Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

27 settembre 2007

Medicina, le donne si laureano prima e meglio

A parlare è Ornella Cappelli, presidente dell'Associazione italiana donne medico (Aidm) La professione medica si sta 'feminilizzando'?

"Nessun allarme ma solo un dato di fatto: le donne iscritte a medicina sono più numerose degli uomini, si laureano prima e con voti più alti, e arrivano in corsia prima di loro. Evidentemente, i colleghi maschi vogliono fare sempre meno i medici. E non certo per colpa nostra".

A parlare è Ornella Cappelli, presidente dell'Associazione italiana donne medico (Aidm) che non vede alcuna 'preoccupazione' nell'avanzata dei camici rosa nella sanità italiana, quanto piuttosto la necessità di una riorganizzazione del lavoro 'a misura di donna'.

Cappelli, si dice "irritata per i toni dell'articolo apparso oggi (ieri ndr) sul Corriere della Sera in cui si parla di allarme donne medico", e aggiunge: "Se oggi tra le iscritte all'Ordine dei medici le dottoresse sono un terzo e fra le giovani iscritte sotto i 35 anni hanno già superato il 50% ci sarà un motivo. Probabilmente - ipotizza - gli uomini hanno scoperto che si tratta di una professione che non rende più come prima.

Dunque, come al solito, noi donne riusciamo a guadagnare spazi solo quando gli uomini ce li lasciano e non perché abbiamo la forza di occuparli".

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Sanità, a Caserta la medicina al femminile

Venerdì 28 settembre verrà ospitato presso la Sala Conferenze della Reggia, il Convegno nazionale dal titolo ?Medicina e Sanità declinate al femminile? che la FNOMCeO (Ordine del Medici Nazionale) ha organizzato in collaborazione con il locale Ordine dei Medici.

Un'agenda impegnativa con circa otto ore di lavoro. Circa venti interventi già previsti, oltre a quelli che si svilupperanno all'interno delle discussioni; una lettura magistrale, quella di Jane Dacre; un intervento di carattere politico-istituzionale, affidato all'on. Pia Elda Locatelli (componente della commissione per i diritti della donna); una tavola rotonda, coordinata da Carmen Lasorella e con la partecipazione (tra gli altri) della senatrice Vittoria Franco (presidente della commissione cultura), di Doris Lo Moro (assessora alla sanità della Regione Calabria) e di Maria Paola Landini (preside della facoltà di Medicina dell?Università di Bologna). Che la professione medica sia sempre più femminilizzata è ormai un dato di fatto: le donne iscritte a medicina sono più numerose degli uomini, si laureano prima e con voti più alti, e arrivano in corsia prima di loro.

Le iscritte all'Ordine dei medici sono un terzo e fra le giovani iscritte sotto i 35 anni hanno già superato il 50%. Partendo dunque dal dato ufficiale che la componente femminile è aumentata esponenzialmente nella realtà medica, sino a sopravanzare quella maschile, nel corso del convegno si cercherà di analizzare i motivi per i quali, ad un inserimento sempre più consistente delle donne nella professione medica, non corrisponda un loro adeguato inserimento nei livelli apicali. Anzi, la componente femminile, con l?aumentare del livello gerarchico, si assottiglia drasticamente.

Nell'ambiente medico italiano, sempre per rimanere in casa, solo ad un esiguo 3 % di donne è affidata la direzione generale di aziende sanitarie o ospedaliere, ad un 4,5 % di donne compiti di direzione amministrativa e ad un 9 per cento ruoli sanitari di primo livello. "Lo scenario che in Sanità abbiamo di fronte", spiega Roberta Chersevani, unica presidente donna di un Ordine dei Medici - quello di Gorizia - e motore inesauribile di questo convegno casertano, "è assai modificato dal continuo ingresso delle donne che vi entrano con grande preparazione, motivazione e punteggi all'apice delle votazioni.

