Vino rosso e cioccolata: nessun beneficio per la salute, lo studio


Il resveratrolo, la sostanza antiossidante contenuta in molti alimenti come il vino rosso, frutti di bosco e cioccolato, non farebbe bene alla salute come sostenuto da molti studi condotti soprattutto negli ultimi anni. Lo rivela una ricerca pubblicata su Jama Internal Medicine.

Vino rosso e cioccolato

 

Contrordine, almeno così sembra, sugli effetti benefici del resveratrolo. La ricerca ha prodotto finora numerosi studi che elencavano gli effetti benefici per la salute apportati dall'assunzione di questo antiossidante.

Dalla salute cardiovascolare, alla prevenzione del cancro, fino ad arrivare ad essere definito come protettore contro il Parkinson e l'Alzheimer e 'segreto' per una maggiore longevità.

La ricerca portata a termine dalla Johns Hopkins University non rileva nulla di quanto finora sostenuto. I dati raccolti non dimostrano che il resveratrolo sia in grado di produrre effetti benefici sulla salute abbassando il rischio di morte, di cancro e di patologie cardiache.

Insomma, la sostanza antiossidante non avrebbe il ruolo così importante che gli è stato attribuito.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno reclutato un campione di 783 persone. Tutte vivono nella regione del Chianti, in Toscana, hanno un'età di 65 anni, uomini e donne. Lo studio è stato condotto tra il 1998 e il 2009, undici anni in cui il team, coordinato da Richard Sembra, ha monitorato la popolazione.

Gli studiosi hanno rilevato, attraverso la compilazione di un questionario, le abitudini alimentari dei volontari. Nel corso dello studio sono stati poi eseguiti regolari esami delle urine che hanno consentito di misurare la concentrazione di resveratrolo.

Durante lo studio, il 27% dei partecipanti ha avuto una patologia cardiaca, al 5% è stata fatta diagnosi di tumore, mentre un terzo è deceduto entro i nove anni. Nell'elaborazione dei dati sono stati tenuti in considerazione diversi fattori, tra i quali il sesso e l'età.

In sintesi, quello che è emerso è che i partecipanti con maggiori concentrazioni resveratrolo non avevano maggiori probabilità di sopravvivenza, rispetto a chi non ne presentava alcuna traccia nelle urine.

Inoltre, non è stata individuata nessuna associazione tra la concentrazione di questa sostanza con i marcatori delle patologie cardiovascolari, gli stati infiammatori e l'incidenza di cancro.

Gli studi precedenti

Lo scorso anno una ricerca eseguita dall'Università del Galles e pubblicata su Science riferiva sui benefici prodotti dal resveratrolo contro diverse patologie come il cancro, il diabete tipo 2 e l'Alzheimer.

Tuttavia i risultati riscontrati nel corso dello studio riferivano che per ottenere un effetto significativo era necessario assumere giornalmente una quantità di sostanza contenuta, però, in circa 100 bicchieri di vino.

Anche un altro studio, questa volta pubblicato su Cell Metabolism e condotto dall'Università di Maastricht, arrivava alla conclusione che l'antiossidante in questione producesse benefici riducendo i fenomeni di ipertensione e gli zuccheri nel sangue.

Tuttavia, anche in questo caso, ai partecipanti erano state somministrate dosi massicce di resveratrolo, cioè 150 mg quotidiani per un mese. Alla fine dello studio i ricercatori avevano rilevato nei partecipanti una riduzione dei grassi epatici, della pressione sistolica e degli zuccheri nel sangue. Effetti paragonabili, secondo gli studiosi, a quelli prodotti da un regime dietetico rigoroso associato ad un'attività fisica regolare.

Tuttavia, per raggiungere i 150 mg giornalieri di resveratrolo utilizzati nel corso dello studio, sarebbero necessari molti litri di vino, infatti, secondo i dati della Società Italiana di Alcologia (SIA), la quantità di sostanza utile presente in un litro si aggira tra 0,6 e 0,8 milligrammi.

In sintesi, sembra di capire che la quantità di resveratrolo assumibile con l'alimentazione non sia sufficiente per produrre effetti benefici per la salute, lo confermerebbe lo studio della Johns Hopkins University che non ha infatti indagato sull'impiego di integratori.

Su quest'ultimi resta comunque il dubbio sugli effettivi benefici. Se parliamo del resveratrolo, lo troviamo in natura nella buccia dell'acino d'uva. Che effetti può avere sul nostro organismo l'assunzione di una quantità pari a decine di chili d'uva?

Ad ogni buon conto, gli studi precedenti che indicano i benefici ottenuti con il resveratrolo non sono confortati da sufficienti prove inequivocabili. Motivo per cui non è mai stata prodotta una letteratura ufficiale con  raccomandazioni d'uso di questo antiossidante.

Il dibattito, comunque, resta probabilmente aperto nell'ambito della comunità scientifica.

IN ARGOMENTO:

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Maggio 2014

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