Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

31 maggio 2007

Salute, una mela al giorno ma con la buccia!

Le proprietà salutari della mela sono molte e quasi infinite tanto che: "una mela al giorno toglie il medico di torno". A patto però che sia con la buccia.

Negli USA le mele rappresentano la fonte dietetica essenziale di polifenoli (circa il 22%). La quota di polifenoli di una mela va da 110 a 347 milligrammi per 100 grammi di parte edibile fresca. Nelle mele sono presenti anche delle discrete quantità di flavonoidi. In uno studio sono state processate circa 1 quintale di mele rosse (delizia) dalle quali venivano estratti oltre 12 chilogrammi di sola buccia.

Facendo un'analisi dei composti fitochimici presenti nelle bucce si è potuto verificare che sono presenti un vero patrimonio di sostanze antiossidanti e protettive nei confronti del cancro. I ricercatori hanno quindi attribuito la gran parte delle proprietà salutari note delle mele alle bucce piuttosto che alla polpa fresca. Dunque, dentatura permettendo, la mela va mangiata con la buccia!

He, X. Journal of Agricultural and Food Chemistry, May 8, 2007 online edition. News release, Journal of Agricultural and Food Chemistry

La dieta per il controllo del peso
Miti e realtà sulle diete veloci

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Frodi alimentari: Coldiretti, necessarie le etichette anti-frode

Contro le frodi alimentari e a tutela della qualità dei prodotti italiani, è necessario l'obbligo di indicare in etichetta l'esatta provenienza di ogni alimento. Questo è quanto chiede la Coldiretti.

La richiesta nasce in seguito alla scoperta, da parte della Guardia di Finanza di Bergamo, di un traffico di latte illecitamente addizionato con acqua e latte in polvere. Tuttavia, questa è solo l'ultima di molte truffe. Come sottolinea Coldiretti, per evitare frodi simili è necessario estendere l'obbligo di indicazione della provenienza anche al latte a lunga conservazione, dato che ad oggi l'obbligo riguarda solo il prodotto fresco. Per difendere la produzione italiana la normativa dovrebbe essere, però, estesa a tutti gli alimenti.
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Nurtizione, ventuno milioni gli obesi in Europa!

Gli obesi in Europa sono oggi 21 milioni e in alcuni dei Paesi Membri più della metà della popolazione adulta è sovrappeso. Si calcola che ogni anno 400.000 bambini si vengano ad aggiungere ai 3 milioni già obesi. In Europa 1 bambino su 4 è sovrappeso.

Sono queste le nuove cifre diffuse dalla Commissione europea che a Bruxelles ha presentato il 30 maggio 2007 il libro bianco contenente la strategia d'intervento per un'azione articolata e capillare sull'alimentazione e l'attività fisica. Il commissario UE alla salute Markos Kyprianou, esponendo i nuovi dati epidemiologici così allarmanti, ha sottolineato l'importanza della "strategia integrata"; un intervento programmato multidisciplinare che deve coinvolgere nella lotta all'obesità i rappresentanti di tutti i settori: alimentare, pubblicitario, sanità pubblica, istruzione, mercato interno, politiche agricole e di ricerca, e naturalmente anche le organizzazioni di consumatori.

Di fatto, l'obesità e il sovrappeso nell'EU sono passati ad interessare dal 10 al 40% della popolazione rispetto all'ultima decade. Spagna, Portogallo e Italia segnalano che oltre il 30 % dei bambini nella fascia di età compresa tra i 7 - 11 anni sono obesi. Una sana alimentazione e l'attività fisica sono gli strumenti più importanti, tuttavia il Commissario ha molto insistito anche sull'efficacia preventiva di poter dare ai cittadini delle informazioni sempre più corrette e chiare per guidarli nelle scelte nutrizionali quotidiane.

In pratica, ognuno dovrebbe avere la possibilità di acquisire prima possibile un'educazione nutrizionale nel rispetto della propria salute, senza trascurare i principi fondamentali della preziosa tradizione culturale e alimentare italiana.
Helpconsumatori

Le diete

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Picano a Ballarò, raccomandati fin dall'asilo

"Non è che l'accademia italiana sia la Chicago degli anni '30, però, non potendo sciogliere un figlio nell'acido, ci si limita a bocciare il candidato che appartiene alla famiglia, volevo dire scuola accademica, in quel momento messa da parte".

"Raccomandati fin dall'asilo. Dalla società della conoscenza alla società delle conoscenze" è il titolo del servizio di Ballarò sui fatti del 16 novembre 2002, in cui il commissario di un concorso per professore ordinario della Scuola di Cardiologia dell'Ospedale Sant'Anna di Pisa viene intercettato dalla polizia giudiziaria mentre parla a telefono con amici e colleghi: "Abbiamo fatto una battaglia terribile proprio mafia e contro mafia", [...], "è dura l'aria perché noi stiamo bocciando il candidato loro che è il meglio", [...], "che tragedia, l'altro commissario ha un suo candidato sotto esame e dobbiamo dire che ha fatto una bella lezione che sofferenza", [...], "abbiamo fregato Picano sulla lezione"...

Sono questi alcuni frammenti dalle intercettazioni, effettuate dalla procura di Bari nei giorni del concorso che hanno portato agli arresti domiciliari cinque docenti della cardiologia italiana nell'ambito di un'inchiesta ancora aperta sui concorsi universitari truccati, riprese dagli autori di Ballarò. La vittima ufficiale del concorso truccato è Eugenio Picano che sull'argomento si è espresso all'epoca del "cardio-gate" sulle pagine di Va' Pensiero, ed è possibile leggere gli interventi su Beatoporco.it

Il video del servizio di Ballarò (Rai 3, 15.05.2007)
I fatti del concorso su Beatoporco.it
Pillole dal libro "La dura vita del beato porco" di Eugenio Picano

Va' Pensiero

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Marino, dalle nomine di primari e manager la politica resti fuori

"I concorsi hanno bisogno di regole certe, norme che facciano in modo che la politica resti fuori dalla nomina di primari e direttori generali delle strutture". A chiederlo è Ignazio Marino, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenendo al convegno su 'Esclusività e Intramoenia per una sanità di qualità', promosso dalla Cgil ieri a Roma. La politica, secondo Marino, deve limitarsi a "programmare e verificare i risultati". Mentre nel dare incarichi a medici e direttori generali "occorre scegliere i migliori, tralasciando le esigenze di natura politica. Quello del rigore, delle regole certe e dei professionisti migliori - incalza il presidente della Commissione Sanità - deve essere la direzione verso la quale dobbiamo procedere". Non solo. Marino propone anche di premiare i professionisti che si distinguono nella sanità pubblica, "sanzionando, al contrario, i peggiori". E punta il dito contro i camici bianchi che evadono il fisco, ben il 50 per cento secondo l'Agenzia delle entrate. "Questa è una storia che deve finire - sottolinea infatti - anche perché ha una ricaduta negativa su tutti gli operatori sanitari, senza alcuna distinzione di sorta".

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30 maggio 2007

Violenza sulle donne, gli autori sono per l'81 per cento uomini italiani

100 manifestazioni, iniziative e progetti contro la violenza alle donne a Bologna

(Bologna) ?L?ennesimo stupro a Bologna ci lascia indignate, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla giovane donna. La violenza alle donne ? informa una nota stampa della Casa delle donne per non subire violenza - è un problema nascosto, ma milioni di donne in tutto il mondo la subiscono. In paese militarizzati o civili, del primo o del terzo mondo, poveri o ricchi, lo stupro, la violenza domestica e l?omicidio di donne sono dovunque presenti.

Da dati recentemente diffusi dall?Istat, emerge che quasi tre milioni di donne italiane hanno subito violenza domestica, e che il 70% degli stupri è commesso dal partner! I dati della Casa delle donne inoltre ci dicono che gli autori della violenza sono per l?81% uomini italiani. Non si tratta dunque di un problema di sicurezza, ma il fenomeno va invece analizzato attraverso un approccio di genere, come le donne stanno facendo da tanti anni. Siamo impegnate attivamente da 20 anni ad aiutare le donne vittime di violenza e a cambiare la cultura di sopraffazione, controllo e potere che legittima tale violenza. Siamo a fianco di chiunque voglia questa città a misura di donna, con progetti, azioni e iniziative tese ad affermare la libertà di donne e ragazze. Siamo scese in piazza ieri, lunedì 28 e saremo di nuovo in piazza oggi, martedì 29 maggio, perché ogni impegno a cambiare la cultura della violenza alle donne ci vede a fianco di chi vuole la nostra libertà. Fuori da ogni logica di partito e di schieramenti politici o di strumentalizzazione massmediatica, pensiamo sia importante combattere la violenza alle donne, da parte di tutte e tutti, nessuna realtà esclusa.

Il 25 novembre 2006 ha visto 5000 donne e uomini in piazza a Bologna con le parole ?Libere dalla violenza. Libere di scegliere?: chiediamo anche questa volta un impegno da parte di tutte e tutti per pretendere iniziative, progetti e soprattutto politiche pubbliche di contrasto alla violenza contro le donne.
Info: Casa delle donne per non subire violenza, Via Dell?Oro, 3, tel. 051 -333171

Link attinenti:
Cresce la violenza in famiglia
Indagine sulla violenza in famiglia
Elenco dei Centri antiviolenza in Italia
Cosa fare se si è vittime di una violenza sessuale

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Diabete in gravidanza, il rischio aumenta con l'uso della pillola nei cinque anni precedenti

L'uso di alcuni tipi di contraccettivi orali durante i cinque anni precedenti una gravidanza può essere associato al rischio di sviluppare diabete gestazionale. Tale rischio varia in funzione del tipo di progestinico contenuto nel contraccettivo ormonale: quelli con progestinici altamente androgenici sono associati ad un aumento del rischio del 43 percento, mentre quelli con progestinici scarsamente androgenici sono associati ad una diminuzione del rischio del 16 percento. I dati del presente studio supportano la presenza di un'associazione fra iperandrogenicità ed insulinoresistenza, e la capacità delle formulazioni androgeniche di alterare la tolleranza al glucosio. (Diabetes Care 2007; 30: 1062-8)

Altri Link:
I centri ospedalieri pubblici per la cura del diabete gestazionale

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Salute. L'OMS contro il fumo passivo

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) non usa mezzi termini sulla soluzione per i danni del fumo passivo: ambienti al 100% smoke-free. L'OMS sottolinea l'importanza di assicurare luoghi pubblici e uffici liberi da ogni traccia di fumo, e l'importanza di nuove raccomandazioni sull'argomento che verranno rese note il prossimo 31 maggio, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Ogni anno, 200 mila lavoratori muoiono per l'esposizione al tabacco nei luoghi di lavoro. E ben 700 milioni di bambini, circa la metà della popolazione infantile mondiale, respira aria contaminata dal tabacco. Soprattutto a casa. "Questa evidenza scientifica è chiara: non ci sono livelli di esposizione al fumo passivo che siano sicuri - sottolinea Margaret Chan, direttore generale dell'OMS - alcuni Paesi si sono mossi già in questo senso. Ma tutte le nazioni che ancora non hanno una legislazione in tal senso devono adottarla al più presto per garantire uffici e luoghi pubblici assolutamente smoke-free".
La posizione dell'agenzia delle Nazioni Unite si fonda sulle conclusioni di tre differenti rapporti sull'argomento: Monograph 83 Tobacco Smoke and Involuntary Smoking, dell'International Agency for Research on Cancer (Iarc); il rapporto The Health Consequences of Involuntary Exposure to Tobacco Smoke; e lo studio dell'agenzia di protezione ambientale della California dal titolo Proposed Identification of Environmental Tobacco Smoke as a Toxic Air Contaminant. In un'indagine condotta assieme ai Centers for Disease Control and Prevention, il Global Youth Tobacco Survey, l'agenzia riferisce che il 43,9% degli studenti è esposto al fumo passivo a casa, e il 55,8% nei luoghi pubblici. Lo studio è stato condotto su giovani tra i 13 e i 15 anni di 132 nazioni nel periodo tra il 1999 e il 2005.

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Donne musulmane, un ddl contro il velo integrale

(Roma) Emanuela Baio, Paola Binetti, Magda Negri, Helga Thaler, Loredana De Petris, Simonetta Rubinato e Franca Rame, hanno illustrato ieri al Senato, nel corso di un incontro dal titolo 'Sicurezza e integrazione: un percorso possibile', alla presenza di alcuni esponenti della Consulta islamica, tra i quali Mario Sciajola e Suad Sbai, presidente dell'associazione donne marocchine in Italia, un ddl che non vieta in iItalia l?uso del velo, purché questo lasci scoperto il volto. "Indossare il 'burqa' lasciando il volto scoperto sembra un buon modo per integrare e rispettare le culture religiose di ognuno - recita la presentazione della proposta - senza perdere di vista la necessità di tutelare e garantire la sicurezza di tutti''.

Il disegno di legge prende spunto da una circolare del ministero degli Interni del 2000 che impediva "l'uso in pubblico di capi d'abbigliamento idonei a travisare i tratti delle persone che li indossano" e punta a modificare una legge del 1975 "in materia di tutela dell'ordine pubblico". Il testo consta di un solo articolo, che recita: "Negli istituti scolastici pubblici e parificati, di ogni ordine e grado, in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico, i segni e gli abiti che, liberamente scelti, manifestino palesemente l'appartenenza religiosa dei soggetti devono ritenersi parte integrante degli indumenti abituali e concorrono, nel loro insieme, a identificare chi li indossa, a condizione che la persona mantenga il volto scoperto e riconoscibile".

A Emanuela Baio (Dl), prima firmataria del disegno di legge, il presidente del Senato, Franco Marini ha espresso apprezzamento per l'iniziativa che è "un approccio al fenomeno dell'immigrazione, guidato da una visione della multiculturalità come fattore positivo e improntato altresì al rispetto del valore costituzionale della libertà religiosa" ed "è oggi quanto mai importante". "In questo senso ? continua Marini - ritengo che dall'impegno dimostrato da te e dalle colleghe senatrici coofirmatarie del ddl di modifica della legge n.152 del 1975, e dall'incontro odierno, possano scaturire iniziative e soluzioni efficaci e condivise sul tema dell'immigrazione".

?Credo che ciascuna debba avere il diritto di manifestare il proprio credo religioso e la propria cultura, rispettando al contempo la cultura e le leggi del paese in cui vive, come l'Italia? ? ha detto le senatrice Negri, ricordando che 'Si tratta di un disegno di legge importante, perché valorizza la mutliculturalità, la libertà religiosa e quella femminile?. ?Ogni volta che ci confrontiamo con le donne musulmane, prosegue la senatrice - , scopriamo che le questioni che stanno loro più a cuore riguardano la libertà, il lavoro e l'istruzione. C'e' ancora molto da lavorare per la piena cittadinanza di queste donne nel nostro Paese'. ''L'idea di dare alle donne la libertà di indossare o meno il velo in Italia, purché il loro volto sia scoperto?, piace ed è largamente condivisa da tutte le musulmane, ha spiegato Sbai sottolineando che ?anche le donne vicine all'Ucoii hanno sostenuto ciò che noi diciamo da tempo.

Il velo integrale in realtà è contro la libertà delle donne, e per questo ritengo che l'iniziativa di oggi sia solo l'inizio di un lungo cammino da fare per difendere i diritti delle donne musulmane''. Si tratta invece di un?iniziativa inutile e propagandistica per Carolina Lussana (Lega Nord), per la quale non ha senso disciplinare per legge una cosa che già esiste. ?E' forse vietato ? continua - che le donne musulmane in Italia indossino il velo nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, a condizione che il volto sia scoperto e riconoscibile? No. "Il divieto di velo integrale esiste già e quindi la proposta di legge non aggiunge nulla di nuovo. Si tratta solo di applicare la legge. La vera battaglia a favore delle donne deve essere invece quella di metterle nella condizione di scegliere liberamente se indossare o meno il velo. Le donne della sinistra ancora una volta rincorrono il tema della condizione della donna musulmana nel nostro Paese senza affrontarlo veramente. Il vero problema e' che molte donne musulmane che abitano da noi non indossano il velo per convinzione, ma per costrizione o paura".
(Delt@, Anno V°, N. 124 del 30

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Violenza sulle donne, tante e troppe come Barbara e Viola

(Perugia) Orribile il delitto di Marsciano. Indescrivibile, inaccettabile, eppure tragedie come quella del piccolo centro in provincia di Perugia continuano ad accadere e ci lasciano come annientate/i. Sinceramente ? ma è già successo tante, troppe volte ? il dubbio c?era?.
A guardarla dal di fuori quella casa, perfetta, il giardino, i giochi dei bimbi, sembrava impossibile una verità tanto orribile. Ma alla fine il sospetto e diventato realtà, tragica: Roberto Spaccino, 37 anni, ha ucciso la moglie Barbara Cicioni, all'ottavo mese di gravidanza nella graziosa villetta a Campignano, che nascondeva ''consistenti indizi'' rispetto a quello che sarebbe successo. Di quei ''pregressi, usuali, gravissimi maltrattamenti nei confronti della donna, comprendenti violenze fisiche e morali'', quanti/e erano al corrente?

Vittime dei maltrattamenti, secondo la Procura, anche i due figli piccoli. Nella piccola chiesa, nel corso dell'omelia, il parroco ieri aveva invitato i fedeli ad evitare ''giudizi sommari'' e a stare in silenzio davanti alla morte. Ma non si può stare in silenzio, perché spesso è proprio il silenzio che diventa complice di delitti terrificanti. Persone insospettabili - come l?esperienza insegna e le statistiche confermano ? sono proprio gli autori di quella violenza di genere che continua a seminare vittime, come in una guerra infinita che ogni giorno migliaia di donne combattono tra le mura domestiche.

A nulla valgono ora le parole del Sindaco del piccolo centro perugino di fronte a quest?ennesima morte: "Dobbiamo tornare a combattere la violenza sulle donne, troppo spesso sottaciuta", ?dobbiamo insistere sull'importanza della scuola e delle famiglie nell'insegnare ai ragazzi a rispettare ed amare la donna come altra persona rispetta l'uomo, come madre". Sul ruolo della famiglia in particolare interviene il criminologo Francesco Bruno, che con amarezza conferma: ''La famiglia non cambierà mai in Italia. Rimane il luogo dove si condensano i sentimenti e le passioni più forti, che esplodono con sempre maggiore frequenza. Purtroppo nel nostro paese, nonostante il 'family day', la famiglia continua a sopravvivere a se stessa, ha qualcosa di rituale.
Ma non svolge ormai più da tempo i suoi ruoli primari e identitari, come quello dell'educazione dei figli, per esempio''. ''Negli ultimi anni sono diminuiti i reati di sangue, quelli commessi dalla criminalità organizzata - continua Bruno ? ma quelli in famiglia sono in controtendenza e continuano a crescere. Nonostante secoli di civiltà, purtroppo l'uomo rimane sempre legato e soggetto alle sue passioni e ai suoi sentimenti. Che purtroppo non riesce più a controllare, soprattutto sul piano individuale''. ''Diminuisce anche l'età' media degli assassini - ricorda ancora Bruno - Come nel caso dell'uomo di Perugia, sempre che le accuse dovessero essere confermate in un eventuale processo. Un altro segnale allarmante. E' lo specchio di una società che ha scarso controllo, soprattutto tra i giovani?
(Delt@, Anno V°, N. 124 del 30 Maggio 2007)

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29 maggio 2007

Problemi di desiderio sessuale nelle donne in menopausa chirurgica

Le conseguenze della menopausa hanno un forte impatto sul desiderio sessuale femminile. Queste sono più drammatiche e repentine nella menopausa chirurgica. Uno studio britannico, infatti, stima che la percentuale di donne con una riduzione del desiderio sessuale in seguito a ovariectomia bilaterale sia compresa tra il 30% e il 50%. Nonostante il calo del desiderio sia un problema molto diffuso tra le donne in menopausa chirurgica, c'è una grande reticenza delle pazienti a sollevare simili problematiche. E' proprio il medico che, oltre a fornire un'adeguata consulenza preoperatoria, è chiamato ad un'accurata valutazione postoperatoria, che si basi su una dettagliata anamnesi sessuale, medica, che possa valutare aspetti psicologici e psicosociali. Il testosterone è un ormone chiave della sessualità femminile e, poichè è comprovato che nelle donne sottoposte a ovariectomia i livelli postoperatori di questo ormone diminuiscono del 40-50% rispetto a quelli premenopausali, un trattamento efficace dell'HSDD (Disturbo da desiderio sessuale ipoattivo) potrebbe essere costituito da una terapia a base di testosterone, la cui efficacia è stata dimostrata in alcuni studi clinici.

