Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

29 aprile 2010

Ecm, è polemica Federcongressi-Bianco

Acque agitate in ambito Ecm. Alle dichiarazioni di Amedeo Bianco, presidente Fnomceo e vice-presidente della Commissione ministeriale sull'Ecm, che ieri su Doctornews definiva "esagerata" e frutto di una "visione eccessivamente commerciale" la preoccupazione espressa da Paolo Zona, presidente di Federcongressi, in merito ad alcune implicazioni del nuovo regolamento Ecm operativo da sabato 1° maggio, ha risposto in una nota lo stesso Zona:  «Il fatto che io abbia una visione commerciale del problema è normale e scontato, dato che rappresento una filiera fatta solo di società di capitali. 
 
E poi la mia valutazione non riguarda il complesso del Regolamento applicativo, che mi piace. Quando Bianco afferma che si è tentato di rendere il sistema più trasparente dice una cosa vera e molto positiva. Il fatto negativo, e pericoloso per tutti, è che si sia deciso di applicare integralmente queste nuove regole, senza preavviso alcuno, anche alle attività Ecm che verranno disciplinate dal vecchio sistema, che prevedeva l'accredito degli eventi e non dei provider. È questo, il punto dannoso. 
 
Le nuove regole in sé sono discutibili ma ci si può adeguare, nei limiti di un'applicazione non retroattiva, ossia limitata ai provider che esse stesse dicono come accreditare. La scorrettezza e il grave danno economico stanno nella loro applicazione al vecchio sistema. Dispiace che ciò avvenga proprio mentre, su tutti i fronti, si cerca di lavorare con trasparenza etica e responsabilità sociale: le nostre imprese soffrono dal 2006, continueranno a soffrire e quest'operazione ne metterà in ginocchio tantissime, sino a comportare il rischio di affossamento dell'intero settore».

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Anaao, Lusenti si sospende da segretario nazionale

Carlo Lusenti, neoassessore alla Sanità dell'Emilia Romagna, si sospende dalla carica di segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica. «La segreteria nazionale e la consulta permanente dei segretari delle Regioni e Province autonome Anaao Assomed», riunite ieri a Roma, «hanno preso atto della nomina ad assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna del segretario nazionale, Lusenti, che a partire dalla data odierna si sospende dalla sua carica. 
 
A norma dello statuto - si legge in una nota pubblicata sul sito web del'Anaao Assomed - le funzioni di segretario nazionale sono assunte dal vice segretario nazionale vicario, Costantino Troise, fino al XXI Congresso nazionale convocato a Silvi Marina (Pescara) dal 9 al 12 giugno 2010».

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Smi, in due settimane solo due certificati digitali

«Vorremmo informare il ministro Brunetta che l'area critica nei confronti dei certificati medici online supera il 30% dei medici di famiglia, ma il disagio è ben più ampio. In due settimane ne sono stati inviati solo due». 
 
Parola di Salvo Calì, segretario generale dello Smi (Sindacato medici italiani), critico sul nuovo sistema di certificazione online e polemico nei confronti del ministro della Pubblicazione amministrazione e innovazione Renato Brunetta, intervenuto ieri sull'argomento nel corso della trasmissione "Porta a Porta" su Rai 1. 
 
«A "Porta a Porta", purtroppo - sottolinea in una nota Calì - si è persa un'altra buona occasione per ascoltare seriamente la categoria, ma il dato più grave, che è emerso, è la scarsa conoscenza della realtà. Scopriamo, per esempio, dallo stesso presidente dell'Inps che in due settimane sono solo due i certificati inviati online a questo ente. Non solo. Nel corso del programma il ministro ha continuato a omettere che il nostro Paese non ha ancora una rete informatica efficiente, capace di reggere questo traffico di informazioni. 
 
Per non parlare dell'ulteriore burocratizzazione del lavoro medico, cioè il tempo sottratto alla cura e all'ascolto del paziente». Il segretario generale dello Smi lancia quindi un appello a Brunetta. «Invitiamo il ministro ancora una volta ad aprire un confronto senza compiacenze, affinché si possa concorrere costruttivamente al processo di innovazione tecnologica della sanità pubblica italiana. Attendiamo - conclude Calì - risposte concrete e non ulteriori spunti polemici».

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Cimo, migliaia di firme a difesa professionalità

Viaggia a gonfie vele la campagna della Cimo-Asmd a difesa della professionalità dei medici «Dopo sole due settimane dalla presentazione delle iniziative sono già state raccolte migliaia di firme». 
A riferirlo è il presidente della Cimo-Asmd, Riccardo Cassi, più che soddisfatto dai primi risultati emersi dalla campagna per il riconoscimento della specificità della professione del medico. Soprattutto per un dato: «Il 60% delle firme raccolte - sottolinea Cassi - è di colleghi non iscritti al nostro sindacato, segno evidente che la richiesta della Cimo interpreta i bisogni della categoria». 
«Altro dato emerso dai primi giorni di campagna è che la maggior parte dei medici non conosce bene la situazione, quindi - spiega il numero uno della Cimo-Asmd - occorre un forte impegno da parte dei rappresentanti locali del sindacato per illustrarla. L'adesione dei colleghi è la miglior risposta a quella federazione di sindacati, una volta medica, che non comprende l'esigenza di difendere la peculiarità dell'area medica e ci accusa di aver modificato le proprie strategie». 
Visto il primo successo della campagna, la Cimo-Asmd si impegna a rafforzare gli sforzi «affinché sia prima di tutto abbandonata l'ipotesi di un unico contratto con i dirigenti regionali (che mortifica ulteriormente la specificità medica) e che trova la netta opposizione di tutte le Confederazioni sindacali, eccetto una. Quest'ultima - precisa Cassi - nonostante abbia una presenza maggioritaria di medici e veterinari al proprio interno, si è appiattita sulla posizione della controparte, in questo caso la Conferenza delle Regioni, nascondendosi dietro l'urgenza di aprire un contratto per il quale non esistono né regole né finanziamento».

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27 aprile 2010

Gb a caccia di medici, opportunità per geriatri

Stavolta a caccia di camici bianchi c'è il Regno Unito. In particolare la richiesta riguarda specialisti in geriatria. A segnalare le offerte di lavoro è la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che ha pubblicato sul suo sito web il link con tutte le informazioni dettagliate a riguardo. 
 
Si tratta di tre posti di lavoro fisso a tempo pieno, con un anno di contratto iniziale. Il salario è tra le 45 e le 70 mila sterline annuali, per un orario di lavoro che non supera le 48 ore settimanali. Gli ospedali sono a Londra, vicino all'aeroporto di Heathrow, e nell'East Midlands.

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Sicilia: Russo, superemo gli ostacoli

«Anche se qualcuno non finirà mai di ostacolarci, noi continueremo ad andare avanti con il nostro percorso della buona sanità in Sicilia». Lo ha detto l'assessore regionale alla Salute della Sicilia Massimo Russo, a Cefalù (Palermo) per l'inaugurazione del Centro bioimmagini e radioterapia del polo oncologico dell'ospedale San Raffaele Giglio. 
 
Ai giornalisti che gli chiedono a chi si riferisce quando parla di ostacoli, Russo risponde: «Scopritelo voi... Ma parlo sia di ostacoli nella politica che negli interessi sparsi, pubblici e privati. Dobbiamo privilegiare il merito e le capacità, la politica deve pensare all'efficienza».

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Commissione errori indaga su uomo morto a Pisa

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari chiederà «chiarimenti» sul caso dell'uomo deceduto per emorragia cerebrale a Pisa, dopo un esame endoscopico al naso. 
 
«La Commissione che presiedo - ha detto in una nota Leoluca Orlando - si occuperà di far luce su questo triste episodio, di pari passo alle indagini avviate dalla Procura del capoluogo toscano, che ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l'autopsia sul corpo del quarantaseienne». 
 
«Per questo - conclude Orlando - invieremo una lettera all'assessore alla Sanità della Toscana, Daniela Scaramuccia, in cui chiederemo una relazione dettagliata su quanto accaduto all'ospedale di Cisanello».

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Dompè, "operazione trasparenza" storica

Un «passo avanti storico», una scelta «coraggiosa che nessuno aveva mai fatto prima» nel nostro Paese. Secondo il presidente di Farmindustria Sergio Dompé, l'"operazione trasparenza" varata nei giorni scorsi dal ministero della Salute per valutare e confrontare le performance di Regioni, Asl e ospedali lungo lo Stivale rappresenta un'autentica svolta. 
 
Mettere l'efficienza della sanità italiana sotto la lente del rating deve avere come obiettivo fondamentale la lotta agli sprechi, ancora oggi «notevolissimi», riflette il numero uno di Farmindustria oggi a Milano, parlando ai giornalisti a margine della presentazione del Rapporto 'Biotecnologie in Italia 2010' di Ernst & Young-Assobiotec. Ma se «nell'ambito delle situazioni da verificare e migliorare ci sono anche degli sprechi che riguardano il settore farmaceutico» - criticità che «da parte nostra non c'è alcuna volontà di coprire», puntualizza Dompé - va anche detto che l'83-84% della spesa sanitaria non è generato dalla farmaceutica. Quindi serve «lo stesso tipo di impostazione» anche per questa fetta della torta spesa che finora «non ha mai avuto controlli seri».

Tuttavia con questa nuova operazione il ministero «li sta creando», precisa il presidente dell'associazione imprese farmaceutiche attive in Italia, auspicando «che presto si possa introdurre un sistema di costi standard dappertutto». Ovviamente «un sistema in cui si confrontino tra lo prestazioni realmente comparabili».  Al di là di «inefficienze e sprechi» contro cui è urgente combattere, Dompé tiene a evidenziare che la sanità italiana «ha complessivamente offerto sempre molto». In particolare «un ottimo rapporto qualità-prezzo, che dobbiamo sempre ricordarci - osserva il presidente di Farmindustria - perché la solidarietà verso i cittadini italiani è molto, molto importante, specie in momento di crisi» come questo.  Dompé cita l'esempio della Lombardia dove, grazie a un recente articolo pubblicato dal 'Wall Street Journal', «il governatore Roberto Formigoni ha avuto il successo di vedersi riconoscere internazionalmente, addirittura negli Stati Uniti, proprio il rapporto qualità-prezzo» del modello sanitario regionale. 
 
Nel settore farmaceutico, poi, in generale l'Italia può vantare «il rapporto qualità-prezzo migliore in assoluto (186 euro, forse meno, rispetto agli oltre 260 della media europea)», a fronte di «un'offerta farmaceutica pressoché totale». Contro gli sprechi che rimangono, Farmindustria conferma la volontà di collaborare sempre più da vicino con Guardia di Finanza, Nas e Corte dei conti. Ma lo stesso atteggiamento, è la speranza di Dompé, dovrà averlo anche chi risponde della spesa sanitaria non farmaceutica. Il tutto mantenendo fermo un principio: «Al dì là del giusto desiderio di risparmio, necessario per sostenere e migliorare ulteriormente il sistema» sanitario nazionale, occorre sempre «tenere al centro l'interesse per la cura del paziente. Poi bisogna anche spendere il meno possibile, ma prima bisogna essere curati bene», conclude il numero uno di Farmindustria.

