Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

28 gennaio 2010

Arteriopatia obliterante, monito da Pandora

Il 22% degli italiani a rischio cardiovascolare moderato soffre di Arteriopatia obliterante periferica (Aop). Una percentuale di casi che sfuggirebbe alla diagnosi, non sentendosi minimamente in pericolo, quando invece un paziente con Pad presenta lo stesso livello di rischio di un post-infartuato.

Sono i risultati dello studio Pandora, una ricerca internazionale condotta in sei paesi europei (Italia, Belgio, Olanda, Svizzera, Grecia e Francia) che ha visto il nostro Paese protagonista grazie all'impegno di Fimmg/Metis, in grado di coinvolgere circa 300 medici di Medicina generale su tutto il territorio nazionale.
Obiettivo della ricerca, presentata ieri a Roma, era di valutare la prevalenza dell'Aop in pazienti con rischio cardiovascolare moderato, senza diagnosi di patologie cardiovascolari né diabete. In Italia è stato arruolato il maggior numero di pazienti: 5.290 soggetti (49,97% sul totale) cui è stato rilevato l'Abi (indice pressorio caviglia/braccio).

"Lo Studio ha permesso di rilevare che quasi il 18% della popolazione europea con soffre di Aop. Una percentuale che sale purtroppo al 22% in Italia" sottolinea Donatella Alesso, responsabile divisione formazione Fimmg/Metis. "Se una persona, che secondo gli altri parametri di identificazione del rischio, come per esempio i livelli di colesterolo, sarebbe candidata a una semplice prevenzione dietologica e comportamentale, ha una Aop anche asintomatica, il rischio che corre di essere colpita da un evento cardiovascolare anche mortale è addirittura pari a quello di chi ha subito un infarto del miocardio e quindi va trattata in modo più aggressivo".

Etichette:

Fazio: la bioetica italiana è postmoderna

La bioetica in Italia è pre-moderna? "Post-moderna, anche. Mi vengono in mente quei film di fantascienza che mischiano alieni, viaggi nel tempo. E sono tutti in costume medievale". Si concede una battuta il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervistato dall'Espresso in edicola oggi. 
 
Il ministro fa un bilancio della sua attività e dei 'nodi' più caldi per il suo dicastero, tra lotta alla pandemia influenzale, gestione dei vaccini inutilizzati, piani di rientro delle Regioni con i conti in rosso. Alla domanda sulla mancata delega alla bioetica, Fazio replica sereno che "è stata una decisione del Consiglio dei ministri", e che si tratta di una decisione "per me rispettabilissima". 
 
Un atteggiamento legato forse al fatto "che lei è un uomo moderno e in questo Paese la bioetica è pre-moderna?", si chiede l'intervistatrice. "Post-moderna anche", ribatte il ministro.

Etichette:

Grandi manovre intorno all'ECM

La 'torta' dell'Ecm, l'educazione continua in medicina, fa gola a molti. "In pochi giorni già più di 100 provider hanno fatto domanda. Tutti verranno valutati e controllati". Parola di Fulvio Moirano, direttore dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali che gestisce l'Ecm. 
 
"A giorni - ha spiegato Moirano all'ADNKRONOS SALUTE, martedì a Roma a margine del II Convegno 'Donne medico nella sanità pubblica' - uscirà il decreto ministeriale che regola la partita". Il provvedimento interviene anche "sulla questione del conflitto di interessi dell'industria", assicura il manager. "
 
Penso che spingendo la formazione si possa fare qualcosa di buono per la sanità pubblica", ha aggiunto Moirano, convinto che occorra incentivare e motivare gli operatori sulla base delle specifiche capacità e competenze. "L'anzianità non è una colpa - conclude con un sorriso - ma non può essere l'unico criterio di progressione della carriera" nel Ssn.

Etichette:

MMG in prima linea per proteggere i cuori

Medici di famiglia per individuare e prevenire il rischio cardiovascolare degli italiani. E come ricorda Giacomo Milillo, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), "con lo studio 'Pandora' confermiamo l'efficacia della medicina d'iniziativa da parte della medicina generale che, partecipando attivamente a ricerche cliniche internazionali, può dare un contributo importante anche alla razionalizzazione delle risorse in Sanità", sottolinea. 
 
"Sappiamo - ha detto Milillo ieri a Roma, durante la presentazione dello studio epidemiologico condotto in sei Paesi europei tra cui l'Italia - di dover passare da una medicina tutta centrata sull'attesa dell'evento a una medicina che vada a ricercare attivamente un elemento predittivo, come può essere un alterato indice pressorio caviglia/braccio (Abi), che insieme ad altri elementi di indagine può farci correre ai ripari prima che un grave evento cardiovascolare si verifichi. 
 
La capacità di medicina d'iniziativa può essere potenziata dall'utilizzo di tecnologie di facile impiego come il doppler che viene impiegato per rilevare l'Abi". "Certo, oltre all'impegno dei medici di famiglia è importante che si accompagni un cambiamento a livello dell'organizzazione sanitaria nel nostro Paese - ha concluso Milillo - non si può pensare che i medici sostengano con le proprie sole forze il peso di un simile cambiamento. E' necessario che i medici siano messi in condizione di praticare sempre di più la medicina d'iniziativa e che, quindi, non vengano lasciati soli ma che si possa creare una nuova organizzazione del servizio, che veda al fianco del medico di famiglia altro personale, sia di segreteria sia infermieristico o socio-sanitario per la gestione ottimale dei pazienti".

Etichette:

Al via le trattative per la nuova convenzione

Riparte oggi la trattativa per il rinnovo della convenzione di medicina generale per il biennio economico 2008 -2009. I sindacati di categoria si incontreranno con la parte pubblica alla Sisac, l'ente delegato alla contrattazione 
 
Una "buona notizia", secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fpc Cgil Medici, e Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil medici medicina generale, che chiedono però una "reale volontà di un rinnovo celere". Il che significa "riconoscere a livello nazionale gli arretrati del 2008 e 2009, nella stessa misura riconosciuta alla dirigenza". Per i due sindacalisti, infatti, i problemi da affrontare sono notevoli. 
 
"Il comitato di settore - ricordano - è in scadenza, visto che elezioni regionali sono alle porte e le problematiche poste nell'Atto di indirizzo, a partire dal nuovo assetto organizzativo della medicina generale, richiederebbero una lunga e complessa trattativa a livello nazionale e una ulteriore definizione attraverso accordi regionali. Si pensi che l'ultimo rinnovo ha richiesto due anni per scrivere solo sei articoli e che le relative trattative regionali sono quasi tutte ancora da iniziare. Una vera riorganizzazione del settore la chiediamo da anni, e finalmente sembra che tutti (anche l'Atto di indirizzo) la ritengano indispensabile. Si rischia però di introdurre modifiche che cambiano l'assetto della medicina generale, ma in modo scoordinato e senza una logica complessiva".

"Per non parlare delle risorse dimezzate: invece del 3,2% più lo 0,8% come avviene per la dirigenza, l'incremento è in sostanza del 2%. Infatti dello 0,8% non c'è traccia e al 3,2% è sottratto l'1,2% che è rinviato agli accordi regionali. Cioè, visto il ritmo, alle future generazioni. E come se questo non bastasse, l'informatizzazione con tutte le attività di comunicazione e i flussi informativi, con gli oneri e le attività connesse sono posti tout court sulle spalle dei medici, con la mannaia delle inique sanzioni di Brunetta. 
 
E l'Atto specifica 'senza ricorso a risorse aggiuntive'. Insomma si confonde l'organizzazione, si aggiungono compiti, funzioni, obblighi e si tolgono soldi". Per la Cgil medici tutto questo non sta in piedi. "Chiediamo alle Regioni - concludono Cozza e Preiti - di prendere una direzione chiara senza infingimenti: se vogliono rinnovare le convenzioni prima delle elezioni devono soltanto riconoscere a livello nazionale gli arretrati del 2008 e 2009, nella stessa misura riconosciuta alla dirigenza (3,2% + 0,8%)".

Etichette:

27 gennaio 2010

Guzzanti, Lazio Regione difficile

Considerare la specificità della sanità in una Regione complessa come quella del Lazio. Lo chiede a gran voce Elio Guzzanti, commissario per la sanità laziale, intervenuto ieri a San Macuto all'audizione della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, presieduta da Leoluca Orlando
 
Guzzanti ricorda la presenza di "cinque policlinici universitari nel Lazio, che forniscono il 22% di tutte le lauree triennali d'Italia. E la presenza di 8 Irccs, enti di rilevanza nazionale. Purtroppo la situazione della sanità laziale è storica, è così dalla fine dell'Ottocento, la politica della razionalizzazione va quindi perseguita". Secondo il commissario, "la quota capitale dei fondi destinati alla sanità è stata distribuita con criteri assolutamente non eguali tra le Regioni, in questo modo - conclude - si fa presto ad accumulare debiti". 
 
Sempre in Commissione è stato ascoltato anche Esterino Montino, vicepresidente della Regione Lazio, che ha dichiarato: "c'è un atteggiamento di chiusura da parte del Governo che ci ha portato ad essere creditori di 4 miliardi di euro. In questo modo non si vuole capire che stiamo semplicemente regalando alle banche, noi e le Asl, anticipazioni legate ai mancati trasferimenti. Il risultato è che stiamo mettendo in ginocchio i Comuni". Montino sottolinea anche come recentemente "la Regione Lazio abbia chiesto alla Cassa depositi e prestiti di ricevere una somma di circa 600 milioni di euro. Questa mossa - conclude - è stata però bloccata dal ministero dell'Economia".

Etichette:

Cimo, contratti flessibili e adattabili alla donne

Contratti più flessibili, con possibilità di part-time e un'organizzazione del lavoro che non penalizzi il popolo crescente dei 'camici rosa'. A chiederlo è la Cimo-Asmd, che ha organizzato ieri a Roma il II Convegno 'Donne medico nella sanità pubblica'. In sanità i contratti sono impostati 'al maschile', "con un'organizzazione del lavoro tutta proiettata verso la possibilità di dedicarsi esclusivamente a questo e alla carriera, sfruttando anche occasioni conviviali, ludiche, extra orario di sevizio", sottolinea Itala Corti del coordinamento femminile nazionale Cimo. 
 
Anche perché quest'anno c'è stato il sorpasso fra gli specialisti: "Le donne sono ormai il 63%", prosegue la Corti. "Oggi sono numerose le pediatre, le ginecologhe, le oculiste - dice - Più rare le chirurghe, perché questa disciplina non dà orari, e dunque le poche si dirigono nel privato per poter programmare il lavoro ". La Corti è convinta che le specificità femminili possano arricchire il Servizio sanitario nazionale, "a patto di tenerne davvero conto. 
 
Anche perché le donne medico sembrano meglio in grado di reagire al burnout, forse perché vivono il lavoro in modo meno esclusivo". "Inoltre - le fa eco Riccardo Cassi, presidente nazionale Cimo - vista la presenza crescente delle donne, in futuro queste ultime ricopriranno ruoli finora maschili". Ma la sanità italiana e i contratti sono ancora 'a misura di uomo'. Il sindacato vuole "gestire il cambiamento, anche attraverso l'inclusione nel contratto di sistemi premianti". Ecco perché la Cimo - che ha raddoppiato il numero di donne nel nuovo direttivo - chiede per i 'camici rosa' "non contratti di serie B - come sottolinea la Corti - ma più flessibilità, occasioni di part-time e opportunità di telemedicina, per non costringere le donne a rinunciare alla carriera per i figli".

Etichette:

Fazio, la palliazione sarà realtà

Il Ddl sulle cure palliative "non resterà una legge manifesto", un provvedimento su carta non attuato nella realtà o applicato a macchia di leopardo. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo in Aula al Senato poco prima dell'approvazione del disegno di legge, che torna ora alla Camera. 
 
"E' stato rilevato dall'opposizione, ma anche dalla maggioranza - afferma Fazio - che forse si poteva fare di più. Il Governo accoglie questa richiesta del Parlamento affinché questo provvedimento non resti una legge manifesto. Il Governo si impegna, in sede di Conferenza Stato-Regioni, a garantire la piena attuazione in tutte le Regioni nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (Lea). 
 
E a promuovere, se necessario, la destinazione di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale e, infine, a fare in modo che la Relazione annuale alle Camere non sia un atto formale, ma una reale verifica dell'implementazione delle reti di cure palliative e terapia del dolore nel nostro Paese".

Etichette:

DDL cure palliative licenziato dal Senato

Via libera del Senato, all'unanimità, al Ddl sulle cure palliative e le terapie del dolore. Obiettivo del disegno di legge, creare una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio. Nel provvedimento, che torna alla Camera per l'approvazione definitva, novità per la prescrizione dei farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. Ma su questo punto si sono sollevate le critiche dell'opposizione, a partire da quelle mosse dal presidente della Commissione d'inchiesta sul Ssn Ignazio Marino.
 
 Il testo licenziato da Palazzo Madama, infatti, è più restrittivo rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera, che prevedeva per questi farmaci la possibilità di prescrizione anche attraverso la sola ricetta bianca. Il provvedimento approvato dal Senato prevede che i farmaci antidolore vengano prescritte anche mediante ricettario rosso, quello, per intenderci, in uso anche presso i medici di famiglia. Ma riconosce questa possibilità ai soli medici dipendenti del Ssn, lasciando 'fuori' i camici bianchi che operano all'interno di strutture private.

"Un oncologo di fama internazionale come Umberto Veronesi, per esempio - sintetizza Marino - non potrà prescrivere sul suo ricettario 10 milligrammi di morfina per il suo paziente perché non possiede il ricettario del Servizio sanitario nazionale". A ostacolare la strada, il parere della Commissione Bilancio, che ha sollevato dubbi sulla copertura economica di questo passaggio della misura. Il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la possibilità di trovare una risposta a questa esigenza, dando ad "ogni medico abilitato alla professione - come sottolineato da Marino - la possibilità di prescrivere farmaci per il dolore, come succede d'altronde in altri Paesi. Tra gli altri Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada.
 
E' inaccettabile", a detta dell'esponente del Pd, che ciò non avvenga anche in Italia. Il Senato ha dato inoltre via libera a un ordine del giorno, presentato dai radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, con il quale si potrebbe aprire alla possibilità, finora preclusa, di produrre in Italia farmaci a base di cannabis finora prescrivibili ma acquistabili soltanto grazie all'importazione dall'estero. Il testo sulle cure palliative è stato modificato rispetto a quello che ha ottenuto il via libera della Camera lo scorso 16 settembre, dunque tornerà nell'Aula di Montecitorio in terza lettura.