Fonte:
Utian WH. Problems with Desire and Arousal in Surgically Menopausal Women: Advances in Assessment, Diagnosis and Treatment. Menopause Management, 2005;14: 11-22 Simon J et al. Testosterone patch increases sexual activity and desire in surgically menopausal women with hypoactive sexual desire disorder. J Clin Endocrinol Metab. 2005; 90:5226-5233.

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Maura Cossutta, legge 194 non si tocca, è seria e rigorosa

La legge 194 sull'aborto "non si tocca: lo ha detto il ministro in Parlamento e lo ha più volte ripetuto. E' una legge molto seria e rigorosa che vogliamo applicare in tutte le sue parti, perché non abbiamo scheletri nell'armadio".

Così Maura Cossutta, consigliere del ministro della Salute Livia Turco per la Salute delle donne, in un convegno dedicato a questo tema in corso oggi all'Istituto superiore di sanità (Iss) a Roma. "Siamo noi che vogliamo promuovere il valore sociale della maternità e dare alle donne tutte le condizioni di lavoro, abitative e sociali per una maternità libera e consapevole.

La legge 194 - sottolinea Cossutta - dice una cosa sacrosanta, cioè concede alle donne la possibilità di scegliere se e quando diventare madre".

Rispondendo a una domanda sulla vittoria al festival del cinema di Cannes di un film in cui si affronta il dramma dell'aborto clandestino in Romania ai tempi di Ceaucescu, Cossutta riferisce: "Sul tema dell'aborto e dei diritti della donna in Europa c'è un arretramento molto pesante della cultura di riferimento.

Si parla tanto di diritti, ma quando si parla di uguaglianza e democrazia la declinazione di questi diritti non può prescindere dalla tutela della donna".

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28 maggio 2007

Ancora ai domiciliari il Nobel per la pace San Suu Kyi

(Roma) La leader birmana del movimento non-violento Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, dovrà restare ancora un anno agli arresti domiciliari. Nonostante le pressioni internazionali per la sua liberazione e le manifestazioni dei suoi sostenitori - come quella di oggi a Manila , nelle Filippine, in occasione del Forum Asiatico - il regime militare di Myanmar (ex Birmania), al potere dal 1962, contro il quale lei si è sempre battuta, ha deciso di prolungare la sua detenzione.

Degli ultimi 17 anni, San Suu Kyi ne ha trascorsi circa 11 in isolamento. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha condannato la decisione del governo del Myanmar di prorogare di un anno gli arresti domiciliari del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi. Lo ha riferito la portavoce di Ban, Michelle Montas, che ha detto che il segretario generale "crede fermamente che prima le misure restrittive contro Suu Kyi e altre figure politiche saranno tolte, prima il Myanmar potrà procedere verso la riconciliazione nazionale, il ritorno della democrazia e il pieno rispetto dei diritti umani". Ban è determinato a continuare a lavorare per un tangibile progresso in Myanmar attraverso i suoi buoni uffici e tramite le trattative tra suo consigliere speciale, il nigeriano Ibrahim Gambari, e il governo dell'ex Birmania.
(Delt@ Anno V°, N. 122 del 28 Maggio 2007)

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Piemonte. Contro la violenza continua la raccolta firme di FIRMACONNOI!

(Torino) FIRMACONNOI Comitato Promotore della proposta di legge regionale di iniziativa popolare per l?istituzione di centri antiviolenza con case segrete (clicca) invita a firmare per le donne vittime di violenza, per dar loro un luogo sicuro per ricominciare a vivere.

Attraverso la proposta ? che ha bisogno della firma di tutti ricorda il Comitato promotore della pdl ? ?si chiede che la Regione Piemonte istituisca Centri Antiviolenza con Case Segrete per donne sole o con figli/e - senza distinzione di etnia, età, handicap, orientamento sessuale, religione, cittadinanza - che hanno subito o sono esposte alla minaccia di violenza, in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica)

Che tali Centri siano collocati su tutto il territorio regionale, istituiti a livello locale e gestiti con il concorso diretto delle associazioni di donne, la cui storia ed esperienza costituisce elemento prezioso per affrontare e risolvere il problema

Che i Centri siano messi in grado di costruire una rete di interventi e svolgere attività di formazione permanente per chi opera sul territorio e attività di sensibilizzazione e informazione per le cittadine e i cittadini

Che i Centri garantiscano la segretezza e la riservatezza alle vittime e la totale protezione nei percorsi che esse dovranno intraprendere per uscire dalle situazioni violente

Che i Centri vengano stabilmente finanziati attraverso risorse pubbliche e gestiti da personale qualificato in grado di accogliere e proteggere le vittime, tutelarle legalmente e promuovere percorsi di uscita dalla violenza, per tornare a vivere

Che la Regione Piemonte istituisca fondi di garanzia per il sostentamento delle vittime che si allontanano da situazioni violente e fondi di solidarietà per le spese legali?.

?La violenza contro le donne - fisica, sessuale, psicologica, economica - è un fatto di drammatica attualità, - RICORDA Firmaconnoi - un problema mondiale ancora non sufficientemente riconosciuto e denunciato, un reato contro la persona umana che troppo spesso rimane impunito.

Una stima europea ci indica che almeno 1 donna su 5 ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza.La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani e rappresenta, in Europa, una delle prime cause di morte per le donne tra i 16 e i 50 anni. In Italia si ritiene che ogni 3 morti violente, una riguardi donne uccise da un uomo della cerchia famigliare (marito, convivente, fidanzato, padre).

La raccolta firme (clicca) iniziata l?8 marzo prosegue a Torino e su tutta la regione fino al 21 giugno p.v., e ad oggi hanno aderito all?iniziativa:

Alma Terra, Alp-CUB Pinerolo, Associazione Amici Fondazione Sandro Penna, Associazione Femminile Frida Malan, Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Associazione ?Viottoli? Comunità Cristiana di base di Pinerolo, Auser volontari Torino, Casa delle Donne di Torino, Centro Psicoanalitico Trattamento dei Malesseri Contemporanei, Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, CGIL Camera del Lavoro di Torino, CGIL Funzione Pubblica Torino, CGIL SPI Torino, CGIL CISL UIL Regionale, Coord. Regionale Donne S.P.I. CGIL Piemonte, Circolo Maurice, Comitato Provinciale Arcigay, Competere 97, Coop. Senza Frontiere, Coop. Sociale Esserci, Coord. Torino Pride-Gay Lesbiche Bisessuali Transgender, DIVA, Donne & Futuro, Emily Torino, Federazione Provinciale Partito della Rifondazione Comunista, Gruppo Abele, Gruppo Pesce Torino, Il Cerchio degli Uomini, MOICA, ProgettarSi, Promozione Donna, Retedonna, Scambiaidee, Tampep, Teatro Reginald-Centro di Dramaterapia/Asociacion Universitaria Interamericana, Telefono Rosa, UDI Torino.

AFFERMIAMO UN DIRITTO: FIRMA CON NOI! Perché la morte di una donna vittima di violenza comincia prima che si consumi un omicidio: una donna costretta al silenzio, che ha paura di denunciare, che non sa e non può proteggersi dal suo aggressore, che non può difendere se stessa e provvedere ai propri figli e figlie,

che non sa dove rifugiarsi e da dove ricominciare a vivere è già morta.

Informazioni e adesioni: FIRMACONNOI Comitato Promotore della proposta di legge, Telefono: 3467254603

E-mail: firmaconnoi@fastwebnet.it - Ciclinproprio cgilfp.via garibaldi 23/bis

(Delt@ Anno V°, N. 122 del 28 Maggio 2007)

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Dopo l'infarto alte dosi di acidi grassi omega-3 riducono il rischio di morte improvvisa

Durante la somministrazione di olio di pesce ad alte dosi, gli acidi grassi omega-3 vengono incorporati rapidamente nei fosfolipidi miocardici, e ciò rende questi integratori particolarmente utili nei pazienti infartuati durante il periodo ad alto rischio dei 30 giorni successivi all'infarto. L'incremento del consumo di olio di pesce è associato alla riduzione della mortalità per cause cardiache, e soprattutto della morte improvvisa: questo effetto viene attribuito appunto all'incorporazione degli acidi grassi omega-3 a catena lunga nei fosfolipidi cardiomiocitari. I sopravvissuti ad un infarto sono esposti ad un aumento del rischio di morte improvvisa nel primo mese dopo l'infarto stesso: ne emerge che questi integratori potrebbero essere di aiuto durante questo periodo di vulnerabilità alle aritmie letali. (Am J Clin Nutr 2007; 85: 1222-8)

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Tumore del seno: terapia conservativa sicura nelle pazienti più giovani

Il trattamento conservativo è sicuro per le pazienti al di sotto dei 40 anni con tumore mammario. L'età giovanile dunque non deve essere considerata una controindicazione all'uso della terapia conservativa: è infatti possibile ottenere tassi di controllo locale accettabili se chirurgia e radioterapia di alta qualità vengono aggiunte alla chemioterapia. Alla luce dei risultati dello studio, comunque, la chemioterapia dovrebbe essere presa in considerazione per tutte le pazienti dopo la terapia conservativa. Gli effetti collaterali della chemioterapia in ogni caso non vanno ignorati, e potrebbero anche esserci valide ragioni per evitarla, come il desiderio di avere un figlio. (Cancer 2007; 109: 1957-64)

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Campania. Emergenza rifiuti, interviene la Turco

Oggi a Napoli funzionari del ministero della Salute svolgeranno una verifica della situazione sanitaria in seguito all'emergenza rifiuti. Lo rende noto il ministro Livia Turco, precisando che "attualmente la situazione resta critica, ma non esistono ancora evidenti ricadute sulla salute delle popolazioni residenti". Il rischio maggiore deriva dagli incendi dei rifiuti, che possono sprigionare fumi tossici pericolosi per le vie respiratorie e per il possibile rilascio di diossina nel terreno. Il ministro replica anche alle accuse di immobilismo e "silenzio" sull'argomento lanciate dall'ex ministro della Salute Francesco Storace. "Non sono abituata - sottolinea in una nota la Turco - a indossare l'elmetto e a strumentalizzare a fini propagandistici le emergenze, come ricordo amava fare l'ex ministro Storace ai tempi della presunta e mai verificatasi epidemia di aviaria. Per questo - conclude - non ho ritenuto di dover sbandierare ai quattro venti, come probabilmente avrebbe fatto lui, il fatto che il ministero della Salute sia, fin dall'inizio, in costante collegamento con la Protezione civile e le istituzioni locali per monitorare i possibili rischi per la salute dei cittadini".

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Amato, non fermiamoci davanti a testamento biologico

"Perchè dobbiamo fermarci davanti a cose come il testamento biologico, per la paura di superare i limiti? Il limite c'è e noi non lo dobbiamo superare". Lo ha affermato il ministro dell'Interno Giuliano Amato, nel corso del suo intervento alla giornata conclusiva della Conferenza nazionale sulle famiglia. Il ministro dell'Interno ha poi letto un passo del catechismo della Chiesa cattolica relativo al tema affrontato: "'L'interruzione di procedure mediche onerose o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere anche legittimo. Non si vuole così procurare la morte, si accetta di non poterla impedire'. Questo è il catechismo della Chiesa cattolica - ha scandito Amato - Ci vuole il coraggio di affrontare le situazioni su un terreno di intesa comune", ha concluso.

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Fassino, sì a testamento biologico ma no a eutanasia

"Sul testamento biologico è possibile ricercare una soluzione equilibrata, che sia capace di dare al nostro Paese una normativa moderna, civile e rispettosa della volontà delle persone, senza minimamente concedere nessuna forma di eutanasia". Lo ha detto il segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, commentando con i giornalisti l'apertura al testamento biologico da parte del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, nel corso della Conferenza nazionale sulla famiglia. "Mi pare che in commissione, al Senato, si sia fatto un ottimo lavoro grazie al presidente Marino - ha sottolineato Fassino - e ci sono tutte le condizioni per trovare una soluzione equilibrata e largamente condivisa: noi lavoriamo per questo. L'intervento di Amato lo ha dimostrato, facendo riferimenti a un testo della Chiesa in cui parla della possibilità di disporre di sé, del proprio corpo e della propria volontà - ha concluso il leader Ds - senza per questo aprire a nessuna forma di eutanasia".

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26 maggio 2007

Medici di famiglia, confermata agitazione Snami

Confermato lo stato di agitazione del Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami) che ribadisce anche le minacce di sciopero. E' fallito, infatti, il tentativo di mediazione, al ministero del Lavoro a Roma, tra l'associazione sindacale e la parte pubblica, ovvero il ministero della Salute, che non ha inviato nessun delegato al tentativo di "raffreddamento" della vertenza, e la Sisac, l'organismo preposto alle trattative per il rinnovo della Convenzione di medicina generale. Lo Snami protesta, tra l'altro, per la mancata apertura del tavolo delle trattative convenzionali. "Abbiamo chiesto - ha spiegato Mauro Martini, presidente dello Snami - come e quando saranno aperte le trattative per il rinnovo della convenzione, seguendo il mandato del nostro congresso nazionale. Ci è stato risposto che fino a quando non sarà messo a punto l'atto di indirizzo dalla Conferenza Stato-Regioni, la Sisac non può aprire le trattative. Quindi non c'è nessuna data in calendario. Nessuna possibilità di aprire il confronto". Fallito il tentativo di conciliazione, "abbiamo confermato lo stato di agitazione - ha precisato Martini - e il ministero del Lavoro, come prevede la procedura, ci ha dato il via libera per l'eventuale proclamazione dello sciopero". Una misura che sarà decisa dopo l'incontro con il ministro della Salute Livia Turco. "Abbiamo già chiesto un appuntamento al ministro e, credo, ci sarà accordato per la prossima settimana". Le decisioni, compresa l'eventuale proclamazione dello sciopero, saranno prese dal nuovo esecutivo del sindacato, eletto sabato scorso a conclusione del congresso nazionale e che si riunirà per la prima volta l'8 giugno. Il giorno successivo, il 9, è prevista la riunione del Comitato centrale. "Queste due date - conclude Martini - ci daranno le indicazioni su come proseguire la nostra battaglia".

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Medici, comuni e Asl 'in campo' contro rischi afa

Anche quest'anno per combattere le ondate di afa 'scendono in campo' i Comuni, le Asl e i medici di famiglia. Per tutta l'estate, che si preannuncia 'bollente', una capillare azione di monitoraggio, promossa dal ministero della Salute, in collaborazione con i Comuni, le Asl e i medici di base, cercherà infatti di 'scovare' in anticipo i soggetti più a rischio: malati cronici, cardiopatici e anziani. Un'azione di prevenzione che, come spiega Claudio Cricelli, presidente della Simg (Società italiana medicina generale), "l'anno scorso ha permesso di individuare e sorvegliare circa 30 soggetti a rischio per ogni camice bianco". "Grazie a questi monitoraggi - sottolinea Cricelli all'Adnkronos salute - si cerca di ridurre al minimo le cosiddette 'brutte sorprese'". Per proteggere le fasce più esposte ai pericoli del gran caldo è infatti necessaria la collaborazione fra tutte le componenti del territorio: medici di famiglia, Asl e Comuni, appunto. "Un esempio di quest'intesa - aggiunge il presidente Simg - è l'iniziativa messa in atto lo scorso anno da alcuni Comuni che, dietro segnalazioni delle Asl, hanno installato condizionatori d'aria a casa di malati e anziani a rischio. Solo il Comune di Roma ne ha installati circa un migliaio". Un tema, quello dei condizionatori che riporta a galla l'appello che fece l'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia a tutti gli anziani nella torrida estate del 2004, invitandoli a sostare in ambienti freschi, come supermercati e centri commerciali. "Quelle affermazioni di Sirchia furono duramente criticate. L'ex ministro fu anche sbeffeggiato ma seconde me - conclude Cricelli - aveva ragione".

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Errori in ospedale, evitabile il 50 per cento

Evitabile il 50 per cento degli errori commessi in corsia. Uno su due, dunque, si potrebbe aggirare, scongiurando disagi e conseguenze anche gravi per i cittadini, nonchè problemi e sensi di colpa per gli operatori che li commettono. Questo uno dei dati emersi ieri dall'incontro 'Sicurezza delle cure: Ict per la prevenzione dell'errore clinico' al Forum P.A. in corso a Roma. Il dato arriva dall'azienda Ulss 9 di Treviso che, sulla base della propria esperienza, considera evitabile la metà degli sbagli in ospedale. "Gli errori oscillano tra il 4 per cento e il 16 per cento sul totale delle prestazioni erogate negli ospedali della Penisola - spiega Giovanni Berti, dirigente medico dell'Azienda Ulss 9 di Treviso - mentre la mortalità 'viaggia' su valori compresi tra il 5 per cento e il 15 per cento". "Ma su questo fronte - precisa Walter Bergamaschi, direttore generale del sistema informativo del ministero della Salute - quando si riportano numeri è come se si lavorasse sull'argilla. Abbiamo senz'altro bisogno di sistemi e di tecniche di misurazione che ci consentano di quantificarli con precisione. Il ministero della Salute sta lavorando anche su questo".

