Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

22 dicembre 2009

Dalla Fnomceo una campagna informativa su H1N1

Un progetto speciale di aggiornamento informativo e formativo dei medici italiani per rafforzare l'idea dell'importanza della vaccinazione contro l'influenza A. A metterlo a punto la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), che lo ha presentato ieri a Roma alla presenza del ministro della Salute, Ferruccio Fazio
 
Una scarsa adesione alla campagna vaccinale, almeno nella prima fase della pandemia: è stato questo, secondo gli esperti, il principale punto critico nella politica sanitaria con cui si è affrontata la pandemia di influenza A. E, tra i soggetti 'a rischio' che non si sono vaccinati, molti sono stati i medici. 
 
"L'adesione alle prime fasi della campagna vaccinale, come prevista dalle relative ordinanze ministeriali, è stata bassa - ammette il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco - anche perché, dalle prime valutazioni, l'informazione che ha avuto più spazio è stata quella sui dubbi e sulle ipotesi, frutto di una conoscenza superficiale della pandemia e degli strumenti per affrontarla". In risposta alla necessità di questo 'debito formativo', la Fnomceo propone un progetto di informazione e formazione "che sarà accreditato al più presto dalla commissione nazionale Ecm ed entro due mesi speriamo sia operativo", precisa Bianco.

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H1N1, poco informati i dubbiosi sul vaccino

"I dubbi sulla sicurezza e sull'efficacia dei vaccini contro l'influenza A e sull'importanza dell'immunizzazione sono stati generati dalla scarsa informazione fra i medici. Un problema a cui porremo rimedio". A dirlo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto ieri a Roma a una conferenza stampa sul tema organizzata nella sede della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo). 
 
"Il Governo crede nei medici - ha ribadito Fazio - e li ha messi al centro di una serie di attività e di linee guida. Ma ciò che non possiamo accettare è la mancanza di coscienza sull'importanza delle vaccinazioni nella classe medica. Attraverso il progetto informativo-formativo che abbiamo organizzato con gli Ordini dei medici cercheremo di risolvere il problema e di capire anche meglio le motivazioni che hanno portato a questi dubbi", ha concluso Fazio.

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SMI, rinnovo contratto in pesante difficiltà

Grave battuta d'arresto per il contratto dei medici e veterinari del servizio sanitario nazionale, secondo il Sindacato dei medici italiani (Smi). All'incontro di ieri all'Aran con le associazioni di categoria, infatti, "la parte pubblica ha proposto un aumento insufficiente di 103 euro mensili lordi sul tabellare e 63 euro mensili lordi sul risultato. Niente si è mosso sull'indennità di esclusività, sulla salvaguardia delle risorse disponibili della Ria, sulla destinazione delle risorse aggiuntive. 
 
Lontane le posizioni sulle sanzioni disciplinari". Lo Smi considera l'incontro di ieri "l'ennesima dimostrazione della completa disattenzione della politica nei confronti dei medici e della sanità italiana". "Un altro stop, anzi un salto nel passato - ha polemizzato Gianfranco Rivellini, responsabile dirigenza medica dello Smi - non ci sono soldi, non c'è volontà politica e non ci sarà a Natale nessuna buona notizia sul nuovo contratto. È un'indecenza. Vorremmo che il neo ministro della Salute facesse sentire la sua voce. Sarebbe un gesto importante". 
 
Secondo il sindacalista, "a parole la sanità sembra una priorità per tutti i Governi, ma quando si tratta del contratto dei medici, cioè di quei professionisti che tutti i giorni operano nei nostri servizi sanitari, allora emerge la realtà: l'assoluta disattenzione nei confronti di un settore nevralgico del nostro Paese". "La sanità da anni è ostaggio del ministero dell'Economia, della Funzione pubblica e dei 'governatori' delle Regioni - ha concluso Rivellini - e i medici lavorano in una situazione di disagio permanente, pur offrendo performance di risultato di grande livello, come testimoniano tutti gli indicatori statistici di efficienza e qualità. 
I nostri ospedali continuano, invece, a subire un continuo 'impoverimento'". La sanità italiana ha bisogno di una inversione di rotta, dice in sindacato "serve una seria riorganizzazione, maggiori investimenti, una filosofia di gestione delle aziende più manageriale e più meritocratica".

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Cimo, rinnovo del contratto parte in salita

La strada per il rinnovo del contratto dei medici e dei veterinari del Ssn "è ora in salita. Se a gennaio l'Aran e le Regioni non dimostreranno la volontà di chiudere, ai sindacati medici non resterà che aprire una dura vertenza" 
 
A dichiararlo è il presidente nazionale Cimo-Asmd Riccardo Cassi dopo l'incontro di ieri con i vertici dell'Aran, per il rinnovo del contratto dei camici bianchi dirigenti, relativo al secondo biennio economico 2008-2009. "La proposta economica dell'Aran che destina all'accessorio il 35% dell'aumento - sottolinea in una nota Cassi - ha gelato le aspettative di una rapida conclusione della trattativa. 
 
Il tavolo tecnico sulle sanzioni si riunirà il 13 gennaio per verificare se esiste la volontà di dare risposta alle richieste dei medici, ma l'ultimo incontro ha registrato passi indietro anche in questo aspetto del contratto". Secondo il presidente della Cimo, "è inaccettabile il tentativo di applicare le stesse regole degli altri dirigenti pubblici ignorando che il Parlamento ha riconosciuto la specificità della categoria ed escludendola dall'obbligo di destinare il 30% della retribuzione. 
 
Non vorrei - aggiunge - che il commissariamento dell'Aran e l'avvicinarsi delle elezioni regionali abbiano cambiato le intenzioni della parte pubblica. I dirigenti sindacali, nonostante i disagi e i ritardi nei mezzi di trasporto a causa del maltempo, hanno fatto di tutto per essere presenti a quella che sembrava una riunione decisiva. Sintomatica, invece, l'assenza di tutta la componente tecnica. Qualcuno forse sapeva che si sarebbe arrivati ad un niente di fatto. Adesso - conclude Cassi - non resta che aspettare la ripresa della trattativa".

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21 dicembre 2009

Malattie rare: più informazione, più rete

In dettaglio l'iniziativa "Uniamoci e clicchiamo", finanziata dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, bando 383/2000 annualità 2007

Chi è colpito da una malattia rara, paziente o familiare, vive un'esperienza doppiamente dolorosa legata da una parte alla malattia in sé e, dall'altra, al fatto che questa sia poco conosciuta e riconoscibile.  Per questo è indispensabile una costante e adeguata informazione affinché la malattia sia vissuta in modo più sereno, anche condividendo esperienze con altre persone nelle medesime condizioni, evitando così il pericolo dell'isolamento. 
 
Proprio con lo scopo di agevolare il miglior flusso di informazioni possibile, di mettere in contatto le persone interessate e di favorire un servizio di sostegno al malato e ai suoi familiari, ha preso il via l'iniziativa "Uniamoci e clicchiamo", un progetto ambizioso per un moderno, strutturato e funzionale sito internet della Federazione UNIAMO FIMR  onlus (Federazione Italiana Malattie Rare, www.uniamo.org) all'interno del quale porre in evidenza le banche dati delle malattie rare con tutte le informazioni correlate (tipologie, normative, letture consigliate, ecc.). I contenuti saranno fruibili attraverso delle guide che formeranno una sorta di enciclopedia articolata nei vari temi critici legati alla tematica delle malattie rare. 
 
Non solo: gran parte dei contenuti del sito saranno tradotti e disponibili in inglese; forum interattivo con aree riservate alle consulenze di servizio e altre in lingua inglese, per aprire il dibattito oltre i confini nazionali;  un sistema, interno al sito, che regalerà a ogni associazione federata una pagina blog tramite cui comunicare; ma lo stesso sito è una piattaforma di social network che anche grazie a una redazione diffusa e al modello di giornalismo partecipato, garantirà una informazione diretta e indipendente verso i lettori. «L'andamento cronico, ingravescente e invalidante di una malattia rara comporta il coinvolgimento di medici con diverse specializzazioni e richiede l'impegno di diverse figure professionali quali infermieri, riabilitatori, assistenti sociali, psicologi» spiega Renza Barbon Galluppi, presidente di UNIAMO FIMR onlus, Federazione nata nel 1999 con lo scopo di creare un organismo di riferimento nazionale e di coordinamento delle associazioni locali di pazienti e familiari. 
 
«Il passaggio dall'età pediatrica a quella adulta, inoltre, è complicato per la mancanza di continuità nelle cure e del proseguimento di progetti assistenziali già attivati e gli stessi familiari sono coinvolti spesso in maniera totale nella presa in carico di un figlio o congiunto colpito. Il sito vuole rappresentare uno specchio sull'intero mondo delle malattie rare a livello nazionale ed europeo, che consenta a ciascuna associazione federata di usufruire dello stesso servizio calibrato entro i confini del proprio specifico settore di intervento. 
 
Uno strumento  in grado di fare colloquiare il più alto numero di associazioni di malati, facilitandone i percorsi, le conoscenze, l'acquisizione del necessario e strumentale know-how, promuovendo, fra l'altro, l'interscambio di esperienze realizzate. Il sito www.uniamo.org si propone quale  collettore del traffico, capace di proporre informazioni e servizi vari e variabili, ma soprattutto smistare il flusso degli utenti nella direzione più corretta e con il minor dispendio di tempo possibile».

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Senato USA spiana la strada alla nuova Sanità

Ormai sembra del tutto spianata la strada della riforma sanitaria americana verso l'approvazione al Senato prima di Natale. Con un voto nel cuore della notte, infatti, è stato superato lo scoglio principale e quello che ha costretto a tanti compromessi al ribasso, del voto procedurale che permette di bloccare il dibattito in aula e passare alla votazione finale. 
 
E i democratici hanno avuto il "magic number", i 60 voti necessari a impedire l'ostruzionismo a oltranza da parte della minoranza repubblicana che ha votato compatta, 40 voti, contro il passaggio alla votazione in aula. Ora è previsto entro giovedì il voto finale sul testo della riforma del Senato che, nelle trattative estenuanti per ottenere il sostegno compatto dei 60 del gruppo democratici, ha perso componenti importanti della riforma voluta da Barack Obama, a partire dalla public option, l'ente pubblico di assicurazione. Ma, affermano i leader democratici, mantiene l'impianto di fondo che permetterà a 31 milioni di americani ora senza assistenza sanitaria di essere assicurati. 
 
E difenderà tutti gli americani dalle pratiche spregiudicate attuate dalle assicurazioni private. Il testo ha comunque molte differenze rispetto a quello approvato alla Camera, che per esempio prevede la public option, e quindi dopo la sua approvazione inizieranno dei, si presume complicati, negoziati tra le due Camere per arrivare a un testo comune. Un processo che la Casa Bianca spera si concluda entro la fine di gennaio-inizio di febbraio.

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Marino (Pd), Italia paese povero e ammalato

"Otto milioni di poveri, 2,9 milioni di indigenti assoluti, persone malate e senza la possibilità di potersi curare. Ecco come questo Governo ha ridotto l'Italia, altro che tessera del Pdl sotto l'albero. Siamo al punto che un italiano su cinque rinuncia a prestazioni sanitarie, visite specialistiche e cure odontoiatriche, per motivi economici. 
 
Questo è il Paese reale, quello della crisi che mangia gli stipendi e anche la salute". Lo sottolinea Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn, commentando i dati del Censis sul rapporto che gli italiani hanno con il Servizio sanitario nazionale. "Tutto questo -aggiunge Marino- ha dei costi umani e di qualità della vita per la persona e economici per il Ssn, perché quando si rinuncia alla prevenzione poi, mediamente, si paga di più per la cura. 
 
Sottolineo, inoltre, che dal rapporto emerge chiaramente lo smantellamento della sanità pubblica a beneficio di quella privata, grazie alla colpevole dimenticanza tra i temi in agenda, sul fronte sanità, dei tempi delle liste d'attesa. E adesso che gli italiani hanno le tasche vuote -conclude Marino- come pensa questo Governo della destra di affrontare l'ulteriore allungamento delle liste d'attesa che ne deriverà, nelle prestazioni sanitarie pubbliche?".

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Uno su cinque rinuncia alle cure per la crisi

Gli effetti della crisi economica si fanno sentire anche sulla salute degli italiani. Quasi uno su 5 (il 18%), in un anno, ha rinunciato per motivi economici a una o più prestazioni sanitarie, soprattutto visite specialistiche e cure odontoiatriche, ma non solo. 
 
Con differenze notevoli tra i cittadini. Il dato, infatti, sale a circa il 21% tra i residenti nelle regioni del Centro, al 23,5% nel Sud, al 24,2% tra i 45-64enni, al 27,2% nelle grandi città, al 31% tra i meno istruiti. Sempre di più, inoltre, si preferisce ricorrere al servizio pubblico, anche con lunghe liste d'attesa. Sono alcune anticipazioni dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis - che ogni anno fotografa il rapporto degli italiani con la salute e il Servizio sanitario nazionale - e che verrà presentato nei prossimi mesi. 
 
