Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

07 marzo 2010

Fini, si arrivi al biotestamento con civiltà

Di Gianluca Casponi
«Si può arrivare a legiferare sul biotestamento attraverso un discussione serena, civile e che non arrivi alle distorsioni dettate del 'tifare' per una parte o per l'altra». Questa è l'opinione espressa da Gianfranco Fini che giovedì scorso ha partecipato alla Camera alla presentazione del libro 'Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti' scritto dal senatore e chirurgo Ignazio Marino. «Trattando questioni così delicate - ha detto il Presidente della Camera - non possiamo fare a meno di cercare di entrare nei panni di chi vive sulla propria pelle situazioni che sfiorano molto da vicino i limiti dell'etica. Dobbiamo chiederci con onestà intellettuale e sensibilità umana, cosa faremmo se ci trovassimo in prima persona nel dramma di quel padre o di quel figlio. Auspico con forza - ha ribadito la terza carica dello Stato - che in Parlamento si sviluppi una discussione il più possibile serena e civile. In questi ambiti l'appartenenza politica deve essere accantonata e deve prevalere la proprio coscienza.

Ignazio Marino ha proposto il proprio uovo di Colombo: una legge semplice, con pochissimi articoli, che sia in grado di garantire le posizioni di tutti e consenta di superare il muro contro muro. «Il testo in discussione - ha detto Marino - impone a tutti, senza distinzioni, procedure mediche come la nutrizione e l'idratazione artificiale, senza la possibilità di esprimersi in merito. Io propongo - ha aggiunto il Senatore - di fare un passo indietro e di scrivere una legge che stabilisca l'obbligo di garantirne la somministrazione a tutti ad eccezione del caso in cui la loro sospensione sia espressamente dichiarata nel testamento biologico».

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25 febbraio 2010

Biotestamento non solo per stati vegetativi

Si amplia la platea dei pazienti a cui si applicheranno le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) contenute nel cosiddetto testamento biologico. La Commissione Affari sociali della Camera, dove è attualmente in discussione il Ddl, ha infatti approvato un emendamento del relatore Domenico Di Virgilio che prevede che il testamento biologico venga applicato «non più solo a chi è in stato vegetativo, ma anche a chi si trova nell'incapacità di intendere e di volere», spiega all'AdnKronos Salute lo stesso relatore del provvedimento.
 
Qualche esempio? «Le Dat - precisa Di Virgilio - potranno essere applicate anche a chi si trova in uno stato comatoso permanente, a chi fa i conti con l'Alzheimer, a chi ha subito un ictus o un grosso trauma. Insomma, quando ci si trova di fronte a delle grosse disabilità. Abbiamo così colmato, con l'approvazione di questo emendamento - prosegue il relatore - una lacuna avvertita da molti nel testo che ha ottenuto il via libera del Senato».

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23 febbraio 2010

Turco, un pasticcio l'emendamento su nutrizione

«Votando l'emendamento Di Virgilio al Ddl sul biotestamento, la maggioranza ha fatto un pasticcio perché non è chiaro in quali casi concreti sia possibile la sospensione della nutrizione artificiale e chi la decida». Lo afferma Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, dopo l'approvazione dell'emendamento che prevede lo stop dell'alimentazione artificiale in casi eccezionali. 
 
«L'ideologia porta al pasticcio», osserva la Turco, aggiungendo: «L'emendamento approvato parla di eccezionalità del caso e dell'efficacia dei trattamenti medici 'nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo'. Ma chi stabilisce se si è davanti a un caso eccezionale o no? Chi decide se i trattamenti medici non possono più fornire i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo? E quali sono queste funzioni essenziali del corpo? Una totale confusione e mancanza di chiarezza - sottolinea - che in una materia delicata come questa sono inaccettabili. 
 
Tant'è che anche i deputati della maggioranza erano in evidente disagio e molti hanno votato solo per disciplina di partito, confidando in una modifica in aula». La Turco annuncia che l'opposizione «ripresenterà l'emendamento bocciato la settimana scorsa e che prevede, con chiarezza e coerenza, in quali casi sia possibile sospendere la nutrizione: quando non è più in grado di alleviare le sofferenze il medico e i familiari possono decidere lo stop».

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Bioetica, nessuno stop ad alimentazione

No alla sospensione dell'alimentazione e idratazione artificiali, se non in casi eccezionali. È l'emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera, con 23 voti a favore e 13 contrari, durante l'esame del Disegno di legge sul testamento biologico. «Non c'è nessun passo indietro - commenta Domenico Di Virgilio (Pdl), autore dell'emendamento in questione, all'ADNKRONOS SALUTE - Nel testo si conferma che idratazione e nutrizione artificiale non sono terapie mediche e dunque non sono oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento (Dat). 
 
Non possono essere sospese, se non in casi eccezionali, quando cioè risultano inefficaci a fornire i principi nutritivi necessari al paziente». L'emendamento infatti recita che alimentazione e idratazione «devono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo». Di Virgilio spiega che «a differenza del testo Calabrò, approvato dal Senato, il Ddl all'esame della Commissione Affari sociali amplia la platea dei soggetti di riferimento: non solo le persone in stato vegetativo, per cui questi trattamenti non vanno mai sospesi, ma tutti coloro che in quel determinato momento siano incapaci di intendere e di volere, per esempio a causa di un coma ipotossico. 
 
Se davanti a questi malati terminali il medico ritiene idratazione e nutrizione inefficaci, può decidere di sospenderli», ribadisce sottolineando che il testo è stato modificato «proprio per venire incontro al bene del paziente e al medico, l'unico responsabile di giudicare, in scienza e coscienza, la condizione clinica dell'assistito».

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17 febbraio 2010

Turco, maggioranza crudele in tema di fine vita

«Una maggioranza fatta di persone sorde e mute, infastidite dagli interventi dei deputati dell'opposizione durante le votazioni sul testamento biologico. Il loro unico obiettivo è votare contro e approvare una legge crudele che impone a tutti l'accanimento terapeutico». Lo scrive in una nota Livia Turco, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali della Camera, al termine della seduta sul ddl sul fine vita. «L'arroganza della destra non è solo contro l'opposizione parlamentare, ma anche contro le richieste dei medici e dei malati - incalza Turco - Oggi (ieri ndr) in Commissione sono stati respinti un mio emendamento e uno del collega Mazzarella che rappresentavano una mediazione tra la tutela della vita e la volontà del paziente, esaltando la relazione di fiducia tra medico e familiari».

«Il nostro emendamento prevedeva che la nutrizione artificiale facesse parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento - prosegue il capogruppo del Pd in Commissione - e che la loro applicazione doveva essere valutata al 'letto del paziente' dal medico e dai familiari. Solo nel caso di un beneficio reale per il paziente, le dichiarazioni anticipate di trattamento potevano essere disattese, valutando caso per caso. Siamo contrari a una legge che impone a tutti e sempre la nutrizione artificiale e l'idratazione. Siamo favorevoli a una legge che permetta di valutare caso per caso, persona per persona. 
 
Nel corso del dibattito in Commissione siamo rimasti colpiti dal mutismo del relatore che non ha aperto bocca. La loro burocratica arroganza sul tema del fine vita è crudele. Esprimo comunque apprezzamento per il sostegno di Benedetto Della Vedova (Pdl) e il voto favorevole di Paola Binetti (Udc)». Della Vedova in particolare avverte: «Questo arroccamento avrà come esito quello di uno scontro frontale in aula che inevitabilmente dividerà anche lo stesso gruppo del Pdl. Fatico a comprendere quale logica politica ed elettorale muova il centrodestra, un partito a naturale vocazione trasversale ed inclusiva, a mostrarsi baluardo di una visione monoetica oltranzista e tutt'altro che pacifica nello stesso mondo cattolico», conclude.

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09 febbraio 2010

Englaro, rischiamo l'autoritarismo da stato etico

"L'impostazione della legge sul fine vita in commissione alla Camera va del tutto rivista". Ne è convinto Beppino Englaro, il papà di Eluana, che durante la registrazione del programma di LA7 'Otto e mezzo' andato in onda ieri sera, commenta le dichiarazioni di ieri mattina del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, affermando che "nell'imporre idratazione e alimentazione forzata, si è di fronte a un autoritarismo da Stato etico, perché non si rispettano i diritti fondamentali sanciti dalla Corte di Cassazione". 
 
"E adesso parlo per me, non per Eluana - incalza: che non si sognino di tenermi in vita così". Beppino Englaro dice poi di non temere che la legge venga approvata: "Non hanno i numeri per farlo, e devono fare i conti con un'opinione pubblica informata, che è la vera Corte suprema".

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Berlusconi, soffro per non aver aiutato la Englaro

"Rammarico e dolore per non aver potuto evitare la morte" di Eluana Englaro. Sono i sentimenti espressi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato tramite il ministro del Lavoro e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, alle suore 'Misericordine' della casa di cura 'Beato Luigi Talamoni' di Lecco, dove la ragazza è stata ricoverata per 14 anni. 
 
"E' trascorso ormai un anno dalla scomparsa di Eluana Englaro - dice il presidente - Vorrei ricordarla con voi". E "vorrei soprattutto ringraziare tutte voi per la discreta e tenace testimonianza di bene e di amore che avete dato in questi anni". Il premier elogia anche "i gesti di cura" che le suore hanno avuto per Eluana. "E per tutte le persone - precisa Berlusconi - che assistete lontano dai riflettori e dal clamore in cui invece sono immerse le nostre giornate. Sono un segno di carità, un esempio da seguire per me e per tutti noi che abbiamo la responsabilità di governare in nostro amato Paese".