Etichette:

Incontro Aran-sindacati per il rinnovo

Oggi altro 'round' tra i sindacati medici e l'Aran per il rinnovo del contratto della dirigenza medico-veterinaria del Ssn 
 
L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha infatti convocato i sindacati di categoria. L'appuntamento è fissato per oggi alle 16 a Roma nella sede dell'Aran. All'ordine del giorno dell'incontro la prosecuzione delle trattative per il rinnovo del contratto relativo al secondo biennio economico 2008-2009. Si riparte dopo che l'ultimo incontro tra le parti, il 20 gennaio, ha fatto registrare una battuta d'arresto. La trattativa si è impantanata sul nodo legato alla distribuzione dell'aumento fissato a 179 euro lordi. La ripartizione proposta dall'Aran non è infatti piaciuta ai sindacati.         
 
"Abbiamo rilevato - era stato il commento al termine dell'incontro dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica - che la ripartizione proposta assegnava quasi il 35% dell'incremento medio mensile procapite alle parti variabili della retribuzione, contravvenendo in tal modo alla norma legislativa che esclude i dirigenti del Servizio sanitario nazionale dalla destinazione al salario di risultato del 30% della retribuzione, norma che invece è valida per la restante dirigenza del pubblico impiego".

Etichette:

26 gennaio 2010

Uil, rinnovo privati in attesa da quattro anni

"Accogliamo con piacere le dichiarazioni del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenuto ieri al nostro terzo Congresso nazionale, sull'impegno da parte del Governo di contribuire a risolvere l'annosa vertenza dei rinnovi contrattuali dei lavoratori della sanità privata. I 150.000 lavoratori che operano in questo settore stanno infatti aspettando da oltre 4 anni il loro rinnovo". 
 
Lo ribadisce Giovanni Torluccio, segretario generale della Uil-Fpl. "E' una situazione vergognosa - dice Torluccio - che pesa come un macigno sulle spalle dei lavoratori. In tutti i settori pubblici e privati, grazie alla firma del nuovo modello contrattuale siglato lo scorso aprile, sono stati rinnovati almeno due bienni contrattuali. Non si possono più fare orecchie da mercante. I problemi della ospedalità privata - prosegue il sindacalista - sono stati dimenticati dai soggetti istituzionali, Regioni in primis, che hanno lasciato in questo settore mano libera agli imprenditori di muoversi in spregio delle regole. Primi su tutti, Aris e Aiop, che rifiutano di rinnovare i contratti ai loro dipendenti e che, nel contempo, investono i loro enormi profitti diventando diretti proprietari ed azionisti di testate giornalistiche, equamente ripartite da destra e da sinistra". 
 
Secondo Torluccio, "dopo mesi di lotte e proteste, i primi obiettivi sono stati raggiunti, avendo firmato numerosi pre-contratti nazionali sul contratto collettivo nazionale direttamente con le singole aziende. La resistenza dell'Aiop si sta sgretolando. Le singole aziende e il potere centrale non stanno camminando di pari passo. 
 
Ciò - prosegue Torluccio - è l'ennesima riconferma che la scelta di non rinnovare il contratto di lavoro è solo una forma di ricatto per ottenere dalle Regioni condizioni più favorevoli sugli accrediti, sulle tariffe e sui pacchetti delle prestazioni da fornire al Ssn. Proprio per questo - conclude - continuiamo a chiedere agli assessorati regionali che l'accreditamento alle strutture private venga dato esclusivamente in seguito al rinnovo dei contratti di lavoro nazionali dei propri dipendenti".

Etichette:

Turco, no all'accanimento terapeutico per legge

"Ci auguriamo che oggi (ieri ndr), durante le votazioni della commissione Affari sociali della Camera, ci sia convergenza sul nostro emendamento che corregge l'articolo 3 del Ddl Calabrò" sul testamento biologico "e cancella lo scandalo dell'imposizione per legge dell'accanimento terapeutico". 
 
Lo scrive in una nota Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. "Con gli emendamenti elaborati attraverso una discussione schietta e approfondita nella commissione Affari sociali e nel Direttivo del gruppo - prosegue Turco - a partire dal lavoro svolto al Senato, il Pd intende dare battaglia per cambiare il testo Calabrò e ottenere una legge umana sul fine vita che tenga conto anche del dibattito che c'è stato nel Paese dopo l'approvazione della legge al Senato". 
 
"La scelta fondamentale - aggiunge il 'capo squadra' dei democratici in Commissione - è quella di una 'legge mite' che non sia di ostacolo all'autonomia e responsabilità del medico, che rispetti le scelte del paziente e valorizzi la relazione di fiducia tra paziente, medico, fiduciario e familiari".

Etichette:

Cgil medici, esclusività va valorizzata

"La devastante 'deregulation' della libera professione, già contenuta nel Ddl sul governo clinico in discussione alla Camera e rilanciata ieri dal ministro della Salute, è un gravissimo danno per i medici che credono nel servizio pubblico e per i cittadini che sempre di meno si possono permettere di rivolgersi al privato". Parola di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, che in materia di libera professione non ha dubbi: "va valorizzata". 
 
"E' sbagliato - sottolinea in una nota Cozza - lasciare la possibilità al medico pubblico di poter svolgere la libera professione sia dentro che fuori il Ssn, salvando comunque l'indennità di esclusività. Si tratterebbe di un 'tana libera tutti' a vantaggio di chi vuole centrare la sua attività professionale nel privato, a danno dei medici che vogliono poter svolgere la libera professione intramoenia in modo trasparente negli ospedali e nei servizi territoriali. Un danno per i cittadini che non potranno più avere nel servizio pubblico il luogo delle visite anche in intramoenia, con un centro unico di prenotazione e di pagamento degli onorari, con una chiara e trasparente regolamentazione su tariffe e con un monitoraggio sulle liste di attesa pubblico-privato". 
 
Inoltre per Cozza, estendere l'indennità di esclusività anche al medico pubblico che svolge la libera professione nel privato significa "svuotare la scelta per il Ssn della stragrande maggioranza dei medici (95%), peraltro con un costo aggiuntivo di circa 50 milioni di euro per poter 'regalare' più soldi agli oltre 5.500 medici oggi in extramoenia. Chiediamo pertanto al ministro, al Parlamento e alle Regioni di fermare questa picconata al Ssn. 
 
Si tratterebbe - conclude Cozza - di un tragico errore per la sanità pubblica e di un tradimento per decine di migliaia di medici che credono e vogliono lavorare solo nel servizio pubblico ma con una indennità di esclusività rivalutata e con la possibilità garantita dall'azienda di poter svolgere una trasparente libera professione intramuraria a salvaguardia della qualità del lavoro e delle prestazioni per i cittadini".

Etichette:

H1N1: Oms, nessuna influenza dalle industrie

Le misure di politica sanitarie e le risposte alla pandemia raccomandate in questi mesi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) "non sono state indirizzate impropriamente dall'industria farmaceutica

A respingere nettamente, ancora una volta, "le recenti accuse" mosse nei confronti dell'Oms è Keiji Fukuda, consigliere speciale del Direttore generale dell'Oms per la pandemia influenzale, nel suo discorso preparato in vista della sessione del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia, pubblicato online sul sito dell'Agenzia delle Nazioni Unite. Fukuda sottolinea l'esistenza di misure volte proprio ad assicurare la trasparenza e ad evitare conflitti di interessi con l'industria. L'Oms, insomma, si dice fiduciosa "dell'integrità e della validità scientifica" delle decisioni prese durante la pandemia. Ripercorrendo le tappe della gestione dell'epidemia da H1N1, Fukuda sottolinea che l'Oms ha dichiarato l'inizio della pandemia l'11 giugno scorso, "quando tutti i criteri" venivano rispettati. Inoltre l'Emergency Committee dell'agenzia ha segnalato "all'unanimità" che a giugno tutti i criteri richiesti per dichiarare la pandemia venivano rispettati. E se ora il pericolo maggiore sembra passato, "la pandemia non è cessata", mentre sono stati segnalati oltre 14 mila decessi confermati in laboratorio e collegati al virus. 
 
"Spesso vediamo il numero dei morti confrontato con quelli dell'influenza stagionale, ma così - avverte Fukuda - si confrontano mele con arance: le morti per l'influenza stagionale sono basate su modelli statistici, quelle pandemiche sono confermate una ad una". Infine Fukuda respinge seccamente l'idea che quella legata al virus H1N1 sia stata una pandemia fasulla. 
 
"Quello in corso è un evento scientificamente ben documentato, in cui l'emergenza e la diffusione di un nuovo virus influenzale ha causato un'insolita serie di problemi in tutto il mondo". Non è una questione di definizioni, parole o polemiche. "Dire che la pandemia è falsa - chiosa Fukuda - vuol dire ignorare la storia recente, la scienza, e banalizzare la morte di oltre 14 mila persone nel mondo".

Etichette:

Influenza A, la Novartis nel 2009 fatturato in crescita

La prevista pandemia non è arrivata per la salute, ma per i conti pubblici.

Nonostante l?Italia abbia dosi di vaccino per l?influenza A in eccesso, la Novartis, produttrice del prodotto ha terminato la produzione degli ultimi 14 milioni di dosi ordinati dal nostro governo, ed è pronta per la consegna e hanno anche ragione, sulla base del contratto stipulato con il governo italiano.

Intanto il gruppo svizzero ha chiuso il 2009 con un bilancio da incorniciare, sia in termini di vendite sia in terminali d?utili ovviamente in aumento rispetto al 2008.

Da segnalare che il risultato migliore è stato ottenuto nell?ultimo quadrimestre del 2009 e solo il vaccino per l?influenza A, ha portato oltre un miliardo di dollari d?entrate.

Come dire la pandemia non si è ancora vista, il vaccino per fortuna sì, e ora tocca alla comunità pagarlo, grazie anche a chi quel contratto l?ha firmato.

Etichette:

25 gennaio 2010

Benefici al cuore con meno sale

Modeste riduzioni di sale nella dieta possono contribuire ad abbassare, in maniera sostanziale, l'incidenza di malattie cardiovascolari e, conseguentemente, i costi sanitari. La conferma arriva da uno studio apparso su New England Journal of Medicine, che ha consentito di stabilire che diminuendo di 3 grammi al giorno il contenuto di sodio nella dieta si ridurrebbe annualmente il numero di nuovi casi di patologie coronariche di un valore compreso tra 60 e 120mila. Per quanto riguarda infarto del miocardio e mortalità generale, ogni anno, si registrerebbero tra i 54 e i 99mila e tra i 44 e i 92mila casi in meno, rispettivamente. 
 
E di ciò beneficerebbero tutti. In particolare, le donne andrebbero incontro a minori episodi di ictus; gli anziani a minori eventi coronarici e i giovani a meno decessi. Secondo gli autori, i vantaggi per la salute cardiovascolare derivanti da un minore consumo di sale sarebbero paragonabili a quelli conseguenti a ridotto uso di tabacco, minori casi di obesità e ipercolesterolemia. "Diminuire l'incidenza di problemi cardiovascolari nella popolazione generale attraverso la riduzione dell'apporto dietetico di sale significherebbe, per il sistema sanitario, un notevole risparmio, più conveniente rispetto all'impiego di farmaci antiipertensivi" ha dichiarato Lee Goldman coordinatore dello studio. (L.A.)

N Engl J Med. 2010 Jan 20.

Etichette:

Migliora la comprensione della Huntington

Per la prima volta al mondo è stata descritta una modificazione biologica nella Corea di Huntington, precedente al manifestarsi dei sintomi. La scoperta, ottenuta nel laboratorio di Neurogenetica dell'Irccs Neuromed di Pozzili (Isernia), è pubblicata sul 'Journal of Cellular of Molecular Medicine'. Lo studio mette in evidenza una carenza di un importante fattore di crescita, il Transforming Growth Factor beta1 (TGF-beta1) nelle cellule nervose delle persone portatrici della mutazione genetica responsabile della malattia, prima di ammalarsi. 
 
L'evidenza scientifica è stata anche confermata in modelli sperimentali di laboratorio da quelli animali (sono stati indagati due diversi modelli di topo transgenico che esprimono la malattia di Huntington) a quelli cellulari (cellule nervose derivate da topi transgenici e cellule astrogliali che costituiscono supporto per la sopravvivenza delle cellule nervose). 
 
Inoltre il TGF-beta1 sembra ridotto nel sangue delle persone asintomatiche che hanno eseguito il test e sono risultate positive. I valori più bassi, spiegano i ricercatori in una nota, sono associati ad un ridotto metabolismo del glucosio cerebrale valutato con la Pet, indagine che i pazienti del Neuromed hanno eseguito per ricerca nel passato.

Etichette:

Lo sport non è un (video) gioco

Cattive notizie per gli amanti dello sport 'simulato' tra le mura di casa, davanti alle consolle dei fitness game sempre più gettonati anche in Italia. La nuova bocciatura arriva da uno studio tedesco dell'Istituto per la medicina dello sport dell'università di Muenster, condotto su oltre 40 studenti dell'ateneo. 
 
Gli esercizi virtuali non possono sostituire quelli reali, avvertono i ricercatori. Lo sforzo fatto seguendo i comandi del personal trainer 'invisibile', e l'energia spesa muovendosi come la voce digitale insegna, risultano infatti significativamente minori. Gli studenti reclutati dagli autori si sono cimentati in 4 tipi di sport virtuale alla console, proseguendo ogni attività per 15 minuti e intervallando ciascuna sessione con 20 minuti di riposo. 
 
I ricercatori hanno quindi misurato alcuni parametri 'spia' dei benefici dello sport (la sensazione di sforzo fisico, la frequenza cardiaca, i livelli di lattato), confrontando i dati ottenuti sui 40 studenti con quelli registrati in persone che praticavano realmente gli stessi sport. Ebbene, gli effetti del fitness simulato non erano affatto sovrapponibili a quelli dello sport tradizionale. Solo negli studenti che giocavano a box l'allenamento risultava "fisiologicamente appropriato" e "comunque solo moderato", sottolinea Klaus Voelker, direttore dell'Istituto universitario tedesco. 
 
Il motivo del 'gap' riscontrato tra sport reale e simulato è che i fitness game reagiscono anche a piccoli movimenti, spiega l'esperto. Chi li usa, quindi, finisce per limitare al minimo lo sforzo. Negli esercizi di boxe, ad esempio, non serviva sferrare pugni poderosi. Insomma, per soddisfare il personal trainer virtuale basta 'l'intenzione'.

Etichette:

H1N1, a fine mese chiudono i centri francesi

La Francia si avvia a chiudere i centri per la vaccinazione contro l'influenza A/H1N1, nati per far fronte all'emergenza epidemica e diffusi su tutto il territorio nazionale. A partire dal 30 gennaio le strutture, prese in prestito dagli enti locali non senza polemiche, saranno progressivamente' restituite'. 
 
