Un curatore speciale per gli embrioni? No grazie.


La fecondazione assistita e la legge 40 tornano sotto i riflettori dei tribunali. Ieri, è stata resa nota una nuova ordinanza del Tribunale civile di Firenze.

Rigettata l'istanza di Mario Palmaro, presidente del comitato Verità e Vita, che un anno fa aveva chiesto di essere nominato "curatore speciale" di alcuni degli embrioni, che una giovane donna milanese, infertile, ma anche malata di esostosi multipla (una malattia degenerativa delle ossa), aveva chiesto, al Tribunale di Firenze,di non trasferire, qualora fossero risultati malati, dopo la diagnosi genetica degli embrioni.

L'esito non era scontato e l'avvocato Gianni Baldini, dell'associazione Madre Provetta, che ha assistito la coppia per oltre un anno, solo oggi può tranquillizzarsi. L'ordinanza, ancora una volta del Tribunale civile di Firenze è netta:

"nessun interesse attuale e concreto" da parte del professore, filosofo e presidente di Verità e Vita verso quegli embrioni. In sintesi, non può essergli riconosciuto un interesse più rilevante di quello che non abbiano i genitori, trattandosi di un terzo del tutto estraneo alla famiglia. Inoltre, cosa di meglio avrebbe potuto offrire il signor professore a quegli embrioni malati, se non di restare congelati' Forse di farli guarire o di farli nascere senza il consenso della madre'. "Il buon senso è stato ristabilito con questa sentenza". Afferma l'avvocato Gianni Baldini, che sta conducendo con successo la coppia fuori dal tunnel. " La richiesta del professore Palmaro, se accolta, avrebbe avuto conseguenze gravissime e paradossali allo stesso tempo'. Sarebbe diventato 'uno di famiglia', ma contro i genitori. Che avrebbero dovuto condividere con lui ogni fase della fecondazione in vitro e del trattamento medico.

Un vero incubo ed una violazione senza precedenti della libertà di entrambi i genitori. Ma cosa aveva chiesto la giovane madre milanese, oltre un anno fa al magistrato fiorentino, Isabella Mariani' Di non costringerla ad abortire in corso di gravidanza.

La donna, infatti, che conosce la gravità dell'esostosi multipla, non si sarebbe mai perdonata di farla ereditare al figlio tanto desiderato. Un rischio, stimato per la coppia, al 50%. Il magistrato fiorentino, con una articolata e motivata ordinanza l'aveva ascoltata e le aveva detto si, il 19 dicembre 2007.

Quando il magistrato Isabella Mariani ordinò al centro medico Demetra di Firenze, a cui la coppia si era rivolta, di procedere con la diagnosi genetica per l'esostosi e di congelare gli embrioni, eventualmente malati, in barba ai divieti espliciti della legge 40 (art. 14).

Poi, rinviata, nel luglio 2008 al vaglio della Corte Costituzionale per una valutazione sulla violazione degli artt 3 e 32 della Costituzione. Ma, pochi giorni dopo, inaspettatamente, la coppia aveva dovuto fare i conti con un nuovo processo. "Un vero e proprio attacco ed oserei dire un atto intimidatorio con l'obiettivo di dissuadere i miei assistiti' commenta l'avvocato Gianni Baldini.

Il nuovo fronte fu aperto dal presidente del comitato Verità e Vita, che chiese di essere nominato curatore speciale degli embrioni, contro i genitori. "E' come se fosse stato chiesto di sottrarre un minore a dei genitori incapaci o indegni.

Per intenderci violenti o peggio." Solo questi, infatti, potrebbbero essere i casi in cui il nostro Ordinamento giuridico prevede l'istituto del curatore speciale. "Un incubo, che ci riconduce indietro nel tempo, al diritto romano".

Quando il frutto del ventre della donna era sotto tutela dello stato, in assenza di una figura maschile (marito o padre o fratello). Infatti, si partiva dalla considerazione che la donna, per definizione, fosse inferiore all'uomo e dunque incapace giuridicamente.

Con questo obiettivo nel diritto romano esisteva il curatore del ventre, a tutela del futuro cittadino romano. Ieri, per fortuna, la storia non si è ripetuta. "Ora attendiamo che la Corte Costituzionale, il 31 marzo prossimo, valuti tutte le ordinanze di rinvio, che si sono succedute, dopo quella del Tribunale di Firenze del luglio scorso", conclude Baldini.

Fecondazione assistita: la legge 40 al banco degli imputati.

Monica Soldano

Pagina pubblicata il 13 marzo 2009

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