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08 febbraio 2010

Sacconi, legge su biotestamento entro l'estate

"Credo proprio di sì. Ci sono i presupposti e le condizioni: io so che ogni volta che su questo argomento si vota segretamente c'è un consenso ancora più ampio. 
 
C'è qualcosa di più della maggioranza parlamentare". Lo sottolinea il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, a margine di un convegno organizzato dalla Provincia di Treviso, in merito alla legge sul testamento biologico che potrebbe essere pronta entro l'estate. 
 
"Spero - dice Sacconi - ci siano voti segreti perché ogni volta che c'è stato un voto segreto l'adesione alla tesi della garanzia dell'alimentazione e idratazione, che non sono terapie ma bisogni fondamentali della persona, si è rivelata più elevata della maggioranza parlamentare".

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Fazio, ottimizzare unità per stati vegetativi

Pensare a una legge bipartisan, frutto di un accordo fra maggioranza e opposizione, con l'obiettivo di "mettere a sistema le Unità per l'assistenza ai pazienti in stato vegetativo persistente". E' l'auspicio del ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenuto ieri alla trasmissione di Rai News 24 'Il caffè di Corradino Mineo', insieme al senatore Pd Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale. Invitato a un commento su temi bioetici, alla vigilia del primo anniversario della morte di Eluana Englaro, il ministro pone l'accento sul problema dell'assistenza ai pazienti che vivono nelle stesse condizioni della donna di Lecco morta per la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente. 
 
"Abbiamo di fatto il problema dei pazienti in stato vegetativo persistente, che sono circa 2.800 nel nostro Paese - sottolinea Fazio - Il nostro Governo, per la prima volta, nel 2009 ha finanziato negli obiettivi di piano e nei fondi vincolati del Fondo sanitario nazionale delle speciali unità di assistenza per questi pazienti, per cui le Regioni hanno già fatto nel 2009 progetti per 70 milioni di euro", ricorda. "E' la prima volta che questo avviene - ripete il ministro - e mi auguro", dice rivolgendosi al senatore-chirurgo Marino, "che questo possa diventare oggetto di una legge nazionale per cui, con accordo di maggioranza e opposizione, si possa pensare di mettere a sistema queste 
 
Unità in modo che le famiglie non debbano più farsi carico del problema" dell'assistenza complessa a questi malati. "Noi siamo comunque a favore della vita - tiene a puntualizzare Fazio - ma mantenere la vita significa anche mantenerla come qualità di vita, anche per i parenti degli ammalati. Questa è una priorità assoluta", assicura.

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03 febbraio 2010

Caso Englaro: per Marino padre esemplare

Il 9 febbraio di un anno fa "Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera. Liberata dall'impegno civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte del Paese che non tollerava l'illecita invadenza dello Stato nell'imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne l'agonia". 
 
Così il senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, ricorda per l'ADNKRONOS SALUTE la vicenda di Englaro a un anno dalla morte. "Il dibattito sulla legge per il testamento biologico - dice Marino - fu allora travolto. E nell'Aula del Senato si arrivò all'approvazione di una legge contro la libertà di scelta, calpestando il principio dell'autodeterminazione dell'individuo. L'ultima autorevole rilevazione demoscopica (Rapporto Italia 2010, Eurispes) conferma che ben l'81,4% degli italiani è favorevole a una legge che istituisca in Italia il testamento biologico, mentre il 74,5% dei cittadini non condivide l'ipotesi che il medico possa opporsi alle volontà espresse dal paziente nelle dichiarazioni anticipate di trattamento".
 
Se la legge sul testamento biologico, ora all'esame della Commissione Affari sociali della Camera, venisse approvata senza modifiche rispetto al testo licenziato dal Senato, "il Paese - secondo Marino - farebbe fatica ad accettarla: norme contro le evidenze scientifiche e le libertà individuali, contro la libertà di scelta sulla sospensione di idratazione e nutrizione artificiali, contro la vincolatività delle dichiarazioni anticipate di trattamento, contro il diritto fondamentale di proseguire oppure di sospendere alcune terapie". 
 
A questo punto il senatore del Pd auspica che a Montecitorio "il dialogo sia aperto, franco e libero da condizionamenti ideologici. Solo così - conclude - vi può essere un percorso condiviso e si può sperare in una legge, grazie alla quale ciascuno di noi sia libero di scegliere".

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01 febbraio 2010

Fazio risponde ad appello per salvare Crisafulli

"Il ministro Fazio ha risposto al nostro appello" per Salvatore Crisafulli, l'operaio siciliano rimasto paralizzato dopo un incidente stradale e oggi in stato vegetativo, che la famiglia vuole portare in Belgio perché, in assenza di assistenza da parte del Ssn, gli sia praticata l'eutanasia. Il ministro "ci ha assicurato di aver parlato personalmente con l'assessore della Regione Sicilia. 
 
Aspettiamo che l'assessore agisca prontamente". Lo riferiscono in una nota i senatori Emanuela Baio, Laura Bianconi, Daniele Bosone, Dorina Bianchi, Claudio Gustavino, Fabio Rizzi e Alfonso Mascitelli, che venerdì hanno rivolto un appello bipartisan al ministro della Salute e al governatore della Sicilia per salvare e garantire assistenza a Crisafulli. Nel testo indirizzato al Ministro i senatori avevano chiesto di "garantire immediatamente l'assistenza di cui il paziente ha bisogno, sopperendo, alle drammatiche carenze della regione Sicilia".
 
Mercoledì "abbiamo approvato la legge sulle cure palliative e sulla terapia del dolore, sono state usate parole di speranza. Vogliamo si passi dalle parole ai fatti. Alle promesse non crediamo più. Le istituzioni - hanno scritto i senatori - devono impegnarsi con determinazione nella battaglia per la vita e la sua dignità, anche nella fase terminale".

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28 gennaio 2010

Fazio: la bioetica italiana è postmoderna

La bioetica in Italia è pre-moderna? "Post-moderna, anche. Mi vengono in mente quei film di fantascienza che mischiano alieni, viaggi nel tempo. E sono tutti in costume medievale". Si concede una battuta il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervistato dall'Espresso in edicola oggi. 
 
Il ministro fa un bilancio della sua attività e dei 'nodi' più caldi per il suo dicastero, tra lotta alla pandemia influenzale, gestione dei vaccini inutilizzati, piani di rientro delle Regioni con i conti in rosso. Alla domanda sulla mancata delega alla bioetica, Fazio replica sereno che "è stata una decisione del Consiglio dei ministri", e che si tratta di una decisione "per me rispettabilissima". 
 
Un atteggiamento legato forse al fatto "che lei è un uomo moderno e in questo Paese la bioetica è pre-moderna?", si chiede l'intervistatrice. "Post-moderna anche", ribatte il ministro.

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26 gennaio 2010

Turco, no all'accanimento terapeutico per legge

"Ci auguriamo che oggi (ieri ndr), durante le votazioni della commissione Affari sociali della Camera, ci sia convergenza sul nostro emendamento che corregge l'articolo 3 del Ddl Calabrò" sul testamento biologico "e cancella lo scandalo dell'imposizione per legge dell'accanimento terapeutico". 
 
Lo scrive in una nota Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera. "Con gli emendamenti elaborati attraverso una discussione schietta e approfondita nella commissione Affari sociali e nel Direttivo del gruppo - prosegue Turco - a partire dal lavoro svolto al Senato, il Pd intende dare battaglia per cambiare il testo Calabrò e ottenere una legge umana sul fine vita che tenga conto anche del dibattito che c'è stato nel Paese dopo l'approvazione della legge al Senato". 
 
"La scelta fondamentale - aggiunge il 'capo squadra' dei democratici in Commissione - è quella di una 'legge mite' che non sia di ostacolo all'autonomia e responsabilità del medico, che rispetti le scelte del paziente e valorizzi la relazione di fiducia tra paziente, medico, fiduciario e familiari".

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12 gennaio 2010

Radicali ritirano emendamenti a Ddl biotestamento

I radicali hanno ritirato i circa 2.300 emendamenti presentati al Ddl sul testamento biologico in Commissione Affari sociali della Camera, che ieri ha ripreso i lavori sul provvedimento. Ma le proposte di modifica saranno ripresentate in Aula, assicurano i radicali accusando Esecutivo e maggioranza di non essere disponibili al confronto sul testo del Ddl. 
 
"La maggioranza di centro-destra, il Governo - spiega in una nota la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni - mostrano chiaramente la sua totale, completa indisponibilità ad accogliere, sinanche a confrontarsi sui nostri emendamenti, sulle nostre proposte". 
 
"A questo punto, gli emendamenti che ho presentato, almeno in sede di Commissione Affari sociali, non hanno alcuna ragione d'essere - sostiene - anzi rischiano di essere un alibi per comportamenti intolleranti e illiberali del Governo e della maggioranza. 
 
Non voglio concedere loro alcun alibi. Li presenterò in Aula, perché la mia, la battaglia dei Radicali e spero di tutto il centro-sinistra e anche della parte laica del centro-destra continua: perché crediamo e vogliamo la libertà di ricerca scientifica e affermare i diritti umani fondamentali", conclude.

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11 gennaio 2010

Caso Englaro, archiviata posizione del padre

Si chiude con un decreto di archiviazione l'iter che ha visto il padre di Eluana Englaro, Beppino, e l'equipe sanitaria composta da 13 persone (l'anestesista Amato De Monte e altri 12 operatori) indagate per l'ipotesi di reato di omicidio volontario dopo la morte della donna, avvenuta a Udine il 9 febbraio 2009 presso l'Azienda pubblica di servizi alla persona La Quiete, dopo 17 anni di coma vegetativo. 
 
