Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

05 febbraio 2010

Sposa a tredici anni e sieropositiva a quattordici

Data in sposa in Romania a 13 anni ad un ragazzo di 21, rumeno come lei, si è poi trasferita in Italia a Brescia con il marito dove viveva chiusa in casa. La storia è venuta a galla perché la suocera, conoscendo la sieropositività del figlio, temeva che la nuora potesse, in caso di gravidanza, trasmettere il virus al feto, così la ha accompagnata in Ospedale.

Le analisi sebbene in un primo momento fossero negative, ad esami più approfonditi sono state positive e la ragazzina è stata portata in una struttura protetta per seguire la profilassi adeguata.

Il marito, in carcere insieme alla madre, dichiara cha la moglie era a conoscenza della sua malattia prima di sposarlo, ma gli investigatori non sono convinti e all?uomo a cui sono stati notificate le accuse di violenza sessuale e schiavitù, potrebbe aggiungersi anche l?accusa di contagio colposo.

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17 dicembre 2009

Papa, inique leggi che giocano con la vita

Sono leggi non conformi al principio di equità quelle che consentono l'aborto, l'eutanasia e la sperimentazione genetica. E' quanto ha ribadito il Papa nel corso dell'udienza generale del mercoledì, ricordando che la legge naturale cui si rifà la dottrina della Chiesa e che dovrebbe ispirare l'azione dei governanti è fondata sul principio di equità.
 
"Sono conformi all'equità - ha detto il Papa - solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell'aborto, dell'eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra l'uomo e la donna, che si ispirano a una corretta laicità dello Stato", la quale "comporta pur sempre la salvaguardia della libertà religiosa", e che "perseguono la sussidiarietà e la solidarietà a livello nazionale e internazionale".  
 
Altrimenti, ha ammonito il Pontefice, "finirebbe per instaurarsi quella che Giovanni di Salisbury - alla cui figura era dedicata l'udienza odierna - definisce la tirannia del principe o, diremmo noi, la dittatura del relativismo: un relativismo che, come ricordavo qualche anno fa, non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".

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03 novembre 2009

Fini, politica non decida su vita e morte

"Talvolta la politica è sorprendente. Non si interroga ad esempio abbastanza sul come frenare le morti sulla strada o le morti bianche nei luoghi di lavoro, poi però pretende di avocare a sé il diritto tremendo e assoluto di decidere della vita e della morte delle persone in stato vegetativo irreversibile, laddove sarebbe più giusto affidarsi alla volontà dell'essere umano che vi è direttamente coinvolto".

Lo scrive Gianfranco Fini nel suo libro-lettera ai ragazzi nati nel 1989, 'Il futuro della libertà. "Il caso di Eluana Englaro - continua il presidente della Camera - ci ha dimostrato in modo eclatante che la politica italiana tende ancora a presentarsi, nei momenti di più aspro confronto, non secondo le linee contemporanee del 'fare', ma secondo le linee novecentesche dell"essere', vale a dire le linee in definitiva rassicuranti, ma immobili, dell"identità'.

Non cerca di essere giudicata per ciò che realizza, ma per ciò che rappresenta. E che cosa c'è di più potente, di più evocativo, di più immaginifico, di più mobilitante e allo stesso tempo di più fuorviante che proporsi come il 'partito della vita' contro il 'partito della morte'?", aggiunge. "Se la politica obbedisce a queste vecchie sollecitazioni - si chiede ancora Fini - è allora credibile quando poi si propone come costruttrice di futuro? Può la società trarre dalle tante parole neoideologiche, similideologiche o paraideologiche che arrivano all'opinione pubblica un motivo di speranza e di fiducia? Mi pare piuttosto difficile", rimarca.

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02 ottobre 2009

Ru486. Le ragioni di una scelta

Ru486. Le ragioni di una scelta. Questo il titolo del convegno aperto al pubblico, che l'associazione Vita di Donna e la sua Community sul web, il 10 ottobre, dalle 9 alle 14, porterà a Roma, nella sala e, se occorrerà, nel cortile, della Casa Internazionale delle donne, in via della Lungara, 19.

Le protagoniste? Innanzitutto le donne.

Donne medico, ginecologhe che operano quotidianamente nelle strutture di IVG per l'applicazione della legge 194, donne delle istituzioni e della politica, che dovranno dirimere la matassa di una polemica tutta interna ai palazzi, scoppiata negli ultimi mesi, da quando l'Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato l'ingresso del farmaco in Italia ed è per questo stata sospesa e rallentata, di fatto, dai lavori di una commissione d'indagine parlamentare, convocata d'urgenza.

"Una polemica scontata per certi versi, ma che rischia di sovrapporre il ragionamento scientifico e sanitario con esigenze di scontri politici, che brandendo come spade la presunta solitudine o il rischio per la salute delle donne, ad oggi non hanno fatto altro che privarle di una corretta informazione, silenziandole e lasciandole fuori da qualsiasi dibattito pubblico e politico", commenta Monica Soldano, direttore responsabile del giornale on line Vita di Donna Community, che ha ormai conquistato i fedelissimi di Google, divenendone una delle fonti di news accreditate.

"Ripartiamo dai fatti", suggerisce anche la ginecologa Lisa Canitano, presidente di Vita di Donna, impegnata da anni nel servizio di Ivg dell'ospedale Grassi di Ostia, ed i fatti sono sia i numeri della sperimentazione realizzata da alcune strutture come dalla dottoressa Del Bravo all'ospedale di Pontedera, sia dalle donne che quella esperienza l'hanno già fatta.

Dopo il successo del servizio telefonico S.o.S Pillola del giorno dopo, Vita di Donna lancerà in occasione del convegno, anche un servizio informativo sulla RU486, che sarà coordinato da Gabriella Pacini, ostetrica e vicepresidente di Vita di Donna (www.vitadidonna.it).

Scarica il programma del convegno

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28 settembre 2009

Marino, legge su testamento ascolti la scienza

"Ci sono degli interrogativi, sul fine vita e sulla fecondazione, che non possiamo ignorare e non possiamo affrontare senza ascoltare il parere della comunità scientifica. Uno stato può anche decidere di non darsi una legge riguardo a questi temi, cosa che peraltro ritengo sbagliata, ma non può fare una legge del genere ignorando il parere degli esperti. Ed è questa la strada che è stata imboccata in Italia sul testamento biologico e sulla fecondazione assistita".

Queste le parole di Ignazio Marino, durante la presentazione del libro 'Nelle tue mani', durante il Festival della Salute che si è svolto la scorsa settimana a Viareggio. "E' necessario garantire a tutti le cure - ha aggiunto Marino, ricordando alcuni dolorosi episodi con cui si è scontrato durante la sua carriera di chirurgo specializzato in trapianti - ma lasciare al paziente la scelta se sottoporsi o meno a quelle cure.

Non spetta al medico stabilire quali cure applicare, è la società a dover prendere queste decisioni". "Ma una legge è necessaria - incalza il senatore del Pd - non dobbiamo pensare che in sua assenza nessuno prenda decisioni del genere: in questo stesso momento probabilmente in una delle rianimazioni d'Italia un medico sta facendo una scelta di vita o di morte riguardo a un paziente. Perché non dovremmo poter intervenire su un dilemma di questa importanza o lasciare che una persona a noi cara possa farlo?".

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20 settembre 2009

Roccella, il TAR non contraddice Sacconi

"Sulla sentenza del Tar del Lazio relativa al ricorso contro l'atto d'indirizzo del ministro Maurizio Sacconi per assicurare a tutti i malati idratazione e alimentazione, c'è stato da parte dei mezzi di comunicazione un clamoroso e totale fraintendimento. Una vittoria - il respingimento del ricorso - è stata trasformata da stampa e televisioni, tranne pochissime eccezioni, in una sconfitta".

Lo sostiene in una nota il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella. "Eppure la sentenza parla chiaramente: il tribunale amministrativo - spiega Roccella - ha dichiarato il ricorso inammissibile ammettendo di non avere la competenza per esprimersi sull'argomento. In altre parole, l'atto d'indirizzo del ministro Sacconi è valido, e solo chi è titolare di diritti soggettivi potrà eventualmente andare di fronte al giudice ordinario, con esito assolutamente non scontato. Il fatto che all'interno di una sentenza in cui il giudice si dichiara non competente a decidere lo stesso giudice esprima le proprie opinioni su idratazione e alimentazione non ha alcun effetto giuridico, né su altri tribunali né sull'iter parlamentare del disegno di legge sul testamento biologico". E Roccella sottolinea: "E' insolito che un magistrato senta l'assoluta necessità di esprimere opinioni non attinenti alla materia amministrativa propria di quel tribunale, per di più dopo aver egli stesso affermato di non essere legittimato a decidere; ma ormai al protagonismo politico di alcuni magistrati siamo abituati", riflette.

"Prendiamo comunque atto volentieri delle opinioni personali dell'estensore della sentenza su questa materia, che naturalmente - conclude il sottosegretario - valgono come quelle di qualunque altro cittadino. Si dice che le sentenze non si possono discutere. Personalmente credo che in democrazia tutto si possa e si debba laicamente discutere, ma ritengo che prima di tutto le sentenze vadano lette per poterle interpretare correttamente".

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14 settembre 2009

Il Papa invita i farmacisti alla disubbidienza

Credo che sia la prima volta, se si eccettua l?invito a non votare per il governo italiano dopo la breccia di Porta Pia, che il Vaticano invita i cittadini italiani a disubbidire alla legge.

Quella in questione regola i rapporti dei medici con i farmacisti è del 1938 e recita: ?i farmacisti devono consegnare il farmaco prescritto dal medico. In mancanza devono ordinarlo e possono farsi pagare anticipatamente il farmaco stesso?.

Ma il Papa non chiede una modifica della Legge che consenta ai suoi fedeli di rispettare il proprio sentimento. Non invoca una legge sull?obiezione di coscienza che pure un premier in odore di pentimento e abiura potrebbe benissimo fargli. Semplicemente invita una categoria addetta a un servizio pubblico (anche se gestito da privati, come Alitalia ) a non fare il suo dovere, Neanche date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio...

Semplicemente abusate della vostra posizione per imporre ai cittadini il vostro credo religioso. Direi senza timore di esagerare che è un comportamento assimilabile a quello dei talebani.

Questo farmaco, da non confondere con RU 486, che serve per l?aborto farmacologico e va somministrato da un medico nell?ambito della Legge 194/78 è disponibile persino nella cattolicissima Irlanda, dove l?aborto è vietato.

La scelta di invitare i farmacisti a violare la legge coinvolge le donne, che vedono calpestati i loro diritti di cittadine. Già alcune denunce sono arrivate per questo problema e il reato ipotizzato è quello di interruzione di pubblico servizio.

Coinvolge però anche i medici , che eseguono regolare ricetta e vegono respinti, in palese violazione del contratto che lega medici e farmacisti, con rischio di abuso della professione.- E? possibile che un farmacista rifiuti un farmaco regolarmente prescritto ?

Vita di donna, attiva da un anno con il suo servizio SOS pillola del giorno dopo e con la sua rete di medici proscrittori in 14 città d?Italia, continuerà a difendere il diritto delle donne alla salute.

Ted Kennedy, in una lettera al Papa in cui si scusava per la sua condotta irregolare, diceva ?però non posso non difendere la salute delle donne?.

Anche noi, santità.