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Hiv: anomalie cervicali prevalenti nelle adolescenti

Le adolescenti sessualmente attive con infezione perinatale da Hiv presentano tassi preoccupantemente elevati di infezioni cervicali ed anomalie della citologia cervicale, ed inoltre anche i tassi di gravidanza appaiono ridotti. Ricerche estensive hanno esaminato gli esiti relativi alla salute riproduttiva delle adolescenti con infezione da Hiv acquisita perinatalmente, ma il presente studio è il più ampio ed il primo a pubblicare dati sui tassi di infezioni genitali, lesioni intraepiteliali squamose e gravidanza nelle ragazze che hanno convissuto con l'Hiv sin dalla nascita. I bassi tassi di gravidanza possono essere correlati al fatto che alcune di queste pazienti presentano uno stato di salute gravemente compromesso che rende difficile lo sviluppo della gravidanza. In questo gruppo di pazienti, inoltre, la PAP risulta particolarmente rara. (Am J Public Health online 2007, pubblicato il 26/4)

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Depressione ricorrente femminile: utile psicoterapia interpersonale di mantenimento

Le donne con depressione ricorrente che non hanno bisogno di farmacoterapia possono ottenere risultati positivi alla psicoterapia interpersonale di mantenimento (IPT). Il trattamento a lungo termine della depressione è divenuto un importante punto focale nella ricerca e nella pratica psichiatrica: vi sono prove sostanziali del fatti che l'approccio farmacologico più efficace per la profilassi è il mantenimento della piena dose dell'antidepressivo con il quale si ottiene la remissione, ma non tutte le pazienti vogliono o sono in grado di proseguire indefinitamente la farmacoterapia di mantenimento. Questo campo comunque necessita chiaramente di nuovi modi per distinguere i vari fenotipi di disordine unipolare per i quali il trattamento necessario differisce: è probabile che tale cambiamento accada solo se verranno sviluppati mezzi per caratterizzare i pazienti nuovi e più sottili rispetto a quanto consentano gli attuali parametri di gravità della depressione. (Am J Psychiatry. 2007; 164: 1-7)

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Prevenzione dei tumori femminili, nuovi risultati sul Gardasil

Secondo i risultati pubblicati dal Lancet on-line, Gardasil, il vaccino quadrivalente contro il Papillomavirus Umano, può prevenire i tumori vulvari e vaginali oltre al tumore del collo dell'utero

"In un'analisi combinata di tre studi clinici, Gardasil ha mostrato una prevenzione del 100% delle lesioni precancerose della vulva (VIN 2/3) e del 100% di quelle della vagina (VaIN2/3), correlate ai tipi di Hpv 16 e 18, nelle giovani donne (16-26 anni) non ancora entrate in contatto con questi due al momento dell'avvio dello studio e durante un follow-up di tre anni dopo la vaccinazione. Gli studi hanno coinvolto più di 18 mila donne". Questo il testo di un comunicato diffuso dal produttore del farmaco. "I precursori del cancro alla vulva e alla vagina - si legge - spesso non sono identificati. Il loro trattamento per evitare una potenziale progressione in cancro è una sfida, può essere deturpante, può richiedere un follow-up molto lungo poiché i casi di recidiva sono molto comuni. Inoltre, le donne vivono uno stato di ansia, depressione, disfunzioni sessuali, con un impatto profondo nel loro essere donna. La prevenzione di queste lesioni abbassa il rischio di sviluppare un cancro della vulva o della vagina e riduce la necessità di ricorrere ad interventi chirurgici".

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25 maggio 2007

Pillola abortiva RU486, ancora lontana dall'Italia

La pillola abortiva RU486 potrebbe non arrivare in Italia entro la fine dell'anno. Lo sostiene Help Consumatori, l'agenzia online sui consumi, citando fonti comunitarie che avrebbero spiegato di non avere ancora in programma di adottare il 6 giugno il parere favorevole che l'Agenzia europea del farmaco (Emea) ha espresso sul medicinale.

Ad annunciare la commercializzazione della RU486 nel nostro Paese a fine anno era stata l'Aduc. Ma - spiega Help Consumatori - se la Commissione europea non adotterà il parere favorevole a giugno, la ditta produttrice Exelgyn dovrà ritardare la registrazione (con procedura di mutuo riconoscimento) in Italia del farmaco già in uso all'estero.

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Con una pillolla si dice addio alle mestruazioni

La Food and Drug Administration ha approvato l'uso negli Stati Uniti del farmaco che elimina il ciclo mestruale. Lybren, prodotta da Wyeth, sarà in vendita da luglio, è la prima nel suo genere a ottenere l'autorizzazione della FDA.
Il prodotto non può essere assunto da tutte le donne: "Circa la metà delle donne arruolate - sottolinea Daniel Shames, dell'FDA - dall'azienda farmaceutica per testare l'anticoncezionale è rimasta fuori dalla ricerca". Lybren verrà commercializzata in una scatola contenente 28 pasticche, ciascuna con un basso dosaggio ormonale. Lo studio condotto dalla Wyeth ha dimostrato la sua efficacia nell'evitare gravidanze inattese esattamente come la classica pillola. Ma, a differenza di questa - riconosce Shames - potrebbe essere più difficile, per chi la assume, restare incinta dopo aver smesso di usarla.

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24 maggio 2007

Mutilazioni dei genitali femminili, iniziativa AIDOS alla Casa Internazionale delle donne

(Roma) C?è un?Africa che si muove decisa verso l?abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili (MGF), pratica tradizionale diffusa in 28 paesi che ha lasciato il proprio segno sul corpo di circa 130 milioni di donne. È un?Africa che da 30 anni vede impegnate organizzazioni non governative, istituzioni, organismi internazionali, comunità rurali e urbane, intellettuali e artisti. E che negli anni recenti ha puntato a una combinazione di nuove strategie per garantire i diritti umani di bambine e donne, a cominciare da una vita senza MGF.

Nel 2004 il Governo italiano ha dato un significativo contributo al cammino verso l?abbandono della pratica attraverso il finanziamento del programma UNICEF ?Costruzione di un movimento globale per l?abbandono delle MGF nell?arco di una generazione?, che combina interventi a livello comunitario affidati all?organizzazione senegalese Tostan; coinvolgimento dei media con la rete STREAM coordinata da AIDOS; adozione di un quadro normativo coerente con il Protocollo di Maputo sui diritti umani delle donne africane con Non c?è pace senza giustizia; ricerca e coordinamento tra organismi ONU.

AIDOS coglie l?occasione della manifestazione ?Italia ? Africa 2007? per dar voce all?Africa che cambia e all?Italia che accompagna questo cambiamento, con la musica scelta dal griot Sekou Diabaté e il grande cinema di Ousmane Sembène, e da appuntamento a mercoledì 23 maggio, alle ore 17.00, alla Casa Internazionale delle donne (Via della Lungara, 19) con la tavola rotonda Voci dall?Africa che cambia.

Nuovi approcci per l?abbandono delle mutilazioni dei genitali femminili. Interverranno: Francesca Moneti, Unicef Innocenti Reserch Centre, Issa Saka, Mobilisation communautaire, Tostan, Senegal, Antonella Dentamaro, NPWJ, Non c?è pace senza giustizia, Cristiana Scoppa, AIDOS, Rete STREAM, Vaifra Palanca, Ministero della Salute, Commissione per le attività relative alle MGF, Silvia Della Monica, Capo Dipartimento, Ministero Pari Opportunità, Alain Maria Economides, Direttore generale, Cooperazione allo sviluppo, Ministero degli Esteri. Modera: - Daniela Colombo, Presidente, AIDOS, Italia A seguire, alle 19.00 circa Cocktail in giardino e incontro musicale ?I diritti umani cantati dalle donne africane? Brani scelti e commentati da Sekou Diabaté, musicologo, conduttore radiofonico e griot, cantastorie tradizionale dell?Africa occidentale.

Chiude l?incontro alle Ore 21:00 la proiezione del film di Ousmane Sembène, ?Moolaadé?, premiato a Cannes. Storia di Collé Ardo che aiuta un gruppo di bambine a sottrarsi al coltello rituale con una combinazione di strategie tradizionali e saperi attuali, in un dialogo tra l?Africa rurale e l?Occidente della migrazione e dello sviluppo. Introduce Fatoumata Guiré, assistente ai programmi, AIDOS.
(Delt@ Anno V°, N. 116 del 21 Maggio 2007)

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Deputate in passerella a favore del commercio equo e solidale

(Milano) Cristina De Luca (sottosegretaria Ministero Solidarietà Sociale), Elisabetta Alberti Casellati (FI); Emanuela Baio (Ulivo); Fiorenza Bassoli (DS); Dorina Bianchi (Ulivo); Laura Bianconi (FI); Cinzia Bonfrisco (FI); Cinzia Dato (Ulivo); Ida D'Ippolito Vitale (FI); Paola Frassinetti (AN); Sandra Monacelli (UDC); Silvana Mura (Italia dei Valori); Simonetta Ruminato (Gruppo per le Autonomie); Daniela Santanche' (AN), sono alcune delle deputate che il 25 maggio in occasione dell'apertura di Tuttaunaltracosa, la Mostra mercato del commercio equo e solidale organizzata dal Centro Missionario Pime in collaborazione con l'Associazione italiana Botteghe del Mondo, che riunisce 300 realtà del commercio equo e solidale italiano, ?sfileranno in passerella" per promuovere il commercio Equo e Solidale, nella consapevolezza che la maggior parte dei lavoratori nel settore del tessile nei paesi in via di sviluppo sono prevalentemente donne, alle quali nella maggioranza dei casi, vengono costantemente negati i più elementari diritti.

Duplice l?obiettivo dell?iniziativa: sensibilizzare il mondo della moda e del tessile in generale, da una parte, e dall?altra chiedere al mondo della moda di collaborare con le cooperative italiane che importano produzioni tessili con i criteri del commercio Equo e Solidale. Alla sfilata presenzierà Rudi Dalvai attuale Presidente dell'IFAT (International Federation for Alternative Trade) organizzazione mondiale del Commercio Equo e Solidale. La sfilata si terrà il 25 maggio alle ore 12,00 all'interno del Museo "Popoli e culture" del Pime.
(Delt@ Anno V° N. 118 del 23 Maggio 2007)

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Appello dei sindaci delle città capitoline dell'UE: "Liberate Aung San Suu Kyi"

(Roma) Con l?approssimarsi della scadenza del provvedimento di condanna agli arresti domiciliari della Signora Aung San Suu Kyi, il Sindaco di Roma, Walter Veltroni, il Sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe (Presidente di Città e Governi Locali Uniti) e il Sindaco di Tallin, Edgar Savisaar (Presidente di turno dell?Unione delle Capitali dell?Unione Europea) hanno promosso un appello dei Sindaci delle città capitali dell?Unione europea per l?immediata liberazione del Premio Nobel per la Pace e leader della Lega Nazionale per la Democrazia della Birmania, Aung San Suu Kyi.

Aung San Suu Kyi ha trascorso 11 anni e 200 giorni agli arresti domiciliari in violazione di tutti i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. I generali della Giunta militare birmana hanno rinnovato di anno in anno la detenzione di Aung San Suu Kyi a partire dal maggio del 2003. L?ultimo provvedimento di condanna agli arresti domiciliari scadrà il prossimo 26 maggio.

"Siamo molto preoccupati ? ha detto il Sindaco Veltroni ? per le notizie sulle condizioni di salute di Mrs. Aung San Suu Kyi, e per le continue violazioni dei diritti umani in Birmania". "Considero di vitale importanza che la comunità internazionale chieda con forza al regime militare birmano ? ha aggiunto - di liberarla e avviare così un sincero dialogo politico e un processo di transizione democratica capace di comprendere tutte le parti in causa". "Per queste ragioni ? conclude il Sindaco ? abbiamo proposto che tutti i Sindaci delle Capitali dell?Unione europea si unissero all?appello che viene lanciato da tutto il mondo al leader della giunta militare birmana per la definitiva liberazione di Aung San Suu Kyi".
(Delt@ Anno V° N. 118 del 23 Maggio 2007)

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Diritti umani, in Italia Marisela Ortiz Rivera

(Cagliari/Torino) Due importanti incontri, il primo a Cagliari e l?altro a Torino, vedranno protagonista Marisela Ortiz Rivera, fondatrice dell?associazione ?Nuestras Hijas de Regresso a casa?, nata nel 2001, grazie all?impegno dei familiari delle scomparse o assassinate, per contrastare e far sì che non rimangano impuniti i 430 femminicidi a Ciudad Jùarez, nello Stato di Chihuahua, in Messico (più di 600 quelle scomparse dal 1993)

Dalle prime proteste pubbliche, dopo le sparizioni e i successivi ritrovamenti dei corpi torturati delle giovani assassinate, fino alle continue denunce contro una giustizia inerme, quando non complice dei barbari assassini, Nuestras Hijas de Regreso a Casa (Le nostre figlie di ritorno a casa), si è trasformato in un vero e proprio movimento di lotta che ha portato alla luce il tema delle donne assassinate a Ciudad Juarez su un piano nazionale ed internazionale, con denunce anche fuori dal Paese

Le fondatrici di questa organizzazione oltre a Marisela Ortiz e Norma Andrade (madre di Lilia Alejandra, una delle ragazze assassinate); sono riuscite ad avvicinare sempre più famiglie con le quali hanno intrapreso azioni tramite istanze di ogni tipo per cercare di ottenere giustizia sia giuridica che sociale. Fare in modo, cioè, che le autorità e i diversi gradi di governo si assumessero la responsabilità di questa tragedia che ha investito non solo le famiglie ma tutta la società.

Dal 2001 continuano a chiedere che fine hanno fatto le loro figlie, nipoti, sorelle, allieve. Chi le ha torturate e uccise. Perché? Al dolore difficilmente misurabile, si affianca il loro coraggio, la forza con la quale hanno affrontato finora tutto l?apparato burocratico, i funzionari corrotti e inefficaci, e, soprattutto, complici di un potere politico ed economico che non è stato in grado di far ottenere loro giustizia. Di tutto questo e del tentativo di evitare tante altre morti parlerà Marisela Ortiz Rivera, a Cagliari il 25 maggio (ore 10.30 nella sala consiliare di palazzo Regio), in occasione di ?Non una di più- Ni una mas!?, titolo scelto per la manifestazione promossa dalla consigliera di Parità della Provincia di Cagliari, Tonina Dedoni, che ha avviato un progetto volto a promuovere una serie di incontri per informare l?opinione pubblica attraverso la testimonianza diretta delle protagoniste e perché le istituzioni locali chiedano al Governo messicano di porre fine a questo femminicidio.

La manifestazione si sposterà nel pomeriggio nell?ex cappella della Provincia (Via Giudice Guglielmo 58) dove, alle ore 16.30, si terrà l?incontro-dibattito ?Politiche e strumenti per contrastare la violenza sulle donne?. Tra gli interventi previsti segnaliamo quello della parlamentare Amalia Schirru, delle consigliere regionali Francesca Barracciu e Maria Grazia Calligaris, delle assessore provinciali Carla Floris e Angela Quaquero. Interverranno anche Rita Corda, presidente della commissione provinciale Pari opportunità, Debora Amarugi dell?associazione ?La luna nera?, Silvana Migoni di ?Donne al traguardo? e Caterina Pisanu di ?A mani tese?. Il 26 maggio il dibattito si sposterà alla Vetreria di Pirri (Via Italia, ore 19.00), dove è in programma l?incontro ?La situazione attuale a Ciudad Juàrez? con il presidente della Provincia Graziano Milia, Marisela Ortiz Rivera, Silvia Giletti Benso dell?Università di Torino e dell?associazione Red Esperanza, Tonina Dedoni e Angela Basciu, consigliere di Parità della Provincia.

Arricchisce l?incontro un reportage fotografico di Lina Pallotta e la proiezione del cortometraggio ?Juàrez mothers fight feminicide by Nuestras hijas de regresso a casa? di Zulma Aguiar. Concluderà la manifestazione l?esibizione della Compagnia B che proporrà ?Para no olvidar?, testimonianze in parole e musica con Viviana Pariglia, Marta Proietti Orzella, Calòo Angioni, Raffaele Corti e il gruppo musicale Mexla. Alla tappa cagliaritana, seguirà il Seminario di Torino, Marisela Ortiz Rivera: per non dimenticare le donne di Ciudad Juarez, lunedì 28 Maggio, alle ore 17.00, Aula Magna Facoltà di Economia - C.so Unione Sovietica, 218 bis, promosso dalla Facoltà di Economia dell?Università di Torino e il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche, Storico-Territoriali, in collaborazione con Amnesty International e SUR (Società Umane Resistenti).

Le tappe successive a Bologna e Roma dove, il 30 maggio sarà ricevuta in Parlamento. Tutte le tappe rientrano nell?iniziativa promossa dalla Consigliera di Parità della Provincia di Cagliari. Info: www.mujeresdejuarez.org
(Delt@ Anno V°, N. 119 del 24 Maggio 2007)

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23 maggio 2007

Infertilità di coppia, a Milano un numero verde

(Milano) L'infertilità di coppia, un problema grave che colpisce un numero sempre maggiore di donne e uomini. Esistono cure che risolvono molti casi di infertilità maschile e femminile. Ma imbarazzo, pregiudizi e cattive informazioni sulla medicina riproduttiva impediscono a molte persone di realizzare il sogno di diventare genitori.

Queste le motivazioni che hanno portato, ormai un anno fa alla collaborazione tra l?Osservatorio Donna della Provincia di Milano e l'Associazione SOS Infertilità che il martedì e il giovedì pomeriggio, forniscono a uomini e donne attraverso il Numero Verde 800.097.999 dell'Osservatorio Donna, risposte alle loro domande attraverso la consulenza di esperti dell'Associazione SOS Infertilità per un supporto psicologico, un'informazione o un parere medico

Dati e riflessioni su questo primo anno di attività Verranno illustrati oggi, Mercoledì 23 maggio 2007 ? alle ore 17.00 al Nuovo Spazio Guicciardini ? (Via Macedonio Melloni 3). Interverranno: Arianna Censi, consigliera delegata alle Politiche di genere della Provincia di Milano, Barbara Tommasi, responsabile dell?Osservatorio Donna della Provincia di Milano, Rossella Bartolucci, presidente dell'Associazione SOS Infertilità Onlus, Carlo Flamigni, componente del Comitato Nazionale per la Bioetica, Marina Mengarelli, sociologa dell'Università di Urbino

Durante la serata verrà presentato il libro "Mamma raccontami come sono nato. Perchè spiegare ai bambini la procreazione medicalmente assistita con una favola?" (ed. Mammeonline), raccolta di fiabe e filastrocche per spiegare ai bambini la procreazione assistita.

Saranno presenti: Lorenzo Benaglia, andrologo, Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI), Giuliana Di Nola, responsabile pma, Policlinico San Matteo di Pavia, Alessandra Vucetich, specialista fisiopatologia della riproduzione, Tecnolab S.r.l. (MI), Lia Lombardi, sociologa della medicina e della salute dell?Università degli Studi di Milano
Per informazioni: tel 02/7740.3441 - mail osservatorio_donna@provincia.milano.it

(Delt@ Anno V° N. 118 del 23 Maggio 2007)

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Tumore prostatico: i complessi multivitaminici sono inefficaci, ma pericolosi se presi in eccesso

L'uso regolare di complessi multivitaminici non ha alcun effetto sul rischio di tumore prostatico, ma l'assunzione di questi farmaci per più di sette volte alla settimana comporta il raddoppio di tale rischio. Questo dato è preoccupante, e necessita di ulteriori valutazioni, ma aumenta la credibilità della possibilità di danno legata all'eccessivo uso di integratori. Esso inoltre pone ulteriormente in dubbio il valore benefico dell'assunzione di pillole vitaminiche in soggetti generalmente ben nutriti. Si tratta comunque di uno studio osservazionale, e non è possibile trarre alcuna conclusione sui rapporti causa-effetto alla base del fenomeno. (J Natl Cancer Inst. 2007; 99: 754-64)

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Clima, con i cambiamenti maggiori rischi di malattie infettive

American Society for Microbiology
Gas serra e polveri sottili minacciano non solo l'ambiente, ma anche la nostra salute. Le temperature aumentano per effetto dell'inquinamento, e uno dei temi che preoccupano maggiormente gli scienziati riguardano le ripercussione sulla salute, in particolare i cambiamenti che potrebbero coinvolgere malattie infettive e contagi. Non è ancora chiaro, al momento, verso quale direzione si indirizzi l'eventuale 'metamorfosi'. Ma nulla di buono, secondo gli esperti riuniti al General Meeting of the American Society for Microbiology in corso a Toronto, sembra profilarsi all'orizzonte. "I cambiamenti climatici - spiega Stephen Morse, della Columbia University - sono da sempre legati all'arrivo di nuove malattie e alla 'colonizzazione' di nuovi territori da parte di patologie di vecchia data. In presenza di forti mutamenti del clima possiamo senz'altro attenderci grosse sorprese". Del resto, il Quarto rapporto tecnico dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa dei mutamenti ambientali, parla chiaro: il riscaldamento globale non appare più come una vaga minaccia per un futuro lontano, ma come un fenomeno che sta già producendo i suoi effetti. "E' difficile predire come la malattie e i contagi cambieranno - sottolinea Morse - ma uno dei primi segnali è rintracciabile senz'altro nel fatto che la malaria inizia ad ampliare il suo raggio di azione". Le zanzare 'Anopheles gambiae', ovvero quelle che trasmettono la malattia all'uomo, grazie all'aumento delle temperature potrebbero infatti iniziare a popolare zone in passato proibite per la loro stessa sopravvivenza. Mutamenti potrebbero esserci, poi, nella cosiddetta influenza di stagione, almeno secondo Joan Rose della Michigan State University. "La frequenza, l'intensità, la durata - sottolinea - potrebbero mutare significativamente, così come i rischi per la salute". Il verificarsi, inoltre, di eventi climatici estremi più frequenti e intensi - alluvioni, tempeste di vento, siccità e ondate di calore - potrebbe ripercuotersi sulla qualità delle acque, con aumento delle malattie diarroiche e di altre patologie legate al cibo e all'acqua.

