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Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

16 marzo 2010

La contraccezione orale non aumenta la mortalità

L'uso di contraccettivi orali si associa a un rischio di mortalità superiore rispetto a quello delle donne che non ne hanno mai fatto uso? A questa domanda cerca di rispondere l'Università di Aberdeen, con uno studio di coorte prospettico iniziato nel 1968 e con dati di mortalità offerti dai medici di medicina generale del servizio sanitario inglese (1.400 distribuiti lungo tutto il territorio nazionale). 
 
Sono state sottoposte a osservazione 46.112 donne fino a 39 anni d'età, per un totale di 378.006 donne/anno di osservazione tra non utilizzatrici e 819.175 tra utilizzatrici. Al termine dello studio, si sono registrate 1.747 morti tra le non utilizzatrici e 2.864 tra le utilizzatrici. 
 
A confronto con le non utilizzatrici, le utilizzatrici di contraccettivi orali avevano un tasso significativamente inferiore di morti da ogni causa. Inoltre avevano tassi significativamente più bassi di morte per ogni tipo di cancro, tutte le malattie circolatorie, malattia cardiaca ischemica e altri disturbi. Nessuna associazione si è vista tra la mortalità generale e la durata dell'uso del contraccettivo orale, nonostante fossero apparenti relazioni specifiche con alcune malattie. 
 
Un rischio relativo aumentato di morte da ogni causa tra i due gruppi si è vista in donne sotto i 45 anni d'età che avevano smesso di usare contraccettivi orali 5-9 anni prima ma non in quelle con un uso più remoto. In conclusione: in questa ampia coorte inglese, la contraccezione orale non è risultata associata a un aumentato rischio di morte a lungo termine; al contrario è sembrato emergere un netto beneficio. In ogni caso, sottolineano gli autori, il bilanciamento tra rischi e benefici può variare globalmente, a seconda dei tipi di contraccettivi orali usati e del rischio preesistente di malattia.

Bmj

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27 luglio 2009

Pillola del giorno dopo e obiezione: ne parlano le donne a Roma, il 29 luglio, Festa del PD

Pillola del giorno dopo. Quello dell?obiezione di coscienza, relativa ad un farmaco che l?OMS ha classificato come contraccettivo di emergenza, assume contorni sempre più inquietanti. A distanza di un anno dall?avvio del servizio SOS Pillola del giorno dopo, l?associazione Vita di Donna ha ricevuto centinaia di richieste di aiuto provenienti da coppie in difficoltà. Ottenere la preziosa prescrizione, soprattutto nel fine settimana, si trasforma in un calvario.

Donne che si rivolgono agli ospedali dove medici obiettori non la prescrivono. Attese interminabili del medico prescrittore. Fatica e umiliazione.

Come non bastasse, una volta ottenuta la ricetta, ci si può trovare di fronte anche ad un farmacista obiettore. Gli ultimi due casi, finiti poi con una denuncia, si sono verificati a Roma e Fiumicino.

Tutto questo avviene in barba ad una legge che non consente ai farmacisti nessuna obiezione di coscienza. Il presidente della Federazione Nazionale dei farmacisti, Andrea Mandelli, ha ribadito nel corso della trasmissione Uno Mattina del 20 luglio che l?obiezione di coscienza, per la vendita dei farmaci non è contemplata, né dalla legge, né dal codice etico dei farmacisti, pur evidenziando che la questione dibattuta nascerebbe da un problema scientifico: non ci sarebbe una evidenza assoluta sulla fase esatta in cui il contraccettivo si attiverebbe.

La Federazione Nazionale dei medici ha stabilito in un documento approvato lo scorso ottobre, a Ferrara, che la pillola del giorno dopo è un contraccettivo d? emergenza per il quale non ci si può avvalere dell?obiezione di coscienza, prevista nella legge sulla interruzione volontaria di gravidanza (194/78). Ci si potrebbe, tuttavia, appellare ad una formula che il codice etico della Fnomceo indica come ?clausola di coscienza?. In ogni caso, trattandosi di un farmaco d?emergenza, il medico in ogni caso deve comunque assicurare alla paziente il nominativo di un altro medico per poter provvedere nel più breve tempo possibile.

