Un «passo avanti storico», una scelta «coraggiosa che nessuno aveva mai fatto prima» nel nostro Paese. Secondo il presidente di Farmindustria Sergio Dompé, l'"operazione trasparenza" varata nei giorni scorsi dal ministero della Salute per valutare e confrontare le performance di Regioni, Asl e ospedali lungo lo Stivale rappresenta un'autentica svolta.
Mettere l'efficienza della sanità italiana sotto la lente del rating deve avere come obiettivo fondamentale la lotta agli sprechi, ancora oggi «notevolissimi», riflette il numero uno di Farmindustria oggi a Milano, parlando ai giornalisti a margine della presentazione del Rapporto 'Biotecnologie in Italia 2010' di Ernst & Young-Assobiotec. Ma se «nell'ambito delle situazioni da verificare e migliorare ci sono anche degli sprechi che riguardano il settore farmaceutico» - criticità che «da parte nostra non c'è alcuna volontà di coprire», puntualizza Dompé - va anche detto che l'83-84% della spesa sanitaria non è generato dalla farmaceutica. Quindi serve «lo stesso tipo di impostazione» anche per questa fetta della torta spesa che finora «non ha mai avuto controlli seri».
Tuttavia con questa nuova operazione il ministero «li sta creando», precisa il presidente dell'associazione imprese farmaceutiche attive in Italia, auspicando «che presto si possa introdurre un sistema di costi standard dappertutto». Ovviamente «un sistema in cui si confrontino tra lo prestazioni realmente comparabili». Al di là di «inefficienze e sprechi» contro cui è urgente combattere, Dompé tiene a evidenziare che la sanità italiana «ha complessivamente offerto sempre molto». In particolare «un ottimo rapporto qualità-prezzo, che dobbiamo sempre ricordarci - osserva il presidente di Farmindustria - perché la solidarietà verso i cittadini italiani è molto, molto importante, specie in momento di crisi» come questo. Dompé cita l'esempio della Lombardia dove, grazie a un recente articolo pubblicato dal 'Wall Street Journal', «il governatore Roberto Formigoni ha avuto il successo di vedersi riconoscere internazionalmente, addirittura negli Stati Uniti, proprio il rapporto qualità-prezzo» del modello sanitario regionale.
Nel settore farmaceutico, poi, in generale l'Italia può vantare «il rapporto qualità-prezzo migliore in assoluto (186 euro, forse meno, rispetto agli oltre 260 della media europea)», a fronte di «un'offerta farmaceutica pressoché totale». Contro gli sprechi che rimangono, Farmindustria conferma la volontà di collaborare sempre più da vicino con Guardia di Finanza, Nas e Corte dei conti. Ma lo stesso atteggiamento, è la speranza di Dompé, dovrà averlo anche chi risponde della spesa sanitaria non farmaceutica. Il tutto mantenendo fermo un principio: «Al dì là del giusto desiderio di risparmio, necessario per sostenere e migliorare ulteriormente il sistema» sanitario nazionale, occorre sempre «tenere al centro l'interesse per la cura del paziente. Poi bisogna anche spendere il meno possibile, ma prima bisogna essere curati bene», conclude il numero uno di Farmindustria.
Etichette: Sanità