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Veronesi, quando la medicina non può guarire ha il dovere di lenire dolore

"Quando non può più guarire, il dovere più alto e umano della medicina resta quello di curare. Togliere il dolore, far sì che l'uomo non sia mai umiliato". Così l'oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, in un messaggio inviato alla Fondazione nazionale Gigi Ghirotti che ieri al ministero della salute, a Roma, ha presentato la VI Giornata nazionale del sollievo. "Il medico - riprende - deve sentirsi moralmente chiamato a curare il dolore sempre, a tutti i livelli e a tutti gli stadi di una malattia. Anche quando la medicina non è più in grado di guarire, e senza aspettare che la sofferenza del paziente arrivi a un livello insopportabile che gli tolga lucidità e dignità". "Non soffrire - dice Veronesi - è un diritto fondamentale di ogni uomo. E non far soffrire è uno dei doveri più alti della medicina".

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Testamento biologico, lo Stato deve formulare legge

Ad affermarlo è Ignazio Marino (Ulivo), presidente della Commissione Sanità del Senato

"I principi contenuti nella legge che auspico sul testamento biologico, non si discostano in alcun modo da quelli contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Come la Chiesa ha ritenuto importante dare indicazioni vincolanti per le coscienze dei fedeli su una tematica tanto delicata, allo stesso modo lo Stato deve poter formulare una legge che dia indicazioni precise ai cittadini. E che tuteli tutti i pazienti dal rischio dell'accanimento terapeutico". Queste le parole di Ignazio Marino (Ulivo), presidente della Commissione Sanità del Senato, e primo firmatario di un Ddl sul testamento biologico, dopo il pronunciamento della Cei (Conferenza episcopale italiana), che non ritiene necessaria una legge sul testamento biologico.

"Il Catechismo firmato dall'allora cardinale Ratzinger - ribadisce Marino - dice infatti che 'l'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima'. In tal caso si ha la rinuncia all'accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire". Questi principi, dunque "sono ben presenti - prosegue - all'interno della Chiesa. Essi però non hanno ancora trovato la loro formulazione nell'ordinamento legislativo italiano. Per questo il lavoro che la Commissione sanità del Senato sta portando avanti dalla scorsa legislatura, continuerà con il dialogo, il rigore e la serietà che l'ha caratterizzato fino a ora".

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22 maggio 2007

Asma, i disturbi dell'umore e l'isolamento sociale tra le cause dei ricoveri

Il presente studio suggerisce un'associazione fra fattori come disturbi dell'umore o l'isolamento sociale e l'incidenza dei ricoveri ospedalieri per asma bronchiale. Nei pazienti con asma grave è stata dimostrata la presenta di un elevato tasso di fattori di rischio psicosociali e comportamentali: studi sulla popolazione generale hanno dimostrato associazioni fra fattori psicosociali e prevalenza dell'asma, ma pochi di essi hanno investigato gli esiti dell'asma. Il presente studio sottolinea la potenziale importanza di tenere conto dei fattori psicosociali, fra cui disponibilità e qualità delle reti di supporto, nella guida della gestione a lungo termine dell'asma. (Allergy 2007; 62: 554-60)

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Truffa ai danni del SSN, a Siracusa denunciati più di mille cittadini

Grazie a false autocertificazioni, commercianti, liberi professionisti e persino impiegati statali sarebbero riusciti a ottenere l'esenzione del pagamento del ticket sanitario. Ora sono stati denunciati per truffa al Servizio sanitario nazionale e falsità ideologica. E' accaduto a Siracusa, dove la Guardia di Finanza ha deferito all'autorità' giudiziaria 1.150 'falsi poveri'. I controlli delle Fiamme gialle hanno riguardato soprattutto Rosolini, piccolo centro del siracusano. A fare partire le indagini sono state alcune anomalie riscontrate dalla verifica delle dichiarazioni dei redditi. In due casi è venuto persino fuori che due indagati con un reddito di 500.000 euro avevano ottenuto l'esenzione dal ticket.

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Sanità, nel libro paga del SSN più sacerdoti che dentisti

I dati del ministero della salute sui dipendenti

Il Servizio sanitario nazionale paga più sacerdoti che dentisti. Sono 417, infatti, gli 'assistenti religiosi', 389 uomini e 28 donne, che percepiscono uno stipendio dal Ssn, in base a convenzioni stipulate fra la diocesi e le Aziende sanitarie. Il numero degli odontoiatri del servizio pubblico si 'ferma' invece ad appena 163, su un totale di 105.652 camici bianchi. I 'numeri' dei dipendenti Ssn sono contenuti nell'ultimo Rapporto della Direzione statistica del ministero della Salute.

'Spulciando' la mappa del personale Ssn, figurano anche tre geologi, 125 architetti, 873 ingegneri e 179 avvocati. In totale, nel 'libro paga' del nostro servizio sanitario ci sono 648.384 dipendenti, suddivisi in 444.120 appartenenti a ruoli sanitari, 125.093 a ruoli tecnici, 76.555 a quelli amministrativi, mentre 354 rientrano nel personale con qualifiche atipiche, a cui si aggiungono altri 665 contrattisti. Fra i sanitari, oltre ai 105.652 medici e 163 odontoiatri, sono 18.758 gli altri professionisti laureati (veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi). Il personale infermieristico conta 252.506 dipendenti. Al ruolo tecnico appartengono, fra gli altri, sociologi (669), statistici (73), assistenti sociali (6.892), programmatori (734). Sul totale dei dipendenti, a farla da padrone è il 'gentil sesso', che rappresenta poco più del 60 per cento del personale. In controtendenza, però, la classe medica che è ancora molto 'maschile': ben 71.510 'camici bianchi' dipendenti dal Ssn sono uomini contro 33.979 donne. Un divario ancora più marcato fra gli odontoiatri pubblici: 123 contro 40. In tutti gli altri settori, prevalgono invece le donne: 9.761 contro 8.997 sul totale del personale laureato (veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi). Stesso discorso per gli altri ruoli tecnici e amministrativi.

Nella 'geografia' regionale, infine, al primo posto per numero di dipendenti Ssn figura la Lombardia, con ben 92.251 addetti, seguita dal Veneto (57.232), dal Piemonte (55.848) e dalla Campania (54.842). Al quinto posto l'Emilia Romagna, con 54.110 dipendenti, al sesto il Lazio (50.176). All'ultimo posto la Val d'Aosta con 1.889 lavoratori della sanità.

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21 maggio 2007

Calcoli renali in gravidanza aumentano rischio parto pretermine

Le donne che sviluppano nefrolitiasi durante la gravidanza presentano un rischio quasi doppio di parto pretermine rispetto alle altre. In ogni caso, l'incidenza complessiva della calcolosi renale in gravidanza è piuttosto bassa. Benchè vi sia una certa reticenza ad effettuare interventi chirurgici nelle donne in gravidanza, il presente studio non ha rivelato alcuna variazione nel rischio di parto pretermine nelle donne che sono state operate per la rimozione dei calcoli. Ciò nonostante, il dato secondo cui la nefrolitiasi intraparto sia associata a parto pretermine potrebbe spingere gli urologi a trattare in modo più aggressivo i piccoli calcoli asintomatici nelle donne in età riproduttiva. (Obstet Gynecol 2007; 109: 1099-104)

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Sanità, troppo spesso test inutili, ripetuti e costosi per SSN

Troppo spesso si praticano ai pazienti test clinici inutili, che costano al SSN cifre impressionanti contribuendo al deficit di bilancio. E' la denuncia della Federazione delle associazioni dei dirigenti internisti ospedalieri (FADOI), riuniti a congresso a Roma. Nel 2005 in Italia sono stati effettuati 215 milioni di accertamenti diagnostici (ISTAT), esclusi quelli in ospedale e in day hospital. Una persona su quattro si è dunque sottoposta a un esame. In particolare, sono stati effettuati 150 milioni di esami di laboratorio e 65 milioni di indagini strumentali. Sempre nel 2005 sono state 200milioni le visite specialistiche, il 25% delle quali odontoiatriche e il 50% a pagamento. "Tutto questo - ha detto il presidente della FADOI, Giovanni Mathieu, in una tavola rotonda al congresso - sarebbe accettabile se un così alto volume di analisi di laboratorio e strumentali fosse giustificato da una reale necessità di diagnosi e terapia. Invece, molti di questi accertamenti sono impropri, prescritti non per risolvere un dubbio diagnostico ma per dare tranquillità. E' come se il paziente, ormai, avesse bisogno solo di prove scritte e refertate sulle proprie condizioni fisiche e psichiche. C'è poi un aspetto - ha aggiunto - e cioè che molti di questi accertamenti sono duplicazioni, vale a dire esami ripetuti perché ritenuti non affidabili, addirittura non ben eseguiti in strutture non all'altezza". La Fadoi propone una "politica di controllo molto rigida sulle prescrizioni, il cui eccessivo costo penalizza altre esigenze mediche di cui il paziente ha il sacrosanto diritto. A cominciare - ha concluso Mathieu - dalla certezza di un posto letto negli ospedali".

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Turco, una legge per premiare il merito dei medici

Il ministro della Salute Livia Turco, anticipa il percorso che ha intenzione di intraprendere per sciogliere il binomio politica-sanità.

"Occorre definire d'intesa con le Regioni regole che premino di più il merito per i camici bianchi". Il ministro della Salute Livia Turco, intervenuta sabato a Milano alla 42esima assemblea nazionale dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), anticipa il percorso che ha intenzione di intraprendere per sciogliere il binomio politica-sanità.

"Si tratta - spiega - di regole che troveranno sbocco in un provvedimento legislativo. In questa direzione mi ha fatto piacere l'incoraggiamento del presidente del Consiglio Romano Prodi. Perchè penso sia importante fare in modo di garantire a ogni cittadino che il medico che gli sta accanto sia il più bravo in base al merito e alla competenza". Non sempre, ha assicurato il ministro, nella sanità si assiste a nomine politiche: "per fortuna c'è anche la buona politica. Ci sono primari che vengono davvero nominati sulla base del merito". Secondo Livia Turco il problema è ben più ampio: "un provvedimento legislativo non basta perchè la cattiva politica tante volte è praticata dagli stessi cittadini che pensano che l'unico modo per poter avere cure di qualità sia quello di farsi sostenere dai più potenti. E' un cambiamento culturale che deve avvenire nel nostro Paese - conclude - anche se dobbiamo dare il buon esempio".

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Turco: una volta aboliti i ticket, la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria è una priorità

"Occorre rivedere il sistema di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Perché la sanità pubblica non può essere gratuita". Il ministro della Salute Livia Turco, intervenuta sabato mattina a Milano al convegno dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) sul tema 'Servizio sanitario e pluralismo degli erogatori', torna sul tema dei ticket e delle forme attraverso cui i cittadini possono contribuire al pagamento delle prestazioni sanitarie. Un sistema - ha spiegato - che va assolutamente ripensato in funzione dell'equità. E' questo che abbiamo intenzione di fare, d'intesa con le Regioni". Una volta aboliti i ticket, ha ribadito durante il suo intervento, la revisione del sistema di compartecipazione è una priorità. "In particolare - ha precisato - per garantire un sistema di partecipazione alla spesa non iniquo, bisogna dire basta alla mera autocertificazione e utilizzare criteri di esenzione non solo basati sull'età e sul tipo di patologia".

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19 maggio 2007

Tumore al seno, L?impegno di Fiorello e Baldini per la Race for the Cure

(Roma) Direttamente dalla trasmissione radiofonica "cult" VIVA RADIO2, i simpatici Fiorello e Marco Baldini hanno voluto personalizzare e firmare le magliette ufficiali della "Race for the Cure - Di corsa contro i tumori del seno", mini maratona di solidarietà, organizzata dalla Komen Italia onlus, in programma domenica 20 maggio a Roma, a Bari il 10 Giugno e a Bologna il 15 Ottobre.

Un impegno, quello di Fiorello e Marco Baldini, nato durante la puntata andata in onda lo scorso 16 Maggio, quando il simpatico duo di VIVA RADIO2 ha ospitato in studio i rappresentanti della Komen Italia onlus, associazione non profit che si occupa di promuovere la prevenzione e raccogliere fondi da destinare alla lotta ai tumori del seno.

Le maglie firmate da Fiorello e Baldini sono un pezzo da collezione e sono all'asta sul sito di eBay: www.komen.it/asta I fondi raccolti saranno utilizzati dalla Komen per concorrere alla realizzazione di nuovi progetti di prevenzione, di supporto e di formazione nel campo della lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale.

Delt@ Anno V°, N.114 ? 115 del 18 ? 19 Maggio 2007)

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18 maggio 2007

Fumo: ?Basta sigarette?. Dalla LILT un CD e una nuova Campagna

(Roma) Si è svolta ieri, nell?Auditorium del Ministero della Salute, alla presenza della Ministra Livia Turco la tradizionale conferenza stampa LILT per illustrare le iniziative che Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori terrà in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco 2007. Un problema, quello del fumo, che interessa 12 milioni gli italiani/e 'schiavi' delle sigarette, in particolar modo gli uomini.

A illustrare i dati sugli italiani/e con il vizio, è stata la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), durante la conferenza 'Basta sigarette'. Un'occasione anche per presentare un libretto della Lilt, che aiuterà gli schiavi delle sigarette a dire 'basta', con piccoli trucchi da adottare per smettere. Gli effetti della 'legge Sirchia' sono stati positivi, ma non bisogna abbassare la guardia, specialmente tra le donne. Sono le donne infatti, a iniziare a fumare prima: 11-12 anni per le ragazze contro 13-14 per i ragazzi.

I fumatori sono di più nella fascia d'età' 25-29 anni, mentre le donne con il vizio sono più numerose tra i 45 e i 49. La media delle sigarette fumate e' di 15 al giorno. Le vendite sono calate del 5,7% dall'entrata in vigore della legge anti-tabacco, e sono invece aumentati gli italiani (+10%) che frequentano locali pubblici non più inquinati. Numeri incoraggianti che però non tranquillizzano la Lilt: la lotta al fumo, infatti, deve andare avanti. Per questo motivo la Lega ha presentato il libretto con le indicazioni su "come smettere di fumare", che verrà distribuito da volontari Lilt il 26 e il 27 maggio nelle maggiori piazze italiane, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco in calendario il 31 maggio prossimo.

L'iniziativa presentata ieri mira ad una fascia d'età' importante, quella dei giovanissimi studenti e per questo è stata preparata non solo la guida su cosa e come fare per smettere di fumare, ma anche un pareo "più firmato al mondo" e il cd "basta basta sigaretta" (che sarà distribuito nelle scuole elementari), con un brano composto da Alberto Testa e Antonio Martucci con musica e voce di Memo Remigi in cui i giovanissimi scolari diventano educatori a casa contro il fumo passivo da parte dei genitori con il "vizio delle bionde".

Nell?Unione Europea sono oltre 79 mila le persone che muoiono ogni anno mentre l'esposizione cronica al fumo passivo comporta per chi non fuma un aumento del rischio di cancro del 20-30% e quello di contrarre una malattia cardiovascolare del 25-30%. Il Presidente Nazionale LILT Francesco Schittulli ha ricordato l?importanza della lotta al fumo, ?nonostante i risultati incoraggianti ottenuti con la legge 3/2003 sulla P.A.?. Ma la guardia non va abbassata: gli ultimi dati continuano, infatti, a mostrare una crescita del ?fumo al femminile?. Addirittura, tra i quindicenni, le fumatrici dell?Europa occidentale superano i maschi in termini di prevalenza. "Fumare significa ridurre la vita in anni e in qualità. Più donne perché sono quelle più stressate, che svolgono più ruoli, essere la custode della famiglia ma anche svolgere attività lavorativa. Occorre saper parlare alle donne e imparare ad essere maestre nei confronti dei propri figli", ha aggiunto il presidente della Lilt che per la campagna 2008 intende sottoscrivere un impegno coinvolgendo operatori sanitari e scolastici nella lotta contro il fumo e spazi "off smoking" negli stadi.

Livia Turco, parlando di risultati incoraggianti ha rilanciato la legge Sirchia contro il fumo, aggiungendo che è di fondamentale importanza insistere maggiormente sulla prevenzione fra i giovani e le donne". "Gli effetti prodotti dalla legge Sirchia ? per Livia Turco - sono stati positivi". Ma ora l'obiettivo deve cambiare. "Era una legge che puntava a tutelare i non fumatori dagli effetti negativi del tabacco - ha sottolineato la ministra - adesso invece bisogna insistere molto sui giovani e far capire loro quanto il fumo faccia male". Tra gli obiettivi del ministro, c'e' anche la riduzione del numero di donne con il vizio, in aumento rispetto agli uomini. "C'e' di meglio del fumo - ha insistito Turco - e le donne devono capirlo". (Delt@ Anno V°, N.114 ? 115 del 18 ? 19 Maggio 2007)

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Violenza: violazione quotidiana e sistematica dei diritti umani e riduzione delle opportunità di vita delle donne

(Roma) Riaffermato ieri mattina, a più voci e in modo netto, all?apertura del convegno internazionale: ?I Generi della Violenza?, che si conclude oggi presso il Centro Congressi di via dei Frentani a Roma, l?impegno ad un?ampia ed efficace collaborazione tra ministero per le Pari Opportunità, enti locali e associazioni territoriali per la lotta contro la violenza di genere. Il convegno, organizzato da ?Solidea? (Istituzione di genere femminile e solidarietà della Provincia di Roma, di cui è emanazione) affronterà in due intensi giorni di dibattito e testimonianze il confronto tra la realtà italiana e le esperienze di altri Paesi (Spagna, Canada, Stati Uniti) in materia di sostegno alle donne vittime di violenza.