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Marino, Toscana ed Emilia hanno la Sanità migliore

La Toscana e l'Emilia Romagna sono le Regioni che vantano i servizi sanitari migliori sotto il profilo dell'efficienza e dell'appropriatezza 
 
Così almeno per Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Ssn: ospite di un convegno organizzato a Roma, il senatore del Pd ha offerto una lettura dei dati elaborati dalla Scuola Sant'Anna di Pisa nell'ambito del progetto Siveas-Operazione trasparenza del dicastero Salute, presentati mercoledì scorso dal ministro Fazio (vedi Doctornews33 71 del 22 aprile). Per Marino, infatti, le due Regioni sono quelle che si collocano nelle posizioni più alte in tutti i 34 "indicatori" scelti dalla Scuola Sant'Anna per misurare le performance dei servizi sanitari locali. 
 
Tra questi appropriatezza chirurgica, appropriatezza medica, qualità clinica, efficacia dell'assistenza alle cronicità. Subito dopo Toscana ed Emilia Romagna vengono Piemonte, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che fanno registrare "ombre" in alcuni parametri: in Piemonte per esempio emerge un eccessivo consumo di farmaci mentre in Veneto e Friuli il la spesa per generici è al di sotto degli standard. 
 
Ancora più sotto la Lombardia, che a una performance ospedaliera molto buona affianca tuttavia un tasso di ricoveri per patologie croniche fuori dai parametri e una gestione dei farmaci inadeguata. Relegate al fondo della classifica Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, che fanno segnare rosso

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26 aprile 2010

Cnb, via libera alla donazione samaritana d'organo

La donazione degli organi samaritana, ovvero fatta da estranei per motivazioni solidaristiche, «è legittima». Si tratta, infatti, di un atto «eticamente apprezzabile per il movente solidaristico che lo ispira». La procedura, inoltre, «non implica rischi maggiori, dal punto di vista medico, per il donatore vivente rispetto a quelli propri di qualsiasi genere di espianto d'organo da vivente». È il parere espresso dal Comitato nazionale per la Bioetica (Cnb) che, dopo i casi di tre persone che si erano dichiarati disponibili a donare il rene a strutture mediche e a beneficio di estranei, è stato invitato dalla presidenza del Consiglio dei ministri a esprimersi su questa procedura. Aggiornando un precedente parere del 1997, dove la donazione di rene tra viventi veniva subordinata alla consanguineità o al legame affettivo tra donatore e ricevente.

La specificità del problema consiste - spiegano gli esperti in una nota - nel fatto che in questo caso donatore e ricevente non hanno alcun legame affettivo, non si conoscono e la cessione dell'organo a titolo gratuito viene effettuata attraverso un centro di trapianti o una struttura medica. Pur ritenendo legittima e senza rischi aggiuntivi questa procedura, il Cnb ha tuttavia raccomandato che siano garantiti tutti quegli strumenti (giuridici e clinici), unitamente al rigoroso rispetto del principio dell'anonimato, per evitare possibili abusi e assicurare che l'atto non sia mosso da motivazioni di altra natura, quale ad esempio l'incentivo economico; che si preveda un registro riservato e rispettoso della privacy, con i nominativi sia dei potenziali che degli effettivi donatori. 
 
E ancora, si raccomanda che il dono del rene abbia un carattere aggiuntivo e non sostitutivo al trapianto da cadavere o da donatore vivente consanguineo o affettivamente legato; che l'espianto di rene da donatore samaritano abbia luogo nei centri di trapianto autorizzati nel rispetto delle procedure indicate dalla normativa in vigore di modo che si garantita una corretta ricezione dell'organo e della sua assegnazione; che l'accertamento sulle condizioni cliniche del donatore e sulle motivazioni del gesto sia attuato da una "parte terza" rispetto all'organizzazione medica che riceverà all'occorrenza il rene.

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Nuovi commissari per Lazio e Campania

Il neo governatore del Lazio Renata Polverini è stato eletto commissario straordinario alla Sanità laziale. La nomina è arrivata a conclusione della riunione del Consiglio dei ministri. Lo ha confermato la stessa Polverini al termine della riunione con i rappresentanti degli enti locali svoltasi alla Regione. 
 
«Sulla sanità laziale - ha detto Polverini - stiamo già lavorando e oggi (ieri ndr) c'è stata l'ufficializzazione dell'incarico da commissario. Sicuramente uno dei primi interventi che metteremo in campo sarà lo strumento per eliminare le liste di attesa cercando modalità diverse ma possibili». 
 
«Ci sarà l'accorpamento delle Asl - ha aggiunto Polverini - e tutto ciò di cui abbiamo già parlato per rendere un servizio efficiente e accessibile». In merito al ticket sui disabili il neogovernatore ha spiegato «ho già detto in campagna elettorale che lo avrei eliminato e adesso stiamo valutando dal punto di vista tecnico come fare». Nel corso della stessa riunione il Cdm ha nominato il neogovernatore della Campania Stefano Caldoro commissario ad acta per l'attuazione dei piani di rientro dei disavanzi sanitari nella Regione.

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21 aprile 2010

Confusione intorno al termine "revisioni sistematiche"

In questi giorni diversi media specializzati, compreso il nostro, hanno ripreso un editoriale della rivista The Scientist  in cui veniva messa sotto accusa una tipologia di pubblicazione scientifica, la cosiddetta revisione sistematica. Abbiamo ricevuto una nota del Centro Cochrane Italiano che puntualizza meglio il senso dell'editoriale, sottolineando come non si trattasse di review "sistematiche" ma "narrative" e specificandone le caratteristiche.

«Spesso - sottolinea la Cochrane - le revisioni sistematiche sono confuse con le revisioni narrative. Si tratta però di tipi di pubblicazioni differenti. Le revisioni narrative danno una visione panoramica di un determinato argomento rispondendo a domande ampie e generiche: "Cosa ha causato la malattia?"; "Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili?". Le revisioni sistematiche si concentrano su un quesito ben definito "Quale tra questi due interventi terapeutici è più efficace nel ridurre la mortalità in questo tipo di pazienti?" e usano criteri rigorosi e prestabiliti per selezionare gli studi, minimizzando i rischi di distorsione».

Questo il commento di Alessandro Liberati, Direttore del Centro Cochrane Italiano (www.cochrane.it): «Le revisioni narrative costituiscono il tipo di pubblicazione più frequente. Ne vengono pubblicate centinaia di migliaia, mentre sono pubblicate solo 2 500 revisioni sistematiche all'anno. Questo perché è molto più impegnativo fare una sintesi di tutti gli studi secondo criteri rigorosi, magari meta-analizzarli, rispetto a fare una sintesi in base a criteri soggettivi, e dando una descrizione solamente qualitativa. 
 
Differenze che pesano: le revisioni sistematiche sono la fonte di evidenze delle linee guida, orientano le scelte in ambito di politica sanitaria superando i risultati spesso conflittuali dei singoli studi e, più in generale, forniscono a ricercatori, medici e pazienti una solida base su cui prendere decisioni».

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Fazio, volontariato in obiettivi Piano nazionale

Una 'spinta' per il volontariato tra gli obiettivi del Piano sanitario nazionale, ovvero quei risultati strategici e prioritari sui quali far convergere, in accordo con le Regioni, una quota del Fondo sanitario nazionale. Ad annunciarlo è il ministro della Salute Ferruccio Fazio, durante la presentazione ieri al Senato del libro 'Ho vinto io', una raccolta di testimonianze di ex malate di cancro al seno, promosso dalla Fondazione Aiom. l volontariato «è una grande realtà con molti aspetti positivi. Gli unici negativi - ha detto Fazio - derivano dal fatto che non è inserito nel percorsi del Ssn. Per questo abbiamo deciso di inserire il finanziamento di iniziative di volontariato all'interno degli obiettivi di piano del Fondo sanitario nazionale». 
 
Nel Fondo sanitario nazionale ripartito tra le Regioni «vi sono 1.400 milioni da destinare a progetti specifici - spiega il ministro - per cui le Regioni ottengono subito il 70% dei finanziamenti, e il 30% residuo all'avvenuta realizzazione. La nostra intenzione, che presenteremo in Conferenza Stato-Regioni, è di finanziare iniziative di volontariato, affidando i progetti alle associazioni» attive in questo campo. Facendo poi il punto sui problemi di chi fa i conti con il cancro, il ministro ha ricordato l'importanza di "umanizzare" cure e percorsi socio-sanitari mettendo «al centro il malato». Soffermandosi in particolare sulle donne alle prese con questa malattia, ha avanzato, come «opzione da valutare», la creazione di percorsi "rosa" «all'interno degli ospedali».

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Smi invita Brunetta a dibattito su nuove tecnologie

Lo Smi ha offerto al ministro Brunetta la disponibilità a incontrarsi per un confronto sull'informatizzazione dei medici di famiglia. Lo scopo sarà arrivare a soluzioni condivise e non unilaterali prese dall'alto 
Il Sindacato italiano medici italiani (Smi) invita il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione, in nome della categoria, a «un dibattito pubblico, come e quando vorrà», spiega in una nota Salvo Calì, segretario nazionale Smi, ricordando in particolare le affermazioni dei giorni scorsi del ministro a proposito dei certificati malattia on line e l'indennità informatica percepita dai medici di famiglia. «I medici - dice Calì - sono pronti da anni al cambiamento, ma sono preoccupati dalle approssimazioni chi guida questi processi. Dal ministro Renato Brunetta, infatti, sono state diffuse cifre inesatte sull'indennità informatica dei medici di famiglia, non è di 9 euro a paziente, ma con un calcolo forfettario meno di 90 centesimi. Altro che rivoluzione, questa è una totale involuzione per il settore. 
Siamo in attesa che il ministro conceda davvero ai medici di famiglia un'indennità informatica di 9 euro per paziente: per un medico con 1.000 scelte significherebbero 9.000 euro l'anno. La verità, invece, è che l'ultimo contratto prevedeva solo 77,47 euro mensili (non per persona), quindi, per un intero anno siamo ben lontani dai 9.000 euro». Insomma «con un calcolo forfettario arriviamo a malapena a 90 centesimi. I medici di fronte ad un errore così grossolano non possono che rimanere preoccupati. La domanda che ci poniamo è: chi sta guidando questa rivoluzione tecnologica della pubblica amministrazione e della sanità? Prima di replicare abbiamo sperato in una correzione di rotta - continua Calì - ma la nostra è stata un'attesa vana. Il ministro Brunetta purtroppo, ancora una volta, ha parlato di cose che non conosce». Da qui l'invito a un confronto pubblico .«Potrà in quella sede ribadire o correggere le sue affermazioni. E noi potremo almeno controbatterle», conclude Calì.

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20 aprile 2010

Le revisioni sistematiche, i "bignami" dei medici

Le revisioni sistematiche (e le riviste che le pubblicano) stanno diventando per i medici quello che i "bignami" rappresentano per gli studenti: un compendio esemplificativo della letteratura scientifica. La frecciata arriva da un pepato editoriale pubblicato sulla rivista The Scientist: se revisioni sistematiche e pubblicazioni dedicate proliferano, è per la pigrizia dei medici e l'opportunismo degli editori; i primi le usano come scorciatoia per consultare una letteratura sempre più complessa e stratificata, i secondi per accrescere l'impact factor delle loro riviste.