Lo ha annunciato il ministero della Sanità d'oltralpe. Ma i francesi potranno continuare a vaccinarsi rivolgendosi ai medici di fiducia. Parallelamente alla chiusura della rete d'emergenza, comunque, è prevista l'apertura di nuovi centri integrati agli ospedali che saranno attivati in 100 strutture. 
 
Il Paese, che non ha mai innalzato il livello d'allerta e non ha dichiarato la pandemia, è stato il primo, già nelle scorse settimane, a decretare la fine dell'epidemia, dopo che il numero dei nuovi casi di influenza A è sceso sotto la soglia epidemica.

Etichette:

Nessun pericolo epidemie esotiche da immigrati

Lo spettro di malattie insolite o esotiche portate in Italia da cittadini stranieri irregolari fa paura a qualcuno. Ma secondo un'indagine eseguita a Milano, dietro gli allarmi non c'è un reale motivo di preoccupazione. Insomma, la presenza degli immigrati non espone gli italiani a maggiori rischi di malattie. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Naga - associazione di volontariato che da 22 anni si dedica all'affermazione del diritto alla salute per tutti - in collaborazione con un gruppo di medici di medicina generale di Monza. 
 
Nel mese di ottobre 2009, tutte le diagnosi (974) effettuate su cittadini stranieri irregolari curati presso l'ambulatorio Naga di Milano sono state confrontate con 981 diagnosi relative a pazienti italiani di pari età che si sono rivolti ad ambulatori di medicina generale di Monza. "In ospedale, nelle camere di degenza o nelle sale d'attesa degli ambulatori medici, quando è presente un immigrato sono stato più volte avvicinato da pazienti italiani che, sottovoce, mi hanno chiesto: 'Dottore, non sarà pericoloso? Chissà quali malattie avrà. Chissà quali malattie ci trasmetterà'", racconta Guglielmo Meregalli, medico specialista in pneumologia e in allergologia e volontario del Naga. 
 
"Da richieste di questo tipo è nata l'idea di svolgere un confronto tra le patologie di 'noi' italiani e quelle dei cittadini stranieri irregolari che ogni giorno incontriamo al Naga. Un confronto - dice Meregalli - che ha permesso di raccogliere risultati di estremo interesse e che, ancora una volta, sfatano i pregiudizi più diffusi in questi ambiti". Dai dati raccolti, infatti, "possiamo affermare che complessivamente non ci sono differenze significative circa le patologie riscontrate negli stranieri irregolari e nei pazienti italiani", assicura.

Etichette:

E' morto l'oncologo Gianni Ravasi

E' morto domenica a Milano l'oncologo Gianni Ravasi, presidente da 30 anni della sezione milanese della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt).
 
Ravasi era anche vicepresidente nazionale della Lilt Fin da quando Gianni Ravasi, nel 1980, è approdato al timone dell'associazione, si è battuto in nome della prevenzione contro il cancro, ampliando con i suoi collaboratori l'attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti della popolazione. A dare notizia della sua scomparsa una nota dell'associazione. Ravasi ha ricoperto diversi incarichi nel mondo dell'oncologia milanese, fra cui quello di direttore della Divisione chirurgica toracica all'Istituto tumori (Int) di Milano. Prevenzione e diagnosi precoce: due parole chiave su cui ha incentrato l'attività della Lilt milanese, potenziandone i programmi. Dietro la sua guida l'associazione, si legge nella nota, "è diventata un vero punto di riferimento per la popolazione di Milano e provincia. Trent'anni di presidenza di Ravasi hanno tracciato un segno profondo in quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di condividerne gli ideali". L'oncologo ha lavorato anche sul fronte dell'assistenza ai malati di tumore, mettendo sotto i riflettori la qualità della vita, con una particolare attenzione alle condizioni materiali e psicologiche dei pazienti in fase terminale e dei malati che affrontano lunghi viaggi della speranza.

Etichette:

22 gennaio 2010

Troppi farmaci sbagliati in corsia

Gli errori di prescrizione e di somministrazione dei farmaci non sono così insoliti nemmeno nei reparti ospedalieri di pediatria. Lo dimostra uno studio che ha verificato numero, tipo e incidenza di errori in cinque ospedali dell'area londinese su 2955 ordini di farmaci eseguiti da 10 farmacisti ospedalieri, in un totale di 11 corsie di reparti pediatrici, per 444 pazienti, in 22 settimane di osservazione. 
 
Gli operatori hanno rilevato 391 errori di prescrizione, corrispondente a un tasso generale di errore del 13,2%. L'errore più comune riscontrato era l'incompletezza della prescrizione, a seguire, abbreviazioni inesatte e dosaggio sbagliati. L'altro ambito soggetto a sviste era la somministrazione dei farmaci: 429 errori su 2249 somministrazioni, vale a dire una probabilità del 19,1 di dare al paziente una terapia inadeguata. 
 
In particolare, gli sbagli più comuni si compivano nella preparazione (20,7%), e nella gestione della somministrazione endovenosa. Le ragioni e la portata degli errori rilevati viene demandata a successive indagini da eseguire localmente. (S.Z.)

Arch Dis Child 2010;95:113-118

Etichette:

Prima del parto si può mangiare

Qualora ne avvertano la necessità, le donne devono poter bere e mangiare liberamente durante il travaglio. Lo affermano alcuni ricercatori dell'East London Hospital Complex, University of Fort Hare, South Africa, in una recente Cochrane Review che mette in discussione la convinzione che consumare cibo e bevande prima del parto sia pericoloso per la partoriente. 
 
Per evitare il rischio di gravi danni polmonari dovuti al rigurgito e all'aspirazione di cibo, che possono verificarsi come complicanze dell'anestesia generale, per esempio durante il parto cesareo, nei reparti di maternità è stato, infatti, finora definito un limite a quello che le donne possono mangiare o bere in corso di travaglio. Il nuovo atteggiamento è il frutto della valutazione di cinque studi, riguardanti oltre 3mila donne, i cui risultati dimostrano che assumere alimenti solidi o liquidi, non comporta alcuna conseguenza per la salute della partoriente.
 
"Siccome non esistono evidenze né di benefici né di danni legati all'introduzione di diversi tipi di alimenti solidi e liquidi, la politica del "nulla per bocca" per le donne a basso rischio di complicazione non è giustificata" ha affermato Mandita Singata, principale autore della review. "Per le donne a elevato rischio, saranno tuttavia necessari ulteriori approfondimenti, prima di poter stabilire delle raccomandazioni".

Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 1. Art. No.: CD003930. DOI: 10.1002/14651858.CD003930.pub2.

Etichette:

Fazio, spazi per via libera a body scanner in Italia

"Ritengo che ci siano spazi per dare il via libera ad alcuni di questi body scanner negli aeroporti italiani". Lo dice il ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenendo sulla questione della sicurezza dei dispositivi anti-terrorismo, a margine di un incontro venerdì al ministero per la presentazione del Piano oncologico nazionale 2010-2012. 
 
Un'apertura che arriva dopo le iniziali perplessità dello stesso ministro. "Anche se inizialmente ho detto che occorreva cautela, i dati della Commissione" chiamata a valutare la sicurezza di questi macchinari 'spoglia-passeggeri' "indicano che la strada intrapresa dall'Italia verosimilmente verrà portata avanti, con assoluta tranquillità per i cittadini - sottolinea Fazio - e magari con delle regole". 
 
L'importante "è andare avanti con la massima tranquillità. A brevissimo - assicura - avremo i risultati del lavoro della Commissione, ma - conclude - credo che la direzione sarà quella intrapresa".

Etichette:

Sindacati chiedono approvazione statuto Onaosi

Approvare urgentemente il nuovo statuto Onaosi, l'Opera nazionale per l'assistenza agli orfani dei sanitari italiani. A chiederlo, in una lettera inviata venerdì al ministero dell'Economia, a quello del Lavoro e a quello della Salute, sono i sindacati dei dirigenti medici veterinari e farmacisti del Ssn. 
 
Lo statuto, approvato nel gennaio 2008, è stato nuovamente riapprovato, accogliendo tutte le proposte e le osservazioni pervenute dal ministero del Lavoro, lo scorso maggio 2009. Dopodiché sembra essersi fermato. "Il documento - riferisce all'ADNKRONOS SALUTE il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza - giace in attesa della firma dei ministeri vigilanti. Al momento è fermo al ministero dell'Economia". "Da allora - si legge nella lettera pubblicata sul sito web della Cimo-Asmd - non è pervenuta alcuna osservazione e nemmeno formale approvazione dello statuto stesso. 
 
Questo ritardo rischia di compromettere il rinnovo degli organi statutari che giungono a scadenza il prossimo marzo 2010. L'approvazione dello statuto - sottolineano le organizzazioni sindacali - è un atto indispensabile e preliminare per il varo del successivo regolamento elettorale, anch'esso oggetto di espresso nulla osta da parte del ministero del Lavoro". I sindacati escludono, "in modo assoluto", la possibilità del rinnovo delle cariche secondo il vecchio statuto. "Perché - spiegano - esproprierebbero i contribuenti dal diritto di voto previsto espressamente dalla legge, per eleggere democraticamente gli organi della Fondazione". La lettera è firmata da: Anaao Assomed; Cimo Asmd; Aaroi Emac; Cisl medici; Fp Cgil medici; Uil medici; Fvm; Fassid; Fesmed.

Etichette:

Favo, piano accoglie proposte per malati

Il Piano oncologico presentato al ministero della Salute accoglie tutti i bisogni dei malati di cancro rappresentati nel tempo dalla Favo, la Federazione che raccoglie 500 associazioni di volontariato in oncologia. "Negli ultimi anni abbiamo avanzato numerose richieste a sostegno dei nuovi bisogni e dei diritti dei malati di cancro - ricorda in una nota Francesco De Lorenzo, presidente Favo - Oggi possiamo dire, con nostra piena soddisfazione, che sono state tutte accettate". 
 
De Lorenzo cita il riconoscimento del ruolo del volontario oncologico per la promozione e la realizzazione dei programmi di screening, la comunicazione come strumento fondamentale per umanizzare la cura e parte integrante del percorso terapeutico del malato di cancro, fino all'affermazione di prevedere un tempo dedicato da parte dei medici per la comunicazione e la riconosciuta la necessità di realizzare il Servizio informativo nazionale. Ma anche "la fruibilità del supporto psico-oncologico a tutti i livelli: dalla prevenzione terziaria fino alle cure palliative. Viene riconosciuto, infatti, che la patologia neoplastica può avere profonde ripercussione sulla sfera affettiva, sociale e sessuale sia del paziente che dei suoi familiari. 
 
Così - prosegue - viene prevista l'attivazione per le diverse neoplasie di percorsi psico-oncologici siano essi di supporto o più specificatamente psico-terapeutici". Secondo de Lorenzo, inoltre, "la riabilitazione viene finalmente intesa come investimento per la società piuttosto che come costo sociale. Da non dimenticare - prosegue - anche l'importanza attribuita all'integrazione dell'assistenza intra ed extra ospedaliera del malato anziano attraverso, un approccio multidisciplinare. Dunque - conclude - siamo fermamente determinati a manifestare a tutti i livelli il nostro consenso con l'obiettivo di ottenerne al più presto l'approvazione definitiva".

Etichette:

Fazio, auspico via libera a Ddl cure palliative

Non solo una innovativa prevenzione oncologica, ma anche importanti novità in vista in tema di cure palliative per i malati terminali. 
 
"Domani la legge sulle cure palliative è all'esame del Senato e ci auguriamo che verrà licenziata", ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, presentando a Roma il Piano oncologico nazionale 2010-2012, predisposto dal suo dicastero.

Etichette:

Piano triennale per la prevenzione oncologica

Rinnovare il parco dei dispositivi per 'stanare' i tumori e monitorarne il comportamento, anche grazie a incentivi e rottamazioni. Incentivare studi e finanziamenti internazionali per migliorare la competitività dell'Italia nella ricerca oncologica e mettere in campo iniziative di prevenzione, studiando sistemi per accompagnare il percorso del paziente oncologico all'interno del Servizio sanitario nazionale, "senza mai lasciarlo solo" 
 
Sono solo alcune delle priorità evidenziate nel nuovo Piano oncologico 2010-2012, disegnato dal ministero della Salute e presentato venerdì a Roma dal ministro Ferruccio Fazio. Si tratta della formulazione del ministero, che dovrà essere condivisa con le Regioni, e vuole costituire un quadro di riferimento per l'oncologia a livello nazionale. 
 
Una priorità, se si considera che ogni anno si stimano oltre 250 mila nuovi casi di tumore e che nel 2010 oltre 2 milioni di cittadini hanno già fatto i conti o combatteranno la loro battaglia contro questa malattia. "Appare evidente quindi la necessità di un'adeguata programmazione dello sviluppo tecnologico e della distribuzione delle risorse disponibili", sottolinea Fazio. 
 
Secondo le stime del ministero, elaborate sulla base di un censimento completo dei macchinari e delle tecnologie oncologiche, nel nostro Paese occorrono interventi urgenti per circa 500 milioni di euro. Il dicastero di Fazio pensa a incentivi e rottamazioni per favorire il rinnovamento di strumentazioni "ormai indispensabili per la diagnosi e la lotta ai tumori", sottolinea il ministro.

Etichette:

21 gennaio 2010

Morto Nireberg. Decifrò il DNA

Lo scienziato statunitense Marshall Nirenberg, il biochimico che ha descritto il codice genetico e definito il ruolo nella sintesi proteica, è morto nella sua casa di Manhattan all'età di 82 anni a causa di un tumore. La notizia della scomparsa, che risale a venerdì scorso, è stata annunciata ieri dal 'New York Times' dopo la conferma della nipote Susan Weissman
 
Nel 1968 Nirenberg ottenne il Premio Nobel per la medicina, condiviso insieme a Robert Holley ed Har Gobind Khorana, per aver decifrato il codice genetico. Nel 1960 Nirenberg riuscì a stabilire la corrispondenza tra codice genetico e codice aminoacidico, identificando la relazione fra quasi tutte le 64 possibili triplette di basi azotate e i 20 amminoacidi costituenti le proteine. In questi studi Nirenberg scoprì anche fenomeni quali la ridondanza del codice, i codoni 'non senso', e mise in luce per la prima volta molti aspetti del meccanismo della sintesi proteica. 
 
Nato a New York il 10 aprile 1927, Marshall Warren Nirenberg, appassionato di biologia fin da giovanissimo, si laureò in scienze naturali all'Università della Florida e poi si specializzò in biochimica all'Università del Michigan. Iniziò la sua attività di ricerca presso i National Institutes of Health, all'interno della American Cancer Society, focalizzando dal 1959 gli studi sulle relazioni tra Dna, Rna e proteine, che poi lo portarono a diventare direttore della sezione di genetica biochimica nel 1962.

