La lezione di Beppino Englaro e l'orrore del nostro presente.


Di fronte a quanto sta accadendo in queste ore, e di cui riferiamo in altro articolo, si resta storditi, come se improvvisamente fossimo catapultati in un'altra vita, in un altro mondo.

La tentazione di tacere è forte. Per rispetto di un dramma umano, certo, ma anche perché le parole vengono a mancare. E molto apprezzamento va riconosciuto a quei media che già da qualche giorno hanno deciso di sottrarsi alla cronaca minuta di quelle che sembravano le ultime ore di Eluana.

Tuttavia, la realtà ha superato la fantasia e il quadro si è ulteriormente complicato con un'iniziativa del governo che molti non esitano a definire un tentativo di 'golpe' e che sicuramente apre un conflitto istituzionale del tutto inedito nella storia del paese.

Dunque, come tacere, se non sentendosi conniventi'

Come, soprattutto, pensando alla battaglia di Beppino Englaro' Che ci parla, a tutti e ad ognuno di noi.

E ci dice che è solo praticando il terreno della legalità e della presa di parola pubblica che si riesce a stanare la cattiva politica e a smascherarne il volto (vorremmo dire il ghigno) autoritario, indifferente ai principi dell'ordinamento e del bene pubblico.

Occorre, in un momento grave del paese, raccogliere questa lezione, seguirne l'esempio.

Uscire dalle case e dai propri particolari, fare di ogni ingiustizia privata un fatto pubblico, parlare e manifestare.

Questo paese non è il suo governo.

Ne sono esempio i tanti appelli, le stesse divergenze nel mondo politico, il popolo di internet che grida contro questo sopruso.

Ne è esemplare espressione la Magistratura, di ogni ordine e grado, che pur soggetta a pesanti pressioni ha riaffermato i principi di diritto, quella stessa Magistratura contro cui è diretta l'iniziativa governativa al solo fine, non solo di compiacere le autorità vaticane, ma anche di dimostrare che le sentenze non valgono nulla, possono essere messe nel nulla.

Ne è esemplare espressione la comunità scientifica che non da oggi si è pronunciata in materia di alimentazione e idratazione artificiale, e la comunità medica che oggi dichiara che disubbidirà all'obbligo di denunciare i clandestini.

Tutto questo accade dopo anni di colpevole latitanza sul piano legislativo da parte di tutte le forze parlamentari e tutti i governi, e ricade vergognosamente sulla vita di un uomo e di una famiglia troppo perbene per questa classe politica.

E' ora di dire basta. Mai la politica è stata così distante dal paese. Rendiamolo evidente. Con Beppino Englaro, per Eluana. Fin da domani.

Nicoletta Morandi

Pagina pubblicata il 07 febbraio 2009

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