Elisabetta Canitano

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08 settembre 2009

Sacconi sul testamento biologico: colmare il vuoto

Lo ha detto il ministro Sacconi intervistato sull'argomento

"Noi seguiamo con molta attenzione l'iter del provvedimento sul testamento biologico. Muoviamo da una convinzione che quel provvedimento creativo della magistratura che ha di fatto introdotto in Italia, senza che il legislatore se ne sia occupato, un percorso eutanasico, deve essere colmato con una decisione trasparente del Parlamento".

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5, interviene così sul testamento biologico in discussione al Parlamento.

Sul caso Englaro e sul diritto all'alimentazione e all'idratazione, spiega Sacconi, "il Consiglio dei ministri si è pronunciato all'unanimità.

Quindi è urgente che soprattutto questo vuoto legislativo venga colmato. Il pericolo di introdurre nel nostro Paese l'eutanasia venga rimosso come io credo voglia la grande maggioranza del Parlamento al di là della stessa maggioranza che sostiene il Governo".

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07 settembre 2009

Testamento: Finocchiaro, siamo a logica di scambio

"Anche oggi (ieri, ndr) Silvio Berlusconi, per l'ennesima volta, ha cercato di coprire il suo evidente declino con una serie di sproloqui. Sondaggi presunti, accuse di calunnie alla stampa che dice falsità, il solito mix di chiacchiere che ci propina ormai da giorni.

Ma il premier ha aggiunto, al solito rumore di fondo, una grave affermazione sul biotestamento che svela l'uomo e il politico". Lo afferma Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd.

"Affermare che la legge che sarà approvata alla Camera, dopo ciò che è avvenuto al Senato, consoliderà i rapporti con le gerarchie ecclesiastiche equivale ad ammettere che i rapporti con la Santa Sede, nella testa del premier, sono e saranno regolati da una logica di scambio e da un atteggiamento tattico e strumentale", osserva.

"Il messaggio che manda Berlusconi è chiaro", continua la senatrice. "Ci sono state, ed è evidente che ci sono state, tensioni tra Governo e Chiesa? Le scelte del mio Governo e il mio comportamento sono stati oggetto di critica negli ambienti ecclesiastici?

Non c'e problema: la legge sul testamento biologico sarà il pegno che io darò alla Santa Sede per recuperare un rapporto politico. Alla faccia dell'autonomia della politica, del principio della laicità dello Stato, dei diritti delle persone e dei principi morali. Gli spiriti laici e liberi (se ci sono ancora) e i cattolici nel Pdl - conclude Finocchiaro - hanno nulla da dire?".

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02 settembre 2009

Roccella, su ru486 necessaria indagine parlamentare

"L'inchiesta di 'Tempi', con la registrazione delle risposte degli operatori sanitari alle richieste di informazioni telefoniche di una donna che chiede di abortire con la Ru486, dimostra quanto sia necessaria un'indagine parlamentare sul tema.

La pillola abortiva nella prassi quotidiana degli ospedali italiani che già l'hanno utilizzata in questi ultimi anni è identificata con l'aborto a domicilio, come dimostrano con chiarezza molte risposte". Lo afferma, in una nota, il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, commentando l'inchiesta del settimanale 'Tempi', in edicola domani, sulla pillola abortiva in cui si sottolinea che in Italia il farmaco viene utilizzato a domicilio.

"Il timore che attraverso la diffusione della pillola abortiva una parte delle forze politiche punti a smontare le garanzie offerte dalla legge 194 - dice Roccella - è dunque ampiamente giustificato. Non è in discussione la scelta delle donne, ma piuttosto la scelta tutta politica se considerare l'aborto solo una questione privata femminile da sbrigare in ambito domestico con un margine di rischio molto maggiore o un fatto di cui la società deve farsi carico anche sul piano della prevenzione".

Per quanto riguarda l'uso della pillola in Europa, "va ricordato - continua Roccella - che delle morti europee dovute alla Ru486, anche delle ultime avvenute in Francia e in Inghilterra, la stampa ha sempre taciuto. Per fare luce sia sui pericoli effettivi legati alla pillola sia sulla compatibilità con la legge 194 e il rispetto dei pareri espressi nel merito dal Consiglio superiore di sanità è bene che l'indagine parlamentare prospettata dalla commissione Sanità al Senato si faccia e che ogni scelta avvenga in piena trasparenza".

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10 luglio 2009

AIFA, RU486 in CDA prima delle ferie

Sarà in consiglio d'amministrazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) prima della pausa estiva il protocollo sulla pillola abortiva Ru486.

Entro agosto, dunque, dovrebbe giungere il presunto via libera del Cda, che aprirà le porte del nostro Paese alla contestata pillola. A spiegarlo all'ADNKRONOS SALUTE, a margine dell'incontro in corso a Roma sulle attività del Centro di ricerca della Sapienza per la sperimentazione clinica, Sergio Pecorelli, fresco di nomina a presidente dell'Aifa.

"Il 16 luglio - precisa - ci sarà la seduta d'insediamento del nuovo Cda", che tuttavia si limiterà ad avviare i lavori del nuovo consiglio d'amministrazione. "Poi, nella seduta successiva, che sarà calendarizzata senz'altro prima della pausa estiva - sottolinea Pecorelli - verranno affrontati tutti i protocolli su cui il Comitato tecnico scientifico si è già pronunciato, compresa la Ru486".

Escludendo che sulla strada dell'immissione in commercio sorgano nuovi ostacoli, la pillola dovrebbe pertanto giungere presto negli ospedali italiani. Solo nei nosocomi perché il farmaco potrà essere utilizzato esclusivamente attraverso canale ospedaliero, quindi come farmaco classificato in fascia H.

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08 luglio 2009

De Lillo, moratoria internazionale contro l'aborto

"A breve presenterò anche in Senato la mozione per una moratoria internazionale contro l'aborto".

Lo annuncia il senatore Pdl Stefano De Lillo. "Proprio oggi (ieri ndr) - spiega in una nota il parlamentare - l'enciclica 'Caritas in veritate' ci ricorda che spesso gli aiuti ai Paesi poveri sono condizionati dalla accettazione di politiche di controllo delle nascite che prevedono aborto ed eutanasia".

"In un momento in cui il dibattito internazionale sull'utilizzo delle risorse del pianeta è orientato a riconoscere la centralità della persona umana e i suoi diritti fondamentali - conclude - una moratoria internazionale contro l'aborto è quanto mai opportuna e auspicabile, perché il primo dei diritti dell'uomo è il diritto alla vita".

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05 luglio 2009

Alimentazione e idratazione non sono terapie

Il Ministro Sacconi torna a parlare dell'argomento che è stato il fulcro della discussione nel caso Englaro. L'alimentazione e l'idratazione sono terapie o atti dovuti?

"Dobbiamo affrontare la sfida di regolamentare la fine della vita ma il punto che non è discutibile e che trova il consenso di tutta la maggioranza è che alimentazione e l'idratazione non sono terapie ma sono un diritto della persona".

E' quanto ha dichiarato il titolare del Welfare Maurizio Sacconi intervenendo all'incontro 'La persona prima di tutto' organizzato dalle fondazioni Bettino Craxi e Nuova Italia. Per il ministro "se mettiamo al centro di ogni cosa la persona possiamo mettere fine alla dicotomia tra credenti e non credenti".

"Noi dobbiamo essere - ha concluso il ministro - orgogliosamente conservatori dei valori della tradizione ma allo stesso tempo dobbiamo essere modernizzatori sugli strumenti".

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01 luglio 2009

Il Testamento l'otto luglio in commissione

Approderà in Commissione Affari sociali della Camera mercoledì prossimo, 8 luglio, il disegno di legge sul testamento biologico

A quanto apprende l'ADNKRONOS SALUTE, relatore del provvedimento sarà Domenico Di Virgilio (Pdl), ex sottosegretario alla Salute del Governo Storace. Un altro medico, dunque, a guidare l'iter del Ddl in Commissione, dopo Raffaele Calabrò, relatore del testo a Palazzo Madama, dove il provvedimento ha ricevuto il via libera dell'Aula il 26 marzo scorso.

Il Ddl 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento' approvato dal Senato prevede, in estrema sintesi, il 'no' alla sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, assistenza domiciliare ai pazienti in stato vegetativo, dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) non vincolanti e della durata di 5 anni.

Nove articoli in tutto per regolamentare il dibattuto tema del testamento biologico. Il 'nodo' più controverso riguarda sicuramente idratazione e alimentazione artificiali, un passaggio cruciale su cui il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in un'intervista la settimana scorsa al quotidiano l'Avvenire, ha ribadito di non voler tornare indietro.

Nel Ddl sono considerate forme di sostegno vitale: un punto non negoziabile del provvedimento, ha avvertito il ministro.

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Legge 40, Tribunale di Bologna: si alla diagnosi genetica

Il Tribunale civile di Bologna lo conferma ancora una volta, la diagnosi genetica di pre-impianto su di un embrione, che rischia di ereditare una grave malattia genetica, è legittima.

Dopo la sentenza del 2006 del Tar del Lazio e le due ordinanze del Tribunale civile di Firenze, anche il magistrato Cinzia Gamberini di Bologna, il 29 giugno scorso, ha scritto nero su bianco l'interpretazione della legge 40,alla luce della nostra Costituzione. Ed ha pertanto ordinato ad un centro di procreazione assistita, il Tecnobios di Bologna, diretto da Andrea Borini, di procedere con la diagnosi genetica sugli embrioni.

Questa volta, però, la storia è diversa ed anche le valutazioni fatte meritano una riflessione in più, perchè la coppia fertile in passato, ha già generato un bambino che ha ereditato la sindrome di Duchenne, di cui la madre è portatrice con un'alta probabilità di rischio. Ne parliamo con l'avvocato Gianni Baldini, che per l'associazione Madre Provetta, ha difeso la coppia in Tribunale.

Cosa c' è di nuovo?
"Questa ordinanza, nello specifico, dimostra, che non solo le coppie sterili, ma anche quelle fertili, incapaci di concepire nei mesi precedenti l'accesso al centro di PMA, sono legittimate a ricorrervi. Inoltre, si consolidano e si rafforzano tutte le argomentazioni utilizzate nelle precedenti sentenze. Innazitutto, il principio costituzionalmente protetto della ragionevolezza.

In che consisterebbe?
"E' semplice. Perchè situazioni diverse dovrebbero essere trattate allo stesso modo? Se si riconosce il diritto alla conoscenza dello stato di salute degli embrioni di una coppia che non ha rischi genetici, allo stesso modo dovrò riconoscerlo ad una coppia che necessita di un esame diagnostico in più (la diagnosi genetica). "Non solo, ma se io ammetto la amniocentesi o la villocentesi in corso di gravidanza, come potrei vietare la diagnosi genetica, che è un test preventivo e predittivo, in una fase più precoce dello sviluppo dell' embrione, ancora non trasferito e non ancora feto?"

Il giudice bolognese ha letto bene anche la sentenza della Corte Costituzionale del 1 aprile scorso, che, in vigore dal 14 maggio, ha definitivamente modificato la legge 40 in alcuni punti dell'art. 14. Infatti, ha sottolineato che la responsabilità è del medico, ma che deve offrire al paziente le tecniche migliori, bilanciando la salute psicofisica della madre con le conoscenze cliniche ed il consenso della madre e della coppia. Mi scusi, ma allora cosa è l'eugenetica?
"L'eugenetica è troppo spesso invocata a proposito della diagnosi genetica,nel dibattito politico-pubblico e in alcuni convegni di bioetica, ma per il diritto è altro."