Ma, dato questo pregevole esordio, quando si arriva ai vertici, il numero delle donne cala vertiginosamente...?. Questi, infatti, i numeri. La componente femminile in Sanità, negli ultimi venti anni, è aumentata esponenzialmente: dal 42 % dell'anno accademico 1987-1988, si è passati alla parità nel 1993-1994, superando, oggi, la percentuale maschile. E anche i laureati seguono lo stesso trend: già dal 2005 la presenza femminile risulta maggioritaria (con il 59 %, rispetto a quella maschile). La FNOMCeO, partendo da questo dato, ritiene possa essere oltremodo fruttuoso riprendere le fila del dibattito sulle donne nella società, sul loro rapporto con il lavoro, con la carriera e il potere, ma anche con la maternità, la famiglia, la qualità della vita. E? con questo intento che, all?interno di una manifestazione ?settoriale?, verranno dibattuti temi che toccano tutti i versanti del mondo civile, politico, scientifico, artistico e culturale in senso lato. Una tavola rotonda dal titolo: ?La mutazione di genere nella società che cambia? farà infatti esprimere esperienze e pensieri a personalità della politica, delle istituzioni, dell?imprenditoria, della cultura, della ricerca scientifica, della comunicazione. "Quali risposte dare che non siano i soliti luoghi comuni? Come dare al tema delle pari opportunità una strada che superi gli stereotipi di genere?

La sfida è quella di individuare meccanismi di sostegno alle Pari Opportunità, e aprire a nuovi valori di una società dinamica e 'inclusiva', e di tutto questo si discuterà domani a Caserta". (Delt@ Anno V°, N. 196 del 27 settembre 2007

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21 settembre 2007

Alimentazione: meno cola, meno rischi

Il consumo eccessivo di bevande zuccherate sembra un fattore promuovente per l'obesità infantile. Ma nel caso di consumatori adulti?

Da un riesame dei dati emersi dal Framingham Heart Study sono stati considerati i consumi di oltre 6030 persone delle quali 3400 donne di età media circa 52 anni. Si è evidenziato che chi consumava giornalmente più di una bevanda zuccherata aveva un tasso d'incidenza elevato per lo sviluppo di disordini metabolici diversi e di sovrappeso.

Aggiustando i dati per età, sesso, attività fisica, tabagismo, abitudini dietetiche (elevato contenuto di grassi e indice glicemico della dieta abituale) valori della pressione arteriosa, quadro lipidico e lipoproteico si è comunque riconfermata la significatività della prima ipotesi.

Dhingra R et al Circulation. 2007; 31;116(5):480-8

Le diete: miti e realtà

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19 settembre 2007

Legge 40, il pensiero della Turco non piace alle senatrici del Prc

La dichiarazione - in tarda serata, ieri ? della Ministra della Salute Livia Turco, sulla possibilità di pensare a rendere adottabili gli embrioni in esubero ("Io penso, e dicendolo spero di non suscitare scandali a sinistra, che possiamo pensare a rendere adottabili gli embrioni in esubero. Io riconosco dignità umana all'embrione. Dunque ho l'obbligo di trovare una risposta a chi mi chiede conto del destino di questa vita potenziale.

Offrirla in adozione è un gesto, forse puramente simbolico, che attesta una posizione chiara"), non è piaciuta alle senatrici di Rifondazione comunista ? SE, Erminia Emprin Gilardini, Giovanna Capelli e Maria Luisa Boccia, che, pur nella convinzione che ?La Legge 40 e più in generale la fecondazione assistita e la ricerca, richiedono un ripensamento politico organico e non uscite estemporanee", apprezzerebbero che la Ministra Turco ?agisse su questo terreno, a partire dalle definizioni delle linee guida sull'applicazione della Legge 40".

"Che si tratti di adozione, di ricorso alle tecniche, di maternità surrogata, o interruzione di gravidanza, - concludono le senatrici di Rifondazione - riteniamo fondamentale che si collochino al primo posto le scelte delle donne".

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17 settembre 2007

Salute, ad Ostia una Casa per la donna ed il bambino

Progetto Casa della salute della Donna e del Bambino:
L?Azienda USL Roma D incontra le cittadine di Ostia per continuare un percorso di informazione riguardante la Casa della Salute della Donna e del Bambino.
Verranno illustrati i passi compiuti per ottenere le necessarie autorizzazioni: Le cose fatte e quelle in via di attuazione. Verrà inoltre illustrata la riorganizzazione dell?assistenza ostetrico-ginecologica, parte integrante del progetto riorganizzativo sulla salute della donna.