Le cifre indicano, dunque, che si è accentuato il ricorso a una strategia del rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti. Quasi il 21% degli intervistati ha anche ridotto l'acquisto di farmaci pagati di tasca propria: più del 23% dei 45-64enni, il 23,4% nel Mezzogiorno, il 28% dei residenti nelle grandi città, quasi il 29% dei meno istruiti. Oltre alle prestazioni sanitarie, quasi il 7% degli italiani ha dovuto fare a meno della badante, per sé o per un familiare, a causa della crisi. 
 
La percentuale sale al 7,7% al Sud e al 17,3% nelle città con 100-250 mila abitanti. Nell'ultimo anno il 35% degli italiani si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa più lunghe, per ottenere prestazioni (analisi, visite mediche, cure) che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra le persone senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.

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Angelo Testa nuovo presidente Snami

E' Angelo Testa, piemontese, il nuovo presidente del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), eletto per il prossimo triennio durante il congresso straordinario del sindacato, chiuso domenica a Ostia. Testa sostituisce Mauro Martini che si era dimesso, insieme all'intero vertice dell'organizzazione sindacale, il 14 novembre scorso, per l'inasprimento del dibattito interno al sindacato. 
 
Il nuovo presidente e la sua squadra - si legge nel comunicato che annuncia l'elezione - garantisce "coerenza e continuità". Snami "è e sarà una organizzazione nazionale e raccoglierà tutte le forze sane in tutto il Paese per fare più grande un sindacato in grande ascesa. Non saremo al traino di nessuno. Abbiamo le nostre idee e le porteremo avanti", dice Testa, garantendo "opposizione costruttiva senza timori reverenziali".

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Le regole del garante privacy per referti online

Analisi del sangue, radiografie e referti medici direttamente sul pc di casa, invece che lunghe file agli sportelli delle Asl e dei laboratori, ma solo con il consenso dell'assistito e con l'uso di password. Il Garante per la protezione dei dati personali ha approvato le "Linee guida in tema di referti on line" che fissano rigorose misure a protezione dei dati sanitari dei pazienti che intendono utilizzare questo servizio, ricevendo il referto via mail o 'scaricando' gli esami clinici direttamente dal sito web della struttura sanitaria 
 
Già da tempo diversi laboratori, cliniche e ospedali offrono servizi di consultazione elettronica dei referti, ma l'assenza di una normativa che disciplini questa nuova modalità di consegna ha reso necessario l'intervento del Garante affinché questo importante ed innovativo processo di ammodernamento tecnologico della sanità pubblica e privata proceda seguendo regole chiare ed uniformi. Come è avvenuto per il Fascicolo sanitario elettronico, anche in questo caso l'Autorità ha svolto un ruolo di supplenza in attesa di una legislazione adeguata .Questi i punti principali stabiliti dalle Linee guida: L'adesione al servizio dovrà essere facoltativa e il referto elettronico non sostituirà quello cartaceo che rimarrà comunque disponibile. L'assistito dovrà dare il suo consenso sulla base di una informativa chiara e trasparente che spieghi tutte le caratteristiche del servizio di "refertazione on line". 
 
Il referto resterà a disposizione on line per un massimo di 45 giorni e dovrà essere accompagnato da un giudizio scritto e dalla disponibilità del medico a fornire ulteriori indicazioni su richiesta dell'interessato. Per fornire il servizio, le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare elevate misure di sicurezza tecnologica (utilizzo di standard crittografici, sistemi di autenticazione forte, convalida degli indirizzi e-mail con verifica on line, uso di password per l'apertura del file) e, nel caso offrano la possibilità di archiviare e continuare a consultare via web i referti, dovranno anche sottoporre ai pazienti una ulteriore specifica informativa e acquisire un autonomo consenso. 
 
Le Linee guida emanate dal Garante tengono conto delle osservazioni e commenti formulate da organismi e professionisti sanitari pubblici e privati, medici di base, pediatri, organismi rappresentativi, associazioni di pazienti.

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20 dicembre 2009

Fnomceo proporrà corso per rilancio vaccinazione

Corsi di formazione per i camici bianchi e diffusione 'a tappeto' di informazioni validate sulla vaccinazione contro l'influenza A, ma anche strategie per migliorare l'offerta vaccinale e l'organizzazione pratica della campagna di immunizzazione contro il virus H1N1 su tutto il territorio nazionale. A quanto si apprende, sono questi i temi caldi che verranno affrontati domani a Roma in un incontro promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e al quale avrebbe assicurato la sua presenza anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio
 
C'è una lista di argomenti che i medici ritengono di fondamentale importanza per rilanciare e gestire al meglio le attività di contrasto alla pandemia. E la Fnomceo in questi giorni ha lavorato, insieme alle associazioni di categoria, alle società scientifiche e allo stesso ministro, a un documento di indirizzo che punta a promuovere la prosecuzione della vaccinazione anti-H1N1 per tutte le categorie 'target' individuate dal ministero della Salute. 
 
La bozza è pronta, se ne discuterà martedì con Fazio durante l'incontro fissato per le 11. Ma punto fermo su cui la Fnomceo insiste è la necessità di prevedere un programma di formazione per la categoria, a partire dai dirigenti fino ai medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e in particolare i medici vaccinatori. I corsi dovrebbero essere organizzati tempestivamente e potrebbero partire già da gennaio. 
 
Un altro aspetto su cui si definirà una linea d'azione riguarda le criticità organizzative del 'sistema anti-H1N1'. La Fnomceo insiste che vengano fornite informazioni univoche sulla sicurezza del vaccino e sugli effetti collaterali, sulla farmacovigilanza e sulla campagna vaccinale in pediatria e in medicina generale.

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Pregliasco, vaccinazione non risenta di falsi timori

Frenata da paure e allarmismi, in Italia - e non solo - la campagna di vaccinazione contro la nuova influenza A/H1N1 non è decollata. Ma nei depositi delle Regioni il vaccino ormai c'è. Oltre a promuovere con forza la profilassi nelle persone più a rischio, dunque, potrebbe essere giusto metterlo a disposizione di chiunque lo voglia davvero. 
 
E' l'opinione condivisa dal virologo dell'università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco: "E' stato giusto 'segmentare' l'offerta di vaccino pandemico in modo da assicurarlo innanzitutto ai cittadini da proteggere in via prioritaria", ma "l'obiettivo della sanità pubblica è quello di vaccinare tutti - precisa - in modo da creare una cosiddetta 'immunità di gregge'". Insomma, se il prodotto per l'iniezione 'scudo' avanza, è una buona idea offrirlo a tutti i cittadini che lo desiderano, come per esempio ha fatto l'assessore veneto alla Sanità Sandro Sandri
 
"Finora l'influenza A ha colpito soprattutto i ragazzini dai 5 ai 14 anni - ricorda Pregliasco, venerdì nel capoluogo lombardo durante un incontro promosso da Roche - Bimbi piccoli, adulti e anziani potrebbero quindi essere i prossimi 'bersagli' del virus H1N1, in una eventuale seconda ondata". Ecco perché "è fondamentale proseguire questa campagna vaccinale", anche estendendola. Senza contare che, evidenzia lo specialista, almeno nella prossima stagione influenzale "il virus H1N1 continuerà a circolare come co-presenza" fissa. 
 
Il timore del virologo è che, "proprio come è successo dopo il falso allarme aviaria, si verifichi anche in questo caso una sorta di 'effetto bufala'": un crollo dell'adesione alle vaccinazioni, alimentato anche dal "pesantissimo attacco ai vaccini dilagato in Internet e sui blog". Pregliasco ribadisce l'efficacia e la sicurezza di tutti i vaccini antinfluenzali e ricorda che "vaccinarsi è un atto di responsabilità sociale". Forse, riflette l'esperto, "se qualcosa è mancato è stato un maggiore coinvolgimento dei medici che non hanno creduto alle evidenze scientifiche". Ma per il futuro è assolutamente necessario evitare, avverte il virologo, che la controinformazione affossi strategie preventive consolidate e 'salvavita' per molti malati a rischio.

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Errani, Aran riprenda presto gestione ordinaria

Il Commissariamento dell'Aran, l'Agenzia negoziale per il pubblico impiego, sia "breve e funzionale all'insediamento del nuovo consiglio di indirizzo". E' l'auspicio di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, in una nota. 
 
"Ho appreso dagli organi di informazione della decisione del ministro della Pubblica amministrazione di nominare un commissario straordinario per l'Aran - afferma Errani - In attesa di conoscere nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a tale determinazione, mi auguro che questa decisione sia funzionale all'insediamento del Collegio di indirizzo e controllo, espressione anche delle Regioni e del autonomie locali, così come previsto dal decreto legislativo 150/2009". 
 
"E' evidente - osserva - che il buon funzionamento e l'efficacia della nuova agenzia non possono che fondarsi sul principio della leale collaborazione fra i diversi livelli di governo coinvolti e interessati dall'azione di tale ente. Ecco perché - conclude Errani - mi auguro, e sono certo, che la durata del commissariamento sarà il più breve possibile e finalizzata all'insediamento del nuovo collegio di indirizzo".

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Aran commissariata per incompatibilità cariche

Le recenti designazioni all'Anci, Upi e Conferenza delle Regioni hanno bisogno della validazione da parte del Consiglio di Stato. 
 
Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha inviato venerdì pomeriggio una lettera al presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, al presidente dell'Anci Sergio Chiamparino e al presidente dell'Upi Fabio Melilli nella quale motiva le ragioni dell'allegato decreto di commissariamento dell'Aran. 
 
Brunetta scrive che "le designazioni dei componenti del collegio dell'Aran effettuate rispettivamente da Anci, Upi e Conferenza delle Regioni hanno in particolare determinato la necessità di acquisire il parere del Consiglio di Stato ai fini del puntuale rispetto delle norme di legge relative alle incompatibilità previste dal comma 7bis dell'articolo 46 del decreto legislativo n. 165. 
 
Quest'ultimo prevede infatti che non possono far parte degli organi dell'Aran persone che rivestano incarichi pubblici o elettivi o cariche in partiti politici ovvero che ricoprano o abbiano ricoperto nei cinque anni precedenti alla nomina cariche in organizzazioni sindacali".

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17 dicembre 2009

Papa, inique leggi che giocano con la vita

Sono leggi non conformi al principio di equità quelle che consentono l'aborto, l'eutanasia e la sperimentazione genetica. E' quanto ha ribadito il Papa nel corso dell'udienza generale del mercoledì, ricordando che la legge naturale cui si rifà la dottrina della Chiesa e che dovrebbe ispirare l'azione dei governanti è fondata sul principio di equità.
 
"Sono conformi all'equità - ha detto il Papa - solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell'aborto, dell'eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra l'uomo e la donna, che si ispirano a una corretta laicità dello Stato", la quale "comporta pur sempre la salvaguardia della libertà religiosa", e che "perseguono la sussidiarietà e la solidarietà a livello nazionale e internazionale".  
 
Altrimenti, ha ammonito il Pontefice, "finirebbe per instaurarsi quella che Giovanni di Salisbury - alla cui figura era dedicata l'udienza odierna - definisce la tirannia del principe o, diremmo noi, la dittatura del relativismo: un relativismo che, come ricordavo qualche anno fa, non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".

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OMS, prematuro dichiarare finita la pandemia

E' ancora "troppo presto per dire che la pandemia di nuova influenza A/H1N1 è terminata". Lo sottolinea Keiji Fukuda, special adviser del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull'influenza pandemica, facendo il punto della situazione ieri, nel corso di una teleconferenza da Ginevra. "Sono passati otto mesi dall'inizio della pandemia - ricorda - ed è troppo presto per dire che è tutto finito. 
 
Si tratta di un evento mondiale, e l'attività virale registrata in alcuni Paesi è ancora a livelli elevati". In particolare, "in alcune regioni d'Europa, come Francia e Svizzera, l'attività virale è a livelli decisamente alti. In Asia è ancora elevata, mentre in altri Paesi del Vecchio continente e in Nord-America si è visto già un calo importante". Insomma, secondo Fukuda la situazione non è omogenea, ed è dunque troppo presto per dire che il pericolo è passato.
 
"Anche perché l'inverno è ancora lungo e nessuno sa - prosegue - se da qui alla primavera potrebbe manifestarsi un'altra grande ondata di casi". In conclusione, è importante "continuare a monitorare la situazione nei prossimi mesi. Perché - ribadisce Fukuda - siamo ancora incerti su cosa accadrà nei primi mesi del 2010".

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Rasi, in Italia la ricerca sugli antibiotici langue

"Nel 2008, gli studi clinici su farmaci antibatterici e antimicotici sono stati 17 in tutta Italia. Troppo pochi per sperare di veder arrivare nuovi prodotti sul mercato, dato che solo un nuovo medicinale su 200 in sperimentazione raggiunge il mercato". 
 
