Vitadidonna News: Snami, convenzione sarebbe bocciata
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Salute e benessere, politica e diritti
12 maggio 2009
Snami, convenzione sarebbe bocciata
La firma dell'accordo per il rinnovo della Convenzione dei medici di medicina generale, a oggi, sarebbe bocciata in un eventuale referendum di consultazione dei camici bianchi iscritti ai diversi sindacati
Ne è convinto Mauro Martini, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che ha 'simulato' i risultati di una consultazione basandosi sui dati di consenso all'intesa già emersi nelle diverse associazioni sindacali, comprese quelle decise alla firma, nelle quali però non manca una quota di iscritti contrari all'accordo già predisposto per il quadriennio normativo 2006-2009 e il biennio economico 2006-2007.
La 'bocciatura', insomma, "si desume da una 'conta' teorica delle percentuali dei medici che appartengono a tutte le sigle sindacali della medicina generale", dice Martini. "Abbiamo conteggiato in modo empirico i contrari alla firma dell'accordo nazionale, alla luce anche dei dati ricavati dall'ultima riunione del sindacato maggioritario.
E ne sono emerse cifre interessanti: circa un 57% dei medici sarebbe contrario alla firma, contro un 43% scarso dei favorevoli. Dati alla mano, in un quadro ipotetico di consultazione referendaria, con una maggiore libertà di voto, i numeri sarebbero decisamente contrari alla firma". La conclusione è che "una cosa sono i numeri del sindacato, altro l'orientamento effettivo dei medici nel loro insieme.
Certo - continua il presidente Snami - in Italia non è a oggi attuabile un referendum sugli accordi siglati. Ma, per usare le parole del vicesegretario Snami, Pasquale Orlando, l'autoreferenzialità e la pretesa egemonica di alcuni dovrebbero essere talvolta testate nell'urna". Infine Martini chiede a chi ha le responsabilità politiche di rendersi conto dei rapporti numerici all'interno della categoria, "e cioè che esiste sì una minoranza pur significativa e legittimata a decidere, ma esiste soprattutto la voce di una maggioranza 'silenziosa' di medici che vuole ridiscutere l'impianto dell'Acn". Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e dirittiHome del sito
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Ne è convinto Mauro Martini, presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che ha 'simulato' i risultati di una consultazione basandosi sui dati di consenso all'intesa già emersi nelle diverse associazioni sindacali, comprese quelle decise alla firma, nelle quali però non manca una quota di iscritti contrari all'accordo già predisposto per il quadriennio normativo 2006-2009 e il biennio economico 2006-2007.
La 'bocciatura', insomma, "si desume da una 'conta' teorica delle percentuali dei medici che appartengono a tutte le sigle sindacali della medicina generale", dice Martini. "Abbiamo conteggiato in modo empirico i contrari alla firma dell'accordo nazionale, alla luce anche dei dati ricavati dall'ultima riunione del sindacato maggioritario.
E ne sono emerse cifre interessanti: circa un 57% dei medici sarebbe contrario alla firma, contro un 43% scarso dei favorevoli. Dati alla mano, in un quadro ipotetico di consultazione referendaria, con una maggiore libertà di voto, i numeri sarebbero decisamente contrari alla firma". La conclusione è che "una cosa sono i numeri del sindacato, altro l'orientamento effettivo dei medici nel loro insieme.
Certo - continua il presidente Snami - in Italia non è a oggi attuabile un referendum sugli accordi siglati. Ma, per usare le parole del vicesegretario Snami, Pasquale Orlando, l'autoreferenzialità e la pretesa egemonica di alcuni dovrebbero essere talvolta testate nell'urna". Infine Martini chiede a chi ha le responsabilità politiche di rendersi conto dei rapporti numerici all'interno della categoria, "e cioè che esiste sì una minoranza pur significativa e legittimata a decidere, ma esiste soprattutto la voce di una maggioranza 'silenziosa' di medici che vuole ridiscutere l'impianto dell'Acn". Vitadidonna News Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti
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