Come è noto, l'equipe aveva applicato il protocollo stabilito dalla Corte d'Appello di Milano, sospendendo alimentazione e idratazione artificiali alla giovane. Il decreto è stato emesso dal gip del Tribunale di Udine, Paolo Milocco, su istanza di archiviazione presentata dalla Procura di Udine il 26 novembre 2009. 
 
A chiedere precedentemente l'archiviazione del fascicolo era stato l'avvocato di Englaro e dell'equipe, Giuseppe Campeis, a seguito di una serie di perizie, l'ultima delle quali, eseguita sull'encefalo e depositata il 16 novembre scorso, aveva stabilito l'irreversibilità del coma vegetativo nel quale versava Eluana Englaro.

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16 dicembre 2009

Idv, Ddl su biotestamento annienta dignità umana

Il testo licenziato al Senato sul biotestamento, "quello che la maggioranza ha deciso di approvare, non tiene in considerazione la dignità dell'uomo e lo costringe alla vita artificiale, a malattie più lunghe e morti più lente, privandolo del diritto dell'inviolabilità della persona sancito dalla Costituzione". 
 
Così Antonio Palagiano e Silvana Mura, deputati dell'Italia dei valori e componenti della Commissione Affari sociali, durante il dibattito odierno sul Ddl sul fine vita che ha affrontato, tra l'altro, il tema della tutela della dignità dell'uomo, al centro di un emendamento dipietrista. "Il fine ultimo di un uomo laico e liberale - scrivono Palagiano e Mura in una nota - è sempre e comunque la libertà: libertà di coscienza, libertà di fede, di critica ed autocritica.
 
A tali principi dovrebbe ispirarsi uno Stato laico nel legiferare in materia di testamento biologico", sostengono. "Se questa legge sarà così approvata - concludono i due esponenti dell'Idv - si giungerà al paradosso che in Italia sarà obbligatorio firmare il consenso informato per ricevere un trattamento sanitario ordinario mentre sarà obbligatorio ricevere, per legge, un trattamento sanitario straordinario".

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14 dicembre 2009

Di Virgilio, su biotestamento saremo in armonia

"E' una legge con una grande valenza etica, ma non una legge religiosa. Credo che la divisione tra finiani e non finiani debba cadere" alla luce "dei miei emendamenti al testo base, che vanno a tutto beneficio dei cittadini". Il relatore del ddl sul biotestamento a Montecitorio, Domenico Di Virgilio, si mostra ottimista sul cammino del provvedimento alla Camera dei Deputati, e sulla possibilità di ricomporre le divisioni sul testo emerse tra le fila del Pdl, partendo dai dubbi manifestati dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dagli uomini a lui più vicini. Incalzato dai giornalisti a margine del convegno capitolino dal titolo 'Testamento biologico: menzogne e verità', Di Virgilio è fiducioso sul consenso che potrebbero raccogliere le sue proposte di modifiche al ddl. "Senza peccare di presunzione mi sembrano emendamenti migliorativi - afferma - e che possono essere considerati trasversali ai diversi schieramenti". In particolare, il relatore del testo sottolinea l'emendamento "in cui si dà la possibilità di sospendere idratazione e alimentazione artificiali quanto non hanno più motivo di esistere", ovvero quando il medico, "in condizioni si scienza e coscienza", accerta lo stato terminale per il paziente. Una proposta di modifica, tuttavia, che non cambia la posizione della maggioranza sui casi come quello di Eluana Englaro. "Con questa legge - precisa Di Virgilio - la ragazza non sarebbe morta. Il suo, infatti, era un caso di disabilità grave, e questa non può diventare una discriminante per decidere se una vita vada o meno vissuta".

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22 novembre 2009

Fini, il Parlamento legiferi su temi etici

Gianfranco Fini torna a chiedere un "libero e ampio confronto parlamentare" per arrivare ad una mediazione politica tra le visioni contrapposte sui temi eticamente sensibili 

Il presidente della Camera, durante una lectio magistralis sui diritti umani al Campidoglio, spiega che quando il legislatore non riesce a intervenire "non può che spettare al giudice la ricerca di una soluzione ragionevole".  In Italia abbiamo assistito, sottolinea, ad un "progressivo ampliamento del campo di azione del giudice e l'affermazione di modelli di definizione del diritto in via giurisdizionale diretti a colmare le lacune legislative". Invece su questi temi "il Parlamento deve riaffermare la sua centralità". Fini spiega che c'è una differenza sostanziale e una "rischiosa sovrapposizione tra quella che è l'affermazione dei desideri individuali e il riconoscimento dei diritti fondamentali. Sta nella ricerca di un equilibrio tra queste due esigenze che si è sviluppato un aspetto tra i più problematici per la tutela dei diritti, "il rapporto che intercorre tra il ruolo del potere giudiziario e il ruolo delle istituzioni politiche". 
 
Secondo Fini, l'allargamento della via giurisdizionale ha portato a definire "una nuova via, quella di un 'diritto mite', di un 'diritto flessibile', maggiormente in grado di soddisfare le esigenze di tutela dei diritti, e a denunciare la latitanza della politica con conseguente abbandono di questioni delicate e cruciali nelle mani degli stessi giudici. Se il legislatore non riesce a intervenire nelle cosiddette materie eticamente sensibili, non può che spettare al giudice la ricerca della soluzione ragionevole applicabile al caso di specie, alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale di insieme". Il presidente della Camera rimarca l'importanza del tema della crisi degli strumenti tradizionali delle libertà, dei diritti fondamentali e dei diritti umani. "La legge, che è stata a lungo lo strumento non solo tecnico ma anche istituzionale di progressiva tutela sempre più ampia delle libertà e dei diritti, deve recuperare la sua funzione centrale perché - ammonisce Fini - è soltanto attraverso il libero e ampio confronto parlamentare che si può raggiungere un alto livello di mediazione politica e sociale tra le legittime visioni contrapposte". Ogni decisione sulla vita, spiega ancora Fini, "deve essere rigorosamente assunta sulla base dei principi costituzionali, tenendo presente però che l'autodeterminazione non vive in una dimensione astratta e che le condizioni materiali incidono profondamente sui modi di scegliere, di autodeterminarsi delle persone". Per questo, "la finalità del ruolo delle istituzioni è quella di rendere la decisione effettivamente libera", continua.

"Il Parlamento - auspica Fini - deve riaffermare la sua centralità qualitativa e credo che lo chiedano anche gli italiani al di là dell'appartenenza a questo o quello schieramento. I confini tra l'individualismo e i diritti individuali sono difficili da cogliere. Se vogliamo che il potere giudiziario non sia succedaneo al potere legislativo - avverte - alla politica spetta l'onere di sciogliere nodi così complessi. E' quella centralità della politica evocata tanto in astratto ma che poi è difficile trasferire nei fatti".

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28 settembre 2009

Roccella: su testamento deciderà il Parlamento

"Marino stia tranquillo: gli esperti vengono opportunamente consultati, ma le decisioni legislative spettano, in democrazia, a Governo e Parlamento". Lo afferma in una nota il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, replicando così al senatore Pd Ignazio Marino, che venerdì da Viareggio ha sottolineato la necessità di leggi che regolino temi delicati come la fecondazione e il fine vita, senza tuttavia dimenticare di consultare la comunità scientifica. "Sui temi di biopolitica assistiamo spesso a uno strano spettacolo - scrive dunque Roccella in una nota - chi si appella alla scienza ha spesso un atteggiamento profondamente antiscientifico e ideologico.

Le certezze scientifiche in materia di stati vegetativi, capacità di coscienza e sensibilità al dolore sono pochissime, tanto che la comunità scientifica internazionale, dopo aver bocciato la definizione di stato vegetativo 'irreversibile' o 'permanente', sembra ormai orientata a cambiarla completamente. Non sembra possibile infatti definire - aggiunge - una condizione patologica in base al livello di coscienza; tutto questo dovrebbe farci ricorrere sempre di più al principio di precauzione che è alla base del dubbio laico".

Per quanto riguarda la fecondazione assistita, altro tema toccato da Marino, "per applicare la nuova direttiva europea che impone i criteri di tracciabilità, qualità e sicurezza ai centri di procreazione medicalmente assistita - ricorda il sottosegretario - ed emanare quindi le nuove linee guida, il ministero per la prima volta ha coinvolto in un'apposita commissione le società scientifiche e gli operatori del settore. Marino quindi stia tranquillo".

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17 settembre 2009

Roccella, spesso si sbaglia sui vegetativi

Quando si diagnostica uno stato vegetativo, "nel 40% dei casi siamo davanti a un errore e ormai la comunità scientifica si chiede se esista effettivamente uno stato vegetativo 'perfetto', nel senso di uno stato di vita vegetativa priva di qualunque livello di coscienza.

Gli strumenti diagnostici, la verifica degli errori e le nuove acquisizioni scientifiche sembrano indicare una forte perplessità su questa definizione". Ad affermarlo è stato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, intervenendo ieri a Roma alla conferenza stampa di presentazione della Giornata nazionale dei risvegli, in programma il 7 ottobre.

"Domani (oggi ndr) - ha annunciato Roccella - la Commissione sugli stati vegetativi che abbiamo istituito al ministero del Welfare promuove un incontro con esperti europei proprio per la verifica delle definizioni vigenti e per discutere delle ultime acquisizioni in materia.

A mio parere deve prevalere sempre e comunque un laico principio di precauzione, mentre spesso la stampa e anche i medici utilizzando termini che non sono certi con molta superficialità", ha sottolineato. "La Commissione ministeriale - ha aggiunto il sottosegretario - è formata da due diversi gruppi di lavoro, uno composto dalle associazioni dei familiari e uno dagli esperti scientifici.

Ha tre obiettivi: eseguire un'analisi epidemiologica della situazione italiana, esaminare la letteratura scientifica arrivando a elaborare definizioni condivise e infine individuare percorsi di cura adeguati".