Lo ha affermato il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Guido Rasi, intervenendo ieri a Roma alla presentazione della campagna di comunicazione 'Antibiotici, usali con cautela', lanciata dal ministero della Salute, dall'Istituto superiore di sanità e dalla stessa Aifa. "I batteri che preoccupano di più, per la crescente antibioticoresistenza - ha proseguito Rasi - sono l'Escherichia coli e lo Stafilococco aureo, che ormai viene denominato Mrsa (Stafilococco aureo resistente alla meticillina) proprio a causa della sua elevata resistenza. Una volta causava infezioni banali, oggi provoca infezioni ospedaliere gravi, la cui incidenza è molto preoccupante. 
 
E', insomma, lo spauracchio infettivologico del futuro".  Si continua a osservare, dunque - fa notare l'Aifa in una nota - una scarsa propensione da parte delle industrie farmaceutiche allo sviluppo di nuove molecole di questa categoria. Ed è quindi giustificato l'appello da parte di tutte le Agenzie regolatorie di richiedere alle industrie di tornare a investire nei nuovi antibiotici, poiché lo sviluppo di resistenze agli antibiotici 'classici' è veramente elevato. In particolare, tra le 17 sperimentazioni condotte nel 2008 nel nostro Paese - prosegue l'Aifa - solo una è stata di fase I, due di fase II, 10 di fase III, tre di fase IV (o post-marketing) e una ha riguardato lo studio di bioequivalenza/biodisponibilità.

Complessivamente, sono 10 le molecole concretamente in sviluppo. Le aree terapeutiche maggiormente studiate sono quelle dell'immunologia e malattie infettive (35%), seguite dalle malattie dell'apparato respiratorio (25%). Si aspettano ora le nuove molecole che potrebbero essere sviluppate in seguito agli studi fondamentali condotti dai premi Nobel per la chimica 2009 (Venkatraman Ramakrishnan, Ada Yonath e Thomas Steiz), che hanno 'mappato' la posizione delle centinaia di migliaia di atomi che compongono i ribosomi. Si presuppone infatti che questi studi consentiranno la nascita di una nuova generazione di antibiotici, innovativi e mirati, capaci di combattere l'insorgere delle resistenze agli antibiotici sviluppate dai batteri.

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L'Anaao si aspetta una convocazione dal Ministro

"E' tradizione che, al momento dell'insediamento, i ministri della Salute convochino i sindacati medici per un incontro sui problemi del settore. Lo hanno fatto tutti, tranne il predecessore del neoministro Ferruccio Fazio", dunque Maurizio Sacconi
 
Sulla base di questa tradizione, i sindacati medici si aspettano ora un invito al ministero da Fazio, come ha spiegato oggi il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, nel corso della conferenza stampa a Roma sull'avvio della 'vertenza salute'. 
 
I "gravi problemi" che affiggono il Servizio sanitario nazionale, denunciati dalle sigle, "non sono tutti di competenza del neoministro, ma una sua iniziativa per cercare le soluzioni sarebbe opportuna", sottolinea Lusenti. In ogni caso, riconoscono i sindacati, "Fazio si è insediato da appena due giorni, è giusto dargli un po' di tempo".

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Un inizio 2010 caldo per la Sanità italiana

I primi mesi del nuovo anno saranno caratterizzata da un fitto calendario di attività sindacali 
 
Il 19 gennaio sarà una giornata di mobilitazione nazionale, con assemblee di medici, veterinari e altri dirigenti del Ssn sul posto di lavoro. Poi due manifestazioni regionali, a Napoli il 4 febbraio e a Milano il 16 per puntare l'attenzione sui problemi del Centro-Sud e del Nord, e una manifestazione nazionale a Roma il 9 marzo. Fino a un possibile sciopero,  in mancanza di risposte dalle Istituzioni, con i camici bianchi in piazza. E' il calendario della 'vertenza per la salute', aperta ieri dai sindacati della dirigenza Ssn, in una conferenza stampa a Roma. "Fermiamoli. Cattiva politica, amministratori incapaci e affaristi stanno distruggendo la sanità pubblica italiana", è il grido d'allarme. 
 
Le sigle denunciano un "quadro drammatico: nessuna risposta alle esigenze dei cittadini e degli operatori; nessun progetto per l'ammodernamento e la messa in sicurezza del Ssn; risorse ancora inadeguate; nuovi tagli di posti letto ospedalieri, che saranno 10 mila in meno, e del personale; nessuna risposta alla piaga delle liste d'attesa, che le Regioni scaricano sui medici; aumento delle denunce e degli scandali che mostrano una connivenza sempre più diffusa fra sanità e malaffare".  E ancora, denunciano i sindacati, "la politica continua a nominare direttori generali e primari" ed "è calato il silenzio sui numerosi casi di intimidazioni subite, in particolare ma non solo, dai veterinari del Ssn nello svolgimento del loro lavoro, in aree di legalità carente". E' un quadro di "progressivo e apparentemente inarrestabile degrado della sanità pubblica italiana", sui cui i 130 mila dirigenti vogliono "richiamare l'attenzione di Governo, Parlamento, Regioni e opinione pubblica" con la vertenza per la salute.

Queste alcune delle proposte dei sindacati, messe nero su bianco in un documento unitario: più risorse, cioè 110 miliardi euro per il 2010 e 115 per il 2011; un Piano nazionale per l'ammodernamento e la messa in sicurezza delle strutture pubbliche, per circa 15 miliardi in 10 anni; emanazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza; abrogazione della 'rottamazione' dei medici; soluzioni per gli 8.200 precari; fine del condizionamento della politica sulla sanità; provvedimenti concreti su libera professione intramoenia, governo e rischio clinico; rivalutazione economica e professionale, della dirigenza Ssn già a partire dal biennio 2008-09 e dell'indennità di esclusività, ferma al 2002.

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16 dicembre 2009

Idv, Ddl su biotestamento annienta dignità umana

Il testo licenziato al Senato sul biotestamento, "quello che la maggioranza ha deciso di approvare, non tiene in considerazione la dignità dell'uomo e lo costringe alla vita artificiale, a malattie più lunghe e morti più lente, privandolo del diritto dell'inviolabilità della persona sancito dalla Costituzione". 
 
Così Antonio Palagiano e Silvana Mura, deputati dell'Italia dei valori e componenti della Commissione Affari sociali, durante il dibattito odierno sul Ddl sul fine vita che ha affrontato, tra l'altro, il tema della tutela della dignità dell'uomo, al centro di un emendamento dipietrista. "Il fine ultimo di un uomo laico e liberale - scrivono Palagiano e Mura in una nota - è sempre e comunque la libertà: libertà di coscienza, libertà di fede, di critica ed autocritica.
 
A tali principi dovrebbe ispirarsi uno Stato laico nel legiferare in materia di testamento biologico", sostengono. "Se questa legge sarà così approvata - concludono i due esponenti dell'Idv - si giungerà al paradosso che in Italia sarà obbligatorio firmare il consenso informato per ricevere un trattamento sanitario ordinario mentre sarà obbligatorio ricevere, per legge, un trattamento sanitario straordinario".

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Festa a Milano per i 25 anni della Lilt

Venticinque anni di volontariato Lilt a Milano. Questa sera, alle 18.30 al Mic dello spazio Fiera, la Lega italiana per la lotta contro i tumori festeggia i suoi 742 'angeli' impegnati ogni giorno a combattere al fianco dei malati di cancro. Alla cerimonia è previsto l'intervento del sindaco milanese Letizia Moratti, del presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, dell'assessore alla Famiglia, scuola e politiche sociali Mariolina Moioli, e di Antonio Colombo, presidente della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori (Int) del capoluogo lombardo.  
 
Da un quarto di secolo e più, i volontari collaborano alle diverse attività dell'associazione - sottolinea la Lilt in una nota - e questa occasione vuole essere dedicata totalmente a loro, per ringraziarli e premiarli per l'impegno e l'assiduità dimostrati quotidianamente. D
 
a qui la Giornata del volontario, "un evento speciale rivolto proprio a chi normalmente agisce con discrezione e oggi diventa il vero protagonista". Durante la serata i volontari verranno premiati da Gianni Ravasi, presidente della Sezione provinciale di Milano della Lilt. Verranno inoltre consegnati il Premio testimonial ai maestri Salvatore Accardo e Fabio Vacchi, e il Premio 'Un amico speciale' a Ikea, a Rcs Quotidiani e alla signora Giovanna Giandonati.  Compie 25 anni anche la Scuola di formazione del volontariato in oncologia della Lilt, evidenzia l'onlus. Fondata nel 1984, "ha rappresentato un avvenimento in anticipo sui tempi, introducendo il concetto di formazione, di preparazione, di organizzazione anche nell'ambito del volontariato, e mettendo a punto un modello formativo adottato in seguito da molte organizzazioni".

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Fazio inaugura centro formazione radiologica

Un'iniziativa "buonissima. Mi auguro che queste mura non siano una barriera, ma una casa comune della radiologia che attiri sempre più persone, professionisti di questo settore della medicina impegnati in momenti comuni di formazione". Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, dopo aver tagliato il nastro del nuovo Centro di formazione dell'area radiologica, inaugurato ieri a Roma nello storico Teatro del Cardello. 
 
 Lo spazio, ristrutturato da Sirm (Società italiana di radiologia medica), Airo (Associazione italiana di radioterapia oncologica), Snr (Sindacato nazionale dei radiologi) e Ainr (Associazione italiana neuroradiologia), sarà sede di dibattiti, convegni e corsi di formazione. Nella doppia veste di ministro e di medico nucleare, Fazio ha sostenuto l'importanza di "una casa comune della radiologia e di momenti di formazione condivisi. 
 
Sono qui da radiologo - ha detto - e oltre tutto - ha aggiunto, scherzando con i colleghi 'camici bianchi' presenti nella sala - presto mi trasferirò a vivere da queste parti, così farò davvero casa e bottega". Secondo Fazio "è importante che questo spazio sia aperto a tutte le specialità radiologiche", tanto che "c'è l'intenzione di far confluire anche la medicina nucleare" fra le società coinvolte nell'iniziativa.

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Fazio incoraggia i medici a vaccinarsi

Lo scarso successo della campagna di vaccinazione contro l'influenza A. Ma anche l'atteggiamento di quei camici bianchi che non si vogliono immunizzare e che sconsigliano il vaccino ai loro pazienti. E' il tema dell'incontro, che si è svolto ieri al ministero della Salute, tra il neoministro Ferruccio Fazio e i rappresentanti dei medici, dalla Federazione degli Ordini alle associazioni di categoria, alle società scientifiche. 
 
Durante l'incontro, a quanto si apprende, si è cercato di analizzare lo stato dell'arte della campagna vaccinale contro la pandemia, di valutare gli eventuali errori commessi, ma anche di mettere a punto nuove iniziative per rilanciarla. La Federazione degli Ordini dei medici avrebbe già pronta una bozza di documento, frutto del lavoro di una commissione dedicata al tema, che potrebbe rappresentare la base di partenza del confronto di questa sera. 
 
Ai camici bianchi toccherà anche analizzare ciò che non ha funzionato nella categoria, vista la scarsa adesione del personale sanitario alla vaccinazione. Solo ieri mattina Fazio aveva definito "ingiustificata" la posizione dei medici che non si vaccinano e che sconsigliano i pazienti di farlo.

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In EU ogni due minuti un morto per infortunio

Ogni due minuti una persona muore per infortunio nell'Unione europea, complessivamente un quarto di milione di morti l'anno. E per traumi e avvelenamenti, legati a incidenti o violenza, vengono anche ricoverati circa 7 milioni di europei e 35 milioni arrivano in pronto soccorso nell'arco di un anno 
 
Sono alcuni dati del Rapporto 2009 "Infortuni nell'Unione europea", presentato da Eurosafe, l'associazione europea per la prevenzione degli infortuni e la promozione della sicurezza, e la rete del sistema europeo di sorveglianza degli incidenti "Injury DataBase" (Idb), che in Italia si avvale del coordinamento dell'Istituto superiore di sanità.  Dai dati emerge che a correre maggior rischio di incidenti sono i bambini, i giovani (in particolare adolescenti), gli anziani e i più 'deboli' sulla strada, ovvero pedoni e ciclisti. Si registra, inoltre, una forte differenza nei tassi di mortalità tra i Paesi dell'Unione: più di 100.000 persone ogni anno potrebbero essere salvate ogni anno se ciascuno dei 27 Paesi membri riducesse il proprio tasso di mortalità per infortuni al livello minimo osservato tra i paesi più 'virtuosi'. 
 
E la riduzione generale degli incidenti - tre quarti dei quali avvengono nel tempo libero e in casa - porterebbe effetti positivi anche sull'economia, visto che ogni anno vengono spesi in Ue almeno 15 miliardi di euro per il solo trattamento ospedaliero dei ricoverati per infortunio. Il Rapporto - basato sui dati 2005/2007 - mostra un particolare calo della mortalità, negli ultimi anni, per incidenti stradali, grazie anche al programma comunitario di prevenzione che tutti i paesi dell'Unione stanno attuando. In diminuzione anche le morti per incidente sul lavoro. Mentre per gli infortuni domestici e del tempo libero il trend presenta invece solo una modesta riduzione, indice di una difficile capacità di controllo del fenomeno.  
 