Collaborazione articolata e capillare, hanno ribadito stamattina tanto il Presidente della Provincia Gasbarra, quanto la ministra Pollastrini e la Presidente di ?Solidea? Maria Grazia Passuello, che vedrà impegnati a più livelli, e in accordo tra loro, gli attori delle iniziative che, inaugurate già da due anni a livello locale con l?amministrazione di centro sinistra, hanno potuto svilupparsi e trovare nuovi sbocchi con il nuovo governo. È notizia di stamattina (comunicata dalla Ministra Pollastrini nel suo discorso di saluto al convegno) che il progetto di un Osservatorio Nazionale sulla violenza di genere, da lei proposto in occasione della Finanziaria, ha ottenuto il finanziamento richiesto, sebbene in misura ridotta (3 milioni di euro, contro i 40-45 milioni stanziati negli anni scorsi da Paesi come la Francia e la Germania, e i 240 stanziati dalla Spagna).

Maria Grazia Passuello, prendendo la parola all?apertura del convegno (coordinato da Roberta Agostini, Presidente della Commissione Cultura e Servizi Sociali della Provincia di Roma) ha tracciato in modo chiaro e articolato il drammatico quadro della violenza contro le donne e i bambini come leit motiv, fattore comune, carattere distintivo e costante immutabile in tutte le culture, ad ogni latitudine, senza distinzioni di razza, condizione sociale, credo religioso ed età. ?Le forme sociali del fenomeno possono variare ? ha detto Passuello- ma le sue radici profonde non mutano col variare dei contesti: il nodo da sciogliere è nelle distorsioni del rapporto uomo-donna, nel suo riflettersi dentro le culture e nei rapporti sociali.

La violenza diventa così l?aspetto più drammatico di una violazione quotidiana e sistematica dei diritti umani e di una riduzione delle opportunità di vita delle donne.? (grassetto nostro ndr). A partire dalle osservazioni sulla violenza propriamente detta (violenza fisica, domestica, di genere, di razza, violenza religiosa e così via) la Presidente di ?Solidea? ha quindi approfondito la propria analisi fino a tracciare un programma di ricostruzione dei valori della convivenza civile che, con il coinvolgimento di enti locali, scuole, famiglie, insegnanti, psicologi e operatori sociali a tutti i livelli, possa contribuire validamente ad una profonda trasformazione culturale del nostro Paese.

Trasformazione tanto urgente quanto indispensabile se ? come ha successivamente chiarito con energia la ministra Pollastrini ? l?inclusione delle donne, l?incremento di democrazia, la valorizzazione del ?civismo? e il rafforzamento del senso di cittadinanza (diritti e doveri della persona) dovranno essere la molla indispensabile per l?uscita dell?Italia dall?attuale crisi economica.

Il tema della violenza si articola infatti ? come hanno ben mostrato, ciascuno sul proprio piano specifico di impegno, i tre relatori principali- a più livelli: dalla violenza fisica in senso stretto, che costituisce (non lo si ripete mai abbastanza) la prima causa di morte per le donne nel mondo, e che va dallo stupro di guerra alla violenza domestica, passando per la violazione dei diritti umani in tutte le sue forme, alla violenza in senso lato, che si dipana nella quotidiana esclusione delle donne, italiane o immigrate che siano, e degli altri soggetti svantaggiati dai luoghi di lavoro, dalle carriere e dalle decisioni politiche, fino (lo ha sottolineato il Presidente della Provincia Gasbarra) alle barriere architettoniche, alla mancanza di strutture di sostegno (asili nido), e agli ostacoli che quotidianamente l?indifferenza e la mancanza di cultura, sia privata che pubblica, contrappongono all?energia femminile, materna, lavorativa e sociale.

Occorre intervenire per arginare questa violenza a tutti i livelli: in concreto, ?Solidea? e la Provincia di Roma hanno messo in campo (nella collaborazione inaugurata due anni fa) l?istituzione di due Centri antiviolenza e di un centro di accoglienza per donne in difficoltà (con la collaborazione di Differenza Donna e Sostegno Donna, e con la Casa Internazionale delle Donne), attribuendo fondamentale rilievo all?asse formazione-lavoro-casa. È inoltre in progetto una Casa per la semi-autonomia, indirizzata alle donne in uscita dai Centri che hanno ancora bisogno di un punto d?appoggio per il reinserimento sociale e la ricostruzione dell?identità.

In prospettiva, inoltre, ?Solidea? e la Provincia di Roma hanno previsto ?una progettualità fondata su un processo continuo di conoscenza ed elaborazione scientifica e culturale? in funzione della quale e in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Demografiche dell?Università ?La Sapienza? di Roma, è nato l??Osservatorio provinciale per le donne in difficoltà e vittime di violenza e i loro bambini?. Non manca infine l?attenzione alle radici culturali della violenza. In quest?ottica, Passuello si rivolge ?alle istituzioni e alla popolazione, per diffondere idee e comportamenti centrati anzitutto sul valore del rispetto reciproco: tra uomini e donne, adulti e bambini, tra ragazzi e ragazze, tra chi gode di diritti di cittadinanza da lungo tempo e nuovi immigrati?. L?innovazione culturale, l?impegno alla diffusione di questi valori (che la ministra Pollastrini ha poi riassunto nel termine ?civismo?) implica un lavoro di prevenzione e formazione da attuare con serietà a partire dalla scuola, attraverso progetti rivolti a studenti, insegnanti e genitori di Roma e Provincia.

I fenomeni di bullismo e razzismo che hanno riempito le cronache recenti devono essere considerati il sintomo di una carenza culturale che spetta alle istituzioni e ai cittadini colmare giorno per giorno, per non soccombere all?inasprirsi delle contraddizioni dell?epoca attuale. Tra gli altri progetti di ?Solidea?, la formazione rivolta agli operatori sociali e sanitari, e finalizzata al riconoscimento e alla cura dei soggetti vittime di maltrattamenti, e la Cooperazione Decentrata, finalizzata all?intervento internazionale.

In ultima analisi, dalla collaborazione tra enti locali, operatori pubblici e ministero, è necessario sviluppare una rete di interventi a più livelli che dia origine a un Piano nazionale contro la violenza di genere, e che - ha concluso Passuello ? ?metta in campo tutte le risorse delle istituzioni e sappia suscitare e sostenere l?iniziativa della società civile, per prevenire e sconfiggere il fenomeno alle radici?. Prendendo spunto dalla lettera di Veltroni sulla necessità della collaborazione tra governo e amministrazioni locali, cui ha dato la propria piena adesione, la ministra Pollastrini ha poi tracciato, ad un anno dalla nascita del governo Prodi, un bilancio delle attività del ministero, ricordando la decisione di estendere la denominazione del Ministero per le Pari opportunità nel senso della difesa dei diritti umani (che contemplano i diritti umani delle donne e dei bambini).

Questa centralità dei diritti ha consentito al ministero di articolare il proprio campo di azione fino ad includere il ruolo di primo piano assunto dall?Italia di fronte alle Nazioni Unite, sulla moratoria contro la pena di morte. L?obiettivo di promuovere il cambiamento culturale e politico tracciato da Passuello è stato poi riaffermato dalla ministra, che ha ricordato l?impegno preso il 3 maggio, in occasione dell? inaugurazione dell?Anno Europeo delle Pari Opportunità, alla presenza del Presidente della Repubblica, a fare in modo che l?Anno ?lasci in Italia un segno in termini di civismo, dialogo e inclusione?. Tre, gli appuntamenti italiani in programma per l?Anno Europeo delle Pari Opportunità: uno a Roma, in autunno, dedicato ad un rendiconto pubblico sulle azioni positive; uno, di carattere economico (in una città del sud ancora da definire), per raccogliere le esperienze in tema di crescita: a questo proposito, la ministra ha ricordato la necessità di un piano pluriennale di partecipazione delle donne al lavoro nel rispetto dei diritti e delle regole; e un terzo, dedicato al tema della cittadinanza, nel quale si ratifichi un pacchetto di norme che abbiano come obiettivo la rappresentanza femminile e i cosiddetti ?bollini di qualità? per aziende, enti pubblici ed enti locali sull?inclusione femminile nella politica e nel lavoro. Indispensabile, infine (hanno concordato Gasbarra e Pollastrini) una riflessione approfondita sul ruolo dei media nella diffusione di modelli culturali stereotipati e fuorvianti, di un?immagine della donna spesso degradante e contraria ai principi del rispetto del corpo e della persona, e un confronto con i responsabili della comunicazione perché a loro volta prendano precisi impegni e decidano di contribuire con il loro apporto fondamentale alla profonda trasformazione culturale di cui il Paese ha bisogno per contrastare il dilagare della violenza e l?eclissi dei diritti delle persone e dei cittadini.

(Delt@ Anno V°, N.114 ? 115 del 18 ? 19 Maggio 2007) Nicoletta Bertorelli

Link in argomento
Cosa fare se siete vittime di una violenza
I centri antiviolenza in Italia
Indagine sulla violenza in famiglia

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Cardiologia, Insufficienza cardiaca ed apnea nel sonno diminuiscono sopravvivenza

I soggetti con insufficienza cardiaca ed apnea nel sonno vanno incontro ad un aumento del rischio di morte rispetto a quelli con insufficienza cardiaca ma senza disturbi della respirazione nel sonno, che di fatto potrebbero sopravvivere anche il doppio. Se i soggetti con apnea nel sonno hanno già una pressione diastolica bassa, essi potrebbero ulteriormente danneggiare il riempimento ventricolare tramite la circolazione coronarica. Si hanno contemporaneamente scompenso cardiaco congestizio, ipertensione polmonare, apnea nel sonno centrale, danni a carico del ventricolo destro ed ipotensione diastolica che si alimentano l'un l'altro in un circolo vizioso che mina il flusso dall'aorta ai ventricoli e determina ischemia, aritmie e potenzialmente anche attacchi cardiaci. I cardiologi dunque dovrebbero indirizzare i pazienti sospetti verso uno studio delle dinamiche del sonno, ed in casi trattarli appropriatamente. (J Am Coll Cardiol. 2007; 49: 2028-34)

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Obesità, calcio e vitamina D prevengono aumento di peso

L'integrazione di calcio e vitamina D ha un lieve effetto preventivo sull'aumento di peso nelle donne in età postmenopausale, e soprattutto in quelle con un'assunzione di calcio inadeguata. L'obesità si è diffusa significativamente negli ultimi decenni, ed il ruolo del calcio nel mantenimento di un peso sano rimane controverso.

La prevenzione dell'aumento di peso è un importante traguardo a livello di salute pubblica, e la restrizione calorica e l'attività fisica quotidiana dovrebbero ancora essere considerate le basi della gestione del peso: sono necessarie ulteriori ricerche sulla combinazione del calcio con queste due strategie per la prevenzione dell'aumento di peso, e nel frattempo alle donne in età postmenopausale dovrebbe ancora essere consigliata l'assunzione di 1200 mg di calcio al giorno. (Arch Intern Med. 2007; 167: 893-902)

La dieta per il controllo del peso
Miti e realtà sulle diete veloci

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Sanità privata, piace a under 65 e donne

Bambini e giovani adulti, soprattutto donne, in crescita più rapida al Nord-Est e al Centro. Questo l'identikit degli italiani che ricorrono più spesso alla sanità a pagamento secondo i dati diffusi questa sera a Milano al Convegno annuale del gruppo Giovani dell'Aiop (Associazione italiana ospedalità privata). Tema dell'incontro l' "Analisi dei comportamenti nell'offerta ospedaliera in Italia", e obiettivo principale dei promotori quello di "sensibilizzare l'università e l'opinione pubblica sulla nostra presenza e sul lavoro che svolgiamo - spiega Fabio Miraglia, coordinatore di Aiop Giovani Area centro - Siamo un gruppo svincolato da lobby e politiche di budget, e per questo non abbiamo richieste alle Istituzioni o messaggi da lanciare". L'obiettivo è contribuire a un'analisi aggiornata della sanità italiana, "col contributo di professionisti del mondo accademico". Al convegno milanese una 'mappa' dell'utenza privata viene tracciata in particolare da Massimo Finocchiaro Castro, dell'università degli Studi di Catania e del Department of Economics-Royal Holloway College dell'università di Londra, che sottolinea come dal 1997 al 2001 la spesa privata pro-capite degli italiani per i servizi sanitari sia aumentata del 18,7 per cento, con un incremento maggiore fra i single (21,5 per cento) e nel Nord-Est e nel Centro della penisola (17-18 per cento contro il 5 per cento delle altre aree). Citando dati Istat, l'economista osserva che il 57 per cento delle visite specialistiche è interamente a carico dei cittadini, specie nei settori odontoatria (92 per cento), ostetricia-ginecologia (64,5 per cento), dietologia (57,1 per cento), dermatologia (52,8 per cento) e oculistica (50,7 per cento).

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Guardia medica: basta con i presidi insicuri, è ora di una seria riforma

A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale

Guardia medica sempre reperibile, ma con camici bianchi che rispondono anche dal proprio domicilio, dove, se è necessario, possono anche visitare i pazienti. Basta con i presidi, troppo spesso mal dislocati e fatiscenti, che non garantiscono la sicurezza del medico. A chiedere una "seria riforma" della guardia medica è Domenico Crisarà, segretario nazionale della Fimmg-continuità assistenziale che, a margine del congresso dello Snami in corso a Copanello di Stalettì (Cz), ha ricordato i rischi che ogni giorno corrono i medici di guardia. "L'ultimo episodio grave - ha precisato - solo qualche giorno fa in provincia di Lecce, dove sono stati sparati colpi di arma da fuoco contro un presidio di guardia medica. Il fatto più tragico è che l'aggressione è avvenuta nella stessa zona dove otto anni fa fu uccisa il medico di guardia Maria Monteduro".

E' quindi anche per tutelare i camici bianchi, secondo Crisarà, "che è necessario cambiare volto a questo servizio. Per farlo i medici di guardia devono essere inseriti a pieno titolo nel servizio territoriale offerto dalla medicina generale, in un sistema cioè di cure primarie che garantisca una presenza più efficace sul territorio con l'alternanza di diverse figure professionali". Secondo Crisarà, i medici di guardia devono trasformarsi, passare da professionisti anonimi, come sono spesso considerati oggi, a camici bianchi di fiducia. "I medici - ha spiegato - devono essere identificabili e poter identificare i cittadini, con i quali devono poter instaurare un rapporto di fiducia. Basta, dunque, con il presidio. Bisogna puntare soprattutto sulla reperibilità anche domiciliare del medico. In pratica il camice bianco può rimanere a casa sua, l'importante è garantire l'efficacia delle prestazioni, in particolare di quelle che non possono essere rimandate". E se, invece, è necessaria l'attività di ambulatorio, questa "deve essere riprogettata e modellata sulle esigenze del territorio. Ma soprattutto non possiamo più accettare ambulatori che non garantiscono la sicurezza".

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In Italia un ictus ogni tre minuti

Ogni tre minuti un italiano viene colpito da un ictus. Di questi, solo uno su tre coglie la gravità dei sintomi e corre in ospedale. Ma di quanti vanno al pronto soccorso, solo uno su cinque arriva in tempo utile - e cioè entro tre ore - per essere sottoposto alla trombolisi, la terapia salvavita. In altre parole, poiché in Italia i casi di ictus sono 199 mila l'anno, sono ben 130 mila le persone colpite che rimangono a casa o vanno in ospedale quando è tardi e per loro si riducono le speranze di salvarsi. A denunciarlo, durante il congresso in corso a Roma, sono gli internisti ospedalieri della Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti), che, al riguardo, parlano di una vera e propria "epidemia dell'ictus ignorato": ne sono protagonisti quanti non danno importanza ai primi segni della malattia, tra questi formicolio a una mano, senso di svenimento, deficit motorio, disturbo visivo o la bocca che improvvisamente si "storce". Sintomi sottovalutati, insomma, benché "più del 70 per cento delle persone che tempestivamente ricorrono all'ospedale - spiega Michele Stornello, referente nazionale area ictus della Fadoi - evitano la morte e il rischio di invalidità". E a ignorare i 'campanelli d'allarme' sono più le donne che gli uomini. Questi ultimi, infatti, ricorrono tempestivamente al pronto soccorso quando avvertono qualche sintomo. "Più sensibili degli altri, inoltre - sottolinea Stornello - le persone con cultura più elevata, certamente perché più informati".

"L'alta incidenza dell'ictus - afferma Giovanni Mathieu, presidente della Fadoi - ripropone, in tutta la sua drammaticità, la necessità di campagne mirate all'educazione sanitaria e alla prevenzione dei fattori di rischio che, purtroppo, troppo spesso vengono sottovalutati. Noi ne vediamo tutti i giorni le conseguenze in corsia. Inoltre, si vedono anche sul piano economico con alti costi per la sanità e giornate di lavoro perdute. Per questo la Fadoi sta portando avanti ampi progetti di studio sulle malattie cardiovascolari e cerebrali indirizzate proprio alla popolazione". In Italia l'ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiache e le neoplasie, responsabile del 10-12 per cento di tutti i decessi registrati ogni anno. Non solo. Rappresenta la principale causa di invalidità, superando anche gli incidenti stradali. Dei 199 mila ictus che si verificano ogni anno in Italia, l'80 per cento è costituito da nuovi episodi e il restante 20 per cento da recidive. Nel mondo il numero di decessi per ictus è destinato a raddoppiare entro il 2020.

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17 maggio 2007

Medico "ruba" pazienti? Deve risarcire danni

Il medico di base che 'strappa' i pazienti ad altri colleghi convenzionati con la Asl può essere chiamato a risarcirli per i danni arrecati. Lo sottolinea la Cassazione in una sentenza della prima sezione civile con la quale ha affrontato il caso di una dottoressa della provincia di Padova, Claudia C., la quale, convenzionata per il Comune di Mestrino, era stata autorizzata all'apertura di un secondo ambulatorio nel comune di Viggiano, con l'obbligo di non trasferirvi l'ambulatorio principale. Un'autorizzazione concessale, come rileva la Suprema Corte nelle motivazione della sentenza 11.000, con l'improvvisa scopertura della sede di Viggiano. Sennonché, quel posto venne coperto con la nomina di un titolare, il dottor Giorgio P. e alla dottoressa venne concesso di conservare nell'elenco dei propri pazienti residenti in quel comune soltanto quelli che fossero risultati eccedenti le 1.500 unità. La dottoressa, però, aveva continuato a visitare 1.607 assistiti del comune di Viggiano, pur avendo rinunciato all'assegnazione del secondo posto di medico convenzionato disponibile in quel comune. Da qui la denuncia del medico della Asl titolare, che si era sentito danneggiato dal fatto che la collega continuasse a sottrargli i pazienti. Denuncia accolta dal tribunale di Padova, che nel luglio del 1997 condannava Claudia C. a risarcire il medico con 12 mila euro, calcolando che il danno risarcibile andasse individuato nella perdita conseguita al ritardo di circa un anno nell'acquisizione della scelta di circa 500 pazienti, perdita pari a circa 2.5000 euro mensili per paziente. E ora la Suprema Corte, respingendo il ricorso della dottoressa, ha convalidato questo verdetto.

