Sesso, maschi più attivi fino a tarda età
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L?esito non era scontato e l?avvocato Gianni Baldini, dell?associazione Madre Provetta, che ha assistito la coppia per oltre un anno, solo oggi può tranquillizzarsi. L?ordinanza, ancora una volta del Tribunale civile di Firenze è netta:
"nessun interesse attuale e concreto" da parte del professore, filosofo e presidente di Verità e Vita verso quegli embrioni.
In sintesi, non può essergli riconosciuto un interesse più rilevante di quello che non abbiano i genitori, trattandosi di un terzo del tutto estraneo alla famiglia. Inoltre, cosa di meglio avrebbe potuto offrire il signor professore a quegli embrioni malati, se non di restare congelati? Forse di farli guarire o di farli nascere senza il consenso della madre?.
"Il buon senso è stato ristabilito con questa sentenza". Afferma l'avvocato Gianni Baldini, che sta conducendo con successo la coppia fuori dal tunnel. " La richiesta del professore Palmaro, se accolta, avrebbe avuto conseguenze gravissime e paradossali allo stesso tempo?. Sarebbe diventato ?uno di famiglia?, ma contro i genitori. Che avrebbero dovuto condividere con lui ogni fase della fecondazione in vitro e del trattamento medico. Un vero incubo ed una violazione senza precedenti della libertà di entrambi i genitori.
Ma cosa aveva chiesto la giovane madre milanese, oltre un anno fa al magistrato fiorentino, Isabella Mariani? Di non costringerla ad abortire in corso di gravidanza. La donna, infatti, che conosce la gravità dell?esostosi multipla, non si sarebbe mai perdonata di farla ereditare al figlio tanto desiderato.
Un rischio, stimato per la coppia, al 50%. Il magistrato fiorentino, con una articolata e motivata ordinanza l?aveva ascoltata e le aveva detto si, il 19 dicembre 2007. Quando il magistrato Isabella Mariani ordinò al centro medico Demetra di Firenze, a cui la coppia si era rivolta, di procedere con la diagnosi genetica per l'esostosi e di congelare gli embrioni, eventualmente malati, in barba ai divieti espliciti della legge 40 (art. 14). Poi, rinviata, nel luglio 2008 al vaglio della Corte Costituzionale per una valutazione sulla violazione degli artt 3 e 32 della Costituzione. Ma, pochi giorni dopo, inaspettatamente, la coppia aveva dovuto fare i conti con un nuovo processo. "Un vero e proprio attacco ed oserei dire un atto intimidatorio con l?obiettivo di dissuadere i miei assistiti? commenta l'avvocato Gianni Baldini.
Il nuovo fronte fu aperto dal presidente del comitato Verità e Vita, che chiese di essere nominato curatore speciale degli embrioni, contro i genitori. "E' come se fosse stato chiesto di sottrarre un minore a dei genitori incapaci o indegni. Per intenderci violenti o peggio." Solo questi, infatti, potrebbbero essere i casi in cui il nostro Ordinamento giuridico prevede l'istituto del curatore speciale. "Un incubo, che ci riconduce indietro nel tempo, al diritto romano". Quando il frutto del ventre della donna era sotto tutela dello stato, in assenza di una figura maschile (marito o padre o fratello). Infatti, si partiva dalla considerazione che la donna, per definizione, fosse inferiore all?uomo e dunque incapace giuridicamente. Con questo obiettivo nel diritto romano esisteva il curatore del ventre, a tutela del futuro cittadino romano. Ieri, per fortuna, la storia non si è ripetuta. "Ora attendiamo che la Corte Costituzionale, il 31 marzo prossimo, valuti tutte le ordinanze di rinvio, che si sono succedute, dopo quella del Tribunale di Firenze del luglio scorso", conclude Baldini.
Monica Soldano
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I problemi clinici e psicologici, la diagnosi e le cure ordinarie. La fecondazione assistita. Tutto questo in una vera e propria antologia: il Primo ed il Secondo libro della Sterilità, di Carlo Flamigni, edito dalla UTET.