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23 luglio 2009

Fnomceo, Testamento sia incontro di culture

In temi etici delicati come il testamento biologico l'obiettivo della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) "era ed è l'incontro e non lo scontro tra culture etiche e civili". Lo ha detto il segretario nazionale della Fnomceo, Gabriele Peperoni, che martedì ha partecipato, in rappresentanza del Comitato centrale della Federazione, all'incontro organizzato dal Pdl, voluto per aprire un confronto approfondito sul testo Calabrò con i camici bianchi.

Peperoni, che ha ringraziato gli organizzatori della giornata, ha assicurato che saranno tenute "nel dovuto conto tutte le osservazioni o critiche che sono emerse". Ma Peperoni ha anche ribadito, anche a nome del presidente Amedeo Bianco, l'importanza, come 'bussola' etica per i camici bianchi, del Codice di deontologico dei medici "approvato all'unanimità nel 2006 e che costituisce un patrimonio unitario, indivisibile di tutta la professione medica e odontoiatrica.

I suoi principi ispiratori hanno infatti, vigore e trasparenza per guidare l'esercizio professionale nel rispetto delle leggi, della moderna etica e bioetica nella tutela della salute e della vita".

"Ribadisco inoltre - continua il segretario nazionale della Federazione - che, su materie delicate quali le Dat, il diritto giusto è quello mite che lascia spazio a quell'alleanza terapeutica che deve saldare l'autodeterminazione del paziente e l'autonomia e responsabilità della professione".

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21 luglio 2009

Testamento, burrasca in Fnomceo

Tensione tra gli Ordini dei medici sul testamento biologico. Diciotto presidenti di Ordini provinciali hanno infatti firmato una lettera che suona come una dura critica ai vertici della Federazione nazionale degli Ordini (Fnomceo) e al documento, votato a maggioranza, sulle dichiarazioni anticipate di trattamento

A far scoccare la scintilla l'incontro di ieri organizzato a Roma dai senatori del Pdl sul tema per un confronto con gli Ordini dei medici, e durante il quale si è posto l'accento sul recente documento votato dalla Fnomceo a Terni, che già aveva evidenziato posizioni differenti tra i camici bianchi, tanto da essere stato votato a maggioranza e non all'unanimità. Un appuntamento, a cui il presidente della Federazione, Amedeo Bianco, non ha potuto partecipare - assenza sottolineata anche dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi - ma sul quale ha inviato una mail ai diversi presidenti provinciale definendo "irrituale" la convocazione, da parte di un gruppo parlamentare, in presenza del ministro Sacconi, per discutere di un documento "già votato dal Consiglio nazionale della Fnomceo".

Ma per i presidenti che hanno partecipato l'incontro è stata l'occasione per ribadire la loro contrarietà al documento di Terni sul testamento biologico, o meglio sul metodo con il quale è stato varato. "Sui temi etici - ha spiegato Mario Falconi, presidente dell'Ordine di Roma che ha ospitato la riunione dei 'dissidenti' - non è possibile decidere a maggioranza. Non si possono imporre principi morali. I dettami del Codice deontologico, valido per tutti i medici, sono decisi all'unanimità. Non potrebbe essere altrimenti". "I pronunciamenti etico-deontologici - si legge nella lettera dei 18 presidenti - sono sempre stati espressione della unanime volontà dei Presidenti degli Ordini. Si auspica che ciò, contrariamente a quanto avvenuto a Terni, ritorni ad essere la norma".

A firmare la lettera i presidenti degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri delle Province di Aosta, Bologna, Caserta, Catania, Ferrara, Lodi, Lucca, Messina, Mantova, Milano, Oristano, Palermo, Pavia, Potenza, Roma, Rovigo, Trapani, Trieste. Tutti hanno ringraziato il presidente della Commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini, per l'invito all'approfondimento del disegno di legge Calabrò sugli stati vegetativi di ieri a cui hanno partecipato il ministro Maurizio Sacconi e il sottosegretario Eugenia Roccella.

"La compiuta ed esauriente illustrazione del testo sulle dichiarazioni anticipate di trattamento fatta da Raffaele Calabrò, seguita dalle discussioni, chiarimenti e valutazioni dei presidenti di più Ordini ha permesso ai sottoscritti di approfondire ulteriormente l'intero impianto di legge proposto e già approvato in Senato", si legge nella lettera. "Come richiesto dai parlamentari promotori dell'incontro, i presidenti di Ordine hanno offerto contributi considerati possibilmente migliorativi della legge in itinere", concludono.

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19 luglio 2009

Staminali, TAR boccia ricorso su bando embrionali

Respinto. Il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso presentato da tre ricercatrici contro il Bando del ministero del Welfare che destina 8 milioni di euro a progetti di ricerca sulle staminali, escludendo gli studi sulle embrionali umane. Emanato a fine febbraio, il Bando era immediatamente finito al centro delle polemiche.

Elisabetta Cerbai, farmacologa dell'università di Firenze, Elena Cattaneo, direttore del Centro interdipartimentale di ricerca sulle cellule staminali dell'università Statale di Milano, e Silvia Garagna, biologa all'università di Pavia, avevano così deciso di rivolgersi al Tribunale, a cui avevano presentato ricorso il 24 giugno scorso. Le tre studiose, dopo lo stop del tribunale, ora stanno considerando la possibilità di impugnare la sentenza."Tenuto conto del quadro normativo di riferimento desumibile dalla legge n. 40/2004", che regola la fecondazione assistita in Italia, e "pone specifici limiti alla sperimentazione sugli embrioni umani.

Considerato - si legge nell'ordinanza del Tar del Lazio - che non appare comprovata la legittimazione attiva delle ricorrenti con riguardo alla impugnazione della clausola interdittiva dell'invito a partecipare, atteso che il ricorso non risulta proposto né da 'destinatari istituzionali' né da 'Istituzioni esterne' collegate con i primi da specifici accordi.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sez. III Quater, respinge l'istanza di sospensione del provvedimento impugnato". In un solo colpo - conclude con una stilettata - ai ricercatori tutti, coloro che lavorano in ambito scientifico ma anche in ambito umanistico, è stata scippata l'autonomia come studiosi e ricercatori. Questa è stata trasferita alle 'istituzioni' cioè agli ospedali e ai rettori".

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17 luglio 2009

Roccella difende la Commissione embrioni

Quella insediatasi ieri al ministero di Lungotevere Ripa "non è la Commissione che farà il lavoro preparatorio per le linee guida sulla fecondazione assistita. Si tratta di consulenti che hanno il compito di affrontare le questioni di tipo giuridico, etico e scientifico relative agli embrioni crioconservati nei centri. Questioni che sono numerose e delicate e vanno messe in luce".

Così il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella replica alle critiche sollevate ieri dalla senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali-Pd sull'insediamento ieri a Roma degli 11 consulenti presieduti da dall'ordinario di Filosofia del diritto dell'ateneo romano di Tor Vergata, Francesco D'Agostino. Alla Poretti, che in una nota aveva stigmatizzato la nomina di "commissioni create ad hoc" e composte da "una serie di amici di Scienza e Vita", la Roccella replica - a margine dell'incontro di ieri - sottolineando la funzione "consultiva" del gruppo di lavoro e rivendicando piena discrezionalità nella selezione dei componenti.

Discorso diverso per quanto riguarda la Commissione sui requisiti dei centri di Pma, che "farà un lavoro preparatorio per le linee guida alla legge 40 e che sarà composta da rappresentanti dei centri, delle società scientifiche e avrà anche una serie di componenti nominati dalle Regioni. Dunque, secondo una certa logica - conclude con un mezzo sorriso - sarà una commissione di 'nemici'". Questa Commissione, il cui varo è legato alla Conferenza Stato-Regioni, farà il lavoro preparatorio necessario per la messa a punto delle linee guida.

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15 luglio 2009

Testamento, "necessario nuovo testo DDL"

Un nuovo progetto di legge sul quale avviare la discussione sul testamento biologico, che scalzi dunque il provvedimento approvato a Palazzo Madama nel marzo scorso.

E' quanto chiede l'ex ministro della Salute Livia Turco, attuale capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, dove ieri è stata avviata la discussione sul biotestamento. "Accettiamo l'invito al dialogo - scrive Turco in una nota - più volte rivolto da Di Virgilio", relatore del testo in Commissione, "in questi giorni. Per noi, la prima conseguenza di questa richiesta è iniziare un percorso di ascolto e approfondimento che porti alla stesura di un nuovo testo sul biotestamento".

"Chiediamo che la maggioranza - prosegue Turco - ci dica espressamente quale è il testo su cui inizieremo il dibattito oggi (ieri ndr) in Commissione, su quale progetto di legge ci dovremo ascoltare e confrontare.

Il relatore - chiede - vuole riprendere il dibattito dal testo licenziato dal Senato? Da parte nostra, chiediamo di costruire un nuovo progetto di legge partendo dalle numerose proposte già depositate in commissione".

"Si passi, cioè, dal testo Calabrò, che trova malcontenti anche nella maggioranza - fa notare la 'caposquadra' del Pd in Commissione - a un nuovo testo Di Virgilio. Per arrivare a questo nuovo provvedimento è necessario iniziare quanto prima le audizioni di medici e malati. Così si fa in un sistema bicamerale, com'è quello italiano", conclude.

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13 luglio 2009

Fini, nessuna accelerazione sul Testamento

"Nessuna accelerazione. E' tutta una boutade, una polemica sul nulla. Avete fatto tutto voi giornalisti perché non avevate nulla da scrivere".

Così Gianfranco Fini, a Frascati per concludere la tre giorni di lavori della 'summer school' della fondazione

Farefuturo, replica a chi parla di una accelerazione sul provvedimento sul testamento biologico.