Etichette:

Cursi, proseguire con la vaccinazione anti-H1N1

La vaccinazione contro l'influenza A "si conferma fondamentale", anche se il virus H1N1 fa meno paura e la questione è stata derubricata dall'attenzione dell'opinione pubblica. Lo sottolinea il senatore Cesare Cursi, responsabile nazionale Salute e affari sociali del Pdl, invitando a "non abbassare la guardia. 
 
L'influenza A è tutt'altro che finita e lo dimostrano i tre casi gravi ricoverati all'ospedale Le Molinette di Torino. Bisogna andare avanti con le vaccinazioni". Nei giorni scorsi, quando è divampata la polemica sui vaccini, sulle scorte inutilizzate e sull'accordo fra Novartis e il ministero della Salute, "ho difeso il ministro Fazio - ricorda Cursi all'ADNKRONOS SALUTE - e la sua scelta sulla campagna vaccinale. 
 
E' stata la scelta giusta, e lo dico ancora di più oggi alla luce dei nuovi casi a Torino". In barba alle polemiche, "i medici e le Asl - prosegue - devono procedere in maniera seria e andare avanti con la vaccinazione, spiegandone l'importanza alla popolazione interessata".

Etichette:

A ogni donna lo screening senologico personalizzato

E' questa la direzione su cui si deve puntare per una prevenzione corretta. Parola di Francesco Cognetti, responsabile dell'Oncologia medica A all'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, convinto che "non è giusto proporre la stessa cosa a una donna che ha un rischio modesto di cancro al seno e ad una donna che invece corre rischi elevati perché, ad esempio, portatrice di un anomalia genetica importante", spiega l'oncologo durante la presentazione, ieri nella Capitale, di un nuovo strumento ad alta tecnologia per la 'mammografia tridimensionale', di cui si è dotata la clinica privata romana Paideia.

Rispetto al passato, spiega Cognetti, "bisogna fare uno sforzo in più. Oggi conosciamo quali sono i fattori di rischio di tumore della mammella per le donne, sappiamo anche che si può calcolare in ogni singola donna il pericolo individuale. Infine abbiamo nuovi strumenti in grado di superare le difficoltà proprie dell'esame mammografico", come ad esempio la densità delle mammelle nelle donne giovani, che presentano maggiori difficoltà nella lettura delle immagini mammografiche. "Bisogna quindi modulare - continua l'oncologo - sia la scelta del sistema diagnostico migliore per la singola paziente, ma anche la frequenza dell'esame". La proposta di Cognetti è stabilire almeno tre livelli di rischio diversi che necessitano di approcci differenti da quelli tradizionali. 
 
Ad esempio nei casi con poco rischio, se sopra i 50 anni, basta sicuramente la mammografia ogni due anni. Se sotto i 50 anni, invece, serve affiancare alla mammografia anche l'ecografia. E in caso di particolari dubbi anche la risonanza magnetica. Cognetti lamenta, inoltre, troppe differenze sul territorio italiano in fatto di prevenzione per il tumore al seno. "Il bilancio del lavoro di screening fatto negli ultimi anni nelle diverse regioni è abbastanza positivo al Centro-Nord. Ma è negativo al Sud e in tutte quelle regioni che hanno problemi economici e organizzativi". C'è poi il problema delle macchine diagnostiche, "spesso troppo vecchie" in molte aree del Paese.

Etichette:

Concordi e uniti contro il dolore

"L'approvazione di una legge che incide sulla vita delle persone e sul loro diritto di esseri umani è un grosso passo in avanti che consente al nostro Paese di allinearsi agli standard proposti a livello europeo per ciò che riguarda questo genere di cure". Lo dichiara in una nota la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli, capogruppo in Commissione Sanità a Palazzo Madama, che, mentre in Aula è in corso il dibattito sul disegno di legge, sottolinea l'importanza "di una ampia e convinta collaborazione tra maggioranza e opposizione su un tema di grande importanza". "Il nostro Paese - spiega la parlamentare - potrà dotarsi, una volta approvata la legge sulle cure palliative, di una rete tra organizzazioni, istituti di ricerca e altri soggetti operanti nel settore che potrà rendere uniforme la distribuzione di questi servizi".

Ma Bassoli sottolinea che "rimangono aperti alcuni punti che speriamo possano essere accolti: il riconoscimento dell'attività svolta dai medici palliativisti, che sono stati innovatori e costruttori, insieme ad altre figure mediche ed infermieristiche, della rete, qualificata seppure ancora insufficiente, presente sul nostro territorio; nonché la questione della semplificazione nell'accesso ai medicinali impiegati nella terapia del dolore severo". Sconfiggere il dolore quando questo rischia di rubare la dignità - conclude l'esponente del Pd - ricevere aiuto e sostegno nella fase finale della vita, non essere abbandonati, avere accanto a sé la famiglia nel momento della morte, sono diritti umani e sociali, sono bisogni che una società moderna, attenta alle persone, dovrebbe soddisfare. Purtroppo il nostro Paese sconta un forte ritardo, sia per quanto riguarda la cura del dolore sia per le cure e il sostegno nel fine vita".

Etichette:

Anaao Assomed: in stallo il rinnovo del contratto

Abbiamo registrato un'altra battuta d'arresto. Non siamo disponibili a chiudere un contratto alle attuali condizioni offerte 
 
A sostenerlo è il principale sindacato della dirigenza medica Anaao Assomed, dopo la riunione all'Aran per il rinnovo del contratto della dirigenza medico-veterinaria del Ssn, relativo al secondo biennio economico 2008-2009.         
 
La trattativa è sempre impantanata sul nodo legato alla distribuzione dell'aumento fissato a 179 euro lordi. Nello specifico, la proposta della ripartizione media procapite al mese dell'incremento complessivo sulle varie voci della retribuzione è la seguente: 103,3 euro sul tabellare; 13,39 euro sulla parte fissa della retribuzione variabile; 28,02 euro sulla retribuzione di risultato; 34,61 euro sulla retribuzione di posizione variabile. "Abbiamo rilevato - si legge in una nota pubblicata sul sito web dell'Anaao Assomed - che la ripartizione proposta assegnava quasi il 35% dell'incremento medio mensile procapite alle parti variabili della retribuzione, contravvenendo in tal modo alla norma legislativa che esclude i dirigenti del Servizio sanitario nazionale dalla destinazione al salario di risultato del 30% della retribuzione, norma che invece è valida per la restante dirigenza del pubblico impiego".   
 
Preso atto della posizione dell'Aran, l'Anaao-Assomed ha giudicato del tutto "inaccettabile" la ripartizione degli incrementi contrattuali presentata e ha rilanciato, anche a nome della altre organizzazioni sindacali, la proposta di destinare l'intero ammontare dell'incremento retributivo del 3,2% sulle parti stipendiali fisse.

Per l'Anaao Assomed, l'Aran è stata "interlocutoria" anche per quanto riguarda la richiesta sindacale di prevedere una rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto per il biennio 2008-2009. Un punto 'chiave', questo, per il principale sindacato della dirigenza medica, che considera la rivalutazione dell'indennità di esclusività di rapporto e la sua immissione nella massa salariale "un elemento distintivo di questa tornata contrattuale, in grado di spianare il percorso verso una positiva conclusione della trattativa o al contrario segnare, in caso di risposta totalmente negativa, la sua fine". L'Anaao Assomed si è quindi riservata di presentare, a sostegno della sostenibilità della sua proposta, un progetto con un'analitica definizione delle modalità di finanziamento della rivalutazione dell'indennità. Le parti si sono aggiornate al prossimo incontro, previsto per il 28 gennaio.

Etichette:

20 gennaio 2010

Radiologi, ministro concreto e lontano dal politichese

"Il colloquio di oggi (ieri ndr) ci ha permesso di apprezzare la concretezza del ministro che, da buon radiologo, ha usato un linguaggio chiaro e non ha parlato politichese". Ad affermarlo è Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi e coordinatore della Fassid, al termine dell'incontro tra i sindacati della dirigenza medica e il ministro della Salute Ferruccio Fazio, ieri a Roma. 
 
"Sono stati discussi i temi caldi dell'agenda sanitaria - sottolinea in una nota Lucà - e il ministro ha esposto con franchezza le sue intenzioni. Se da una parte ci ha detto di non poter intervenire in alcun modo sulle componenti economiche contrattuali, ha tuttavia assicurato il suo sostegno su altre tematiche, impegnandosi, anche supportato dalla nostra azione, a fare pressing in Parlamento su rischio clinico e governo clinico e garantendoci il suo aiuto per quel che riguarda le sanzioni disciplinari". 
 
Lucà ha inoltre apprezzato la disponibilità del ministro in materia di 'rottamazione' dei medici. "Fazio - spiega il segretario del sindacato nazionale radiologi - ci ha promesso di risolvere il problema della 'rottamazione', auspicando una soluzione sull'età pensionabile che sia uguale per tutti, ospedalieri e universitari. Inoltre - conclude Lucà - ha risposto favorevolmente alle nostre richieste di potenziamento del territorio e integrazione tra ospedali e territorio, assicurando a questo tema un occhio di riguardo".

Etichette:

Cisl medici, bene primo incontro con ministro Fazio

"E' stato un buon inizio. Un incontro positivo e concretamente operativo. Il ministro Fazio ha infatti ben delineato i termini del confronto con i medici sui principali problemi sul tappeto, formulando concrete proposte operative". Questo il commento di Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl medici, al termine dell'incontro delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa del Ssn con il ministro della Salute Ferruccio Fazio.
 
"Alla nostra richiesta di istituire un tavolo di confronto sulle problematiche proprie e più urgenti della categoria, come alcuni aspetti normativi del contratto di lavoro, lo stop della 'rottamazione' dei medici, il governo clinico e il rischio clinico - sottolinea in una nota Garraffo - il ministro ha proposto una scadenza ravvicinata di incontri su temi specifici sui quali intervenire politicamente e con appositi emendamenti del Governo in Parlamento per quelli più urgenti". 
 
Per Garraffo, l'incontro è stato quindi "non solo conoscitivo e di cortesia, ma ricco di proposte concrete e della comune volontà di portare a positiva soluzione i problemi che più preoccupano i medici e la sanità italiana".

Etichette:

Anaao, interlocutorio incontro con ministro Fazio

"E' stato un incontro interlocutorio, servito a fare le presentazioni ufficiali del neo ministro e a mettere sul tavolo i problemi sollevati dalla 'vertenza salute'. Ma la disponibilità e le aperture dichiarate da Fazio sono tutte da verificare". 
 
Questo il commento di Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, al termine dell'incontro delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e amministrativa del Ssn con il ministro della salute Ferruccio Fazio. "Pur consapevoli che il ministero della Salute non è l'unico destinatario delle richieste della categoria - sottolinea in una nota Lusenti - a Fazio abbiamo chiesto un impegno concreto a farsi promotore di una azione che, in coordinamento con il Governo e il Parlamento, dia risposte concrete almeno a quattro criticità sollevate dalla categoria". 
 
I quattro 'nodi' esposti dall'Anaao sono: "l'accelerazione dei disegni di legge sul rischio clinico e sul governo clinico che restituiscano agli ospedali situazioni di maggior sicurezza e ai medici condizioni di lavoro migliori; la cancellazione definitiva del provvedimento sulla rottamazione che dà la possibilità alle direzioni delle aziende di licenziare professionisti a soli 58 anni di età; il sostegno politico per accelerare la sottoscrizione del contratto di lavoro II biennio economico 2008-2009; la soluzione del problema del precariato in sanità". 
 
Pur apprezzando la disponibilità del ministro, l'Anaao non intende tornare indietro riguardo le iniziative di protesta della categoria. "Proprio per tenere alta l'attenzione sui gravi problemi della sanità - conclude Lusenti - la 'vertenza salute' va avanti confermando le manifestazioni di Napoli (4 febbraio), Milano (16 febbraio) e Roma (9 marzo)".

Etichette:

Cimo-Asmd, basta medici burocrati

"Basta medici burocrati, servono norme urgenti che restituiscano alla categoria la propria dignità professionale anche dal punto di vista contrattuale". E' quanto ha dichiarato il presidente della Cimo-Asmd Riccardo Cassi, dopo l'incontro avuto ieri mattina con il ministro della Salute Ferruccio Fazio
 
"Abbiamo chiesto al ministro l'impegno del Governo per far approvare norme che restituiscano ai medici il ruolo di professionisti a tutela della salute dei cittadini - sottolinea in una nota Cassi - abbandonando la follia della dirigenza che li vuole burocrati impegnati a risparmiare risorse, mentre gli amministratori regionali sperperano il Fondo sanitario nazionale". Secondo il presidente della Cimo-Asmd, "i 100 mila medici pubblici che quotidianamente sono impegnati negli ospedali, nei pronto soccorso, sulle ambulanze e nei presidi territoriali, per prevenire, diagnosticare e curare i cittadini che si rivolgono al servizio pubblico, non possono più attendere. 
 
Occorrono un'area contrattuale autonoma, il riconoscimento di un diverso stato giuridico che privilegi i compiti professionali rispetto a quelli dirigenziali, la rapida approvazione del disegno di legge sul rischio clinico. Non si può più permettere - ha concluso Cassi - che in un'attività che nonostante la tecnologia si fonda soprattutto sulle capacità umane e professionali dei medici, si continui a svilire il lavoro di chi ne è l'attore principale".

Etichette:

Fazio frena sulla "rottamazione"

Approvazione della legge sul rischio clinico e cancellazione della norma sulla 'rottamazione' dei medici. Sono solo due dei tanti temi affrontati nel corso del primo incontro tra il neoministro della Salute Ferruccio Fazio e i sindacati della dirigenza medica del Servizio sanitario nazionale, ieri mattina al dicastero di Lungotevere Ripa a Roma 
 
"Il ministro - riferisce all'ADNKRONOS SALUTE il segretario nazionale della Fp Cgil medici Massimo Cozza - ci ha assicurato il massimo impegno e la massima collaborazione su tanti problemi che attanagliano il Ssn. Uno su tutti: l'approvazione della norma sul rischio clinico, un provvedimento che, anche per Ferruccio Fazio, potrebbe portare a un risparmio notevole di risorse. 
 