Cioè?
" Il diritto ci insegna che l'eugenetica è la selezione per motivi razziali e non per problemi di salute o problemi di malattie genetiche gravi, che impedirebbero al nascituro di sopravvivere e alla madre di non veder rispettato il suo diritto alla salute psicofisica"

Per concludere, avvocato Baldini, che destino toccherà agli embrioni, affetti dal gene della malattia?
"Saranno congelati fino a quando non si troverà una cura possibile o fino alla loro estinzione naturale".

Cosa auspica nell'imminente futuro per la legge 40, dopo le scosse dei tribunali?
"Che i medici si informino e conoscano bene il dettato, ormai esplicito, di queste sentenze e che le applichino senza tentazioni bio-politiche, che al momento procedono su altri piani, legittimi nel dibattito pubblico, ma altri."

Monica Soldano

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24 giugno 2009

Testamento presto in Commissione

"La settimana prossima parte in commissione Affari sociali alla Camera l'esame della legge sul fine vita". Parola del ministro del Lavoro, salute e politiche sociali, Maurizio Sacconi, in un'intervista pubblicata ieri sul quotidiano 'Avvenire'.

"Per il Governo - sottolinea - si tratta di u­na materia che è urgente porta­re a compimento e quindi ci a­spettiamo che nel più breve tempo possibile quel disegno di legge, già licenziato dal Senato, venga approvato definitiva­mente.

E sia chiaro: considera­re alimentazione e idratazione sostegni vitali, indisponi­bili, è un caposaldo che deve re­stare inalterato". Sacconi ricorda infatti che "al di là delle divisioni su come rego­lare la materia, quindi, il pre­supposto della legge è stato con­diviso di fatto dal 90% dei sena­tori. E non è negoziabile".

L'accelerazione, dopo che da più parti, anche nella maggioranza, si sono chieste pause di riflessione, si rende necessaria "perché non si ripetano casi co­me quello di Eluana Englaro e per evitare che il vuoto norma­tivo - spiega il ministro - venga colmato da provve­dimenti della magistratura".

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08 giugno 2009

Testamento biologico, gli Ordini aprono il confronto

Venerdì in un convegno a Terni la FNOMCEO aprirà un ampio confronto sul testamento biologico. Per sabato è previsto il varo di un documento ufficiale

Camici bianchi a confronto sul testamento biologico con costituzionalisti, giuristi, politici, scienziati, esperti di comunicazione, rappresentanti della società civile. E' previsto venerdì, a Terni, il convegno organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sulle "Dichiarazioni anticipate di volontà".

L'incontro, che si concluderà sabato 13 con un documento ufficiale sul tema, punta a una riflessione allargata, con il contributo di esperti e referenti che, "per il loro ruolo all'interno della società, garantiscano un contributo libero e non di parte alla ricerca di soluzioni condivise". "Le tematiche bioetiche come quelle di fine vita e gli stati vegetativi - afferma il presidente Fnomceo, Amedeo Bianco - creano emozioni, sollecitano, in maniera a volte impetuosa, vissuti etici ed umani che coinvolgono la scienza e la coscienza di noi medici. Riteniamo sia nostro dovere impegnarci per un confronto più equilibrato, all'interno del quale rivendicare il ruolo di 'autori' di un'alleanza terapeutica forte e sovrana".

L'incontro di venerdì sarà suddiviso in tre sessioni, ognuna dedicata a un particolare punto di vista da cui affrontare la questione. A partire dalla comunicazione puntuale e coerente con le evidenze scientifiche. Gli esponenti delle principali società scientifiche, poi, parleranno delle ultime scoperte e delle opinioni condivise nel mondo della medicina. Infine, interverranno le associazioni dei cittadini e dei pazienti, che si faranno portavoce delle richieste e dei diritti dei malati.

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26 maggio 2009

Turco, legge antidolore dispersa

Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, "non ha saputo dire una parola sul futuro della legge sulle cure palliative, approvata più di un mese fa dalla commissione Affari sociali della Camera, che viene così rinviata sine die".

L'accusa arriva da Livia Turco, ex ministro della Salute e ora capogruppo del Pd in commissione Affari sociali a Montecitorio, durante la discussione di una sua interrogazione sul tema.

"Il rappresentante del Governo non ha saputo proferir parola sulla mancata copertura della legge - prosegue Turco - Ha invece ribadito, con atteggiamento arrogante e irrispettoso per il Parlamento, che sono stati stanziati 100 milioni di euro senza neanche avere l'onestà di ammettere che sono i fondi stanziati dalla legge finanziaria del 2007, approvata dal centrosinistra.

Dopo ciò, nient'altro". Dunque "per l'Esecutivo - incalza l'esponente del Pd - non è necessario nessun ulteriore finanziamento, come invece ha chiesto la commissione Bilancio. Da Fazio silenzio assoluto anche per la calendarizzazione del provvedimento.

Adesso sappiamo che la legge sulle cure palliative si è persa nelle nebbie di un governo incompetente e di una maggioranza capace solo di riempirsi la bocca di impegni tanto roboanti quanto falsi.

Come potranno adesso parlare di difesa della vita - conclude Turco - se non sono capaci di garantire fondi che rendano effettivamente operativa una legge che riduce la sofferenza per migliaia di malati?".

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24 maggio 2009

Denunciando i clandestini rischio TBC

"La norma che obbliga i medici a denunciare gli immigrati clandestini mette in serio pericolo non solo la salute del singolo individuo, ma anche quella collettiva. Si pensi ai pericoli legati alla diffusione e al mancato controllo di malattie come la tubercolosi, se i clandestini, per timore di essere denunciati, non si rivolgessero alle strutture sanitarie".

A lanciare l'allarme sono i camici bianchi dell'Intersindacale medica, riunita venerdì a Roma per chiedere al Governo di cambiare il disegno di legge sulla sicurezza che introduce il reato di clandestinità, inserendo una precisa norma che esenti i medici e tutti gli operatori sanitari dall'obbligo di denuncia degli immigrati irregolari.

"Siamo molto preoccupati - afferma il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza - per le conseguenze di questa norma sulla salute collettiva. Si pensi ai crescenti casi di tubercolosi. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Commissione Salute del Comune di Roma - spiega Cozza - nei primi tre mesi di quest'anno, nella Capitale, si sono registrati 145 casi di tubercolosi: il doppio dell'anno precedente".

Un trend in crescita che non riguarda solo la città eterna. Dal Dossier 'Medicina e migrazione' realizzato dalla rivista 'Africa e Mediterraneo' e presentato il 13 maggio a Roma, è emerso che "dal '99 al 2006 i casi di tubercolosi registrati fra gli immigrati nel nostro Paese sono passati dal 22% al 46,2%".

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13 maggio 2009

Medici ancora costretti a fare la spia

"Rimangono i medici-spia, malgrado le forti critiche e le proteste provenienti anche da parte della maggioranza di Governo". Lo denunciano i sindacati medici che continuano a protestare contro le norme del pacchetto sicurezza che portano alla segnalazione degli immigrati irregolari.

L'intersindacale - Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi, Fp Cgil medici, Fvm, Federazione Cisl medici, Fassid, Fesmed, Federazione medici Uil Fpl - spiega, in una nota, che i camici bianchi "vengono esonerati dall'obbligo di segnalazione ma non, in quanto pubblici ufficiali, da quello di denuncia di un reato, quale quello di immigrazione clandestina appositamente introdotto, la cui omissione o ritardo comporta il rischio di sanzioni penali".

Per questo i sindacati ripetono al Senato lo stesso appello rivolto alla nei giorni scorsi alla Camera, perché si approvi "una norma che introduca, definitivamente e senza equivoci, una precisa e specifica esenzione per i medici, e quanti abbiano un incarico nel Ssn, dall'obbligo di denuncia di situazioni di irregolarità relative alla cittadinanza o immigrazione di persone sottoposte a trattamento sanitario".

"Siamo fortemente preoccupati - denunciano i medici che hanno programmato per la prossima settimana una conferenza stampa per illustrare i rischi della normativa - e ci vediamo costretti a lanciare un serio allarme anche per le conseguenze sulla salute collettiva legate al pericolo di epidemie che coinvolgono il territorio.

Si pensi ai crescenti casi di tubercolosi tra gli immigrati o alla possibile diffusione del virus dell'influenza A/H1N1 le cui conseguenze sarebbero ancora più gravi con ulteriore pericolo di contagio se i clandestini, per timore di essere denunciati, non si rivolgessero alle strutture sanitarie".

Le principali organizzazioni sindacali dei medici dipendenti del Ssn terranno una conferenza stampa sul tema, a Roma venerdì 22 maggio, alle ore 11.30 presso la sede dell'Enpam (Via Torino, 38).

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28 aprile 2009

Napolitano risponde a Ravasin

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato una lettera a Paolo Ravasin, malato di Sla e presidente della Cellula Coscioni di Treviso. L'uomo, il 21 aprile scorso, si era rivolto al capo dello Stato con un videomessaggio, puntando il dito contro il Ddl sul testamento biologico. Il provvedimento, dopo aver avuto il via libera del Senato, si appresta a iniziare il suo iter alla Camera. A rendere nota la missiva di Napolitano è lo stesso Ravasin.

"Caro Ravasin - scrive il presidente della Repubblica - lei mi si rivolge con le stesse parole indirizzatemi a suo tempo da Piergiorgio Welby, e anch'io vorrei dirle che raccolgo il suo appassionato messaggio con la stessa attenzione e partecipazione con cui seguo tutti i casi di tragica sofferenza personale, al di là delle posizioni che ciascuno può esprimere in termini generali. I temi da lei ora evocati - disciplina della fine vita, testamento biologico, trattamenti di alimentazione e idratazione meccanica - continuano a interrogare le coscienze individuali e investono sempre più la responsabilità collettiva".

"Auspico che le parole del presidente ispirino nei prossimi giorni le coscienze dei parlamentari che, a mio avviso, hanno finora svilito uno di questi beni costituzionali da tutelare di cui egli parla: la libertà di scelta", commenta dunque in una nota lo stesso Ravasin.

"Ringrazio di cuore il presidente Napolitano per la sua risposta - aggiunge - Capisco che la carica da lui ricoperta gli imponga riserbo sulla sua opinione personale, tuttavia ritengo molto importanti le sue parole, specie quando auspica che, in materia di scelte di fine vita, si tenga conto del dovuto equilibrio tra i diversi beni costituzionali da tutelare".

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27 aprile 2009

Testamento, legge entro l'estate

Nessun rallentamento sul fronte testamento biologico. "Entro l'estate dovremmo arrivare a una legge" sul fine vita, assicura il sottosegretario al Welfare con delega alla bioetica Eugenia Roccella, entrando a un incontro sul tema organizzato dall'anima cattolica del Pdl a Roma, a Palazzo Marino.

Dopo la serrata tabella di marcia del ddl al Senato, c'è chi avanza dubbi sul fatto che l'iter del provvedimento possa procedere altrettanto speditamente a Montecitorio. Ma Roccella replica che "si stanno semplicemente seguendo i tempi della Camera, e non era certo possibile incardinare il provvedimento prima".

Una legge sull'annoso tema "è necessaria", affinché il Parlamento "possa riappropriarsi del potere legislativo, al posto di una magistratura - afferma il sottosegretario, richiamando il caso Englaro - che tende a tracimare, rivestendo un ruolo che non era quello che i Padri costituenti gli attribuirono".

