Al via l'esame della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita da parte della Corte Costituzionale. I 15 giudici hanno appena terminato l'udienza pubblica, in cui hanno ascoltato le motivazioni in base alle quali è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale su alcuni articoli della normativa, e la difesa dell'Avvocatura dello Stato.
Un'udienza di due ore e mezza, animata dallo scontro tra le parti. "Torna per la seconda volta davanti alla Corte - ha sottolineato il relatore della causa, il giudice Alfio Finocchiaro - la discussione sulla legge 40". Già nel 2006, infatti, la Consulta aveva ritenuto inammissibile la questione di legittimità relativa all'articolo 13, sollevata dal tribunale di Cagliari chiamato a giudicare il caso di una coppia talassemica che aveva richiesto di effettuare la diagnosi embrionale preimpianto.
Questa volta sono da esaminare tre distinte ordinanze del 2008, emanate dal Tar del Lazio e dal Tribunale di Firenze, relativi all'articolo 14 della norma, che prevede la formazione di un numero limitato di embrioni fino a un massimo di tre, da impiantare tutti contestualmente, vietando la crioconservazione al di fuori di ipotesi eccezionali.
La Consulta inoltre si dovrà pronunciare anche sull'articolo 6 della legge, nel punto in cui dispone per la donna l'irrevocabilità del consenso all'impianto in utero degli embrioni creati.
Per quanto riguarda la questione della diagnosi preimpianto, "il relatore Finocchiaro ha incidentalmente ricordato - fa notare l'avvocato Giancarlo Muccio, che rappresenta la World Association Reproductive Medicine (Warm), una delle associazioni che avevano presentato ricorso - che in questa sede non si discuterà questa questione, in quanto è stata risolta dal Tar del Lazio che ha annullato le linee guida sulla legge 40, rinnovate poi dall'ex ministro della Salute Livia Turco".
Un'udienza di due ore e mezza, animata dallo scontro tra le parti. "Torna per la seconda volta davanti alla Corte - ha sottolineato il relatore della causa, il giudice Alfio Finocchiaro - la discussione sulla legge 40". Già nel 2006, infatti, la Consulta aveva ritenuto inammissibile la questione di legittimità relativa all'articolo 13, sollevata dal tribunale di Cagliari chiamato a giudicare il caso di una coppia talassemica che aveva richiesto di effettuare la diagnosi embrionale preimpianto.
Questa volta sono da esaminare tre distinte ordinanze del 2008, emanate dal Tar del Lazio e dal Tribunale di Firenze, relativi all'articolo 14 della norma, che prevede la formazione di un numero limitato di embrioni fino a un massimo di tre, da impiantare tutti contestualmente, vietando la crioconservazione al di fuori di ipotesi eccezionali.
La Consulta inoltre si dovrà pronunciare anche sull'articolo 6 della legge, nel punto in cui dispone per la donna l'irrevocabilità del consenso all'impianto in utero degli embrioni creati.
Per quanto riguarda la questione della diagnosi preimpianto, "il relatore Finocchiaro ha incidentalmente ricordato - fa notare l'avvocato Giancarlo Muccio, che rappresenta la World Association Reproductive Medicine (Warm), una delle associazioni che avevano presentato ricorso - che in questa sede non si discuterà questa questione, in quanto è stata risolta dal Tar del Lazio che ha annullato le linee guida sulla legge 40, rinnovate poi dall'ex ministro della Salute Livia Turco".
Pagina pubblicata il 31 marzo 2009
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