PROGRAMMA
  1. Percorso organizzativo: Stato dell?arte
  2. Percorso territorio - ospedale: Dalla visita al ricovero. Il punto di vista dell?ospedale
  3. Percorso territorio - ospedale: Dalla visita al ricovero. Il punto di vista del territorio
  4. Percorso nascita
Incontro con le donne di Ostia, 4 ottobre 2007 ore 16.30, presso la Biblioteca ? Elsa Morante?, Via Adolfo Cozza 7, Ostia

per informazioni:
claudia.fellus@aslromad.it

Il progetto convoglia in questa struttura le esigenze funzionali legate al sostegno per la donna ed il bambino. Tra i servizi offerti:

Area DONNA
  • Ambulatori Ostetricia e Ginecologia
  • Ambulatorio ecografico
  • Prevenzione, diagnosi e cura della patologia mammaria
  • Diagnosi prenatale
  • Centro di Fisiopatologia della Riproduzione
  • Consultorio familiare
  • Sportello antiviolenza
  • Assistenza legale
Area BAMBINO
  • TSM e REE
  • Ludoteca
  • Ambulatori pediatrici
  • Centro diagnosi e cura dell'Autismo
  • Continuità Assistenziale
Sarà realizzata, dall'Azienda USL Roma D, con un finanziamento regionale finalizzato alla ristrutturazione dell'edificio sul lungomare che ospitava il primo ospedale di Ostia Sant'Agostino risalente ai primi anni del '900.
Tale intervento fa parte del piano di riordino e riqualificazione dei servizi e dell'offerta sanitaria sul Territorio. L'intervento interessa complessivamente circa mq 3.500.

Azienda USL Roma D
Direttore Generale: Dott.ssa Giuseppina Gabriele
Direttore Sanitario: Dott. Maurizio Rango
Direttore Amministrativo: Antonio Scuteri
Via Casal Bernocchi, 73 - 00125 Roma

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13 settembre 2007

Prostituzione, le donne dicono la loro

(Roma) Due ore e mezza di intenso dibattito sulla prostituzione in Campidoglio, a Roma, l?11 settembre. Si otterrà veramente qualcosa di concreto questa volta, dopo che numerose assessore e consigliere del Comune di Roma e della Regione Lazio, alcune parlamentari e rappresentanti di associazioni che si occupano da anni del problema, si sono confrontate apertamente mettendo sul tavolo i numerosi aspetti sotto cui va analizzato e affrontato il fenomeno?

Di certo l?intenzione di Monica Cirinnà, Vice-presidente Vicaria del Consiglio Comunale, che su proposta di Walter Veltroni ha invitato le donne delle istituzioni a esporre le loro idee e a proporre iniziative, era quella di iniziare ad agire per affrontare il problema della prostituzione prima di tutto sotto l?ottica dei diritti umani.

Cirinnà ha infatti voluto precisare che la prostituzione è in primo luogo un? emergenza che riguarda i diritti delle donne e molto spesso delle minorenni, vittime della tratta e del racket che vi è dietro. Il problema del decoro, della sicurezza, dell?ordine pubblico, della sanità, appaiono in questo senso secondari alla Vice-presidente Vicaria del Consiglio Comunale, che evidenzia altre questioni da porre sul tavolo del dibattito: quali garanzie effettive di protezione dare alla prostitute che vogliono sfuggire alla tratta denunciando il racket?

Se nel mercato della prostituzione l?offerta di prostitute è così ampia, non è corretto considerare che altrettanto vasta sia la domanda? Cosa spinge gli uomini a una richiesta simile? Non è il caso interrogarsi sulla cultura che è alla base del fenomeno?

