Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

26 aprile 2007

Troppo pochi gli infermieri in Italia

Ne servirebbero almeno altri 60.000 per soddisfare le esigenze dell'assistenza sanitaria italiana. Oggi, nel nostro Paese, gli infermieri professionali iscritti all'Albo sono circa 340.000, con un rapporto di circa 5,4 infermieri per mille abitanti, contro i 9,8 della Germania, i 12,8 dell'Olanda o, addirittura, i 14,8 dell'Irlanda. Mentre, secondo i parametri dell'OCSE, è di 6,9 infermieri per abitante il rapporto ottimale per la regione europea. A conti fatti, dunque, ce ne sono 60.000 in meno nella Penisola. Questi i numeri dell'emergenza-infermieri', illustrati il 24 aprile al ministero della Salute nel corso della presentazione della campagna di comunicazione "Infermiere protagonista nella vita vera", voluta dal ministero della Salute e dalla Federazione nazionale collegi infermieri (IPASVI). Un'iniziativa, realizzata in collaborazione con i ministeri di Università e Ricerca e della Pubblica Istruzione, che ha l'obiettivo di promuovere le iscrizioni alla laurea in Infermieristica ed è rivolta agli studenti degli ultimi due anni delle scuole medie superiori. "C'è una precisa relazione - spiega Annalisa Silvestro presidente nazionale della Federazione Ipasvi - tra un numero adeguato di infermieri specializzati e la salute dei cittadini". La carenza di queste figure professionali, infatti, ha come conseguenza "il sovraccarico di lavoro per gli infermieri negli ospedali - continua la Silvestro - mentre sul territorio non possono essere sviluppati servizi essenziali, come l'assistenza domiciliare e le residenze sanitarie. Inoltre, è stato dimostrato come la carenza di personale infermieristico determini un allungamento notevole del periodo di degenza in ospedale e l'aumento di errori, anche gravi, ma facilmente evitabili".

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L'Italia è pronta ad affrontare l'emergenza caldo

L'Italia è in grado di affrontare la possibile emergenza caldo dei prossimi mesi, prevenendo rischi per la salute dei cittadini, anche i più fragili come anziani e bambini. Lo ha ricordato Donato Greco, a capo del Dipartimento prevenzione e comunicazione del ministero della Salute, a margine di un incontro a Roma sulla professione infermieristica. "'Abbiamo lavorato e stiamo lavorando intensamente sul piano caldo - ha spiegato - e abbiamo a disposizione ottimi strumenti. Il nostro sistema di previsione delle ondate di calore in città è, infatti, l'unico in Europa a coprire l'intero territorio nazionale: in ogni città italiana sappiamo, con buoni margini di certezza e 72 ore prima, se è in arrivo un'ondata di calore. In questo modo possiamo mettere in campo tutta le azioni necessarie a tutelare la salute dei cittadini". Il sistema è basato su una complessa analisi dei dati storici della mortalità legata alle alte temperature, incrociata con sette diversi parametri meteorologici. La previsione, però, è possibile solo nelle aree urbane, luoghi più a rischio per il "pericoloso mix - precisa l'esperto - di asfalto, cemento, smog e per la presenza di molti condizionatori d'aria". Quest'estate sotto osservazione sarà soprattutto "il Nord, dove il caldo può essere più intenso, in particolare nelle zone più lontane dal mare e dal suo influsso che mitiga l'effetto delle alte temperature".

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23 aprile 2007

Farmaci generici, il 70% degli italiani li conosce ma li confonde con Otc

Cosa sono i farmaci generici? A questa domanda sa rispondere correttamente oltre il 70 per cento degli italiani, mentre un nostro connazionale su quattro confonde i medicinali non 'griffati' con i prodotti di automedicazione, senza obbligo di ricetta. L'8 per cento crede inoltre che si tratti dei farmaci consigliati dal farmacista dopo che il paziente spiega i suoi sintomi, mentre il 6 per cento è convinto siano quelli che si possano acquistare anche fuori dalle farmacie, nei supermercati o autogrill. Clamorosa poi la definizione di 'generico' data dall'1 per cento degli italiani: sono rimedi a base di erbe, omeopatici o di medicina alternativa. E' quanto emerge dal sondaggio 'Farmaci, generici e integratori alimentari' condotto da Ipsos per conto di Movimento Consumatori, i cui risultati sono stati presentati a Roma. Le interviste hanno coinvolto mille persone sui 44 anni d'età per cercare di approfondire le abitudini degli italiani nell'utilizzo di farmaci, aderenza alle cure prescritte dal medico, conoscenza degli equivalenti e degli integratori alimentari. Ne è risultato che le donne sono nel 65 per cento dei casi coloro che acquistano i medicinali per tutta la famiglia. Dal quadro del sondaggio emerge anche la 'precisione' degli italiani nel seguire le indicazioni del medico (compliance): il 95 per cento dichiara di farlo e, in più, l'82 per cento degli intervistati controlla la data di scadenza dei farmaci prima di assumerli. Quasi la metà dei partecipanti all'indagine assicura poi di leggere il foglietto illustrativo presente nelle confezioni, soprattutto i giovani e i più istruiti. "Ci saremo aspettati - ha detto Rossella Miracapillo, responsabile dell'Osservatorio farmaci&salute di Movimento consumatori - un identikit diverso degli italiani alle prese con le medicine, più negativo. E' anche vero che ciò che si dichiara di fare, molto spesso non corrisponde alle azioni reali, ed è per questo che le criticità segnalate sono più che mai degne di attenzione".

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Levi Montalcini, ascoltate i rettori la ricerca è il futuro del Paese

"Occorre ascoltare il grido di allarme dei rettori e degli Enti di ricerca sulla difficile situazione finanziaria nella quale si trovano. L'università e la ricerca sono il futuro del nostro Paese e delle nuove generazioni. E' necessario avere accesso alle risorse come disposto dalla legge Finanziaria e poter utilizzare quanto prima i fondi previsti per la stabilizzazione e il reclutamento dei giovani ricercatori". La scienziata e senatrice a vita Rita Levi Montalcini, raccoglie e rilancia così l'appello formulato da rettori universitari ed Enti di ricerca sulla mancanza di risorse per la ricerca in Italia. "Come affermato dal presidente Prodi nel suo messaggio da Tokyo: la ricerca è una priorità. Questa priorità è tra i dodici punti del programma della maggioranza, definito dopo la crisi. In questa ottica occorre anche - ammonisce la senatrice a vita - individuare, se possibile, nuove risorse così da attenuare gli effetti dei tagli ai finanziamenti". "Un segnale della politica in questa direzione sarebbe positivo sia per il mondo della ricerca sia per quello dell'università, ma soprattutto per i giovani, oggi giustamente preoccupati per il loro futuro. La ricerca e la formazione sono fondamentali per lo sviluppo e la competitività di un Paese. La conoscenza è uno dei fattori basilari per garantire sviluppo e coesione sociale", conclude Levi Montalcini.

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Errori medici, denunce in aumento: + 184% negli ultimi 10 anni

Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno

Sono aumentate del 184 per cento negli ultimi 10 anni le denunce ai medici per malpractice (errori medici), attestandosi a 150 mila all'anno. Un fenomeno che ha costi elevati: pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno, secondo recenti stime. Lo ricordano i camici bianchi dell'Amami (Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente) che, dal 38.esimo Congresso nazionale dell'Otodi (Ortopedici e traumatologi ospedalieri d'Italia) in corso a Tirrenia, protestano contro "la 'sindrome americana' che spinge a far causa ai camici bianchi per presunte lesioni legate alle prestazioni sanitarie". Una protesta che potrebbe presto trasformarsi in azioni. "I medici - avverte il presidente dell'associazione Maurizio Maggiorotti - sono pronti ad azioni clamorose, perché le loro richieste, fatte nel solo interesse di ridare serenità al rapporto con il paziente, vengano ascoltate".

Maggiorotti invita a smetterla "con le vessazioni delle assicurazioni, con i risparmi della spesa sanitaria decisi dai manager, sopportati dai medici e sofferti dai cittadini. Basta con il silenzio dei politici. Dalle prestazioni mediche - dice Maggiorotti - si pretendono ormai risultati miracolosi e la conseguente tensione generata negli ospedali è così forte che sulla medicina tradizionale, basata solo sulla considerazione della salute del paziente, si sta imponendo quella 'difensiva' che porta gli specialisti a rinunciare alla chirurgia che ritengono più idonea, nel timore di finire in tribunale". L'Amami ricorda che anche i chirurghi dal Congresso della Sic (Società italiana di chirurgia) - che si tiene in questi giorni a Roma - chiedono l'osservatorio del contenzioso e dell'errore medico, proposto dall'Amami dal 2005. L'aumento delle denunce negli ultimi anni pesa anche economicamente. L'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) - ricorda ancora Amami - sostiene che i costi di questa "macchina" siano pari all'1 per cento del Pil, 10 miliardi di euro l'anno. "Soprattutto i chirurghi vengono denunciati o subiscono richieste di risarcimento con estrema superficialità, mentre 2 su 3, dopo un lungo calvario giudiziario, verranno riconosciuti innocenti", conclude l'associazione.

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22 aprile 2007

Morbo di Alzheimer, l'attività fisica non rallenta i danni cognitivi

La RM indica che l'attività fisica non ha alcun effetti sul tasso di progressione delle lesioni della materia bianca nei soggetti anziani con morbo di Alzheimer. Era precedentemente stato riportato che l'attività fisica sembra rallentare la progressione dei danni cognitivi, probabilmente incrementando il flusso ematico alla corteccia cerebrale. Vi sono comunque costanti prove del fatto che gli anziani che praticano un'attività fisica regolare o di livello elevato presentano una diminuzione del rischio di demenza rispetto a quelli inattivi. I meccanismi tramite cui ciò accade possono essere vascolari, neurali o una combinazione che non implica alcun rallentamento delle lesioni della materia bianca cerebrale, il che spiega i dati del presente studio. (Neurology 2007; 68: 1223-6)

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20 aprile 2007

Immigrate, a Roma un nuovo sportello di consulenza

Lunedì 23 Aprile 2007, ore 12.00, Via Benedetta, 28, inaugurazione nuovo Sportello di Consulenza e Orientamento per Immigrate. Progetto promosso dal Comune di Roma e curato dall?Associazione AssoLei ? Sportello Donna
(Roma) Grazie al sostegno dell?Assessorato Pari Opportunità del Comune di Roma, che ha promosso il progetto da maggio sarà operativo presso l?Associazione ?Assolei ? Sportello Donna? un nuovo servizio di consulenza e orientamento per native e soprattutto migranti.