Tanto disagio arrecato alle donne italiane quando nel resto dell?Europa la pillola del giorno dopo si avvia ad essere un farmaco da banco, ossia senza obbligo di ricetta. Come già avviene in Spagna, in Francia, in Inghilterra e in Germania.

Sulla illegalità, ad oggi ancora impunita, di questa presunta obiezione di coscienza di farmacisti ed, in alcuni casi, anche dei medici, che rifiutano di prescrivere la ?pillola del giorno dopo?, ovvero un contraccettivo d? emergenza, l?associazione Vita di donna, che da anni opera per la tutela della salute delle donne, propone una informazione corretta sia scientifica che giuridica. Inoltre, chiede un confronto ma soprattutto un impegno politico per la dignità e la libertà delle donne, alle Istituzioni preposte, ed in particolare alle Elette di tutti i partiti.

L?appuntamento è a Roma, il 29 luglio, Festa Democratica, Terme di Caracalla, ore 20.

Coordina: Monica Soldano, giornalista

Intervengono:

sen. Vittoria Franco, responsabile Pari Opportunità, Partito Democratico
on. Giulia Rodano, assessora alla Cultura, Regione Lazio
on. Roberta Agostini, presidente della commissione delle Elette, Provincia di Roma
dott. Giusy Gabriele, direttora generale ausl RM D
dott. Elisabetta Canitano, ginecologa, presidente Vita di donna
dott. Gabriella Pacini, ostetrica, responsabile SoS pillola del giorno dopo, Vita di Donna

Sono, inoltre, stati invitati a partecipare:
on. Cecilia d?Elia, assessora Cultura, Provincia di Roma, on. Monica Cirinnà, presidente Commissione Elette, Comune di Roma, Donatina Persichetti, presidente della Consulta femminile, Regione Lazio, Antonella Cantaro, Pari opportunità PD Lazio, Alberta Fanelli, presidente Casa Internazionale delle donne, Mirella Parachini, ginecologa, presidente Fiapac e associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca, Piergiorgio Donatelli, filosofo e bioeticista, Consulta Laica, comune di Roma.

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21 maggio 2009

Prescrizione pillola del giorno dopo, meglio prima

Vita di Donna in piazza per spiegare la contraccezione, regalare preservativi e prescrivere preventivamente la pillola del giorno dopo.

"Per un paese laico è inaccettabile il calvario a cui debbono sottoporsi le donne per ottenere la prescrizione del farmaco - dice Elisabetta Canitano, presidente dell?Associazione che da 10 anni è in prima fila nella difesa della salute femminile ? per questo motivo saremo presenti con il nostro stand in molte iniziative che avranno luogo a Roma questa estate".

Vita di Donna ha avviato nel giugno dello scorso anno un servizio telefonico, ?SOS pillola del giorno dopo?, per correre in aiuto delle coppie che si vedono rifiutata la prescrizione da medici obiettori. Il servizio inizialmente attivo solo su Roma si è poi esteso alle città di Milano, Bari, Perugia, Brescia, Firenze, Palermo, Pisa, Verbania e Cosenza. E? sufficiente chiamare il numero 333/9856046 per essere indirizzati presso un medico che fornisce gratuitamente la prescrizione del contraccettivo.

"Avere in casa una confezione del contraccettivo di emergenza, ci mette al riparo da un umiliante peregrinare ? spiega la Canitano ? e bene quindi farselo prescrivere preventivamente. Sarà inoltre un'ocasione per spiegare alla donna, qualora ce ne fosse bisogno, che la pillola del giorno dopo non deve essere un contraccettivo abituale. Su 1.600 donne che hanno risposto ad un nostro sondaggio on line, il 24% ha dichiarato di non usare nessun sistema anticoncezionale, il 13% il coito interrotto. Troppe a rischio di gravidanze indesiderate. Per questo motivo vogliamo insistere nell?opera di sensibilizzazione affinché vengano adottati sistemi anticoncezionali sicuri".

Secondo lo stesso sondaggio, solo il 24% usa il preservativo. "Vivere con pienezza e maturità la propria sessualità significa proteggersi anche dalle malattie a trasmissione sessuale. Il preservativo, dopo l'astinenza, è il mezzo più sicuro, per questo motivo lo regaliamo".

Lo stand dell'associazione sarà ospitato all?interno degli eventi organizzati in difesa della scuola pubblica dai Movimenti e Coordinamenti Scuola, Università, Ricerca Pubbliche che avranno luogo il 23 maggio a Piazza del Popolo (dalle ore 14 alle 20) e il 24 maggio a Villa Pamphili (dalle ore 10 alle 18).

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12 maggio 2009

Anche la Spagna ha fatto il grande salto!

La pillola del giorno dopo senza la ricetta

La Ministra della Sanità Trinitad Jimenez ha deciso di rendere disponibile alle donne la pillola del giorno dopo senza l'obbligo della ricetta medica.

Fino ad oggi, come in Italia, per poter ottenere il farmaco era necessario presentare la ricetta del medico in farmacia.

Difficile da reperire, sia per l'obiezione spesso opposta dal medico che per gli orari dei consultori non compatibili con quelli di chi lavora o studia, sembra che la Spagna abbia deciso di avere una posizione più decisa e meno ipocrita per affrontare il problema delle interruzioni di gravidanza.


Una scelta fatta anche alla base di importanti evidenze scientifiche che confermano che l'uso adeguato della contraccezione di emergenza è in grado di evitare il 75% delle gravidanza non desiderate (dati OMS).

Peccato che abbiano scelto di aumentare il prezzo del farmaco fino ai 20 euro (in Italia costa circa 12 euro), al fine di scorraggiarne l'abuso: la strada più efficace, a nostro parere, è quella dell'informazione.

In Italia l'associazione Vita di Donna Onlus da quasi un anno ha attivato una rete di medici per la prescrizione gratuita che si sta via via estendendo sul territorio nazionale.

Lo scopo è quello di aiutare le donne ad ottenere il farmaco nel più breve tempo possibile, diminuendo così la probabilità di una gravidanza non desiderata. Soprattutto nel week-end e nei festivi, quando i consultori familiari sono chiusi, ci sono il maggior numero di richieste ed è importante dare una risposta rapida ed efficace.

Nella maggior parte dei paesi europei la pillola del giorno dopo è farmaco da banco, in quanto non presenta particolari effetti collaterali ed è un efficace contraccettivo di emergenza.

Quando riusciremo anche in Italia a vedere rispettati i diritti delle donne e della loro libera scelta?

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11 maggio 2009

Testosterone provato come contraccettivo maschile

Dopo decenni di ritardi, il controllo ormonale delle nascite per il sesso maschile potrebbe essere vicino alla realizzazione: l'iniezione mensile di un contraccettivo basato sul testosterone risulta efficace al 99 percento nella prevenzione della gravidanza della partner.

Nell'uomo il testosterone controlla la produzione di sperma, l'erezione ed il comportamento sessuale, e viene somministrato dall'esterno di solito per il trattamento di patologie che derivano dalla sua carenza.

La ricerca di un equivalente maschile della pillola che sia disponibile commercialmente è rimasta in stallo negli ultimi anni, in larga parte a causa della mancanza di interesse dell'industria farmaceutica, in cui lo sviluppo è stato abbandonato nonostante la positività degli studi: il fenomeno probabilmente si deve alla supposizione che non vi sia molto mercato per un contraccettivo maschile che richieda impianti o iniezioni frequenti.

D'altro canto, la somministrazione orale del testosterone non è verosimile in quanto esso, se assunto per questa via, non risulta altrettanto efficace e potrebbe dare luogo ad epatotossicità.

(J Clin Endocr Metab online 2009, pubblicato l'8/5)

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25 aprile 2009

USA, Pillola del giorno dopo alle 17enni: i fulmini del Vaticano

La Food and Drag Administration, l'agenzia federale americana che si occupa del controllo della distribuzione di cibo e medicinali, ha autorizzato la vendita diretta anche alle ragazze di 17 anni, abbassando così di un anno il limite d?età per l?acquisto senza ricetta. La notizia è del 23 aprile ed è stata riportata dal New York Times.

Pronta la replica del Vaticano che mette in guardia di fronte ad una disposizione che ?mette a rischio la salute degli adolescenti e mina il diritto dei genitori di tutelare la salute dei loro figli?.

I vescovi, in una nota riportata anche dalla Radio Vaticana, hanno tuonato contro il farmaco definendolo abortivo."La fertilità non è una condizione patologica, per cui la decisione non ha uno scopo terapeutico anzi si possono provocare danni alle donne e ai loro bambini appena concepiti". Inoltre, "senza il beneficio di un controllo medico, molti ragazzi rischiano di non conoscere la possibile azione abortiva e gli altri pericoli derivanti dal farmaco".

I vescovi infine ricordano che secondo una ricerca, "la 'pillola del giorno dopo non è riuscita a ridurre i tassi di gravidanze indesiderate né l'aborto, ma ha portato ad una maggiore assunzione di rischio sessuale tra gli adolescenti e una diffusione più elevata di malattie sessualmente trasmissibili".

Dunque parte un?altra crociata contro la pillola del giorno dopo, ma di quale ricerca parlano i vescovi?

L?unico lavoro svolto in questa direzione riporta ben altri risultati, infatti un?indagine multiscopo (Marston 2005), condotta in Gran Bretagna su circa 7.600 donne dai 16 ai 49 anni, intervistate in merito al ricorso a diversi tipi di contraccezione e al numero di rapporti sessuali non protetti avuti durante l?anno, dimostra che vendere direttamente al pubblico la pillola del giorno dopo senza prescrizione del medico non comporta un aumento del suo uso, di rapporti sessuali non protetti e non diminuisce il ricorso ai comuni metodi di contraccezione.

Dunque la pillola del giorno dopo viene utilizzata e percepita dalla popolazione per quello che è: un contraccettivo di emergenza, che non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale, ma se assunto nelle ore successive al rapporto (preferibilmente entro le 12 ore), offre una buona protezione dal rischio di una gravidanza non desiderata.

Anche in quest?occasione la Chiesa ha ignorato le indicazioni dell?Organizzazione Mondiale della Sanità che invece la classifica come un contraccettivo di emergenza, quindi non abortivo.

Ancora una volta il Vaticano offre un?informazione parziale e faziosa che ignora i risultati della ricerca scientifica.

Gabriella Pacini

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30 marzo 2009

La sessualità consapevole va insegnata

"In Italia bisogna mettere a punto strategie di educazione a una sessualità consapevole. Anche con l'aiuto della tecnologia. Ad esempio è ottima l'idea di utilizzare gli sms: ma per educare alla prevenzione, non per chiedere la contraccezione di emergenza".

Lo afferma Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), prendendo spunto dalla sperimentazione in atto in alcune scuole inglesi, che prevede vengano fornite pillole del giorno dopo a ragazzine di 11 anni, previa richiesta via messaggino. "Il nostro Paese - sottolinea Vittori in una nota - è certamente diverso per cultura e tradizioni dal Regno Unito, dove è in corso un vero e proprio boom di gravidanze nelle minorenni.

Ma non possiamo ignorare il campanello d'allarme di oltre 50.000 confezioni di 'pillole del giorno dopo' in più vendute nell'ultimo anno: più di 370.000 in totale, il 55% delle quali utilizzate da ragazze con meno di 20 anni.

La contraccezione di emergenza è indubbiamente espressione di un disagio, a carico soprattutto delle fasce più vulnerabili della popolazione. Il segnale - spiega Vittori - di una mancata strategia preventiva di informazione ed educazione. È invece proprio questa la strada che come Sigo abbiamo deciso di percorrere, attraverso il nostro progetto 'Scegli Tu' (www.sceglitu.it) dedicato espressamente alla sessualità consapevole.

Siamo fermamente convinti - conclude Vittori - che vada studiata una via 'made in Italy' per diffondere questo messaggio con canali, linguaggi e partner adeguati alla nostra realtà: in primo luogo famiglia, scuola e Istituzioni".

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05 ottobre 2008

La contraccezione previene l'aborto

Sessualità consapevole, salute della donna e aborti zero, in quanto scelta dolorosa con gravi implicazioni fisiche e psicologiche". Sono questi alcuni degli obiettivi della Società italiana di ginecologa e ostetricia (Sigo).

Obiettivi che, rimarcano gli specialisti, si perseguono anche attraverso la contraccezione più efficace. Giorgio Vittori, presidente della Sigo, interviene sull'argomento della contraccezione dopo le parole contenute in un messaggio che il pontefice Benedetto XVI ha inviato al convegno 'Humanae vitae: attualità e profezia di un'enciclica', organizzato congiuntamente dal pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia e dall'università cattolica del Sacro cuore.

La Sigo - dice Vittori - rappresenta scienziati, tecnici e non vuole né può entrare nelle scelte personali di utilizzare o meno gli strumenti che la scienza mette a disposizione. La nostra finalità è la tutela della donna, in primo luogo, e di conseguenza della coppia.

Noi - aggiunge - siamo tenuti a fornire informazioni esaustive e imparziali sulle possibili opzioni: spetta poi a ciascuno, anche in considerazione delle proprie convinzioni, scegliere come comportarsi.

Senza dubbio i metodi naturali, il cui uso è consigliato ai coniugi dallo stesso Papa - rimarca Vittori - non possiedono la stessa sicurezza anticoncezionale dei contraccettivi ormonali, in assoluto i più affidabili. Ma, se ben conosciuti, possono rappresentare una valida alternativa per coppie consapevoli che vogliano rispettare le indicazioni della Chiesa".

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23 giugno 2008

In GB la pillola via web e senza ricetta

La pillola contraccettiva arriva sul web, per scongiurare gravidanze indesiderate, anche senza la ricetta del proprio ginecologo.

Accade in Gran Bretagna, dove il sito medico DrThom - riporta il quotidiano britannico Daily Mail - ha messo in vendita una fornitura per tre mesi del contraccettivo al prezzo di 29,99 sterline, meno di 39 euro.

Inizialmente il servizio verrà riservato alle donne maggiorenni che già usano la pillola, ma sarà presto esteso a quelle che non l'hanno mai assunta in precedenza.

Come? Semplicemente rispondendo a un questionario on line, sperando che le risposte rilasciate dalle webnaute, su età e stato di salute, siano veritiere.

"L'obiettivo di questo servizio - spiega Thomas Van Every, direttore medico del DrThom - è rendere più semplice e immediato l'accesso alla contraccezione.

Pensiamo che il nostro servizio - aggiunge - possa essere ideale per le donne che vivono lontano dal proprio medico, lavorano parecchio e non hanno neanche il tempo per una visita dal ginecologo".

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12 giugno 2008

Pillola del giorno dopo, scavalcata l'ostilità dei medici obiettori

Roma e Milano, attivato un servizio di medici volontari che prescriveranno la pillola

L'Associazione Vita di Donna ha raggruppato 30 medici disposti a prescrivere la pillola del giorno dopo dalle 9 alle 19 tutti i giorni, feriali, festivi, e il sabato notte.

Pediatri, ematologi, chirurghi, ginecologi, donne e uomini, si sono resi disponibili a effettuare la prescrizione per quelle donne che trovino problemi presso le strutture pubbliche.

Sarà sufficiente telefonare all'Associazione Vita di Donna, al numero 333/9856046, per essere indirizzate dal medico disponibile per quel giorno (a Roma).

Le donne che vorranno fare una denuncia saranno assistite dagli avvocati dell'Associazione Luca Coscioni.

Quest'iniziativa si inquadra nella battaglia per l'abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo, come in altri paesi europei.

L'iniziativa verrà presentata a Roma domani 13 giugno 2008, in una conferenza stampa che avrà luogo alle ore 12:00 presso la sede del Partito Radicale (in contemporanea se ne svolgerà un'altra a Milano).

Alla conferenza stampa saranno presenti: Marco Cappato, europarlamentare radicale e Segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Mirella Parachini, ginecologa, membro di Direzione dell'Associazione Coscioni e vice presidente FIAPAC , Lisa Canitano, ginecologa e Presidente dell'Associazione Vita di Donna, Alessandro Gerardi, avvocato, membro della Direzione nazionale di Radicali italiani, che ha sta seguendo le cause di questi giorni, presso il Tribunale di Roma, sul diniego dei medici a prescrivere la pillola del giorno dopo, ed Alessandro Capriccioli, membro di giunta dell'Associazione Coscioni e responsabile del portale "Soccorso Civile".

E' previsto anche un breve contributo telefonico della presentatrice Camila Raznovich.

A Cura della Redazione di Vitadidonna Community

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18 marzo 2008

Contraccezione d'emergenza in tribunale

Il Giudice per le indagini preliminari di Roma, Carlo Mattioli, ha fissato per il 10 aprile l'udienza sul procedimento esposto "il primo febbraio 2006, quando decidemmo di denunciare i medici del Policlinico Umberto I e del San Giovanni di Roma che, appellandosi all'obiezione di coscienza, si rifiutarono di prescrivere la cosiddetta 'pillola del giorno dopo' a una paziente che ne faceva urgente richiesta".

Lo annunciano l'avvocato Alessandro Gerardi e Massimiliano Iervolino, segretario dell'Associazione Radicali Roma e candidato al 19esimo collegio della Provincia di Roma nelle liste del Partito Democratico.

"All'udienza - spiegano - tenteremo di dimostrare per la prima volta in un'aula giudiziaria, soprattutto grazie al parere medico-scientifico redatto da Silvio Viale sul meccanismo d'azione del levonorgestrel, che i medici che non forniscono la ricetta per l'acquisto della cosiddetta 'pillola del giorno dopo' compiono un vero e proprio reato di interruzione di pubblico servizio, omissione d'atti d'ufficio e non un atto di rispetto della propria coscienza".

Un atteggiamento, concludono, "che come per i profilattici e la pillola contraccettiva non è previsto né consentito dalla legge".

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10 marzo 2008

La pillola del giorno dopo non è obiettabile

"La 'pillola del giorno dopo' non è un farmaco abortivo e come tale non può essere motivo di obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari, compresi i farmacisti". E' una delle indicazioni del Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia, prodotto dalla 'Commissione Salute delle donne' istituita nel 2007, e presentato in occasione del centenario dell'8 marzo.

Tra le molte proposte e i dati contenuti nel Rapporto, le indicazioni che riguardano la 'pillola del giorno dopo' suggeriscono anche di "garantire che la prescrizione sia effettuata oltre che nei consultori, anche nei Pronto Soccorso (proponendo la possibilità del codice verde - urgente a bassa priorità) e nei servizi di continuità assistenziale (guardia medica) nella piena applicazione della legge 194".

Per quanto riguarda i contraccettivi orali, invece, la proposta è di arrivare ad avere "più blister nella stessa scatola" ma anche che le pillole a basso dosaggio siano in fascia A, a carico del Ssn, "considerando la contraccezione è strumento prioritario della prevenzione dell'aborto e che in quanto tale deve essere prevista nei Livelli essenziali di assistenza".

Anche la spirale (IUD) dovrebbe essere gratuita per le donne con reddito basso e nei consultori". Quanto poi all'interruzione di gravidanza - secondo il Rapporto - andrebbero garantiti "almeno un medico non obiettore in ogni distretto, presente almeno 4 volte alla settimana e mediatrici culturali in tutte le Asl a disposizione dei servizi consultoriali e ospedalieri".

Negli ospedali che eseguono Ivg bisognerebbe "rendere disponibile idonea strumentazione (Karman) utilizzando le risorse derivanti dai Drg per le interruzioni volontarie di gravidanza". Da attivare anche "progetti specifici per la salute riproduttiva e la prevenzione delle Ivg tra le donne immigrate".

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06 febbraio 2008

Pillola del giorno dopo comunque a disposizione

Il medico che rifiuta di dare la "pillola del giorno dopo" alla donna che gliela chiede non può poi disinteressarsi al caso, ma deve attivarsi per aiutare la paziente a trovare il contraccettivo di emergenza in tempi ragionevoli e appropriati.

Questa la posizione ufficiale della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), contenuta anche nel codice deontologico, chiamata a commentare la vicenda riportata ieri sul quotidiano La Stampa.

Nell'articolo si racconta la ricerca 'disperata' di una donna 40enne di Roma del contraccettivo d'emergenza nei Pronto soccorso capitolini. Una richiesta contrassegnata da una lunga serie di no. "L'obiezione di coscienza addotta a giustificazione del rifiuto, come racconta l'articolo - chiarisce il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco - non esiste, sotto il profilo giuridico, in altre fattispecie all'infuori dell'aborto o di alcune tecniche di fecondazione assistita".

Diversamente, spiega all'ADNKRONOS SALUTE, "in questi casi esiste solo una clausola di coscienza, che però non esaurisce i doveri del medico". Bianco ricorda infatti che "i camici bianchi devono garantire a tutti i cittadini un uguale accesso ai diritti.

Dunque se i medici sono liberi di esprimere in autonomia e indipendenza un rifiuto a prestare una certa attività in scienza e coscienza - chiarisce - allo stesso tempo devono adoperarsi affinché il paziente che richiede quella prestazione possa averne la disponibilità entro i tempi appropriati".

In poche parole, i medici che hanno rifiutato di somministrare alla donna la pillola del giorno dopo, anziché trincerarsi dietro l'obiezione di coscienza, disinteressandosi della richiesta, avrebbero dovuto attivarsi per cercare un collega in grado di fornire, entro breve, il farmaco richiesto.

Link attinenti:

Pillola del giorno dopo? ?Prenda un treno e vada in Francia??

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29 gennaio 2008

Pillola del giorno dopo, 2 su 3 la vogliono gratis

La Spagna intende dare la pillola del giorno dopo gratis e senza bisogno della prescrizione medica.

Il 67 per cento degli italiani che hanno partecipato al sondaggio quotidiano di SkyTg24 ritiene che anche in Italia bisognerebbe adottare questa misura.

Al contrario, il 33 per cento dei votanti non è d'accordo con questo provvedimento. Il canale all news diretto da Emilio Carelli attraverso il servizio active, il sito www.skytg24.it e gli sms, consente quotidianamente, a chi lo voglia, di dare la propria opinione su una fra le principali notizie del giorno.

I sondaggi non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di dare la possibilità di esprimersi sui temi di attualità.

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29 dicembre 2007

Contraccezione, tornano diaframma vaginale e crema spermicida

di Elisabetta Canitano

Per quasi vent'anni ci siamo domandate come mai non si poteva più usare il diaframma in questo Paese.

Colpa, ci veniva detto, del nonoxinolo, lo spermicida contenuto nelle creme. Proteggeva dall?AIDS? Faceva venire il cancro?

Sta di fatto che un antibatterico tanto innocuo da essere usato normalmente nelle creme di bellezza come conservante, era uscito dal registro dei farmaci come spermicida e non si sapeva più cosa prescrivere con il diaframma.

Dopo un tempo che sembra secoli (alcune di noi, vecchie utilizzatrici, nel frattempo sono andate in menopausa), riemerge la possibilità di usare questo sistema contraccettivo, molto in uso ai tempi del libro "Noi e il nostro corpo", ma poco noto alle giovani generazioni.

Il diaframma è un dispositivo medico Classe II A, così come il nuovo spermicida, che non contiene più nonoxinolo, ma acido lattico, e quindi non è necessaria la ricetta medica.

Può essere misurato da un?ostetrica che lo conosca, ed è totalmente innocuo e sicuro non certo come la pillola, ma con un ottimo indice di Pearl (2-4 se associato ad una crema spermicida).

Per tutte le donne che non possono o non vogliono prendere la pillola è un?ottima alternativa, certo chi chiede il massimo della sicurezza sarà costretta ad associarlo al coito interrotto, ma queste sono scelte personali.

Non sembri pubblicità, la ditta in questione (Milex) non ha nessun contatto con noi. Al momento non sappiamo se altre società commercializzano diaframmi contraccettivi e/o creme spermicide, ma se qualcuna volesse ricorrere a questo metodo contraccettivo, saprà da dove partire. Vai alla pagina che descrive le caratteristiche del diaframma vaginale in commercio.

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12 maggio 2007

Contraccezione orale, l'uso precedente non influenza il concepimento

L'uso passato di contraccettivi orali non rende più difficile alle donne lo sviluppo di una gravidanza.

I dati di pochi studi preliminari avevano suggerito che le donne potrebbero trovare più difficile sviluppare gravidanze dopo l'uso di questi farmaci, ma studi più recenti non hanno rivelato alcuna differenza nei tassi di gravidanza ad un anno fra le donne che hanno assunto in passato contraccettivi orali e quelle che non ne hanno mai usati.

Il presente studio ha dunque sfatato alcune concezioni errate sull'uso dei contraccettivi orali, ed ora il problema consiste nel trovare un modo per diffondere le idee giuste.

(Obstet Gynecol. 2007; 109 (4 [suppl]): 3S)

Pillola del giorno dopo
Pillola anticoncezionale

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06 maggio 2007

Contraccezione, negli USA la pillola masticabile

Negli stati uniti il contraccettivo Femcom Fe (Warner Chilcott; non disponibile in commercio in Italia) viene pubblicizzato come l'unico l'unico contraccettivo orale masticabile al mondo. Ogni confezione è costituita da 21 compresse che contengono 0,4 mg di noretindrone e 35 ug di etinilestradiolo, più sette compresse contenenti solo 75 mg di fumarato ferroso.

Gli ingredienti ormonali attivi sono in realtà identici a quelli di un contraccettico disponibile da anni negli Stati Uniti, anche come generico, in compresse non masticabili e non contenenti ferro. Le compresse di Femcon Fe hanno un sapore di menta e possono essere masticate o deglutite intere.

Secondo quanto riportato nel foglietto illustrativo allegato alla confezione, se la compressa viene masticata, è necessario bere successivamente un intero bicchiere d'acqua.

Link in argomento
La pillola economica (farmaco generico)
La pillola anticoncezionale
Tutto sulla contraccezione

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20 aprile 2007

Contraccezione, in arrivo la pillola economica

Si chiama Estinette la prima versione "generica" o, meglio, equivalente di pillola anticoncezionale (non terapeutica) ed è disponibile sul mercato italiano dal mese di gennaio di quest`anno. Per quanto riguarda la composizione in principi attivi, 75 mcg di gestodene e 20 mcg di etinilestradiolo, la nuova pillola s`inserisce nel gruppo dei contraccettivi orali a basso dosaggio, quelli più utilizzati negli ultimi 10 anni, con l`ulteriore vantaggio di costare circa il 40% in meno rispetto ai farmaci di marca.

La disponibilità di un medicinale equivalente, ad un prezzo contenuto, offre l`opportunità a molte più donne di accedere ad una serena programmazione familiare. Per esempio alle donne di classi economico sociali non elevate, che finora non potevano permetterselo.

Infatti, in Italia sono 13,7 milioni le donne in età fertile, ma solo il 20% impiega un contraccettivo orale, un vero record negativo rispetto al resto d`Europa.
(Conferenza stampa. Milano, 6 marzo 2007)

Link in argomento:
La contraccezione
I farmaci generici

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