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10 giugno 2009

TDM, assistenza domiciliare vittima tagli ASL

Assistenza a domicilio dei malati prima vittima dei tagli dell'Asl. La 'cenerentola' della sanitą italiana peggiora in quantitą e qualitą, con le solite differenze tra Regioni e con i cittadini afflitti da nuovi costi a carico loro.

E' il quadro dell'assistenza domiciliare (Adi) in Italia che emerge dal II Rapporto di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, presentato ieri in Commissione Salute delle Regioni. Terapia del dolore e assistenza psicologica sono i due principali talloni di Achille in questo campo, sottolinea il Tdm. Non solo. Rispetto agli anni precedenti il taglio dei budget e i Piani di rientro con cui sono alle prese diverse Regioni, pesano notevolmente su quantitą e qualitą dell'assistenza: sempre pił cittadini segnalano la riduzione delle ore, la discontinuitą o sospensione del servizio, un peggioramento della qualitą.

Il risultato č l'aumento dei costi a carico delle famiglie, che sempre pił spesso devono integrare le prestazioni ricevute dalla Asl con servizi a pagamento. I maggiori disagi - emerge dal Rapporto - sono percepiti da adulti con grave disabilitą (30,4%), malati cronici (29,1%), anziani appena dimessi dall'ospedale (21,5%) e, per il 2,5% dei casi, bambini con problemi di disabilitą.

Rispetto agli anni precedenti aumentano in maniera considerevole le segnalazioni di scarsa qualitą del servizio (+7%), improvvisa sospensione (+1,4%) e discontinuitą (0,7%). Il 13,9% lamenta una riduzione delle ore. Per il Tdm, questi dati "mostrano chiaramente che il problema dei fondi sempre pił scarsi a disposizione delle Asl si sta ripercuotendo in misura considerevole sui cittadini che usufruiscono di assistenza domiciliare".

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