In Italia impossibile caso francese


Non si sarebbe mai potuta verificare in Italia la drammatica situazione in cui si è venuta a trovare l'equipe trapianti dell'Ospedale Pitie-Salpetriere di Parigi. Ne sono convinti gli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani dell'Aaroi, commentando in una nota la vicenda dei chirurghi francesi accortisi, poco prima dell'espianto degli organi, che un paziente dava segni di vita

"La situazione in Italia - dice Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi) - non si sarebbe potuta verificare, perché nel nostro Paese c'è una legge ritenuta la migliore al mondo, che regola in maniera precisa e assoluta tutta la metodica che deve certificare la morte cerebrale di una persona destinata a un trapianto".

La Legge italiana afferma che un paziente che si trova in rianimazione "non può essere trasferito dal reparto e quindi non gli può essere staccata la spina fino a quando una Commissione non ha accertato la morte cerebrale.

Quando dal reparto di rianimazione arriva la segnalazione che un paziente è in condizioni tali da poter essere candidato a diventare un donatore di organi - ricorda Carpino - la direzione sanitaria nomina una Commissione formata da un anestesista rianimatore, un medico legale e un neurofisiologo che effettuano tutti gli accertamenti per sei ore.

Se si tratta di un ragazzo sotto i quattordici anni il controllo deve protrarsi fino a dodici ore. Se è un neonato sotto il mese di vita per ventiquattro ore.

Solo al termine di questo periodo di tempo, nel corso del quale vengono effettuati numerosi controlli, nel rispetto di un protocollo previsto dalla Legge, la Commissione dà l'ok per staccare la spina e trasferire il paziente al Centro trapianti". Fra i controlli ci sono l'accertamento dei riflessi neurologici,

E l'elettroencefalogramma ogni due ore. "Inoltre, periodicamente si stacca la spina dalla macchina che tiene in vita il paziente, per accertare respiri autonomamente e meno. In Italia - conclude Carpino - proprio in virtù di questa legge che, ripeto, è la migliore al mondo ed è la più garantista, episodi come quello parigino non si sono mai verificati".  



Pagina pubblicata il 11 giugno 2008

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