E pensare che in origine il ruolo delle revisioni sistematiche era un altro: «Anni fa scrivere review era un privilegio riservato a ricercatori senior» scrive Steven Wiley, del Pacific Northwest National Laboratory «che facevano tipicamente il punto sulla ricerca in letteratura su una determinata questione». In altri termini, le revisioni dovrebbero essere soltanto strumenti rivolti all'insegnamento o all'esplorazione in aree scientifiche poco familiari. 
 
Se oggi sono citate in modo tanto diffuso, invece, è perché rappresentano un surrogato della letteratura primaria: «Invece di citare uno studio» prosegue Wiley «si cita direttamente la revisione che cita il paper. Si risparmia tempo e si evita una lunga ricerca fino alla fonte primaria. Credo che le revisioni vadano citate solo se introducono concetti o punti di vista originali, o forniscono un contesto storico. Per il resto, si dovrebbero citare i lavori originali».

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Medici e mass media a confronto sulle regole

Oggetto del contendere: l'informazione sanitaria e le sue regole, funzionali ed etiche. Poi i duellanti: da una parte i medici, che mettono avanti a tutto il rigore dei contenuti, dall'altra i giornalisti, più attenti all'intellegibilità della notizia. È stato un confronto serrato e aperto quello che ha visto gli Ordini delle due professioni cercare una reciproca convergenza in nome di un'informazione sanitaria comprensibile al grande pubblico ma allo stesso tempo corretta e bilanciata. 
 
Questo almeno era l'obiettivo del convegno organizzato la settimana scorsa a Reggio Calabria sul tema "Medico, Medicina, Mass Media: la filiera della Comunicazione in Sanità", ospiti tra gli altri il presidente della Fnomceo Amedeo Bianco, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca e il vicedirettore del Tg3 Giuliano Giubilei.

Un obiettivo mancato in buona parte, non per colpa dei presenti ma perché la distanza che divide i due pianeti - quello dei medici e quello dei giornalisti - è tale che per coprirla un convegno non basta. 
 
Non a caso, l'incontro calabrese ha visto le due professioni mettere avanti più i motivi di incomprensione che gli spazi di convergenza: i camici bianchi hanno lamentato la propensione al sensazionalismo che affligge l'informazione, l'accanimento su casi veri o presunti di malasanità e la traballante correttezza di molte delle notizie che vengono fornite su ricerche cliniche e novità farmacologiche o terapeutiche; i rappresentanti della stampa, dal canto loro, hanno puntato il dito sulla scarsa collaborazione della classe medica nel fornire informazioni sulla sua inclinazione per un linguaggio inaccessibile al grande pubblico.

Come colmare la distanza? Tra le proposte, corsi di formazione che insegnino ai medici le regole di una buona divulgazione e ai giornalisti le basi del linguaggio scientifico, l'inserimento nelle strutture sanitarie di addetti stampa qualificati che facciano da interfaccia tra operatori mass media, l'istituzione di un panel di esperti a disposizione dei giornalisti per consulenze tecniche.

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Sugli innovativi si giocherà la sfida della sostenibilità

Garantire, attraverso il servizio pubblico, farmaci sempre più innovativi ed efficaci, ma per questo anche più costosi. È la più grossa sfida del prossimo futuro per il Servizio sanitario nazionale. Per farlo è necessario combattere gli sprechi, ma anche potenziare strumenti che consentano il massimo livello di appropriatezza. Strumenti che l'Italia, fortunatamente, ha sviluppato più degli altri Paesi. 
 
Lo ha ricordato Paolo Siviero, coordinatore dell'area politiche e strategie del farmaco dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), che ha tenuto sul tema un seminario all'università Cattolica di Roma. L'incontro, rivolto agli studenti di economia sanitaria, fa parte del ciclo di appuntamenti dedicati al confronto con esperti del settore. «I farmaci innovativi - ha spiegato Siviero che ha tenuto la sua lezione in sostituzione di Guido Rasi, direttore dell'Aifa - sono quelli a più alto costo». E in un'epoca in cui le risorse per la sanità sono sempre più limitate «sono necessari - ha aggiunto - strumenti sia per assicurare l'accesso ai nuovi medicinali, sia perché il sistema possa garantirne la sostenibilità». 
 
E per una volta l'Italia fa da apripista. «Il nostro - ha spiegato l'esperto - è uno dei Paesi dove strumenti di 'rimborso condizionato', sono quelli più sviluppati, e ai quali l'Europa guarda con attenzione». Si tratta di quegli strumenti che «permettono al Ssn di pagare solo dal momento in cui il farmaco è in grado di dare la risposta terapeutica per cui è stato registrata». Oggi, ha aggiunto Siviero, «la spesa territoriale è sicuramente sotto controllo. Per la spesa ospedaliera, quella su cui i farmaci innovativi vanno più spesso a incidere, serve invece aumentare gli strumenti di sostenibilità. Le Regioni, infatti, soprattutto nella spesa ospedaliera, hanno un disavanzo piuttosto elevato. Dobbiamo quindi lavorale sugli sprechi, va eliminato qualsiasi uso inappropriato e gli strumenti a nostra disposizione di rimborso condizionato, che hanno come obiettivo proprio l'appropriatezza prescrittiva, sono uno degli elementi più importanti a nostra disposizione».

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Snami replica a Brunetta su certificati elettronici

Secca la controreplica di Angelo Testa, presidente nazionale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), al portavoce del ministro Renato Brunetta, Vittorio Pezzuto alle critiche di Snami e Smi sulle nuove modalità di trasmissione delle certificazioni di malattia, considerate dalle due sigle un'imposizione ai camici bianchi 

«Vorremmo sapere - dice Testa - con chi e quando è stata concordata la trasmissione elettronica all'Inps? Quando sono stati affrontati tutti i problemi e addirittura, risolti? Mi sembra giusto che a tali affermazioni, seguano le giuste assunzioni di responsabilità». Per quanto riguarda invece le affermazioni sugli incentivi percepiti dai medici di famiglia per informatizzarsi Testa precisa: «È possibile dire di tutto, ma da dove salta fuori che il medico percepisce nove euro a paziente come indennità di informatica? Magari fosse vero. Tra l'altro - dice ancora Testa - metterei in evidenza, in barba al dichiarato risparmio dei 500 milioni di euro, per rilasciare copia cartacea dei certificati e dell'avvenuta trasmissione agli aventi diritto, si continuerà a usare la carta, continuando in un comportamento altamente dispendioso ed antiecologico». Ma questo non viene detto «perché saranno i medici a rimetterci anche i costi della carta dei toner».

Inoltre la risposta al rilievo dei due sindacati, secondo i quali molti medici non hanno strumenti adeguati per la trasmissione on line, non convince i medici dello Snami. «È veramente grottesca la storia dei call center. Per aiutare il medico anziano o nelle zone del paese dove non sarebbe possibile collegarsi alla rete, che sono moltissime e non pochissime questi call center raccoglierebbero i dati di ciascun certificato di malattia per poi elaborarlo a nome del medico in difficoltà. Sono sconvolto», conclude il presidente dello Snami, che invita a risparmiare piuttosto sulle auto blu e chiede al portavoce Pezzuto di smentire quanto affermato.

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19 aprile 2010

Usa, decisioni sulla salute anche tra gay

Barack Obama ha ordinato agli ospedali americani di riconoscere i diritti delle coppie gay, permettendo al paziente di indicare il proprio partner come la persona che ha il diritto di visita e che dovrà prendere decisioni sulla sua salute. 
 
Con un ordine esecutivo il presidente americano ha così stabilito che il dipartimento della Sanità dovrà in questo modo proibire ogni discriminazione dei gay negli ospedali che ricevono sovvenzioni federali dove ora le coppie omosessuali avranno gli stessi diritti di quelle eterosessuali. Le organizzazioni per i diritti dei gay, che da tempo lavoravano per ottenere questa misura, hanno esultato per l'ordine esecutivo di Obama che metterà fine alla pratica adottata dagli ospedali di impedire a chi non ha una relazione di parentela ufficiale con il malato di andarlo a trovare in caso di gravi patologie o di prendere decisioni in caso di pericolo di vita. 
 
«La discriminazione tocca ogni aspetto della vita delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e transgender, anche nei momenti di dolore e malattia, quando noi abbiamo maggiormente bisogno di avere chi ci ama accanto», ha dichiarato Joe Solomense, presidente di Human Rights Campaign.

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Fazio, ancora imperfetto meccanismo intramoenia

Per accelerare il ricovero in ospedale, il 21,4% dei pazienti è dovuto ricorrere alla raccomandazione. Al Centro e al Sud Italia, ben il 30% ha dovuto scomodare le proprie conoscenze personali. «È un dato preoccupante, che ci porterà ad avviare una riflessione sugli strumenti specifici da adottare per evitare questo fenomeno in futuro», afferma il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, commentando il dato emerso dalla ricerca Censis su aspettative, opinioni e valutazioni dei cittadini sulla sanità. 
 
Nonostante il ricovero sia programmato, e si disponga della necessaria indicazione del medico, il percorso che porta in ospedale si rivela, in molti casi, fatto di burocrazia, ostacoli vari e spintarelle per superarli. Un paziente su tre deve prima sottoporsi a una visita a pagamento o in intramoenia dal medico dell'ospedale. «Il dato - prosegue il ministro - non è mai emerso in maniera così chiara. 
 
Indica che ci sono ancora grossissimi problemi sul meccanismo dell'intramoenia», l'attività libero professionale svolta dai medici nel servizio sanitario nazionale. Un meccanismo, evidenzia Fazio, «ben lontano dall'essere di per sé perfetto. 
 
L'intramoenia può funzionare, ma deve avere come pilastro la misurazione del numero delle prestazioni, in modo che i medici siano obbligati a svolgerne un certo numero durante l'orario di lavoro, prima della libera professione», come prevede il Ddl sul governo clinico all'esame della Commissione Affari sociali della Camera.

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14 aprile 2010

Snami su certificati online, non solo problemi di soldi

«Non è solo un problema di denaro. Il vero problema è l'ulteriore carico burocratico e di responsabilità non pertinenti da affidare al medico certificatore». 
 
È quanto afferma il presidente nazionale dello Snami, Angelo Testa, in merito al nuovo sistema di invio online delle certificazioni mediche per malattia. «La vera questione - sottolinea Testa in una nota - è organizzativa. Il nostro Paese non è ancora pronto per salti al buio nell'informatica. 
 
Gli organismi nazionali non sono ancora in grado di attuare riforme impossibili», precisa. «La certificazione online - aggiunge il segretario organizzativo nazionale dello Snami, Pasquale Orlando - doveva partire il 4 aprile scorso. 
 
Nessuno si prenda (come sta già facendo) i meriti di una proroga. Si sono accorti dopo le proteste vivaci dello Snami che ciò non era possibile, e allora - conclude - via con le milleproroghe di costume nazionale».

