fabris - è statisticamente provato che nei piccoli reparti è percentualmente molto maggiore, rispetto a quanto accade nei centri di terzo livello, il numero di cesarei.
Interventi effettuati probabilmente per ragioni iperprudenziali, anche quando non ci sarebbe una reale esigenza". La Sip, aggiunge Di Pietro, ha di recente presentato al proprio Congresso nazionale i risultati di una ricerca per una mappa completa di tutte le unità di pediatria presenti sul territorio.
"Ne è emerso un quadro composto da decine di piccoli reparti, inevitabilmente inadeguati per la gestione di problematiche impegnative, e quindi sempre soggetti a dover trasferire i piccoli degenti in ospedali più attrezzati". "Naturalmente - sottolineano Di Pietro e Fabris - l'auspicabile chiusura dei punti nascita con pochi parti non deve essere a danno dei cittadini e per rispondere solo a ragioni di tipo economico.
Ma deve essere quantomeno controbilanciata da un indispensabile rafforzamento del trasporto neonatale d'urgenza, che oggi in molte aree del Paese è lacunoso".
In particolare proprio "in molte zone del sud dove, come sottolinea anche il sottosegretario Ferruccio Fazio, è maggiore la presenza di piccolissimi punti nascita - concludono gli specialisti - il trasporto neonatale d'urgenza non ha le caratteristiche idonee a svolgere un servizio adeguato per la sicurezza della mamma e del bambino. Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e dirittiHome del sito
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"La chiusura dei punti nascita con solo poche centinaia di parti l'anno - precisano in una nota il presidente della Società italiana di pediatria, Pasquale Di Pietro, e quello della Società italiana di neonatologia, Claudio Fabris - non risponde solo a ragioni di tipo economico.
Ma, cosa più importante, a motivi di sicurezza sia per quanto riguarda la mamma che il bambino. Le strutture piccolissime non possono infatti garantire livelli di competenza e attrezzature in grado di gestire le emergenze che possono verificarsi nel parto". "Inoltre - prosegue Fabris - è statisticamente provato che nei piccoli reparti è percentualmente molto maggiore, rispetto a quanto accade nei centri di terzo livello, il numero di cesarei.
Interventi effettuati probabilmente per ragioni iperprudenziali, anche quando non ci sarebbe una reale esigenza". La Sip, aggiunge Di Pietro, ha di recente presentato al proprio Congresso nazionale i risultati di una ricerca per una mappa completa di tutte le unità di pediatria presenti sul territorio.
"Ne è emerso un quadro composto da decine di piccoli reparti, inevitabilmente inadeguati per la gestione di problematiche impegnative, e quindi sempre soggetti a dover trasferire i piccoli degenti in ospedali più attrezzati". "Naturalmente - sottolineano Di Pietro e Fabris - l'auspicabile chiusura dei punti nascita con pochi parti non deve essere a danno dei cittadini e per rispondere solo a ragioni di tipo economico.
Ma deve essere quantomeno controbilanciata da un indispensabile rafforzamento del trasporto neonatale d'urgenza, che oggi in molte aree del Paese è lacunoso".
In particolare proprio "in molte zone del sud dove, come sottolinea anche il sottosegretario Ferruccio Fazio, è maggiore la presenza di piccolissimi punti nascita - concludono gli specialisti - il trasporto neonatale d'urgenza non ha le caratteristiche idonee a svolgere un servizio adeguato per la sicurezza della mamma e del bambino. Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti
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