Le cooperative di medici di medicina generale e le aziende sanitarie aderenti a Federsanità Anci insieme per migliorare i servizi ai cittadini. A partire proprio dalla valorizzazione delle esperienze di cooperazione tra camici bianchi: sul piano dell'integrazione sociosanitaria, ma anche per aumentare la vigilanza sull'appropriatezza delle prestazioni, valutare la loro sostenibilità economica, 'misurare' i servizi offerti. Sono questi alcuni punti dell'accordo tra la Federsanità Anci, confederazione di 166 Asl, ospedali e Comuni, e l'Associazione nazionale cooperative mediche (Ancom) che rappresenta, ad oggi, quasi 10 mila medici di medicina generale riuniti in cooperative su tutto il territorio nazionale. Il protocollo d'intesa, presentato ieri mattina a Roma, prevede la nascita di un gruppo di lavoro che avrà il compito, tra l'altro, di elaborare ed esaminare progetti da mettere in rete che consentano di migliorare la qualità dell'assistenza - attraverso prevenzione, integrazione sociosanitaria, 'misurazione' dei risultati, uso di tecnologie e delle banche dei dati clinici dei medici di famiglia - su tutto il territorio nazionale, anche guardando a esperienze oltreconfine. Un'iniziativa che parte dall'idea che la sanità federata deve comunque puntare sul rispetto delle specificità regionali e che nel prossimo futuro sarà sempre maggiore il peso dell'assistenza ai malati cronici e quindi della medicina del territorio. «L'accordo con l'Ancom - aggiunge Attilio Bianchi, vice presidente di Federsanità Anci - è uno strumento che può dare gambe all'idea di una salute capillarmente diffusa con livelli diversi di accesso alle cure a seconda della gravità delle patologie e, quindi, con una pratica dell'appropriatezza delle cure più allargata sul territorio. Il federalismo in sanità può rappresentare una grande opportunità, una spinta a migliorare e diffondere modelli regionali che hanno dato buoni risultati sul piano dell'efficienza e della qualità dei servizi». Il nuovo scenario epidemiologico a cui siamo di fronte , con l'aumento delle patologie cronico-degenerative, induce a puntare sempre più su rapporto di alleanza e di responsabilità tra i 'decisori' e gli 'erogatori' di assistenza sul territorio, hanno spiegato gli esperti durante la presentazione del protocollo, approfondendo il confronto sul ruolo delle cooperative e la necessità di regole per il settore.
Pagina pubblicata il 25 febbraio 2010
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