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I radiologi rispondono all'Amami

«Si tratta di una interpretazione settoriale, non valida per tutti gli specialisti, soprattutto per quelli che lavorano nel settore pubblico» così Francesco Lucà, segretario del Sindacato nazionale radiologi, commenta le dichiarazioni rilasciate a DoctorNews da Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Amami (Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente), secondo il quale negli ultimi anni i costi delle polizze assicurative contro i rischi professionali dei medici sono lievitati in misura esagerata. 
 
«Vogliamo - continua Lucà - confutare i dati rilasciati dall'Amami, che parla di aumenti nei premi assicurativi anche del 250%. Bisogna essere precisi, e sottolineare che queste situazioni non riguardano indiscriminatamente tutti i medici, ma solo alcune categorie come i chirurghi».«Bisogna inoltre specificare che questi dati interessano prevalentemente i camici bianchi che lavorano nel privato e non quelli del servizio pubblico».

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Cerm, con Regioni virtuose risparmio di 11 mld

Ben 11 miliardi di euro l'anno: è il risparmio in termini di spesa sanitaria che si potrebbe realizzare se tutte le Regioni italiane si allineassero ai livelli più efficienti 

Lo calcola il Cerm (Competitività Regolazione Mercati), il cui direttore, Fabio Pammolli, è intervenuto ieri al convegno 'Legalita' ed efficienza: le risposte della buona salute' organizzato a Roma da Farmindustria. 

La sanità, secondo Pammolli, «si dimostra 'banco di prova' del federalismo non solo perchè conta per circa il 75-80% dei bilanci delle Regioni ma anche perché, per completare la governance federalista della sanità, è necessario affrontare e sciogliere tutti i nodi riguardanti, da un lato, le nuove relazioni istituzionali tra Stato, Regioni ed Enti locali e, dall'altro i nuovi strumenti di politica economica».

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08 aprile 2010

Orlistat, allarme vendita senza controllo

Secondo un'inchiesta di Altroconsumo condotta in 58 farmacie, 9 parafarmacie e 3 corner ipermercati di sei città italiane, orlistat, da poco diventato farmaco di libera vendita in Europa, sarebbe venduto frequentemente senza le necessarie precauzioni. 
 
Ben il 47% dei farmacisti interpellati non ha proferito verbo, se non: «cinquantatre euro», il costo del farmaco, senza fare domande sul peso, sulla salute, né facendo cenno alcuno sui possibili effetti avversi. In totale il 74% lo ha venduto a chi non ne aveva bisogno. 
 
Il farmaco, ricorda la nota di Altroconsumo, è sotto osservazione dell'Aifa, che lo ha inserito nella categoria Sop (libera vendita, ma divieto di pubblicità) al posto di Otc (libera vendita, con pubblicità). I risultati dell'inchiesta sono stati inviati all'Aifa e a Federfarma.

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Fazio, allo studio accreditamenti strutture religiose

«Stiamo rivedendo il sistema degli accreditamenti all'interno del Patto della Salute, e nell'articolato viene specificato in modo chiaro che devono essere inclusi gli istituti religiosi». 
 
«Gli ospedali religiosi - ha detto Ferruccio Fazio, intervenendo ieri mattina a una cerimonia organizzata all'Ospedale Israelitico di Roma, che il ministro ha poi visitato - hanno avuto l'equiparazione a strutture pubbliche per la funzione che devono svolgere, ma per adesso non ricevono gli adeguati rimborsi. 
 
Naturalmente, per avere questi accreditamenti bisognerà attribuire delle funzioni superiori a queste strutture - ha precisato - ad esempio l'aspetto dell'umanizzazione delle cure, della verifica dei controlli di qualità e della customer satisfaction».

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31 marzo 2010

Riforma Usa, Napolitano si congratula con Obama

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera di congratulazioni al presidente degli Stati Uniti di America, Barack Obama, in occasione dell'approvazione della riforma sanitaria da parte del Congresso. Il valore di fondo di tale riforma, scrive il presidente della Repubblica, è quello di rendere la salute un diritto fondamentale dell'individuo, indipendentemente dalle sue condizioni di partenza ed economiche. 
 
Il capo dello Stato osserva che questo fondamentale successo dell'Amministrazione americana ne rafforzerà la determinazione a realizzare il programma presidenziale, nell'interesse della prosperità e della stabilità nel mondo. Il presidente della Repubblica ha contestualmente inviato una lettera alla Presidente della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, nella quale rileva in particolare come il suo impegno, manifestatosi con passione e determinazione, abbia contribuito al voto della Camera dei Rappresentanti.

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Truffe in sanità, 56 milioni all'anno persi in Europa

Ammonta a 56 miliardi di euro il costo che i paesi europei devono sopportare ogni anno per truffe e corruzioni nei loro sistemi sanitari. Questa almeno è la stima dell'European healthcare fraud and corruption network (Ehfcn, sito web www.ehfcn.org), l'istituzione fondata nel 2005 da ventitré organizzazioni sanitarie di dieci paesi Ue. Secondo i calcoli dell'Ehfcn, le risorse perse a causa di illeciti potrebbero servire in un anno all'assunzione di due milioni e mezzo di infermieri, all'apertura di 3.500 ambulatori e all'acquisto di 1,7 milioni di incubatrici. E l'Italia?
 
Il nostro paese non fa parte dell'Ehfcn ma l'allarme lanciato dall'ente europeo s'attaglia perfettamente anche al Servizio sanitario nazionale. Basterebbe ricordare la relazione della Corte dei conti sull'attività 2009, nella quale si fa esplicito riferimento al danno erariale arrecato da «comportamenti illeciti» in occasione di «contratti di appalto per la gestione di lavori e la fornitura di servizi» oppure a «palesi incongruità nel prezzo di acquisto di beni e servizi». 
 
La magistratura contabile non azzarda stime sull'entità di tali danni come fa l'Ehfcn, ma calcola comunque in 50-60 miliardi il costo che i contribuenti devono pagare ogni anno per corruzioni nell'amministrazione pubblica nel suo insieme. Se poi si vogliono pescare dalla cronaca cifre limitate al solo comparto sanitario, si potrebbe citare il dato fornito un paio di settimane fa dalla Guardia di Finanza pugliese: nel 2009 le Fiamme gialle hanno portato alla luce truffe ai danni del Servizio sanitario regionale per 87 milioni di euro.

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Fimmg grato a Brunetta per aperture su certificazioni

«Ringraziamo il ministero per la Pubblica amministrazione e innovazione per l'apertura espressa alla categoria attraverso la Fnomceo», la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, «in merito al provvedimento che introduce la certificazione online di malattia per i dipendenti pubblici e privati». 
 
Lo dichiara in una nota il segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo. «Prendiamo atto che molte delle perplessità da noi espresse precedentemente sono state superate, grazie alla volontà delle parti», sottolinea Milillo, ricordando che «il 13 aprile si riunirà nuovamente il tavolo sulle certificazioni online al quale siedono rappresentanti della Fnomceo e del ministero. In quell'occasione siamo certi che si faranno ulteriori passi avanti», conclude.

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30 marzo 2010

Smi denuncia aggressione guardia medica a Roma

Nuovo caso di aggressione a un medico di Continuità assistenziale, la ex guardia medica 

È accaduto sabato, intorno alle 16 a Roma, nella postazione di via delle Pispole (Tor Bella Monaca), dove una dottoressa di turno si è dovuta barricare in una stanza della struttura sanitaria per difendersi dalle minacce di morte da parte di un malvivente che ha fatto irruzione nella postazione. Lo denuncia il Sindacato medici italiani (Smi). L'aggressore, spiega il sindacato in una nota, aveva richiesto la prescrizione di un antibiotico per telefono e sollecitava il servizio a domicilio, ma all'indicazione di recarsi all'ambulatorio per ritirarla è andato su tutte le furie. Arrivato alterato nella struttura, nella quale inizialmente non è stato fatto entrare da un altro medico, ha finto uno svenimento ed è stato soccorso. Ma una volta entrato, ha aggredito la dottoressa che si è barricata in una stanza e ha chiamato i carabinieri. La dottoressa è stata poi portata in ospedale in stato di shock. «Siamo arrabbiati e sconcertati di fronte all'ennesimo episodio di aggressione nei confronti dei medici di continuità assistenziale», dice Pina Onotri, segretario organizzativo Smi Lazio. «E, in particolare, ai danni della collega che non è nuova a questo tipo di esperienza, in quanto lavora in una delle zone più disagiate della capitale. Con rammarico - aggiunge - bisogna sottolineare che, nonostante lo Smi-Lazio abbia presentato un protocollo sulla sicurezza delle guardie mediche all'Assessorato delle Pari opportunità del Comune di Roma, offrendo la più totale collaborazione, lo stesso documento è rimasto 'lettera morta'. Dobbiamo aspettare il prossimo stupro o il prossimo omicidio affinché qualcosa venga fatto?».

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26 marzo 2010

700 mila italiani con Hbv, pochi si curano

Si trasmette attraverso il contatto con sangue o altri liquidi infetti dell'organismo, ma anche da madre a figlio, oppure con la condivisione di effetti personali come spazzolini da denti o rasoi, e con l'utilizzo di strumenti non sterilizzati per piercing e tatuaggi. 
 
È il virus dell'epatite B, 100 volte più contagioso dell'Hiv e spesso 'silenzioso'. Basti pensare che in Europa solo il 12% dei malati sa di essere stato infettato e in Italia, su circa 700 mila persone colpite da epatite B cronica, solo 25 mila sono in terapia, ma molte di più potrebbero trarre beneficio da trattamenti efficaci per arrestare l'evoluzione della malattia. I dati emergono dal 20esimo congresso dell'Asian Pacific Association for the Study of the Liver (Apasl), che si è aperto ieri a Pechino. 
 
Nel mondo 2 miliardi di persone, circa una su tre, sono venute a contatto con il virus dell'epatite B (Hbv), 350 milioni hanno sviluppato l'infezione nella forma cronica e ogni anno si registra un milione di decessi per malattie correlate al virus. La maggior parte delle persone con Hbv, inoltre, non mostra né segni né sintomi, ma senza saperlo corre un rischio molto più elevato di sviluppare cirrosi o cancro del fegato. La vaccinazione è il miglior metodo di prevenzione del virus ed esistono oggi farmaci efficaci anche a lungo termine.

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Necessario rivotare elementi della riforma Usa

I Repubblicani del Senato hanno individuato almeno due emendamenti al nucleo centrale della riforma della sanità già trasformato in legge dal presidente Barack Obama, che dovranno essere rivotati dalla Camera dei rappresentanti. Dopo l'annuncio della scoperta di queste norme che investono fra l'altro un emendamento alla copertura finanziaria del cosiddetto programma di finanziamenti Pell, alle 2:45 (le 7:45 in Italia) il leader della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid, ha riaggiornato la seduta alle 9:45 di ieri mattina. 
 