I dati sugli incidenti e la violenza - si spiega sul sito dell'Iss - possono essere ottenuti da diverse fonti, come i rapporti di polizia, quelli dei servizi di emergenza non sanitaria (tipo vigili del fuoco) e i dati assicurativi. Sfortunatamente queste fonti sono frammentarie e spesso incomplete.

Al contrario, i dati ospedalieri restano la fonte informativa più attendibile sugli infortuni, specialmente per quelli più gravi che normalmente vengono trattati nei servizi di emergenza e nei reparti ospedalieri. Tredici Paesi dell'Unione, tra cui l'Italia, tramite l'Istituto superiore di sanità e la rete di ospedali che collaborano sul tema, stanno raccogliendo dati sugli infortuni, secondo un formato comune europeo, nei servizi di emergenza ospedaliera. Dati conservati e diffusi dalla Direzione generale salute pubblica della Commissione europea. A oggi circa 350.000 accessi all'anno in pronto soccorso ospedaliero vengono registrati dal'Idb, consentendo di avere informazioni sul luogo e sulle circostanze dell'incidente, nonché sui prodotti, come in caso di avvelenamento, che ne sono responsabili.

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15 dicembre 2009

Tumore al seno: soia riduce mortalità e recidive

L'introduzione nella dieta di prodotti alimentari a base di soia ridurrebbe il rischio di morte e recidive in donne affette da carcinoma mammario. La conferma arriva da Shanghai Breast Cancer Survival Study, un ampio studio pubblicato su Jama che ha finalmente fatto chiarezza sulle proprietà anticancerogene degli isoflavonoidi, una classe di fitoestrogeni, oggetto di precedente controversia. 
 
L'indagine, conclusasi in giungo 2009, ha previsto il reclutamento di oltre 5.000 donne, di età compresa tra 20 e 74 anni, a cui tra marzo 2002 e aprile 2006 era stato diagnosticato un tumore alla mammella. In sintesi, elevati consumi di soia sono apparsi associati a una minore incidenza di mortalità e di recidive, rispetto a consumi più bassi (hazard ratio = 0,71 e 0,68, rispettivamente). In aggiunta, il tasso di mortalità e di recidive a quattro anni è risultato di 10,3% e 7,4% e di 11,2% e 8,0%, per assunzioni elevate e basse di soia, rispettivamente. 
 
Questa correlazione inversa è evidente per tumori con recettori estrogeno-positivi ed estrogeno-negativi e si riscontra sia nelle donne trattate sia in quelle non trattate con tamoxifene. (L.A.)

Jama 2009;302(22):2437-2443

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Fazio ministro, ha giurato al Quirinale

Ieri mattina, al Palazzo del Quirinale, ha prestato giuramento nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il nuovo ministro della Salute, senatore Ferruccio Fazio
 
Erano presenti, in qualità di testimoni, il segretario generale della Presidenza della Repubblica, consigliere di Stato Donato Marra, e il consigliere militare del Presidente della Repubblica, generale Rolando Mosca Moschini. Era presente il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta
 
Subito prima della cerimonia del giuramento, Napolitano aveva firmato, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il decreto di nomina di Ferruccio Fazio a ministro della Salute, nonché il decreto relativo al senatore Maurizio Sacconi, ministro in carica fino al momento della nomina di Fazio, che assume la denominazione di ministro del Lavoro e delle Politiche sociali.

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14 dicembre 2009

Ok a metadone anche su oncologici non ospedalizzati

La somministrazione di metadone può essere considerata un trattamento di prima o seconda linea sicuro ed efficace per il dolore associato al cancro, anche nei pazienti non ospedalizzati. È quanto sottolineano gli autori di uno studio apparso di recente su Cancer. 
 
Eduardo Bruera e collaboratori dell'University of Texas M. D. Anderson Cancer Center di Houston hanno confrontato l'effetto del metadone sulla condizioni dolorose di 89 pazienti oncologici "naive" agli oppiodi (primo gruppo) e in 100 individui che sono stati fatti passare al trattamento con questo oppiode sintetico a partire da un differente terapia antidolorifica (secondo gruppo). 
 
L'età media dei pazienti era di 60 anni e le dosi giornaliere medie di metadone, utilizzate in due momenti successivi (F1, F2), erano 10 e 15 mg (F1); 10 e 18 mg (F2) per il primo e il secondo gruppo, rispettivamente. La percentuale di successo, in termini di controllo del dolore, nei pazienti iniziati al metadone e in quelli convertiti è stata del 92% e 84%, rispettivamente. Costipazione e nausea sono gli unici effetti collaterali registrati in seguito all'impiego di metadone. (L.A.)

Cancer. 2009 Nov 18.

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Via libera ad antipneumococcico Wyeth

Via libera dall'Emea alla commercializzazione nei Paesi europei del vaccino coniugato Prevenar 13, per la prevenzione delle malattie pneumococciche in età pediatrica. Lo ha annunciato ieri la Wyeth Lederle (ora parte di Pfizer Inc.). Il vaccino è indicato nell'immunizzazione attiva per la prevenzione delle patologie invasive, polmonite, otite media, causate dai 13 sierotipi di streptococcus pneumoniae nei neonati e bambini dalle 6 settimane ai 5 anni. La Commissione per la valutazione dei farmaci per uso umano (Chmp) dell'agenzia del farmaco europea aveva già espresso parere favorevole, raccomandandone la commercializzazione, a settembre. 
 
"Prevenar 13 (vaccino pneumococcico polisaccaridico coniugato 13valente, ad-sorbito), evoluzione di Prevenar - vaccino di riferimento nella prevenzione di patologie pneumococciche in neonati e bambini, che è già disponibile in oltre 100 Paesi con oltre 300 milioni di dosi distribuite - fornirà la più ampia copertura sierotipica rispetto a qualsiasi altro vaccino pneumococcico coniugato, con 6 sierotipi addizionali rispetto al Prevenar", si legge in una nota. 
 
"Garantendo la copertura sierotipica più ampia, Prevenar 13 è candidato ad avere un significativo impatto socio-sanitario ed economico grazie alla riduzione di seri rischi associati alle patologie pneumococciche che minacciano la salute pubblica", dice Emilio Emini, vice presidente per la ricerca sui vaccini di Pfizer Inc. L'autorizzazione di Prevenar 13 da parte della Commissione europea si è basata su un programma clinico di 13 studi clinici di fase III (alcuni dei quali condotti in Italia). Prevenar 13 - ricorda l'azienda - è l'unico vaccino pneumococcico coniugato, dopo Prevenar, ad avere ricevuto, lo scorso 18 novembre, parere favorevole dall'americana Food and Drug Administration (Fda) all'immissione in commercio negli Stati Uniti. L'autorizzazione definitiva è attesa per il 30 dicembre.

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Di Virgilio, su biotestamento saremo in armonia

"E' una legge con una grande valenza etica, ma non una legge religiosa. Credo che la divisione tra finiani e non finiani debba cadere" alla luce "dei miei emendamenti al testo base, che vanno a tutto beneficio dei cittadini". Il relatore del ddl sul biotestamento a Montecitorio, Domenico Di Virgilio, si mostra ottimista sul cammino del provvedimento alla Camera dei Deputati, e sulla possibilità di ricomporre le divisioni sul testo emerse tra le fila del Pdl, partendo dai dubbi manifestati dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dagli uomini a lui più vicini. Incalzato dai giornalisti a margine del convegno capitolino dal titolo 'Testamento biologico: menzogne e verità', Di Virgilio è fiducioso sul consenso che potrebbero raccogliere le sue proposte di modifiche al ddl. "Senza peccare di presunzione mi sembrano emendamenti migliorativi - afferma - e che possono essere considerati trasversali ai diversi schieramenti". In particolare, il relatore del testo sottolinea l'emendamento "in cui si dà la possibilità di sospendere idratazione e alimentazione artificiali quanto non hanno più motivo di esistere", ovvero quando il medico, "in condizioni si scienza e coscienza", accerta lo stato terminale per il paziente. Una proposta di modifica, tuttavia, che non cambia la posizione della maggioranza sui casi come quello di Eluana Englaro. "Con questa legge - precisa Di Virgilio - la ragazza non sarebbe morta. Il suo, infatti, era un caso di disabilità grave, e questa non può diventare una discriminante per decidere se una vita vada o meno vissuta".

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Cgil medici, formalizzare proroga per certificati online

Formalizzare subito, con una "circolare esplicativa", la proroga per l'avvio del sistema di trasmissione dei certificati medici all'Inps per il settore del pubblico impiego. Lo chiedono Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, e Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici medicina generale. "Domani (oggi ndr) 15 dicembre, come in un primo tempo affermato dal ministro Brunetta e pubblicato fin dal 9 novembre sul sito del ministero per la Pubblica amministrazione - ricordano - sarebbe dovuto essere operativo il nuovo sistema di trasmissione dei certificati medici all'Inps per il settore del pubblico impiego. Il ministro, con nuovi annunci, avrebbe però posticipato di alcuni mesi il sistema. Una saggia decisione, da noi da tempo richiesta, che chiediamo venga subito formalizzata con una circolare esplicativa, per non alimentare la confusione che si sta creando tra i medici e nelle pubbliche amministrazioni", si legge in una nota.

"Il certificato di malattia online - spiegano i due sindacalisti - è un obiettivo che condividiamo, a tutela dei lavoratori, ma da attivare con un realistico percorso condiviso e non con annunci, minacce o punizioni. Smettiamola con la propaganda e lavoriamo fattivamente, prevedendo una proroga per il tempo necessario. I medici sono privi della necessaria strumentazione e formazione, ma rischiano di perdere il lavoro per reiterata inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione. Il ministro cambi il suo decreto e modifichi, per il rilascio del certificato, l'obbligo di acquisizione da parte del medico di dati clinici direttamente constatati e oggettivamente documentati, pena la perdita del lavoro e la radiazione dall'albo, multe e carcere. Aumenterebbero gli esami impropri, a danno della sanità pubblica e dei lavoratori, senza peraltro poter obiettivare alcunché in diverse patologie, dalle emicranie alle coliche".

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Smi, su certificati medici serve chiarezza

Sui certificati medici trasmessi all'Inps serve chiarezza. Anche il Sindacato dei medici italiani (Smi) si associa alla richiesta della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) di prorogare il trasferimento all'Istituto di previdenza delle competenze per le certificazioni di malattia per i pubblici dipendenti, almeno fino a quando non ci sarà "un'interpretazione più precisa ed efficace della nuova normativa" . E lo Smi coglie anche l'occasione per ricordare che non si è mai aperta la trattativa per definire le modalità e i compensi della trasmissione online delle certificazioni. "Tutta la categoria deve parlare con una voce sola - dice in una nota Maria Paola Volponi, responsabile nazionale assistenza primaria dello Smi - e chiedere chiarezza su una normativa in cui è definito bene solo il sistema sanzionatorio nei confronti dei medici che certificano le malattie ai lavoratori dipendenti. Con la scusa dell'ottimizzazione della produttività si stabiliscono vincoli difficilmente applicabili. Per esempio: un certificato non può riferirsi a 'dati clinici non direttamente constatati nè oggettivamente documentati'.

E nel caso delle tante patologie senza dati clinici oggettivi come le emicranie, che facciamo?" Una prima conseguenza, secondo la sindacalista, c'è: "si disporranno decine di costosi esami specialistici in modo da poter inviare all'Inps una cartella, a corredo della certificazione di malattia, quanto più completa, così da ridurre le possibilità di incorrere in sanzioni, quelle sì, già ben definite: revoca del rapporto di convenzione o dipendenza con il Ssn, radiazione dall'albo e addirittura il carcere". "Cogliamo l'occasione - continua Volponi - per ricordare che ancora non si ha alcuna certezza sulle modalità di trasmissione online dei certificati. Non vorremmo che la reale intenzione del legislatore sia quella di aggiungere un ulteriore compito ai medici ma a costo zero". Fino ad oggi, sottolinea, "non è stata aperta alcuna trattativa per stabilire le modalità e i compensi per l'invio online delle certificazioni. Ci sembra una prassi quantomeno singolare: è un ritardo grave che pregiudica ulteriormente il lavoro dei medici e aumenta la confusione nella categoria". Per tutte queste ragioni, conclude Volponi, "serve una interpretazione più efficace e precisa della normativa. In attesa di questa nota esplicativa, è opportuno prorogare il trasferimento delle competenze all'Inps". Secondo Volponi "il 'brunettismo' cerca 'fannulloni' e 'complici' dappertutto, ma i medici servono a curare i cittadini e non a scongiurare il malcostume dei dipendenti pubblici più lavativi".

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13 dicembre 2009

In Abruzzo l'Enpam con più stanziamenti

L'Ente di previdenza dei medici, L'Enpam, potrà superare il tetto previsto per le prestazioni assistenziali per interventi straordinari a favore dei camici bianchi abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso. 
 
