Caso Englaro: attenti a quei due


Lo sappiamo, ora lo sanno tutti, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata lo scorso 13 novembre. Eluana Englaro, la giovane donna in coma da oltre 15 anni, è libera di uscire dallo scafandro che la imprigiona, il suo corpo e di volare via.

Tutto è stato fatto nella legalità. Oltre 6.000 lunghissimi giorni trascorsi con avvocati, giudici e carte bollate. Lo aveva capito anche la Corte di appello di Milano, quando un mese fa diede fiducia al tutore di Eluana, il padre, e non chiese la sospensiva della propria ordinanza, in attesa del responso della Cassazione sul ricorso della Procura di Milano. Si fidava di Beppino Englaro. Era chiaro che volesse concludere questa lunga vicenda processuale senza ombre, la sua caparbietà nel chiedere giustizia ha convinto tutti. Tutti, tranne il Vaticano che invoca le sue leggi, spacciandole per leggi divine.


'Non uccidere è il primo comandamento!', ha tuonato in uno dei primi comunicati stampa seguiti all'annuncio della sentenza, il cardinale Javier Barràgan, ministro Vaticano della Sanità, che accusa di volerle infliggere una morte terribile 'per fame e per sete'. Ma Eluana è lì nel suo letto, che non può sentire. Non sappiamo come sia, non lo abbiamo visto, di certo un corpo 'robusto e forte' come l'ha definita il suo medico e amico di famiglia, il neurologo Carlo Alberto Defanti, 'non ha mai dovuto assumere un antibiotico, ha superato anche una recente crisi emorragica', ma la sua morte cerebrale l'ha portata via da oltre 15 anni e lei non abita più il suo corpo biologico, che pur amorevolmente accudito dalle suore della clinica "Beato Luigi Telamoni", è solo un corpo, inanimato.

Nella legalità le saranno sottratte la nutrizione e l'idratazione, anche se Eluana non ha incontrato la pietas degli uomini, seguaci dell'idolatria della vita ad ogni costo. Solo ieri il Sottosegretario al Welfare, on. Eugenia Roccella, si è armata di una spada a lama sottile: la scienza medica, ed ha cercato di dimostrare che l'irreversibilità dello stato vegetativo di Eluana è indimostrabile. Oggi, con altrettanto piglio scientifico, il cardinal Bagnasco intimidisce con toni ed argomenti simili. Al contrario, il medico chirurgo e senatore, Ignazio Marino, ricorda che non esiste nessun caso al mondo, nella letteratura, quella sì scientifica (non è la fiction!) e documentata, che segnali un risveglio dopo 16 anni! Al massimo dopo uno o 5 anni (con danni gravissimi, irreversibili). Ma, ormai, la pista aperta da questo misto fritto tra potere vaticano e politici vaticanisti, ci porta diritti ad un pericoloso uso strumentale dell'informazione.

La morale si mette le vesti dell'oggettività scientifica, ma non ne assume il relativismo, e perde così umanità, carità e pietà , quelle sì cristiane. L'obiettivo, però, rischia di essere raggiunto con questa informazione fumosa, intrisa di veleno persecutorio ed è quello di spostare l'attenzione dal piano dei diritti e delle libertà (la Cassazione ha confermato che Eluana è libera di scegliere se essere tormentata o meno, ed ha accolto la persistenza dello stato vegetativo permanente) a quelle di un accertamento medico-legale indimostrabile, che potrebbe durare all'infinito. Tutto ciò è scorretto, eticamente scorretto, il tema era altro. Probabilmente per alcuni politici vaticanisti per carriera, il gioco scorretto, vale la candela.

La posta in gioco, infatti, sono gli articoli del testo unico in materia di "direttive anticipate o testamento biologico". Occorrerà un lavoro di opposizione intelligente, trasversale, che combatta per un testo autentico e non "contro il testamento biologico", come ha dichiarato, con onestà intellettuale, il parlamentare pdl, Benedetto Della Vedova, affiancato da Margherita Boniver.

Contemporaneamente, la medesima "Santa Alleanza", ostacola l'esecuzione della sentenza in ogni modo. Eluana, non potrà morire in una struttura ospedaliera, in Lombardia. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha ordinato a tutte le strutture sanitarie di non dare corso alla sentenza. Ci siamo chiesti se sia lecito. Il costituzionalista, ex Garante per la privacy, Stefano Rodotà, ha ipotizzato 'un comportamento al limite del reato di abuso d'ufficio'

E di nuovo la famiglia di Eluana dovra' mettersi in cammino e migrare da "clandestina", nel suo Paese, l'Italia. Forse alla volta della regione Friuli Venezia Giulia, dove le pressioni politiche e religiose, sul suo presidente, Renzo Tondo, la precedono.

Tondo, eletto nelle liste del pdl, è stato preso di mira da parlamentari e assessori del suo partito, ma ha reagito con piglio istituzionale: " Non entro nel merito delle scelte che sono state fatte, ma, com' è giusto rispetto il dolore della famiglia che conosco". Beppino Englaro, si è sentito per anni come "un randagio che ululava alla luna", ha dovuto trovare ed inventare relazioni con istituzioni, persone. Ascoltare le angosce altrui, i pensieri irrisolti che gli sono stati lanciati addosso come frecce infuocate, con una violenza pari alla sua ostinata fermezza, ma l'ultimo atto di questo lungo dramma avrà bisogno di tanto silenzio e di un qualche giorno in più del previsto.

Oltre alle immagini di Eluana che continuano a scorrere su giornali e tv e che ingannano con la loro allegra vitalità, cosa ci resterà di tanto calvario' Di certo, l'interrogativo sulla libertà da esercitare, sulle volontà di fine vita da dichiarare e sul come poterlo fare. Forse, oggi, grazie ad Eluana, oltre che solo l'altro ieri (2006), grazie a Piergiorgio Welby e a Nuvoli, saremo più attenti e staranno più attenti, quando dovranno sedersi nell'Aula parlamentare, quella che appartiene a tutti i cittadini e decidere delle nostre vite, anzi della nostra libertà sacrosanta sulla nostra vita, sul nostro corpo, in una fantomatica legge sul testamento biologico o direttive anticipate.

Di certo, dovremo chiederci se vogliamo essere più liberi e se conosciamo responsabilmente il valore della libertà. In caso affermativo, preoccupiamocene.


Pagina pubblicata il 18 novembre 2008

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