Secondo quanto rende noto il 'New York Times' - per cui il successo dei Repubblicani nel rallentare il percorso legislativo del pacchetto di emendamenti della riforma non ne mette a rischio l'esito finale - il problema riguarda il cambiamento alla legge introdotto per evitare la riduzione dei finanziamenti Pell destinati agli studenti provenienti da nuclei familiari a bassa fascia di reddito. Un elemento che viola la norma secondo cui le leggi approvate con il processo di riconciliazione devono contenere solamente spese o introiti a livello federale. «Questa legge approvata con il procedimento di riconciliazione sta già tornando alla Camera», ha dichiarato vittorioso in mezzo alla notte David Vitter, il senatore che intorno alle 2 di ieri mattina è riuscito a introdurre un altro emendamento, quello che, concedendo l'esenzione alle tasse federali sul carburante per le unità mobili di mammografia, fa saltare il complesso ingranaggio legislativo, dopo che i democratici erano riusciti a sconfiggere oltre due dozzine di emendamenti del suo partito. 
 
Il nucleo principale della riforma della sanità era stato approvato domenica dalla Camera dei rappresentanti con 219 voti favorevoli e 212 contrari, dopo il passaggio al senato dello scorso dicembre. Martedì Obama aveva trasformato in legge, firmandolo, il pacchetto di norme. Il Senato, attraverso il processo legislativo noto come riconciliazione, sta ora approvando le norme aggiuntive di finanziamento della riforma, approvate dalla Camera sempre domenica con 220 voti favorevoli e 211 contrari.

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Sacconi, confermata scelta commissariamento regioni

«Il tavolo tecnico Stato-Regioni, nella sua periodica riunione di verifica sui piani di rientro delle Regioni in disavanzo, ha certificato purtroppo il permanere o l'aggravarsi dei disavanzi strutturali (pari a circa un miliardo di euro in Campania e Calabria e a circa 1,6 miliardi nel Lazio), con l'unica eccezione di una tendenza al miglioramento in Sicilia». È quanto dichiara in una nota il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi
 
«Si confermano le ragioni dei commissariamenti e si evidenzia - prosegue il ministro - l'inequivoca esigenza di commissariare la Calabria. Le mancate scelte di riorganizzazione hanno comportato, in queste Regioni, da un lato la carenza dei servizi territoriali, dalla prevenzione all'assistenza domiciliare alla non autosufficienza, e, dall'altro, l'obbligo di legge di ripianare i buchi con l'aumento della pressione fiscale regionale e con il taglio dei fondi Fas».

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Aiop, utilizzo Fas è solo un palliativo

«Utilizzare le risorse del Fas per ripianare i deficit sanitari delle Regioni in disavanzo», come indicato dal Governo, «non risolve i problemi della sanità. Servono interventi strutturali e scelte coraggiose». Lo afferma in una nota Enzo Paolini, presidente dell'Aiop, l'Associazione italiana ospedalità privata che rappresenta 600 case di cura in tutta Italia. «Il ricorso alle risorse del Fas, sottratte in questo modo alla loro originaria destinazione - prosegue Paolini - rappresenta l'ennesimo ripianamento del deficit sanitario. I fondi del Servizio sanitario nazionale, se ben amministrati, sarebbero già sufficienti a garantire un servizio di qualità nel rispetto dei bilanci. Sono necessarie, però - sottolinea - misure sostanziali come il controllo delle spese, la separazione delle funzioni tra chi eroga i servizi e chi vigila sulle spese stesse, la gestione trasparente dei bilanci». Queste misure porterebbero «non solo a una riduzione del deficit ma anche - conclude - a un innalzamento della qualità dei servizi».

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Deficit regioni: Fazio, grave attingere ai Fas

Il ministro: «Ieri è stato un brutto giorno per l'Italia», perché il ricorso ai fondi Fas per ripianare il deficit sanitario a cui dovranno ricorre quattro Regioni «vuol dire sottrarre risorse che servono allo sviluppo dell'economia di queste Regioni. Significa che il buco della sanità non solo ha influito negativamente sul presente, ma comincia a ipotecare in senso negativo il futuro» 
 
Lo dice, senza nascondere una «grave preoccupazione», il ministro della Salute, dopo le decisioni del tavolo sui Piani di rientro per i deficit sanitari regionali che ha previsto il ricorso ai fondi Fas in Lazio (420 milioni), Campania (500 milioni), Calabria (un miliardo) e Molise (67 milioni). «Sono fondi sottratti realmente ai cittadini», spiega Ferruccio Fazio raggiunto al telefono dall'AdnKronos Salute, e si tratta inoltre di un rimedio che «può durare per un tempo molto limitato». Se infatti «non si provvede con una drastica ristrutturazione, con riforme strutturali - aggiunge il ministro - negli anni successivi bisognerà rimettere pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini, anche se questa soluzione è stata utilizzata per non creare ulteriori pesantissime tasse». Ma, ammette Fazio, «la situazione è veramente preoccupante e grave. È la situazione più preoccupante che il Governo si sia trovato a gestire da quando è in carica». Qualcosa di positivo, fortunatamente, si intravede in Sicilia «dove si sta procedendo bene perché si è avviata una costruttiva collaborazione con il Governo», osserva il ministro. E qualche spiraglio si vede anche nel Lazio, conclude, «grazie all'azione del commissario di Governo. È stato infatti possibile concedere un 10% dei fondi erogabili. Non è molto, ma è un piccolo segnale di quanto stato fatto dal commissario Guzzanti».

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24 marzo 2010

Aran, contratto medici presto in Cdm

Nessun blocco al contratto dei medici. L'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, smentisce qualsiasi tipo di "pasticcio" legato all'approvazione, da parte del ministero dell'Economia, del contratto della dirigenza medica del Ssn. «Com'è prassi per l'approvazione dei contratti, il ministero dell'Economia ha semplicemente richiesto alcuni chiarimenti. 
 
A questi l'Aran ha già risposto e a breve il contratto sarà portato all'esame del Consiglio dei ministri». Parola di Antonio Naddeo, capo dipartimento della Funzione pubblica e commissario straordinario dell'Aran, che mette un freno alle polemiche sollevate dai sindacati della dirigenza medica, allarmati da presunti rilievi avanzati dal ministero di via XX settembre, in merito alla preintesa siglata il 10 febbraio scorso. «Non esiste alcun pasticcio nel contratto dei medici 2008/2009, tantomeno un fantomatico 'gioco delle tre carte' all'interno del Governo», sottolinea Naddeo in una nota pubblicata sul sito web del ministero per la Pubblica amministrazione e innovazione. 
 
Il ministero dell'Economia ha semplicemente richiesto alcuni chiarimenti in ordine ad alcuni suoi aspetti, tra cui la dichiarazione congiunta dell'indennità di esclusività. Nessun problema invece sul suo incremento, che lo stesso ministero dichiara compatibile con la copertura finanziaria del contratto», precisa. «Mi auguro - conclude Naddeo - che tutta la procedura termini nel più breve tempo possibile con l'approvazione del contratto da parte della Corte dei Conti e la conseguente erogazione degli incrementi che i medici attendono da molto tempo».

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Contratto, la Cisl chiede rassicurazioni

«Chiediamo al ministro dell'Economia Giulio Tremonti e al premier Silvio Berlusconi di rassicurare prontamente i medici pubblici e di mantenere gli impegni assunti con loro con la firma della preintesa contrattuale sottoscritta dall'Aran. 
 
Che, mai come questa volta, con la firma del capo dipartimento della Funzione pubblica, rappresenta pienamente il Governo». Parola di Giuseppe Garraffo, segretario generale Cisl medici, che commenta così le notizie sull'interpretazione del ministero dell'Economia alla preintesa relativa al secondo biennio del contratto della dirigenza medica del Ssn, siglato il 10 febbraio scorso. 
 
«È legittimo - sottolinea Garraffo in una nota - che i tecnici del ministero dell'Economia formulino osservazioni pertinenti sui contratti, ma non è accettabile che queste assumano il significato non pertinente di previsioni di futuribili scenari di improbabili rincorse salariali e tanto meno di costi aggiuntivi imprevedibili. Come medici dipendenti - aggiunge - ci sentiamo profondamente mortificati da oziose discussioni su incrementi medi che raggiungono appena i 179 euro lordi mensili e sull'aumento dell'indennità di esclusività pari a circa una tazza di caffè al giorno».
 
 Secondo Garraffo, «il Governo e le Regioni non devono commettere l'errore di ritenere un segno di debolezza il forte senso di responsabilità del sindacato nell'attuale congiuntura di crisi. Infatti - conclude Garraffo - trascorso il periodo elettorale reagiremo duramente se il contratto non avrà un iter positivo e accelerato».

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Cimo, non capiamo obiezioni Tesoro su contratto

Siamo sconcertati. Le osservazioni fatte dal ministero dell'Economia sul contratto - ha fatto sapere la Cimo - sono pretestuose. Per noi rappresentano un fulmine a ciel sereno  
 
Riccardo Cassi, presidente della Cimo Asmd, ha commentato così le notizie sull'interpretazione del ministero dell'Economia alla preintesa relativa al secondo biennio del contratto della dirigenza medica del Ssn, siglato il 10 febbraio scorso. «Alcune degli aspetti contestati, come ad esempio la rivalutazione dei ticket mensa o la stabilizzazione dei precari - ha spiegato Cassi all'ADNKRONOS SALUTE - sono contenute anche nel contratto del comparto, che ha avuto il via libera. Queste osservazioni non hanno sostanza. Sembra più una lotta tra ministeri, tra la Funzione pubblica e l'Economia». La Cimo promette battaglia. «Ora - ha sottolineato Cassi - aspettiamo le risposte dell'Aran a questi rilievi, dopodiché, se sarà il caso, inizieremo azioni sindacali».

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23 marzo 2010

Usa, firmata la riforma della Sanità

Barack Obama ha firmato ieri alla Casa Bianca la legge di riforma del sistema sanitario. E al suo fianco, in una cerimonia che il suo staff ha organizzato come una vera e propria celebrazione della storica vittoria, hanno preso parte i protagonisti della lunghissima battaglia. Non solo i leader democratici, ma anche Vicki Kennedy, la vedova di Ted Kennedy, il senatore considerato il padre della riforma sanitaria scomparso la scorsa estate prima di poterla vedere realizzata. 
 
Ma il presidente ha voluto invitare anche dei semplici cittadini americani che in queste mesi e settimane di campagna per la riforma sono stati protagonisti dei suoi discorsi. Come la sorella di Natoma, la donna dell'Ohio, sopravvissuta al cancro, che a gennaio scrisse una lettera disperata ad Obama dicendo di non potersi più permettere di pagare un'assicurazione aumentata del 50%. E che pochi giorni fa, dopo aver ricevuto l'invito del presidente a parlare insieme a lui in un comizio, ha scoperto che il male è tornato. E sul palco in Ohio e ieri alla Casa Bianca ha mandato la sorella a rappresentarla. 
 
Accanto a lei, ha preso posto al tavolo, dove Obama ha siglato la storica legge anche Marcelas Owens, bambino di quinta elementare la cui mamma è morta perché ha perso l'assicurazione dopo che si è ammalata. Presenti, naturalmente, alla cerimonia i leader democratici del Congresso, il leader della maggioranza al Senato Harry Reid e la Speaker Nancy Pelosi, considerata l'artefice della vittoria di domenica, insieme a tutti gli altri principali esponenti del partito alla Camera ed al Senato.