Quanto alla relazione sul testo che sarebbe stata redatta nottetempo, il presidente della Camera dice: "Che differenza fa se la relazione si fa la sera o alle 9 quando non c'è nessuno?

Il testo è ancora in commissione e non è ancora calendarizzato per l'Aula".

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07 luglio 2009

Testamento, DDL arriva in Commissione

Approderà oggi in Commissione Affari sociali della Camera dei deputati il disegno di legge sul testamento biologico. Relatore del testo l'ex sottosegretario alla Salute Domenico Di Virgilio.

La Commissione, presieduta da Giuseppe Palumbo, mira a dare il proprio via libera al provvedimento prima della pausa estiva, per poi passare all'esame del Ddl in Aula alla ripresa dei lavori, subito dopo l'estate. Ma la strada, al momento, appare tutta in salita, con l'opposizione che promette di dare battaglia soprattutto sul punto più controverso e delicato dell'intero provvedimento: alimentazione e idratazione artificiale.

Un passaggio, questo, su cui il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si è già detto non disposto a trattare, ritenendole forme di sostegno vitale e non terapie mediche, pertanto non oggetto di dichiarazioni anticipate di trattamento. Il passaggio del Ddl che promette di infiammare gli animi, è stato nelle settimane scorse anche al centro di una piccola 'spaccatura' interna alla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che ha votato un documento in cui invitava il Parlamento a intervenire sul testo sul fine vita approvato il 26 marzo scorso dal Senato.

La 'bocciatura' per il Ddl uscito da Palazzo Madama, risultato di una riflessione svolta all'interno e all'esterno dell'associazione professionale che conta 360 mila iscritti, è stata votata da 85 presidenti sui 97 presenti al congresso nazionale di Terni, seguita da un fiume di polemiche e dalla 'bacchettata' inferta dal sottosegretario al Welfare con delega alla bioetica, Eugenia Roccella, al presidente della Fnomceo Amedeo Bianco.

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06 luglio 2009

Cappatto, illegittimo bloccare le embrionali

L'esclusione degli studi sulle staminali embrionali dal bando del ministero del Welfare "resta illegittima. Non importa chi l'abbia proposta". Lo afferma Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, replicando al viceministro della Salute Ferruccio Fazio, che in un'intervista al Corriere della Sera ricostruisce la vicenda dell'esclusione dai finanziamenti pubblici della ricerca sulle cellule staminali embrionali, tornando ad attribuire la responsabilità di tale clausola discriminatoria alle Regioni.

"Sarebbe certo importante che i rappresentanti delle Regioni, in particolare quelli che si professano 'laici' e favorevoli alla ricerca, chiarissero il proprio ruolo nella vicenda - afferma Cappato in una nota - ma la questione centrale è un'altra. Chiunque abbia proposto l'esclusione delle embrionali, e non ci risulta che il Governo si sia in alcun modo opposto, lo ha fatto persino contro la proibizionista legge 40, che non esclude affatto la possibilità di fare ricerca sulle cellule staminali embrionali, purché derivate da linee cellulari estratte all'estero.

Si tratta della stessa limitazione che colpisce i fondi dell'Unione europea, che infatti finanziano gli studi sulle embrionali in diversi centri italiani". Per Cappato, poi, "oltre a rispondere alle interviste sui giornali, il viceministro dovrebbe dare risposta all'interrogazione dei senatori radicali del Pd, Donatella Poretti e Marco Perduca, del 5 marzo scorso".

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05 luglio 2009

Alimentazione e idratazione non sono terapie

Il Ministro Sacconi torna a parlare dell'argomento che è stato il fulcro della discussione nel caso Englaro. L'alimentazione e l'idratazione sono terapie o atti dovuti?

"Dobbiamo affrontare la sfida di regolamentare la fine della vita ma il punto che non è discutibile e che trova il consenso di tutta la maggioranza è che alimentazione e l'idratazione non sono terapie ma sono un diritto della persona".

E' quanto ha dichiarato il titolare del Welfare Maurizio Sacconi intervenendo all'incontro 'La persona prima di tutto' organizzato dalle fondazioni Bettino Craxi e Nuova Italia. Per il ministro "se mettiamo al centro di ogni cosa la persona possiamo mettere fine alla dicotomia tra credenti e non credenti".

"Noi dobbiamo essere - ha concluso il ministro - orgogliosamente conservatori dei valori della tradizione ma allo stesso tempo dobbiamo essere modernizzatori sugli strumenti".

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02 luglio 2009

Conservazione autologa del cordone da scoraggiare?

Serve più informazione per scoraggiare la conservazione autologa del cordone ombelicale in biobanche private all'estero. E per contrastare una cultura "sempre più diffusa che dà al corpo un valore di mercato" e non si basa su "dati scientifici".

Ne è convinta Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, che ha partecipato alla presentazione della prima campagna di informazione nazionale per la donazione solidaristica del cordone ombelicale, ricco di cellule staminali che possono essere utilizzate - se conservate in banche pubbliche, in rete a livello internazionale - per curare molte gravi malattie del sangue. Una campagna "molto importante" ha detto Roccella, "perché fornisce sul tema un'informazione corretta che rende possibili scelte consapevoli e scientificamente fondate". L'obiettivo ora, conclude Roccella, sarà quello di "migliorare ulteriormente la rete di biobanche pubbliche presenti nel nostro territorio, puntando sulla razionalizzazione della rete. Un progetto per il quale abbiamo già previsto, come Governo, uno stanziamento di 10 milioni di euro".

Roccella, sottolineando i rischi di un ingresso del privato in un settore così delicato come quello delle cellule staminali, ha fatto l'esempio di un sito visitato su Internet particolarmente 'fuorviante'. "Nella Rete si trova di tutto, ma ci sono aziende che pubblicizzano, con offerte tipo 'paghi 2 prendi 3', la conservazione di tessuti dei denti. Una cosa che non ha alcun fondamento scientifico né prospettive di utilità prossime venture. Si basa probabilmente su un'idea magica della scienza", ha concluso Roccella.

Diverso il punto di vista di Antonella Poretti, parlamentare radicali-Pd che ha invitato a fare chiarezza fare chiarezza sugli sprechi delle "innumerevoli biobanche pubbliche che dovrebbero giustificare la loro esistenza quando raccolgono un numero irrisorio all'anno di cordoni". "Non servono - ha affermato Poretti - invece le crociate anti-scientifiche che finiscono per dare la colpa delle mancate donazioni alle mamme "cattive" che preferiscono conservarle per l'uso autologo".

Poretti critica l'attacco alle biobanche private che offrono la conservazione autologa, definite truffaldine dai responsabili delle associazioni e la posizione del sottosegretario Roccella che le considera illusorie. "Se la donazione in Italia - dice - è un disastro, la colpa è della difficoltà della raccolta dei cordoni al momento del parto.

Nulla si dice delle cause che stanno davanti agli occhi di tutti: gli sprechi delle innumerevoli biobanche pubbliche che dovrebbero giustificare la loro esistenza quando raccolgono un numero irrisorio all'anno di cordoni come dimostrato dai numeri forniti ad una nostra interrogazione".

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01 luglio 2009

Il Testamento l'otto luglio in commissione

Approderà in Commissione Affari sociali della Camera mercoledì prossimo, 8 luglio, il disegno di legge sul testamento biologico

A quanto apprende l'ADNKRONOS SALUTE, relatore del provvedimento sarà Domenico Di Virgilio (Pdl), ex sottosegretario alla Salute del Governo Storace. Un altro medico, dunque, a guidare l'iter del Ddl in Commissione, dopo Raffaele Calabrò, relatore del testo a Palazzo Madama, dove il provvedimento ha ricevuto il via libera dell'Aula il 26 marzo scorso.

Il Ddl 'Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento' approvato dal Senato prevede, in estrema sintesi, il 'no' alla sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali, assistenza domiciliare ai pazienti in stato vegetativo, dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) non vincolanti e della durata di 5 anni.

Nove articoli in tutto per regolamentare il dibattuto tema del testamento biologico. Il 'nodo' più controverso riguarda sicuramente idratazione e alimentazione artificiali, un passaggio cruciale su cui il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, in un'intervista la settimana scorsa al quotidiano l'Avvenire, ha ribadito di non voler tornare indietro.

Nel Ddl sono considerate forme di sostegno vitale: un punto non negoziabile del provvedimento, ha avvertito il ministro.

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Legge 40, Tribunale di Bologna: si alla diagnosi genetica

Il Tribunale civile di Bologna lo conferma ancora una volta, la diagnosi genetica di pre-impianto su di un embrione, che rischia di ereditare una grave malattia genetica, è legittima.

Dopo la sentenza del 2006 del Tar del Lazio e le due ordinanze del Tribunale civile di Firenze, anche il magistrato Cinzia Gamberini di Bologna, il 29 giugno scorso, ha scritto nero su bianco l'interpretazione della legge 40,alla luce della nostra Costituzione. Ed ha pertanto ordinato ad un centro di procreazione assistita, il Tecnobios di Bologna, diretto da Andrea Borini, di procedere con la diagnosi genetica sugli embrioni.

Questa volta, però, la storia è diversa ed anche le valutazioni fatte meritano una riflessione in più, perchè la coppia fertile in passato, ha già generato un bambino che ha ereditato la sindrome di Duchenne, di cui la madre è portatrice con un'alta probabilità di rischio. Ne parliamo con l'avvocato Gianni Baldini, che per l'associazione Madre Provetta, ha difeso la coppia in Tribunale.