Non semplicemente informazioni, ma un percorso di consapevolezza; come spiega l?opuscolo predisposto per l?occasione, ?Itinerari consapevoli?(clicca per scaricare opuscolo), poiché è dalla coscienza dei propri diritti che nasce la libertà e l?autodeterminazione delle donne. Delle lavoratrici straniere in particolar modo, e rispetto alle quali ?Assolei Sportello Donna?, ha attivato uno sportello di consulenza atto a favorirne la piena integrazione, facilitando, ad esempio, le procedure burocratiche rispetto al rilascio, rinnovo o conversione dei permessi di soggiorno, carta di soggiorno, cittadinanza italiana e ricongiungimento familiare; fornendo indicazioni e suggerimenti alle nuove arrivate circa la ricerca di un?occupazione o di un alloggio, ma anche rispetto al diritto allo studio e l?assistenza sanitaria; e ancora, consulenza gratuita e assistenza legale alle vittime di discriminazioni, molestie e abusi sui luoghi di lavoro.

Nel caso di situazioni particolari la struttura farà da tramite con altre associazioni e organismi che hanno competenze specifiche e con le quali si è instaurata una rete di comunicazione e di reciproca collaborazione. Ogni martedì e venerdì dalle ore 14,30 alle ore 19,30, nella sede di Assolei, in Via Benedetta 28 (Piazza Trilussa), previo appuntamento, telefonando allo 06/5809363 due avvocate, un?assistente sociale e una mediatrice culturale (tutte volontarie) valuteranno con le lavoratrici immigrate e con le famiglie ospitanti che decideranno di avvalersi del nuovo servizio, le problematiche del singolo caso, contribuendo anche a redigere un curriculum vitae che valorizzi le proprie competenze, individuando eventualmente un ulteriore percorso formativo compatibile con le esigenze familiari e lavorative.

Il nuovo servizio verrà presentato lunedì 23 aprile alle ore 12.00 nella sede di Assolei, nel corso di una conferenza stampa alla quale è stata invitata l?Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Roma, Cecilia D?Elia, la Dirigente del Dipartimento XVII°, Ufficio Pari Opportunità del Comune di Roma, Patrizia Patrizi, donne dell?associazionismo, del volontariato e del sindacato, cui darà il benvenuto la Presidente di Assolei, Dalila Novelli

Nel corso dell?incontro verranno distribuite copie dell?opuscolo ?Itinerari consapevoli? nel quale sono stati riportati alcuni indirizzi, riferimenti ed informazioni generali che possono essere di aiuto alle donne italiane o straniere, ovviamente non esaustivi della grande varietà di soggetti preposti all?assistenza e all?orientamento sul territorio di Roma, ma comunque di immediata utilità rispetto alle emergenze. L?Associazione Assolei-Sportello donna, che opera a Roma dal 1993 è nata per tutelare i diritti delle lavoratrici. Si occupa delle donne nel mondo del lavoro, di discriminazioni, abusi, violenze e mobbing ed offre attività di ascolto, consulenza, sostegno sindacale e giuridico a donne italiane e straniere.
Per informazioni e appuntamenti tel. 06/5809363 - email: info@assole.it - WEB: www.assolei.it - Ufficio stampa Delt@ - e-mail redazione@deltanews.it cell. 334. 3559003 www.deltanews.it

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Assistenza sanitaria immigrate

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Contraccezione, in arrivo la pillola economica

Si chiama Estinette la prima versione "generica" o, meglio, equivalente di pillola anticoncezionale (non terapeutica) ed è disponibile sul mercato italiano dal mese di gennaio di quest`anno. Per quanto riguarda la composizione in principi attivi, 75 mcg di gestodene e 20 mcg di etinilestradiolo, la nuova pillola s`inserisce nel gruppo dei contraccettivi orali a basso dosaggio, quelli più utilizzati negli ultimi 10 anni, con l`ulteriore vantaggio di costare circa il 40% in meno rispetto ai farmaci di marca.

La disponibilità di un medicinale equivalente, ad un prezzo contenuto, offre l`opportunità a molte più donne di accedere ad una serena programmazione familiare. Per esempio alle donne di classi economico sociali non elevate, che finora non potevano permetterselo.

Infatti, in Italia sono 13,7 milioni le donne in età fertile, ma solo il 20% impiega un contraccettivo orale, un vero record negativo rispetto al resto d`Europa.
(Conferenza stampa. Milano, 6 marzo 2007)

Link in argomento:
La contraccezione
I farmaci generici

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Francia: Zapatero invita a votare Segolene Royale

(Parigi) "Il momento delle donne è arrivato e spero che i francesi alle presidenziali di domenica daranno prova di coraggio", votando per me. A tre giorni dal voto Segolene Royal, la prima donna ad essere candidata all'Eliseo in Francia si dice fiduciosa per l'esito del primo turno di domenica. "Mi batto per essere al secondo turno" dichiarava giovedì scorso al tg di Tf1, la prima rete televisiva francese (privata) facendo appello ad un voto consapevole. Di convinzione, e che guardi alla serietà dei programmi. Sono la sola che può incarnare il cambiamento.

Come potrebbero essere credibili i miei rivali?" ha lanciato Royal all'indirizzo di Nicolas Sarkozy e Francois Bayrou, "visto che promettono di fare domani quello che non hanno fatto ieri" quando stavano al governo? La presidente della Regione Poitou-Charentes ha attaccato duramente il suo rivale dell'Unione per un Movimento Popolare affermando: "Sarkozy è un uomo pericoloso, ad esempio quando avanza tesi genetiche sulla pedofilia. Per essere stata ministro della famiglia so benissimo che (i pedofili, ndr.) sono perfettamente coscienti di quello che fanno". Per questo ha annunciato una politica in "Difesa dei bambini e delle violenze fatte alle donne".

Quanto al centrista François Bayrou, Royal ha affermato: "Bayrou dice lui stesso che non ha un programma. E poi non ha un'équipe. Ha giusto qualche misura da applicare". Intanto gli ultimi sondaggi danno Sarkozy e Royal in testa al primo turno, ma secondo il sondaggio pubblicato ieri da BVA-Orange il candidato dell'Ump batterebbe al secondo turno, il 2 di maggio, la sua avversaria: 53% (-2) contro 47% (+2). Secondo un altro sondaggio, il barometro quotidiano Tns-Sofres per Le Figaro, Nicolas Sarkozy e Segolene Royal sarebbero invece in lieve calo rispettivamente al 28,5% e al 25%. Francois Bayrou sarebbe al 19% con un aumento di 2 punti. Il leader dell'estrema destra Jean Marie le Pen anche sarebbe in crescita di 2 punti, al 14%.

Al secondo turno, Nicolas Sarkozy batterebbe Segolene Royal con il 51% dei voti. Da gennaio ad oggi, Royal, avrebbe perso il 10% dei consensi fra i giovani dai 18 ai 29 anni, secondo un sondaggio realizzato dall'istituto OpinionWay per il quotidiano gratuito Metro, attualmente Royal avrebbe il 26,5% dei favori dei ragazzi e delle ragazze di quella fascia d'età, mentre il candidato conservatore Nicolas Sarkozy raccoglie il 27,5% in vista del primo turno di domenica 22. Ma in gennaio, Royal raccoglieva il 36% delle intenzioni di voto; avrebbe dunque subito un crollo. Anche Sarkozy in questa fascia d'età ha perduto oltre 5 punti percentuali: era al 32% secondo OpinionWay nel mese di gennaio.

Il favore dei giovani si sarebbe invece concentrato sul centrista Francois Bayrou, che raccoglieva il 10% delle intenzioni in gennaio e oggi si attesterebbe ben al 19%. Il leader dell'estrema destra Jean Marie Le Pen raccoglie invece oggi l'11%: era al 9% in gennaio. Intanto in quest?altalenarsi di numeri e sondaggi, a caccia degli indecisi, i candidati hanno affrontato ieri sera gli ultimi grandi comizi con il supporto anche di prestigiosi ospiti stranieri: come José Luis Zapatero, il premier spagnolo, per Segolene Royal, che ha chiuso la campagna a Tolosa.

Zapatero, già in passato aveva confessato di "provare una grande empatia politica per la candidata socialista?, e ieri, partecipando al meeting conclusivo della leader socialista ha detto di amare il suo programma. "Segolene è il cambiamento, Segolene è il futuro!" José Luis Rodriguez Zapatero ha elogiato in termini calorosi la persona, le speranze, le capacità della candidata socialista alle presidenziali francesi. Ha parlato in spagnolo Zapatero, di fronte a un pubblico comunque calorosissimo ("Il progresso delle donne fa progredire tutta la società" è la frase che ha riscosso più applausi). ?Sono venuto a sostenere Segolene in primo luogo per lei stessa, e poi per accompagnarla in questa fase decisiva del suo impegno per offrire un modello di successo al suo paese. Poi per la comunità delle nostre idee socialiste, che sono più vive che mai" ha detto il premier spagnolo. "L'Europa aspetta una Francia rinnovata, impegnata. Segolene sa servire questo paese, sa servire l'Europa e i valori della cittadinanza. Segolene è il cambio, Segolene è il futuro!" e mentre il pubblico gremito cominciava a scandire Za-pa-te-ro, Za-pa-te-ro ha concluso, "Segolene per te e per la Francia il meglio deve venire, comincerà domenica e sempre, sempre starò al vostro fianco.

Per Zapatero è decisivo che una donna si trovi per la prima volta nella condizione di accedere alla presidenza della Repubblica francese". ?Si tratta? ? ha detto - "di un passo in avanti molto importante per il miglioramento della condizione della donna nel mondo e contribuisce ad un'immagine di rinnovamento che può essere molto importante per la Francia e tutta l'Europa" Dalla sua Royale ha anche il compagno di vita e leader del suo partito: Francois Hollande, convinto che se la candidata socialista passerà al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, saprà senza dubbio battere il suo rivale conservatore Sarkozy. "Segolene è stata a lungo sottovalutata, come alcuni colleghi hanno imparato a loro spese- ha spiegato ieri al Times di Londra Hollande - è un politico più abile di quanto pensi la gente.

La conosco meglio degli altri. Ha un vero carattere, una forza interna". ?Se avrà superato la prova del fuoco del primo turno sarà vista come una vincitrice, pronta per un duro ballottaggio, sostiene. "Dovrà dimostrare che ha l'autorità necessaria e un futuro governo attorno a sé. Dimostrerà di essere in pace e in armonia con la nazione, mentre Sarkozy genera preoccupazione angoscia- afferma- si tratta di due diverse concezioni della società e del potere. Saprà riunire la gente.

Come donna, ha un diverso modo di parlare delle cose". Ieri sera Royale si è appellata ancora una volta alle donne, promettendo di lavorare per il miglioramento delle loro condizioni, presupposto perchè migliorino anche quelli dell?uomo. Nel corso di un dibattito organizzato la settimana scorsa dal settimanale ?Elle?, invitata a precisare i primi tre provvedimenti che prenderebbe a favore delle donne, ha ribadito che, se eletta, farebbe adottare dal parlamento una legge quadro contro le violenze coniugali. Royal che è anche madre di quattro figli, ha poi aggiunto che costituirebbe "un servizio pubblico per la prima infanzia" con le collettività territoriali per aumentare l'offerta nel settore e renderebbe la scolarità obbligatoria dai tre anni (contro gli attuali sei) per costringere le scuole materne, che spesso lamentano ragioni di organico, ad accettare le iscrizioni di tutti i bambini a partire da quell'età.