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Smi contro convenzione e certificati online

No alla 'convenzione-truffa', che toglie risorse a tutta la categoria a favore di pochi privilegiati. No al 'decreto-pasticcio' sull'invio online delle certificazioni mediche per malattia. Sì ad un investimento adeguato per le cure primarie e per la sicurezza e la valorizzazione della guardia medica. 
 
Sono questi i motivi della giornata nazionale dei protesta dei medici di medicina generale, organizzata dal Sindacato medici italiani (Smi), per il 15 aprile a Roma, insieme all'altro sindacato che non ha firmato la nuova convenzione, lo Snami. Per Salvo Calì, segretario generale dello Smi, la nuova convenzione - siglata dal sindacato maggioritario e da Intesa medica - «cambia di fatto la struttura del compenso e trasforma i medici in 'cottimisti' della prestazione, senza alcuna rivalutazione delle voci dell'accordo nazionale legate alle spese fisse di mantenimento di uno studio e delegando alle trattative regionali gli incentivi legati alle Unità complesse di cure primarie (Uccp), cioè regalando ad una minoranza di camici bianchi i già pochi soldi messi sul piatto. 
 
Tutto ciò con un aumento evidente degli oneri burocratici». «E, mentre si trascurano le aspettative e le sofferenze di molti medici del territorio, mancano le condizioni minime di sicurezza nelle postazioni di guardia medica, infatti negli ultimi anni si sono moltiplicate le aggressioni, come dimostra l'ultimo tragico episodio di Scicli».

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Bocciate la autocertificazioni per malattie "brevi"

Un 'no' netto della parte pubblica all'autocertificazione del lavoratore per i brevi periodi di malattia, come proposto dalle associazioni dei medici. Ma anche disponibilità al confronto sui problemi legati al certificato medico on line, con le difficoltà per i camici bianchi che hanno più volte manifestato il loro disagio e chiesto correttivi al decreto Brunetta che lo prevede 
 
Sono alcuni elementi emersi dall'incontro, ieri a Roma, tra i rappresentanti della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), dei ministeri della Salute, della Pubblica Amministrazione e Innovazione e dell'Inps. Un incontro, dedicato ai certificati medici on line, ancora interlocutorio, che proseguirà con un prossimo appuntamento già fissato per il prossimo 13 aprile. 
 
Il nodo principale resta l'indicazione che il certificato di malattia, da inviare on line all'Inps, debba basarsi su dati 'oggettivamente constatati e obiettivamente documentati' e che prevede pesanti sanzioni a carico del medico inadempiente. I camici bianchi contestano, però, che per le brevi malattie - come nel caso di una cefalea notturna - è impossibile fornire dati clinici documentati.

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22 marzo 2010

Statina ad alte dosi, monito Fda

Allerta sui possibili rischi di problemi muscolari per i pazienti in cura con simvastatina ad alte dosi (80 mg). A lanciarla, per avvertire medici e pazienti, è la Food and drug administration (Fda) americana. Anche se la miopatia è un effetto collaterale noto della terapia con statine, si legge in una nota Fda, il monito mira a evidenziare i maggiori rischi di problemi ai muscoli, inclusa la rabdomiolisi, per i pazienti in cura con i dosaggi più alti di questo medicinale. 
 
La rabdomiolisi è la forma più grave di miopatia e può portare a seri danni renali e a volte alla morte. La segnalazione dell'Fda nasce dalla revisione di trial clinici, studi osservazionali, report di eventi avversi e dall'analisi ancora in corso dello studio Search dove, oltre ai dati sugli effetti cardioprotettivi della statina a 80 mg rispetto al dosaggio di 20 mg, sono stati presi in esame anche i danni muscolari provocati. L'Fda si è riservata di dare un'informazione più completa e dettagliata non appena il processo di revisione sarà completato.

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Medici americani, da riforma opportunità storica

«I medici dedicano la loro vita ad aiutare i malati», e con la riforma sanitaria «abbiamo un'opportunità storica» di adempiere a questo compito. Così l'associazione dei medici Usa commenta il via libera della Camera dei rappresentanti alla 'sanità secondo Barack Obama': «Un passaggio storico», sottolinea l'American Medical Association (Ama) in una nota firmata dal presidente J. James Rohack
«Uno step importante - aggiunge - verso la garanzia di una copertura sanitaria a tutti i cittadini e verso il miglioramento del sistema sanitario nazionale». Anche se «il testo approvato dalla Camera non è perfetto», puntualizza l'Ama, i camici bianchi d'Oltreoceano preferiscono puntare l'accento sugli aspetti positivi della riforma, perché «ogni giorno - ricordano - i medici vedono con i loro occhi gli effetti devastanti che la mancanza di assicurazione sanitaria produce sui pazienti». 
Per questo, conclude l'Ama, «continueremo a collaborare con il Congresso e l'amministrazione per lavorare sui cambiamenti critici al nostro sistema sanitario, che non possono essere affidati al processo di riconciliazione».

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Gumirato, riforma attesa da milioni di americani

«Per gli Stati Uniti è un momento storico, vissuto con gioia da milioni di americani. Un'euforia comprensibile, visto che questa riforma permetterà a 32 milioni di cittadini di avere pieno accesso alle cure sanitarie». Parola di Guido Gumirato, consulente italiano dell"Office of management and budget', l'organismo che ha curato la parte economica della riforma sanitaria Usa, che commenta così il via libera della Camera dei rappresentanti alla riforma fortemente voluta dal presidente Barack Obama. 
 
«Malgrado l'ostracismo di stampa, tv, lobby e Istituzioni - spiega Gumirato all'AdnKronos Salute - questo provvedimento, voluto fortemente da Obama, ha avuto il via libera. Ora manca solo un ultimo passaggio al Senato, dopodiché, anche formalmente, la riforma sarà operativa». Per le fasce deboli come i senza lavoro, i meno abbienti o i dipendenti di piccole imprese, avere una copertura assicurativa sarà più facile. «Ad esempio - spiega Gumirato - chi ha un reddito inferiore a 27 mila euro entra di diritto nella copertura, grazie all'intervento dello Stato. Basterà fare domanda di assicurazione a prezzi e condizioni stabilite. Ma anche chi ha perso il lavoro potrà usufruire di un premio assicurativo». 
 
Novità anche per i dipendenti delle piccole imprese. «Finora - sottolinea Gumirato - molti di questi lavoratori rimanevano 'scoperti', per via dei prezzi elevati che le compagnie di assicurazione imponevano alle piccole imprese. Ora grazie al contributo del Governo, che garantirà un massimo di 6 mila euro a persona, anche questi lavoratori potranno accedere alle cure».

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Marino, giornata memorabile per la sanità Usa

«Una giornata storica per gli Stati Uniti, che fanno un importantissimo passo avanti nella direzione della giustizia sociale e della solidarietà». Così il senatore Ignazio Marino, nella doppia veste di presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario e di medico che ha lavorato per anni negli Usa, commenta l'approvazione da parte della Camera dei rappresentanti della riforma della sanità. 
 
«Grazie a questa riforma, fortemente voluta e sostenuta dal presidente Barack Obama, gli Usa vanno nella direzione di colmare una grave carenza per un grande Paese democratico». «Una nazione che mette a disposizione le risorse per mantenere più di mille basi militari in giro per il mondo - continua Marino - non può ignorare le esigenze dei suoi cittadini in termini di cure mediche. 
 
Non dimentichiamo che negli Usa se non hai un'assicurazione privata - ricorda il senatore - non hai nessuna possibilità di accedere alle cure: se per esempio hai un tumore nessun ospedale ti opererà, se hai il diabete nessuno ti fornisce i farmaci». «Con il voto di ieri gli Stati Uniti - dice - riconoscono il principio che la salute va garantita e va considerata come un fondamento di uno stato democratico, evitando gravi ingiustizie tra chi può permettersi di curarsi e chi può solo sperare nel destino. 
 
Ma va ricordato anche che l'assenza di garanzie sociali e di diritti come quello alle cure rischiano di dare origine a instabilità sociale, tensioni, conflittualità».

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Fimmg, presto a rischio 1 mln di certificati al mese

Dal 3 aprile - secondo la Fimmg - i medici di famiglia italiani potrebbero non essere più in grado di garantire la certificazione per malattia per almeno un milione di lavoratori dipendenti pubblici e privati ogni mese, se non si troverà una soluzione per dare una corretta interpretazione alla nuova normativa sulle certificazioni on line 
 
Il grido d'allarme è stato lanciato dal segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), Giacomo Milillo, che ieri mattina ha inviato una lettera ai quasi 30 mila iscritti della Federazione per esprimere la sua preoccupazione. «È quanto succederà - spiega Milillo - se nell'incontro previsto per oggi tra Fnomceo, ministero della Salute, Inps e ministero della Funzione Pubblica non si troverà la soluzione per l'interpretazione del decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo, sulla definizione delle modalità tecniche per la predisposizione e l'invio telematico dei dati delle certificazioni di malattia al Sac, il sistema di accoglienza centrale ossia l'infrastruttura tecnologica del ministero dell'Economia e delle finanze che consente la ricezione dei dati delle ricette mediche e dei certificati di malattia trasmessi in via telematica dagli utenti». «La Fimmg - prosegue Milillo - nell'interesse primario della tutela della salute dei cittadini e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, ha sempre sostenuto i percorsi di innovazione, in particolare dell'informatizzazione e della messa in rete dei propri medici con tutti gli attori del servizio sanitario. Grande è stato il nostro sforzo formativo e informativo sui nostri medici e con orgoglio, senza possibilità di smentita, posso affermare - sottolinea - che la categoria dei medici di famiglia italiani è la più informatizzata tra tutte quelle del Ssn».

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Aumentano i dentisti italiani

Dal 2006 al 2009 si è passati da 51.975 a 56.089 iscritti all'Albo degli odontoiatri, con un incremento pari al 7,9%. Anche se la stima del numero effettivo di esercenti è pari a 53.526. 
 
E' quanto emerge dal Rapporto sullo stato dell'odontoiatria dell'Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), che è stato illustrato sabato a Cernobbio (Como). Secondo gli studi di settore del 2007, rispetto alla popolazione il rapporto è di 1.105 abitanti per odontoiatra. 
 
Diverso invece il rapporto se si considera il numero degli studi odontoiatrici: 1.450 abitanti per studio. Secondo il Rapporto il numero degli studi odontoiatrici è di 40.810, da cui risulta che mediamente in ognuno operano 1,3 esercenti. L'età media dei dentisti è pari a 48,3 anni.

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Commissione difesa vista sugli occhiali 3D

Dopo l'allerta sui rischi per gli occhi lanciata negli ultimi giorni e l'intervento del ministero della Salute per assicurare l'igiene nell'utilizzo degli occhialini 3D, anche la Commissione difesa vista scende in campo dando alcuni importanti consigli per sensibilizzare, senza allarmismi, genitori e ragazzi su questo tema. Prima regola: usare solo occhiali documentati, oppure disinfettarli, o ancora gettarli dopo l'utilizzo. 
 