Cosa c' è di nuovo?
"Questa ordinanza, nello specifico, dimostra, che non solo le coppie sterili, ma anche quelle fertili, incapaci di concepire nei mesi precedenti l'accesso al centro di PMA, sono legittimate a ricorrervi. Inoltre, si consolidano e si rafforzano tutte le argomentazioni utilizzate nelle precedenti sentenze. Innazitutto, il principio costituzionalmente protetto della ragionevolezza.

In che consisterebbe?
"E' semplice. Perchè situazioni diverse dovrebbero essere trattate allo stesso modo? Se si riconosce il diritto alla conoscenza dello stato di salute degli embrioni di una coppia che non ha rischi genetici, allo stesso modo dovrò riconoscerlo ad una coppia che necessita di un esame diagnostico in più (la diagnosi genetica). "Non solo, ma se io ammetto la amniocentesi o la villocentesi in corso di gravidanza, come potrei vietare la diagnosi genetica, che è un test preventivo e predittivo, in una fase più precoce dello sviluppo dell' embrione, ancora non trasferito e non ancora feto?"

Il giudice bolognese ha letto bene anche la sentenza della Corte Costituzionale del 1 aprile scorso, che, in vigore dal 14 maggio, ha definitivamente modificato la legge 40 in alcuni punti dell'art. 14. Infatti, ha sottolineato che la responsabilità è del medico, ma che deve offrire al paziente le tecniche migliori, bilanciando la salute psicofisica della madre con le conoscenze cliniche ed il consenso della madre e della coppia. Mi scusi, ma allora cosa è l'eugenetica?
"L'eugenetica è troppo spesso invocata a proposito della diagnosi genetica,nel dibattito politico-pubblico e in alcuni convegni di bioetica, ma per il diritto è altro."

Cioè?
" Il diritto ci insegna che l'eugenetica è la selezione per motivi razziali e non per problemi di salute o problemi di malattie genetiche gravi, che impedirebbero al nascituro di sopravvivere e alla madre di non veder rispettato il suo diritto alla salute psicofisica"

Per concludere, avvocato Baldini, che destino toccherà agli embrioni, affetti dal gene della malattia?
"Saranno congelati fino a quando non si troverà una cura possibile o fino alla loro estinzione naturale".

Cosa auspica nell'imminente futuro per la legge 40, dopo le scosse dei tribunali?
"Che i medici si informino e conoscano bene il dettato, ormai esplicito, di queste sentenze e che le applichino senza tentazioni bio-politiche, che al momento procedono su altri piani, legittimi nel dibattito pubblico, ma altri."

Monica Soldano

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29 giugno 2009

Embrioni chimera non sono priorità

"Non mi sembra che il tema delle chimere sia in cima ai pensieri ed ai timori dei cittadini italiani ed europei, soprattutto in questa fase del dibattito bioetico". A dirlo è Luca Marini, docente di diritto internazionale all'università Sapienza di Roma e vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), che commenta il documento sugli embrioni ibridi approvato dal Cnb, nella riunione di venerdì a cui Marini non era presente.

"Non ho potuto partecipare alla riunione, ma certamente non avrei votato il documento", spiega l'esperto in una nota. "Mi sembra - aggiunge Marini - che continui ad essere forte la tentazione di proporre al pubblico le problematiche bioetiche in base al loro impatto mediatico ed alla loro spendibilità politica, con l'inevitabile, conseguente ricerca di mediazioni e compromessi biopolitici, del tutto inidonei all'esame scientifico delle questioni bioetiche".

E Marini si chiede: "Quanto tempo occorrerà prima che il Cnb prenda in esame problematiche etiche e bioetiche di effettiva rilevanza collettiva ed intergenerazionale, ad esempio aggiornando il documento 'Bioetica e ambiente' del 1995, adottato non a caso quando la bioetica, e lo stesso Cnb, erano politicamente invisibili", riflette.

"Ritengo, ancora una volta, che proprio il Cnb, per il suo ruolo e la sua vocazione, debba esprimersi con forza, denunciandole - rincara l'esperto - sulle minacce all'ambiente ed alla salute pubblica derivanti dalla diffusione di certe tecnologie e debba ricercare e suggerire gli strumenti in grado di tutelare fondamentali esigenze di interesse generale, quali la sicurezza ambientale, alimentare e sanitaria. All'invadenza degli interessi industriali e di mercato, talmente forti da riuscire ad indirizzare i contenuti delle norme comunitarie e nazionali, va contrapposta l'analisi scientifica delle problematiche bioetiche, che, per definizione, è incompatibile con posizioni di parte".

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22 giugno 2009

Englaro, archiviata procedura su Defanti

Carlo Alberto Defanti, il neurologo che ha avuto in cura Eluana Englaro, non ha violato il codice deontologico dei medici

Il suo fascicolo, aperto poco tempo dopo la morte della donna dall'Ordine dei medici di Bergamo, è stato archiviato il 21 maggio - ma se ne avuta notizia solo in queste ore - dopo che il collegio giudicante ha stabilito che non c'erano sufficienti elementi per procedere.

Lo conferma all'ADNKRONOS SALUTE il presidente dell'Ordine bergamasco, Emilio Pozzi. "Non si è aperto un procedimento disciplinare - precisa - perché il collegio giudicante, composto da 15 camici bianchi, ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti".

Ma Pozzi non può fornire altri dettagli. "In un procedimento disciplinare vero e proprio - spiega Pozzi - c'è il diritto, di chi ne ha interesse, a conoscere le motivazioni. Nell'archiviazione, invece, solo il diretto interessato può chiedere di conoscere la documentazione".

Pozzi spera che ora si plachino le polemiche su un caso che "ha fatto prevalere, nei sostenitori dell'uno e dell'altro schieramento toni violenti e aggressivi, non raggiunti nemmeno dalle tifoserie del calcio più estremo".

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08 giugno 2009

Testamento biologico, gli Ordini aprono il confronto

Venerdì in un convegno a Terni la FNOMCEO aprirà un ampio confronto sul testamento biologico. Per sabato è previsto il varo di un documento ufficiale

Camici bianchi a confronto sul testamento biologico con costituzionalisti, giuristi, politici, scienziati, esperti di comunicazione, rappresentanti della società civile. E' previsto venerdì, a Terni, il convegno organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) sulle "Dichiarazioni anticipate di volontà".

L'incontro, che si concluderà sabato 13 con un documento ufficiale sul tema, punta a una riflessione allargata, con il contributo di esperti e referenti che, "per il loro ruolo all'interno della società, garantiscano un contributo libero e non di parte alla ricerca di soluzioni condivise". "Le tematiche bioetiche come quelle di fine vita e gli stati vegetativi - afferma il presidente Fnomceo, Amedeo Bianco - creano emozioni, sollecitano, in maniera a volte impetuosa, vissuti etici ed umani che coinvolgono la scienza e la coscienza di noi medici. Riteniamo sia nostro dovere impegnarci per un confronto più equilibrato, all'interno del quale rivendicare il ruolo di 'autori' di un'alleanza terapeutica forte e sovrana".

L'incontro di venerdì sarà suddiviso in tre sessioni, ognuna dedicata a un particolare punto di vista da cui affrontare la questione. A partire dalla comunicazione puntuale e coerente con le evidenze scientifiche. Gli esponenti delle principali società scientifiche, poi, parleranno delle ultime scoperte e delle opinioni condivise nel mondo della medicina. Infine, interverranno le associazioni dei cittadini e dei pazienti, che si faranno portavoce delle richieste e dei diritti dei malati.

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20 maggio 2009

Caso Englaro: archiviata indagine su Sacconi

Il Tribunale dei ministri di Trieste ha archiviato l'accusa di violenza privata contro Maurizio Sacconi, poiché l'atto di indirizzo del ministro del Lavoro, salute e politiche sociali relativo al caso Eluana Englaro è stato giudicato privo di elementi di reato.

Sacconi aveva invitato le strutture del Servizio sanitario nazionale a non sospendere idratazione e alimentazione artificiali ai pazienti in stato vegetativo.

L'atto aveva portato alla marcia indietro da parte della casa di cura 'Città di Udine', che inizialmente aveva dato la propria disponibilità ad accogliere la paziente per attuare il protocollo che l'avrebbe condotta alla morte.

Era stata poi l'Azienda pubblica di servizi alla persona 'La Quiete' di Udine, non convenzionata, ad accogliere la Englaro fino al decesso.

L'indagine era stata avviata dalla Procura di Roma che l'aveva poi trasmessa a quella di Trieste per competenza, che a sua volta l'aveva passata al Tribunale dei ministri presso il capoluogo giuliano.

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12 maggio 2009

Mpv, capacità giuridica a embrione

Riconoscere la capacità giuridica dell'embrione, modificando l'articolo 1 del Codice civile. E' questa la risposta che il Movimento per la vita (Mpv) e l'Associazione Scienza e vita vogliono proporre, facendo appello ai "parlamentari italiani sensibili", alla sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale parte della legge 40 sulla procreazione assistita.

"Una sentenza basata su motivazioni irrazionali", sostiene Carlo Casini, presidente del Mpv, che ieri ha illustrato le 'contromosse' in una conferenza stampa al Senato. Secondo Casini, l'aspetto più grave della sentenza della Corte Costituzionale "è il totale silenzio sui diritti dell'embrione". Da qui la proposta di rispolverare la proposta di legge popolare, presentata già nel 1995, che propone la modifica del Codice civile.

"Chiederemo ai parlamentari più vicini a noi di ripresentarla", spiega Casini che ha subito incassato la disponibilità della senatrice Laura Bianconi (Pdl), presente all'incontro. Ma questo non basta, perché "c'è bisogno che la società civile spinga verso questo cambiamento culturale - aggiunge il presidente del Mpv - e per farlo cercheremo di coinvolgere tutte le associazioni che hanno a cuore la difesa della vita in un lavoro di informazione".