La candidata socialista ha proposto, inoltre, di fare entrare al Pantheon Olympe de Gouges, la prima donna che ha chiesto, durante la rivoluzione francese, il diritto di voto per le donne senza ottenerlo. Sarkozy, che ha già annunciato che, se eletto, imporrebbe la parità all'interno del suo governo, da parte sua, ha dichiarato che instaurerebbe "un diritto all'asilo dei bambini", che permetta alle donne di poter scegliere se lavorare o no. L'ex ministro degli Interni ha infine promesso una "conferenza sociale" padronato-sindacati con l'obiettivo di ridurre lo scarto salariale fra uomini e donne. Bayrou, si è pronunciato invece in favore di "sanzioni pecuniarie per le imprese colpevoli di organizzare criteri di ineguaglianza salariale" ma anche di "garantire alle donne non solo il ritorno al lavoro" dopo la maternità ma anche "che la loro carriera non subirà intoppi se avranno dei figli".

Bayrou, che ha promesso che se eletto nominerà "liberamente ed equamente uomini e donne" in tutti i posti che dipendono dal capo dello Stato, incluso il governo, vedrebbe bene non un asilo nido in ogni azienda, ma parecchi posti in asili locali, perché le donne non siano "legate all'azienda dove lavorano". Tra le altre proposte di Segolene Royal (Ps) ricordiamo l?annunciato confronto annuale fra parti sociali su salari e crescita, aumento immediato del 5% delle pensioni minime - tetto agli affitti pari al 25% del guadagno delle famiglie meno abbienti - creazione di 500mila "posti di lavoro-trampolino" con contratti semestrali finanziati interamente dallo Stato sia nel settore pubblico che in quello privato, riservati ai giovani che abbiano le qualifiche necessarie - in caso di licenziamento, una "sicurezza sociale professionale" garantirà il 90% del salario netto percepito per un anno, con diritto a corsi di formazione - le imprese che licenzino o trasferiscano del personale pur con profitti elevati dovranno rimborsare gli aiuti pubblici ricevuti - creazione di una polizia di quartiere; di centri di recupero per giovani delinquenti, se necessario con inquadramento militare; prestazioni sanitarie speciali per anziani, portatori di handicap e giovani; contraccezione gratuita fino ai 25 anni - referendum nel prossimo autunno sulla "VI Repubblica": proporzionale, mandato unico, giurie cittadine, diritto di voto agli stranieri nelle elezioni locali - matrimonio ed adozione per le coppie omosessuali - trattato europeo ridotto alle questioni istituzionali e sociali, con referendum di ratifica "al più tardi" nel giugno del 2009. Insomma, di carne al fuoco ce n?è per convincere elettori e soprattutto elettrici, la cui scelta di voto non è scontata.

Ad avvalorare questa tesi anche la decisione di Brigitte Bardot, ormai esclusivamente dedita alla causa animalista, che ha annunciato che non andrà a votare dal momento che nessuno degli aspiranti all'Eliseo l'ha voluta incontrare per discutere dei temi a lei cari. "Non voterò perché in questa campagna nessuno dei candidati si è degnato di rispondere a domande che non rispondano ai loro interessi", ha spiegato in un comunicato diffuso dalla sua fondazione.
(Delt@ Anno V°, N. 92 - 93 del 20 - 21 Aprile 2007)

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19 aprile 2007

Endoscopia capsulare, più efficacie della Tac

L'endoscopia capsulare è più efficace della TAC o della radiografia standard per la diagnosi dei sanguinamenti gastrointestinali occulti. Essa risulta superiore anche all'enteroscopia ed alla radiografia con contrasto baritato del tenue, e nel presente studio ne viene dimostrata la superiorità anche nei confronti delle modalità angiografiche, ed in particolare dell'angiografia mesenterica standard. L'endoscopia capsulare dovrebbe dunque essere usata per prima dopo un'endoscopia dell'intestino superiore negativa, e renderebbe non necessarie le procedure angiografiche invasive nella maggior parte dei casi. (Am J Gastroenterol 2007; 102: 731-7)

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Tosse cronica: spesso è trattata in modo scadente

La tosse cronica causa un elevato livello di morbidità in coloro che ne sono affetti, determinando un elevato livello di sfruttamento delle risorse sanitarie da parte di questi ultimi. Questo disturbo è sempre meglio caratterizzato per merito di ricerche svolte in reparti specializzati nella tosse, dove i tassi di successo delle terapie sono elevati, ma i dati sul complesso sintomatico della tosse cronica nella popolazione generale sono scarsi. Al di fuori dei reparti specializzati, il presente studio ha riscontrato che la tosse cronica viene diagnosticata e trattata in modo scadente, soprattutto a causa di mancanza di conoscenza dell'eziologia di questo sintomo debilitante, ma di solito trattabile. Se la comprensione di questi aspetti venisse favorita, la gestione della tosse cronica potrebbe trarne beneficio, con grandi vantaggi per i pazienti affetti. (CoPubblicaugh online 2007, pubblicato il 17/4)

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Infertilità maschile, associata alla mutazione di un gene

Una mutazione nel gene AURKC è associata a spermatozoi poliploidi dalla testa ipertrofica con flagelli multipli che determinano infertilità maschile. Precedenti studi avevano identificato microdelezioni sul cromosoma Y associate ad un'alterazione della spermatogenesi umana. Nonostante il fenotipo infertile, gli uomini con omozigosi per questa delezione non presentano difetti fisiologici o anatomici evidenti, mentre quelli eterozigoti non presentano alcuna riduzione della fertilità. E' noto che il gene AURKC viene espresso anche nell'ovaio e negli oociti, ma il suo ruolo nell'oogenesi rimane da investigarsi. (Nat Gen online 2007, pubblicato il 15/4)

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Medici di famiglia, un clima da caccia alle streghe

Clima da 'caccia alle streghe' contro medici di famiglia. E' la preoccupazione della Federazioni italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che commenta la notizia dei 53 medici di famiglia denunciati per truffa alla Asl numero 1 di Città di Castello, in Umbria, perché avevano percepito quote per assistiti deceduti. Secondo il sindacato, la categoria è vittima, da anni, di un fenomeno di cattiva amministrazione delle risorse pubbliche da parte delle anagrafi comunali e di quelle delle aziende sanitarie. La denuncia dei 53 medici umbri , infatti, "mette ancora una volta in evidenza il problema della non perfetta rispondenza tra le anagrafi comunali e quelle delle Asl. Così, nonostante la comunicazione obbligatoria di avvenuto decesso all'ufficio comunale competente attraverso il modello Istat, l'anagrafe sanitaria non viene aggiornata". "Vogliamo ricordare - dice Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg - che, secondo la convenzione con il Servizio sanitario nazionale, il medico deve curare i pazienti. La verifica, l'aggiornamento degli elenchi degli assistiti, in seguito alla comunicazione di avvenuto decesso da parte dei Comuni, spetta unicamente alle Asl". L'azienda, inoltre, "è tenuta a comunicare al medico la revoca per decesso tempestivamente o comunque entro un anno dall'evento". E il leader della Fimmg ricorda che la magistratura, recentemente, ha riconosciuto la responsabilità dell'Asl assolvendo in pieno i medici di famiglia, in un contenzioso di una Asl veneta. Milillo rileva come nessuno abbia messo in evidenza come in molte regioni d'Italia la 'pulizia' delle liste degli assistiti sia stata effettuata direttamente dai medici di famiglia. "Non si può imputare alla categoria un'inefficienza cronica del sistema. Pertanto la Fimmg appoggerà, nella certezza che ogni addebito ai colleghi sarà ritirato, la richiesta degli inquisiti di avere il rimborso delle spese legali sostenute, nonché i danni morali da parte della Asl numero 1 di Città di Castello".

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Regioni, un decreto "salva-deficit" per azzerare il debito entro il 2010

Il decreto 'salva-deficit', all'esame dell'Aula del Senato, "ha l'obiettivo di fare sì che tutte le Regioni, dal Lazio alla Sicilia, entro il 2010 azzerino il loro debito. La sfida è mettere sotto controllo la spesa sanitaria del nostro Paese e farlo in quelle regioni che nel corso di tanti anni hanno accumulato debiti molto pesanti". Lo afferma il ministro della Salute, Livia Turco, nel suo intervento durante la discussione generale del provvedimento in Aula a Palazzo Madama. Difendendo il decreto, su cui sono piovute numerose critiche dell'opposizione e in particolare della Lega, il ministro chiede che "nella fase applicativa dei piani di rientro dal deficit delle Regioni sia coinvolto il Parlamento. Propongo in quest'aula che il controllo sia esercitato anche dal Parlamento, perché la posta in gioco è grandissima ed è la tenuta del sistema sanitario universalistico e solidale". Precisando che non si tratta di un intervento assistenzialistico, la Turco sottolinea che "da una lettura del provvedimento attenta e contestualizzata nell'ambito della politica sanitaria del Governo, si evince una sfida molto impegnativa: tenere sotto controllo la spesa sanitaria. Nel Patto per la salute e in Finanziaria - prosegue - è stabilito che i debiti sanitari delle Regioni devono essere estinti entro il 2010.

L'impegno di questo decreto - chiarisce - è rendere effettivo quanto stabilito in Finanziaria, mettendo tutte le regioni nelle condizioni che da qui al 2010 sia superata la situazione debitoria. L'intento è perseguire l'efficienza della spesa sanitaria, che è l'altra faccia dell'equità, ed è sostanziale per promuovere il diritto alla salute. La promozione dell'unitarietà del sistema è l'altro elemento alla base di questo provvedimento. Il federalismo solidale e l'unitarietà del sistema richiedono che ciascuna Regione diventi efficiente". Per il ministro, "la norma contenuta in Finanziaria consentirà al Governo di controllare l'applicazione dei piani di rientro. Le Regioni che li hanno sottoscritti dovranno concordare con l'esecutivo le delibere da adottare per l'attuazione dei piani". Una fase per cui il ministro chiede il coinvolgimento del Parlamento. L'esame del decreto prosegue con la votazione degli Ordini del giorno e poi degli emendamenti.

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18 aprile 2007

La Margherita lancia la rivista 'Progetto Donna?

(Torino) Si intitola ?Progetto Donna? la rivista trimestrale promossa dal Dipartimento Nazionale Pari Opportunità DL- La Margherita, cui va il nostro augurio e in bocca al lupo. Il numero 0 sarà distribuito in abbinamento al quotidiano ?Europa? in occasione del Congresso Nazionale DL-La Margherita di Roma (20-21-22 aprile 2007) e sarà disponibile nelle prossime settimane in tutte le sedi regionali e provinciali de La Margherita.