L'autorizzazione ad aumentare gli stanziamenti permetterà all'Ente di accogliere le maggiori richieste provenienti da medici e odontoiatri delle zone interessate al sisma.  
 
Il Cda della Fondazione Enpam, si legge in una nota, "esprime vivo apprezzamento per la decisione del ministero del Welfare, d'intesa con il covigilante ministero dell'Economia, di dar corso alla delibera adottata dall'Ente nella seduta del 26 giugno 2009, per una deroga al limite del 5% dello stanziamento annuo previsto per le prestazioni assistenziali, limitatamente agli esercizi finanziari 2009 e 2010". Il limite passerà dal 5 all'8%.

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Fimmg, autocertificazione per assenze brevi

Autocertificazione della malattia da parte dei lavoratori, ma solo per brevi periodi di assenza. La Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) ribadisce, attraverso il suo coordinatore nazionale del settore medicina fiscale Inps Alfredo Petrone, la sua proposta per consentire ai pazienti di autocertificare le piccole patologie che costringono ad assenze limitate, sottolineando il disagio dei medici per le nuove norme sui certificati di malattia che prevedono dure sanzioni per i camici bianchi. 
 
Per Petrone è opportuna, come richiesto dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che auspica chiarimenti normativi, "una proroga del trasferimento all'Inps delle competenze sui certificati di malattia per i pubblici dipendenti".  
 
"Il settore Fimmg medicina fiscale Inps - sottolinea Petrone - auspica, inoltre, che nell'ambito della necessaria e prevista riqualificazione professionale della categoria sia data maggiore responsabilità e autonomia ai medici di controllo sia per le prognosi brevi, eventualmente autocertificate dai pazienti, che nella valutazione della certificazione della malattia".

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Anaao, novità sui certificati disagevoli per i medici

Le novità in tema di certificati di malattia che prevedono certificazione di "dati clinici constatati e oggettivamente documentati" creano disagio tra i camici bianchi. Lo conferma il sindacato dei medici ospedalieri Anaao Assomed, che concorda con la posizione già espressa dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) su questo argomento. L'obbligo dei "dati oggettivamente documentati", spiega in una nota il sindacato "rende necessario l'impiego di strumenti e accertamenti diagnostici che comporteranno un grave onere per il servizio sanitario". 
 
L'associazione sindacale contesta anche "lo sproporzionato e grottesco regime sanzionatorio, che equipara la falsa certificazione medica ai reati di maggiore pericolosità sociale, comportando oltre al licenziamento e alla radiazione dall'albo severe pene detentive, rendono le certificazioni un impegno oneroso che viene sottratto all'assistenza dei pazienti". 
 
"Queste norme - continua la nota - sono state ideate dalla Funzione Pubblica solo per i dipendenti pubblici, mentre non a caso non si applicano nelle aziende private, evidentemente consapevoli degli oneri che accertamenti e visite di controllo comportano. 
 
A fronte di un impegno propagandistico profuso in un forsennata campagna mediatica, contro le assenze per malattia si usano strumenti inadeguati, spesso inapplicabili e costosi che ricadono sulla collettività e sulla funzionalità dei servizi. Se esiste una logica in tutto questo, si può riassumere nel principio 'colpirne cento per educarne uno'".

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A Roma il 70° congresso della SIC

Oltre 220 mila italiani morti nel 2006, di cui 124 mila donne. E questo perché le malattie cardiovascolari colpiscono soprattutto i più anziani e in questa fascia d'età il 'gentil sesso' è numericamente superiore rispetto agli uomini. In Italia, insomma, i disturbi a cuore e arterie restano saldi al primo posto tra le cause di morte, dato che sono imputabili a questi problemi quasi 374 decessi ogni 100 mila abitanti. 
 
Per fare il punto sulle ultime novità scientifiche, si è aperto sabato a Roma il 70esimo congresso della Società italiana di cardiologia (Sic). Secondo Paolo Marino, presidente della Sic, in Italia c'è "una situazione preoccupante e in crescita, lo vediamo ogni giorno in corsia, specie nel reparto donne. Vanno in palestra e fanno ogni tanto una dieta che dura lo spazio di un mattino. 
 
L'unica preoccupazione è la linea, non certo il cuore. Fumo, colesterolo, ipertensione, diabete sono un problema, pensano, degli anziani. Gli uomini non sono da meno: calcetto, magari senza allenarsi, jogging nel parco. Tutto qui. I giovani poi che, per definizione, non fanno prevenzione. Anzi - avverte - sembrano mettersi d'impegno per condurre stili di vita 'azzardati'".  Altra questione, quella dei farmaci post-infarto: per Raffaele Bugiardini, coordinatore del congresso, "ci sono terapie valide con medicinali salvavita, ma che tardano a essere utilizzate in Italia nella pratica clinica. 
 
Non è una questione di economia, perché la spesa per questi salvavita è bassa. I cittadini devono essere informati che, nonostante il Servizio sanitario nazionale spenda circa il 10% del Pil per la sanità, non sempre ricevono le cure che l'evidenza scientifica avrebbe suggerito".

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Accordo su riparto fondi regionali 2010

Intesa raggiunta venerdì mattina all'alba tra le Regioni sul Fondo sanitario nazionale 2010, una torta di 104,6 miliardi di euro per l'anno ormai alle porte 
 
I criteri fissati da governatori e assessori dopo un intenso tour de force durato due giorni pieni, varranno anche per il 2011 e il 2012, dunque per l'intero triennio coperto dal Patto della Salute. Il documento, dopo l'intesa di massima raggiunta il 23 ottobre, ha ottenuto il via libera definitivo del Governo e delle Regioni la scorsa settimana. 
 
Ora giunge l'accordo sul riparto, che fissa le risorse da distribuire per ogni singola Regione. "Dopo un intenso lavoro e le molte difficoltà superate, la Conferenza delle Regioni con grande senso di responsabilità ha raggiunto l'accordo sul riparto del fondo sanitario nazionale 2010" ha commentato Vasco Errani, presidente dell'assemblea dei governatori, al termine della Conferenza delle Regioni. 
 
"Questo riparto  l'ennesima dimostrazione del senso istituzionale delle Regioni e della loro volontà di continuare a offrire ai cittadini dei servizi sanitari sempre più appropriati e di qualità", ha aggiunto Errani.

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10 dicembre 2009

Sacconi, cedo il testimone a Fazio

"Nei prossimi giorni passerò finalmente il testimone a Fazio. E' stato un anno e mezzo intenso, e ai critici dell'integrazione" del dicastero della Salute con quello del Lavoro e delle Politiche sociali "anche adesso dico che quelle competenze potevano tranquillamente convivere". 
 
Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nel corso del suo intervento alla presentazione della Relazione sullo stato sanitario del Paese, consacra ufficialmente il viceministro della Salute Ferruccio Fazio come prossimo ministro, dopo lo "spacchettamento" del dicastero della Salute pubblicato nelle settimane scorse in Gazzetta Ufficiale. 
 
Lo spacchettamento è stato, secondo Sacconi, dovuto a "esigenze di massa critica che hanno imposto la ricostituzione del dicastero". L'intervento del ministro nell'incontro in corso a Roma suona come un vero e proprio congedo, nel corso del quale Sacconi ha ringraziato tutti gli attori della sanità italiana, nonché il viceministro e gli altri due sottosegretari.

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Sui certificati Fimmg concorda con Fnomceo

"Ci uniamo alla richiesta del presidente della Fnomceo", su una proroga per il trasferimento all'Inps delle competenze sui certificati di malattia per i pubblici dipendenti. "Invitiamo, comunque e sempre, i medici a uno scrupoloso rispetto delle norme, anche deontologiche, che regolano la certificazione di malattia". 
 
Lo dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, la Federazione dei medici di famiglia, sottolineando "il perfetto accordo che ha caratterizzato il lavoro del sindacato e della Federazione in questi mesi". "I medici di famiglia - sottolinea in una nota Milillo - esprimono tutta la loro preoccupazione per una situazione normativa che, se non chiarita, potrebbe creare gravi disagi agli assistiti e rischi per i professionisti. Una proroga del trasferimento delle competenze all'Inps è quindi indispensabile. 
 
Proponiamo inoltre nuovamente l'autocertificazione del cittadino per brevi periodi di assenza dal lavoro: sarebbe una parziale soluzione al problema delle certificazioni e un importante segnale di deburocratizzazione dell'attività del medico". Per quanto riguarda la trasmissione online del certificato di malattia, Milillo assicura collaborazione. "Ma chiediamo al ministro Brunetta - conclude - di poterlo fare in un clima di serenità professionale".

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Certificati all'Inps, la Fnomceo chiede una proroga

Una proroga per il trasferimento all'Inps delle competenze sui certificati di malattia per i pubblici dipendenti, così come previsto dal recente decreto legge sull'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico. Lo chiede la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) in una lettera inviata ieri al ministri della Funzione Pubblica Renato Brunetta, del Welfare Maurizio Sacconi, e al viceministro della Salute Ferruccio Fazio, "per segnalare il disagio dei medici nel dare piena attuazione alla nuova normativa sulle certificazioni di malattia per i pubblici dipendenti", si legge in una nota.  
 
Un disagio che nasce, in primo luogo, dalla necessità di un chiarimento interpretativo di quella parte della norma nella quale si dispone che le certificazioni non possano riferirsi a 'dati clinici non direttamente constatati nè oggettivamente documentati", e che, secondo i medici, si rifletterà in una seria difficoltà per i cittadini nell'ottenere i certificati di malattia. E i camici bianchi sono anche preoccupati per le gravi sanzioni previste - dalla radiazione alla revoca di rapporto di dipendenza o convenzione con il Ssn, sino al carcere - a fronte anche delle incertezze applicative della normativa. Per molte patologie (le emicranie o alcune lombalgie per esempio), infatti, non esistono dati clinici obiettivi, mentre altre (una tra tutte la cefalea) possono essersi manifestate senza aver lasciato postumi rilevabili al momento della visita. Il medico rischia di trovarsi nell'impossibilità di certificare o di farlo dopo complicati e costosi comportamenti difensivi. Questi problemi potrebbero essere al momento 'elusi', "perché, non vigendo l'obbligo di riportare la diagnosi sul certificato, non viene effettuata una valutazione dei contenuti". 
 
Ma "con il previsto passaggio delle competenze all'Inps, la certificazione, telematica o cartacea, dovrà essere inviata corredata della relativa diagnosi all'Istituto assicuratore e sottoposta a formale valutazione di merito". La Federazione degli Ordini si dice "pienamente disponibile a collaborare per un chiarimento della situazione ed evitare disagi agli assistiti e disservizi amministrativi". E "in attesa di una puntuale ed efficace regolamentazione applicativa della materia - si legge nella lettera - si sollecita una proroga per l'attuazione del trasferimento delle competenze all'Inps".

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Fp-Cgil fiduciosa sul rinnovo 2008-09

Si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel della trattativa per il rinnovo del contratto della dirigenza medico-veterinaria del Ssn, relativo al secondo biennio economico 2008-2009. "Nell'incontro di questa mattina (ieri ndr) all'Aran è stata ipotizzata la chiusura della trattativa per gennaio. 
 
Al momento, però, è solo un'ipotesi". A riferirlo all'ADNKRONOS SALUTE è Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp-Cgil medici, presente all'incontro. L'accordo sulla parte strettamente economica dovrebbe chiudersi sulla base dell'aumento fissato per il pubblico impiego, pari al 3,2%. Per l'esattezza, l'aumento mensile dovrebbe essere di 179 euro lordi. Al centro dell'incontro di questa mattina c'è stata però la questione delle sanzioni disciplinari, dopo l'emanazione di norme nazionali in materia, inserite nella riforma Brunetta sul pubblico impiego. 
 
"L'Aran - spiega Cozza - ci ha consegnato un testo base ma, dal momento che questa è una materia molto complessa, si è deciso di istituire una commissione tecnica, che avrà il compito di adattare le norme più 'generali' ai medici. La commissione si riunirà prima di Natale, il 15 e il 21 dicembre".

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CIMO, avanti piano sul contratto

Passo in avanti nelle trattative per il rinnovo del contratto del secondo biennio della dirigenza medico-veterinaria del Ssn, anche se restano da approfondire alcuni aspetti economici e normativi rilevanti 
 
Lo ha detto il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi, presente alla riunione di ieri mattina all'Aran per il rinnovo del contratto della dirigenza medico-veterinaria del Ssn, relativo al secondo biennio economico 2008-2009. "L'istituzione di un tavolo tecnico che recepisca il riconoscimento della specificità medica in tema disciplinare - spiega Cassi in una nota - è un segnale di attenzione alla peculiarità della categoria che risponde alle nostre richieste. 
 
