Le campagne 'forti' contro l'alcol non funzionano. Anzi, rischiano di avere l'effetto contrario, facendo aumentare il desiderio di bere. A bocciare le 'pubblicità progresso' contro l'abuso di bevande alcoliche è uno studio dell'Indiana University Kelley School of Business, secondo il quale le campagne che puntano a sfruttare il senso di colpa e la vergogna non centrano l'obiettivo. I messaggi proposti, spiegano gli studiosi, sono molto forti e i consumatori finiscono per prenderne le distanze, convincendosi che si tratta di un problema che non li riguarda e che le situazioni estreme proposte capitano solo ad altri. Non viene così messa in discussione la propria inclinazione a bere. Anzi, si rafforza la convinzione di non fare nulla di male. Per dimostrare la loro tesi i ricercatori hanno analizzato i comportamenti di 1.200 studenti statunitensi che hanno visionato pubblicità anti-alcol imperniate sul senso di colpa e la vergogna. «La sanità pubblica - spiega Adam Duhachek, coautore dello studio - spende molto, in tempo e denaro, in queste campagne che, alla fine, fanno più male che bene. Queste iniziative, infatti, possono favorire il consumo invece di ridurlo».
Pagina pubblicata il 01 marzo 2010
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