L?autore, Carlo Flamigni, ginecologo e già professore ordinario di Ginecologia all?Università di Bologna, membro del Comitato Nazionale di Bioetica è considerato il padre della salute riproduttiva e della fecondazione assistita nel nostro Paese. Non solo, ma le sua passione per la scrittura e la divulgazione scientifica riescono a restituirci il suo sapere con piacevolezza. Chiare e documentate le informazioni fornite, arricchite da dati, studi scientifici e da una utilissima bibliografia.
In particolare, il tracciato del percorso diagnostico, per verificare la presunta sterilità, offerto nel Primo libro di quest? opera, non manca di sorprenderci. Modifica i tanti luoghi comuni, le false e confuse domande, che con il professore CarloFlamigni, abbiamo cercato di approfondire.
Innanzitutto partirei dalle definizioni. Fare chiarezza è importante anche per il loro valore medico-legale.La sterilità è l?incapacità di.iniziare una gravidanza, mentre l?infertilità è la incapacità di dare alla luce un bambino vitale e sano .
Le cause della sterilità, oggi, non sono infinite, ma pochissime. Infatti, alcune sono state escluse definitivamente anche dai libri di testo. Mi riferisco a quelle immunologiche e all?insufficienza luteale o ai follicoli non rotti, perché sono cose solo occasionali. Le cause sono fondamentalmente tre: quella maschile, che si sintetizza nella inadeguatezza del seme e nell?incapacità a fertilizzare l?ovocita; quella femminile, che può avere origine ormonale e/o meccanica.
Per la sterilità ormonale, gli esami sono semplici. Alcuni si possono escludere. Ad esempio, se una donna ha un ciclo di 28 giorni dall?età di 12 anni, potrei escludere la mancata ovulazione. Comunque basta un test del sangue che dosi alcuni ormoni. Più complicata è la sterilità meccanicache deriva da: problemi infiammatori, endometriosi, tube che non catturano il follicolo.Molto frequente ed importante, tanto più quando la gravidanza è cercata in un età più avanzata. In questo caso gli esami sono molti. Più sono semplici, più sono fallaci. Meno sono fallaci, più sono complessi ed invasivi.
Ad esempio, la più semplice è l?insufflazione tubarica. Serve per capire se le tube sono aperte o chiuse. Ma spesso la metà delle donne con una sterilità tubarica ha le tube aperte. Quindi, l?informazione che ricevo è modesta.
Poi, l?isterosalpingografia. Se dice che c?è un problema e lo indica, l?errore è modesto, circa l?8%. Ma se non lo indica, i falsi positivi raggiungonoil 40%, davvero alto.Recentemente, i medici si sono inventati un altro esame per verificare se le tube sono aperte, ma con l?ecografo.
Nessuna. Serve solo a sottrarre lavoro e denaro ai radiologiche fanno l?insufflazione. Invece, io in molti casi suggerisco un esame invasivo, ma efficace, la laparoscopia.
Probabilmente no, ma in molti casi, si.
Quando ci sono esami precedenti dubbiosi, ci aiuta a capire meglio se ci sono sorprese. Sempre, quando c? è stato un intervento chirurgico sulla pelvi, un fatto infiammatorio o una endometriosi.
La conclusione è che, se io utilizzo un protocollo in cui gli esami sono semplici, l?infertilità idio patica (ovvero inspiegata) è il 20%. Mentre, con la laporoscopia l?errore è del 5%, la differenza del 15%, nell?accertamento della causa, la guadagno con l?esame ottico. Devo scegliere con i pazienti, dopo averli informati su tutto. I protocolli possono essere semplici, ma più approssimativi, oppure più complessi e più invasivi sul piano tecnico, ma più esatti. Ai pazienti lascerei l?opzione.
Quelli che non hanno evidenza scientifica. Ad esempio quelli della tossicità.
Quale messaggio finale manderebbe alle coppie che desiderano un figlio ?che non arriva??
E? importante che uomini e donne siano informati per tempo. Se c?è un problema di ipofertilità, è affidata al caso. Al contrario, se il problema è di sterilità, non si può perdere tempo. I luoghi comuni sono pericolosi, come: ?Siete stressati, rilassatevi. State tranquilli, poi verrà?.
Nel Primo libro gli dedico un capitolo importante, ma non possono essere banalizzati così.
Tanto più quando l?età è avanzata, rispetto alla fertilità, occorre intervenire al più presto.
DI MONICA SOLDANO
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