Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

03 marzo 2010

Presentato primo Ddl sull'obesità

Stop alle barriere architettoniche per le persone obese; un restyling degli standard di progettazione degli uffici pubblici e dei mezzi di trasporto, rigorosamente a prova di obesità, nonché altri interventi finalizzati a favorire l'integrazione sociale e lavorativa dei pazienti obesi. 
 
Questi i principali pilastri del primo disegno di legge a tutela delle persone affette da obesità grave, approdato nella Commissione Igiene e sanità di Palazzo Madama. Il provvedimento «parte dalla definizione di obesità grave e dal suo riconoscimento quale oggettiva condizione di handicap - spiega in una nota Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma e senatore del Pdl - Prevede poi una serie di interventi finalizzati ad assicurare l'integrazione sociale e lavorativa dei pazienti obesi, come l'eliminazione delle barriere architettoniche, la modifica degli standard di progettazione degli uffici pubblici, dei mezzi di trasporto e l'adeguamento delle strutture e degli strumenti diagnostici terapeutici di ospedali pubblici e cliniche. 
 
Infine - aggiunge il senatore del Pdl, primo firmatario del provvedimento - si prevedono programmi di ricerca specifici sull'obesità e di informazione sulla corretta alimentazione, che consentano un'azione di prevenzione a partire dai piani di studio nella scuola dell'obbligo».

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05 febbraio 2010

Giovani obesi, metformina controlla il peso

Associato a un programma che interviene sullo stile di vita, l'uso di metformina per 48 settimane contribuisce al calo del valore dell'indice di massa corporea negli adolescenti. Lo ha verificato uno studio controllato contro placebo, randomizzato e in doppio cieco su un campione di 77 ragazzi tra 13 e 18 anni, obesi (IMC oltre il 95° percentile). 
 
Tutti sono stati inseriti in un programma di un mese di brevi incontri per incrementare l'attività fisica e ottimizzare la dieta, nelle 48 settimane successive metà di loro ha assunto metformina a rilascio prolungato, gli altri un placebo. Al termine del follow-up nel gruppo controllo l'IMC medio era aumentato di 0,2kg/m2, nel gruppo trattato era sceso di 0,9 kg/m2, una differenza media corrispondente a 3kg di peso. 
 
Non sono, invece, state rilevate differenze nella composizione corporea, nel grasso addominale o nell'indice insulinico. (S.Z.)

Arch Pediatr Adolesc Med. 2010;164(2):116-123.

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16 giugno 2009

Tipo 2, eccesso di peso e incontinenza urinaria

L'incontinenza urinaria è altamente prevalente nelle donne obese ed in sovrappeso con diabete di tipo 2, superando ampiamente tutte le altre complicazioni del diabete.

Recenti dati epidemiologici suggeriscono che l'incontinenza urinaria sia associata al diabete di tipo 2, e sia più frequente del 50-200 percento nelle donne con questa malattia che nelle altre con livelli glicemici normali.

Il legame eziologico fra incontinenza e diabete risiede probabilmente nel danno microvascolare, simile al processo patologico implicato nello sviluppo di retinopatia, nefropatia e neuropatia; pochi studi tuttavia hanno esaminato sia la prevalenza che i fattori di rischio di incontinenza di ogni tipo fra differenti gruppi etnici o razziali di donne con diabete di tipo 2.

In
base a quanto rilevato, queste sono simili a quelle delle donne non diabetiche: l'incontinenza interessa più le donne di razza bianca non ispaniche che le asiatiche o le afroamericane.

L'incremento dell'obesità è il più forte fattore di rischio modificabile di incontinenza urinaria in questo gruppo di pazienti, ma rimane da determinarsi se la perdita di peso abbia anche un impatto sulla riduzione di questo fenomeno.

(Diabetes Care online 2009, pubblicato l'1/6)

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03 febbraio 2009

Bambini sovrappeso: un cubo magico li aiuterà

Il problema dell?obesità e del sovrappeso nei bambini ha acquisito negli ultimi anni un?importanza crescente, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino, sia perché questi stati rappresentano un fattore di rischio per l?insorgenza di patologie in età adulta.

Il 20% dei bambini europei è in sovrappeso o obeso, con un picco del 34% nei bambini da 6 a 9 anni.