Ecco cosa può succedere e quali sono i timori e i rischi che si celano dietro questo fenomeno tridimensionale: «una prima problematica che può scaturire dall'utilizzo di questi occhialini nei cinema - spiega Francesco Loperfido, responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l'Unità operativa di Oftalmologia e Scienze della Visione dell'ospedale San Raffaele di Milano e consulente della commissione Difesa vista - è legata al possibile riciclo di quest'ultimi, che vengono ridati al pubblico senza un adeguato processo di pulizia per eliminare sia i cosmetici sia i residui tipici della pelle, che differiscono da persona a persona e senza una corretta sterilizzazione».
 
«La montatura diventa dunque possibile veicolo di infezioni, soprattutto nelle forme di tipo virale», avverte l'esperto. L'occhiale 3D, inoltre, non è adatto a tutti indistintamente ma bisogna sapere se i nostri occhi sono in grado di tollerarlo senza fastidi, per evitare effetti indesiderati.

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Snami: meno risorse, meno sicurezza per guardie

Negli ultimi anni nel Paese, e in particolare in Sicilia, si sono tagliate risorse per le guardie mediche ma non si sono ridotti gli sprechi. Lo denuncia Giancarmelo La Manna, responsabile nazionale del Settore di continuità assistenziale del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), dopo l'aggressione e la violenza alla dottoressa della guardia medica a Scicli. In Sicilia «lo Snami - ha detto La Manna - ha più volte, in sede di rinnovo di contratto regionale, chiesto l'applicazione dell'articolo 68 dell'Accordo collettivo nazionale, in particolare la sistemazione nelle sedi di guardia medica, di sistemi di allerta con le forze dell'ordine, di porte antisfondamento, di grate alle finestre e di videocitofoni, che l'assessorato alla Sanità non ha preso neanche in considerazione, garantendo solo, e non sempre, un adeguato sistema d'illuminazione». 
 
Ora, conclude il sindacalista, «non ci resta che aspettare che sia il Governo nazionale sia quello della Regione Sicilia prendano i dovuti e più volte suggeriti provvedimenti nelle opportune sedi, provvedimenti a tutela della salute degli operatori sanitari della guardia medica».

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Fnomceo, sicurezza sul lavoro diritto dei medici

La sicurezza sul luogo di lavoro è un diritto anche dei medici. Lo ricorda la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) 
 
Dopo l'aggressione a Scicli (Ragusa) a una dottoressa della guardia medica la Fnomceo ha deciso di invitare «gli Ordini provinciali a segnalare le posizioni professionali a rischio» inoltre «li affiancherà nelle azioni di diffida verso gli amministratori che non abbiano provveduto a garantire adeguati profili di sicurezza». La notizia del grave episodio di Scicli, si legge in una nota, «pone in modo drammatico la questione dell'elevata rischiosità di alcune attività professionali: presidi di Pronto Soccorso, di guardia medica e altro». 
 
«L'organizzazione di questi servizi, negli ospedali e sul territorio non può prescindere dall'assicurare - con uguale ordine di priorità - tanto la qualità delle prestazioni agli assistiti quanto i profili di sicurezza degli addetti», conclude la nota.

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19 marzo 2010

Gianni Letta, prevenzione è dovere sociale

«La prevenzione deve diventare un imperativo. A mio parere si tratta di un dovere sociale». A sottolinearlo è stato Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervenuto ieri mattina in Campidoglio alla presentazione della nuova onlus 'Il cuore di Roma', che si pone l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione italiana, puntando soprattutto ai giovani, sull'importanza di adottare stili di vita sani per evitare malattie cardiovascolari. «I numeri di queste patologie sono così spaventosi - ha aggiunto Letta - che devono indurre a riflettere e soprattutto a cambiare abitudini. Io stesso, non per volontà né per colpa, ma per necessità, mi sento particolarmente esposto al problema della sedentarietà». 
 
Se la prevenzione non prenderà piede nel nostro Paese, le risorse necessarie a curare tutti gli ammalati di cuore «forse non saranno più sufficienti a dare assistenza a tutti - ha avvertito Letta - I bilanci non saranno in grado di rispondere a tutte le esigenze. I numeri e le stime per il futuro che abbiamo sotto gli occhi rendono la prevenzione necessaria e provvidenziale, l'unica via che ci potrà avvicinare a un percorso virtuoso, assicurando a noi e ai nostri figli, e anche all'economia» un futuro migliore. «Le Istituzioni nulla potranno - ha concluso - se non verrà accolto da tutti l'invito alla prevenzione».

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Fazio consegna medaglie al merito

Sedici medaglie d'oro, 3 d'argento e 2 di bronzo, oltre a 7 attestazioni al merito. Questa mattina il ministro della Salute Ferruccio Fazio, ha consegnato le benemerenze sanitarie «a persone che, con il loro lavoro, hanno contribuito a rendere la sanità italiana tra le migliori al mondo». Tra i riconoscimenti conferiti, spicca la medaglia d'oro di Massimo Cinque, dirigente medico di pediatria dell'ospedale di Sulmona che, benché nel terremoto che mise in ginocchio l'aquilano nell'aprile di un anno fa abbia perso moglie e due figli, ha continuato a lavorare prestando soccorso alle popolazioni colpite dal sisma, non dimentico della sua missione di 'camice bianco'. Tanti, inoltre, i riconoscimenti conferiti all'Arma dei Carabinieri, soprattutto per l'impegno finalizzato a stanare truffe alimentari e frodi ai danni del Servizio sanitario nazionale. Premiati anche diversi camici bianchi e un infermiere dall"Arcispedale S.Maria Nuova' di Reggio Emilia. Una medaglia d'oro è stata conferita al farmacologo Silvio Garattini, direttore e fondatore dell'Istituto Mario Negri di Milano. Stesso riconoscimento per Fabrizio Oleari, a capo della direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, per il suo impegno nella risoluzioni di svariate emergenze sanitarie, non ultima quella relativa alla pandemia innescata dal virus A/H1N1. «La nostra - ha sottolineato il ministro - è un'ottima sanità piena di eccellenze», ma ciò non toglie «che dobbiamo continuare a migliorare, non solo, ad esempio, nello sfoltimento delle liste d'attesa, ma anche puntando sull'umanizzazione delle cure». E mentre la vita media si allunga progressivamente «dobbiamo lavorare per migliorarne anche la qualità». La sanità, secondo Fazio, «è un treno in corsa, e in questo procedere non bisogna mai arrestarsi: anche le Regioni migliori - raccomanda - devono continuare a correre».

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18 marzo 2010

Il Ministero vara finanziamento per under 40

Varato il finanziamento di 28 milioni di euro per i giovani ricercatori. La Commissione nazionale per la ricerca sanitaria, presieduta dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, ha approvato ieri la graduatoria dei progetti vincitori del 'Bando Giovani Ricercatori' per l'anno 2008, riservata agli studiosi di età inferiore ai 40 anni. 
«Dopo un processo di analisi di 997 progetti da parte di revisori stranieri e la loro ulteriore revisione da parte di un Comitato di valutazione di giovani ricercatori under 40 selezionati in Italia e all'estero - si legge in una nota del dicastero di Lungotevere Ripa - il ministero della Salute ha per la prima volta ottenuto una mappa delle eccellenze della ricerca in Italia. Sono state selezionate tra tutte le proposte 52 progetti che verranno finanziati con 500 mila euro ciascuno in circa in 3 anni». 
«Questo approccio selettivo e basato sul merito - precisa la nota - è totalmente innovativo e permette, valorizzando le eccellenze scientifiche, di sviluppare una maggiore competitività della ricerca italiana in campo sanitario. Questo è stato possibile attraverso una valutazione effettuata secondo il sistema della peer-review, in ossequio al principio di trasparenza e merito».

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Ambulanze bloccate e Ps intasati, 118 lancia allarme

Ambulanze bloccate negli ospedali in attesa di 'sbarellare' il paziente, pronto soccorso intasati, carenza di personale medico e paramedico, barelle utilizzate come fossero posti letto 
 
Questi sono alcuni dei problemi con cui tutti i giorni gli operatori del servizio di emergenza del 118 devono fare i conti. Grane di difficile soluzione che pesano come macigni sui cittadini che chiedono soccorso medico. Soprattutto per quelli delle grandi città, dove il 118 è chiamato a fronteggiare un bacino di utenza enorme. A Napoli, ad esempio, un'ambulanza che trasporta un paziente all'ospedale Cardarelli può rimanere ferma anche per ore, in attesa di ripartire per un'altra missione, finché il malato non viene preso in carico e gli si trova un posto. 
 
Ma la stessa cosa è successa e può succedere anche se si corre a sirene spiegate verso il Pertini di Roma o il Civico di Palermo. Al Nord va un po' meglio, anche se pure a Milano non mancano i problemi. È la fotografia scattata dall'AdnKronos Salute sui servizi di emergenza-urgenza del 118 di quattro città italiane: Milano, Roma, Napoli e Palermo. Tante, quindi, le difficoltà. Tra i responsabili locali del 118 il coro è unanime: per migliorare il servizio servono risorse e una migliore organizzazione della rete ospedaliera. E soprattutto, un potenziamento della medicina territoriale. 
 
C'è chi lamenta la carenza di mezzi: a Napoli città si contano ad esempio solo 19 ambulanze in servizio. Chi una scarsa efficienza dei servizi di assistenza sul territorio, che potrebbe affrontare gran parte delle richieste di primo soccorso dei cittadini. E ancora si segnalano un servizio informatico ormai obsoleto, la mancanza di ospedali capaci di rispondere in pieno alle esigenze dei cittadini, la carenza cronica di posti letto, che costringe i pazienti ad attendere ore sulle barelle o sulle lettighe delle ambulanze. Insomma, da Milano a Palermo i problemi non mancano. Anche se in misura e con sfumature diverse.

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16 marzo 2010

Fazio, riforma sanitaria Usa è solo un inizio

«La riforma sanitaria del presidente degli Stati Uniti Barak Obama è una goccia nel mare, non si tratta di una riforma globale, ma è qualcosa che se il presidente americano riesce a portare a termine è meglio della situazione attuale. 
 
L'America non arriverà certamente in questo modo a una situazione come quella italiana che è ottimale, con un sistema universalistico che ha una dimensione regionale». Così il ministro della Salute Ferruccio Fazio a Trieste, a margine di vari incontri istituzionali. 
 
«Pensate che il costo della sanità americana - ha ricordato Fazio - è del 17% del Pil, una cifra enorme. Ci sono 40 milioni di americani non coperti, e di questi 10 milioni sono bambini. In Italia la spesa sanitaria si aggira attorno al 7-7,5% del Pil, ma la nostra sanità copre tutti, italiani e stranieri».

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Sacconi, Campania commissariata solo dopo elezioni

«Il futuro del commissariamento della Sanità in Campania, in presenza di un'eventuale amministrazione di centrodestra, dipenderà dal futuro presidente». 
 
Lo ha affermato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, intervenendo a Napoli a un incontro elettorale del Pdl. «Valuteremo, il giorno dopo. 
 