Tanti soldi". "Riguardo al provvedimento sul rischio clinico, fermo in commissione Sanità del Senato, il ministro - afferma Cozza - è stato chiaro: va approvato. Lo considera un tema fondamentale, una risposta alla medicina difensiva. E una misura di contrasto a quel circolo vizioso degli esami e delle prestazioni inutili, fatte da medici che lavorano in un clima poco sereno". Nel corso dell'incontro, a cui ha partecipato anche il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, i sindacati della dirigenza medica e veterinaria hanno ricevuto dal ministro anche un'altra rassicurazione, su un tema molto 'sentito' dai camici bianchi: la cosiddetta 'rottamazione', il provvedimento che prevede il pensionamento coatto dei camici bianchi al raggiungimento di 40 anni di contributi. "Fazio - sottolinea Cozza - ci ha fatto capire di non condividere questa norma e ci ha assicurato il massimo impegno affinché venga ritirata. 
 
Almeno per i dirigenti. Anche se - aggiunge il numero uno della Fp Cgil medici - riguardo al tema delle riforma strutturale delle pensioni, ha detto di non voler prendere posizione". Ai sindacati, Fazio ha infine proposto di fissare una serie di incontri operativi. "Al momento è solo una proposta - spiega Cozza - ma il ministro si è detto favorevole a incontrarci, magari ogni 15 giorni. Ogni volta su un tema ben specifico, però", conclude Cozza.

Etichette:

19 gennaio 2010

I radiologi sono essenziali per un buon SSN

"Partecipiamo all'iniziativa di oggi (ieri ndr), non solo perché ne condividiamo i contenuti, ma anche perché vogliamo ricordare l'importanza di tutti i professionisti della sanità nel buon andamento del servizio sanitario". E' il commento di Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi, in occasione delle assemblee odierne in difesa del Ssn, assemblee alle quali Lucà ha preso parte anche in qualità di coordinatore della Fassid (Federazione Aipac, Snr, Simet, Dirigenti). 
 
"Approfittiamo di questa manifestazione - sottolinea in una nota Lucà - anche per sottolineare come la Fassid abbia raggiunto una rappresentatività sindacale ai primissimi livelli, con l'avvenuto ingresso nella Federazione degli psicologi dell'Aupi e dei farmacisti ospedalieri del Sinafo".
 
Per Lucà, "un'occasione come le assemblee di oggi (ieri ndr), che vedono uniti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Ssn, ben si coniuga con gli obiettivi della Federazione che con i nuovi aderenti si avvia ad avere un rappresentatività intersettoriale nel mondo sanitario, riunendo professionisti che, seppur con la specificità dei loro ruoli, hanno tutti una parte importante nel buon funzionamento del Ssn".

Etichette:

Favo, bene riforma invalidità civile

Il tumore è una delle prime cause di richiesta di invalidità civile. E ora la riforma della procedura di accertamento dell'invalidità, prevista dall'Inps e partita all'inizio dell'anno, tiene conto del giusto riconoscimento per i malati oncologici. Sono state accolte e tradotte in realtà, infatti, molte delle istanze che la Federazione delle Associazioni del volontariato oncologico (Favo) aveva avanzato. 
 
La Favo, che ha più volte evidenziato le gravi disparità territoriali di accesso ai trattamenti assistenziali Inps, spera che ora si registrino "miglioramenti in particolare per l'accertamento della disabilità dei malati oncologici che deve avvenire entro 15 giorni dalla presentazione della domanda". 
 
Inoltre l'Inps, spiega la Favo, svolgerà un ruolo centrale sulle Asl nel sistema dell'invalidità civile, ottenendo così: l'ottimizzazione delle risorse, l'abbreviazione dei tempi di conclusione della procedura e la parità di trattamento su tutto il territorio nazionale. "Il nuovo sistema telematico per la procedura di accertamento delle invalidità civili - dice Elisabetta Iannelli, segretario generale della Favo che plaude all'azione di rinnovamento voluta dal presidente dell'Inps - è lo strumento giusto per fornire prestazioni assistenziali in tempi utili ai cittadini che ne hanno diritto, consentendo al tempo stesso anche un netto miglioramento della qualità del servizio e una completa trasparenza dell'iter amministrativo". 
 
La nuova normativa cambia le modalità di presentazione delle domande di accertamento (da oggi solo online), la valutazione sanitaria, la concessione delle prestazioni, il ricorso in giudizio. Per quanto riguarda le domande, il cittadino può presentarle direttamente o tramite le Associazioni di categoria dei disabili oppure, da febbraio 2010, anche alle Associazioni di volontariato, tra cui la Favo.

Etichette:

Enpam, Inps verso gestione separata medici

Dialogo costruttivo tra l'ente di previdenza dei medici, Enpam, e l'Inps sul contenzioso per la gestione separata dei camici bianchi. Positiva, nei giorni scorsi, la riunione tecnica presso l'Inps, voluta dal presidente dell'Enpam per chiarire la posizione dei medici pensionati di recente destinatari di un accertamento contributivo da parte dell'Istituto. 
 
I rappresentanti dell'Inps - si legge in una nota Enpam - hanno preso atto delle argomentazioni rappresentate dalla Fondazione, hanno convenuto di poter annullare l'iscrizione alla 'gestione separata' dei medici che hanno già assoggettato i propri redditi professionali a contribuzione presso l'Enpam, ovvero di quelli a suo tempo esonerati dall'iscrizione alla gestione, nel rispetto della normativa di riferimento. 
 
L'Inps ha anche accettato la richiesta dell'Enpam di sospendere la procedura di accertamento nei confronti dei medici pensionati che hanno esercitato (come previsto da una delibera Enpam) l'opzione per la conservazione dell'iscrizione all'Ente, in attesa di acquisire avviso favorevole del ministero del Lavoro per procedere al definitivo annullamento degli accertamenti avviati. L'Istituto si è impegnato a emanare un messaggio ad hoc alle proprie sedi periferiche.

Etichette:

Anaao, approvare subito legge su rischio clinico

"I problemi dei medici e del Servizio sanitario nazionale sono tanti, ma se per gioco dovessi sceglierne uno da sottoporre all'attenzione delle Istituzioni direi l'approvazione della legge sul rischio clinico". Parola di Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, in piazza ieri a Roma insieme ai leader delle altre sigle sindacali, per dare il via alla 'vertenza salute', una serie di iniziative di protesta indette dai camici bianchi a difesa della sanità pubblica. 
 
"L'approvazione di questa legge - sottolinea Lusenti - renderebbe obbligatoria l'assicurazione per la responsabilità civile di tutti i medici che lavorano nel Ssn. Così come avviene negli altri Paesi europei". In assenza di questa norma, il medico finisce quindi per assicurarsi privatamente. "Ma il problema non è tanto o solo questo", precisa il numero uno dell'Anaao Assomed: "Se io ho una polizza scadente - spiega - questa garantisce poco me e risarcisce poco il cittadino danneggiato". 
 
Per Lusenti, l'approvazione della legge sul rischio clinico consentirebbe inoltre di introdurre sistemi di prevenzione del rischio all'interno delle aziende sanitarie. "Tecniche - spiega - che in tutti i Paesi del mondo vengono adottate negli ospedali per ridurre l'inevitabile rischio legato alle pratiche sanitarie. Perché il problema del risarcimento - conclude Lusenti - arriva quando i disastri sono già compiuti".

Etichette:

Medici in protesta per salvare Ssn

I medici italiani fanno sentire la loro voce a difesa della sanità pubblica. Parte ufficialmente oggi la 'vertenza salute', con assemblee indette in ogni ospedale della Penisola e volantinaggio ai cittadini per rivendicare le proprie ragioni. L'immagine-simbolo della protesta ieri mattina a Roma

I leader dei sindacati della dirigenza medica, in rappresentanza dei 130 mila camici bianchi dirigenti del Ssn, si sono dati appuntamento davanti all'ospedale San Camillo. Tutti in riga e uniti sotto uno striscione eloquente: 'Cattiva politica e amministratori incapaci e affaristi stanno distruggendo la sanità pubblica. Fermiamoli!'. Le sigle denunciano un "quadro drammatico: nessuna risposta alle esigenze dei cittadini e degli operatori; nessun progetto per l'ammodernamento e la messa in sicurezza del Ssn; risorse ancora inadeguate; nuovi tagli di posti letto ospedalieri, che saranno 10 mila in meno, e del personale; nessuna risposta alla piaga delle liste d'attesa, che le Regioni scaricano sui medici; aumento delle denunce e degli scandali che mostrano una connivenza sempre più diffusa fra sanità e malaffare". "Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità. Noi medici ce le prendiamo sempre", è l'appello del segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti
 
"C'è un problema cronico di risorse, c'è un problema di precariato che è ormai intollerabile all'interno degli ospedali. E ancora - aggiunge - c'è un problema di leggi non approvate: una su tutte quella sul rischio clinico. Senza considerare che negli ultimi dieci anni più autonomia alle Regioni ha voluto dire un peggioramento della qualità del Ssn". Per Lusenti, c'è una classe politica e amministrativa a livello regionale che "non è all'altezza di governare questo servizio decisivo per la qualità civile di un Paese. Noi denunciamo e lamentiamo tutto questo, ma continuiamo a fare il nostro lavoro, mettendoci al servizio dei cittadini".   A porre l'accento sulle disparità dei servizi sanitari offerti sul territorio italiano è il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza. "Vogliamo - sottolinea - che siano garantiti livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini, a prescindere dalla loro residenza". 
 
Riguardo poi allo scetticismo che serpeggia tra i cittadini, nei confronti della sanità pubblica, il numero uno della Fp Cgil medici sembra avere le idee chiare. "Si parla troppo di errori sanitari pensando che siano una realtà generalizzata. Ma non è così. Gli errori sono qualche migliaio a fronte di oltre 36 milioni di prestazioni che ogni anno si fanno negli ospedali. E' chiaro, però - conclude Cozza - che chi sbaglia deve pagare, dal manager ai medici". A difesa del Servizio sanitario nazionale anche il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi, che non vuole sentir parlare di sanità privata migliore di quella pubblica. "Non è vero - spiega - che funziona meglio il settore privato. Il pubblico funziona bene, ci sono centri di eccellenza in tutta Italia. Il sistema sanitario si sul servizio pubblico ed è questo - sottolinea Cassi - che deve essere privilegiato da parte delle Regioni. Poi è chiaro - conclude - che ci sono strutture private che funzionano benissimo". Prossimi appuntamenti della 'vertenza salute', due manifestazioni: il 4 febbraio a Napoli e il 16 a Milano.

Etichette:

17 gennaio 2010

Indagine su 2 morti sospette in Calabria

Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e sui disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha chiesto al presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, di comunicare ogni notizia in suo possesso circa due morti sospette registrate in Calabria negli ultimi giorni. 
 
Si tratta del caso di una donna, Maria Petruzza, 75 anni, morta la mattina di mercoledì al Pronto soccorso del 'Giovanni Paolo II' di Lamezia Terme dopo essere stata dimessa già due volte dalla stessa struttura. E quella di un giovane, il 29enne originario di Crotone Fabio Battaglia, morto il 6 gennaio scorso all'ospedale 'Pugliese' di Catanzaro, dove era stato trasportato a seguito di un grave incidente stradale avvenuto la notte del 28 dicembre. 
 
"La invito a far conoscere a questa Commissione - ha detto Orlando - i dati che ha già provveduto o provvederà a richiedere a seguito di questi casi, anche in ordine a specifiche responsabilità individuali, e a voler fornire ogni utile indicazione al fine di far conoscere come il Governo regionale intenda dare una definitiva e organica risposta ai casi di errori sanitari accertati o da accertare verificatisi in Calabria, su molti dei quali la Commissione attende ancora risposta". Orlando ha anche ricordato che l'Ufficio di presidenza ha programmato per metà febbraio una missione a Catanzaro per incontrare i familiari delle vittime di presunti errori sanitari in Calabria.

Etichette:

Nuovo presidente per i giovani medici

Eletti i nuovi vertici della Federazione giovani medici italiani (Fgm), i camici bianchi in formazione. L'elezione, che si è tenuta nella sede romana della Federazione, si è conclusa con la nomina di Marco Trabucco alla presidenza e di Alessandro Feola alla segretaria nazionale. Sono entrati a far parte del direttivo nazionale i rappresentanti delle maggiori regioni italiane. 
 
Fra gli altri, quelli di Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Campania e Sicilia. "I giovani medici - sottolinea in una nota Trabucco - devono puntare, con decisione, a recitare un ruolo importante non solo nella professione, ma anche all'interno della società". Secondo Trabucco, per raggiungere l'obiettivo "è necessario operare per un più celere ricambio nella categoria, facendo sì che anche in Italia i giovani medici abbiano più possibilità di far valere la propria professionalità. 
 
E ancora, mantenere un rapporto più costante con tutte le istituzioni, nazionali e locali, affinché tengano nel giusto conto le istanze che provengono dalla categoria. Vale la pena di ricordare infatti - conclude Trabucco - che nonostante il numero chiuso nelle università, l'inserimento nel mondo del lavoro comincia a diventare pesante anche per i medici, segnatamente nelle regioni a gestione commissariale".

Etichette:

Fiaso, l'e-health cresce con fascicolo sanitario elettronico

E' utile a tagliare gli sprechi in sanità, perché riduce le duplicazioni di analisi e prestazioni. Ma serve anche a medici di famiglia, specialisti e ospedalieri per comunicare tra loro via web accedendo istantaneamente a tutte le informazioni cliniche che riguardano l'assistito. E se ne avvantaggia anche il paziente che, in prospettiva, potrà leggere comodamente dal proprio Pc il risultato di un'analisi e avere a disposizione tutta la storia clinica, ricette e referti compresi. 
 
E' il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), in fase già avanzata di sperimentazione in quasi metà delle Regioni italiane e già, in qualche modo, utilizzato nel 43% delle Asl, nel 62% delle aziende e dei presidi ospedalieri, cioè 3 su 5, oltre che nel 19% degli ambulatori territoriali. A fare il punto in Italia sulla diffusione di questo strumento, fulcro della sanità elettronica, è la Federazione italiana delle aziende sanitarie ed ospedaliere (Fiaso) che venerdì a Firenze ha riunito esperti italiani ed europei per valutare le prospettive di diffusione e di utilizzo del Fascicolo. 
 
I dati evidenziano che il fascicolo elettronico non è più uno sconosciuto per il 71% dei medici di famiglia e i pediatri di libera scelta, il 67% dei camici bianchi ospedalieri e specialisti e il 29% degli infermieri, mentre la 'copertura' trai i farmacisti è solo del 5%. Con il Fse vengono gestite il 52% delle prestazioni specialistiche e ospedaliere, un 33% di quelle farmaceutiche e il 24% per quelle di Pronto soccorso. 
 