Nel frattempo, però, "in difesa della salute della donna e del concepito, porteremo avanti obiettivi intermedi - continua Casini - attraverso la vigilanza sull'applicazione corretta della legge 40" perché, ad esempio, non si producano più embrioni del necessario, come impone ancora la legge che ha cancellato il numero, ma non l'indicazione di produrre solo gli embrioni strettamente necessari. "Chiederemo inoltre - prosegue - che vengano emanate linee guida che possano correttamente interpretare concretamente la legge 40", che "seppure 'ferita' mantiene il suo impianto fondamentale".

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05 aprile 2009

71% approva decisione Consulta su legge 40

Più di 7 votanti su 10 (71%) condivide il pronunciamento della Consulta che ha decretato la parziale bocciatura della legge 40 in materia di fecondazione assistita.

E' quanto emerge dal sondaggio quotidiano di Sky Tg24.

Il canale all news, attraverso il servizio active e gli sms, consente quotidianamente a chi lo voglia di dare la propria opinione su una fra le principali notizie del giorno.

Per chi desideri farlo attraverso la tv è sufficiente utilizzare i tasti del telecomando Sky.

I sondaggi non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente.

Hanno quindi l'unico scopo di dare la possibilità di esprimersi sui temi di attualità.

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31 marzo 2009

Testamento, anche gli infermieri chiedono tempo

"Ci associamo alla richiesta dei medici: sul testamento biologico serve una pausa di riflessione. Se approvate, le norme del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento origineranno conflitti etici e incideranno sul rapporto empatico tra assistito e infermiere".

Ad affermarlo è Annalisa Silvestro, riconfermata alla guida della Federazione nazionale dei collegi Ipasvi (Infermieri professionali assistenti sanitari vigilatrici d'infanzia) per il triennio 2009-2011. Silvestro, che guida l'Ipasvi dal 2000, ha voluto inserire il testamento biologico tra le priorità del suo mandato.

"L'approvazione da parte del Senato del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento - sottolinea in una nota - induce tutto il gruppo professionale a un'ulteriore riflessione, viste le indicazioni contenute nel Codice deontologico degli infermieri italiani di recentissima approvazione.

Uno degli elementi fondanti dell'assistenza infermieristica - aggiunge il presidente Ipasvi - è infatti la relazione dell'infermiere con il proprio assistito di cui riconosce, per tenerne conto nella pianificazione assistenziale, i principi, i valori, il credo religioso e la specifica concezione del senso della vita e della morte.

L'accompagnamento al fine vita - conclude - coinvolge intimamente ogni infermiere nella sua quotidianità professionale".

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Consulta avvia esame legge 40

Al via l'esame della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita da parte della Corte Costituzionale. I 15 giudici hanno appena terminato l'udienza pubblica, in cui hanno ascoltato le motivazioni in base alle quali è stata sollevata la questione di legittimità costituzionale su alcuni articoli della normativa, e la difesa dell'Avvocatura dello Stato.

Un'udienza di due ore e mezza, animata dallo scontro tra le parti. "Torna per la seconda volta davanti alla Corte - ha sottolineato il relatore della causa, il giudice Alfio Finocchiaro - la discussione sulla legge 40". Già nel 2006, infatti, la Consulta aveva ritenuto inammissibile la questione di legittimità relativa all'articolo 13, sollevata dal tribunale di Cagliari chiamato a giudicare il caso di una coppia talassemica che aveva richiesto di effettuare la diagnosi embrionale preimpianto.

Questa volta sono da esaminare tre distinte ordinanze del 2008, emanate dal Tar del Lazio e dal Tribunale di Firenze, relativi all'articolo 14 della norma, che prevede la formazione di un numero limitato di embrioni fino a un massimo di tre, da impiantare tutti contestualmente, vietando la crioconservazione al di fuori di ipotesi eccezionali.

La Consulta inoltre si dovrà pronunciare anche sull'articolo 6 della legge, nel punto in cui dispone per la donna l'irrevocabilità del consenso all'impianto in utero degli embrioni creati.

Per quanto riguarda la questione della diagnosi preimpianto, "il relatore Finocchiaro ha incidentalmente ricordato - fa notare l'avvocato Giancarlo Muccio, che rappresenta la World Association Reproductive Medicine (Warm), una delle associazioni che avevano presentato ricorso - che in questa sede non si discuterà questa questione, in quanto è stata risolta dal Tar del Lazio che ha annullato le linee guida sulla legge 40, rinnovate poi dall'ex ministro della Salute Livia Turco".

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30 marzo 2009

La legge sul testamento è buona

"E' ovvio che il presidente Fini ha introdotto elementi di riflessione". Ma "io credo che la legge che abbiamo approvato al Senato, non solo perché guido il gruppo del Pdl al Senato, ma perché ne abbiamo dibattuto a lungo, sia una buona legge".

Lo ha affermato in materia di testamento biologico Maurizio Gasparri, presidente dei senatori Pdl, intervenendo ieri alla trasmissione tv 'Panorama del giorno'. Gasparri ha parlato di una legge "perfettibile nei dettagli, negli emendamenti, nei singoli aspetti", ma "non modificabile nei principi di base che sono il no all'eutanasia in qualsiasi forma".

E "ovviamente - ha aggiunto - rispettiamo invece il divieto di accanimento terapeutico, perché protrarre le cure oltre il ragionevole sarebbe una tortura. Allo stesso tempo - ha proseguito - crediamo che l'alimentazione e l'idratazione debbano essere considerate un diritto e non una cura.

Ne discuteranno adesso i colleghi alla Camera, ma credo che alcuni paletti di fondo siano largamente prevalenti nel Pdl. Anche Fini, onestamente, nel suo intervento ha detto che ci possono essere posizioni minoritarie e quindi sa - ha concluso - che c'è una maggioranza di orientamenti nel Pdl che si rifà ai principi che al Senato abbiamo votato più volte con convinzione.

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25 marzo 2009

L'alimentazione resta fuori dal testamento

Il divieto a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali "è il cuore del provvedimento e la ragione principale di questa legge" sul testamento biologico, "anche perché le sentenze della magistratura avevano aperto un problema lì dove evidentemente la regole erano insufficienti". Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha commentato le votazioni in Aula del Senato sul Ddl Calabrò, che hanno visto la maggioranza tenere, nonostante il voto segreto, sul punto più controverso dell'intero provvedimento.

"Il Governo è soddisfatto dall'esito - spiega Sacconi conversando con i giornalisti - perché si era espresso sulla garanzia dell'idratazione e dell'alimentazione attraverso il Ddl che era all'esame del Parlamento. Con questo provvedimento - sottolinea - non sarà più possibile un caso Englaro. Aggiungo la mia soddisfazione personale poiché ho adottato anche misure amministrative che ora trovano conferma nella legge dello Stato". Quanto alla compattezza mostrata dalla maggioranza, "sono assolutamente soddisfatto - sottolinea - Alla vigilia del congresso del Pdl si è verificato che nel partito non c'è una contrapposizione tra credenti e non, ma anzi si è realizzata una sintesi nella dimensione della laicità che non può non incorporare i fondamentali principi cristiani. Come diceva Benedetto Croce - ricorda il ministro - non possiamo non dirci cristiani, e quindi credo che questo provvedimento sia molto emblematico per ciò che è il Pdl".

Non nasconde la delusione Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Quello che è allarmante - ha spiegato - è questa chiusura della maggioranza ad ogni possibilità di approfondimento e di discussione. Ma anche questa cancellazione di ogni spazio della libertà di autodeterminazione dei soggetti - aggiunge - in ordine all'ultima fase della vita, proprio quella che dovrebbe appartenere a una decisione così personale e intima da non entrare in discussione". Ma ormai le possibilità di veder cambiare le cose sembrano esser naufragate. "Credo che anche la contingenza politica - riconosce Finocchiaro - molto particolare per il gruppo del Pdl, prema in questo senso. Penso che loro si siano irrigiditi in una posizione che è per molti versi irragionevole, per altri versi ingenerosa e per altri ancora incostituzionale. Non mi aspetto più niente", conclude con una nota d'amarezza.

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24 marzo 2009

Il testamento non sia ideologizzato

"Non possiamo, e non vogliamo, obbligare nessuno alla ragione, ma evitiamo di trasformare il diritto alla vita in obbligo di vita alle condizioni e nelle modalità stabilite con un voto fatto a maggioranza". Così i senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti, in una nota intervengono sul Ddl sul testamento biologico, su cui sono iniziate ieri le votazioni in Aula del Senato.

I radicali hanno visto bocciare i 1.609 emendamenti premissivi all'articolo 1 del testo presentati dalla delegazione radicale a Palazzo Madama. I numerosi emendamenti di premessa, spiegano, "erano occasione e opportunità, oltre che un appello - per maggioranza, Governo e anche opposizione - alla riflessione e alla sospensione di questo dibattito e della piega ideologica che sta prendendo l'andamento del lavori.

Il testo non emendato su cui il Senato si dovrà esprimere nega l'evidenza: trattamenti sanitari quali nutrizione e idratazione artificiali non vengono più considerati tali; il codice deontologico dei medici è stato svilito approvando norme che remano contro questa professione; la necessità di riportare l'attenzione sulla persona e sulla sua autodeterminazione si è infranta in poche manciate di voti e di minuti".

"Stamane la presidenza del Senato - proseguono Poretti e Perduca - ha deciso di far votare l'incipit di alcuni emendamenti anche se non aveva un senso compiuto, e così ha fatto decadere altre centinaia di emendamenti. Invece di entrare nel merito di proposte di modifica che erano a senso compiuto e pertinenti, ha fatto uso della tecnica per far passare ciò che politicamente prevaleva nell'Aula. Ora - concludono - l'accordo sul contingentamento dei tempi rischia di rendere muto il Parlamento".