L?allarme obesità per i bambini italiani è ormai una realtà, confermata dagli ultimi studi.
Secondo i dati disponibili, infatti, nel nostro Paese il 24% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni presenta un eccesso di peso: un fenomeno che sembra interessare maggiormente le fasce di età più basse e che è più frequente nel sud Italia.
Per favorire l?attività fisica e una sana alimentazione, è necessario sapere cosa mangiano e quanto si muovono i bambini. La scuola è quindi il luogo ideale per raccogliere queste informazioni. Nel 2007 è stato avviato Okkio alla Salute, un progetto promosso dal Ministero della Salute e della Pubblica Istruzione, per la realizzazione di un sistema di indagini sulle abitudini alimentari e sull?attività fisica dei bambini delle scuole primarie (6-10 anni).

Cosa si può fare in concreto per evitare una generazione di ?oversize??
Si è parlato anche di questo il 23 gennaio scorso a Roma in un corso organizzato dall?A.I.Nu.C., l?Accademia Internazionale di Nutrizione Clinica, intitolato ?Diete di segnale: nuove frontiere per una nutrizione consapevole?.
Il Professor Mauro Mario Mariani, docente di Nutrizione biologica e ideatore del progetto Oasi di Asterix presso il Comune di Ascoli Piceno, ha comunicato la sua eccezionale esperienza che dimostra che intervenire è possibile, basta educare bambini e genitori insieme.

«Bisogna tornare all?antico concetto che siamo e diventiamo quello che mangiamo» dice Mariani «il problema è che il cibo oggi ha due volti: ci nutre ma può anche danneggiarci, basti pensare a quanti chili di additivi, conservanti, coloranti, metalli pesanti, ingeriamo ogni giorno mangiando, quello che gli americani definiscono il body burden, la zavorra che ci portiamo addosso, come fosse una discarica di rifiuti pericolosi. Senza contare poi il problema delle calorie vuote, dei grassi idrogenati onnipresenti nei cibi che consumano i bambini. La caloria è un parametro quantitativo ma non qualitativo che non distingue la tipologia e la composizione del cibo, il problema di un Happy Meal del McDonald non è la quantità globale di calorie ma la loro distribuzione tra grassi saturi (42%), zuccheri (107%) e sale (37%)».

Ma come si fa a convincere un bambino a mangiare frutta e verdura? Nelle scuole di Ascoli Piceno i promotori del progetto Asterix ci sono riusciti. Hanno abbinato agli incontri con i genitori per insegnare a leggere le etichette e a conoscere meglio i cibi, cuochi che in classe con i bambini preparavano minestroni e macedonie.
Hanno poi consegnato ai bambini il ?Cubo dei colori della vita?: sei colori per sei gruppi di verdura e frutta. L?idea di Mariani è che i bambini giocando con il cubo imparino a riconoscere i colori ed a leggere le parole, scoprendo che ad ogni colore corrisponde un effetto benefico sul nostro organismo.

Segue su Vita di Donna Community

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04 maggio 2008

4 mln di bambini italiani extralarge

I chili di troppo sono diventati un problema anche dei giovanissimi con cifre record in Campania e numeri importanti anche in Lombardia, Puglia e Lazio

Un cucciolo festante e pieno di vita per tenere i piccoli di casa in linea e in movimento. Accudire un cagnolino fa parte della 'regola delle 4 C', regalata ai genitori dei 4 milioni di bambini e adolescenti italiani extralarge da Italo Farnetani, pediatra e professore a contratto all'Università degli Studi di Milano-Bicocca.

"I chili di troppo sono diventati un problema anche dei giovanissimi - ricorda l'esperto - con cifre record in Campania e numeri importanti anche in Lombardia, Puglia e Lazio. Causa principale di sovrappeso e obesità è uno stile di vita ormai caratterizzato dalla sedentarietà. Ecco perché la prima arma è proprio quella di riuscire a far 'muovere di più' i nostri bambini".

È assurdo infatti, secondo il pediatra, portare i figli in palestra usando la macchina. Non si deve neanche pretendere, però, di far fare ai piccoli le scale anziché prendere l'ascensore: "Alla fine si rileverebbe una scelta perdente, perché irrealizzabile nella pratica quotidiana. Il comportamento migliore è optare per attività che possono associare il movimento al divertimento. Per questo - dice lo specialista all'AdnKronos Salute - ho coniato la regola delle 4 C".