Ecco così aprirsi il dibattito, che vede le donne convenute essere d?accordo su molti punti. Innanzi tutto è stata evidenziata l?esistenza di leggi che, se applicate correttamente e da parte di tutti i soggetti interessati, offrirebbero un valido contributo al contrasto del fenomeno. Come evidenziato da due rappresentanti di Differenza Donna e Solidea, la legge Merlin e quella sulla pedofilia, la prostituzione e la pornografia nei confronti di minori, sono strumenti utili per combattere il fenomeno.

La legge Serafini che configura come reato il rapporto sessuale tra un adulto e un minore è certamente stata ideata come mezzo di tutela efficace. Anche nel prezioso intervento di Garavaglia è emerso questo dato: le leggi ci sono. Il problema è che esse vanno applicate. Questo comporta responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti. Prima di tutto da parte delle istituzioni, quali il Ministero degli Esteri, degli Interni e di Giustizia.

Non è più possibile infatti affidarsi al coraggio delle donne che denunciano il mercato. Bisogna combattere il fenomeno dell?usura, del racket che vi è dietro, e questo non è possibile se non attraverso un serio impegno delle forze dell?ordine, su cui a volte appare invece, dichiara Passuello, di Solidea, il velo della connivenza con l?illegalità. Anche gli accordi tra i Ministeri degli Esteri italiano e quelli dei Paesi di provenienza delle donne costrette a prostituirsi possono essere un valido aiuto.

Le donne devono essere informate su cosa c?è dietro le vacue promesse di facili compensi nei Paesi di arrivo. È chiaro, come nota Cesarano, dell?Associazione Magliano ?80, che occorre anche capire quali sono le esigenze delle donne che arrivano in Italia e che finiscono nel mercato della prostituzione. Esse chiedono di ottenere lavori onesti e ciò significa riconoscimento dei titoli di studio ma soprattutto investimento di soldi per creare percorsi di formazione che portino all?inserimento nel mercato del lavoro.

Riguardo al problema della domanda di prostituzione da parte degli uomini italiani, l?eletta AN della Provincia di Roma Saltamartini auspica leggi che colpiscano maggiormente chi usufruisce del mercato. Oltre a strumenti di repressione più efficaci ( è da ricordare, oltretutto, che spesso i clienti che hanno rapporti con ragazze minorenni si trincerano davanti al fatto di non essere a conoscenza della età delle ragazze, le quali a loro volta sono dotate di documenti falsi) è emersa poi la necessità di contrastare la cultura di fondo che è alla base del fenomeno. La donna è ancora vista come un oggetto sessuale, non come persona.

Ne è un emblematico esempio la proposta dei parchi dell?amore, che comportano la creazione di veri e propri ghetti, lontani dagli occhi dei finti benpensanti, in cui ancora una volta le donne non hanno diritti e sono costrette a sottostare alla volontà di due tipi di sfruttatori, il racket e la clientela. La prostituzione è l?esempio emblematico della disparità dei generi - notano le rappresentanti di Differenza Donna - ed è quindi necessario far emergere a tutti i costi il concetto del disvalore del sesso a pagamento.

La prostituzione, dice Valente, dell?associazione ora citata, «è la strumentalizzazione più antica del mondo, non il lavoro più antico del mondo», come invece fa comodo interpretare il fenomeno. Non contribuiscono a cambiare mentalità certi modelli culturali che ormai imperano nella società e soprattutto nei media. Secondo Garavaglia, bisogna disincentivare i guadagni facili raggiunti tramite l?esibizione del proprio corpo, come avviene spesso in tv, educando in primo luogo tutte le donne che reputano questo modo di agire una facile strada per il successo.

Come altre intervenute notano, è poi necessario educare i ragazzi, a partire dall?età scolare, a stabilire relazioni sentimentali e sessuali basate sul rispetto e la parità dei sessi. Certo questo impegno, se pur vero e necessario, porta con sé amarezza. Edda Billi fa notare infatti come l?intero dibattito sia stato già affrontato negli anni ?70, durante le dure lotte del femminismo per sradicare il patriarcato, che invece, ahimè, è ancora ben saldo in Italia.

