Sono 15.000 le poliziotte italiane, passione e professionalità


(Roma) Svolgono il loro lavoro con forte motivazione, professionalità  e competenza. Guidano volanti ed elicotteri, dirigono commissariati e squadre mobili, sono medici, tecnici e sommozzatori.

Sette suonano nella banda musicale della Polizia di Stato e 55 sono nel gruppo sportivo delle Fiamme oro. Molte sono atlete di successo e hanno vinto medaglie, e campionati, anche in discipline tradizionalmente riservate agli uomini. Basti citare Valentina Vezzali, oro nella scherma alle Olimpiadi di Atene.

Entrate in Polizia nel 1959 nel vecchio 'Corpo femminile' inizialmente le donne in divisa avevano solo compiti dedicati alla tutela dei minori. Nel 1981 il nuovo ordinamento dell'amministrazione della Pubblica Sicurezza (legge 121) ha previsto ufficialmente la pari opportunità  di carriera tra uomini e donne.

E oggi le donne poliziotto sono 14.750, molte delle quali impegnate in ruoli importanti, ma cercando di trovare il giusto equilibrio tra la carriera e la vita privata. ''La prossima volta non sarò io a decidere, ma mi piacerebbe che in quell'occasione possa toccare a una donna'', aveva dichiarato il Ministro dell?Interno Giuliano Amato, in occasione dell'insediamento del nuovo Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli.

Una prospettiva possibile perché sono tante quelle tra loro, che si distinguono per grandi meriti all'interno della Polizia, ma anche per il coraggio, che non è solo prerogativa maschile.

E gli esempi sono tanti, anche se, conferma qualcuna, il mestiere non è dei più tranquilli. Ma è un mestiere che sovente si sceglie per passione, anche contro la volontà  della famiglia e che, specie se si è mamme, comporta non pochi problemi la conciliazione degli impegni di lavoro con quelli della vita familiare, in special modo quando i bambini sono piccoli, ma anche nella fase pre-adolescenziale quando la figura materna è più necessaria.

Ma come vedono i figli le mamme in divisa? Antonella Vertucci, 44 anni, una laurea in giurisprudenza e la responsabilità  delle relazioni esterne alla Questura di Napoli risponde che la mamma poliziotto è una figura graditissima ai bambini.

''Quando erano piccoli -spiega divertita - per i miei figli io ero un vero e proprio mito, tanto che ci siamo preoccupati che questo non andasse a scapito dell'immagine paterna. E oggi è rimasta una forte stima''. L'essere donna non e' stato un ostacolo alla crescita professionale di Antonella. ''Non ho subito alcuna forma di discriminazione -ci tiene a precisare- e in passato ho avuto molti incarichi operativi alle volanti a Secondigliano''.

''Il lavoro in Polizia -conclude - è impegnativo, ma le donne hanno dimostrato di poterlo fare tranquillamente, anche a livelli molto alti'' Per entrare nella Polizia di Stato bisogna partecipare ad un concorso che viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale. Le informazioni necessarie si trovano nella sezione concorsi del sito www.poliziadistato.it

E' possibile diventare poliziotto sia nei ruoli operativi che in quelli tecnici. Il corso da agente dura 12 mesi, invece gli aspiranti ispettori e commissari devono frequentare un corso per 18 mesi. In tutti i corsi di formazione è previsto anche l'addestramento fisico.

Per entrare in Polizia e' indispensabile essere cittadini italiani, essere di sana e robusta costituzione ed avere un'altezza non inferiore a 161 centimetri. Per diventare agente bisogna avere dai 18 ai 30 anni e almeno un diploma di scuola media inferiore.

Per accedere ai gradi superiori non bisogna avere più di 32 anni, se si accede direttamente con concorso esterno. E' necessario il diploma di maturità  per diventare ispettore e la laurea specialistica per i commissari.

Chi è in possesso di una laurea specialistica può anche aspirare ai ruoli tecnici e svolgere all'interno della Polizia la professione di biologo, medico, chimico o architetto. Ma, oltre al concorso, dovrà  sostenere anche un esame relativo alla propria specializzazione.
(Delt@ Anno V°, N. 164 del 16 luglio 2007)


Pagina pubblicata il 16 luglio 2007

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