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16 maggio 2007

Attacchi di panico, aumenta il rischio se i genitori hanno fatto abuso di droghe

Psichiatria
Nei soggetti adulti con disordini d'ansia, l'abuso di droghe da parte dei genitori incrementa il rischio di recidiva di fobia sociale e attacchi di panico. I medici che trattano questi pazienti dovrebbero dunque controllare sempre la possibilità della presenza di un'anamnesi di abuso di droghe nei loro genitori: tale informazione potrebbe facilitare la pianificazione del trattamento per quanto riguarda il livello di vulnerabilità del paziente alla percezione dello scrutinio da parte di altri in situazioni sociali, e la capacità di mantenere a lungo lo status di libertà dal panico. I bambini i cui genitori fanno abuso di alcool ed altre sostanze combattono con gli effetti di questo fenomeno fino all'età adulta, ma pochi studi hanno finora investigato l'impatto di questi disordini sul decorso dell'ansia nella prole adulta. I dati di questa indagine prospettica longitudinale sottolineano l'importanza degli studi che esaminano il decorso temporale delle variazioni nello status diagnostico dell'ansia in relazione all'abuso di sostanze da parte dei genitori. (Subst Abuse Treat Prev Policy online 2007, pubblicato il 14/5)

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Turco su rischio epidemie: pronti ad offrire le nostre competenze agli altri paesi

"L"Italia concorda pienamente con le raccomandazioni dell'Oms in tema di sicurezza sanitaria internazionale", sempre più minacciata da rischi di epidemie. Ed è "pronta ad offrire la propria competenza tecnica e di esperienza in un ottica di solidarietà, cooperazione e collaborazione tra i popoli". E' l'impegno che il ministro della Salute, Livia Turco, ha preso ieri a Ginevra, intervenendo alla 60esima assemblea mondiale della Sanità. L'Italia, ha detto la Turco nel suo intervento, "per sua storica vocazione e per sua collocazione geografica, ha una funzione di mediazione in un'ampia zona del nostro Globo: sono tanti i punti di ingresso, via mare e via terra, che rendono il nostro Paese porta privilegiata di ingresso del Continente europeo, ma anche storico crocevia di commerci e di culture.

Ed è per questo che fin dall'approvazione del nuovo Regolamento Sanitario Internazionale - ovvero quel sistema di regole messo a punto per affrontare adeguatamente le malattie in grado di propagarsi rapidamente da un Paese all'altro - abbiamo avviato un'attività intensa di formazione e costruzione di capacità nei nostri 32 Uffici di salute di porti ed aeroporti sparsi in tutto il Paese. Una rete che sta recependo con entusiasmo il nuovo Regolamento e che vede un impegno crescente e costante". In questa ottica "il nostro Paese sente di doversi candidare al supporto di Paesi europei mediterranei e di altre regioni del Globo per il sostegno e lo sviluppo delle capacità necessarie per l'implementazione del nuovo Regolamento Sanitario Internazionale". Un regolamento che "dopo tanti anni di intenso lavoro, finalmente entra in vigore nel prossimo mese di giugno" e che, spiega il ministro, "coincide con la politica italiana sulla salute: sviluppare e sostenere le capacità degli individui ma anche puntare alla responsabilità dei Paesi e dei gestori". Una "responsabilità - conclude Turco - che bisogna rinforzare con un impegno nella solidarietà reciproca sia all'interno dei singoli Paesi che nelle diverse aree geografiche del Mondo. Non funziona una rete di sorveglianza e di allarme se i suoi nodi, i singoli Paesi, sono deboli. Bisogna rinforzare le capacità di valutazione del rischio da parte delle singole autorità nazionali".

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15 maggio 2007

La politica come diritto per le donne

Sabato 19 maggio a Roma si costituisce il 'Consiglio delle Donne 50E50 ovunque si decide' e la campagna entra nel vivo.
Tiziana Bartolini

Ben oltre l'idea di 'quote', la richiesta per una maggior presenza nelle sedi decisionali passa attraverso l'autodeterminazione, valore simbolico su cui le donne hanno prodotto grandi trasformazioni anche sociali.

Dunque si parte! La mattina del 10 maggio il Comitato promotore deposita in Cancelleria il Titolo della Proposta di legge di iniziativa popolare ?Norme di Democrazia Paritaria per le Assemblee elettive?, che costituisce il primo adempimento formale per la 'Campagna 50E50 ovunque si decide'. Un sit-in in Piazza Cavour davanti alla Cassazione quindi la presentazione della Campagna alle/ai parlamentari, anche in vista della discussione sulla legge elettorale, sanciscono il via dell'iniziativa dell'Udi.

L'altro appuntamento da non perdere per chi ha intenzione di seguire il percorso e di esserne parte attiva è per sabato 19 maggio, sempre a Roma, nella sede nazionale dell'Udi, dove sarà ufficialmente costituito il 'Consiglio delle Donne 50E50 ovunque si decide' composto da donne dell?Udi e da quante in questa fase si sono rese disponibili. L'Autoconvocazione nazionale dell?UDI, già fissata per il 19 e 20 maggio, è un evento aperto a tutte le donne che vogliono condividere questo cammino.

"Il 'Consiglio delle Donne 50E50 ovunque si decide' non sarà la sommatoria delle rappresentanze - precisano dall'Udi -, ma uno spazio condiviso con le altre, quindi non è necessario riprodurlo automaticamente nelle sedi locali, ma solo dove le condizioni politiche lo permettono". Infatti, precisano, "il consenso e l?appoggio delle altre sarà significativo, non solo per la raccolta delle firme, ma anche per la tenuta nel tempo del dibattito e del confronto tra le donne e con gli uomini".

Un sito, www.50e50.it, pubblica l'articolato, tutti i materiali informativi e gli aggiornamenti. Gli obiettivi della campagna 50E50 erano già stati oggetto di analisi e dibattito in un incontro pubblico che ha visto la nutrita partecipazione di donne da tutta Italia. "Il problema oggi non è metà delle donne nei partiti o nelle istituzioni, ma metà delle donne nella politica intesa come orizzonte e linguaggio comune, affinché metà del paese si veda garantita la possibilità di riconoscersi nelle donne che elegge e di farsi riconoscere da loro".

Le parole di Annalisa Marino, in conclusione di quell'incontro di Roma hanno espresso il senso dell'iniziativa. "Il nostro progetto presuppone il superamento (ma non la cancellazione) di due criteri regolativi della politica delle donne, parità e differenza, in quanto non prevede tanto un adeguamento numerico o una riformulazione strutturale quanto una modificazione della relazione politica tra i sessi, che comprende la gestione dei modelli di sviluppo della società in campo culturale, civile ed economico".

Una vera e propria rivoluzione quella che si profila se è vero che sostenere questo percorso implica per noi donne "la necessità di superare quella tolleranza non solidale che negli ultimi anni abbiamo spesso esercitato nei confronti di donne le cui scelte ideologiche (non certo private!) non erano rispondenti alla libertà e alla dignità femminile: riguardo a queste, in questo nuovo scenario, c?è la possibilità, se non addirittura la responsabilità, di esercitare uno sguardo critico, senza passare per misogine o sessiste".

Nella sfida che l'Udi lancia a livello nazionale non c'è solo, e semplicemente, il superamento del soffitto di cristallo, ma la possibilità di attivare un dibattito da cui possono scaturire "scenari inediti in cui praticare una nuova frontalità tra donne, nel senso di possibilità di confrontarsi, affrontarsi e fronteggiarsi con la sicurezza di non delegittimarsi reciprocamente nel diritto ad esercitare un potere". Dall'Udi la sollecitazione è rivolta a tutte le donne che fossero interessate ad avviare i Centri di raccolta, che saranno strumenti operativi e dovranno coordinarsi attraverso la Sede nazionale indicando almeno due responsabili, l'indirizzo e i riferimenti telefonici o per posta scrivendo a Udi Nazionale via Arco di Parma 15 - 00186 Roma, oppure all'indirizzo mail: 50E50UDINAZIONALE@gmail.com.

www.noidonne.org

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Tratta e prostituzione, a Torino convegno sul mercato invisibile

(Torino) Nell?ambito delle iniziative per l?Anno Europeo delle Pari Opportunità, la Regione Piemonte organizzerà, giovedì 7 giugno presso il Centro Incontri di corso Stati Uniti, un convegno dal titolo ?Luna e i Falò. Il mercato in-visibile: tratta e prostituzione?.

L?evento sarà l?occasione per approfondire le regole del dilagante fenomeno dello sfruttamento delle donne migranti ai fini della prostituzione. La violazione sistematica dei diritti umani delle donne costrette a prostituirsi sui marciapiedi del nostro Paese è un problema in crescita, non solo a Torino ma in tutte le grandi città italiane. L?analisi di questa realtà, tuttavia, non è agevole per la difficoltà di delineare un quadro che definisca i confini del fenomeno. Combattere questa piaga significa, infatti, fare i conti con una realtà in gran parte sommersa, che spesso s?intreccia alla più vasta problematica della lotta alla criminalità organizzata e alla immigrazione clandestina. Il tutto è aggravato in Piemonte dalla mancanza di un osservatorio specifico, in grado di incrociare le rilevazioni effettuate dalle diverse associazioni e di fornire stime attendibili e condivise.

Secondo uno schema innovativo che si sviluppa in tre momenti di discussione e confronto, il convegno sarà dunque l?occasione per mettere al tavolo tutti gli attori impegnati nell?azione di contrasto contro la tratta e la prostituzione, dai rappresentanti del Governo e delle istituzioni alle forze dell?ordine, dalle università alle associazioni laiche e religiose che operano non solo in Piemonte ma su tutto il territorio nazionale.

Il dibattito sarà inoltre arricchito dal contributo di testimonianze dirette delle ragazze vittime di tratta e dalla presentazione di una ricerca interregionale commissionata dalla Regione Piemonte in collaborazione con il Piam onlus di Asti per mettere a fuoco i nuovi aspetti che contraddistinguono il fenomeno della tratta. A partire dal dibattito che si svolgerà a Torino, il convegno del 7 giugno si presenta dunque come una prima occasione concreta per cominciare a costruire una rete funzionale di soggetti (che in futuro potrà essere coordinata dalla Regione, sull?esempio di quanto accade già in altri territori) capace di sviluppare, a partire dalle esperienze in corso, un metodo di lavoro condiviso e un?azione di contrasto alla tratta sistematica e per questo più efficace rispetto alle pratiche messe in campo fino ad oggi.
(Delt@ Anno V°, N. 111 del 15 Maggio 2007)

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Il disagio psicologico nella gravidanza e nel post partum in un convegno a Monza

(Monza) "Diventare madri comporta profondi cambiamenti che investono la sfera emotiva, la vita relazionale e sociale: affiorano sensazioni, aspettative, bisogni cui e' importante porre attenzione. Cogliere e individuare il più precocemente possibile il disagio psicologico e relazionale che la donna può vivere in questa fase della sua vita, permette di sostenere lei e il nucleo familiare nel compito di cura e accudimento.

Parte da queste premesse il convegno 'Diventare madri: cura e bisogno di cura', promosso da Azienda Ospedaliera San Gerardo, ASL MI 3, Università Cattolica del Sacro Cuore e Università degli Studi Milano Bicocca. Una riflessione teorica sul fenomeno del disagio psicologico nella gravidanza e nel post partum e favorire il dialogo tra enti, servizi e realtà territoriali per supportare al meglio l'esperienza della maternità.?.

Obiettivo dell'iniziativa è anche avviare possibili percorsi condivisi di accompagnamento soprattutto nei confronti dei soggetti fragili.

Al convegno, che si terrà il 17 Maggio presso l'Aula Magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Milano Bicocca, via Cadore, 48, Monza, si parlerà di Esperienza della maternità e paternità nella società (Grazia Colombo), Indicatori di rischio della depressione post partum (Giorgio Rezzonico), Avere un figlio: dinamiche relazionali e rischio di disturbo psicologico (Enrico Molinari e Emanuela Saita), Istinto materno e attaccamento: la maternità tra natura e cultura (Saverio Ruberti), Intervento clinico sul disagio psicologico in gravidanza e nel post partum (Giuliana Mieli), Un inconveniente grave e non appariscente nel processo di sviluppo infantile: la madre depressa (Mario Bertolini), Diventare madri nella migrazione (Sabina Dal Verme).

Servizi a sostegno della madre: esperienze e modelli a confronto è il titolo della Tavola Rotonda che chiuderà i lavori. L'ingresso e' gratuito previa iscrizione. Per informazioni: www.aslmi3.it; www.medicina.unimib.it
(Delt@ Anno V°, N. 110 del 14 Maggio 2007)

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Il sesso in gravidanza
Guida alla gravidanza

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14 maggio 2007

Intramoenia, approvato dal Consiglio dei Ministri il ddl Turco

Concessi altri 12 mesi, rispetto a quanto previsto dal Dl Bersani, affinché le strutture realizzino gli spazi ad hoc.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge del ministro della Salute Livia Turco sulla libera professione intramoenia e l'obbligo di esclusività di rapporto con il Ssn per i primari e i dirigenti di struttura semplice. Alle Regioni viene chiesto l'impegno prioritario per la realizzazione degli spazi interni alle strutture pubbliche, con l'obiettivo di garantire pienamente l'esercizio della libera professione intramoenia. Per far questo le Regioni avranno tempo fino al 31 luglio 2008. Il Ddl ha infatti concesso altri 12 mesi, rispetto a quanto previsto dal Dl Bersani, affinché le strutture realizzino gli spazi ad hoc.

Ma alle Regioni viene riconosciuta anche la possibilità, in alternativa alla realizzazione di spazi specifici interni alla struttura sanitaria, di acquisire spazi ambulatoriali esterni, tramite acquisto, locazione o convenzione, per l'esercizio della libera professione da parte dei dirigenti che hanno scelto l'esclusività di rapporto con il Ssn. L'attività libero professionale in questi spazi sarà comunque gestita dalle Asl in maniera diretta, secondo i seguenti principi organizzativi: un tariffario equo e adeguato a garantire la copertura dei costi dei servizi resi; l'affidamento a personale dell'Asl della prenotazione, da eseguirsi in tempi e sedi diversi rispetto a quelli ordinari, e della fatturazione delle prestazioni erogate in regime di libera professione. Obiettivo: evitare abusi e illeciti, garantendo che i volumi di prestazioni libero-professionali non superino quelli eseguiti nell'orario di lavoro e la piena trasparenza del percorso di accesso e riscossione degli onorari in intramoenia.

"Quest'iniziativa legislativa - sottolinea il ministro Turco - è stata determinata dall'urgenza di intervenire sul sistema dell'attività libero-professionale intramuraria della dirigenza del Ssn per garantire questo diritto dei medici e questa opportunità per i cittadini, ma nel segno della trasparenza e della legalità". Il ddl non dimentica di regolare, inoltre, l'esclusività di rapporto con il Ssn per i primari e i dirigenti di struttura semplice. L'obbligo di rapporto esclusivo è previsto per l'intera durata dell'incarico, stabilita dal contratto individuale del dirigente (di norma tra i 5 e 7 anni). Per tutti gli altri incarichi dirigenziali del ruolo sanitario (sia medici che altre professioni) è consentita la scelta tra rapporto esclusivo e non esclusivo con la struttura pubblica, e viceversa, alla scadenza dei contratti individuali (di norma tra i 3 e i 5 anni).


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Se questa è la difesa delle famiglie... Lettera aperta della Società italiana delle storiche

(Roma) Riceviamo e volentieri pubblichiamo il documento approvato dall?Assemblea della SIS il 5 maggio scorso relativamente alla mobilitazione ?a difesa della famiglia?.

?Di fronte alla recente mobilitazione sulla famiglia, che ignora le indagini scientifiche più rigorose, è nostro dovere ricordare che ? si legge nel documento - la famiglia non è affatto una soltanto, universale e naturale: in società e tempi diversi sono esistiti tipi molto diversi di famiglia; nella storia più recente del nostro paese sono cambiati sia l'istituto familiare - caratterizzato fino al 1975 dalla gerarchia maschile - sia i nuclei e i rapporti familiari concreti.

Sostenere un unico modello positivo produce discriminazioni e suscita sensi di inadeguatezza in donne, uomini e minori che in esso non possano riconoscersi; - le famiglie non sono sempre e soltanto una comunità d'amore e di vita e il fatto di contrarre matrimonio non garantisce una superiore riuscita, anche come genitori, alle coppie coniugate rispetto alle coppie di fatto.

La violenza domestica, fatta anche di abusi psicologici oltre che fisici, è un fenomeno perpetrato in tutti i paesi, in tutte le fasce sociali, da persone normali: solo sul 10% di abusanti si riscontrano disturbi psichici o dipendenza da sostanze (fonti OMS); in Italia, 1 omicidio su 4 avviene in famiglia (Eures-Ansa 2005); quasi 2 milioni di donne hanno subito violenza dal partner o ex partner (ISTAT 2006); gli abusi e i maltrattamenti psicologici ai danni di minori si consumano quasi del tutto in famiglia (Telefono Arcobaleno, 2006).

L?aumento dei figlicidi e degli infanticidi, riguarda sempre più proprio i bambini nati dentro il matrimonio ed è correlato a tragiche solitudini familiari (Comitato nazionale di bioetica 2006). Nelle cause di separazione e divorzio hanno gran parte le ostilità della famiglia di origine del coniuge.

Ignorare quello che su violenza domestica ci dicono le statistiche ufficiali e le forze dell'ordine (www.carabinieri.it), quello che su abusi sessuali ai minori la Chiesa sa (www.vaticanradio.org) produce oggettiva connivenza con la violenza e con chi nega o minimizza i fatti, che oltre il 90% delle vittime non denuncia per vergogna, per paura, per incapacità.

La preoccupazione di difendere la famiglia ad ogni costo - che ha à ispirato anche la legge sull'incesto che lo definisce reato solo se commesso in modo tale da suscitare pubblico scandalo - fa persistere la vecchia mentalità dei panni sporchi che si lavano in famiglia e dunque lascia soli e indifesi proprio i suoi componenti più deboli.

La Società Italiana delle Storiche ricorda che quando prevalgono l'idealizzazione e la difesa di un modello astratto di famiglia, viene meno l'attenzione alle effettive relazioni, alla dignità delle persone, ai loro bisogni e diritti, alla complessità delle politiche necessarie.

Decenni di retorica familista hanno prodotto nel nostro paese il più basso investimento finanziario a sostegno delle famiglie e una cultura della genitorialità che ancora riduce ad affare privato l'impegno di donne e uomini per crescere bene i figli: servono piuttosto sostegni alla maternità e alla paternità , forme di effettiva conciliazione tra famiglia e lavoro, condivisione delle responsabilità educative e di cura, educazione al rispetto reciproco e alla solidarietà perché le relazioni familiari possano davvero offrire cura, benessere, amore?.

(Delt@ Anno V°, N. 110 del 14 Maggio 2007)

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12 maggio 2007

Contraccezione orale, l'uso precedente non influenza il concepimento

L'uso passato di contraccettivi orali non rende più difficile alle donne lo sviluppo di una gravidanza.

I dati di pochi studi preliminari avevano suggerito che le donne potrebbero trovare più difficile sviluppare gravidanze dopo l'uso di questi farmaci, ma studi più recenti non hanno rivelato alcuna differenza nei tassi di gravidanza ad un anno fra le donne che hanno assunto in passato contraccettivi orali e quelle che non ne hanno mai usati.

Il presente studio ha dunque sfatato alcune concezioni errate sull'uso dei contraccettivi orali, ed ora il problema consiste nel trovare un modo per diffondere le idee giuste.