Quanto al punto dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, il passaggio più delicato dell'intero provvedimento, "anche il mondo medico è diviso e anche per questo è necessario che la politica si assuma le proprie responsabilità", conclude Roccella.

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25 aprile 2009

USA, Pillola del giorno dopo alle 17enni: i fulmini del Vaticano

La Food and Drag Administration, l'agenzia federale americana che si occupa del controllo della distribuzione di cibo e medicinali, ha autorizzato la vendita diretta anche alle ragazze di 17 anni, abbassando così di un anno il limite d?età per l?acquisto senza ricetta. La notizia è del 23 aprile ed è stata riportata dal New York Times.

Pronta la replica del Vaticano che mette in guardia di fronte ad una disposizione che ?mette a rischio la salute degli adolescenti e mina il diritto dei genitori di tutelare la salute dei loro figli?.

I vescovi, in una nota riportata anche dalla Radio Vaticana, hanno tuonato contro il farmaco definendolo abortivo."La fertilità non è una condizione patologica, per cui la decisione non ha uno scopo terapeutico anzi si possono provocare danni alle donne e ai loro bambini appena concepiti". Inoltre, "senza il beneficio di un controllo medico, molti ragazzi rischiano di non conoscere la possibile azione abortiva e gli altri pericoli derivanti dal farmaco".

I vescovi infine ricordano che secondo una ricerca, "la 'pillola del giorno dopo non è riuscita a ridurre i tassi di gravidanze indesiderate né l'aborto, ma ha portato ad una maggiore assunzione di rischio sessuale tra gli adolescenti e una diffusione più elevata di malattie sessualmente trasmissibili".

Dunque parte un?altra crociata contro la pillola del giorno dopo, ma di quale ricerca parlano i vescovi?

L?unico lavoro svolto in questa direzione riporta ben altri risultati, infatti un?indagine multiscopo (Marston 2005), condotta in Gran Bretagna su circa 7.600 donne dai 16 ai 49 anni, intervistate in merito al ricorso a diversi tipi di contraccezione e al numero di rapporti sessuali non protetti avuti durante l?anno, dimostra che vendere direttamente al pubblico la pillola del giorno dopo senza prescrizione del medico non comporta un aumento del suo uso, di rapporti sessuali non protetti e non diminuisce il ricorso ai comuni metodi di contraccezione.

Dunque la pillola del giorno dopo viene utilizzata e percepita dalla popolazione per quello che è: un contraccettivo di emergenza, che non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale, ma se assunto nelle ore successive al rapporto (preferibilmente entro le 12 ore), offre una buona protezione dal rischio di una gravidanza non desiderata.

Anche in quest?occasione la Chiesa ha ignorato le indicazioni dell?Organizzazione Mondiale della Sanità che invece la classifica come un contraccettivo di emergenza, quindi non abortivo.

Ancora una volta il Vaticano offre un?informazione parziale e faziosa che ignora i risultati della ricerca scientifica.

Gabriella Pacini

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22 aprile 2009

Denuncia clandestini fuori dal DDL

Il Ddl sulla sicurezza all'esame delle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera "non prevede più le norme sui cosiddetti medici-spie: un'importante vittoria ottenuta grazie all'unità di tutte le organizzazioni sindacali mediche che ieri, nella audizione alla Camera, hanno confermato la decisa opposizione a ogni coinvolgimento dei medici in questo Ddl come per il futuro".

Così Armando Masucci, segretario generale della Federazione medici della Uil-Fpl, sulla misura al cosiddetto Pacchetto sicurezza che eliminava il divieto per medici e altri operatori sanitari di segnalare gli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture del Ssn.

"Se è giusto, infatti - conclude Masucci in una nota - perseguire ogni mezzo per prevenire le devianze della clandestinità, è altrettanto giusto non intralciare la missione di libertà e di democrazia che ogni medico deve attuare con il suo operato e non solo per il suo giuramento".

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21 aprile 2009

Ravasin, ddl testamento anticostituzionale

"Una legge anticostituzionale che rende carta straccia le mie direttive anticipate comunicate un anno fa, ed in particolare la mia decisione di non sottopormi all'alimentazione e nutrizione artificiale quando non sarò più in grado di nutrirmi e bere naturalmente".

Paolo Ravasin, 49 anni, malato di sclerosi laterale amiotrofica, non usa mezza termini. Si scaglia contro il disegno di legge sul testamento biologico approvato dal Senato, e in un videomessaggio diffuso ieri alla Camera durante una conferenza organizzata dai Radicali si rivolge alle massime cariche dello Stato.

L'appello di Ravasin, con un filo di voce, è al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti della Camera Gianfranco Fini e del Senato Renato Schifani, messi in guardia dai rischi che ne deriverebbero se la Camera ad inizio maggio approvasse lo stesso testo che ha ottenuto il via libera del Senato. "Con grande tristezza - dice Ravasin - ho appreso la notizia dell'approvazione al Senato della legge, formalmente sul testamento biologico, ma sostanzialmente contro".

Testo di legge che "annulla le mie direttive anticipate e specialmente la mia decisione di non sottopormi ad alimentazione e idratazione artificiali quando non sarò più in grado di nutrirmi e bere naturalmente". Ravasin, attualmente in una clinica in provincia di Treviso, è infatti attaccato a un ventilatore artificiale che pompa aria nei suoi polmoni, ma è ancora in grado di nutrirsi attraverso una lenta deglutizione e cibi frullati.

Finchè il corpo glielo permetterà, Ravasin vuole continuare ad alimentarsi in questo modo. Ma se alla Camera passasse lo stesso Ddl, prosegue il paziente, "alimentazione e idratazione non sarebbero più rifiutabili, stabilendo per di più che le altre indicazioni non saranno vincolanti per il medico, ma solo una sorta di consiglio".

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Da Ravasin messaggio di altissimo valore politico

"L'appello di Paolo Ravasin rivolto alle massime cariche dello Stato italiano, rappresenta un messaggio di altissimo valore politico, specialmente in questo momento molto delicato in cui il disegno di legge sul testamento biologico sta passando dal Senato alla Camera".

Ad affermarlo è Emma Bonino, senatrice Pd, commentando il video-messaggio di Paolo Ravasin. "Ravasin - afferma la senatrice - ci fa capire che ci sono principi che non sono a disposizione di nessuna maggioranza, anche se questa fosse bulgara". "In questo momento - sottolinea Bonino - sta avvenendo una sorta di pausa di riflessione dopo l'onda emotiva generata dal caso Englaro e manipolata a livello politico.

In questo contesto credo che l'appello di Ravasin rappresenti un messaggio di altissimo valore politico, perché oggi giustamente si sta rallentando il dibattito e spero che alla Camera si voglia ricominciare daccapo con la discussione del disegno di legge".

Bonino plaude al messaggio dell'uomo gravemente malato, ricoverato in una clinica di Treviso, "perché ci mette in guardia sugli effetti che avrà la decisione della Camera. Se il Ddl dovesse passare anche qui, come avvenuto in Senato, Ravasin e gli altri pazienti come lui saranno condannati a mettere sondini nasogastrici per un numero imprecisato di anni. E il diritto alla vita diventerà di fatto obbligo".

L'auspicio della senatrice è che la Camera ascolti "non solo teologi e scienziati, ma specialmente i cittadini malati, che più di altri si sentono privati della libertà di scelta". Una questione cruciale, per questo motivo "spero che alla Camera se ne occupi la Commissione affari costituzionali più di quella della Sanità, che comunque può esprimere un suo parere".

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19 aprile 2009

MPV, legge 40 ha salvato 120 mila embrioni

Il Movimento per la vita (Mpv) difende con i numeri la legge 40 sulla fecondazione assistita. "E' un buon compromesso e funziona, tutelando la vita". Solo nel triennio 2005-2007 sono stati salvati 120 mila embrioni, numero ottenuto calcolando la possibile formazione in sovrannumero di ovociti fecondati rispetto ai limiti della legge, e la "possibile distruzione diretta o per congelamento".

Questi in sintesi alcuni dati presentati dal Mpv nel secondo Rapporto sullo stato di attuazione della legge 40, illustrato venerdì a Roma dal presidente del Movimento, Carlo Casini. Secondo Casini la legge ha funzionato sia per quanto riguarda i successi delle gravidanze, maggiori rispetto al passato, sia per il dato delle pazienti con sindrome da iperstimolazione ovarica: una percentuale di casi più bassa rispetto al resto d'Europa, spiega.

Casini spera che il Rapporto possa essere utile anche per evitare che la recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato parte della legge, non snaturi completamente la normativa. "Stiamo aspettando le motivazioni della sentenza della Consulta - afferma - Abbiamo deciso di presentare il Rapporto in questo momento, proprio mentre i giudici stanno scrivendo le loro motivazioni, nella speranza di fornire ulteriori elementi di conoscenza e chiarire i risultati positivi della legge.

Le motivazioni dei giudici potranno ferire poco o molto questa legge. Preferisco pronunciarmi dopo averle lette". Ma Casini sottolinea che nell'applicazione pratica della normativa, anche dopo la sentenza non c'è l'obbligo di produrre più di tre embrioni (la Consulta ha infatti bocciato questo limite). "Questo Rapporto - continua Casini - indica come il limite dei tre embrioni abbia avuto effetti positivi sulla riduzione degli embrioni morti sia per l'aumento delle nascite. In pratica fornisce motivazioni per dire ai centri che, almeno nella pratica, è utile comportarsi come prima".

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15 aprile 2009

Nutrizione e idratazione da valutare caso per caso

I medici cattolici sono convinti che la somministrazione dell'idratazione e alimentazione artificiale vada valutata caso per caso. Perché per un paziente in stato vegetativo permanente rappresenta un sostegno vitale, mentre per un malato terminale è un trattamento sanitario che può diventare troppo gravoso, senza ottenere risultati.

Ecco perché i medici cattolici di Milano hanno deciso di fissare in un documento ufficiale la loro posizione sui temi che in questi giorni sono oggetto di discussione in Parlamento. Il ddl sul fine vita, già votato al Senato, approderà presto alla Camera per l'approvazione finale e la sezione milanese dell'Associazione medici cattolici italiani (Amci) ha deciso di lanciare un messaggio: decisioni così delicate devono rientrare nell'alleanza terapeutica che lega il medico e il paziente e non può escludere i suoi familiari.

Il documento, condiviso dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, è stato presentato ieri nel capoluogo lombardo e verrà inviato via e-mail a tutti i soci dell'Amci e diffuso attraverso diversi canali. Anche quelli politici, già attivati dall'Amci Milano affinché il testo venga preso in considerazione anche in Parlamento. Concetto cardine: l'alleanza terapeutica che, scrivono i medici cattolici nel documento, "chiama in causa la responsabilità di entrambi i soggetti nel rispetto delle competenze del medico e dell'autonomia non assoluta del paziente".

E' questo il "contesto appropriato per una corretta valutazione delle pratiche di alimentazione e idratazione artificiale.

Fatta salva la dignità del malato, di cui sempre occorre prendersi cura qualunque sia la sua condizione clinica, non si può - avvertono i camici bianchi - tuttavia ignorare la diversità delle situazioni" e "la necessità caso per caso di compiere un discernimento prudente della proporzionalità circa i modi e i tempi del procedere, perché il paziente possa continuare a vivere con dignità o con dignità sia accompagnato nel processo del morire".