Tuttavia le proposte concrete per debellare il fenomeno non sono mancate: ribadendo le questioni emerse dal dibattito e la necessità di un loro approfondimento, l?Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Roma, D?Elia, ha riassunto i punti focali per intraprendere un? azione comune ed efficace: dalla creazione di un tavolo di lavoro tra donne delle istituzioni, donne delle associazioni e donne ex prostitute che si confronti su tutti i temi aperti dalla discussione, al rafforzamento della rete sociale, con impiego di risorse economiche, sia da parte della regione sia da parte delle istituzioni nazionali, all? ambito educativo-culturale, che comprenda azioni semplici come la creazione di un vademecum da distribuire agli uomini clienti (i cui contenuti andranno poi definiti) e azioni mirate per instaurare un nuovo rispetto della figura della donna. I buoni propositi, quindi, ci sono.

Aspettiamo di vedere se, questa volta, le aspettative non andranno deluse da chi, in ultimo, ha il vero potere di agire.

Silvia De Silvestri
Delt@

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12 settembre 2007

La violenza di genere nel pacchetto sicurezza del governo non ci può stare!

(Roma) ?Lo scandaloso "pacchetto sicurezza" per il contrasto alla criminalità che il Governo sta preparando sembra prevedere un capitolo che riguarderà la violenza contro le donne. Un unico calderone in cui appariranno mescolati indistintamente crimini e criminali, in cui mettere la mano pesante reprimendo, espellendo, promettendo pene più severe, più carcere, più controllo sociale. Insomma fare pulizia?.

Il Forum delle donne Prc/Se affida ad una nota stampa la proprio posizione rispetto a un tema sul quale giù ampiamente ha espresso il proprio ?dissenso sul pacchetto sicurezza, ma riteniamo davvero inaccettabile ? dichiarano le donne del Forum Prc - che la questione della violenza maschile contro le donne venga affrontata come se fosse una questione di ordine pubblico su cui intervenire ad esempio potenziando poliziotti di quartiere, telecamere notturne, e altre simili misure "preventive" attualmente abusate.

La violenza maschile contro le donne, ci siamo stancate di ripeterlo, avviene prevalentemente in ambito domestico. E' lì, nella coppia, nella casa, nella famiglia che le donne vengono stuprate e uccise dall'amico, l'amante, il marito. Oppure sul luogo di lavoro, dove le donne vengono umiliate, molestate, discriminate, sfruttate.

Ma soprattutto la violenza contro le donne è il frutto di una cultura patriarcale radicata ancora nel profondo in tutti i paesi del mondo senza eccezione di sorta, anche in Italia, e ci parla del riprodursi di stereotipi sessisti nella società, di rigurgiti di fondamentalismi pesanti che colpiscono la parte femminile, che attraversano perfino il Parlamento, le leggi, che continuano a mettere a rischio l'autodeterminazione femminile, la libertà di decidere che cosa fare del proprio corpo.

Così come ci parlano di discriminazioni persistenti, gravissime, quasi anacronistiche, in ambito pubblico, che riguardano in particolare il nostro paese. L'Italia vanta infatti un primato di cui non possiamo certo andare fiere in quanto a presenza femminile nei luoghi decisionali. Intervenire su questa materia si può, si deve. E non può spettare solo alle donne, ma soprattutto agli uomini, alle istituzioni.

Intervenendo nel profondo, sapendo che si tratta di modificare il rapporto millenario di potere tra i sessi nel pubblico e nel privato. Si può a cominciare dalla formazione scolastica per rompere modelli patriarcali. Si può incentivando la valorizzazione della presenza femminile nella sfera pubblica contro ogni discriminazione sessista possibile. Si può supportando i percorsi di emancipazione e liberazione femminili di native e migranti anche economicamente.

Si può e si deve intervenendo soprattutto sulla parte maschile della società per sensibilizzare, responsabilizzare, educare alla relazione con l'altra da se'. Vogliamo un impegno concreto che si traduca anche nello stanziamento di fondi destinati a facilitare l'uscita delle donne da situazioni di violenza?. La violenza di genere nel pacchetto sicurezza del Governo non ci può stare!
(Delt@ Anno V° N. 176 del 12 Settembre 2007)

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