Una serie di suggerimenti che parte dal menu: "La prima C sta per 'comportamento alimentare' - spiega Farnetani - occorre limitare i cibi più calorici, e mangiare frutta e verdura sia a pranzo sia a cena". C'è poi la C di camminare: in questo modo si consumano molte calorie senza accorgersene. Vanno però favorite le opportunità per farlo. "Per esempio accompagnando i bambini a scuola a piedi - continua il medico - Oppure, anziché stare in casa, fare una passeggiata dopo pranzo o dopo cena". Una sana abitudine, che permette ai genitori di chiacchierare con i figli e a tutta la famiglia di bruciare calorie.

Occhio poi alla terza C, quella di cane: "Un quattro zampe offre un pretesto valido per uscire di casa, infatti bisogna portarlo fuori tutti i giorni e più volte. Ci sono ricerche scientifiche - assicura Farnetani - che dimostrano che chi ha un cane ha anche più bassi livelli di colesterolo nel sangue, meno rischi di infarto del miocardio o altre malattie di cuore o circolazione.

Per il bambino, sempre circondato da presenze inanimate come televisore, videogiochi, computer, e che passa poco tempo a giocare con coetanei e genitori, un animale domestico è una presenza viva che porta vantaggi psicologici e fisici, senza rischi per la salute". (Infine c'è la C di ciclismo: "Andare in bicicletta piace a tutti, bambini, adolescenti e adulti. È un'attività da praticare - raccomanda Farnetani - soprattutto in modo non competitivo". Per gli adolescenti è un po' più problematico, ammette il medico, anche perché "il loro stile di vita dipende dalle amicizie e dai comportamenti dei coetanei.

Per questo nella sfida il motorino vince sempre sui pedali. Ma quando i bambini sono piccoli, soprattutto nel periodo delle elementari, vanno molto volentieri in bicicletta. Allora il sabato e la domenica, ma anche nei giorni feriali, è salutare che i genitori vadano a fare un giro con i figli. Ne guadagneranno non solo in salute - conclude il pediatra - ma anche rafforzando il legame con i piccoli".

Vedi:
Bambini che mangiano troppo
Le diete

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15 gennaio 2008

Una dieta di famiglia per combattere l'obesità

Mamma sovrappeso, papà con problemi ad allacciarsi i pantaloni e figli che mandano in tilt la bilancia? La soluzione è la dieta di famiglia, suggerita dallo specialista che insegna a ciascuno come, cosa e quando mangiare.

"Il dietista o il nutrizionista di famiglia è la soluzione migliore per affrontare i problemi di obesità che affliggono i Paesi occidentali. Perché insegnano a tutti le regole di una vita sana a tavola, e come calcolare le quantità e la qualità del cibo da mettere nel piatto", spiega sugli 'Archives of Pediatric and Adolescent Medicine' Damien Paineau, direttore scientifico dell'azienda di ricerca francese Nutri-Health. "Inoltre - aggiunge - la dieta 'di casa' è più facile da accettare e soprattutto ha maggiori probabilità di non essere infranta. Quindi di portare a maggiori benefici".

Affermazioni suffragate dai risultati conseguiti dagli scienziati su 1.013 bambini delle scuole elementari e altrettanti genitori, divisi in tre gruppi. A uno non erano state impartite informazioni sulla dieta, agli altri due invece veniva fornita assistenza da parte di un nutrizionista su come ridurre le percentuali di grasso a meno del 35 per cento, e aumentare quelle dei carboidrati fino al 50 per cento del totale dell'energia immagazzinata con l'alimentazione.

A uno di questi gruppi il dietista aveva fornito informazioni anche su come tenere sotto controllo gli zuccheri. In più bambini e genitori affiancati da un esperto di nutrizione sono stati seguiti per tutti gli 8 mesi della sperimentazione, con questionari online e consigli su come preparare i pasti. Senza accennare all'opportunità o meno di fare anche attività fisica.

E nonostante ciò "i gruppi assistiti da un dietista hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. E hanno imparato il modo migliore di coniugare alimentazione e benessere", conclude lo studio.

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