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02 aprile 2009

Testamento in commissione dopo Pasqua

La Commissione Affari sociali della Camera terminerà la prossima settimana l'esame delle misure sulle cure palliative, l'altro grande tassello che dovrebbe completare il puzzle dell'annoso tema del fine vita. Il testo passerà alle Commissione Bilancio e Affari costituzionali.

E' quanto ha stabilito ieri l'ufficio di presidenza della Affari Sociali, che pensa invece di rinviare l'esame del Ddl sul testamento biologico in un periodo successivo alle vacanze pasquali. Tempi meno serrati, dunque, rispetto a quelli che hanno scandito la tabella di marcia del Ddl Calabrò in Senato.

"L'esame del provvedimento verrà affrontato dopo Pasqua - conferma all'ADNKRONOS SALUTE Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari sociali - in un clima spero più sereno rispetto a quello che ha contraddistinto l'approvazione del testo a Palazzo Madama". L'esame avverrà dunque "nei tempi e nei modi giusti, sperando in un voto finale maggiormente condiviso".

Una convergenza in cui Palumbo confida anche sui punti più controversi del provvedimento, compreso il 'nodo' dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali. "Si tratta di temi estremamente delicati - conclude infatti - e occorre fare il possibile per trovare punti di incontro e ridurre le distanze".

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30 marzo 2009

La legge sul testamento è buona

"E' ovvio che il presidente Fini ha introdotto elementi di riflessione". Ma "io credo che la legge che abbiamo approvato al Senato, non solo perché guido il gruppo del Pdl al Senato, ma perché ne abbiamo dibattuto a lungo, sia una buona legge".

Lo ha affermato in materia di testamento biologico Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, intervenendo ieri alla trasmissione tv 'Panorama del giorno'. Gasparri ha parlato di una legge "perfettibile nei dettagli, negli emendamenti, nei singoli aspetti", ma "non modificabile nei principi di base che sono il no all'eutanasia in qualsiasi forma".

E "ovviamente - ha aggiunto - rispettiamo invece il divieto di accanimento terapeutico, perché protrarre le cure oltre il ragionevole sarebbe una tortura. Allo stesso tempo - ha proseguito - crediamo che l'alimentazione e l'idratazione debbano essere considerate un diritto e non una cura.

Ne discuteranno adesso i colleghi alla Camera, ma credo che alcuni paletti di fondo siano largamente prevalenti nel Pdl. Anche Fini, onestamente, nel suo intervento ha detto che ci possono essere posizioni minoritarie e quindi sa - ha concluso - che c'è una maggioranza di orientamenti nel Pdl che si rifà ai principi che al Senato abbiamo votato più volte con convinzione.

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29 marzo 2009

Fermarsi e riflettere sul Testamento

I medici italiani chiedono una "doverosa pausa di riflessione" sul testamento biologico, prima di proseguire nell'iter parlamentare. In modo da "consentire lo sviluppo di un confronto nella società, che aiuti il Parlamento a dispiegare su questa materia così intima e delicata". La richiesta arriva dal Comitato centrale della Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), riunito a Roma, che "ha ritenuto di dover far sentire la propria voce - si legge in una nota - dopo l'approvazione di ieri, da parte del Senato, del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento".

I camici bianchi sono preoccupati, in particolare, per il carattere non vincolante della dichiarazione anticipata del malato sulla possibilità di interrompere alimentazione e idratazione artificiale. Atti che, ribadiscono, sono di competenza medico sanitaria. "Il testo - si legge nel documento approvato dai medici - sarà oggetto di un'approfondita valutazione in ragione dei principi e delle indicazioni contenute nel nostro Codice deontologico, che rappresenta il punto di equilibrio di sensibilità e culture differenti, nel pieno rispetto delle regole costituzionali fondanti la nostra comunità civile".

Nel documento approvato dai vertici degli Ordini dei medici si ribadisce che "nutrizione e idratazione artificiali sono, come da parere pressoché unanime della comunità scientifica, trattamenti assicurati da competenze mediche e sanitarie". Inoltre "l'autonomia decisionale del paziente, che si esprime nel consenso o dissenso informato, rappresenta l'elemento fondante della moderna alleanza terapeutica al pari dell'autonomia e della responsabilità del medico. In questo equilibrio, alla tutela della libertà di scelta del paziente deve corrispondere la tutela della libertà del medico, in ragione di scienza e coscienza (obiezione)".

I camici bianchi sottolineano l'importanza del rapporto 'esclusivo' con il paziente, basato su libertà e responsabilità che "esprime l'autentico e moderno ruolo professionale e civile del medico nell'esercizio delle sue funzioni di tutela". Per quanto riguarda poi gli stati vegetativi, "anche alla luce di un dibattito tecnico-scientifico talora contraddittorio - prosegue la Federazione degli Ordini - riteniamo che le attuali conoscenze diagnostiche, prognostiche, terapeutiche ed assistenziali richiedano ulteriori approfondimenti, anche mediante la predisposizione di studi osservazionali coordinati in modo da garantire l'esercizio delle scelte più appropriate sia del paziente sia del medico". Infine, "una questione fondamentale - si legge nel documento - è rappresentata dalla predisposizione di una rete efficace ed accessibile di servizi di sostegno alle famiglie impegnate nel ruolo di assistenza".

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25 marzo 2009

L'alimentazione resta fuori dal testamento

Il divieto a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali "è il cuore del provvedimento e la ragione principale di questa legge" sul testamento biologico, "anche perché le sentenze della magistratura avevano aperto un problema lì dove evidentemente la regole erano insufficienti". Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha commentato le votazioni in Aula del Senato sul Ddl Calabrò, che hanno visto la maggioranza tenere, nonostante il voto segreto, sul punto più controverso dell'intero provvedimento.

"Il Governo è soddisfatto dall'esito - spiega Sacconi conversando con i giornalisti - perché si era espresso sulla garanzia dell'idratazione e dell'alimentazione attraverso il Ddl che era all'esame del Parlamento. Con questo provvedimento - sottolinea - non sarà più possibile un caso Englaro. Aggiungo la mia soddisfazione personale poiché ho adottato anche misure amministrative che ora trovano conferma nella legge dello Stato". Quanto alla compattezza mostrata dalla maggioranza, "sono assolutamente soddisfatto - sottolinea - Alla vigilia del congresso del Pdl si è verificato che nel partito non c'è una contrapposizione tra credenti e non, ma anzi si è realizzata una sintesi nella dimensione della laicità che non può non incorporare i fondamentali principi cristiani. Come diceva Benedetto Croce - ricorda il ministro - non possiamo non dirci cristiani, e quindi credo che questo provvedimento sia molto emblematico per ciò che è il Pdl".

Non nasconde la delusione Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Quello che è allarmante - ha spiegato - è questa chiusura della maggioranza ad ogni possibilità di approfondimento e di discussione. Ma anche questa cancellazione di ogni spazio della libertà di autodeterminazione dei soggetti - aggiunge - in ordine all'ultima fase della vita, proprio quella che dovrebbe appartenere a una decisione così personale e intima da non entrare in discussione". Ma ormai le possibilità di veder cambiare le cose sembrano esser naufragate. "Credo che anche la contingenza politica - riconosce Finocchiaro - molto particolare per il gruppo del Pdl, prema in questo senso. Penso che loro si siano irrigiditi in una posizione che è per molti versi irragionevole, per altri versi ingenerosa e per altri ancora incostituzionale. Non mi aspetto più niente", conclude con una nota d'amarezza.

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24 marzo 2009

Il testamento non sia ideologizzato

"Non possiamo, e non vogliamo, obbligare nessuno alla ragione, ma evitiamo di trasformare il diritto alla vita in obbligo di vita alle condizioni e nelle modalità stabilite con un voto fatto a maggioranza". Così i senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, in una nota intervengono sul Ddl sul testamento biologico, su cui sono iniziate ieri le votazioni in Aula del Senato.

I radicali hanno visto bocciare i 1.609 emendamenti premissivi all'articolo 1 del testo presentati dalla delegazione radicale a Palazzo Madama. I numerosi emendamenti di premessa, spiegano, "erano occasione e opportunità, oltre che un appello - per maggioranza, Governo e anche opposizione - alla riflessione e alla sospensione di questo dibattito e della piega ideologica che sta prendendo l'andamento del lavori.

Il testo non emendato su cui il Senato si dovrà esprimere nega l'evidenza: trattamenti sanitari quali nutrizione e idratazione artificiali non vengono più considerati tali; il codice deontologico dei medici è stato svilito approvando norme che remano contro questa professione; la necessità di riportare l'attenzione sulla persona e sulla sua autodeterminazione si è infranta in poche manciate di voti e di minuti".

"Stamane la presidenza del Senato - proseguono Poretti e Perduca - ha deciso di far votare l'incipit di alcuni emendamenti anche se non aveva un senso compiuto, e così ha fatto decadere altre centinaia di emendamenti. Invece di entrare nel merito di proposte di modifica che erano a senso compiuto e pertinenti, ha fatto uso della tecnica per far passare ciò che politicamente prevaleva nell'Aula. Ora - concludono - l'accordo sul contingentamento dei tempi rischia di rendere muto il Parlamento".

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Giuristi contro ddl Calabrò

Un testo "fortemente limitativo del fondamentale diritto alla intangibilità del corpo". Così, in un documento inviato ai parlamentari, 150 giuristi e cultori di scienze sociali definiscono il Ddl sul testamento biologico giunto all'esame finale del Senato.

Gli esperti esprimono forti dubbi sul testo del Ddl, e richiamano alcuni capisaldi giuridici che ritengono in netto contrasto con la legge in via di approvazione. Il primo è la Convenzione di Oviedo - si legge in una nota - che all'articolo 5 dispone che "ogni intervento nel campo della salute (nel quale va ricompresa anche l'alimentazione artificiale) non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato". Il secondo è l'articolo 3 della Carta europea dei diritti dell'uomo, che afferma il principio di autodeterminazione basato sul rispetto "del consenso libero e informato".

Il terzo è l'articolo 32 della Costituzione, dove si afferma che anche dove il legislatore imponga un trattamento sanitario, "in nessun caso possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Infine si ricorda il principio condiviso in bioetica e biodiritto, per cui l'interruzione delle terapie deve essere praticata quando le cure siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale.

"Confidiamo - conclude il documento - che il legislatore eviterà di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, senza rimanere prigioniera di meccanismi artificiali di prolungamento della vita".

Tra i firmatari, i professori Guido Alpa, Tommaso Auletta, Rodolfo Bettiol, Umberto Breccia, Paolo Cendon, Gilda Ferrando, Gregorio Gitti, Riccardo Guastini, Nuccio Luminoso,Salvatore Patti, Marcello Pedrazzoli, Valerio Pocar, Umberto Romagnoli, Enzo Roppo, Liliana Rossi carneo, Mario Segni e Paolo Zatti.

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23 marzo 2009

La legge 40 va modificata

Servono modifiche alla legge 40 e alle sue linee guida. Ad affermarlo è il presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, Giuseppe Palumbo (Pdl), che sul 'Libertiamo.it' - il magazine online dell'associazione presieduta da Benedetto Della Vedova (Pdl) - spiega "come e perché occorre cambiare la legge sulla fecondazione assistita".