Risultati importanti ma ancora poco 'visibili' ai cittadini, visto che la nuova arma sanitaria online è ancora nella fase sperimentale del prototipo e l'accesso ai dati, salvo rare eccezioni, è al momento riservato solo al personale sanitario. Solamente il 43% delle Regioni, inoltre, dichiara di gestire almeno una parte dei propri contenuti informativi sanitari all'interno del Fse. E con particolare prevalenza per la gestione di prescrizioni, prestazioni, referti, lettere di dimissioni, emergenza-urgenza, patologie e cronicità. Il fascicolo, però, è diffuso in modo molto difforme tra le Regioni e questa volta il Sud non arranca.

Etichette:

Fimmg, maturi i tempi per parlare della Convenzione

Può ripartire il confronto per il rinnovo della convenzione della medicina generale. Il Comitato di settore delle Regioni per la sanità ha infatti inviato al Consiglio dei ministri, nei giorni scorsi, le linee d'indirizzo per l'Accordo collettivo nazionale sul secondo biennio economico 2008-2009. 
 
Ora, quindi, serve "un'immediata apertura del tavolo di trattativa per il prossimo accordo che si dovrà occupare di chiudere subito l'arretrato sul biennio economico 2008-2009 e programmare nel breve l'impegno di 'riscrivere' le convenzioni adeguandole in maniera puntuale al nuovo assetto organizzativo", afferma il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo che esprime soddisfazione per la messa a disposizione dell'atto di indirizzo. 
 
"C'è la doverosa necessità - continua Milillo in una nota - di rimettere in pari l'orologio dei rinnovi convenzionali e di portare a termine il processo di riorganizzazione dell'assistenza territoriale. Non mancano però nella stesura dell'atto perplessità e spunti critici sui quali la negoziazione dovrà fare chiarezza" come la mancanza di qualsiasi cenno alla disponibilità di un ulteriore aumento dello 0,8%, come garantito ai medici ospedalieri, oltre al +3,2% rispetto alla spesa 2007 (che in sede del rinnovo del contratto del comparto è stato messo a disposizione seppur con limitazioni e vincoli legati alla condizione economico-finanziaria delle singole Regioni) o "come - continua Milillo - la destinazione dell'1,2% al finanziamento degli Accordi regionali che, senza garanzie di solvibilità, sottrae risorse a un arretrato maturato dalla categoria". 
 
Dunque "apriamo il tavolo e affrontiamo con fermezza e con ragionevolezza questi argomenti con spirito di coerenza. Chiudiamo così l'arretrato 2008-2009 come suggello dell'impegno a riscrivere le regole per il prossimo quadriennio e a convocare entro l'anno il tavolo per la 'rifondazione' del settore. Altrimenti - conclude il leader della Fimmg - potrebbe iniziare una spirale involutiva che porterebbe la medicina generale a mettere in pericolo quel patrimonio di consenso che è il più forte presupposto per un gradimento della popolazione verso i vari sistemi sanitari regionali e che il sindacato non potrebbe fare a meno di denunciare e contrastare".

Etichette:

Aran e sindacati proseguono le trattative

Proseguono gli incontri per il rinnovo del contratto della dirigenza medico-veterinaria del Ssn 

L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha infatti convocato i sindacati di categoria. L'appuntamento è fissato per mercoledì 20 gennaio alle 15.30 a Roma nella sede dell'Aran.

A riferirlo è l'Anaao Assomed, in una nota pubblicata sul suo sito web. All'ordine del giorno dell'incontro la prosecuzione delle trattative per il rinnovo del contratto relativo al secondo biennio economico 2008-2009.

Etichette:

15 gennaio 2010

Anaao, serve soluzione per l'età pensionabile

Niente ombre e contraddizioni sull'età' pensionabile dei medici. "Su questa delicata materia serve una soluzione chiara". A invocarla è l'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, che chiede al Governo e al Parlamento di ascoltare i medici per arrivare a una soluzione definitiva e condivisa che regoli la delicata materia dell'età pensionabile della categoria. 
 
"Negli ultimi tempi - lamenta in una nota l'Anaao - assistiamo a incursioni parlamentari spesso contraddittorie, più attente a soddisfare interessi particolari che a cercare di risolvere definitivamente i nodi della questione. Come testimonia l'assoluta mancanza di un confronto con gli interessati, primi fra tutti le Regioni e le organizzazioni sindacali della categoria". 
 
Per l'Anaao, emblematica è la vicenda della cosiddetta 'rottamazione', il provvedimento che prevede il pensionamento coatto dei camici bianchi al raggiungimento di 40 anni di contributi. "Oggi - spiega l'Anaao - pur riconoscendo da più parti l'errore di aver voluto estendere alla dirigenza del Ssn la norma pensata per il pubblico impiego, si è ancora lontani dalla soluzione. Infatti, l'ennesimo provvedimento che innalza l'età pensionabile a 70 anni, contenuto nel Ddl sui lavori usuranti all'esame della Camera, non cancella la discriminazione prodotta dalla rottamazione, malgrado le dichiarazioni dei legislatori. 
 
L'Anaao chiede che il testo sia emendato dalla Camera "in modo chiaro e definitivo, per mettere la parola fine a un provvedimento punitivo per i medici del Ssn. Inoltre - conclude l'Anaao - l'elevazione a 70 anni dell'età pensionabile in assenza di interventi legislativi, rischia di tradursi in un ennesimo privilegio per pochi, destinato ad alimentare ulteriormente il precariato medico".

Etichette:

Fimmg, chiarire sui certificati o partirà protesta

"Un incontro urgente sulle nuove norme per la certificazione di malattia dei dipendenti pubblici", ancora oggi "non chiare", "altrimenti dovremo prendere in considerazione l'ipotesi di dichiarare lo stato di agitazione di tutta la categoria 
 
E' la richiesta del segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, ai ministri Renato Brunetta della Funzione Pubblica, Ferruccio Fazio della Salute e Maurizio Sacconi del Lavoro, e al presidente e commissario Inps Antonio Mastrapasqua. A loro Milillo ha inviato ieri una lettera per "esprimere la preoccupazione della Fimmg sulle nuove norme". A preoccupare i medici soprattutto la parte della normativa in cui si prevede che i certificati non possono riferirsi a 'dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati'. "Ciò vuol dire - spiega Milillo - che il medico di famiglia non potrà redigere il certificato ad un suo paziente, con il quale ha un rapporto fiduciario, che si presentasse in serata per giustificare l'assenza dal lavoro il giorno stesso per banali patologie come mal di testa o febbre".

Per questo la Fimmg chiede, in particolare, "l'emanazione di un atto ufficiale che riconosca il sintomo soggettivo come 'dato clinico direttamente constatato' e ribadiamo ancora una volta la necessità di introdurre l'autocertificazione per periodi brevi di malattia". La Fimmg, ricorda Milillo, in questi ultimi anni si è caratterizzata come associazione "propositiva e molto aperta a sostenere i percorsi innovativi del Servizio sanitario nazionale", dice il leader dei medici di famiglia. 
 
"Ma in questo caso dobbiamo mettere in guardia tutta la categoria dai gravi pericoli che ogni medico potrebbe trovarsi ad affrontare se passassero le norme così come sono, non tanto nella forma quanto piuttosto nell'interpretazione quotidiana di alcuni aspetti applicativi del decreto Brunetta". E non solo per l'impossibilità di riferirsi sempre a 'dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati', ma anche per "lo sproporzionato e irrituale regime sanzionatorio previsto per il medico in caso di inadempienze o errori anche involontari, che lo indurrebbe ad atteggiamenti inappropriatamente difensivi".

Etichette:

14 gennaio 2010

Meno errori con etichette più chiare

L'utilizzo di un linguaggio più semplice ed esplicito nella formulazione delle etichette dei farmaci prescrivibili può favorirne una migliore interpretazione da parte dei pazienti, evitando gravi errori nel corso delle terapie. A stabilirlo è uno studio pubblicato su Archives of Internal Medicine e condotto presso due Istituti accademici e due Centri ospedalieri americani. 
 
L'indagine ha riguardato 500 pazienti adulti assegnati a interpretare: etichettature standard di farmaci (tipo 1); spiegazioni riformulate alla luce di un linguaggio semplificato (tipo 2) oppure etichettature prodotte con linguaggio semplice e corredato da immagini (tipo 3). L'endpoint primario dello studio era rappresentato dalla corretta interpretazione delle schede tecniche di nove medicinali valutata attraverso un pannello di risposte dei pazienti. In sintesi, la percentuale di interpretazioni esatte per il tipo 1, 2 e 3 di etichettatura è risultata pari a 80,3%; 90,6% e 92,1%, rispettivamente. 
 
In aggiunta, il tipo 2 e 3 (Or = 2,64 e 3,26, rispettivamente) è apparsa molto più vantaggiosa rispetto a quella di tipo 1. Infine, i pazienti con capacità linguistiche marginali e scarse hanno ricevuto notevole aiuto dall'inserimento di icone rispetto alle etichette contenenti esclusivamente formulazioni semplificate (Or = 2,59 e 3,22 rispettivamente). (L.A.)

Arch Intern Med. 2010 Jan 11;170(1):50-6

Etichette:

Più rischio di diabete quando si dice no al fumo

Smettere di fumare aumenterebbe il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, probabilmente a causa dell'aumento di peso che si verifica in vicinanza dell'interruzione. Si tratta dei dati di uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, che aggiunge un ulteriore dettaglio alla conoscenza dei meccanismi alla base della correlazione tra fumo di sigaretta e incidenza della patologia diabetica. 
 
Aric (Atherosclerosis Risk in Communities) questo l'acronimo dell'indagine prospettica che ha riguardato oltre 10mila individui di mezza età che, al momento del reclutamento, non erano affetti da diabete. Dopo circa nove anni di follow-up, 1.254 persone sono risultate diabetiche. In aggiunta, durante i primi tre anni di indagine, 380 individui hanno smesso di fumare. 
 
Dopo opportune correzioni per età, razza, sesso, educazione, livelli plasmatici di lipidi e pressione sanguigna, negli individui in precedenza fumatori, in quelli che avevano appena smesso e in coloro che continuavano a fumare, l'incidenza di diabete è risultata significativamente più elevata rispetto ai non fumatori (hazard ratio = 1,22 ; 1,73 e 1,31, rispettivamente). Ulteriori correzioni per variazioni di peso corporeo e conta leucocitaria hanno mostrato un'attenuazione del rischio di sviluppare la malattia diabetica. Infine, analisi a lungo termine hanno evidenziato che il rischio più alto si osserva dopo 3 anni (hr= 1,91) e che, da 0 a 12 anni, gradualmente decresce. (L.A.)

Ann Intern Med. 2010 Jan 5;152(1):10-7

Etichette:

Papa, cosa pubblica sia gestita con responsabilità

Benedetto XVI ha chiesto ieri mattina, in riferimento alle strutture sanitarie, una gestione attenta e responsabile della cosa pubblica. Il Papa ha infatti ricevuto in udienza gli amministratori di Roma e del Lazio per il tradizionale scambio di auguri di inizio anno. 
 
Erano presenti il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Presidente della provincia Nicola Zingaretti e il vicepresidente della Giunta regionale, Esterino Montino
 
"Non posso non esortare le autorità competenti a un'attenzione costante e coerente al mondo della malattia e della sofferenza - ha detto il Pontefice - Le strutture sanitarie, così numerose a Roma e nel Lazio, che offrono un importante servizio alla comunità, siano luoghi nei quali si incontrano sempre più gestione attenta e responsabile della cosa pubblica, competenze professionali e dedizione generosa verso il malato, la cui accoglienza e cura, devono essere il criterio sommo di quanti operano in tale ambito".

Etichette:

Operazione di polizia in Puglia

Sono cinque gli arresti, tutti ai domiciliari, eseguiti stamane da militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Bari, nell'ambito di una inchiesta sulla sanità pugliese e in particolare sull'ospedale di Altamura. 
 
Oltre all'ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, 42 anni, originaria di Ruvo di Puglia (Bari), ai domiciliari sono finiti Antonio Coscia, 50 anni, di San Giovanni Rotondo (Foggia), rappresentante legale della Ags Netcom, Leonardo Di Girolamo, 67 anni, di Santeramo in Colle (Bari), avvocato e dirigente dell'ufficio legale della Asl della provincia di Bari, Giuseppe Lonardelli, 59 anni, di Bitonto (Bari), già direttore sanitario della Asl della provincia di Bari e attuale direttore sanitario dell'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII' di Bari, Eustacchio Nettis, 53 anni, di Bari, medico in servizio presso l'unita' operativa di Allergologia del Policlinico di Bari. 
 
L'inchiesta riguarda proprio la nomina, poi non effettuata, di quest'ultimo alla carica di primario. Divieto di dimora a Caserta per Agostino Cirillo, 61 anni, di Marcianise, primario del reparto di Allergologia dell'ospedale della città campana. Analoga misura per Stefano Pucci, di Loreto, 54 anni, primario del reparto di Allergologia dell'ospedale di Civitanova Marche che non potra' risiedere nella stessa citta' marchigiana. Obbligo di dimora a Gravina in Puglia (Bari) per Vito Modesto Mastrangelo, 63 anni, di Binetto, funzionario della Asl di Altamura.

Etichette:

Nasce Sistema informativo monitoraggio errori

Nasce un nuovo strumento per combattere gli errori medici e la malasanità. Il ministero della Salute ha infatti istituto, con decreto già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità (Simes). Il Sistema nasce con l'obiettivo di raccogliere le informazioni relative agli eventi sentinella e alla denuncia dei sinistri.
 
Il decreto che istituisce il Simes segue l'intesa già raggiunta nella seduta del 20 marzo 2008 della Conferenza Stato-Regioni, che, fra l'altro, promuove il monitoraggio degli eventi avversi, trasmessi al Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis), attraverso uno specifico flusso, appunto il Simes. La realizzazione e la gestione è affidata al ministero della Salute - Direzione generale del sistema informativo. 
 
Le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano - si legge nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale - mettono a disposizione del Nuovo sistema informativo sanitario le informazioni secondo le modalità riportate nel disciplinare tecnico.

Etichette:

Anaao, serve soluzione per l'età pensionabile

Niente ombre e contraddizioni sull'età' pensionabile dei medici. "Su questa delicata materia serve una soluzione chiara". A invocarla è l'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, che chiede al Governo e al Parlamento di ascoltare i medici per arrivare a una soluzione definitiva e condivisa che regoli la delicata materia dell'età pensionabile della categoria. 
 
"Negli ultimi tempi - lamenta in una nota l'Anaao - assistiamo a incursioni parlamentari spesso contraddittorie, più attente a soddisfare interessi particolari che a cercare di risolvere definitivamente i nodi della questione. Come testimonia l'assoluta mancanza di un confronto con gli interessati, primi fra tutti le Regioni e le organizzazioni sindacali della categoria". 
 