Rimangono però - aggiunge - da approfondire altri aspetti economici e normativi rilevanti, quali la rivalutazione dell'indennità di esclusività, la distribuzione degli aumenti e dello 0,8% regionale che richiedono un esame delle proposte concrete prima di poter esprimere una valutazione". Secondo il presidente della Cimo, il prossimo incontro del 21 dicembre "sarà decisivo per capire se esista la possibilità di arrivare a una firma subito dopo le feste di Natale".

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09 dicembre 2009

Usa, senatori democratici concordi su riforma

Il capogruppo democratico al Senato americano, Harry Reid, ha annunciato il raggiungimento di un "ampio accordo" sulla riforma sanitaria che potrebbe portare all'approvazione in Aula del provvedimento, fortemente voluto dal presidente Barack Obama
 
L'intesa, raggiunta all'interno di un gruppo di dieci senatori, punta a risolvere la disputa sulla "public option", ovvero l'assicurazione sanitaria offerta dal governo, alla quale si oppongono alcuni democratici moderati. Reid non è entrato nei dettagli, ma secondo l'intesa si farà ricorso alla public option solo se le assicurazioni private non raggiungeranno certi criteri. 
 
Dati gli equilibri al Senato, servono i voti di tutti i 60 democratici per l'approvazione della legge. L'intesa è stata raggiunta dopo che i senatori hanno bocciato con 54 voti contro 45 un controverso emendamento presentato dai repubblicani, che avrebbe vietato a chi riceve aiuti federali per l'assicurazione sanitaria di accedere ad assicurazioni private che coprono anche l'interruzione di gravidanza.

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Fazio, più ricerca su cause disturbi alimentari

"Occorre fare più ricerca sui meccanismi che causano i disturbi alimentari, dal mangiare compulsivo al rifiuto del cibo". Lo ha affermato il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, partecipando ieri a Roma alla presentazione del libro 'I disturbi del comportamento alimentare' a cura di Eolo Parodi e Antonino De Lorenzo, nella sede dell'Enpam (Ente nazionale previdenza medici e odontoiatri). 
 
"Si tratta di meccanismi di cui si sa ancora poco - ha proseguito Fazio - ma che sono probabilmente legati a un'alterazione della trasmissione nervosa, in particolare dei recettori oppioidi, deputati al sistema della ricompensa". Nell'insorgenza di queste patologie sembra poi avere un ruolo "la serotonina, che scatena anche patologie dell'umore come la depressione. Sono fenomeni che andrebbero studiati meglio e che dovrebbero avere la priorità". 
 
Per il problema dell'assistenza ai malati di anoressia e bulimia, "dobbiamo procedere con una revisione, non una rivoluzione - ha detto Fazio - del sistema dei dipartimenti per la salute mentale, soprattutto per arrivare a una maggiore omogeneità nel Paese, e dare un ruolo centrale al medico di medicina generale che deve essere in grado di riconoscere, anche precocemente, i disturbi del comportamento alimentare", ha concluso.

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Regioni a lavoro per riparto fondo 2010

Le Regioni sono a lavoro, nella sede dell'assemblea dei governatori di via Parigi a Roma, per il riparto del Fondo sanitario nazionale 2010, che per l'anno ormai alle porte ammonta a 106,2 miliardi di euro. Un appuntamento decisivo, perché le regole che verranno fissate in queste ore per ripartire la 'torta' della Sanità varranno anche per il 2011 e il 2012, ovvero per l'intero triennio regolato dal nuovo Patto della salute. 
 
Il documento, dopo l'intesa di massima con il Governo raggiunta il 23 ottobre, ha avuto il via libera definitivo giovedì scorso, spianando definitivamente la strada alla Finanziaria in Commissione Bilancio di Montecitorio. In queste ore si apre dunque la partita del riparto, unico punto all'ordine del giorno della riunione straordinaria delle Conferenza delle Regioni. 
 
Al centro del dibattito anche i contenuti del documento presentato la scorsa settimana dalle Regioni del Meridione capitanate dalla Puglia, ritirato per non ostacolare il raggiungimento dell'intesa con l'Esecutivo. Nel documento i governatori del Sud, ad eccezione dell'Abruzzo, chiedevano più garanzie anche in vista delle regole stringenti e severe previste dal Patto per le Regioni con i conti in rosso. 
 
Tra i nuovi 'paletti', anche l'aumento dell'Irap (+0,15%) e dell'addizionale Irpef (0,30%) per quelle Regioni con piani di rientro insufficienti o inesistenti. Ottimista per il raggiungimento di un'intesa sul riparto, il leader dei governatori Vasco Errani. "Sono certo - aveva auspicato nei giorni scorsi - che anche in questo caso saprà prevalere il senso di responsabilità, unitarietà e solidarietà che ha fino ad oggi contraddistinto l'azione delle Regioni".

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Cimo: su contratto servono norme ad hoc

"I medici chiedono norme 'ad hoc' per la categoria, che tengano conto della specificità della loro professione". Parola di Riccardo Cassi, presidente nazionale Cimo-Asmd, alla vigilia della ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto dei medici e dei veterinari del Ssn per il biennio economico 2008-2009. 
 
"L'Aran - sottolinea in una nota Cassi - dovrà presentare ai sindacati medici una proposta di applicazione della riforma Brunetta che non sia la fotocopia dei contratti della dirigenza dei ministeri e degli enti locali. La riunione di domani (oggi ndr) - aggiunge - sarà l'occasione per verificare la volontà della parte pubblica di chiudere rapidamente il secondo biennio". 
 
Tra i temi in discussione ci sono la rivalutazione dell'indennità di esclusività e degli incarichi di alta professionalità. "La Cimo - ribadisce Cassi - chiede un contratto che valorizzi chi mette la propria capacità e il proprio impegno professionale".

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Anaao, nuovo Patto salute non consente ottimismo

La firma del Patto per la salute 2010-1012 tra Governo e Regioni mette fine a una lunga stagione di conflitto istituzionale, ma la crescente sperequazione tra Regioni ricche e povere, tra Regioni virtuose e in deficit, non consente un facile ottimismo 
 
E' il giudizio dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Servizio sanitario nazionale. "Il maggiore finanziamento nel triennio 2010-2012, che accoglie solo in parte la richiesta delle Regioni, ma non risolve il problema ormai cronico della differenza tra stima del fabbisogno ed effettiva spesa sanitaria, spingerà - spiega l'Anaao - molte Regioni a fare ricorso ancora una volta a tagli indiscriminati delle voci di spesa, con il risultato che molti cittadini vedranno messe in discussione la stessa erogazione delle prestazioni essenziali".
 
E ancora, secondo l'Anaao, "il rafforzamento dei Piani di rientro per le Regioni in deficit determinerà nuovi aumenti delle aliquote Irap e Irpef destinati a pesare ulteriormente sia sul sistema produttivo sia sulle spalle degli incolpevoli cittadini di quelle Regioni dove i ritardi o i malaffari della politica hanno procurato profonde ferite nel sistema sanitario regionale". A preoccupare l'Anaao, anche il taglio dei letti e la chiusura dei piccoli ospedali. 
 
"La riduzione del numero di posti letto per acuti (3,3 per mille abitanti), destinato a produrre un ulteriore taglio di 9.800 posti letto, non fa che accrescere preoccupazioni di fronte al ritardo della riorganizzazione della rete ospedaliera. E' facile prevedere che in molte Regioni questo provocherà un vuoto assistenziale nel quale saranno risucchiate le fasce di popolazione più deboli, gli anziani, i malati cronici, i portatori di polipatologie".

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06 dicembre 2009

Muscoli potenti proteggono da demenza

La forza muscolare risulterebbe correlata al rischio di sviluppare Alzheimer e declino cognitivo lieve in individui anziani. Si tratta dei risultati di uno studio prospettico osservazionale apparso su Archives of Neurology che ha considerato oltre 900 persone senza segni di alterazioni cognitive al momento del reclutamento. 
 
La forza, misurata a livello di nove gruppi muscolari delle braccia e delle gambe e dei muscoli assiali, è stata poi espressa attraverso un indice composito. In sintesi, al termine del follow-up durato 3,6 anni, 138 persone hanno sviluppato la malattia di Alzheimer e dopo le opportune correzioni per età, sesso e livello di educazione, ogni incremento unitario nella potenza muscolare è risultato associato a un decremento del 43% del rischio di demenza senile (hazard ratio= 0,57). 
 
Questa correlazione continua a risultare significativa anche dopo specifici aggiustamenti per indice di massa corporea, attività fisica, funzione polmonare, fattori di rischio vascolare, patologie cardiovascolari e livelli di apolipoproteina E4. Infine, aumenti nella forza muscolare sono apparsi associati anche a decremento del rischio di declino cognitivo lieve, condizione patologica che precorre l'Alzheimer (hazard ratio= 0,67). (L.A.)

Archives of Neurology 2009, 66, 11, 1339-1344

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Promettente vaccino contro il tumore prostatico

Il primo trial umano di un vaccino contro il tumore alla prostata si è rivelato in grado di stimolare in modo sicuro una risposta immunitaria utile in chiave anti tumore. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Clincal Cancer Research, nella quale il vaccino, che consiste di un comune vettore adenovirale, è stato testato a differenti dosaggi e con diverse modalità di somministrazione. 
 
Nello studio sono stati arruolati 32 pazienti (età media 71 anni, Psa medio 128 ng/mL), con metastasi avanzate e resistenza alle terapie, sia di prima che di seconda linea. Ciascun soggetto ha ricevuto una dose di vaccino e la maggior parte è stata seguita fino a un anno dalla somministrazione  per valutare tossicità, risposte immunitarie, modifiche nel tempo di raddoppio del Psa e sopravvivenza. La metà dei soggetti ha ricevuto il vaccino in sospensione acquosa o in una matrice collagenica Gelfoam. 
 
Il vaccino si è rivelato sicuro a tutte le dosi e in tutte le somministrazioni. In più è stata riscontrata una buona risposta immunitaria, con una risposta T-cell mediata nel 77% dei pazienti. Infine il 48% dei pazienti ha aumentato il tempo di raddoppio del Psa e il 55% dei pazienti è sopravvissuto più a lungo di quanto previsto dal nomogramma di Halabi. Un risultato promettente, anche se rimane da stabilire la rilevanza clinica del vaccino, perché precisa il responsabile della ricerca "il numero di pazienti è troppo ristretto per evocare qualsiasi rilievo statistico definitivo". Sarà questo l'obiettivo del trial di fase II. (M.M.)

Clin Cancer Res December 1, 2009 15:7375-7380

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La medicina territoriale diventa digitale

Offrire ai medici di famiglia servizi e consulenza a supporto del processo di digitalizzazione dell'assistenza sanitaria territoriale. È l'obiettivo della partnership tra Engineering e Ds Medica presentata nelle settimane scorse ad Arezzo nel corso dell'edizione 2009 del Forum sul Risk Management in Sanità. 
 
Grazie a tale intesa le due aziende potranno proporre ai medici delle Cure primarie un portafoglio integrato di soluzioni imperniato da una parte sui prodotti informatici di DS Medica - che con la Cartella Clinica Bracco, impiegata da oltre 18mila utenti, rappresenta uno dei primi operatori di mercato per i servizi ICT per medici di Medicina generale e pediatri di libera scelta - e dall'altra sulle competenze e soluzioni del gruppo Engineering, presente in oltre il 60% delle aziende sanitarie italiane con prodotti proprietari, consulenza e servizi IT, e attivo in numerosi progetti di Fascicolo Sanitario Elettronico.
 
"La nuova realtà" si legge in una nota congiunta "sarà in grado di offrire centralità e visibilità al ruolo del medico di famiglia, partendo dai numerosi progetti di sanità elettronica oggi avviati in Italia e incentrati sull'utilizzo del FSE, fattore critico di successo per la realizzazione della continuità assistenziale".

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Nuove scorte di vaccino anti-H1N1 alle Regioni

E' cominciata venerdì la settima distribuzione alle Regioni e Province autonome di vaccini contro il virus dell'influenza A H1N1. Saranno complessivamente altre 2.393.000 dosi, in flaconi multidose. Lo riferisce il bollettino quotidiano del ministero del Welfare sulla pandemia.  
 
Al termine di questa distribuzione, prevista per l'8 dicembre, le dosi consegnate alle Regioni e Province Autonome a partire dal 12 ottobre saranno 7.423.851, per raggiungere entro la fine di dicembre circa 10 milioni di dosi. E' infatti prevista una ulteriore consegna, dal 18 dicembre, di circa altre 2.600.000 dosi. Intanto nella settimana dal 23 al 29 novembre sono state somministrate 116.510 dosi di vaccino. Dall'inizio della campagna vaccinale, complessivamente sono state somministrate, per le categorie considerate prioritarie per la prima fase della vaccinazione, 611.425 prime dosi e 1.666 seconde dosi. 
 
Gli operatori sanitari e sociosanitari che si sono vaccinati sono 146.129, pari al 14,1% del totale. Vaccinate, inoltre, 18.807 donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (copertura stimata pari al 10,8% ), mentre alle persone di età compresa tra 6 mesi e 65 anni con condizioni di rischio sono state somministrate 381.716 dosi (9%).

