"Siamo di fronte a un quadro in evoluzione. La nuova influenza A si sta diffondendo in diversi Paesi, tanto che oggi sono 30 quelli in cui sono stati registrati casi confermati".
Lo ha detto Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una conferenza stampa telefonica ieri pomeriggio da Ginevra, sottolineando l'importanza di avere un quadro esatto e completo della situazione, che "nelle ultime due settimane sta evolvendo".
"Lavoreremo duramente per essere sicuri che tutti Paesi siano preparati il più possibile, monitorando anche l'evoluzione della situazione sui diversi territori", ha assicurato Fukuda. Anche perché al momento attuale non è il caso di sottovalutare il virus.
"Quando cerchiamo di definire la severità di una malattia dobbiamo considerare non solo il numero dei morti, ma anche quello delle complicanze", aggiunge l'esperto. Tenendo conto delle condizioni specifiche dei diversi Paesi.
E ancora, "occorre considerare - dice Fukuda - i diversi modi in cui queste epidemie possono influire su un Paese: diminuisce, infatti, il numero di persone che si recano a lavoro perché malate o spaventate all'idea di un contagio.
E si riducono gli scambi commerciali, perché molti non escono di casa sempre per timore di un contagio". Insomma, un virus può infettare anche l'economia di uno Stato. Ecco perché, ha concluso l'esperto, "occorre essere consapevole del fatto che la severità non è solo legata ai decessi. Finora abbiamo avuto molti che si sono ammalati, alcuni che hanno avuto complicanze, altri che sono morti".
Lo ha detto Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una conferenza stampa telefonica ieri pomeriggio da Ginevra, sottolineando l'importanza di avere un quadro esatto e completo della situazione, che "nelle ultime due settimane sta evolvendo".
"Lavoreremo duramente per essere sicuri che tutti Paesi siano preparati il più possibile, monitorando anche l'evoluzione della situazione sui diversi territori", ha assicurato Fukuda. Anche perché al momento attuale non è il caso di sottovalutare il virus.
"Quando cerchiamo di definire la severità di una malattia dobbiamo considerare non solo il numero dei morti, ma anche quello delle complicanze", aggiunge l'esperto. Tenendo conto delle condizioni specifiche dei diversi Paesi.
E ancora, "occorre considerare - dice Fukuda - i diversi modi in cui queste epidemie possono influire su un Paese: diminuisce, infatti, il numero di persone che si recano a lavoro perché malate o spaventate all'idea di un contagio.
E si riducono gli scambi commerciali, perché molti non escono di casa sempre per timore di un contagio". Insomma, un virus può infettare anche l'economia di uno Stato. Ecco perché, ha concluso l'esperto, "occorre essere consapevole del fatto che la severità non è solo legata ai decessi. Finora abbiamo avuto molti che si sono ammalati, alcuni che hanno avuto complicanze, altri che sono morti".
Pagina pubblicata il 11 maggio 2009
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