Per l'Anaao, emblematica è la vicenda della cosiddetta 'rottamazione', il provvedimento che prevede il pensionamento coatto dei camici bianchi al raggiungimento di 40 anni di contributi. "Oggi - spiega l'Anaao - pur riconoscendo da più parti l'errore di aver voluto estendere alla dirigenza del Ssn la norma pensata per il pubblico impiego, si è ancora lontani dalla soluzione. Infatti, l'ennesimo provvedimento che innalza l'età pensionabile a 70 anni, contenuto nel Ddl sui lavori usuranti all'esame della Camera, non cancella la discriminazione prodotta dalla rottamazione, malgrado le dichiarazioni dei legislatori. 
 
L'Anaao chiede che il testo sia emendato dalla Camera "in modo chiaro e definitivo, per mettere la parola fine a un provvedimento punitivo per i medici del Ssn. Inoltre - conclude l'Anaao - l'elevazione a 70 anni dell'età pensionabile in assenza di interventi legislativi, rischia di tradursi in un ennesimo privilegio per pochi, destinato ad alimentare ulteriormente il precariato medico".

Etichette:

Fimmg, chiarire sui certificati o partirà protesta

"Un incontro urgente sulle nuove norme per la certificazione di malattia dei dipendenti pubblici", ancora oggi "non chiare", "altrimenti dovremo prendere in considerazione l'ipotesi di dichiarare lo stato di agitazione di tutta la categoria 
 
E' la richiesta del segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, ai ministri Renato Brunetta della Funzione Pubblica, Ferruccio Fazio della Salute e Maurizio Sacconi del Lavoro, e al presidente e commissario Inps Antonio Mastrapasqua. A loro Milillo ha inviato ieri una lettera per "esprimere la preoccupazione della Fimmg sulle nuove norme". A preoccupare i medici soprattutto la parte della normativa in cui si prevede che i certificati non possono riferirsi a 'dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati'. "Ciò vuol dire - spiega Milillo - che il medico di famiglia non potrà redigere il certificato ad un suo paziente, con il quale ha un rapporto fiduciario, che si presentasse in serata per giustificare l'assenza dal lavoro il giorno stesso per banali patologie come mal di testa o febbre".

Per questo la Fimmg chiede, in particolare, "l'emanazione di un atto ufficiale che riconosca il sintomo soggettivo come 'dato clinico direttamente constatato' e ribadiamo ancora una volta la necessità di introdurre l'autocertificazione per periodi brevi di malattia". La Fimmg, ricorda Milillo, in questi ultimi anni si è caratterizzata come associazione "propositiva e molto aperta a sostenere i percorsi innovativi del Servizio sanitario nazionale", dice il leader dei medici di famiglia. 
 
"Ma in questo caso dobbiamo mettere in guardia tutta la categoria dai gravi pericoli che ogni medico potrebbe trovarsi ad affrontare se passassero le norme così come sono, non tanto nella forma quanto piuttosto nell'interpretazione quotidiana di alcuni aspetti applicativi del decreto Brunetta". E non solo per l'impossibilità di riferirsi sempre a 'dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati', ma anche per "lo sproporzionato e irrituale regime sanzionatorio previsto per il medico in caso di inadempienze o errori anche involontari, che lo indurrebbe ad atteggiamenti inappropriatamente difensivi".

Etichette:

13 gennaio 2010

Lazio: Cisl Fp, rischio licenziamento per 3.000

Ben 3 mila persone che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. E' la difficile situazione in cui, a detta di Cisl Funzione Pubblica di Roma, verte la sanità laziale, mentre il sistema sanitario regionale "ha completamente abbandonato sia gli utenti che i lavoratori", accusa il sindacato in una nota. 
 
"E' completamente fuori controllo, da parte della Regione Lazio - incalza la Cisl Fp capitolina - la funzione di controllo che deve esercitare nei confronti degli imprenditori della sanità privata che continuano a minacciare licenziamenti". "Si prevedono, in questo determinante comparto per il soddisfacimento dei bisogni sanitari dei cittadini romani, licenziamenti per oltre 3.000 unità tra il personale addetto ai servizi assistenziali". Il sindacato richiama, al riguardo, le "strutture più rappresentative" sui cui aleggia il rischio 'sforbiciata' del personale: "Fondazione Santa Lucia 241 unità - fa i conti - Gruppo Tosinvest 401 unità, Valle Fiorita presidio San Filippo Neri 25 unità, Consorzio Ri.Rei 193 unità". Tagli che "si tradurranno in una riduzione netta di prestazioni sanitarie primarie per gli utenti. 
 
A questo disastro sociale perpetrato da una Regione assente dal punto di vista istituzionale - accusa ancora la Cisl Fp - si aggiunge l'ulteriore recente provvedimento che ha di fatto congelato il processo di stabilizzazione del personale precario della Regione Lazio. Una misura che coinvolge oltre 2.500 lavoratori, frutto anche di un lungo percorso di concertazione con le organizzazioni sindacali". 
 
L'appello che rivolge la Cisl nei confronti di tutte le forze politiche è quello di "assumersi le responsabilità degli atti che vengono adottati nei confronti della cittadinanza, per le ripercussioni sociali che i provvedimenti sopraindicati comporteranno in termini di servizi alle persone e alle famiglie dei lavoratori interessate dai licenziamenti". Il sindacato assicura che "attiverà immediatamente tutte le azioni necessarie ad impedire tali ripercussioni nei confronti dei lavoratori e dell'utenza.

Etichette:

Fazio, Agenas e Aifa aiutino Regioni in difficoltà

Agenas e Aifa a disposizione delle Regioni impegnate nei Piani di rientro. "Attraverso il loro supporto istituzionale" queste agenzie "possono garantire, in accordo con la Regione stessa, sia un gruppo operativo nella sede regionale, composto da professionisti esterni e interni in grado di accompagnare la Regione sottoposta al piano di rientro verso il risanamento economico; sia la riqualificazione organizzativa dell'offerta sanitaria ai cittadini". 
 
Lo ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sottolineando ieri al Question Time alla Camera "le importanti discontinuità introdotte col nuovo Patto della salute rispetto al passato". Fazio ha evidenziato le iniziative studiate "per evitare che le amministrazioni sanitarie delle Regioni vengano commissariate, stimolandole a seguire linee e comportamenti di quelle più virtuose". 
 
Nel caso in cui, però, la Regione non persegua "con la dovuta energia e coerenza" il Piano di rientro concordato, "scattano - ha detto il ministro - una serie di misure coercitive, a iniziare dal commissariamento, che è in capo al presidente della Giunta regionale, affiancato da 2 subcommissari competenti nei settori economico-finanziario e sanitario". 
 
Niente più sconti e 'aiutini': Fazio ha ricordato che "non si prevede più il 'fondino' di accompagnamento messo a disposizione dalle altre Regioni a favore di quelle impegnate in piani di rientro", e che sono stati studiati "automatismi piuttosto aggressivi per recuperare le somme necessarie a ripianare i disavanzi creati dalla gestione non coerente delle sanità regionali", fra cui anche "misure di partecipazione al costo delle prestazioni". 
 
Al contempo, è prevista "una scadenza più ristretta per l'adozione di misure di contenimento del personale del servizio sanitario regionale - ha concluso - nei confronti delle Regioni che hanno sottoscritto i Piani di rientro".

Etichette:

I veterinari incontrano il Ministro

"Verificheremo se si tratterà di un incontro protocollare o se si tratterà di un confronto sui temi che dobbiamo trattare per superare positivamente una vertenza grave e complessa". Così Aldo Grasselli, presidente della Federazione veterinari e medici (Fvm), commenta la convocazione del neo ministro della Salute Ferruccio Fazio ai sindacati della dirigenza medica del Ssn. 
 
L'incontro tra le parti è fissato per il prossimo 20 gennaio a Roma. "Di incontri ne abbiamo avuti tanti in questi anni - sottolinea Grasselli in una nota - e sappiamo che non sono cortesi ed occasionali scambi che risolvono i problemi. Tuttavia, da queste occasioni di franchezza, se il ministro Fazio ha argomenti concreti da mettere sul tavolo, può iniziare un reciproco riconoscimento e un processo per elaborare soluzioni". Secondo Grasselli, per risolvere i problemi del Ssn "non sono sufficienti buone parole e pannicelli caldi. Si tratta di una crisi che, ovviamente, può significare opportunità. 
 
Ma una crisi non gestita e abbandonata al 'lassez faire' metterà ulteriori opportunità nelle mani dei parassiti del Ssn con un ulteriore enorme danno per cittadini e operatori. Questo è il punto di partenza su cui occorre un accordo: che futuro vogliamo dare al Ssn e al sistema universalistico di tutela dei cittadini?", conclude Grasselli.

Etichette:

Fazio, nessuna critica a medici su vaccinazioni

I medici non sono stati mai criticati sulla vaccinazione contro l'influenza A "né da me né  dal Governo". Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, rivolgendosi alla platea di camici bianchi riuniti a Roma dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) per il primo corso di formazione e informazione su vaccini e strategie vaccinali, organizzato proprio dopo che si e' registrata in Italia una scarsa adesione alla campagna vaccinale contro la pandemia. 
 
Per Fazio il mancato successo della campagna, con il numero limitato di cittadini che si sono sottoposti all'immunizzazione, puo' essere imputato a diversi fattori. A partire dal fatto che il vaccino e' stato messo a disposizione solo a picco pandemico iniziato. 
 
Ma c'e' stato anche un deficit di comunicazione verso i medici. Per questo Fazio considera particolarmente utile l'iniziativa avviata ieri dalla Fnomceo che prevede corsi di formazione e informazione a gruppi di camici bianchi che, a loro volta, formeranno altri medici nei rispettivi territori. All'incontro di ieri hanno partecipato un centinaio di medici.

Etichette:

Test su ecografo portatile per i MMG

Il ministro della Salute Fazio ha annunciato il progetto della sperimentazione di un piccolo ecografo portatile da affidare ai medici di famiglia 
 
Sarà sperimentato presto un ecografo da tasca grande come un BlackBerry per migliorare il lavoro dei medici di famiglia.
 
Lo ha annunciato ieri il ministro della Salute Ferruccio Fazio, in un incontro con i medici sul tema della vaccinazione contro l'influenza A a Roma.
 
"Siamo stati contattati da una nota azienda produttrice che ci ha proposto il mini-ecografo che potrebbe essere utilizzato dai medici del territorio nella loro attività quotidiana", ha spiegato Fazio, sottolineando che sono allo studio iniziative per la sperimentazione.

Etichette:

12 gennaio 2010

Il Friuli si riorganizza

Riorganizzazione della rete ospedaliera, presa in carico integrata di chi soffre di malattie croniche o è disabile, istituzione di un'unica centrale operativa per il 118 a Palmanova e ricerca di una maggiore efficienza attraverso la messa in rete dei 20 ospedali del Friuli Venezia Giulia. Sono i quattro interventi su cui si concentra la proposta di Piano sanitario e sociosanitario regionale per il triennio 2010-2012, che l'assessore alla Salute regionale, Vladimir Kosic, ha illustrato alla III Commissione consiliare presieduta da Giorgio Venier Romano (Udc). 
 
Obiettivi raggiungibili, secondo la Giunta, con il modello 'hub and spoke', ovvero dei centri principali (ospedali di Udine, Pordenone e Trieste, il Gervasutta del capoluogo friulano per la riabilitazione, gli Ircss Burlo Garofolo di Trieste e il Cro di Aviano) cui vengono inviati dai centri periferici i malati che presentano patologie più complesse o specifiche. Non è prevista quindi alcuna soppressione di nosocomio o diminuzione di servizi, ma una forte riorganizzazione interna con meno unità operative - spiega una nota - e la messa in comune di risorse, spazi, attrezzature e personale. 
 
Sarà istituita inoltre una Rete oncologica regionale, mentre le linee guida per il trattamento di queste patologie individueranno percorsi di cura omogenei senza squilibri territoriali. Un'ottimizzazione delle risorse che si tradurrà anche nell'aumento dei ricoveri in day hospital e day surgery. Per quanto riguarda i servizi sociali, infine, il Piano prevede la creazione di un Fondo unico sociosanitario, l'elenco dei servizi sociali suddivisi per tre tipologie che il sistema sanitario e sociale offrirà e la definizione dei piani locali per la cronicità e la non autosufficienza, così da regolare e programmare i servizi previsti. 
 
Prima dell'illustrazione del Piano sociosanitario sono stati numerosi gli interventi dei consiglieri. Da parte dell'opposizione, ma anche di Roberto Asquini per il Gruppo Misto, è giunta la richiesta di non proseguire con la discussione sulla bozza. Il Piano è bloccato o verrà modificato profondamente, "di fatto è come se non ci fosse", ha commentato il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton.

Etichette:

Cinque regioni si alleano per la Ricerca

La ricerca italiana sarà più competitiva in Europa. E le Regioni italiane saranno più attrezzate per partecipare alla gara europea per conquistare i fondi destinati al settore, a cominciare dagli oltre 50 miliardi che costituiscono la posta in gioco complessiva del VII Programma quadro per la ricerca. E' una delle conseguenze dell'accordo di collaborazione firmato oggi a Roma da cinque Regioni: Campania, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. 
 
L'accordo, promosso dalla Regione Toscana, consente, attraverso un più stretto coordinamento fra le diverse realtà regionali, di fare massa critica e risultare così più capaci di accedere ai fondi messi a disposizione dal VII Programma quadro europeo in materia di ricerca e innovazione. "Investire nella ricerca - ha spiegato l'assessore all'Università e ricerca della Regione Toscana, Eugenio Baronti, illustrando le finalità del protocollo d'intesa - vuol dire investire nel futuro. 
 
La ricerca è strategica, soprattutto in questa fase di crisi economica, ed è fondamentale per sostenere l'innovazione e puntare ad una riconversione del modello produttivo, in direzione di uno sviluppo più sostenibile. Si tratta - ha aggiunto - di una forma di coordinamento molto operativa, che non crea carrozzoni o tavoli inutili ma che servirà a far crescere una più matura cultura progettuale, anche grazie allo scambio di esperienze e pratiche virtuose. L'accordo non è blindato - ha precisato l'assessore - ma, al contrario, è aperto ad ulteriori adesioni. 
 
L'auspicio è infatti quello che da questo primo nucleo possa allargarsi molto presto ad altre Regioni". Sul piatto ci sono oltre 50 miliardi di euro per il periodo 2007-2013. Una posta decisamente appetibile, che però non è affatto facile da conquistare, non solo per la spietata concorrenza ma anche a causa di una diffusa sottovalutazione dei criteri di verifica e delle complesse modalità procedurali previste per la formulazione delle proposte. Si tratta infatti di progetti complessi, che richiedono partenariati forti e coinvolgono necessariamente più soggetti, pubblici e privati.

