Riconoscere ai lavoratori della sanità privata accreditata la stessa dignità dei dipendenti del settore pubblico e rinnovare loro il contratto ormai fermo da 4 anni. Lo chiedono congiuntamente i tre segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, rispettivamente Carlo Podda, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio, riuniti ieri a Roma per illustrare le azioni che saranno messe in campo nelle prossime settimane per raggiungere questi obiettivi.
Le linee generali dell'impegno sindacale sono state approvate dalle segreterie nazionali e regionali delle tre sigle. Primo passo: fare pressing sulle Regioni, affinché intervengano in maniera incisiva sul rinnovo del contratto, "a differenza di quanto accaduto nei due precedenti rinnovi". Secondo: coinvolgere attivamente anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e il viceministro della salute, Ferruccio Fazio, "ai quali chiediamo un incontro urgente".
Le sigle sindacali ritengono ormai "insostenibile questa situazione di stallo: 4 anni senza rinnovo del contratto sono troppi". Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil puntano a coinvolgere in maniera più attiva gli attori principali del sistema: Regioni e Governo.
La piattaforma è ora comune. Per prima cosa i sindacati interverranno unitariamente nei confronti della Conferenza delle Regioni, "affinchè le singole Giunte individuino nel rinnovo del contratto nazionale un presupposto ineludibile all'adeguamento delle tariffe". Poi sarà la volta degli assessorati regionali, con i quali ci sarà un confronto "affinché il rinnovo e il rispetto del contratto nazionale vengano inseriti tra i requisiti dell'accreditamento".
Le linee generali dell'impegno sindacale sono state approvate dalle segreterie nazionali e regionali delle tre sigle. Primo passo: fare pressing sulle Regioni, affinché intervengano in maniera incisiva sul rinnovo del contratto, "a differenza di quanto accaduto nei due precedenti rinnovi". Secondo: coinvolgere attivamente anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e il viceministro della salute, Ferruccio Fazio, "ai quali chiediamo un incontro urgente".
Le sigle sindacali ritengono ormai "insostenibile questa situazione di stallo: 4 anni senza rinnovo del contratto sono troppi". Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil puntano a coinvolgere in maniera più attiva gli attori principali del sistema: Regioni e Governo.
La piattaforma è ora comune. Per prima cosa i sindacati interverranno unitariamente nei confronti della Conferenza delle Regioni, "affinchè le singole Giunte individuino nel rinnovo del contratto nazionale un presupposto ineludibile all'adeguamento delle tariffe". Poi sarà la volta degli assessorati regionali, con i quali ci sarà un confronto "affinché il rinnovo e il rispetto del contratto nazionale vengano inseriti tra i requisiti dell'accreditamento".
Pagina pubblicata il 06 luglio 2009
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