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Sacconi: Ru486 non in day hospital

La pillola abortiva Ru486 va somministrata, secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in ricovero ospedaliero ordinario e non in day hospital. Alcune Regioni stanno pensando a questa seconda via, dice, ma "stiamo cercando di evitare ogni contenzioso e di chiarire in modo inequivoco quali sono i modi per rispettare la legge dello Stato". 
 
E' il monito del ministro, intervistato questa mattina da Maurizio Belpietro nella rubrica 'La telefonata' durante la trasmissione 'Mattino 5'. Sacconi ribadisce la presenza di "un margine di ambiguità" nella delibera con cui l'Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato il 30 luglio scorso l'immissione in commercio della pillola Ru486, delibera che il Cda dell'Aifa ha deciso di mantenere invariata nonostante le richieste del Governo. "A nostro avviso - ricorda il ministro - c'è un solo modo, perché il processo farmacologico abortivo sia compatibile con la legge 194 sull'interruzione di gravidanza: il ricovero ospedaliero ordinario. 
 
La delibera dell'Aifa dice che tutto deve svolgersi sotto controllo sanitario ospedaliero, quindi sembra intendere la stessa cosa. Ma qualche Regione - precisa - ha già dichiarato che vorrebbe risolvere la cosa anche con la forma del day hospital, che a nostro avviso non corrisponde alle esigenze di salute della donna per un processo che non è semplice", bensì "molto complesso" e che "può dare luogo a molte complicanze", ripete.

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Uil, firma del Patto aiuti progresso sui contratti

L'intesa Stato-Regioni sul Patto della salute rappresenta "un risultato importante per il Paese e nel complesso lo giudichiamo positivamente. Ci auguriamo però che queste risorse abbiano anche un riflesso positivo sui contratti, sia per l'applicazione di quelli già sottoscritti sia per il rinnovo di quelli in scadenza che si trovano in una situazione di stallo contro la quale abbiamo reagito proclamando lo stato di agitazione in tutto il Paese". Lo sostiene Giovanni Torluccio, segretario generale della Uil-Fpl. Il sindacato apprezza "lo spirito di responsabilità e gli sforzi fatti da Governo e Regioni per concludere una difficile trattativa che permette lo sblocco di risorse aggiuntive per continuare a garantire livelli efficienti e di qualità per la gestione del Servizio sanitario nazionale", ma auspica anche riflessi positivi sul fronte contratti. 
 
"Sul versante delle misure di razionalizzazione e di risanamento che il Patto impone - prosegue Torluccio in una nota - la nostra preoccupazione è soprattutto per come esse verranno attuate. Tagli e ristrutturazioni, laddove necessari, non possono essere indiscriminati, ma mirati alle reali esigenze territoriali e in un settore come il nostro, caratterizzato da note carenza di personale, più che prevedere riduzioni, bisogna pensare maggiormente alla riqualificazione dei lavoratori e ad un'allocazione più adeguata delle loro professionalità". 
 
A fronte della previsione delle 'super' addizionali Irpef e Irap alle Regioni in rosso, conclude il segretario generale, "la responsabilizzazione delle Regioni in materia di bilancio nel settore della sanità diventa impellente. Non è più possibile tollerare sprechi, sperperi e gestioni economiche non oculate, in quanto ciò ricadrebbe ancora una volta sulle tasche dei cittadini e dei lavoratori che in questo momento non hanno di certo bisogno di ulteriori balzelli".

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Il Patto è una vittoria per SSN e cittadini

Una grande soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto dell'impegno costante delle Regioni che hanno da subito scelto la via della responsabilizzazione e della sostenibilità per il governo della spesa sanitaria 

Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commenta l'intesa raggiunta nella Conferenza Stato-Regioni sul Patto per la Salute 2010-2012, nonché il recepimento di tutte le questioni di natura finanziaria contenute nell'intesa e inserite nell'emendamento alla Finanziaria 2010 presentato dal Governo. "Sono stati riaffermati e condivisi - assicura il leader dei governatori - i principi che hanno ispirato l'azione della Conferenza delle Regioni per difendere il diritto alla salute e per garantire qualità ed equità delle prestazioni sanitarie. E' una vittoria delle Regioni per il Servizio sanitario nazionale e per i cittadini". Sul fronte dei finanziamenti per il Ssn, "sono stati confermati - spiega Errani - i livelli finanziari condivisi con la sigla dei principi per il Patto per la Salute del 23 ottobre scorso: 106.164 milioni di euro per il 2010, 108.603 per il 2011 e 111.544 milioni di euro per il 2012. Ha prevalso quindi la linea della ragionevolezza e della sostenibilità finanziaria. Non poteva essere diversamente rispetto all'esigenza di garantire i livelli essenziali di assistenza in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Se si considerano le proposte finanziarie inizialmente previste per gli anni 2010 e 2011, con incrementi vicini allo zero - afferma richiamando le proposte iniziali dell'Esecutivo - si comprende l'importanza dei passi in avanti compiuti".     "Adesso - ricorda Errani - ci attende un altro appuntamento importante, quello relativo al riparto del Fondo 2010, ma sono certo che anche in questo caso saprà prevalere il senso di responsabilità, unitarietà e solidarietà che ha fino ad oggi contraddistinto l'azione delle Regioni". "Per quanto riguarda infine le relazioni con il Governo - conclude il leader dei governatori - seguiremo con attenzione il dibattito in Parlamento relativo alla Finanziaria, e attendiamo che arrivi quanto prima in Conferenza Stato-Regioni il Dpcm sui nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea), così come attendiamo - come ribadito dal Governo in più occasioni, da ultimo ieri dal ministro Fitto in sede di Stato-Regioni - lo sblocco da parte del Cipe dei Piani attuativi regionali (Par) legati alla quota regionale del Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas)".

03 dicembre 2009

Nuovo metodo italiano per valutare la cirrosi

Mano a mano che la cirrosi epatica diventa più grave, la permeabilità dell'intestino aumenta. E lo fa in maniera misurabile. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori del Dipartimento di medicina interna e dell'Istituto di medicina nucleare dell'università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, coordinato da Antonio Gasbarrini, docente di terapia medica. La scoperta rappresenta un importante passo in avanti per diminuire la mortalità dei pazienti nelle condizioni più gravi e avanzate della malattia. Nel fegato di un paziente cirrotico - spiega una nota dell'università - si formano strutture simili a cicatrici che hanno l'effetto di rendere più difficoltosa la circolazione del sangue e dunque aumentare la pressione venosa della vena porta, che arriva direttamente dai capillari dall'intestino. Dall'intestino, che è lungo più di sei metri e ha una superficie ampia, perché a causa della sua funzione è frastagliato e pieno di rughe, si dipartono infatti moltissimi capillari. Ed è proprio a livello dei capillari che, a causa dell'aumento della pressione, aumenta la permeabilità che provoca il passaggio nel sangue di frammenti della flora batterica presente nell'intestino. Fenomeno chiamato 'traslocazione batterica'.

"I batteri intestinali - sottolinea Gasbarrini - hanno una funzione molto importante perché addestrano il nostro sistema immunitario e facilitano il processo metabolico. Ma sono batteri molto speciali: più del 70% di essi non si possono coltivare fuori da quell'ambiente molto estremo. Ed è proprio per questo che è fondamentale poter misurare il livello di permeabilità intestinale, un'alterazione che causa traslocazione batterica ed è associata al peggioramento della cirrosi epatica". I ricercatori sono riusciti a misurare la permeabilità grazie alla medicina molecolare. Ai pazienti sono state somministrate per bocca compresse di una molecola, l'EDTA, marcata con cromo-51. Per dimensioni, questa molecola non dovrebbe attraversare la parete intestinale, ma se la permeabilità è aumentata, anche questa molecola riesce a penetrare nell'organismo e finisce nelle urine".

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Fazio, H1N1 in discesa clamorosa

Quello che possiamo definire il primo picco" della nuova influenza "è in discesa clamorosa". Il calo dei casi si registra "in tutte le Regioni, fatta eccezione per Sardegna e Friuli, dove probabilmente i contagi scenderanno già dalle prossime settimane". Lo spiega il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, lasciando la Conferenza-Stato Regioni.

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Firmata ordinanza per vaccino a over 65 malati cronici

"Ho firmato oggi (ieri ndr) un'ordinanza per estendere la vaccinazione" per contrastare la nuova influenza "agli over 65 con malattie croniche".

Lo spiega il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, a margine della riunione della Conferenza Stato-Regioni dove è stata appena raggiunta l'intesa sul Patto della Salute 2010-2012.

"Da oggi - aggiunge il viceministro - c'è inoltre il via libera per vaccinare i bambini e i ragazzi dai sei mesi ai 17 anni". Finora "abbiamo vaccinato oltre 600 mila persone", conclude Fazio facendo il punto sulla campagna vaccinale.

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Col nuovo Patto moltissime Regioni commissariate

"Con le regole contenute nel nuovo Patto della Salute", che oggi (ieri ndr) dovrebbe raggiungere l'intesa definitiva tra Governo e Regioni, "tutte le Regioni verrebbero commissariate entro uno o massimo due anni. 
 
Solo quattro si salverebbero" dalle scure, ovvero "Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto". 
 
Lo spiega, a margine della Conferenza delle Regioni, l'assessore alla Sanità della Puglia Tommaso Fiore, riportando "le proiezione fatte sui costi attuali della sanità".

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Intesa Stato-Regioni su Patto salute

E' stata approvata l'intesa su Patto per la Salute tra Governo e Regioni. L'emendamento che farà confluire il Patto nella legge finanziaria è stato presentato ieri pomeriggio in Commissione bilancio alla Camera. La conferma arriva dal viceministro all'Economia Giuseppe Vegas 
 
L'emendamento alla Manovra contenente il Patto della Salute è dunque in arrivo a Montecitorio, dove è fortemente atteso perché da esso dipende, indirettamente, la copertura di altre misure presentate dal Governo e tuttora ferme in Commissione Bilancio. "L'approvazione del Patto della Salute - sottolinea il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, lasciando la Conferenza Stato-Regioni - è il risultato di un lavoro molto intenso", che ha cercato di trovare la quadra "tra esigenze differenti. 
 
Abbiamo mediato su molti punti - assicura - su alcuni abbiamo trovato un compromesso". Sul 'nodo' della farmaceutica, uno dei più controversi nel confronto tra Governo e Regioni, ogni dubbio "verrà chiarito - assicura Fitto - da un tavolo tecnico che affronterà rapidamente la questione". E sui dubbi in questione avanzati dalle Regioni, che speravano in una proroga dello sconto sulla farmaceutica, dal valore di 800 mln di euro, che al momento non hanno ottenuto, "le risorse - assicura Fitto - ci sono: non c'è alcun problema in tal senso".

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02 dicembre 2009

Simeu, ok a telecamere ma rispettando la privacy

"Installare telecamere di controllo nei pronto soccorso degli ospedali potrebbe essere una buona idea. A patto però di salvaguardare la privacy dei cittadini". Parola di Fernando Schiraldi, presidente della Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza (Simeu), che commenta così la proposta lanciata dal presidente dell'Ordine dei medici di Napoli e segretario nazionale della Fnomceo, Gabriele Peperoni, contro le aggressioni ai medici e agli operatori sanitari.
 
"L'installazione di questi strumenti - spiega Schiraldi all'ADNKRONOS SALUTE - può essere un corretto sistema di protezione. Però il suo campo d'azione dovrebbe limitarsi alla sala d'attesa del pronto soccorso. Non oltre. Inoltre, sempre nel rispetto della privacy, bisognerebbe avvisare i pazienti e gli accompagnatori che quell'area è sottoposta a videosorveglianza. La soluzione migliore - conclude Schiraldi - è comunque quella di creare un clima più collaborativo tra utenti e operatori".

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Fnomceo, telecamere in PS e sulle ambulanze

Non solo in banca o nei supermercati. Avanza l'idea di installare telecamere di sorveglianza anche negli ospedali e sulle ambulanze. A proporla è il segretario nazionale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Gabriele Peperoni, che è anche presidente dell'Ordine dei medici di Napoli. "Una città - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - dove le aggressioni ai medici e agli infermieri dei pronto soccorso sono quotidiane. Soprattutto da parte dei parenti e degli accompagnatori del paziente". Purtroppo questi episodi si registrano in tutta Italia, non solo a Napoli. 
 
"Quello degli attacchi agli operatori sanitari - spiega Peperoni - è un problema nazionale. Anche se credo che nel Centro-Sud sia più accentuato. Si corrono gravi rischi soprattutto nei pronto soccorso, che sono la porta di accesso naturale da parte del cittadino bisognoso di cure. Ecco perché ritengo che installare strumenti di videosorveglianza all'ingresso di questi locali, magari utilizzando i fondi ex articolo 20 per l'edilizia sanitaria possa essere una buona soluzione. 
 