(Obstet Gynecol. 2007; 109 (4 [suppl]): 3S)

Pillola del giorno dopo
Pillola anticoncezionale

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Donne con Hiv, maggior rischio di isterectomia

Rispetto alle donne a rischio sieronegative, quelle con Hiv presentano un maggior rischio di essere sottoposte ad isterectomia, anche se tale differenza non raggiunge la significatività. Vi erano già state alcune indicazioni in tal senso in precedenza. Le neoplasie cervicali sono più comuni nelle donne con Hiv, ma non vi sono differenze significative nelle indicazioni chirurgiche. Nonostante l'ampio numero di pazienti esaminate nello studio, il numero assoluto di quelle sottoposte ad isterectomia rimane limitato, e rimane molto da accertare. In questo campione, comunque, è ancora in corso il monitoraggio per eventuali isterectomie. (J Acqir Immune Defic Syndr 2007; 44: 566-8)

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10 maggio 2007

Messico. Attentato contro la giornalista Lydia Cacho Ribeiro

(Ciudad Juarez ) Con il suo libro ?I demoni dell?Eden: il potere che protegge la pornografia infantile? pubblicato nella primavera del 2005, Lydia Cacho Ribeiro ha denunciato in modo obiettivo la dimensione che ha raggiunto il problema della pornografia infantile nel mondo ed in particolare in Messico.

Il libro documenta, senza risparmiarsi i nomi, i legami esistenti in Messico tra giri di pornografia, politici e prominenti uomini d?affari. Considerata una delle più prominenti scrittrici e giornaliste in Messico, Lydia Cacho Ribeiro, da sempre è sensibile al tema della violenza sui bambini e da anni ha fondato anche un centro di accoglienza di donne vittime di abusi sessuali a Cancun.

Dopo aver ricevuto solo il 2 maggio scorso minacce pubbliche da parte di Succar Kurri, multimilionario proprietario di hotel, accusato di essere a capo di una rete che organizza festini per pornopedofili ed attivita? criminali e di riciclaggio, ed in carcere dal luglio 2006, ha subito un attentato alla vita lunedi? 7 maggio.

L?auto della procura generale della repubblica che quel giorno l?attendeva all?aereoporto di Ciudad Juarez è impazzita dopo solo 5 chilometri di tragitto; la fortuna ha voluto che l?autista sia stato in grado di mantenerne il controllo. Dalle prime perizie è risultato che la macchina sia stata manomessa. La scrittrice ha esposto denuncia contro i responsabili, nominando come probabili autori dell?attentato Succar Kuri ed i suoi avvocati, oltre che il governatore di Puebla, Mario Marin (autore di minacce ai testimoni portati in giudizio dalla Cacho Ribeiro) e la procuratrice statale Blanca Alicia Villeda.

(Delt@ Anno V°, N. 107 del 10 Maggio 2007) Elga Salvador

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09 maggio 2007

Medici. Lettera a Mussi, correggere 'svista' che fa perdere anno a neolaureati

"Caro ministro non faccia buttare via un anno ai giovani medici che devono sostenere l'esame di Stato". Per un'incongruenza di date, infatti, i giovani camici bianchi, laureati fra ottobre 2006 e il primo aprile 2007, che avrebbero potuto sostenere l'esame di abilitazione a luglio, dovranno aspettare fino al 2008. Una 'assurdità' per il presidente dell'Ordine dei medici di Ferrara, Bruno di Lascio, che - in una lettera aperta al ministro dell'Università Fabio Mussi - chiede un intervento urgente del dicastero per "correggere la doppia clamorosa svista".

Nella comunicazione del 27 aprile della Direzione generale per l'Università (protocollo 1257) si prevede, infatti, che "per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso per le scuole di specializzazione mediche", " è requisito indispensabile l'abilitazione all'esercizio della professione, insieme al diploma di laurea in medicina e chirurgia", fissando per il 3 e il 4 luglio la data per la prova scritta per l'ammissione alla specialità. Ma i neolaureati "potranno sostenere l'esame di Stato - indispensabile per l'iscrizione alla specializzazione - esclusivamente il 18 luglio!", scrive Di Lascio. Insomma: non possono ottenere il 'lasciapassare' alla specializzazione perché l'esame di abilitazione, requisito indispensabile, si svolge successivamente alla prova scritta per la specializzazione. "Come è possibile - dice il presidente dei medici di Ferrara - che questi ragazzi siano costretti, ope legis, a buttare un altro anno della loro vita professionale in attesa del nuovo bando previsto per il 2008?". Per Di Lascio, è "doveroso intervenire per sanare la situazione". Per questo il medico ha inviato una lettera anche ai presidenti degli Ordini provinciali dei camici bianchi di città con sedi universitarie "per far sentire la propria voce sia ai rispettivi rettori che al ministro, fornendo il massimo appoggio possibile a questi nostri giovani colleghi".

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Famiglia, dal Parlamento la conferma della sua trasformazione

Il primo Rapporto della Commissione Affari Sociali della Camera sulle condizioni attuali della famiglia in Italia conferma il quadro di trasformazione già noto ed emerso in altre indagini statistiche e conoscitive.

Questi i dati:
  • Crescono le coppie di fatto
  • I figli che nascono fuori dal matrimonio sono aumentati del 70% tra il 1995 e il 2004
  • Diminuite le famiglie con 5 o più componenti
  • Dal 1998 al 2003 sono diminuite di un milione le coppie con figli
  • Aumentano gli anziani per l?allungamento del tempo di vita
  • I compiti di cura e assistenza ad anziani e bambini grava quasi esclusivamente sulle donne che escono così più facilmente dal mercato del lavoro
  • Aumenta la percentuale di chi si rende autonomo dalla famiglia di origine tra i 25 e i 34 anni, dal 35,5% al 43,3% tra il 1995 e il 2004
  • Più povertà al Sud dove separazioni e divorzi aumentano meno che nel resto d?Italia.
A cura di Nicoletta Morandi

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Diritto di famiglia

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Progetto sulle Pari Opportunità, Contare per contarsi.

(Udine) Si terrà sabato 12 maggio alle ore 18.00 nella sala del Castello di Colloredo la Tavola rotonda Contare per contarsi. Progetto sulle Pari Opportunità, un?occasione per presentare i risultati di un nuovo progetto finanziato dalla Commissione Pari Opportunità regionale e dal Comune di Colloredo di Monte Albano, che aggiunge questa iniziativa sociale alle già numerose avviate, confermando la propria presenza convinta ed attiva nella vita di tutti giorni dei suoi cittadini, senza distinzioni di età o di genere.

Scopo del Progetto innanzitutto ?Contarsi? fra donne, sapere chi, che età e che stato familiare e professionale, le scelte di vita, quali occasioni si colgono, quanta soddisfazione se ne trae e quali scelte rimangono da compiere per ?contare? nella società e nella vita della propria comunità allargata. Ne è nata una ricerca condotta distribuendo un questionario a tutte le donne dai 15 ai 65 anni delle varie frazioni. Le donne che hanno risposto ? un centinaio - hanno un livello alto di istruzione e formazione e il 20% sta ancora studiando, il 58% lavora anche fuori casa, si muove per lo più in auto, è per la maggior parte sposata e con figli.

La maggior parte ritiene che il lavoro tra le pareti domestiche sia importante quanto quello fuori, perché di esso vengono apprezzate la libertà di orari, la dedizione ai propri cari, la possibilità di avere tempo per se stesse. Del lavoro fuori casa sono considerate positivamente la realizzazione personale, l?incontrare persone, il godere di un reddito proprio. Ma le domande riguardavano anche quesiti quali: come si considera la propria vita affettiva, lavorativa o sociale.

E? frutto di scelte consapevoli? Il 35% rifarebbe le stesse cose, il 25% farebbe cose completamente diverse. E ancora: le pari opportunità scritte sulla carta e riconosciute dalle leggi sono veramente realizzate? Ovvero la parità formale corrisponde anche a parità sostanziale? Il 79% ritiene che questa non sia ancora realizzata e il 68% pensa che le difficoltà nel lavoro siano ancora superiori per le ragazze. Anche chi ha meno di 30 anni ritiene, per la maggior parte, che non ci siano le stesse possibilità di realizzarsi in ambito lavorativo. Nel mondo ?vero?, non quello della scuola dove viene riconosciuta dall?80% la parità, le ragazze sentono di non avere pari diritti. Ci sono occasioni che si sono perse e che non si vorrebbe fossero perse dalle proprie figlie? Che cosa si desidera per loro in questo ordine: lavoro, serenità realizzazione di sogni, matrimonio? Che cosa fa la felicità? La nascita dei figli in primo luogo, e poi il matrimonio e quindi il lavoro. La famiglia e soprattutto i figli quindi costituiscono un punto fermo, un valore importante della vita. Come si usa il proprio tempo libero? Si sente il bisogno di spazi di socializzazione? Le donne che hanno compilato il questionario hanno inoltre segnalato interessi variegati e qualificanti come la lettura, le arti, la musica, lo sport, ecc. oltre che il desiderio di voler approfondire temi di attualità, di storia e di cultura.

La quasi totalità delle donne sono inoltre accomunate dall?attrazione verso le nuove tecnologie (telefonini, computer, internet), quali strumenti per mettersi in relazione e comunicare col mondo esterno. L?Amministrazione Comunale ha raccolto immediatamente tale istanza organizzando un 1° corso gratuito di informatica di base presso la scuola Primaria del capoluogo, cui seguiranno auspicabilmente altre edizioni, stante l?accertato interesse per la materia. Anche sugli altri temi di interesse segnalati dalle donne intervistate saranno organizzati incontri di approfondimento e di dibattito con l?intervento di esperti.

La ricerca e gli esiti del progetto saranno commentati da Renata Brovedani, Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Franca Miani, Presidente Commissione ?Affari sociali? del comune di Colloredo di M.A., Giovanna Roiatti, curatrice del progetto, Giannola Nonino, imprenditrice
Info: Commissione ?Affari sociali? del Comune di Colloredo di M.A. - Tel.0432/889858 segreteria@com-colloredo-di-monte-albano.regione.fvg.it
(Delt@ Anno V°, N. 106 del 6 Maggio 2007)

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Tumore al pancreas: obesità associata al rischio

Una revisione dei dati pubblicati suggerisce un'associazione positiva fra BMI e rischio di tumore pancreatico in uomini e donne. Benchè gli studi epidemiologici abbiano associato eccesso di peso ed obesità ad un elevato rischio di molti tipi di tumore, rimaneva incertezza sulla correlazione fra obesità e rischio di tumore pancreatico. La correlazione fra BMI e tumore pancreatico è biologicamente plausibile. L'obesità, e soprattutto quella centrale, è stata correlata ad intolleranza al glucosio, insulinoresistenza, iperinsulinemia e sviluppo di diabete di tipo 2, ed un certo numero di studi epidemiologici hanno riportato un aumento del rischio di tumore pancreatico associato al diabete di lungo corso. (Int J Cancer 2007; 120: 1993-8)

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Cannabis, se vaporizzato riduce i sintomi respiratori

I soggetti che fanno uso di cannabis che vaporizzano la droga hanno meno sintomi respiratori di quelli che la fumano. Questi dati, unitamente ai lavori precedenti, rivelano che è possibile fare uso di cannabis senza timore di problemi respiratori. Il fumo di cannabis può infatti causare problemi respiratori, ma l'uso di vaporizzatori riscalda il cannabis determinando il rilascio di cannabinoidi attivi, ma li lascia abbastanza freddi da evitare fumo e tossine connessi alla combustione. L'assurto secondo il quale l'uso medico del cannabis è inappropriato per via del suo potenziale di causare problemi polmonari è ora chiaramente non valido. (Harm Reduct J online 2007, pubblicato il 7/5)

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08 maggio 2007

Caso Castellaneta, i Nas controllano 70 ospedali

Al via già da ieri i controlli dei carabinieri del Nas in una settantina di ospedali italiani, dopo le morti sospette di Castellaneta, in Puglia. I militari dell'Arma effettueranno i controlli nella strutture dove sono stati installati impianti della ditta di Taranto, la Ossitalia, che aveva installato i tubi per la distribuzione dei gas medicinali a Castellaneta. In Sicilia i Nas faranno visita agli ospedali di Marsala, Castelvetrano e il Sant'Antonio Abate di Trapani. Dalla struttura trapanese fanno sapere che non ci sono problemi, dal momento che al Sant'Antonio Abate "il protossido di azoto non viene utilizzato come gas anestetico".

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07 maggio 2007

Turco, confermato il divieto di conservazione del cordone ombelicale nella banche private

No a banche private staminali da cordone ma sì a uso autologo

Confermato il divieto di conservazione del cordone ombelicale in banche private. L'ordinanza, firmata ieri dal ministro della Salute Livia Turco su "misure urgenti in materia di cellule staminali da cordone ombelicale" stabilisce, infatti, che l'attività di conservazione del sangue cordonale potrà essere effettuata esclusivamente dalle banche di strutture pubbliche o assimilate. L'ordinanza - che è stata illustrata dallo stesso ministro ieri in occasione della presentazione della campagna a favore della donazione di organi e tessuti, al ministero della Salute - consente però, per la prima volta, la possibilità per le donne di conservare il proprio cordone per uso autologo, anche in quei casi in cui il neonato non sia affetto o a rischio di patologie per le quali è già oggi provata l'utilità del trapianto. Per garantire un principio di equità è intenzione del ministro della Salute far sì che questa norma, che prevede il pagamento delle spese di conservazione per la parte riservata all'uso autologo, garantisca comunque fasce di esenzione per reddito. L'ordinanza, presentata ieri al ministero della Salute, sostituisce la precedente, elaborata dall'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia, in scadenza il 9 maggio.

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Morti in ospedale, ecco le misure del Ministero

Dopo Castellaneta riemerge oggi con forza il problema della malasanità

Le otto morti che si sospetta siano dovute a un errore tecnico avvenute all'ospedale di Castellaneta (Taranto), su cui indagano le autorità, fa parlare ancora una volta di errori medici e sicurezza delle cure sanitarie. Per ricordare e riassumere tutti i provvedimenti in via di realizzazione o già attuati allo scopo di prevenire gli eventi avversi in corsia, il ministero della Salute ha diffuso venerdì un apposito resoconto. Eccone il contenuto:

Le cause degli eventi avversi - si legge nel report - possono essere diverse, ma frequentemente sono tra loro interconnesse: esiste l'errore umano propriamente detto, compiuto dal medico o da altro personale sanitario durante un intervento chirurgico o nella somministrazione di un farmaco o di una terapia. Ed esiste l'errore causato da insufficienze organizzative di sistema che può provocare un malfunzionamento dei protocolli di intervento, nelle procedure assistenziali che precedono l'operazione chirurgica o durante il periodo di riabilitazione del paziente. In realtà l'errore umano è quasi sempre legato a carenze organizzative del sistema, ad esempio per poca formazione, scarsa comunicazione, mancata manutenzione delle apparecchiature e altro. Ognuna di queste cause può e deve essere affrontata con mezzi efficaci per ridurre la possibilità di errore o l'inefficienza del sistema. Nel ddl del febbraio 2007 di prossima emanazione per la qualità e la sicurezza delle cure - continua il documento - è prevista l'istituzione di specifiche unità per la sicurezza in ogni Asl e ospedale da porre in staff alla direzione generale. Nel mese di dicembre del 2006 abbiamo poi istituito il 'Centro di riferimento nazionale sulla sicurezza dei pazienti', sulle orme di altri Paesi europei ed extraeuropei e in linea con le indicazioni di tutti gli organismi internazionali che si occupano di sanità, dall'Unione europea all'Organizzazione mondiale della Sanità. Per questo organismo è previsto un finanziamento iniziale di 300 mila euro e poi di 1 milione di euro l'anno.

Sulla base del nuovo 'Patto per la salute', è stato poi concordato con le Regioni di pervenire alla stipula di un'intesa sul Programma nazionale per la promozione permanente della qualità nel Ssn, che conterrà, tra l'altro, un capitolo dedicato al tema sicurezza dei pazienti. In proposito i nuovi finanziamenti (2,5 miliardi di euro) previsti dalla finanziaria 2007 per l'ammodernamento degli ospedali avranno come priorità la messa in sicurezza delle strutture. Abbiamo già preparato un sistema per l'allarme sui cosiddetti 'eventi sentinella' e cioè quegli eventi di particolare gravità che una volta segnalati devono essere oggetto di immediate analisi e verifiche per capire cosa non ha funzionato. Il modello è pronto ora bisogna applicarlo in tutti gli ospedali. E' stato inoltre messo a punto - si legge ancora nel resoconto - uno specifico 'Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità' (Simes), che diventerà uno degli strumenti del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis). Ci sono poi le raccomandazioni. Si tratta di una serie di indicazioni per la prevenzione degli errori nelle procedure che una volta messe a punto sui singoli aspetti sanitari e organizzativi, vengono diramate in tutte le Asl e gli ospedali. Per quanto riguarda la formazione degli operatori sono stati già elaborati diversi programmi specifici e un primo corso nazionale rivolto a tutti i medici e agli infermieri italiani, realizzato in collaborazione con gli Ordini dei medici e degli infermieri.

Il problema della sicurezza - conclude il ministero - deve essere affrontato con la partecipazione attiva di tutte le componenti. Cittadini, pazienti e familiari. Per arrivare a questo obiettivo stiamo preparando una serie di materiali informativi che saranno distribuiti negli ospedali e abbiamo predisposto delle vere e proprie campagne di comunicazione rivolte ai cittadini sul rischio clinico e la sicurezza delle cure. L'atto del consenso informato del paziente alle cure deve essere migliorato. Oggi è spesso solo una formalità burocratica che il cittadino firma senza neanche conoscere bene il contesto e la dinamica degli interventi sanitari a cui verrà sottoposto. Deve invece diventare un atto di vera e propria consapevolezza del cittadino sulle terapie e sugli interventi chirurgici a cui sarà sottoposto, compresi naturalmente i rischi, la percentuale di riuscita dell'intervento, le possibili complicazioni e la presenza di ogni eventuale alternativa terapeutica. E' importante anche la comunicazione dell'errore, che deve avvenire in modo trasparente e onesto. La comunicazione dell'errore - conclude il documento - è un diritto del paziente, un dovere delle organizzazioni sanitarie e rappresenta uno dei principali pilastri su cui costruire un approccio di sistema per la sicurezza dei pazienti e la gestione degli errori in sanità.

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Bologna. Al via oggi la Campagna ?Con la laicità in mente, per non finire all'indice?

(Bologna) "Parte la campagna di affissioni a Bologna contro le ingerenze del Vaticano nella politica italiana; promossa Da Arcigay "Il Cassero", Arcilesbica Bologna, Radio Città del Capo, e Controradio, che proseguono il lavoro della Campagna

Uno straccio di laicità lanciata da Controradio di Firenze e oramai diffusa a livello nazionale. Per sostenerla ulteriormente, da oggi, lunedì 7 Maggio saranno affissi a Bologna 1000 copie di un manifesto, che sarà messo via internet a disposizione di chi volesse contribuire al sostegno della campagna. Il manifesto con lo slogan Laicità in mente, per non finire all'indice richiama la pratica medioevale della Chiesa Cattolica di proibire opere della scienza e della cultura giudicate immorali e poi rivelatesi fondamentali per il progresso dell'umanità .