Stabilirà la Regione stessa - ha aggiunto Sacconi - Il commissariamento oggi è concepito di intesa con la Regione, quindi dipende da chi sarà governatore e dall'attitudine che avrà. 
 
Secondo voi, se fosse dipeso da me, avrei fatto commissario il presidente? Era frutto - ha concluso Sacconi - di una mediazione con la Regione».

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Cricelli (Simg), legge su palliative migliora l'assistenza

L'approvazione della legge sulle cure palliative e sulla terapia del dolore «migliora la qualità assistenziale del nostro Paese, poiché determina la gestione in rete del problema». La pensa così Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), intervenuto ieri a Roma, nella biblioteca del Senato, all'incontro 'Prospettive e impatto delle nuove disposizioni' per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Cricelli si dice «soddisfatto» per l'approvazione della legge. 
 
«Da oggi comincia un percorso che deve portare alla completa applicazione di queste nuove disposizioni. Verrà creata una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio, e verrà reso più facile l'accesso ai farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. Sarà nostro compito attivare una campagna di informazione e formazione rivolta a medici e cittadini». 
 
Secondo Cricelli, inoltre, «l'istituzione di due reti distinte per la cura del dolore cronico e delle cure palliative dà fondamento alla soluzione di uno degli aspetti più critici dei servizi sanitari, quello dell'organizzazione del processo assistenziale che, nelle cure palliative e nella medicina del dolore, trova un elemento imprescindibile della qualità di cura».

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3,2 mld euro disavanzo Ssn 2008

Anche per il 2008 il Servizio sanitario nazionale (Ssn) si presenta complessivamente in disavanzo. Il dato, ancora provvisorio, è comunque inferiore agli anni precedenti: 3,2 miliardi di euro, pari a 54 euro pro capite. 
 
Lo evidenzia il rapporto Osservasalute 2009, presentato ieri all'università Cattolica di Roma. Rispetto al 2007 si confermano in equilibrio finanziario nove regioni: Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna (che però, insieme alla Calabria, hanno operato interventi di copertura a carico dei rispettivi bilanci regionali, anche con risorse dalle entrate fiscali); Bolzano e Friuli Venezia Giulia (cui lo statuto speciale garantisce, però, un particolare sistema di finanziamento); Lombardia, Toscana, Umbria e Marche. 
 
Tra le regioni soggette a piano di rientro, miglioramenti si riscontrano a livello procapite in Liguria (-20 euro di disavanzo da 2007 a 2008), Abruzzo e Sicilia (per entrambe -48 euro) e, soprattutto, in Campania (-63 euro). Si aggrava ulteriormente, invece, la situazione di Lazio (+5 euro di disavanzo a testa da 2007 a 2008) e Molise (+20 euro), che si confermano le regioni più deficitarie sia per il 2008 (rispettivamente 297 euro e 228 euro), sia nel dato cumulato 2001-08 (rispettivamente 2.036 euro e 1.586 euro).

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Il Ssn piace con moderazione agli italiani

I voti degli italiani al Servizio sanitario nazionale? Un 'appena sufficiente' dal 43% dei cittadini, che esprime un giudizio intermedio dando un voto pari a 5 o 6; un 'ottimo' dal 34%, soddisfatto e di manica larga, che concede un punteggio da 7 a 10, ma una bella insufficienza (punteggio 1-4) dal 17% dei connazionali 
È la pagella che emerge dalla rielaborazione di dati Istat eseguita per la settima edizione del Rapporto Osservasalute (2009), presentata ieri all'università Cattolica di Roma. Non ci sono grosse differenze di giudizio tra uomini e donne, mentre gli anziani di entrambi i sessi tendono in genere a dare voti migliori sulla qualità del Ssn: esprime un giudizio positivo il 31% degli uomini di 18-39 anni, il 34% tra i 40-64enni e quasi il 40% tra gli over 65. Stesso andamento si riscontra tra le donne: 30% di soddisfatte tra le più giovani (18-39 anni), 33,6% tra i 40 e i 64 anni e 39% tra le più anziane. 
A livello territoriale, invece, emerge una certa disomogeneità tra Nord e Sud, con le regioni del Centro in una situazione intermedia: giudizi più positivi sul Ssn vengono espressi dai cittadini del settentrione. Valori inferiori rispetto alla media italiana sono invece riportati dalle regioni del Sud. L'indice di gradimento maggiore sui servizi sanitari locali si riscontra nelle Province autonome di Bolzano e Trento e in Valle d'Aosta: la quota di coloro che esprimono un punteggio elevato (7-10) è pari rispettivamente al 68%, 60% e 60% per gli uomini, e 68%, 58% e 59% per le donne. Decisamente più bassi sono i giudizi per Calabria, Sicilia e Campania: rispettivamente 14,6%, 21% e 23% per gli uomini di queste regioni, e 16%, 21,6% e 23% per le donne. Le speranze degli italiani sul futuro del Ssn sono poche: solo uno su 10 pensa che migliorerà, contro quasi uno su tre che invece lo vede in peggioramento. 
Prevalgono, in tutte le fasce di età, le persone (quasi un italiano su due) che ritengono stabile la situazione del Ssn, cioè che non vedono possibile nessun cambiamento per il suo futuro. Infine, per quanto riguarda il giudizio su come evolve il Ssn, emerge che nell'ultimo anno è rimasto «più o meno come prima» per il 45% del campione, è in peggioramento per il 28% e in miglioramento per l'11,6%; il 15,5% non ha risposto o ha risposto di non sapere dare un giudizio.

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15 marzo 2010

Dopo la palliazione arriva il metro del dolore

Con la nuova legge sulle cure palliative arriva anche in Italia il 'misura-dolore', un termometro per misurare scientificamente l'intensità della sofferenza dei pazienti. 
 
Lo strumento, già diffuso in altri Paesi, verrà distribuito gratuitamente negli ambulatori dei medici di famiglia e nei reparti degli ospedali italiani, all'interno del progetto internazionale 'Change pain' promosso da Efic (Associazione scientifica europea contro il dolore) e Simg. 
 
La legge 1771 stabilisce infatti l'obbligo per tutte le strutture ospedaliere di rilevare il dolore e di provvedere alla sua 'rendicontazione' in cartella clinica insieme alla tecnica antalgica e ai farmaci utilizzati. Per farlo sarà necessario misurare accuratamente i livelli di sofferenza. 
 
Al paziente verrà dunque chiesto di indicare l'intensità del suo dolore, attraverso una scala di valutazione, e il medico otterrà così indicazioni per definire le terapie. Da qui l'idea di Simg ed Efic.

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Fp Cgil, facciamo rispettare il Patto per la salute

Facciamo rispettare il Patto per la salute. È la richiesta di Massimo Cozza, segretario Fp Cgil medici, che ha sottoscritto la petizione di Sos sanità 
 
Cozza ha firmato la petizione, insieme a tante altre personalità - tra le quali Tina Anselmi, don Luigi Ciotti, Giovanni Berlinguer, Mario Pirani, Silvio Garattini - e invita tutti gli operatori e i cittadini a firmare sul sito www.sossanita.it/petizione.html. «Le risorse e i livelli essenziali di assistenza (Lea) - sottolinea Cozza - rappresentano due pilastri fondamentali per il nostro servizio sanitario nazionale. 
 
Il Governo è invece inadempiente non avendo stanziato tutte le risorse per il triennio 2010-2012 previste dal Patto per la salute, e non ha neanche assicurato il finanziamento per i rinnovi contrattuali. Si continua a portare avanti una logica politica centrata solo sui bilanci regionali, senza tener conto della qualità dell'assistenza. Così come non sussiste un sistema di garanzie per l'esigibilità dei Lea su tutto il territorio nazionale. 
 
La stessa revisione dei Lea, che dovrebbe includere la non autosufficienza e l'odontoiatria, è rimasta nei cassetti del ministero della Salute». Da qui l'adesione e l'invito a sottoscrivere la petizione.

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09 marzo 2010

Radiologi col lutto al braccio in difesa precari

Sfilata di medici con il lutto al braccio, in segno di cordoglio per tutti i camici bianchi precari. È l'iniziativa messa in scena da una delegazione del Sindacato nazionale radiologi (Snr), che ha partecipato ieri mattina a Roma alla 'Vertenza salute', la manifestazione promossa dai sindacati della dirigenza medica e veterinaria in difesa della sanità pubblica. 
 
«È stata tutta nostra - spiega in una nota il segretario Snr Francesco Lucà - l'idea di partecipare al corteo di con la fascia nera in segno di cordoglio per tutti i medici precari. Professionisti - sottolinea Lucà - ancor più bistrattati dopo l'approvazione della legge che, prolungando la permanenza al lavoro dei dirigenti fino a 70 anni di età, di fatto rende più difficile l'inserimento e la stabilizzazione dei giovani camici bianchi all'interno del Ssn». 
 
«Ancora una volta - aggiunge Lucà - centinaia di medici sono stati costretti a scendere in piazza per ribadire il loro diritto a un lavoro stabile, con orari adeguati e libero dai condizionamenti della politica e per affermare la necessità di una sanità adeguatamente finanziata, pubblica e uguale per tutti da Nord a Sud della penisola».

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Medici, rinvio elezioni regionali sarebbe dannoso

I medici italiani dicono no all'ipotesi di un rinvio delle prossime elezioni regionali. L'idea di uno slittamento, paventato in queste ore per risolvere il problema legato al caos delle presentazione delle liste in Lombardia e nel Lazio, non piace ai camici bianchi. 
Per i rappresentanti sindacali dei 130 mila medici dirigenti del Ssn, riuniti ieri a Roma per la 'vertenza salute', «le regole vanno rispettate. Il rinvio delle elezioni sarebbe un ulteriore danno alla sanità pubblica, che ha bisogno invece di risposte urgenti ai tanti problemi». 
«Quando i termini sono scritti le regole vanno rispettate», spiega Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica. «Se è stata fissata una data si deve votare. Altrimenti si diventa il Paese del cavillo, della leggina, dove tutto diventa opinabile, interpretabile, riscrivibile». 
Dello stesso avviso il segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza. «Il rinvio delle elezioni - sottolinea - sarebbe un danno anche per la sanità pubblica. Soprattutto per i migliaia di precari, medici e operatori, che hanno bisogno di risposte immediate».

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Medici in protesta a Roma

Centinaia di medici in protesta a Roma per chiedere a politica e istituzioni di prendere l'impegno di affrontare e risolvere i tanti problemi della sanità pubblica. 
Una 'catena' di camici bianchi ha circondato la sede della Conferenza delle Regioni, in via Parigi: sotto una pioggia battente, i rappresentanti dei circa 130 mila medici del Ssn consegneranno simbolicamente una lettera indirizzata a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali. 
Nella missiva i sindacati di categoria chiedono ai prossimi presidenti delle Regioni l'impegno a difendere e migliorare la sanità pubblica senza tagli indiscriminati di servizi e personale; migliorare le condizioni di lavoro; superare le norme che penalizzano il lavoro nella sanità pubblica. 
E ancora: eliminare la cattiva politica dalla sanità, coinvolgere i sindacati nelle scelte di programmazione regionale, attuare un percorso di stabilizzazione per i medici e gli altri professionisti precari della sanità.

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