No alla sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiali, se non in casi eccezionali. È l'emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera, con 23 voti a favore e 13 contrari, durante l'esame del Disegno di legge sul testamento biologico. «Non c'è nessun passo indietro - commenta Domenico Di Virgilio (Pdl), autore dell'emendamento in questione, all'ADNKRONOS SALUTE - Nel testo si conferma che idratazione e nutrizione artificiale non sono terapie mediche e dunque non sono oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento (Dat). Non possono essere sospese, se non in casi eccezionali, quando cioè risultano inefficaci a fornire i principi nutritivi necessari al paziente». L'emendamento infatti recita che alimentazione e idratazione «devono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo». Di Virgilio spiega che «a differenza del testo Calabrò, approvato dal Senato, il Ddl all'esame della Commissione Affari sociali amplia la platea dei soggetti di riferimento: non solo le persone in stato vegetativo, per cui questi trattamenti non vanno mai sospesi, ma tutti coloro che in quel determinato momento siano incapaci di intendere e di volere, per esempio a causa di un coma ipotossico. Se davanti a questi malati terminali il medico ritiene idratazione e nutrizione inefficaci, può decidere di sospenderli», ribadisce sottolineando che il testo è stato modificato «proprio per venire incontro al bene del paziente e al medico, l'unico responsabile di giudicare, in scienza e coscienza, la condizione clinica dell'assistito».
Pagina pubblicata il 23 febbraio 2010
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