?Le politiche di genere hanno bisogno di comunicare, e ?Progetto Donna? - dichiara Angela Motta, responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità e Direttora Editoriale della nuova rivista - vuole essere un luogo di confronto di idee, di informazione, di servizio, di promozione, per accrescere il protagonismo e la soggettività femminile in ogni ambito sociale. Uno strumento volto a favorire lo sviluppo delle pari opportunità , per diffondere e consolidare la cultura della ?differenza?

Solo così riusciremo ad arrivare a realizzare il passaggio non più eludibile tra parità formale e uguaglianza sostanziale. Uno spazio per far dialogare le donne tra loro, e non solo?. Questo primo numero propone, tra gli altri, articoli di Francesco Rutelli, Rosy Bindi, Linda Lanzillotta, Cristina De Luca, Marina Magistrelli

In ?Lettera alla donne? Rutelli sottolinea come ?Costruire una società nella quale le donne abbiano lo spazio che non solo è loro dovuto, ma che è saggio, utile per l?intera comunità per poter mettere a frutto potenzialità ed intelligenze, arricchendo della loro specificità le capacità nazionali?. ?E? necessario ? continua il leader della Margherita - incoraggiare maggiormente la cittadinanza attiva e la partecipazione delle donne alla vita politica e all?alta dirigenza dell?amministrazione pubblica a tutti i livelli.

Una società non discriminante può fondarsi solamente su responsabilità , opportunità e risorse condivise fra entrambi i generi?. ?Non una politica?per le donne? ma una politica che partendo da competenze ed esperienze femminili allarghi a tutti la flessibilità scelta e la qualità di un nuovo stato del benessere, non riservato a cittadini maschi, adulti e garantiti? scrive invece nel suo editoriale - ?Un?alleanza per la famiglia per far crescere l?Italia? ? la ministra per la Famiglia, Rosy Bindi, mentre Linda Lanzillotta (?Non solo cose di donne. Cambiare la società chiusa e riformare il welfare?) parla della necessità di candidature femminili, ?necessarie per un modello di società più equa e solidale, per una politica di qualità , sfruttando la capacità tutta femminile di gestire con semplicità situazioni complesse ed articolate. ?Per la donna è più difficile arrivare a farsi sentire. Perché? si chiede Cristina De Luca (?Al di là dell?apparenza. La spinta riformista delle donne?) individuando tra le cause del problema ?l?impossibilità per una donna, se non a costo di sacrifici e di importanti rinunce, di frequentare i tavoli dove ci si consulta, dove si decide, dove si legifera. Bisogna rifondare la politica.

Certo, troppi segnali sono allarmanti, e non solo nel distacco dell?elettorato dai partiti. Ma invertire questa tendenza, significa anche cambiare i ritmi e i modi, cambiare abito alla politica, accogliere condividendoli i tempi e i metodi di lavoro delle donne?. In ?La pazienza dell?ascolto. Per cambiare d?abito alla politica?, Marina Magistrelli indica: ?Se il PD vorrà essere un partito realmente nuovo e giungere a una convivialità delle differenze politiche e culturali, potrà non rendere protagonista la differenza per definizione che è quella femminile?

Info Redazione ?Progetto Donna?, Via Arsenale, 14 - 10121 Torino - Tel. 011 5757 461 - Fax 011 5618167 angela.motta@consiglioregionale.piemonte.it
(Delt@ Anno V°, N. 90 del 18 Aprile 2007)

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17 aprile 2007

Diabete tipo 2 connesso a lieve danno cognitivo

I soggetti con diabete di tipo 2 presentano un significativo aumento del rischio di sviluppare lievi danni cognitivi di tipo amnestico, una condizione ampiamente riconosciuta quale stato transizionale fra la normale funzionalità cognitiva ed il morbo di Alzheimer. Tale effetto permane anche dopo aver tenuto conto di eventuali ictus e dei fattori di rischio vascolare, il che suggerisce che l'associazione fra diabete e lievi danni cognitivi di tipo amnestico sia indipendente dalla presenza di malattie cerebrovascolari. Al contrario, la correlazione fra diabete e lievi danni cognitivi di tipo non amnestico, rilevata in precedenza, diviene non significativa dopo approssimazione per i fattori sopra citati, e ciò suggerisce che le malattie cerebrovascolari potrebbero mediare la relazione fra diabete e lievi danni cognitivi di tipo non amnestico. (Arch Neurol. 2007; 64: 570-5)

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Gravidanze, dopo taglio cesareo a rischio natimortalità

Le gravidanze che intervengono a seguito di una precedente gravidanza terminata con un taglio cesareo presentano un aumento del rischio di natimortalità. L'incremento del rischio è ancora evidente anche a seguito di approssimazione per potenziali fattori interferenti, ed è stato già riportato in tre altri studi, il che suggerisce che la correlazione potrebbe anche essere di tipo causale. In totale, circa il quattro percento della natimortalità è attribuibile ad un'anamnesi di taglio cesareo. Sono necessarie ulteriori ricerche sulle potenziali catene di eventi alle spalle di questo fenomeno, ma nel frattempo pazienti e medici dovrebbero essere consapevoli sia dell'aumento del rischio, sia del fatto che comunque parlando di una singola gravidanza il rischio assoluto di natimortalità rimane molto basso. (Br J Obstet Gynaecol 2007; 114: 264-70)

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Gravidanza

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Tumore polmonare: toracoscopia facilita chemioterapia

La lobectomia toracoscopica migliora il tasso di compliance complessivo e porta ad una diminuzione dei ritardi e dell'ipodosaggio nella somministrazione della chemioterapia. Negli USA solo il 10 percento degli interventi di rimozione dei tumori polmonari viene effettuato toracoscopicamente, ma più del 50 percento dei pazienti che richiedono l'intervento sarebbero candidati all'approccio minimamente invasivo. La chirurgia toracoscopica porta con sé molti vantaggi, fra cui meno dolore, meno farmaci antidolorifici, un più rapido ritorno alla piena attività ed un minor rischio di complicazioni, e se è praticabile non comporta alcuno svantaggio. La lobectomia toracoscopica può essere un'opzione per i pazienti con tumori polmonari non a piccole cellule: questa tecnica tende ad avere successo con tumori di dimensioni inferiori ai sei centimetri, ed è stata applicata come alternativa alla chirurgia per circa 15 anni. Studi più ampi consentiranno di investigare anche eventuali fattori interferenti, come stadio tumorale, performance, funzionalità polmonare ed altri ancora, ma nel presente studio non è stata riscontrata alcuna differenza nei parametri della compliance alla chemioterapia sulla base dello stadio del tumore. (Ann Thorac Surg. 2007; 83: 1245-50)

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Tumori, Veronesi: alla ricerca solo 200 mln l'anno

"Ogni anno vengono stanziati per la ricerca sul cancro circa 200 milioni di euro: come il costo di quattro calciatori". Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano ed ex ministro della Sanità, lancia un appello alla classe politica del Paese: "Occorre risvegliare la loro coscienza - ha detto ieri durante l'inaugurazione dei nuovi laboratori di ricerca che completano il progetto del campus Ifom-Ieo - perché non si può rimanere inattivi davanti alla tragedia del cancro, che ogni giorno solo in Italia fa 400 vittime". L'oncologo ha denunciato la scarsità di fondi destinati ogni anno alla ricerca scientifica sottolineando come invece "i costi di questo settore si siano invece moltiplicati negli anni". Inutile, ha sottolineato, nascondere le difficoltà, fra le quali si annoverano, oltre ai costi della ricerca scientifica, anche "la necessità di formare una nuova generazione di professionisti che conoscano la medicina molecolare, e i costi elevatissimi dei farmaci biointelligenti".

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Possibile abolizione ticket 10 euro sulla diagnostica

Ministero della Salute
Il Governo potrebbe decidere di eliminare da subito il ticket da 10 euro sulla ricetta di prestazioni diagnostiche, presentando un emendamento al Dl sul ripiano dei disavanzi sanitari delle Regioni, attualmente all'esame del Senato. Lo ha prospettato il ministro della Salute, Livia Turco, avvicinata a Palazzo Madama a margine dei lavori delle Commissioni Bilancio e Sanità. Alla domanda se il Governo presenterà in Aula un emendamento al decreto per eliminare il ticket di 10 euro, la Turco ha risposto: "si, potrebbe presentarlo". Le commissioni Bilancio e Sanità del Senato stanno concludendo la discussione generale del decreto legge; è prevista una seduta notturna dove si inizieranno a votare gli emendamenti: a quanto si apprende, il relatore starebbe per presentare alcune proposte di modifica.

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16 aprile 2007

Obesità: fattori di rischio cardiaco migliorano se il peso è costante

Il profilo di rischio cardiaco potrebbe in qualche modo migliorare nei soggetti obesi che mantengono costante il proprio peso negli anni.

Benché il messaggio a livello di salute pubblica rimanga che l'obesità e l'eccessivo aumento di peso debbano essere evitati onde ridurre il rischio cardiovascolare, è utile sapere che le variazioni nei fattori di rischio cardiovascolare non siano necessariamente più favorevoli negli adulti normali che in quelli obesi: ciò è valido per quanto riguarda livelli lipidici e pressione.

E' comunque importante tener presente che i livelli assoluti di rischio di malattie cardiovascolari rimane meno favorevole nei pazienti obesi rispetto a quelli di peso normale.
Am J Epidemiol 2007; 165: 890-900)


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La dieta: cosa ci fa sentire pieni?
Le diete: miti e realtà delle diete veloci

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Ssn, al collasso in 10 anni se non si fa prevenzione

Ministero della Salute
Il Sistema sanitario nazionale "è agli sgoccioli". Se non si punta sulla prevenzione potrebbe giungere "al collasso nell'arco di 10 anni, con ripercussioni nefaste sui nostri figli, costretti a pagarsi le cure di tasca propria". A 'contare i giorni' al Ssn è Donato Greco, a capo del Dipartimento di prevenzione e comunicazione del ministero della Salute, che durante la conferenza di presentazione del Sanit a Roma, lancia l'allarme affermando che "il sistema di cure universale, così come lo conosciamo oggi in Italia, potrebbe giungere al capolinea. I soldi spesi attualmente, infatti, non garantiranno neanche un terzo delle cure offerte, a fronte dell'aumento della sopravvivenza dei malati cronici". Ecco perché "è indispensabile puntare sulla prevenzione: lotta al fumo, all'abuso di alcol, al sovrappeso - sottolinea Greco - e incentivazione di stili di vita sani sono l'unica strada che ci resta per guadagnare in salute e salvare il nostro Ssn".

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Turco, pronto il decreto per il Comitato sulla sicurezza alimentare

"Firmerò nei prossimi giorni il decreto di costituzione di un Comitato scientifico per la sicurezza alimentare. Un organismo che in Italia ancora mancava e che collaborerà con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma ".