"Controradio di Firenze ha lanciato l'iniziativa Uno straccio di laicità il giorno della presentazione della nota della CEI sui DiCo. Sono stati gli stessi ascoltatori dell'emittente toscana di Popolare Network a chiedere un gesto pubblico, simbolico, per dichiarare la propria laicità e soprattutto per chiedere la fine delle continue e pesanti ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana", spiega Raffaele Palumbo, Presidente dell'emittente toscana. Che continua: "Una risposta non violenta alle parole del Papa e dei Vescovi che ha preso la forma di un piccolo straccio rosa fucsia. A Firenze e in altre città toscane si vedono per strada, agli scooter, alle automobili, alle borse, ai passeggini, alle finestre. Nel giro di poche settimane ne abbiamo distribuiti 15.000 . Anche grazie ad una vera e propria rete di distributori, esercizi commerciali e luoghi pubblici di aggregazione che chiedono continuamente di essere riforniti degli ormai famosi stracci di laicità . Non si contano più le adesioni: di cittadini, di associazioni, di partiti, di uomini e donne dello spettacolo e della cultura. L'obiettivo è di distribuirne ancora, contemporaneamente invitando all'auto-produzione, per andare tutti a Roma al Pride. Con uno straccio di laicità ."

"Non abbiamo eletto i nostri rappresentanti in Parlamento per avere un giudizio sulle nostre scelte di vita, ma perché ne riconoscano il valore e la dignità grazie al loro lavoro di legislatori. Come cittadini italiani pretendiamo gli stessi diritti di tutte e tutti, anche se i capi di una delle tante religioni praticate in Italia vivono l'ossessione della liberazione sessuale. L'Italia non è l'Iran, lo tengano bene a mente i Ratzinger, i Bagnasco e i loro obbedienti pasdaran", incalza Francesco Baldini, Presidente dell'Arcigay "Il Cassero". "Il Vaticano vuole oggi mettere all'indice e discriminare le persone omosessuali, bisessuali e transessuali e le loro relazioni, e più in generale chi non obbedisce alla sua morale repressiva e sessuofobica. A Roma, il Pride sarà la risposta laica e democratica alla manifestazione discriminatoria del Family Day".

"La nostra associazione promuove la campagna Uno straccio di laicità perché fortemente convinta che nel nostro paese, con la preponderante e continua ingerenza del Vaticano, quella della laicità dello stato sia un'emergenza politica", afferma Elisa Manici, Vice-Presidente di Arcilesbica Bologna. "?Finché molti politici saranno teleguidati come marionette dalle gerarchie ecclesiastiche, anche la battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali avanzerà più faticosamente che in altri paesi, immuni dalla iattura di ospitare fisicamente al proprio interno lo Stato Pontificio".

L'appuntamento è quindi sui muri di Bologna dal 7 Maggio e via internet in tutta Italia.
Tutto il materiale della campagna è reperibile all'indirizzo web: http://www.cassero.it/unostracciodilaicita/

Delt@

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Fuori dalla chiesa!
Una buona politica per la famiglia
Ruini e il colpo di Stato

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06 maggio 2007

Contraccezione, negli USA la pillola masticabile

Negli stati uniti il contraccettivo Femcom Fe (Warner Chilcott; non disponibile in commercio in Italia) viene pubblicizzato come l'unico l'unico contraccettivo orale masticabile al mondo. Ogni confezione è costituita da 21 compresse che contengono 0,4 mg di noretindrone e 35 ug di etinilestradiolo, più sette compresse contenenti solo 75 mg di fumarato ferroso.

Gli ingredienti ormonali attivi sono in realtà identici a quelli di un contraccettico disponibile da anni negli Stati Uniti, anche come generico, in compresse non masticabili e non contenenti ferro. Le compresse di Femcon Fe hanno un sapore di menta e possono essere masticate o deglutite intere.

Secondo quanto riportato nel foglietto illustrativo allegato alla confezione, se la compressa viene masticata, è necessario bere successivamente un intero bicchiere d'acqua.

Link in argomento
La pillola economica (farmaco generico)
La pillola anticoncezionale
Tutto sulla contraccezione

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04 maggio 2007

Turco, sciopero medici sollecitazione non rimprovero a Governo

"Abbiamo grande fiducia nei confronti dei medici italiani, è da un anno che lo ripeto"

Lo sciopero dei medici indetto per domani "non è un rimprovero al Governo ma una sollecitazione in vista della prossima legge Finanziaria". Lo ha detto il ministro della Salute Livia Turco ieri a Palazzo Chigi a margine della conferenza di presentazione della firma dei 22 protocolli del progetto 'Guadagnare Salute', siglati con le imprese, le organizzazioni sindacali e le associazioni. "Abbiamo grande fiducia nei confronti dei medici italiani, è da un anno che lo ripeto: partecipai alle loro manifestazioni e scioperi e ho grande fiducia. Risolveremo insieme i problemi" dice il ministro della Salute. Quanto ai tempi per la risoluzione del contenzioso, il ministro spiega che "sono quelli della legge Finanziaria. Intendiamo il loro sciopero - ribadisce - non come un rimprovero, perché tutti i provvedimenti che dovevamo adottare, li abbiamo adottati, ma come un sollecito".

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Fibrosi cistica: la respirazione normale "ripulisce" il polmone

Il normale ritmo respiratorio regola il volume dei liquidi di superficie delle vie aeree nel polmone normale, e migliora la clearance del muco nei polmoni dei soggetti con fibrosi cistica. Questi dati saranno probabilmente utili nello sviluppo di nuovi regimi terapeutici volti a incrementare la clearance del muco nei polmoni dei pazienti con fibrosi cistica, e potrebbero anche aiutare a spiegare gli effetti benefici degli esercizi fisici e di respirazione profonda in questi pazienti. Il sottile strato di liquidi superficiali costituisce la prima linea di difesa contro le infezioni batteriche. In base al presente studio, lo stress statico non oscillatorio non stimola il rilascio di ATP o la clearance del muco, sottolineando l'importanza dello stress meccanico ritmico per le difese delle vie aeree. Nei pazienti con fibrosi cistica, che presentano una riduzione del liquido superficiale delle vie aeree, la normale respirazione ritmica risulta solo parzialmente efficace, producendo una minore secrezione di liquido rispetto ai pazienti normali, ma ad un livello che consente la clearance del muco. Ciò potrebbe essere responsabile per la preservazione della clearance del muco nei giovani pazienti con fibrosi cistica prima dell'insorgenza dell'ostruzione cronica delle vie aeree dovuta a grumi di muco. (J Physiol 2007; 580: 577-92)

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Tumori polmonari: FANS riducono il rischio

L'uso a lungo termine di FANS (non aspirina) riduce leggermente il rischio di tumore polmonare. L'uso regolare di aspirina o altri FANS riduce il rischio di tumore colorettale e potrebbe ridurre anche quello di altri tumori, ma l'effetto dei FANS su sviluppo e progressione di altri tipi di tumori rimane controverso. Sono stati proposti diversi meccanismi per spiegare l'effetto chemiopreventivo dei FANS fra cui il potenziamento delle risposte immuni cellulari, l'induzione dell'apoptosi e la riduzione di migrazione cellulare, angiogenesi ed infiammazione. La maggior parte di questi meccanismi sono correlati alla loro inibizione degli enzimi COX: l'effetto antiproliferativo dei FANS proposto nel presente studio risiede probabilmente nell'inibizione della loro isoforma inducibile, COX-2. (Int J Cancer 2007; 120: 1565-72)

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Statine, non prevengono tumori più comuni

I risultati di un recente studio non supportano alcuna associazione fra uso di statine e frequenza di 10 diversi tipi di tumore, fra cui quelli polmonari, mammari, prostatici e del colon. Studi in vitro hanno dimostrato che le statine arrestano proliferazione, sopravvivenza e migrazione delle cellule tumorali, ed era stato pertanto ipotizzato che le statine possano avere proprietà chemiopreventive nel'uomo. Nel presente studio sono stati inseriti abbastanza pazienti con tumori colorettali, polmonari, mammari e prostatici che facevano uso di statine per effettuare analisi di durata, ma le statine non sembrano avere effetti significativi sui 10 tipi di tumori considerati. Incidenza dei tumori ed uso di statine dovrebbero comunque essere ancora monitorati. (Epidemiology 2007; 18: 213-9)

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Stop a ticket 10 euro da commissioni camera

Approvato dalle Commissione Bilancio e Affari Sociali della Camera l'emendamento per l'abolizione del ticket sulle prestazioni ambulatoriali. Il provvedimento va quindi ad eliminare il 'balzello' che prevedeva il pagamento di un ticket di 10 euro sulla ricetta di visite specialistiche ed esami diagnostici. Lo rende noto Michele Ventura, capogruppo in Commissione Bilancio dell'Ulivo, convinto che il provvedimento appena adottato "va incontro ad un'importante richiesta dei cittadini e delle stesse Regioni". Non solo. Secondo Ventura l'approvazione di questo emendamento "mette un punto fermo sulla questione dei gravi problemi che in alcune Regioni si sono determinati sui bilanci della sanità". Una soluzione, secondo il capogruppo dell'Ulivo, "che responsabilizza le classi dirigenti regionali a rispettare gli impegni presi sul rientro dagli attuali disavanzi".

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03 maggio 2007

Eccesso di velocità contestato con autovelox al medico in reperibilità domiciliare

Considerato che il medico è reperibile presso il proprio domicilio, è da escludersi nella sua condotta l'adempimento di un dovere dato che egli nel caso specifico, tra l'altro, si spostava verso il domicilio di reperibilità e non verso l'Ospedale.

La tesi che il medico in reperibilità possa superare i limiti di velocità per rientrare al più presto presso il proprio domicilio, così da esservi rintracciato nel caso di necessità di un successivo intervento medico, è in contrasto evidente con principi giurisprudenziali sullo stato di necessità e sull'adempimento di un dovere, che presuppongono sempre situazioni contingenti ed eccezionali. Temeraria è l'affermazione che il medico reperibile sia "legibus solutus" ed autorizzato sempre e comunque a superare i limiti di velocità. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)

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Ddl Turco su intramoenia e obbligo esclusiva presentato a sindacati

Pronto il disegno di legge del ministro della Salute Livia Turco su libera professione intramoenia ed esclusività di rapporto con il Ssn per i primari e i dirigenti di struttura semplice. Il documento è stato illustrato ieri ai sindacati della dirigenza, durante un incontro al ministero con il sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli. Le sigle avranno tempo fino a lunedì per fare le loro osservazioni e proposte, poi la Turco presenterà il provvedimento in settimana in Consiglio dei ministri. Un articolo riguarda la libera professione intramuraria, in vista della scadenza dell'intramoenia allargata il 31 luglio. Entro 8 mesi da quella data le Regioni dovranno rendere possibile l'esercizio della libera professione nelle strutture pubbliche. Nel frattempo, sono consentiti l'acquisizione, la locazione e la stipula di convenzioni per l'utilizzo di locali esistenti, in spazi adiacenti alla struttura stessa, per l'intramoenia. Non si potranno più utilizzare gli studi privati dei camici bianchi. Viene inoltre fissato un tariffario, con i minimi e i massimi, e stabilite le modalità di pagamento delle prestazioni in intramoenia, a garanzia della massima trasparenza. Confermato l'obbligo di esclusiva con il Ssn, già annunciato dal ministro Turco, per i dirigenti di struttura complessa, gli ex primari. Dovranno lavorare solo per il sistema sanitario pubblico per tutta la durata dell'incarico. Per i dirigenti di struttura semplice sarà la Regione a stabilire l'obbligo di esclusiva per strutture con particolari caratteristiche. La scelta fra pubblico e privato non potrà più essere effettuata dai camici bianchi ogni anni anno, ma è legata alla durata dell'incarico.

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Medici di famiglia e pediatri, subito rinnovo convenzioni o pronti a sciopero

Anche i medici e i pediatri di famiglia, così come la dirigenza del Ssn, sono pronti a 'incrociare le braccia'. Motivo dello protesta, "i ritardi e le inadempienze negli accordi regionali della medicina generale". A sostenerlo sono i sindacati della medicina del territorio, che, con spirito di categoria "unitario", chiedono a gran voce "la riapertura delle trattative per l'area del convenzionamento". "E' necessario il rilancio di una prospettiva unitaria che punti a ottenere, attraverso investimenti puntuali e adeguati il potenziamento di entrambe le facce della medaglia del servizio sanitario: ospedale e territorio", sottolineano in una nota i sindacati che condividono le ragioni dello sciopero della dirigenza del Ssn venerdì. Ma non solo. Secondo i sindacati è infatti necessario porre fine "alle continue campagne di denigrazione che vedono i camici bianchi vittime e ostaggio di innumerevoli, quanto inutili, burocratismi". Le organizzazioni sindacali della medicina del territorio pronte a dare battaglia sono la Cipe, la Cgil-medici, la Federazione medici Uil-Fpl, la Fimmg, la Fimp, lo Snami, la Simet ed il Sumai.

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Resistenza all'insulina: il salasso alla riscossa

Una ricerca recentemente pubblicata sull'American Journal of Gastroenterology, coordinata dalla prof.ssa Silvia Fargion (direttore dell'Unità di Medicina interna 1B della Fondazione Ospedale Maggiore), cui hanno partecipato ricercatori della stessa Fondazione e della Facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Milano, dimostra che un'antica terapia come il salasso potrebbe rivelarsi un'arma vincente per sconfiggere la resistenza all'insulina, responsabile di alcune delle malattie più diffuse del ventunesimo secolo, quali le malattie cardiovascolari secondarie da aterosclerosi e il diabete, alla cui base vi è, appunto, insulino resistenza, cioè la necessità di produrre più insulina per mantenere la glicemia ai valori normali.

Si tratta di patologie pesantemente influenzate dalle nostre abitudini alimentari e da uno stile di vita sedentario, che possono portare alla formazione di fegato grasso, detto anche steatosico, espressione propria di danno epatico in presenza di alterazioni del metabolismo. Mentre numerosi farmaci sono oggetto di studio per la loro attività insulino sensibilizzante, taluni già impiegati nella terapia del diabete, lo studio italiano diretto da Silvia Fargion, che ha coinvolto 128 pazienti seguiti per un anno, dimostra come la semplice rimozione dell'eccesso di ferro dall'organismo mediante prelievo di sangue, in altre parole con il salasso, in media 6-8 per paziente, sia in grado di ridurre l'insulino resistenza migliorando gli effetti del corretto apporto dietetico e dell'aumento dell'attività fisica, considerati fino ad oggi il gold standard per la terapia della steatosi epatica. "Visto che in Italia si può stimare che una persona su cinque ha steatosi epatica, spesso associata ad aumento del ferro - ha commentato la prof.ssa Fargion - questa "antica" terapia potrebbe avere un enorme impatto sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Questo potrebbe avere una doppia finalità, offrendo anche una maggiore disponibilità di sangue per le trasfusioni".

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02 maggio 2007

Varicella: la seconda dose prolunga l'immunità

L'immunità alla varicella dopo la vaccinazione diminuisce nel tempo e questo lascia le porte aperte alla malattia. Si può così determinare un incremento della suscettibilità al contagio più tardi della vita, quando il rischio di gravi complicanze può essere più elevato che durante l'infanzia. In base alle conferme derivanti dal presente studio, la raccomandazione è di somministrare una seconda dose di vaccino anti-varicella ai bambini fra i quattro e i sei anni di età, così come a qualsiasi altro soggetto che ne abbia ricevuto una dose in precedenza. Quando l'intervallo dalla vaccinazione supera i cinque anni, infatti, i bambini mostrano il doppio delle probabilità di andare incontro alla malattia di grado da moderato a severo, definito dalla presenza di 50 o più lesioni, e i casi severi sono associati a complicanze quali la polmonite e le sovrainfezioni cutanee.

N Engl J Med 2007; 356: 1121-9

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Lazio contro morbillo e rosolia

Al via la Campagna straordinaria di vaccinazione contro il morbillo e la rosolia congenita (biennio 2006-2007), grazie allo stanziamento della Giunta regionale del Lazio di 416 mila e 418 euro. L'agenzia di Sanità Pubblica (Asp) svolgerà un'attività di coordinamento tra le Asl, per l'attuazione nel territorio regionale del Piano nazionale di vaccinazione, recepito dalla Giunta. Le Asl dovranno monitorare gli interventi per l'attuazione della campagna, aggiornando mensilmente le coperture raggiunte.

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HPV, richiesto un maggiore impegno

Tre mozioni, una firmata da Alleanza Nazionale, una da Forza Italia e una dall'Unione, per chiedere al Governo un maggiore impegno nella lotta al cancro della cervice uterina. Ampliando le campagne di prevenzione ma, soprattutto, estendendo almeno a tutte le adolescenti la vaccinazione gratuita contro il papillomavirus umano (Hpv), principale causa della neoplasia. Al momento la vaccinazione gratuita è prevista solo per le dodicenni. "I documenti - ha detto il 16 aprile Ignazio Marino, presidente della commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama, a margine della presentazione di una campagna per lo screening del tumore al colon-retto - saranno presentati e votati domani in aula al Senato". "Le mozioni - ha spiegato Marino - anche se in termini diversi, contengono lo stesso messaggio: puntano a una campagna di prevenzione contro il cancro al collo dell'utero che metta in campo un maggiore sforzo per esaminare e visitare più di donne, visto che ogni anno ne muoiono ancora circa 1.700 per questa malattia. E chiedono l'estensione della campagna di vaccinazione gratuita che per adesso, data la limitata disponibilità di fondi pari a circa 85 milioni di euro, riguarda solo le dodicenni. Il dato scientifico ci mostra che il beneficio dovrebbe essere esteso almeno a tutte le adolescenti". La mozione dell'Unione è stata messa a punto dallo stesso Marino e dal senatore Gianpaolo Silvestri.

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Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti

ROMA. 2007: Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti. L'Unione europea ha dedicato quest'anno alla promozione delle pari opportunità e alla lotta contro le discriminazioni. Per attirare l'attenzione dei cittadini europei sui vantaggi della diversità - risorsa e non problema - e per sensibilizzarli sul loro diritto a godere di un uguale trattamento e di una vita priva di discriminazioni determinate dal sesso, l'origine etnica, la razza, l'handicap, l'orientamento sessuale, la religione o le convinzioni personali.

Il prossimo 3 maggio, a Roma, il Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità celebrerà l'evento nazionale dell'Anno europeo delle Pari Opportunità per Tutti, che vedrà la partecipazione e gli interventi del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, del Commissario europeo per l'Occupazione, gli Affari sociali e le Pari opportunità, Vladimir Spidla, della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini e della Vice Presidente della Camera dei deputati, Giorgia Meloni. L'evento si svolgerà nella capitale, a partire dalle ore 10, presso la sala Spazio Etoile, in piazza San Lorenzo in Lucina e, dopo gli interventi della mattinata, riprenderà nel pomeriggio con tre focus group-workshop, dedicati ai temi: "Diritti umani", "Crescita, equità, lavoro" e "Europa, cittadinanza e convivenza".

Occasioni per discutere davvero con le rappresentanze della società civile e i partecipanti e per accogliere stimolazioni, idee, sollecitazioni da chi pensa e opera su tali ambiti, fondamentali per la crescita culturale e civile della nostra comunità. I gruppi di lavoro verranno introdotti dalle relazioni di tre autorevoli studiosi e tre autorevoli studiose del nostro paese che stimoleranno il dibattito, sino alle conclusioni finali che saranno svolte dalla Ministra Barbara Pollastrini, raccogliendo quanto emerso nel corso della discussione. Per partecipare scaricare e compilare il formulario di partecipazione all'evento disponibile sul sito del Dipartimento http://www.pariopportunita.gov.it/.

Per informazioni: Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tel. 06.67792435 e-mail annoeuropeo2007@governo.it
Delt@

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