L'opportunità di intervenire sulla normativa torna di attualità dopo che nei giorni scorsi il tribunale di Milano ha sollevato una nuova eccezione di costituzionalità, come già era avvenuto in passato con sentenze del Tar del Lazio e del tribunale di Firenze. "I limiti della legge - scrive Palumbo, docente di ginecologia e ostetricia - sono stati sottolineati a più riprese dalla comunità scientifica". Tre sono le modifiche proposte.

In primo luogo, superando il divieto di produrre più di tre embrioni, Palumbo propone di "rimettere al medico la possibilità di definire il numero di ovociti da inseminare, tenendo conto delle esigenze cliniche, dell'età e delle condizioni di salute della donna, e limitando comunque il numero di ovociti utilizzati a quello strettamente necessario". In secondo luogo, il presidente della Commissione Affari sociali avanza una proposta di modifica all'articolo 4, ammettendo al trattamento sia le coppie con problemi riproduttivi che quelle portatrici di malattie genetiche o cromosomiche o infettive trasmissibili.

"Tale ampliamento - continua Palumbo - si ritiene necessario in quanto precludere la possibilità di avvalersi delle opportunità offerte dalla scienza alle coppie portatrici di gravi patologie ereditarie appare difficilmente accettabile e viene avvertito da gran parte dell'opinione pubblica come una discriminazione irrispettosa dei travagli umani dei soggetti coinvolti". In terzo luogo, conclude, "si dovrebbe intervenire anche con una modifica dell'articolo 13, prevedendo la possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto sugli embrioni prodotti, esclusivamente allo scopo di individuare le patologie genetiche e/o cromosomiche ereditarie, quindi trasmissibili al nascituro".

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Obiezione di coscienza al Ddl Calabrò

Diciotto primari, tra i quali non mancano i nomi noti, sono pronti ad appellarsi all'obiezione di coscienza se il Ddl Calabrò sul testamento biologico dovesse diventare legge

Lo scrivono su Micromega, e si rivolgono direttamente a senatori e deputati affinché riflettano sulle contraddizioni per i camici bianchi a cui il provvedimento potrebbe dar luogo. "La scienza medica - scrivono - ha sviluppato negli ultimi decenni apparecchiature e acquisito conoscenze che permettono il prolungamento della vita anche in condizioni che naturalmente porterebbero alla morte. Questo enorme potere può interferire con le scelte del singolo individuo. Come si possono definire - chiedono - i limiti della scienza e fino a che punto le scelte individuali possono essere contrastate? Può una maggioranza, qualunque essa sia, imporre le proprie scelte a una minoranza? Può la religione imporre la sua dottrina anche a chi non è credente? In democrazia le scelte della maggioranza devono essere accettate dalla minoranza, ma questo è anche vero se queste scelte toccano la sfera privata dell'individuo? Può la maggioranza impormi di soffrire contro la mia volontà?".

"La missione medica - ricordano dunque i 18 camici bianchi - ci impone di curare il paziente e, quando non è possibile una cura, di alleviarne le sofferenze. L'etica medica ci insegna che qualsiasi procedura medica non può essere intrapresa senza un consenso libero e informato. Se quindi un paziente può rifiutare un qualsiasi intervento quando è cosciente, perchè dovremmo privarlo del diritto di decidere in anticipo se rifiutare interventi straordinari quando non sarà più cosciente?". "E infine - proseguono i primari rivolgendosi ai parlamentari - l'ultima domanda: come si può giudicare la nutrizione enterale mediante un sondino naso gastrico o tramite un dispositivo che arriva dallo stomaco alla cute dell'addome, un normale sistema per alimentare un individuo che non può farlo naturalmente? Se passasse la legge che è stata presentata, il medico potrebbe diventare un 'obiettore di coscienza' rifiutando di andare contro il desiderio espresso dal paziente".

Questi i nomi dei primari che hanno sottoscritto l'appello: Cosimo Prantera, primario gastroenterologo azienda ospedaliera San Camillo, Forlanini, Roma; Marcello Orzalesi, già professore ordinario presso l'università Sapienza e direttore del dipartimento di neonatologia medica e chirurgica dell'ospedale Bambino Gesù, Roma; Salvatore Di Giulio, primario nefrologia, azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Roma; Angelo Pera, primario emerito azienda ospedaliera Mauriziano, Torino; Luigi Pagliaro, professore emerito di medicina interna, università di Palermo; Vittorio Colizzi, professore di immunologia, università di Tor Vergata, Roma; Mario Cottone, professore di medicina interna, ospedale Cervello, Palermo; Lucio Capurso, primario gastroenterologo, azienda ospedaliera San Filippo Neri, Roma; Luca Pierelli, primario medicina trasfusionale azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Roma; Ignazio Majolino, primario ematologo azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Roma. E ancora: Francesco Pallone, professore ordinario di gastroenterologia, università di Tor Vergata, Roma; Paolo Nencini, professore ordinario di farmacologia, università Sapienza, Roma; Roberto Pisa, primario patologo, azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, Roma; Filippo de Marinis, primario pneumologia oncologica prima azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, Roma; Salvatore Cucchiara, primario gastroenterologia pediatrica policlinico Umberto I, Roma; Giuseppe Gristina, anestesia e rianimazione, azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, Roma; Emilio Di Giulio, responsabile endoscopia digestiva, azienda ospedaliera Sant'Andrea, Roma; Marco Lombardi, primario della divisione di chirurgia dell'ospedale Cto, azienda sanitaria Rm/C, docente alle scuole di specializzazione chirurgia generale di Sapienza e Tor Vergata; Donato Nitti, direttore dipartimento di scienze oncologiche e chirurgiche clinica chirurgica II Padova.

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17 marzo 2009

"Per Eluana" è un'associazione apolitica

"Assoluta indipendenza" dell'associazione 'Per Eluana' dal mondo della politica. Lo dice a chiare lettere Beppino Englaro, replicando al senatore Pdl Antonio Paravia, che nel corso della conferenza a Palazzo Madama dove è stata ufficializzata la nascita dell'associazione, ha chiesto al papà di Eluana, con una nota polemica, di confermare se intendesse diventare testimonial di un nuovo movimento politico.

Sulle voci che girano al riguardo, "non c'entro nulla - tiene a precisare Beppino - e non ne so nulla nella maniera più assoluta".

La partecipazione del mondo della politica all'incontro di ieri mattina, in effetti, appare bipartisan. A organizzare l'evento hanno contribuito, infatti, il senatore Pdl Ferruccio Saro, amico storico di Beppino, e il collega dell'opposizione Carlo Pegorer (Pd).

Stamani, inoltre, prima di giungere all'incontro, Beppino Englaro e il collegio direttivo dell'associazione hanno incontrato la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro e il senatore Ignazio Marino.

"Il nostro obiettivo - spiega il papà di Eluana - è combattere la disinformazione e la confusione che aleggiano sui termini del fine vita".

"Non vogliamo sostituirci ai politici - conferma Giandomenico Borasio, neurologo ed esperto di cure palliative chiamato a presiedere l'associazione - il nostro obiettivo è fornire informazioni, e mettere a servizio di chi fa le leggi la nostra competenza e le nostre conoscenze".

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16 marzo 2009

Dal Pd 173 emendamenti al Ddl Calabrò

Sono 173 gli emendamenti targati Pd al Ddl Calabrò sul testamento biologico, che domani approda nell'Aula di Palazzo Madama.

Di questi, 75 sono stati firmati dai componenti del partito in forza alla Commissione sanità del Senato, 82 avanzati da singoli senatori Pd e ben 15 a firma del solo Ignazio Marino.

Il gruppo avanzerà inoltre in Aula una pregiudiziale di costituzionalità, mentre il senatore Daniele Bosone presenterà un ordine del giorno sulla rete di assistenza a persone in coma o in stato neurovegetativo.

Alcuni emendamenti targati Pd portano la firma anche di senatori radicali, che tuttavia daranno il loro personale contributo alla 'battaglia' contro il provvedimento con circa 2.500 proposte di modifica.

L'emendamento Finocchiaro che prevede la possibilità di sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali è stato firmato dalla capogruppo Pd in commissione Sanità Dorina Bianchi, dal direttivo del gruppo e da tutti i componenti della commissione Sanità fatta eccezione per Claudio Gustavino ed Emanuela Baio.

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15 marzo 2009

La Lombardia impugna la sentenza Englaro

Su proposta del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, la Giunta regionale ha deciso di impugnare presso il Consiglio di Stato la sentenza del Tar Lombardia sul caso di Eluana Englaro (n. 214/09 emessa il 26 gennaio).

"Purtroppo la vicenda di Eluana - commenta Formigoni - si è conclusa nel modo tragico che sappiamo. Noi siamo certi di aver costantemente operato in modo corretto e abbiamo deciso di presentare ricorso perché riteniamo la sentenza del Tar infondata".

"In particolare - prosegue Formigoni - riteniamo che nessuna magistratura, penale, civile e tanto meno amministrativa, possa deliberare sulla vita e sulla morte di una persona, tanto più in assenza di una legge.

Compito della magistratura è infatti applicare le leggi che ci sono, mentre il compito di farle è del Parlamento che esercita questo diritto in nome del popolo.

Giudichiamo dunque illegittimo imporre al servizio sanitario l'esecuzione di un trattamento diametralmente opposto ai compiti di assistenza e cura che costituzionalmente gli appartengono".

"Con la nostra iniziativa - conclude Formigoni - vogliamo che una sentenza del Consiglio di Stato impedisca che in futuro si possano ripetere altri casi come quello di Eluana Englaro".

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12 marzo 2009

Commissione Senato approva ddl Calabrò

Via libera della Commissione Sanità del Senato al disegno di legge sul testamento biologico, che mercoledì sarà all'esame dell'Aula.

Hanno votato a favore del testo, modificato durante la discussione e la votazione degli emendamenti questa settimana, il Pdl (fatta eccezione per Laura Bianconi, che ha espresso il suo dissenso), la Lega e l'Udc.

Il Pd si è diviso: due i voti contrari, quelli di Donatella Poretti e Vincenzo Maria Vita, mentre si sono astenuti Claudio Gustavino, Daniele Bosone e Dorina Bianchi.

Contro il provvedimento si è espresso l'Idv. I senatori hanno dato mandato al relatore del Ddl, Raffaele Calabrò, che dunque sarà relatore anche in Aula.

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11 marzo 2009

Respinto emendamento su sospensione nutrizione

La Commissione Sanità del Senato ha respinto l'emendamento Pd a prima firma Finocchiaro, che puntava a introdurre nel testo Calabrò sul testamento biologico la possibilità di sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali.

La conferma arriva dalla stessa presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, che ha illustrato l'emendamento in Commissione Sanità.

"Non abbiamo cavato un ragno dal buco - spiega - nonostante, dopo gli sforzi fatti, nel'articolo 1 del provvedimento pareva comparire un barlume di consapevolezza circa la vigenza, in questo Paese, dell'articolo 32 della Costituzione".

L'emendamento Pd ha ottenuto i voti di tutti i membri del Pd in Commissione, fatta eccezione per Claudio Gustavino e Riccardo Villari.

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09 marzo 2009

Testamento, legge preveda stop alimentazione

"Una legge che disciplini il testamento biologico si può fare. Anzi, Costituzione alla mano, probabilmente si deve fare e può certamente comprendere il rifiuto delle cure. Tale rifiuto, che deve essere espresso per iscritto, può riferirsi anche all'alimentazione e all'idratazione che costituiscono, per la scienza medica, interventi di carattere sanitario".