Lo ha annunciato il ministro della Salute Livia Turco intervenendo all'assemblea annuale della Federazione italiana delle industrie alimentari (Federalimentare), in corso a Roma. "Come mi è stato richiesto - ha aggiunto Turco - affronteremo anche la questione dell'aggiornamento legislativo in materia e dalla prossima settimana si aprirà il confronto sull'ipotesi di un testo unico sulla sicurezza alimentare".

Il Comitato scientifico in questione sarà istituito all'interno del ministero della Salute. Turco ha inoltre ricordato che il piano interministeriale 'Guadagnare salute' "punta a cambiare l'ordine di priorità della salute: prevenire le malattie invece che curarle, aggredendo i maggiori fattori di rischio alla base di un gruppo di patologie che provocano 9 morti su 10 e fanno spendere il 70 per cento delle risorse della sanità.

Questi fattori di rischio sono gli stili di vita errati. Per un'opera di prevenzione efficace bisogna dare il via ad azioni concrete e darsi tempi e strumenti per verificare i risultati ottenuti". Il Comitato sulla sicurezza alimentare sarà proprio uno degli strumenti che consentirà un ulteriore controllo sui cibi, collaborando alla lotta contro l'obesità, favorendo una corretta alimentazione.

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14 aprile 2007

Mammogrammi falsi positivi hanno risultati a lungo termine negativi

Le donne che ricevono mammogrammi falsi positivi tendono ad effettuare più auto-esami del seno, ed hanno maggiori probabilità di aderire alle visite di controllo: benchè questi comportamenti superficialmente appaiano sani, l'ansia a lungo termine causata da un risultato falso positivi è negativa. Questo effetto permane per molti anni, e benchè lo stato d'ansia non sia tanto generalizzato da richiedere un intervento medico, si tratta di una conseguenza non necessaria di un'assistenza medica scadente. Fra l'altro, i falsi positivi comportano dei costi sanitari non indifferenti. E' possibile ridurne il numero in sicurezza: in caso di falso positivo, si può consigliare alla paziente di ripetere a breve l'esame, in modo da controllare se il secondo esame confermi la diagnosi di tumore, il che riduce lo stato d'ansia della paziente. Le decisioni legate allo screening dei tumori mammari rappresentano un complesso nodo di forze sociali, politiche ed economiche: non vi sono raccomandazioni semplici che si applichino a tutte le donne intorno ai 40 anni, ed è necessario ascoltare le pazienti e comunicare efficacemente sulle limitazioni e sui benefici dello screening effettuato con questi test imperfetti. (Ann Intern Med 2007; 146: 502-10 e 529-31)

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13 aprile 2007

Immigrazione, in Italia è donna

(Roma) Arrivano da Cina, Marocco, Nigeria, Albania, Perù, da Ucraina, Filippine, Polonia ed Ecuador le donne immigrate che arrivano in Italia in cerca di un lavoro autonomo, e sono la metà degli immigrati nel nostro Paese. Addirittura in sette regioni - Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Liguria e Sardegna ? così come in 42 capoluoghi di provincia, le immigrate sono la maggioranza.

In 40 gruppi nazionali presenti in Italia l'incidenza delle donne supera il 70% e in alcuni casi anche l'80%. In 18 gruppi, a prevalente tradizione musulmana, la percentuale delle donne è invece inferiore al 30%. Attualmente, le immigrate inserite nell'assistenza alle famiglie - il lavoro più praticato dalle straniere - sono 1.300.000, cui si aggiungono i circa 1.700.000 irregolari con un reddito sommerso di 8 miliardi di euro.

Di tematiche legate all?immigrazione femminile a Roma, alle politiche ed alle proposte governative se n?è parlato ieri nel corso del convegno Donne in cerca di futuro. Le donne immigrate a Roma: quali percorsi di cittadinanza?" organizzato dall?Associazione Cristiano Sociali del Lazio all?Università degli Studi Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione-Aula Volpi (via del Castro Pretorio, 20)

Hanno preso parte ai lavori l?On Marcella Lucidi, Sottosegretaria di Stato all?Interno, Paola Busato del gruppo Donne Cristiano Sociali del Lazio, l?Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Raffaela Milano, il dott. Franco Pittau, Coordinatore Dossier Caritas sull?Immigrazione, Francesco Susi, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, Francesca Brezzi, docente di Filosofia Morale all'Università Roma Tre, il dott. Aldo Morrone, Direttore del Reparto di Medicina delle Migrazioni del San Gallicano. Chato Basa, presidente del Philippine Women's Council, e Margherite Lottin Welly, presidente dell'associazione interculturale Griot, hanno testimoniato l?impegno in questo campo di enti locali ed associazioni.

Una lettura più attenta dell'immigrazione femminile l?ha fatta Franco Pittau, che ha presentato il dossier statistico immigrazione Caritas/migrantes: le immigrate che hanno scelto l? Italia lo hanno fatto (i dati lo ricordiamo, sono riferiti al 31 dicembre 2005) non solo per il lavoro (il 46,3%) e per motivi famigliari (il 44.9%) ma anche per motivi di cura o studio. Queste ultime sono il 2,3% e sono concentrate in sedi di prestigiose università. Molte giungono per motivi religiosi (1,8%) e sono concentrate prevalentemente a Roma.

?Donna vuol dire anche famiglia e porta a pensare all'immigrazione come ad un insediamento stabile della popolazione immigrata, che invece ? ha sottolineato Pittau - facciamo fatica a inquadrare, nonostante la consistenza degli immigrati sia aumentata di ben 22 volte a partire dal 1970, con un ritmo di incremento unico nei paesi industrializzati''. ?La donna, per il fatto di emigrare, si trova ? continua - a svolgere nei fatti una forte funzione di mediazione: esistenziale, perché da un ruolo assegnato dalle convenzioni del paese di origine passa ad un ruolo riformulato secondo le proprie esigenze, di ridefinizione della sua posizione all'interno della famiglia per quanto riguarda le rigide subordinazioni gerarchiche al partner maschile, di collegamento della cultura di origine con quella di accoglienza, come anche di mediazione tra la famiglia e la società ospitante''.

Eppure, ha evidenziato ancora, ?'il livello di integrazione raggiunto dalle immigrate è spesso più basso rispetto a quello degli uomini per quanto riguarda l'inserimento lavorativo, economico, familiare, abitativo e relazionale. E? però anche vero che le donne immigrate sono un elemento più forte, perchè caratterizzate da una maggiore tenacia nel tessere relazioni per i motivi che qui sono stati riportati. Le politiche migratorie, pertanto, se si mostreranno maggiormente attente alle donne immigrate, saranno per ciò stesso più promettenti''. Il permesso di soggiorno per lavoro rappresenta per le immigrate da un lato un'affermazione, ma dall?altro anche un aggravio, perchè hanno dovuto coniugare ? e con molta più difficoltà delle native - impegni familiari con quelli professionali, mentre per i paesi di origine il beneficio è notevole a seguito dell'invio delle rimesse, spesso il perno principale dell'economia familiare''.

''Come Università Roma Tre - ha spiegato Francesca Brezzi- abbiamo sviluppato molte iniziative sul tema dell'immigrazione, in generale, e su quella femminile in particolare. Occorre rendere cittadine a pieno titolo le donne immigrate, evitando chiusure, inserendole nei posti di lavoro facendo anche un lavoro culturale su di noi, per superare tutti gli stereotipi ancora purtroppo presenti''. Concorde con Brezzi la Sottosegretaria Lucidi. "Colgo l'occasione di questo convegno - ha dichiarato Lucidi - per iniziare dagli aspetti più problematici della migrazione femminile. Il legame tra irregolarità e sfruttamento colpisce anche molte donne straniere in Italia. Per questo una nuova disciplina dell'immigrazione che implementi i percorsi di immigrazione regolare rappresenta per le donne immigrate un forte sostegno al loro inserimento e anche una tutela alla loro dignità di genere, perchè accade che la vulnerabilità, che spesso si lega alle condizioni di irregolarità, esponga le donne anche a violenze fisiche o sessuali".

"Contrastare con forza i sistemi di sfruttamento che lucrano sulla pelle degli immigrati, come si intende fare con il testo all'esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato - ha aggiunto ancora Lucidi - significa anche indicare alle donne che ne sono vittime una diversa strada per trovare un posto nella nostra società. In questo l'art. 18 della legge sull'immigrazione si è rivelato un valido strumento di tutela e promozione delle donne immigrate. Un articolo che intendiamo potenziare, valorizzando di più il percorso sociale e la collaborazione tra le Questure e le associazioni già impegnate. E? anche necessario individuare forme di tutela estese ai familiari delle vittime di sfruttamento che spesso sono oggetto di minacce, di ritorsioni pur rimanendo nei paesi di origine".

(Delt@ Anno V°, N.86 ? 87 del 13 ? 14 Aprile 2007)

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Donne straniere e assistenza sanitaria

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Anziani, il Ministro Livia Turco presenta il progetto interministeriale

Un piano strategico interministeriale per affrontare in maniera organica tutti i bisogni degli anziani. Non solo la salute, quindi, ma anche la casa, l'organizzazione dei quartieri, la mobilità e altro ancora. E' il progetto annunciato ieri mattina dal ministro della Salute Livia Turco, a margine dell'incontro sulla terza età organizzato da 'Salute' di Repubblica e Somedia a Roma, e che verrà illustrato il prossimo autunno in un convegno a Genova: "Una città di anziani - ha detto il ministro - che sta facendo molto per gli anziani".

La Turco ha precisato che quella della terza età non dev'essere considerata più la fase finale della vita, "ma bisogna pensare a gestirla come seconda giovinezza. Dobbiamo prendere di petto la nuova situazione demografica, che è una piramide rovesciata. Dobbiamo prendere atto - ha proseguito - che la società sta cambiando radicalmente e dobbiamo pensare a una società della seconda giovinezza. Vivere più a lungo deve significare vivere meglio, e dobbiamo rompere lo stereotipo per cui quella dell'anzianità è l'ultima fase della vita. Stiamo lavorando a un piano d'azione interministeriale che punta sulla consapevolezza che la situazione demografica del Paese sta cambiando: non si può continuare a pensare a interventi 'tampone', né a politiche d'emergenza". Per questo vanno cambiate anche le strategie di intervento. "Abbiamo questa ambizione: fare un vero e proprio progetto - ha concluso il ministro della Salute - per una società della seconda giovinezza".

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Donne, nelle diete l'assunzione di calcio protegge dalla perdita d'osso

Le donne sane in sovrappeso in età premenopausale non presentano perdita d'osso durante una fase di dimagrimento moderato se assumono 1-1,8 grammi di calcio al giorno.

La perdita di peso è associata a perdita d'osso, ma questo non era finora stato verificato nelle donne in sovrappeso prima della menopausa. Rispetto alle pazienti obese, quelle in sovrappeso potrebbero essere più propensi alla perdita d'osso a causa della riduzione del carico, alla diminuzione della sintesi extraovarica di estrogeni dovuta a depositi di grasso più limitati ed alla riduzione dell'assunzione di calcio dovuta alla minor richiesta energetica, soprattutto durante le diete.

