Englaro: su atto d'indirizzo campagna ideologica


Sono "molte" le "inesattezze formali e sostanziali, accompagnate talora da una campagna ideologica" che circondano l'atto di indirizzo inviato ai presidenti delle Regioni dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, lo scorso 16 dicembre.

Un atto in cui si chiede alle strutture del servizio sanitario nazionale o convenzionate con il Ssn di non interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali per evitare un'ingiusta discriminazione dei malati. A ribadirlo ieri è, stato ancora una volta, lo stesso ministro dopo che sul documento sono piovute critiche e sulla sua persona anche una denuncia dei Radicali.



L'atto si lega infatti indissolubilmente alla cronaca, e più precisamente alla vicenda di Eluana Englaro, la donna da 17 anni in stato vegetativo persistente a cui un'ordinanza della Corte d'Appello di Milano, confermata dalla Corte di Cassazione, ha riconosciuto il diritto a interrompere i trattamenti che la tengono in vita.

Le inesattezze e la campagna ideologica "che di un caso specifico vuol fare una regola generale - precisa Sacconi in una nota - mi obbligano a ricordare le ragioni dell'atto che ho prodotto e la disciplina allo stato applicabile, con riferimento al dovere di idratazione e alimentazione verso qualunque persona, specialmente ove non sia in grado di provvedere a se stessa, nell'ambito del Ssn.

Tale obbligo - prosegue il ministro - non può ovviamente che collocarsi nei livelli essenziali di assistenza (i Lea), per i quali l'articolo 117 della Costituzione prevede la competenza esclusiva dello Stato, il cui compito è quindi quello di garantirne il rispetto nell'intero territorio nazionale".

Pagina pubblicata il 22 gennaio 2009

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