Uno strumento utile ad allontanare almeno i balordi. Così come credo che sia una buona idea quella di posizionare una piccola telecamera anche sull'esterno del portellone posteriore delle ambulanze. In modo da avere un quadro più chiaro dello scenario, prima di aprire il mezzo e scendere con la lettiga". "Qualunque progetto teso a garantire più sicurezza agli operatori sanitari è ben accetto - sottolinea il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco - Installare telecamere va quindi bene, a patto di tutelare la privacy dei cittadini", precisa.

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Fazio, 2,400 mld l'anno di risorse aggiuntive

"In un periodo di crisi il Governo non solo non ha penalizzato la sanità, ma l'ha incentivata, aggiungendo mediamente 2.400 milioni l'anno. Sono queste le cifre, tutto compreso, come si può leggere nei dati del Patto della salute". A dirlo è il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, che, a margine della presentazione a Roma del Rapporto dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), ha sostenuto che la sanità è l'unico settore della Pubblica amministrazione incentivato. 
 
"Il nostro, in Europa, è uno dei pochissimi Paesi - ha detto Fazio - che ha aumentato le risorse per la sanità e che, pur avendo un sistema già efficiente, ha un piano per ridurre quella che è ancora l'unica grande criticità del sistema sanitario, ovvero le differenze tra Regione e Regione". Il nostro Paese "si sta avviando a superare la crisi, meglio degli altri", ha detto Fazio sottolineando di averlo verificato nella riunione di ieri a Bruxelles con i ministri della salute dell'Unione. "Non siamo quelli messi peggio. La crisi - conclude - ci obbliga, comunque, a essere coerenti con le linee di programmazione economica".

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Aiop, italiani promuovono qualità ospedali

Gli italiani promuovono gli ospedali della penisola. E' piuttosto alto, infatti il livello di soddisfazione degli utenti che si sono rivolti alle strutture ospedaliere negli ultimi dodici mesi: si considera infatti "molto o abbastanza soddisfatto" l'87,5% di chi ha utilizzato le strutture pubbliche e il 93% dei ricoverati in quelle private accreditate. Lo indicano i dati del settimo Rapporto annuale dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), "Ospedali e Salute 2009", messo a punto dalla società Ermeneia e presentato ieri mattina a Roma. 
 
Il giudizio positivo è leggermente più debole se si misura attraverso il consiglio dato ad altri di rivolgersi alla stessa struttura, che arriva dal 77,3% quando si tratta di una struttura pubblica e l'86,2% per il privato accreditato. In generale il giudizio sugli ospedali italiani è 'molto o abbastanza positivo' per il 64,5% (pubblico) e l'80,2% (privato accreditato) Meno della metà di chi si è rivolto agli ospedali nell'ultimo anno, infine, definisce 'migliorati o abbastanza migliorati' i servizi offerti: il 43,5% per gli ospedali pubblici e 48,7% per i privati accreditati.

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Pochi ricoverati si sentono "al centro" delle cure

L'ospedale non è ancora a misura di paziente. Solo l'8,6% degli italiani, infatti, si sente davvero come fulcro delle attività dei sanitari

Il 40% ha questa sensazione solo alcune volte, il 19,2% "appena un po'", il 31,4% mai. L'indice è puntato, nella maggior parte dei casi, sulla qualità dei rapporti umani e sugli atteggiamenti degli operatori. E' il quadro che emerge dal settimo Rapporto annuale dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), "Ospedali e Salute 2009", messo a punto dalla società Ermeneia e presentato ieri mattina a Roma. Secondo il campione, rappresentativo della popolazione italiana, il paziente non si sente 'protagonista' in corsia soprattutto - per il 65-70% del campione - a causa di una "non adeguata passione professionale del personale", "della sensazione di dar fastidio agli operatori" e dell'organizzazione. Il 60-70% del campione, invece, dà la colpa alla scarsa umanizzazione, alla difficoltà di avere informazioni, al disorientamento rispetto alla complessità dell'ospedale, alle procedure del dopo ricovero. Per una percentuale di pazienti, infine, che va dal 45% al 56% conta anche l'ospitalità: la tenuta della stanza, la scelta del menu, l'insicurezza sulle proprie cose personali, gli orari di visita. Gli italiani concordano, infine, sulla necessità di lavorare per migliorare il rapporto tra ospedale e territorio.

Quasi l'80% sarebbe favorevole a 'pacchetti di accompagnamento' del paziente all'uscita dell'ospedale, al 75% piacerebbe uno sportello unico nelle strutture di medicina territoriale per seguire il post-ricovero, e il 72% gradirebbe un più intenso legame tra medico di famiglia e ospedale.

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01 dicembre 2009

Smi, medici fulcro della Sanità del futuro

"La sanità del futuro, moderna, aziendale ed efficiente, si costruisce puntando sui medici, non marginalizzandoli". E' quanto ha dichiarato Salvo Calì, segretario nazionale dello Smi (Sindacato medici italiani), nel corso del Consiglio nazionale del sindacato che si è tenuto a Napoli. L'assise è stata aperta dal presidente Giuseppe Del Barone, che ha tracciato un bilancio positivo dell'attività dello Smi e indicato le prossime battaglie per il rilancio del protagonismo della categoria. 
 
"Serve - ha spiegato - maggior attenzione ai giovani. Se non facciamo una corretta previsione del fabbisogno dei medici per il nostro Ssn, fra qualche anno saremo costretti dai molti pensionamenti, a importare camici bianchi da altri Paesi. Altro nodo da affrontare è la reale valorizzazione del territorio e dei professionisti che vi operano, soprattutto dopo l'ultima sciagurata convenzione di medicina generale, prevedendo un adeguato stanziamento di risorse per il settore. Serve, per esempio, un alleggerimento della pressione fiscale, a partire dall'iniquo pagamento dell'Irap. Ma soprattutto si devono riaprire le trattative per il rinnovo della convenzione". 
 
Calì, seguendo la stessa linea ha ribadito: "C'è ancora - ha detto - una scarsa o cattiva attenzione alla sanità, o meglio c'è una sensibilità solo ad alcuni aspetti del nostro Ssn: se ne parla solo per i costi oppure per i presunti casi di malasanità o di inefficienza. Dietro alle scelte del binomio Brunetta-Tremonti è pervasivo questo pregiudizio. A ciò dobbiamo aggiungere la logica pseudo federalista di molti governatori delle Regioni che usano la sanità come terreno di conquista. Meritocrazia poca, ingerenza dei partiti molta, aziendalizzazione sempre di meno, risorse ridotte e leggi punitive sull'onda del dipendente pubblico 'fannullone'. Il quadro - ha concluso Calì - non è dei migliori, la futura legge sul governo clinico è un banco di prova importante".

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Marino, Italia ultima in UE per spesa in ricerca

"Il Governo continua a tagliare fondi per la ricerca, in questo settore il nostro Paese è all'ultimo posto in Europa". A denunciarlo è il senatore Pd Ignazio Marino, intervenuto ad un evento organizzato in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids all'ospedale San Giovanni di Roma. "Eravamo d'accordo con gli altri Paesi - ricorda il senatore - per destinare il 3% del prodotto interno lordo alla ricerca, ma tutto questo non è stato fatto". 
 
Marino ammette che "anche il Governo di centrosinistra non ha incentivato particolarmente la ricerca", ma negli ultimi anni la situazione è, se possibile, peggiorata. "Prima eravamo all'1,1% - sintetizza - ora siamo passati allo 0,9%. Numeri che fanno dell'Italia l'ultimo Paese europeo in questo settore: la Svezia destina alla ricerca il 4,5% del proprio Pil, la Finlandia il 3,5%, e tutti gli altri Paesi dell'Europa continentale superano il 2,5%". 
 
 L'"amarezza" di Marino si acuisce alla luce dell'ultimo emendamento presentato dal Governo per le 'grandi opere', "con un investimento di 460 milioni di euro per il ponte di Messina. In giornate come queste che ci ricordano l'importanza della prevenzione di malattie come l'Aids, dobbiamo sottolineare anche la necessità del sostegno alla ricerca che può combattere queste patologie. Facciamo parte del G8 - conclude - e dobbiamo avere un atteggiamento responsabile nei confronti dei Paesi in via di sviluppo".

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Influenza A, tre milioni al giorno al telefono con il MMG

Sono circa tre milioni al giorno le telefonate ricevute nell'ultima settimana dai medici di famiglia italiani per richieste di consigli e informazioni sull'influenza A. E' quanto emerge da un'intervista telematica effettuata dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) su un campione di oltre 1.300 medici di famiglia. 
 
Nell'ultima settimana i camici bianchi hanno inoltre registrato un aumento del circa 20% delle visite rispetto all'ultima settimana di ottobre, in calo però rispetto al picco del 40% registrato due settimane fa, quando l'influenza era al suo apice. "I dati emersi dalla nostra intervista telematica rispecchiano l'andamento della pandemia influenzale registrato da Influnet - sottolinea il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - accanto alle visite in studio e a domicilio c'è un massiccio impegno dei medici di famiglia nel fornire informazioni e consigli telefonici.
 
Le tre milioni di telefonate in studio al giorno, che corrispondono grossomodo anche al numero delle visite in studio e domiciliari, testimoniano l'impegno e l'autorevolezza della medicina di famiglia nella quotidianità".

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H1N1: Fazio vaccino anche a over65 a rischio

Già nella prossima riunione dell'unita' di crisi sull'influenza A, in programma giovedì prossimo, il governo potrebbe decidere di estendere la vaccinazione anche agli adulti sopra i 65 anni con patologie. Lo ha annunciato il viceministro per la Salute Ferruccio Fazio, che si trova a Bruxelles per partecipare a un Consiglio Ue con i colleghi dei Ventisette. "Nella prossima unità di crisi che avremo giovedì -ha detto Fazio- andremo a estendere la vaccinazione da subito per bambini da 6 mesi a 17 anni e possibilmente agli adulti con patologie a rischio oltre i 65 anni". Il viceministro ha spiegato che sarà materia di ordinanza "in quanto si tratta di inserire una categoria prioritaria in più" rispetto a quelle già stabilite. "L'orientamento dell'unità di crisi è questa - ha affermato Fazio a Bruxelles - ci siamo dati una settimana di riflessione per prendere una decisione ponderata e arrivare già con un'ordinanza pronta". Comunque, ha ribadito il viceministro, "vorrei anticipare che con ogni probabilità questa decisione verrà ufficializzata all'unità di crisi giovedì".

Fazio ha spiegato che la decisione di includere anche questa fascia dipende da due aspetti. Primo: "che si è visto che la proporzione di persone sopra i 65 anni che si ammala di H1N1 è lievemente superiore a quel 3% che si era pensato inizialmente". Secondo, ha detto ancora il viceministro, "si è visto che gli adulti e gli anziani potenzialmente sono più soggetti a influenze di tipo grave, come avviene anche per l'influenza stagionale". A questi due elementi, ha concluso Fazio, "si associa il fatto che, con la possibilità di avere una sola dose (come deciso dall'Ue per due dei tre vaccini n.d.r.), noi abbiamo ampia disponibilità in questo momento di vaccini".

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Fnomceo, prudenza nei processi mediatici ai medici

Chiedo alla magistratura di produrre presto e bene quelle verità dovute al giovane Cucchi. Chiedo però che tutto questo avvenga nel rispetto per i medici e i professionisti dell'ospedale 'Sandro Pertini' quali espressione di tutti i camici bianchi del nostro Paese che, in contesti difficilissimi, si assumono ogni giorno quelle grandi responsabilità 

E' quanto afferma il presidente della Federazione nazionale dell'Ordine dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, sul caso di Stefano Cucchi, morto in seguito all'arresto per detenzione di stupefacenti. Una vicenda in cui sono indagati anche tre medici dell'ospedale romano. "Quando una persona muore in modo imprevisto in una struttura sanitaria - sottolinea Bianco in una nota - la ricerca rigorosa delle eventuali responsabilità non costituisce solo un atto dovuto di giustizia. Rappresenta anche un atto concreto di solidarietà e di autentica partecipazione al dolore della famiglia. Questo principio di civiltà vale sempre, dovunque e per tutti, quindi anche per Cucchi ricoverato e deceduto in modo inatteso nel reparto ospedaliero carcerario del Sandro Pertini di Roma".

Per il numero uno della Fnomceo, però, "sempre più spesso accade che, in un contesto caratterizzato da evidenze preliminari e livelli emotivi comprensibilmente altissimi, il processo mediatico sconfini dai suoi ambiti evocando sospetti e pregiudizi su tutto e su tutti e questo sta oggettivamente accadendo in questi giorni, sull'ospedale Pertini e sui suoi professionisti e, perché no, su tutta la sanità e i professionisti del Lazio e dell'intero Paese. In questo caso e in ogni altra occasione simile, non vogliamo né fermare né ostacolare la ricerca delle eventuali responsabilità. Vogliamo invece arginare questa deriva che erode il rapporto di fiducia tra i cittadini e i professionisti e le istituzioni sanitarie e che demotiva i medici e tutti gli operatori sospingendoli nelle inutili e pericolose trincee della medicina difensiva".

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