In base al presente studio, un apporto di calcio sufficiente durante le diete elimina il rischio di perdita d'osso in queste pazienti, senza alcun aumento del turnover osseo o dell'asse calcio-PTH a causa della perdita di peso. (Am J Clin Nutr. 2007; 85: 972-80)

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La dieta e il controllo del peso: cosa ci fa sentire pieni?
Osteoporosi
Il calcio nella prevenzione dell'osteoporosi

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12 aprile 2007

Coop Italia, il portale giornalistico sull'altra informazione

(Roma) Sul www.buonpernoi.it, il portale giornalistico di Coop Italia (nato nel 2002 con il contributo della Commissione europea Direzione Generale Salute e Tutela dei consumatori, è principalmente il canale di diffusione di una filosofia e uno stile di vita concepito dall?idea che quello che ha valore per ognuno di noi migliora la vita di tutti.

Il portale è, dunque ?un posto in cui - come dice Paola Parenti, ideatrice del progetto - le due anime, quella dei valori e quella legata alla prassi del consumo, si fondono per dare vita ad un nuovo stile di pensiero con il quale affrontare scelte d?informazione, comunicazione e acquisto, e dove il valore dei valori è rappresentato dal sentimento del gusto degli altri, quella particolare propensione a compiere scelte e azioni a beneficio e rispetto degli altri, e quindi di noi stessi?), è stato pubblicato in occasione dell?anno europeo delle pari opportunità il dossier Informarsi in rosa che si interroga sullo spazio che le donne hanno sui media e sul web con uno zoom su iniziative d?informazione nate in rete promosse da donne per altre donne.

Il dossier, a cura di Alessandra Mariotti punta il dito sull?immagine stereotipata che i media ? tv e carta stampata - danno ancora della figura femminile, e cita il convegno del maggio scorso a Roma, Ancelle o signore della comunicazione?, nel corso del quale sono stati forniti i dati di alcune ricerche, ?sia a livello nazionale che internazionale (importante quella condotta dal Global Media Monitoring Project), dimostrano come a far notizia sia o la donna bella, giovane e di successo o quella vittima di violenza?.

?Non si parla invece quasi mai delle donne che fanno politica (sono poche ma ci sono!) o di quelle impegnate nel mondo della cultura o dell?impresa. Perché? si interroga Mariotti. Forse perché di giornaliste ce ne sono poche? Al contrario ma il punto è che ?di potere decisionale ne hanno poco: basti pensare che solo 1,9% dei direttori di quotidiani è donna. E poi, in realtà, non è detto che se a dirigere un giornale sia una donna, riescano ad imporsi notizie d?un certo spessore sull?universo femminile?. Che fare dunque se si vogliono avere informazioni di genere?

Un pò di consigli e dunque indicazioni sul meglio del web, pochi esempi - Donnatv.it (la prima webtv al femminile), Radiosa e La citt@ delle donne (trasmissioni radiofoniche per promuovere le pari opportunità), Technè Donne (progetto europeo per promuovere tra le donne competenze in ambito informatico/tecnologico), Mammeonline (communty di oltre 5000 mamme) - ma significativi di come le donne

siano capaci di impossessarsi dei nuovi linguaggi della comunicazione, diventando produttrici di informazione sul web (vedi DonnaTv), valorizzando le pratiche e i saperi delle donne nello spazio virtuale, come fa ad esempio Technè Donne, un sistema tra l?altro premiato nel 2006 come miglior contenuto digitale dall?eContent Award Italy.

Ancora viene citato il caso di RADIOSA, promosso da WOW (Women at work, una onlus che opera nel settore della comunicazione): tre cicli di trasmissioni radiofoniche andate in onda su Radio Latte e Miele con quiz e test psicologici per parlare di tematiche varie, e in grado di raggiungere un pubblico più ampio.

Info sul dossier: http://www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=7466

(Delt@ Anno V°, N. 85 del 12 Aprile 007)

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Regioni al lavoro per rinnovo contratti settore

Al lavoro per il rinnovo dei contratti dei lavoratori della sanità pubblica, compreso quello della dirigenza medica 2006-2009. "Dopo l'incontro di ieri con il Ministro Luigi Nicolais, la stagione dei rinnovi contrattuali è prossima alla partenza", assicura il presidente del Comitato di settore delle Regioni per il comparto sanità, Romano Colozzi, a margine della riunione dell'Organismo di coordinamento dei comitati di settore che si è tenuta a Roma, a Palazzo Vidoni, sede del ministero della Funzione Pubblica. "Oggi abbiamo esaminato - spiega Colozzi in una nota - la cosiddetta 'Direttiva Madre', ovvero il documento che detta le linee guida per la stesura degli Atti di indirizzo per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali del settore pubblico. Al termine di un incontro che reputo molto costruttivo, ho anticipato al ministro Nicolais il parere positivo del comitato di settore da me presieduto, riservandomi di informare nella giornata di domani la Conferenza dei Presidenti delle Regioni per esaminare il testo finale del documento, emendato nel corso della riunione odierna. Ho inoltre convocato per mercoledì prossimo il comitato di settore per la Sanità al fine di iniziare la stesura degli atti di indirizzo che, fino ad oggi, non potevano essere emanati senza una Direttiva di riferimento. Auspico dunque - conclude Colozzi - che i lavoratori della sanità pubblica italiana, dopo 16 mesi di attesa, abbiano al più presto un nuovo contratto e che ci siano i presupposti necessari per revocare lo sciopero precedentemente proclamato, affinché la nuova stagione abbia inizio all'insegna del dialogo e non dello scontro".

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Trapianto di cornea: nuove tecniche personalizzate

Trapianto di cornea: tecniche personalizzate consentono di trattare più occhi con una sola cornea

Mediante tecniche chirurgiche avanzate è possibile scambiare soltanto la parte malata di una cornea con la sua controparte sana derivante da un donatore, e ciò permette di utilizzare una sola cornea per trattare più pazienti. La cornea viene suddivisa in tre parti: disco lamellare anteriore, disco lamellare posteriore e rima corneosclerale periferica, comprendente le cellule staminali limbali. Evitando terapie molto pesanti, come la cheratoplastica lamellare o penetrante tradizionale, gli autori dello studio ritengono che questa strategia atta ad utilizzare una sola cornea per più pazienti apra la possibilità di fate un uso ottimale del tessuto corneale donato disponibile. (Arch Ophthalmol 2007; 125: 552-4)

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Emiparesi cronica: un aiuto dalla robotica

Un nuovo apparecchio robotico sperimentale che fornisce un supporto in termini di potenza a muscoli indeboliti risulta promettente per il miglioramento della motilità del braccio nei pazienti sopravvissuti ad ictus con grave emiparesi cronica. L'apparecchio consiste in un esoscheletro che viene attivato dalla stessa attività elettromiografica del paziente. I pazienti a cui si rivolge questa innovativa proposta sono quelli più gravemente danneggiati, a cui in passato si poteva offrire di meno: in assenza dell'apparecchio, molti di questi soggetti semplicemente non sarebbero in grado di portare a termine il movimento, e pertanto non avrebbero la possibilità di migliorare le proprie performance tramite l'esercizio. (Am J Phys Med Rehabil. 2007; 86: 255-61)

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Malformazioni fetali, l'omessa diagnosi prenatale

Tribunale di Lucca

Mancata diagnosi prenatale e conseguente impossibilità ad abortire

In caso di gravi malformazioni fetali, ove vi sia difetto di informazione da parte del medico, per omessa diagnosi prenatale impeditiva del diritto della madre di scegliere l'aborto, il sanitario risponde dei danni, patrimoniali e non, conseguenza immediata e diretta del suo inadempimento. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)

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Intramoenia anche per gli specializzandi

La misura, che apre nuove possibilità di reddito per i medici in formazione, è contenuta nella bozza di contratto approdata alla Conferenza Stato-Regioni

Rivolgersi a uno specialista oppure optare per un giovane medico in formazione, magari spendendo qualcosa in meno per la visita specialistica a cui si è deciso di sottoporsi. A breve per gli italiani potrebbe aprirsi anche questa possibilità, ovvero l'opportunità di scegliere l'intramoenia, la libera professione dei camici bianchi in strutture pubbliche, optando per gli specializzandi.

La misura, che apre nuove possibilità di reddito per i medici in formazione, è contenuta nella bozza di contratto approdata alla Conferenza Stato-Regioni. "E' il punto più nebuloso, sicuramente meno chiaro dello schema del contratto - spiega all'AdnKronos salute Francesco Silenzi, vice presidente dell'Amsce (Associazione medici specialisti e specialisti in formazione della Comunità Europea) - ma crediamo che verrà data la possibilità ad ogni singola azienda di stabilire regole e norme per consentire agli specializzandi di svolgere la professione intramuraria, con tutoraggio diretto o indiretto" del professore. E una volta che i giovani medici saranno sul 'mercato', "sarà il paziente, naturalmente, a decidere se rivolgersi allo specialista o farsi visitare da un medico che si sta specializzando". Del resto, i medici in formazione "effettuano già ora consulenze, fanno ambulatorio e altre attività che vengono tutorate riconoscendo loro, tuttavia, man mano maggiore autonomia". E presto tra queste attività potrebbe fare capolino anche la possibilità di esercitare la libera professione negli ospedali italiani.

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11 aprile 2007

Prevenzione, a Genova è caccia aperta agli aneurismi

E' in fase di svolgimento presso l'U.O.C. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell'Azienda Ospedaliera "San Martino" di Genova, diretta dal Prof. Domenico Palombo, il progetto di screening, denominato S.A.GE (Screening Aneurismi GEnova), per la valutazione dell'incidenza della patologia aneurismatica in una popolazione a rischio.

Il progetto si propone di promuovere uno screening su una fascia di popolazione, ritenuta a rischio: tutti i soggetti di sesso maschile, con età superiore a 65 anni e residenti nella circoscrizione n. 8 (Medio Levante) di Genova (oltre 9.000) verranno sottoposti ad esame ecocolorDoppler per lo studio dei diametri dell'aorta addominale al fine di individuare la presenza di Aneurismi.

L'idea del progetto nasce dalla evidenza che la maggior parte degli aneurismi aortici sono asintomatici, non vengono diagnosticati e che, sfortunatamente, la loro rottura comporta un rischio di mortalità ospedaliera superiore al 50 per cento, a fronte di un rischio inferiore al 3 per cento per l'intervento in elezione.
Pertanto i vantaggi attesi da questo tipo di progetto consistono anzitutto nel diagnosticare la patologia, là dove ignorata, per dare poi una risposta adeguata in termini di monitoraggio o di intervento immediato al fine di prevenire il rischio di rottura e le drammatiche complicanze ad essa correlate. Tale progetto, per modalità e dimensione dello studio, è del tutto innovativo nel nostro Paese e nella Regione Liguria.

E' peraltro di particolare interesse che il primo progetto di questa natura sia realizzato in questa Regione ed in particolare a Genova che, come è noto, ha la più alta percentuale di anziani (ultrasessantacinquenni) fra le città europee. A Genova questi raggiungono il 10.5 per cento a fronte di un atteso europeo dell' 8.5 per cento. Visto anche l'interesse internazionale per questo tipo di studi e per l'azione di prevenzione ad essi collegata, interesse dimostrato, come detto, dalla legge federale statunitense che ha finanziato un progetto di screening nazionale, lo studio SAGE ha l'ambizione di potersi proporre come fase 1 di un più vasto programma nazionale a cui fare da studio pilota e da propositore.

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Cimo-Asmd, conferma lo sciopero del 4 maggio

I camici bianchi del Servizio sanitario nazionale incroceranno le braccia, venerdì 4 maggio 2007, nonostante le promesse economiche del Governo e delle Regioni. Lo ricorda Stefano Biasioli, presidente nazionale Cimo-Asmd, sottolineando - in una nota - che si tratterà di uno sciopero contro "un Governo che solo nella Finanziaria 2008 comincerà a pensare ai contratti pubblici scaduti il 31 dicembre del 2005!". Ma anche contro "l'abitudine italica di rinnovare i contratti pubblici tre anni dopo la loro scadenza." L'astensione dal lavoro, sottolinea Biasioli, si basa su "quattro buoni motivi, che rivelano tutti la criticità della sanità italiana. Contratto scaduto e sottofinanziato; l'agonia della libera professione intramoenia allargata; l'assenza di regole (e di fondi) per la previdenza integrativa; il precariato medico, eccessivo per un Ssn che si vorrebbe di qualità". Biasioli ricorda che lo sciopero del 4 maggio sarà soprattutto 'un'iniziativa per', ossia uno sciopero a favore dei diritti dei laureati sanitari e - quindi - della qualità delle cure. Quindi per il contratto; per la vita della libera professione; per l'avvio della previdenza integrativa; per la soluzione definitiva del precariato medico".

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Snami, "accuse gravi e ingiustificate" di Ichino ai medici di famiglia

La polemica sui certificati
Autocertificazioni al lavoro per i primi tre giorni di malattia. E' la 'ricetta' del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) contro l'assenteismo 'coperto' dal certificato medico. A proporla il presidente dell'associazione di categoria, Piergiuseppe Conti, che non nasconde la sua irritazione per le "accuse gravi e ingiustificate" ai medici di famiglia, contenute in un articolo di Pietro Ichino sul 'Corriere della Sera' di ieri, in cui si punta il dito contro i camici bianchi dal certificato facile. "Conosciamo la fama e le idee innovative del giuslavorista Pietro Ichino. Non ammettiamo però - dice il leader Snami - che il solito gioco al massacro preveda un solo capro espiatorio, ovvero il medico". Per Conti la soluzione "è già sui tavoli del Governo attuale e dei precedenti". Una proposta che lo Snami ha avanzato da tempo "per stabilire regole certe per le certificazioni di malattia. Si tratta di responsabilizzare il lavoratore e far sì che autocertifichi di malattia fino a tre giorni. Questo avviene in tutti i Paesi europei, dove si va dal medico dal quarto giorno di indisposizione in poi".

"Le accuse infondate di malafede e irresponsabilità - dice il presidente Snami riferendosi all'articolo apparso ieri sul Corriere della Sera - devono poi essere provate con i fatti, perché gettano discredito sui medici già incolpati spesso fuori luogo di sempre maggiori misfatti e con scarsissima possibilità di appello mediatico. E non solo: il professor Ichino - prosegue Conti - attacca a tutto campo anche gli Ordini dei medici. Ma ne ha anche per i magistrati". E per chiarire la posizione dello Snami Conti, infine, rivolge a Pietro Ichino l'invito ad un confronto, perché non è più accettabile che "si continui a gettare fango sulla categoria".

Link attinenti
I nullafacenti di Pietro Ichino
Riformare la burocrazia: mobilità anche per gli statali I
Riformare la burocrazia: mobilità anche per gli statali II



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06 aprile 2007

Corte dei Conti, se l'intervento non è giustificato il chirurgo risarcisce la ASL

Sussiste un comportamento connotabile come gravemente colposo, con conseguente condanna al risarcimento del danno erariale subito dalla ASL, ove dalle indagini si sia riscontrato che il chirurgo abbia posto in essere comportamenti concretizzatisi in interventi, comunque posti a carico del servizio sanitario, ma non aventi finalità cliniche atte a risolvere un problema di salute dei pazienti, bensì mere finalità estetiche, in palese contrasto con la normativa statale e regionale di riferimento; con un atteggiamento psicologico, desunto anche dalle dichiarazioni di alcune pazienti, persuasivamente confermato come improntato a grave leggerezza professionale (caso di interventi di mastoplastiche riduttive, mastoplastiche additive, orecchie a sventola, liposuzioni). (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)

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Gravidanza, eccessivi gli esami e gli integratori prescritti

Troppi esami medici, ecografie e integratori inutili per le italiane in dolce attesa, secondo un'indagine su 1.691 donne in gravidanza realizzata da Altroconsumo.
A partire dagli esami del sangue: alla metà delle intervistate, in fatti, ne sono stati prescritti più di quelli previsti e rimborsati dal Servizio sanitario nazionale. Eccessivi anche gli esami di screening, prescritti a donne a cui non sono raccomandati - come l'amniocentesi in giovane età - e di integratori di vitamine e minerali consigliati nel 60 per cento dei casi, e quasi sempre inutili. Più che eccessivo, infine, il numero delle ecografie con una media di 6 esami nei 9 mesi, il doppio rispetto ai 3 previsti dalle Linee guida nazionali, con il 20 per cento del campione che ne ha eseguito almeno 9. Secondo l'indagine di Altroconsumo - realizzata attraverso questionari distribuiti alla future mamme - il 98 per cento del campione è stato seguito durante la gravidanza da un ginecologo e solo l'11 per cento riferisce di essere stato seguito anche da un'ostetrica.

Altissima, il 70 per cento, la percentuale di donne che si fa assistere da un ginecologo privato, spendendo per la gravidanza in media quasi 600 euro. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell'8 per cento dei casi. Tra gli esami più eseguiti, al primo posto quello per la toxoplasmosi (il 98 per cento), mentre tra i meno effettuati c'è quello sulla sifilide (33 per cento). Secondo gli esperti di Altroconsumo, in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. Occorre, quindi, "un richiamo alla deontologia dei ginecologi - si legge in una nota - e più informazioni alle donne". Azione che, "a fronte di un iniziale costo produrrebbero benefici tangibili, sia sul piano educativo che economico, sul lungo periodo". Il dossier è disponibile su www.altroconsumo.it.
Esami in gravidanza

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05 aprile 2007

Sanità: Boom di prescrizioni 'occulte'

Il 40 per cento non parte dal medico di famiglia Un fenomeno sempre più diffuso nelle grandi città italiane

Il paziente presenta al suo medico di famiglia la richiesta di un esame diagnostico, di una visita specialistica, di una nuova cura o addirittura di un ricovero. E il camice bianco la trascrive sul ricettario del Servizio sanitario nazionale, anche se la prescrizione non è 'farina del suo sacco'. Sono le cosiddette prescrizioni 'occulte', un fenomeno sempre più diffuso nelle grandi città italiane, e in virtù del quale molte delle domande di accertamenti, terapie e ospedalizzazioni attribuite al medico di medicina generale 'partono' in realtà dalla medicina di secondo livello. Secondo una ricerca osservazionale condotta da 12 medici di famiglia della Asl provinciale di Brescia, la percentuale di prescrizioni 'occulte' è pari al 40 per cento. Ma per Roberto Carlo Rossi, segretario nazionale Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani), "il calcolo è prudenziale: nei grandi centri urbani - spiega l'esperto all'Adnkronos salute - le prescrizioni 'occulte' sono ben di più e forse superano il 50 per cento". L'indagine bresciana si concentra sulla diagnostica ed è pubblicata sull'ultimo numero del trimestrale 'Politiche Sanitarie'. Per sei mesi, dall'ottobre 2005 al marzo 2006, gli autori hanno classificato le loro prescrizioni in quattro categorie: esami prescritti di propria iniziativa, esami suggeriti da specialisti pubblici, esami consigliati da specialisti privati/accreditati ed esami suggeriti dagli assistiti. Su un totale di 65.471 contatti ambulatoriali medico-paziente registrati nel periodo in analisi, sono state raccolte in tutto 19.063 prescrizioni corrispondenti alle quattro tipologie sopra indicate. E se nel 60 per cento dei casi la prescrizione partiva direttamente dal medico di famiglia, nel 40 per cento risultava 'indotta': dallo specialista pubblico (19 per cento), dallo specialista privato (13 per cento) oppure dallo stesso paziente (8 per cento). Ma considerando le prestazioni di diagnostica per immagini, le più tecnologiche e costose, il rapporto svelato dallo studio bresciano si ribalta: il 40 per cento delle prescrizioni viene deciso nell'ambulatorio del medico di medicina generale, il 60 per cento in quello specialistico.

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Turco, problema è uso frammentario risorse

Il problema della ricerca italiana, anche in campo sanitario? "La frammentazione delle risorse". Parola del ministro della Salute Livia Turco che, intervenendo ieri mattina al convegno 'Ricerca e innovazione in sanità', organizzato a Roma dai Democratici di sinistra, ha sottolineato l'importanza di evitare la dispersione dei finanziamenti. "Servono risorse adeguate - dice - per la ricerca biomedica. Ma anche alleanze e sinergie nuove. Serve - prosegue Turco - un maggiore sviluppo della ricerca applicata al Ssn e la capacità dei vari istituti, enti e centri del servizio sanitario di costruire una rete di ricerca integrata. Infine - aggiunge - serve più trasparenza nell'utilizzo dei fondi". Sulla questione del contratto dei medici specializzandi, in sciopero per tre giorni per rivendicare un contratto che sarebbe dovuto essere firmato nel 1999, il ministro della Salute invece 'passa la palla' al collega dell'Università e della ricerca: "Un commento sullo sciopero dei medici - conclude - chiedetelo a Fabio Mussi".

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Tumori del colon e del retto: rischio ridotto con la contraccezione orale

I dati di uno studio su quasi 40.000 donne supportano un potenziale ruolo dei contraccettivi orali nella riduzione del rischio di tumore colorettale. Il presente studio suggerisce infatti che l'uso di ormoni esogeni come i contraccettivi orali conferisce una certa protezione dallo sviluppo di tumori colorettali nelle donne. E' stata anche riscontrata una lieve correlazione fra durata dell'uso dei contraccettivi e protezione. In ogni caso, nonostante l'apparente correlazione con i contraccettivi orali, l'associazione fra protezione endogena di ormoni sessuali (fattori riproduttivi) ed incidenza dei tumori colorettali rimane poco chiara. (Am J Epidemiol 2007; 165: 794-801)

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Facciamo il punto sull'omeopatia

A curarsi con l'omeopatia sono 300 milioni di cittadini nel mondo. In Italia il 23,1% della popolazione (DOXA 2005). I medici italiani esperti in Omeopatia sembrano essere circa 8000, ma mancano specifici registri professionali. In Italia tra Scuole private di formazione e associazioni scientifiche dell'omeopatia è in corso un conflitto metodologico dilaniante. Il principale motivo del contendere riguarda la proposta di alcuni di considerare la medicina omeopatica come un sapere medico complementare alla medicina classica, di stimolare quanto più possibile la ricerca scientifica in questo settore e di promuovere la medicina integrata, ovvero, un'alleanza tra le due medicine. Su queste posizioni si sono di recente allineate anche 36 Università americane (Consortium of Integrative Medicine). Secondo altre associazioni invece l'omeopatia deve essere considerata come una medicina non convenzionale, alternativa alla medicina classica.

Edra, considerata la diffusione del fenomeno omeopatia in Italia, ha deciso di contribuire alla conoscenza di queste disciplina attraverso l'apertura di una Rivista di settore: Omeopatia33 (per registrarsi www.omeopatia33.it). Ha scelto di affidare la gestione scientifica di questa Rivista alla Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata perché reputa che la SIOMI sia una SMS di garanzia in quanto essa è l'organizzazione numericamente più rappresentativa dei medici omeopati italiani; oltre il 75% dei suo Soci sono medici classici che lavorano nel SSN e per lo più sono specialisti e praticano sia la medicina omeopatica che la medicina classica; la società promuove l'utilizzo del medicinale omeopatico come un ulteriore risorsa terapeutica da prescrivere senza pregiudizi ne' preconcetti verso il farmaco convenzionale e si adopera per promuovere l'alleanza e lo scambio culturale tra i medici classici e i medici omeopatici. Edra ha ritenuto che questi intendimenti siano di garanzia sia per la classe medica che per il cittadino utente.

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Il Ministro Livia Turco e i fondi alle Regioni

"O tutte le Regioni diventano capaci di spendere in tempo utile le risorse messe loro a disposizione, o non ha senso fare una battaglia per consentire loro maggiori finanziamenti".
Così il ministro della Salute Livia Turco intervenuta ieri mattina al convegno 'Ricerca e innovazione in sanità' organizzato dai Democratici di Sinistra a Roma.

"Bisogna coniugare efficienza, equità e universalità del Servizio sanitario nazionale. E' necessario dotarsi - dice il ministro - di un'idea guida che sia quella di dare al Ssn la missione della qualità e della sicurezza delle cure". Per raggiungere questo obiettivo, secondo il ministro della Salute, è necessario coordinare l'azione del Governo che "è molto complessa e va ridefinita in base al titolo V della Costituzione". Non solo, secondo Livia Turco "ogni singolo atto deve essere collocato entro un progetto che è appunto quello della qualità e della sicurezza delle cure che si attua attraverso scelte di valore, politiche e tecniche". Il ministro della Salute elenca i passi decisivi per raggiungere questo obiettivo, primo fra tutti "l'autonomia e la responsabilità di chi opera nel Ssn. Dobbiamo ricostruire - incalza - la catena delle responsabilità altrimenti, come pensate che si possa risolvere una situazione come quella del Policlinico Umberto I di Roma. Non bastano più risorse".

Altro nodo fondamentale è quello della "promozione del merito. Dobbiamo fare - continua Turco - una battaglia e decidere di far prevalere la buona politica e la capacità di riprogrammazione che alcune Regioni hanno già esercitato". Un'altra delle scelte obbligatorie, per il ministro, è quella della unitarietà del sistema sanitario nazionale "non solo dei Lea". A questo proposito Livia Turco polemizza a distanza con il Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Non può farci credere che il Ssn funzioni trainato solo dal 50 per cento delle regioni virtuose".

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Un futuro senza medici di famiglia

Undici milioni di italiani potrebbero rimanere senza medico di famiglia entro dieci anni. Colpa del notevole squilibrio che si creerà tra i professionisti di nuova nomina e quelli che andranno in pensione

La previsione di una grave carenza di medici impegnati nelle cure primarie viene dalla Federazione italiana medici di medina generale (Fimmg). Il tema è affrontato nel documento sulla 'Rifondazione della medicina generale', già discusso dai vertici del sindacato e ora all'attenzione di tutti gli iscritti chiamati, entro il 30 giugno, ad approvarlo.

Ogni anno, spiega la Fimmg, si formano 1.560 medici di medicina generale. Ma da oggi al 2017 ne andranno in pensione 25.500. Il saldo sarà pari a 9.900 medicina in meno. Risultato 11 milioni di pazienti senza medico se non ci sarà un'inversione di tendenza. A fare i conti sono i camici bianchi della
La 'ricetta' della Fimmg, nella proposta di 'Rifondazione', è "dare la possibilità ai medici di organizzarsi - spiega il segretario nazionale del sindacato Giacomo Milillo - per poter affrontare le esigenze assistenziali di tutti". E per farlo è necessario "togliere il medico di famiglia dalla situazione di 'emarginazione' dal sistema che vive oggi. Permettendo, in primo luogo, l'accesso alle funzioni dirigenziali nella medicina del territorio". Al medico di medicina generale, inoltre, dovrebbe essere fornito il"personale sufficiente perché possa fare il suo mestiere e non debba fare contemporaneamente la segretaria, l'infermiera, il burocrate o altro", dice Milillo.

Ma il punto forte della riorganizzazione delle cure di base sta nel creare una rete di relazioni tra colleghi che "pur lasciando i medici nei loro studi, permetta - continua - di strutturare un servizio di medicina generale flessibile alle esigenze del cittadino". Per tutto questo sono necessari investimenti da parte del Servizio sanitario nazionale. Secondo il sindacato, servirebbe un miliardo e mezzo di euro in più rispetto ai 4 miliardi e 800 mila euro spesi attualmente dal servizio pubblico per la medicina generale. Per quanto riguarda la formazione, invece, il sindacato punta ad ottenere una specializzazione specifica in medicina generale e l'insegnamento universitario della disciplina. Mentre resta ferma la posizione contro un passaggio alla dipendenza per la categoria.

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Le Regioni dicono No al ticket

Specialistica e diagnostica
Via il ticket di 10 euro sulla specialistica e la diagnostica. A chiedere al governo di accollarsi, "in tutto o in parte", l'introito derivante dalla misura contenuta in Finanziaria sono le Regioni, che oggi in Conferenza a Roma stanno discutendo di ticket e federalismo fiscale. La richiesta delle Regioni sarà oggi stesso sul tavolo del ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa, che alle 16 incontrerà alcuni esponenti della conferenza delle Regioni. "Il ticket di 10 euro sulla ricetta di visite specialistiche ed esami diagnostici - spiega a margine della conferenza della Regioni Romano Colozzi, assessore al Bilancio della Lombardia - è da noi considerato assurdo, perché impoverisce le famiglie soprattutto in caso di pluriprescrizioni. Ecco perché chiederemo al Governo di farsene carico, in tutto o in gran parte". Benché la discussione tra le Regioni sia ancora in corso, "do per scontato - afferma sicuro Colozzi - che su questo punto raggiungeremo l'accordo unanime. Anche perché non è mai successo nella storia della sanità che ci si trovasse di fronte a un ticket così pesante". Oggi, nell'incontro al ministero dell'Economia, "le Regioni - conclude il coordinatore degli assessori al Bilancio della conferenza delle Regioni - formalizzeremo anche questa richiesta".

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03 aprile 2007

SARS, identificati fattori di rischio diffusione ospedaliera

E' stato identificato un certo numero di fattori che facilitano la comparsa di focolai nosocomiali di ARDS: tali fattori di rischio comprendono distanza fra i letti e necessità di ventilazione a pressione positiva bi-livello. Durante l'epidemia di SARS è stato osservato che gli ospedali possono rappresentare un terreno di crescita per le malattie infettive: le infezioni nosocomiali possono amplificare i focolai delle malattie infettive, ed è pertanto molto importante garantire spazi adeguati nei reparti ospedalieri ed implementare misure di controllo efficaci contro le infezioni onde evitare contaminazioni. I dati del presente studio sono di rilievo non soltanto per la SARS, ma anche per altre infezioni trasmesse per via aerea, come l'influenza. (Clin Infect Dis 2007; 44: 1017-25)

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Vita sedentaria connessa ad aumento glicemia

Sussiste una correlazione deleteria fra comportamento sedentario (come guardare la televisione) e glicemia negli adulti senza diagnosi di diabete: questa correlazione è indipendente dai tempi di attività fisica e dallo status relativo all'adiposità.

Questo dato rinforza l'indicazione per la focalizzazione degli studi in campo di obesità e diabete verso i comportamenti sedentari, oltre che sull'importanza dell'attività fisica.

Quanto rilevato nel presente studio potrebbe essere dovuto almeno in parte da un'assenza acuta o cumulativa di contrazioni muscolari a causa dell'inattività, una caratteristica che definisce i comportamenti sedentari.

La fisiologia della sedentarietà o dell'inattività rappresenta un argomento di ricerca a parte, dato che una migliore comprensione dei meccanismi biologici della vita sedentaria potrebbe essere utile nello sviluppo delle strategie preventive primarie per molte malattie croniche.

E' necessario esplorare dunque parametri più precisi ed idealmente obiettivi del comportamento sedentario. (Diabetes Care 2007; 30: 516-22)

Link utili
Dieta: cosa ci fa sentire pieni?

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02 aprile 2007

L'igiene in ospedale

Fisioterapisti, infermieri e medici, ma anche personale addetto alle pulizie in ospedale, "a rischio" di aggressioni da parte di batteri resistenti. Negli ospedali e nelle case di cura italiani sono stati trovati infatti ceppi batterici resistenti, come lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), in particolar modo su guanti o su indumenti di questo personale sanitario. Ma anche mani sporche e telefoni cellulari usati in corsia possono trasformarsi in un ricettacolo di batteri super resistenti. Lo hanno sottolineato gli esperti riuniti in occasione del 17esimo European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (Eccmid)/25° International Congress of Chemotherapy (Icc), in corso fino al 3 aprile a Monaco di Baviera. Tra di essi i fisioterapisti sono il gruppo più frequentemente soggetto a contaminazione (quasi il 100%), seguiti dagli infermieri (60%), dai medici (50%) e dal personale addetto alle pulizie (20%). La contaminazione batterica è stata rilevata anche sul 95% dei telefoni cellulari del personale sanitario: nel 50% dei casi coesistono due o tre diverse specie batteriche. Un telefono su quattro è contaminato da Staphylococcus aureus (25%) e il 52% di questi stafilococchi sono resistenti alla meticillina (MRSA). Nel 17% dei telefonini sono stati riscontrati batteri gram-negativi e il 31% di questi ceppi è resistente alle cefalosporine. Stesso discorso anche per le mani: identici batteri sono stati ritrovati su quelle del personale sanitario

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