• Ultimo Aggiornamento: Giovedì 24 Maggio 2012, 00:52:48

Vitadidonna News: Il fund raising ai tempi della crisi

Chi salverà dalla bufera economica le Onlus che si occupano di ricerca e assistenza a chi fa i conti con le più diverse malattie? Più che le aziende private, alle prese con maxi-piani di ristrutturazione e conti in rosso, potrebbero essere i piccoli donatori.

Per ora il sistema di 'fund raising', secondo un primo bilancio degli addetti ai lavori, ha retto proprio grazie alla generosità dei cittadini comuni, che non hanno fatto mancare il loro contributo. Ma siamo solo agli inizi del 'grande freddo' e anche le associazioni più accreditate nel mondo della raccolta fondi per la ricerca scientifica hanno dovuto fare i conti con gli scossoni della recessione. I grandi sponsor cominciano a dare forfait, le imprese temporeggiano, i mercati immobiliari crollano, mettendo in difficoltà gli enti a cui sono stati donati edifici di valore.

Per non parlare di chi ha puntato sulla finanza per moltiplicare i fondi disponibili. Un'indagine condotta dall'Istituto donazione italiano su 100 organizzazioni no profit a febbraio di quest'anno, fa il punto sulla prima occasione di confronto fra i fund raiser e la crisi: le raccolte fondi di Natale 2008. Più di un terzo del campione, rileva il sondaggio, ha accusato perdite, un 43% non ha aumentato la proprie entrate. Solo il 21% è cresciuto. Nel complesso, però, i risultati dell'anno scorso sono salvi per il 72% degli intervistati che riferisce di non aver registrato perdite.

Il 2008, però, era ancora fuori dal periodo nero e non è indicativo di cosa succederà adesso che la recessione economica comincia a diventare sempre più tangibile. Ne sono consapevoli anche i responsabili delle organizzazioni: due su tre confessano di sentire che la crisi è già arrivata. Non se ne parla apertamente, ma fa paura.

Tanto che il 65% degli intervistati si dice pronto a modificare i propri programmi di fund raising per far fronte alle difficoltà. Le prime avvisaglie? "Qualche imprenditore che telefona intimorito, qualche contratto chiuso per difficoltà aziendali, i primi forfait di sponsor storici", elencano gli addetti ai lavori.

Pagina pubblicata il 12 marzo 2009

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