Maurizio De Tilla
, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura italiana (Oua), interviene sul dibattito relativo al testamento biologico, alla vigilia della discussione che riprenderà domani in Commissione Sanità del Senato.

"Naturalmente - scrive De Tilla in una nota - la questione solleva numerosi aspetti problematici che vanno però valutati, innanzitutto, alla luce dell'articolo 32 della nostra Carta Costituzionale, nella quale si stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge".

Il presidente dell'Oua sottolinea come la nostra Costituzione sia improntata al principio della laicità, ma non per questo può essere tacciata di non essere portatrice di valori. Tra questi ha un ruolo fondamentale quello dell'autodeterminazione della persona: "La legge - scrive - non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana: nessuno può decidere per noi.

Ogni individuo ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare della propria esistenza nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. È questa una scelta di civiltà giuridica".

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06 marzo 2009

Un movimento permanente per la libertà della ricerca

Bruxelles, al Parlamento Europeo è in corso la tre giorni del secondo Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, promosso dall'Associazione Luca Coscioni.

L'obiettivo è quello di rilanciare l'impegno permanente ed internazionale contro i pregiudizi politici e religiosi che corrodono la libertà di ricerca scientifica. Un appuntamento affollato di interventi prestigiosi. Tanta scienza, come i premi nobel Kary Mullis, per la chimica, Martin Perl per la Fisica, ma anche i ricercatori prestati alla politica, come il ministro spagnolo, Bernart Soria, in persona, che ieri ha esordito dicendo “cosa pensa un ricercatore quando diventa ministro” e raccontato come sia riuscito nel mettere le mani in pasta.

I dati non lasciano dubbi, i risultati si vedono. Infatti, nel campo biomedico, Soria ha attivato, nel 2008, ben 65 progetti di ricerca contro il nulla del 2004 e promosso 36 progetti sulla ricerca non commerciale, quella sui farmaci orfani.

In breve, la sua ricetta si articola in quattro azioni: introdurre normative liberali per la ricerca, incentivare la formazione, mettere a punto un buon sistema di valutazione per l'attribuzione dei finanziamenti ai progetti e restituire fiducia nella ricerca scientifica. Ritenuta senza dubbio un ottimo investimento politico, da utilizzare come leva di sviluppo economico, in tempi di crisi economica, ma non solo. Anche come leva per il benessere sociale.

Infatti, se gli Stati Uniti sono al primo posto per il pil dedicato alla ricerca, tuttavia i bebè, nati in Spagna, hanno una migliore aspettativa di vita. Ben quattro anni in più degli americani. Il punto è,ha sottolineato Soria, nella scelta politica di trasmettere ricchezza, collegandola verso il benessere sociale, attraverso la sanità e non solo verso le case farmaceutiche.

Il ragionamento scalda il clima attento e concentrato della sala. L'esponente di un' associazione europea di malati di sma, la sclerosi laterale amiotrofica, interviene e chiede al ministro spagnolo, di diventare capofila di un risorgimento europeo della ricerca scientifica per restituire speranza. Scende in campo anche Emma Bonino, che a Bruxelles fa gli onori di casa, tra un ospite e l'altro, passando con disinvoltura dalla lingua francese all'inglese, e ci tiene a chiarire:”Viviamo questo congresso come una richiesta di aiuto per un movimento permanente”.

L'antifona era già arrivata, in apertura di giornata, dallo stesso Marco Cappato che aveva ricordato la mission dei Radicali, quella di farsi carico dell'accesso democratico alle cure e ai benefici della ricerca. Anche perchè “se i Paesi rinunciano a governare questi processi, lo faranno altri.” Ma da cosa nasce tanta cautela verso la libertà della ricerca scientifica? Janez Potocnik, commissario europeo per la ricerca, risponde con un dato di realtà: la gente è confusa. Non ha capito bene cos' è la scienza. La confonde con la tecnologia, dirà più tardi il premio nobel Kary Mullis. Allo stesso tempo, la politica è chiamata in causa a fare da tutore. Per uscirne, di certo, sostiene Potocnik, occorre dare più fiducia alla responsabilità degli scienziati, ma anche far capire meglio di cosa si tratta.

Di certo, ogni perplessità è svanita ieri, anche in sala, quando lo spettro delle malattie genetiche degenerative, ad alta trasmissibilità , ha fatto irruzione, attraverso le immagini del corrispondente Charles Sabine. L'inviato di guerra della NBC news, ha raccontato, con le foto degli sguardi della morte nel mondo impressi nella sua macchina fotografica, la sua sfida più grande e attuale, quella di convivere con una paura smisurata e opprimente, da quando ha saputo di aver ereditato dal padre, la malattia genetica della Corea di Hungtinton.

Un effetto che solo la paura di una bomba a mano vicino alle tempie, come gli era capitato di vivere nella ex Jugoslavia , quando fu fatto prigioniero dai ribelli muhaidin, può aiutare a capire.Charles Sabine ha già assistito il padre, affetto dalla stessa malattia e dal dolore immenso, più della stessa morte, di aver condannato anche i due figli. Un destino peggiore di quello di un prigioniero di guerra. Non c' è cura, non c' è fuga possibile. L' unico appello è alla speranza, che solo la ricerca e la sua libera circolazione possono offrire. La stessa che, ci racconta Sabine, che ha dato la forza per sopravvivere ad una bambina di 14 anni, che per giorni, tra gli stenti della fame e del freddo, lui stesso ha visto camminare, portando sulle spalle la sorellina più piccola.

Monica Soldano

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05 marzo 2009

Apertura sul consenso informato

Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità del Senato, apre sul consenso informato, una delle 'note dolenti' del Ddl Calabrò sul testamento biologico secondo l'opposizione.

"Ho raccomandato Governo e relatore - spiega Tomassini lasciando la seduta della Commissione dove sono stati illustrati i subemendamenti, ben 352, alle due proposte di modifica al testo illustrate ieri da Raffaele Calabrò - di dare la massima disponibilità per accogliere uno o due emendamenti che l'opposizione reputa molto importanti".

In particolare, "quello che ha come prima firmataria Anna Finocchiaro". Si tratta, appunto, di un emendamento al comma 'e' dell'articolo 1, ossia quel passaggio del provvedimento che vieta la sospensione di qualsiasi attività medica volta a consentire o provocare la morte del paziente. Nell'emendamento del Pd, che reca - oltre alla firma di tutti i componenti del Pd in Commissione, fatta eccezione per il senatore Claudio Gustavino - quella di Finocchiaro, ma anche di Luigi Zanda e Nicola Latorre, si legge che 'l'attività medica è esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza.

Tale attività medica è tuttavia sempre subordinata all'espressione del consenso informato di cui all'articolo 4, nell'articolo 5 della convenzione di Oviedo, ratificata dalla legge 28 marzo 2001, n.145, nonché dei limiti imposti dal rispetto della persona umana'.

Tomassini ha inoltre confermato di aver dichiarato l'inamissibilità del 'passaggio' dell'emendamento Calabrò e di tutti i subemendamenti relativi alle cure palliative. Ieri, infatti, la proposta di modifica presentata da Calabrò recava un cenno a questo tema. Un passaggio che aveva sollevato parecchi malumori nell'opposizione.

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Da martedì si vota sul testamento

Partirà martedì alle 14.30 il voto sul Ddl Calabrò in Commissione Sanità del Senato

Il primo appuntamento della Commissione per le votazione seguirà il comitato di confronto "informale" chiesto dal presidente Antonio Tomassini ai capigruppo presenti in commissione per la mattinata di martedì, dopodiché la tabella di marcia stilata dall'ufficio di presidenza prevede una prima 'notturna' per la sera stessa di martedì, a partire dalle 21.

Se il calendario non dovesse subire variazioni, gli incontri successivi sono in programma mercoledì dalle 8.30 alle 9.30, e, sempre nella giornata di mercoledì, dalle 14.30 alle 16.30, con una 'notturna' alle 21. Nuovamente al lavoro giovedì con due appuntamenti, il primo dalle 8.30 alle 9.30, il secondo alle 18. Infine venerdì Commissione riunita a partire dalle 9. La senatrice radicale Donatella Poretti, sul calendario appena stilato, interviene ironica: "Forse hanno dimenticato che la scadenza per gli emendamenti in Aula è fissato per venerdì alle 12.

Quando potremo lavorarci?", chiede. Raffaele Calabrò, parlando del proprio Ddl ha dichiarato che "Da tempo stiamo lavorando per trovare posizioni comuni. Ora lo stiamo facendo ulteriormente su questo punto che è uno dei tanti, e credo che si possa arrivare a un accordo su molti, se non su tutti i punti". Il senatore ha così risposto ai giornalisti su possibili convergenze tra maggioranza e opposizione sul nodo dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali.

"Martedì mattina - spiega lasciando la Commissione Sanità - è prevista una riunione informale per valutare parte degli emendamenti, fare un'analisi di tutto il testo, e per ragionare meglio sui tempi del calendario formalizzato oggi (ieri ndr)". Quanto a eventuali emendamenti messi a punto per trovare la quadra sul nodo più controverso del Ddl, "ci sono momenti di lavoro - chiosa - mentre non ci sono ipotesi di emendamento allo stato attuale".

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03 marzo 2009

Testamento, ritardata la discussione

Ora che l'approdo in Aula del Ddl sul testamento biologico è slittato, prendersi un po' di tempo per riflettere prima di tirare nuovamente le somme.

E' quanto propone il capogruppo del Pd in Commissione Sanità del Senato, Dorina Bianchi, che all'ADNKRONOS SALUTE spiega: "Aspettiamo di sentire domani il relatore del provvedimento, Raffaele Calabrò, e i suoi eventuali emendamenti, poi inizieremo un ragionamento e decideremo di conseguenza come comportarci".

"Abbiamo più tempo per lavorare con maggiore calma - spiega Bianchi - e per realizzare un testo che sia il migliore possibile. Credo che ci sia la necessità di discutere all'interno del Pd, ma con serenità e in piena tranquillità".

Ma prima "dobbiamo capire quel che accade dall'altra parte. Finora, dopotutto, abbiamo parlato soprattutto noi, ora aspettiamo di vedere quali saranno le repliche della maggioranza e del relatore per capire se ci sono margini di manovra oppure no.

Da questo dipenderà la nostra condotta e le nostre scelte". Quanto a un emendamento messo a punto dalla stessa Bianchi, che tracci una nuova posizione del partito e che ricalchi, in parte, la posizione delineata da Francesco Rutelli, "sono solo voci di corridoio - assicura la 'caposquadra' del Pd in commissione - Per altri emendamenti c'è tempo".

Mentre sul fronte Ignazio Marino e su una presunta 'pace' siglata tra i due nell'incontro con il segretario del partito Dario Franceschini, "non ho mai litigato con nessuno - assicura Bianchi con un sorriso - non confermo alcuna tregua per il semplice fatto che non ho mai dato battaglia".

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01 marzo 2009

Caso Englaro, nuovo avviso per Sacconi

"Ho ricevuto un secondo avviso di garanzia due giorni fa in relazione all'atto di indirizzo emanato dal ministero del Welfare sul caso di Eluana Englaro".

Lo ha reso noto il ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali Maurizio Sacconi parlando a margine di un convegno sulle malattie rare in corso a Roma.

"Oltre a quello che avevo ricevuto dalla Procura di Roma -ha specificato Sacconi- ho ricevuto un secondo avviso di garanzia da Trieste".