Etichette:

Oms, cesareo triplichi rischio per le madri

Parto con taglio cesareo in barba al dolore? Meglio armarsi di sano coraggio e affrontare doglie, travaglio e parto naturale. Almeno che ad indicare il cesareo non sia il medico stesso, alla luce della storia clinica della paziente.

A raccomandarlo è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che, numeri alla mano, mostra come questo tipo di intervento mini maggiormente la salute della neomamma. Conclusioni forti di una ricerca che ha passato al setaccio oltre 100 mila nascite, mettendo insieme i dati provenienti da nove Paesi asiatici: Cambogia, Cina, India, Giappone, Nepal, Filippine, Sri Lanka, Thailandia e Vietnam.

Ebbene, se eseguito senza che ve ne sia una reale necessità medica - spiegano i ricercatori dell'Oms - il taglio cesareo fa lievitare i rischi di complicanze gravi, rendendoli 2,7 volte più probabili rispetto a quelli corsi da chi opta per il parto naturale. Aumentano, inoltre, le probabilità di dover fare i conti con un'emorragia, e crescono di dieci volte le possibilità di finire in un reparto di terapia intensiva.

Ecco perché gli autori dello studio sottolineano, sulle pagine della rivista Lancet, che il taglio cesareo dovrebbe essere praticato solo quando realmente necessario, per agevolare l'esito del parto per la mamma o per il bebè.

Etichette:

Radicali ritirano emendamenti a Ddl biotestamento

I radicali hanno ritirato i circa 2.300 emendamenti presentati al Ddl sul testamento biologico in Commissione Affari sociali della Camera, che ieri ha ripreso i lavori sul provvedimento. Ma le proposte di modifica saranno ripresentate in Aula, assicurano i radicali accusando Esecutivo e maggioranza di non essere disponibili al confronto sul testo del Ddl. 
 
"La maggioranza di centro-destra, il Governo - spiega in una nota la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni - mostrano chiaramente la sua totale, completa indisponibilità ad accogliere, sinanche a confrontarsi sui nostri emendamenti, sulle nostre proposte". 
 
"A questo punto, gli emendamenti che ho presentato, almeno in sede di Commissione Affari sociali, non hanno alcuna ragione d'essere - sostiene - anzi rischiano di essere un alibi per comportamenti intolleranti e illiberali del Governo e della maggioranza. 
 
Non voglio concedere loro alcun alibi. Li presenterò in Aula, perché la mia, la battaglia dei Radicali e spero di tutto il centro-sinistra e anche della parte laica del centro-destra continua: perché crediamo e vogliamo la libertà di ricerca scientifica e affermare i diritti umani fondamentali", conclude.

Etichette:

Fazio convoca sindacati per il 20 gennaio

L'incontro tanto atteso alla fine ci sarà: i sindacati della dirigenza medica del Ssn sono stati infatti convocati dal ministro della Salute Ferruccio Fazio. L'incontro si svolgerà giovedì 20  a Roma nella sede del ministero di Lungotevere Ripa 
 
A riferirlo all'ADNKRONOS SALUTE è il segretario nazionale dell'Anaao Assomed, Carlo Lusenti, che precisa: "Questa convocazione la prendo come un gesto di cortesia istituzionale del neoministro. Non la collego direttamente alla 'vertenza salute' in difesa del Ssn e alla mobilitazione nazionale dei camici bianchi che andrà in scena il 19 gennaio, 24 ore prima dell'incontro con Fazio". "E' tradizione - spiega Lusenti - che al momento dell'insediamento il nuovo ministro incontri le organizzazioni sindacali. Ecco perché considero questa convocazione un garbo istituzionale. 
 
Sicuramente apprezzabile". Un gesto che al momento non cambia le iniziative di protesta promosse dai sindacati della dirigenza medica, Anaao in testa, e già calendarizzate. Si inizia il 19 gennaio con una giornata di mobilitazione nazionale, che aprirà di fatto la 'vertenza salute'. Mercoledì prossimo sono previste assemblee di medici, veterinari e altri dirigenti del Ssn sul posto di lavoro. Poi due manifestazioni regionali, a Napoli il 4 febbraio e a Milano il 16 per puntare l'attenzione sui problemi del Centro-Sud e del Nord, e una manifestazione nazionale a Roma il 9 marzo. 
 
Fino a un possibile sciopero a marzo, in mancanza di risposte dalle Istituzioni, con i camici bianchi in piazza. "La vertenza - spiega Lusenti - è caratterizzata da problemi molto sedimentati, come ad esempio il finanziamento del Ssn e il rischio clinico. Temi che - aggiunge il numero uno dell'Anaao - vanno affrontati in modo sistematico. L'obiettivo della vertenza è quello di sollecitare e richiamare l'attenzione delle istituzioni nei confronti dei temi della salute, argomento decisivo per la qualità civile di un Paese. Temi spesso affrontati in modo episodico e che invece dovrebbero trovare più spazio nell'agenda politica. Insomma - conclude Lusenti - la tutela della salute dei cittadini ha bisogno di maggiore attenzione e più soluzioni".

Etichette:

11 gennaio 2010

Amsi, in Calabria torni la normalità

Un appello perché si cerchino soluzioni adeguate a tutte le situazioni di disagio in cui si trovano molti immigrati, anche per garantire la tranquillità e la sicurezza ai cittadini italiani e di origine straniera, oltre alla pacifica convivenza. A lanciarlo l'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) che esprime preoccupazione per ciò che sta accadendo in Calabria, a Rosarno, e sottolinea "l'importanza di puntare su un'immigrazione programmata e qualificata ed il diritto al lavoro regolare per tutti". 
 
L'Amsi ribadisce inoltre la necessità di puntare su un "un pacchetto integrazione" per la sanità come per tutti gli altri temi che riguardano l'immigrazione. Per il presidente dell'associazione, Foad Aodi, è necessario infatti mettere a punto un progetto condiviso da comunità straniere, cittadini e associazioni italiane e di origine straniera impegnati nel mondo dell'immigrazione. Per questo invita tutti quelli che vogliono collaborare a inviare via mail (amsi@libero.it) proposte che riguardano i diversi temi dell'immigrazione, non solo sanitari: integrazione, cittadinanza, cooperazione internazionale, sanità, scuola, università, lavoro, diritti e doveri , comunicazione, dialogo inter-religioso, medicina e religione, legislazione. 
 
Alcune proposte sono state già avanzate dall'Amsi in questi anni alle istituzioni. Eccone qualcuna: 1) Riduzione a 5 degli anni per la richiesta della cittadinanza italiana e concessione del voto amministrativo agli immigrati; 2) Diritto alla salute e allo studio per tutti; 3) Diritto a partecipare ai concorsi senza cittadinanza italiana per chi lavora da 5 anni in Italia; 4) Diritto al lavoro regolare; 5) Censimento del fabbisogno di operatori sanitari nel servizio sanitario italiano; 6) Inserimento dell'atto della circoncisione come prestazione nel Ssn; 7) Campagne di comunicazione ed informazione sull'accesso degli stranieri al Ssn; 8) Insegnamento della lingua, cultura e legislazione italiana; 9) Insegnamento della storia delle religioni; 10) Intensificare le campagne della conoscenza culturale per sconfiggere i pregiudizi e la paura del diverso tramite tv e giornali; 11) Intensificare la cooperazione internazionale e lo scambio socio-sanitario con l'Italia ed i nostri Paesi di origine; 12) Intensificare gli accordi bilaterali con i paesi di origine in materia di immigrazione.

Etichette:

Fnomceo: siamo medici di tutti

"Il medico è deve essere il segno e il simbolo concreto di accoglienza, solidarietà, vicinanza e risposta ai bisogni". Per gli immigrati, come per tutti gli altri cittadini. "Deve essere questo, altrimenti si creano cortocircuiti che mettono a rischio la vita delle persone e non fanno onore ai grandi valori su cui si basa la professione". 
 
A dirlo è il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) Amedeo Bianco commentando la vicenda della donna di origine marocchina, morta a Mantova e vegliata dalla figlia di 5 anni, che non si era rivolta al medico per paura di perdere il lavoro. La vicenda della donna, che ha continuato a lavorare nonostante malesseri accusati, anche se non si conoscono i motivi per i quali ha rinunciato a curarsi, "deve far riflettere sulla necessità - spiega Bianco all'ADNKRONOS SALUTE - di evitare che i medici e le strutture sanitarie abbiano un ruolo fiscale o addirittura repressivo. Abbiamo sempre visto la diffusione di idee del genere come un pericolo perché possono portare a evitare le cure con un rischio sia per la salute individuale che collettiva". Bisogna evitare, quindi, tutte quelle norme e normative che vorrebbero fare del medico un burocrate sotto l'aspetto fiscale e repressivo. 
 
E "serve anche una giusta comunicazione su quale deve essere il ruolo del medico", aggiunge Bianco. Comunicazione che probabilmente ha funzionato per quanto riguarda la non obbligatorietà di denuncia da parte dei sanitari del reato di clandestinità. "Non si sono registrati infatti cali di richieste a medici e pronto soccorso da parte di irregolari", dice Bianco, ma la vicenda di Mantova mette l'accento sulla necessità di fare molta attenzione a temi che potrebbero incrinare la fiducia verso il sistema sanitario e i suoi rappresentanti. "E' terribile che in un Paese civile come il nostro, nel 2010 ci siano ancora persone che non si rivolgono a un medico o a una struttura sanitaria per paura. Se così è, abbiamo molti passi avanti, in termini di civiltà, da fare. E' inconcepibile", conclude Bianco.

Etichette:

Caso Englaro, archiviata posizione del padre

Si chiude con un decreto di archiviazione l'iter che ha visto il padre di Eluana Englaro, Beppino, e l'equipe sanitaria composta da 13 persone (l'anestesista Amato De Monte e altri 12 operatori) indagate per l'ipotesi di reato di omicidio volontario dopo la morte della donna, avvenuta a Udine il 9 febbraio 2009 presso l'Azienda pubblica di servizi alla persona La Quiete, dopo 17 anni di coma vegetativo. 
 
Come è noto, l'equipe aveva applicato il protocollo stabilito dalla Corte d'Appello di Milano, sospendendo alimentazione e idratazione artificiali alla giovane. Il decreto è stato emesso dal gip del Tribunale di Udine, Paolo Milocco, su istanza di archiviazione presentata dalla Procura di Udine il 26 novembre 2009. 
 
A chiedere precedentemente l'archiviazione del fascicolo era stato l'avvocato di Englaro e dell'equipe, Giuseppe Campeis, a seguito di una serie di perizie, l'ultima delle quali, eseguita sull'encefalo e depositata il 16 novembre scorso, aveva stabilito l'irreversibilità del coma vegetativo nel quale versava Eluana Englaro.

Etichette:

Più privacy per i dati sull'HIV

No alla raccolta indiscriminata dei dati sull'Hiv negli studi medici. Lo ha stabilito il Garante della privacy che, con un provvedimento generale, ha indicato i principi ai quali devono attenersi i camici bianchi nella raccolta di informazioni sulla sieropositività. 
 
Chi "esercita la professione sanitaria - si legge nella newsletter dell'Authority - non deve raccogliere informazioni sulla sieropositività di ogni paziente che si rivolge per la prima volta allo studio medico, se ciò non è indispensabile per il tipo di intervento o terapia che deve eseguire". Non solo. Il Garante ha precisato che se il medico viene a conoscenza di un caso di Aids o di Hiv, oltre a rispettare specifici obblighi di segretezza e non discriminazione nei confronti del pazienze, ha l'obbligo di adottare ogni misura individuata dal Codice della privacy per garantire la sicurezza dei dati sanitari. Il dato sull'infezione da Hiv può essere raccolto dal medico, infatti, solo qualora sia ritenuto necessario rispetto all'intervento clinico da eseguire sul paziente e comunque con il suo consenso, precisa l'Autorità. 
 
L'indicazione per tutti i camici bianchi è stata messa a punto dal Garante dopo aver affrontato il caso di uno studio dentistico che raccoglieva informazioni sull'Hiv attraverso la distribuzione di un questionario al momento dell'accettazione dei pazienti. "Allo studio - si legge ancora nella newsletter - è stato vietato l'uso dei dati raccolti. Alla base dell'intervento del Garante c'è, dunque, lo stop a una raccolta generalizzata e ingiustificata di informazioni delicatissime". Nel primo colloquio con il paziente - spiega l'Autorità - una volta acquisito il consenso al trattamento dei dati personali, il medico deve raccogliere solo le informazioni sanitarie necessarie ad assicurare una corretta assistenza medica. 
 
L'esigenza di raccogliere informazioni sull'Hiv fin dal momento dell'accettazione - continua l'Autorità - non può essere giustificata neanche dalla necessità di attivare specifiche misure di protezione per il contagio, poiché la normativa di settore prevede che tali misure siano adottate, nei confronti di ogni paziente, a prescindere dalla conoscenza dello stato di sieropositività.

Etichette:

Fp Cgil, no a legge pensionamento a 70 anni

Pensionamento dei medici a 70 anni? No grazie. A dire no all'articolo del Ddl sul lavoro in discussione alla Camera, con il quale i camici bianchi dirigenti della sanità pubblica potranno rimanere in servizio fino all'età di 70 anni, è la Fp Cgil medici, che lancia un appello ai parlamentari per la soppressione dell'articolo 
 
"E' una norma iniqua - sottolinea in una nota il segretario nazionale Fp Cgil medici, Massimo Cozza - che consentirà di rimanere in servizio in primo luogo a chi ha responsabilità apicali, precludendo la possibilità di carriera a decine di migliaia di dirigenti medici professionali. 
 
Ancora più odiosa è per gli oltre 10 mila medici precari che vedranno allontanarsi sempre di più ogni legittima speranza di stabilizzazione". Una norma che non piace, così come quella sulla cosiddetta 'rottamazione' arbitraria da parte delle aziende nei confronti dei camici bianchi senza incarichi di struttura complessa e con 40 anni di contributi compresi i riscatti. "Da un lato - spiega Cozza - il medico potrebbe avanzare l'istanza di rimanere in servizio fino a 70 anni, ma senza incarico di struttura complessa l'azienda potrebbe utilizzare la vigente norma sulla rottamazione. 
 
Un vero pasticcio giuridico. La nostra proposta è semplice: si elimini il pensionamento a 70 anni, si abroghi in modo chiaro la rottamazione per tutti, e si lasci invece decidere ai medici - e non alle aziende come avviene attualmente - la possibilità di prolungare l'attività di un biennio al compimento dei 65 anni di età. Chiediamo pertanto al Parlamento - conclude Cozza - di cambiare la norma e al Governo di non porre la fiducia sul provvedimento, a tutela della professionalità di decine di migliaia di medici".

Etichette: