Si amplia la platea dei pazienti a cui si applicheranno le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) contenute nel cosiddetto testamento biologico. La Commissione Affari sociali della Camera, dove è attualmente in discussione il Ddl, ha infatti approvato un emendamento del relatore Domenico Di Virgilio che prevede che il testamento biologico venga applicato «non più solo a chi è in stato vegetativo, ma anche a chi si trova nell'incapacità di intendere e di volere», spiega all'AdnKronos Salute lo stesso relatore del provvedimento. Qualche esempio? «Le Dat - precisa Di Virgilio - potranno essere applicate anche a chi si trova in uno stato comatoso permanente, a chi fa i conti con l'Alzheimer, a chi ha subito un ictus o un grosso trauma. Insomma, quando ci si trova di fronte a delle grosse disabilità. Abbiamo così colmato, con l'approvazione di questo emendamento - prosegue il relatore - una lacuna avvertita da molti nel testo che ha ottenuto il via libera del Senato».
Pagina pubblicata il 25 febbraio 2010
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