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26 febbraio 2009

Il PD intanto si chiarisce le idee

Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha incontrato ieri mattina il senatore Umberto Veronesi. Un colloquio 'chiarificatore' dopo la lettera inviata ieri dall'oncologo e parlamentare democratico in cui si criticava la linea assunta dal Pd sul testamento biologico.

"Sono venuto a incontrare Veronesi - ha spiegato Franceschini - perché il rispetto di questo straordinario scienziato e studioso, le cui qualità sono riconosciute a livello internazionale, richiedeva che ci chiarissimo dopo che i titoli dei giornali di oggi (ieri ndr) parlavano di una spaccatura che non esiste".

"Veronesi - ha riferito il segretario del Pd - ha parlato, come sua abitudine, in modo franco e diretto e si è detto stupito della lettura che ha dato qualche giornale del contenuto della lettera, come se fosse contrario alla libertà di coscienza su temi come questo.

Veronesi invece ha ribadito il convincimento dell'assoluta libertà di scelta dei parlamentari in materia di testamento biologico.

Questa è esattamente la linea del Pd in cui c'è una posizione prevalente e nello stesso tempo si rispetta chi non la pensa allo stesso modo".

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Testamento, Calabrò non desiste

Il senatore Calabrò, relatore del testo in discussione in Commissione sanità insiste a portare avanti la propria iniziativa anche se il fronte bipartisan di coloro che vorrebbero rinviare il provvedimento a dopo le elezioni europee continua ad allargarsi

"E' il momento di andare avanti. E poi, giunti a questo punto, sarebbe come fermarsi all'ultimo ostacolo dopo averne saltati 99". Così Raffaele Calabrò, il relatore del provvedimento sul testamento biologico in discussione in commissione Sanità del Senato, sull'appello bipartisan con cui alcuni senatori Pd e Pdl hanno chiesto di rinviare la discussione sul provvedimento in seguito alle elezioni europee. "E' un appello che contraddice altre mozioni votate nei mesi scorsi, in primo luogo dallo stesso Pd - fa notare Calabrò all'ADNKRONOS SALUTE - In estate i parlamentari Pd hanno chiesto una legge sul testamento biologico, e recentemente un'altra mozione, sollecitata da Anna Finocchiaro, chiedeva un provvedimento nei tempi più rapidi possibili, mozione che è stata votata da tutti, maggioranza e opposizione.

Il Parlamento, inoltre, da tempo sta lavorando su queste tematiche, e quest'ultima legislatura è al lavoro sui temi di fine vita dal primo giorno in cui si è insediata. La legge è ormai pronta per essere varata e sarebbe assurdo tornare indietro a questo punto". E a chi gli fa notare che l'appello Bonino-Dini mira soprattutto a contenere i toni del dibattito e a colmare lacune venutesi a creare nello scenario politico, Calabrò replica: "le fratture e le distanze le vedo solo sulla sponda del Pd". L'appello, tuttavia, ha in calce anche firme di senatori del Pdl. "Ma le diverse vedute sono naturali in casi come questo, naturali e costruttive. Per fortuna, siamo in una democrazia".

L'appello a cui si riferisce Calabrò è stato firmato da Enzo Bianco (Pd), Emma Bonino (Pd-Radicali), Stefano Ceccanti (Pd), Lamberto Dini (Pdl), Pietro Ichino (Pd), Antonio Paravia (Pdl), Maurizio Saia (Pdl) e Giuseppe Saro (Pdl). Questo il testo dell'appello: "Noi, credenti e non credenti, considerato il clima attuale del dibattito politico in corso sul trattamento dovuto nelle situazioni particolari di confine tra la vita e la morte, rileviamo il rischio che un intervento legislativo non sufficientemente meditato su questa materia, quale che ne sia il segno e il contenuto, cristallizzi soluzioni rigide, sempre parzialmente inappropriate rispetto all'infinita varietà dei casi reali, come è inevitabile. Per questo chiediamo una moratoria legislativa su questa materia di qualche mese, che permetta di recuperare la serenità necessaria per il migliore e più aperto confronto".

Intanto ieri mattina è stato raggiunto un accordo dall'ufficio di presidenza della Commissione Sanità del Senato, per giungere alla votazione degli emendamenti al testo Calabrò sul testamento biologico entro martedì sera, a partire dalle ore 21. La nuova 'tabella di marcia', spiega all'ADNKRONOS SALUTE Antonio Tomassini, presidente della stessa Commissione, è stata definita con un accordo unanime per arrivare in aula il 5 marzo, come previsto. "E' evidente, dall'accordo di oggi (ieri ndr), la volontà di superare forme ostruzionistiche per votare gli emendamenti - afferma Tomassini - ma queste dichiarazioni di volontà saranno poi da verificare nei fatti. Esistono - ricorda - anche nelle fasi di votazioni delle tecniche ostruttive, ma noi confidiamo nella disponibilità e nella volontà di tutti".

Mercoledì la Commissione è andata avanti nei lavori fino a mezzanotte, per riprenderli ieri mattina alle 8.15 e poi alle 14. Sono stati discussi, intanto, tutti gli emendamenti all'articolo 1 e all'articolo 2, "e nel pomeriggio speriamo di terminare il dibattito sulle proposte di modifica all'articolo 3". Al momento, comunque, restano otto gli articoli di cui bisogna ancora discutere gli emendamenti presentati. L'appuntamento successivo, dopo quello odierno, è per lunedì prossimo alle 20, una seduta notturna con l'obiettivo di giungere a votazione il giorno successivo alle 21.

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25 febbraio 2009

Un testamento rispettoso delle volontà

Sul testamento biologico Rosaria Iardino, presidente di Donne in rete e Nps Italia (Network italiano di persone sieropositive), nonché membro dell'assemblea costituente del Pd, condivide e sostiene l'appello del senatore Ignazio Marino (Pd). E lo fa con una lettera inviata al neo segretario del Pd Dario Franceschini e alla senatrice Anna Finocchiaro.

"L'accesa controversia su questo argomento, visto il pluralismo morale esistente, può risolversi solo con l'attribuzione per legge al paziente del potere di decisione", sottolinea la Iardino in una nota.

"Nello specifico, la proposta di considerare idratazione e nutrizione sostegni vitali può essere condivisa anche da chi, come i pazienti che l'associazione rappresenta, vive con grande preoccupazione la ricerca di continue mediazioni sulla libertà di scelta del paziente, a condizione però - dice la Iardino - che sia presidiata con fermezza l'eccezionalità del caso in cui sia stata espressamente dichiarata la volontà di sospendere anticipatamente il trattamento".

La volontà di trovare convergenze in una materia così delicata "deve essere apprezzata da tutti; è essenziale però ribadire il diritto di tutti i pazienti a vivere gli ultimi periodi della propria vita con la minor sofferenza possibile.

Da qui l'esigenza imprescindibile di formare i medici e dotare la società di uno strumento di decisione come il testamento biologico, che rappresenta un valido supporto a favore del medico per orientare le sue decisioni secondo quanto avrebbe desiderato il paziente, e non andare incontro a situazioni paradossali dove sono tutti a decidere - conclude - tranne il diretto interessato".

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Indispensabile una legge sul testamento

"Invito il collega Giuseppe Pisanu a ripensare alla sua idea di non partecipazione al voto sulla legge del fine vita - Lo afferma il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi - Io sono infatti totalmente d'accordo con quanto scritto da Angelo Panebianco e ribadito poi da Beppe Pisanu circa l'impossibilità di risolvere per legge tutte le delicate questioni attinenti al fine vita.

Questo dimostra quanto sia stata saggia la posizione del centrodestra, contrario sino a pochi mesi fa a far intervenire il Parlamento sulla materia.

Ma lo straripamento di alcuni magistrati e la morte per sentenza di Eluana Englaro - conclude - mi hanno convinto dell'assoluta necessità ed urgenza di intervenire per legge sulla materia prima di nuove e sorprendenti derive giudiziarie".

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Testamento biologico: iniziative contro il testo Calabrò

In queste ore, si sta discutendo in commissione Igiene e Sanità al Senato, sugli emendamenti da proporre al testo di legge ?contro il testamento biologico?. Il Pd si è riunito nel pomeriggio per cercare una convergenza tra la posizione laica prevalente e i pochi, ma irriducibili teodem, Paola Binetti e Dorina Bianchi. Si parla di duecento emendamenti dell?opposizione, ma di ben cento della sola maggioranza.

Il testo di Raffaele Calabrò, se approvato così com è, negherebbe il fondamento costituzionale del principio di autodeterminazione del cittadino, in modo così efferato da mobilitare, senza tregua, la società civile da giorni. Dopo le manifestazioni romane del teatro Eliseo e di piazza Farnese, proseguono anche iniziative concrete, condivise da associazioni culturali e politiche con avvocati e notai.

L?appuntamento è a Firenze, mercoledì 25 febbraio, alle ore 21, al teatro Puccini (via delle Cascine, 41), con la neonata associazione culturale Liberi di Decidere (www.liberididecidere.it), che presenterà e metterà a disposizione, di tutti gli intervenuti, un modello di carta di autodeterminazione, ovvero di testamento biologico. Il progetto è quello di dimostrare che, in assenza di una legge sul testamento biologico, alla luce dell? ordinamento vigente e di recenti sentenze, che hanno utilizzato l? istituto dell?amministratore di sostegno, si può dare valore e rendere pubblica la propria volontà. Gli avvocati dell?associazione Liberi di decidere, con la disponibilità di alcuni notai fiorentini, saranno a disposizione degli interessati, a titolo volontario.

Nel frattempo, a Roma, prosegue con successo la raccolta firme dell?associazione Luca Coscioni, www.lucacoscioni.it, promossa da Mario Staderini e Mina Welby, per una delibera di iniziativa popolare, da portare al consiglio comunale, per chiedere, con la forza di migliaia di firme, l?istituzione del Registro delle dichiarazioni anticipate, relative ai trattamenti sanitari di fine vita. La scelta di escludere i notai e di coinvolgere uno spazio istituzionale ha una doppia valenza, ci ha spiegato il radicale Mario Staderini, sia quella di avere un luogo pubblico, accessibile a tutti e gratuito, che renda visibile ai cittadini l?iniziativa sul proprio territorio, sia quella di contrastare la deriva burocratica insita nel proposta di legge della maggioranza, che obbliga ad andare dal notaio una volta ogni tre anni!

La mobilitazione in corso, suona, però, anche come un rullo di tamburi per prepararsi alla raccolta firme in caso di referendum. Già proposto dal senatore Ignazio Marino (PD) come unica risposta possibile alla cieca ostinazione, aggiungiamo noi, del partito vaticanista trasversale agli schieramenti, fino ad oggi, benedetto anche da Silvio Berlusconi.

Al Referendum, hanno già aderito idealmente anche Antonio di Pietro e l? Italia dei Valori, ?stiamo già in stamperia?, mentre scuotono la testa Emma Bonino e Marco Pannella, convinti che le carte truccate dell?informazione pubblica, costringano a giocare al tavolo con i bari. E per spiegarsi meglio, ma soprattutto per costituire il Comitato di liberazione dalla partitocrazia, i due Radicali storici hanno oggi annunciato, la convocazione del prossimo Congresso del Transpartito Radicale, a Chianciano Terme, da venerdì 27 febbraio.

Monica Soldano
Vita di Donna Community

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