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Giuristi contro ddl Calabrò

Un testo "fortemente limitativo del fondamentale diritto alla intangibilità del corpo". Così, in un documento inviato ai parlamentari, 150 giuristi e cultori di scienze sociali definiscono il Ddl sul testamento biologico giunto all'esame finale del Senato.

Gli esperti esprimono forti dubbi sul testo del Ddl, e richiamano alcuni capisaldi giuridici che ritengono in netto contrasto con la legge in via di approvazione. Il primo è la Convenzione di Oviedo - si legge in una nota - che all'articolo 5 dispone che "ogni intervento nel campo della salute (nel quale va ricompresa anche l'alimentazione artificiale) non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato". Il secondo è l'articolo 3 della Carta europea dei diritti dell'uomo, che afferma il principio di autodeterminazione basato sul rispetto "del consenso libero e informato".

Il terzo è l'articolo 32 della Costituzione, dove si afferma che anche dove il legislatore imponga un trattamento sanitario, "in nessun caso possa violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Infine si ricorda il principio condiviso in bioetica e biodiritto, per cui l'interruzione delle terapie deve essere praticata quando le cure siano inutili o abbiano il solo effetto del mantenimento in vita artificiale.

"Confidiamo - conclude il documento - che il legislatore eviterà di espropriare la persona del diritto elementare di accettare la morte che la malattia ha reso inevitabile, senza rimanere prigioniera di meccanismi artificiali di prolungamento della vita".

Tra i firmatari, i professori Guido Alpa, Tommaso Auletta, Rodolfo Bettiol, Umberto Breccia, Paolo Cendon, Gilda Ferrando, Gregorio Gitti, Riccardo Guastini, Nuccio Luminoso,Salvatore Patti, Marcello Pedrazzoli, Valerio Pocar, Umberto Romagnoli, Enzo Roppo, Liliana Rossi carneo, Mario Segni e Paolo Zatti.

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La via italiana al sangue artificiale

Produrre sangue artificiale da cellule staminali? "L'Italia è vicina a raggiungere lo stesso obiettivo annunciato dai ricercatori britannici. In tempi analoghi", dunque forse già fra tre anni, "ma lavorando sulle cellule adulte. Certo una cosa è dire che fra tre anni si arriverà alla sperimentazione, altra è parlare di produzione industriale.

E' bene precisare che quella del sangue artificiale è una produzione costosissima. Dunque si tratterà di una soluzione complementare, che non sostituirà le donazioni". A descrivere la via italiana al sangue artificiale, all'indomani dell'annuncio di uno studio targato Gb, è il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, a margine di un incontro sulle attività trasfusionali organizzato dall'Osservatorio Sanità e salute della capitale.

"Vorrei raffreddare gli entusiasmi sorti dopo l'annuncio della ricerca britannica - afferma Fazio - Precisando che gruppi di studiosi italiani stanno portando avanti lavori molto avanzati sulle staminali adulte per arrivare al sangue artificiale. Ma la via italiana è quella scelta anche dalle Forze armate Usa - precisa - Lavoriamo sulle cellule adulte anche per una sostenibilità a lungo termine.

C'è anche una collaborazione con la Mayo clinic americana e gli studiosi dell'Istituto superiore di sanità", aggiunge. Dunque l'Italia non è indietro in questo settore. "Si tratta però di una produzione molto costosa, che dunque non sostituirà mai le donazioni", ribadisce il sottosegretario".

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Staminali, si ricomincia a discutere

La possibilità di ottenere sangue dalle cellule staminali ha riaperto in Italia il balletto tra evidenze scientifiche controverse: qual è la fonte cellulare più valida? Le cellule adulte, come si dice qui da noi, o quelle embrionali, come dicono nel resto del mondo?

E' tornato sull'argomento Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma e presidente del Centro di studi biogiuridici 'Ecsel' (European centre for science, ethics and law), commentando le reazioni alla scoperta dei ricercatori britannici dello Scottish National Transfusion Service, dell'Nhs Blood and Transplant e del Wellcome Trust.

Nel rapporto tra scienza, bioetica e politica "occorre ricollocare ciascun attore nel proprio ruolo: la scienza è e deve restare libera, a meno di non voler rinunciare esplicitamente al progresso scientifico - dice Marini - la bioetica è chiamata a valutare i profili etici delle applicazioni tecnologico-industriali del progresso scientifico. E la politica deve fondare su questi risultati eventuali limiti e divieti rivolti non alla scienza, ma a talune applicazioni tecno-industriali, specie quelle che alimentano fenomeni di business del corpo umano e delle sue componenti". Si tratta di un percorso logico e sistematico molto chiaro che, invece, "è soggetto a manipolazioni da parte di scienziati, bioeticisti e politici", sottolinea il presidente di Ecsel.

"Tenuto conto di ciò - aggiunge Marini, vicepresidente del Comitato nazionale per la bioetica - ritengo che vada superato l'atteggiamento, ormai di routine, di chi solleva per ogni nuova scoperta scientifica la questione etica, che non va non agitata o minacciata, ma affrontata e regolata in modo condiviso. Allo stesso modo va superata la strategia biopolitica dominante oggi in Italia, secondo cui vanno minimizzate le evidenze scientifiche contrarie a quelle sostenute nella contingenza, perché ciò non rende un buon servigio alla causa della formazione di una opinione pubblica informata e responsabile, questione centrale del dibattito sul rapporto tra scienza e società".

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23 marzo 2009

La legge 40 va modificata

Servono modifiche alla legge 40 e alle sue linee guida. Ad affermarlo è il presidente della Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, Giuseppe Palumbo (Pdl), che sul 'Libertiamo.it' - il magazine online dell'associazione presieduta da Benedetto Della Vedova (Pdl) - spiega "come e perché occorre cambiare la legge sulla fecondazione assistita".

L'opportunità di intervenire sulla normativa torna di attualità dopo che nei giorni scorsi il tribunale di Milano ha sollevato una nuova eccezione di costituzionalità, come già era avvenuto in passato con sentenze del Tar del Lazio e del tribunale di Firenze. "I limiti della legge - scrive Palumbo, docente di ginecologia e ostetricia - sono stati sottolineati a più riprese dalla comunità scientifica". Tre sono le modifiche proposte.

In primo luogo, superando il divieto di produrre più di tre embrioni, Palumbo propone di "rimettere al medico la possibilità di definire il numero di ovociti da inseminare, tenendo conto delle esigenze cliniche, dell'età e delle condizioni di salute della donna, e limitando comunque il numero di ovociti utilizzati a quello strettamente necessario". In secondo luogo, il presidente della Commissione Affari sociali avanza una proposta di modifica all'articolo 4, ammettendo al trattamento sia le coppie con problemi riproduttivi che quelle portatrici di malattie genetiche o cromosomiche o infettive trasmissibili.

"Tale ampliamento - continua Palumbo - si ritiene necessario in quanto precludere la possibilità di avvalersi delle opportunità offerte dalla scienza alle coppie portatrici di gravi patologie ereditarie appare difficilmente accettabile e viene avvertito da gran parte dell'opinione pubblica come una discriminazione irrispettosa dei travagli umani dei soggetti coinvolti". In terzo luogo, conclude, "si dovrebbe intervenire anche con una modifica dell'articolo 13, prevedendo la possibilità di effettuare la diagnosi pre-impianto sugli embrioni prodotti, esclusivamente allo scopo di individuare le patologie genetiche e/o cromosomiche ereditarie, quindi trasmissibili al nascituro".

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Le leggi "bioetiche" e la Costituzione

Si discute in Aula, al Senato, fino a giovedì prossimo, sul testamento biologico. Poi, il testo di legge passerà alla Camera dei deputati. Il cuore della questione, ormai si sa, è se il cittadino sia libero o meno di decidere sulla dignità della propria vita ed, in particolare, sulla propria fine-vita. Infatti, si tratta di sapere fino a che punto ognuno di noi potrà sottrarsi o meno all'accanimento artificiale della tecnica, che cercherà di tenerlo in vita, anche quando la vita, forse, potrebbe essere solo biologica e non appartenergli più.

In poche parole si deciderà, anzi decideranno, in base alla loro coscienza parlamentari di maggioranza e di opposizione che cosa possa essere buono o cattivo per noi. Invece, ciò che ci piacerebbe che votassero sono poche e semplici regole, ma fondamentali perchè la libertà di coscienza di ognuno di noi possa essere riconosciuta.Dal momento che la vita come la morte, scusate se è poco, ma sono nostre!

La stessa richiesta di non ingerenza da parte dello Stato e di autodeterminazione sul proprio corpo e sulla propria salute, è tornata alla ribalta in questi giorni perchè anche il Tribunale civile di Milano con due nuove ordinanze ha chiesto che la Corte Costituzionale si pronunci su alcuni articoli della legge 40, che violano il principio di ragionevolezza, il diritto alla salute della donna, nonché l'eguaglianza sociale. Così gli alti magistrati della Consulta, il prossimo 31 marzo, in udienza pubblica dovranno farsi una idea di quanto accaduto nei tribunali civili, dal Tar del Lazio, passando per il Tribunale civile di Firenze per ben due volte, fino al Tribunale di Milano. Infatti, anche se le due ordinanze di Milano che proseguono e confermano le analisi di incostituzionalità dei tribunali precedenti, non fossero riunite alle tre ordinanze già pendenti in Corte Costituzionale, per motivi di tempi tecnici (l'udienza in Corte Costituzionale è già stata fissata), tuttavia verrebbero acquisite e avrebbero un peso, aggiungendo prove su prove a quanto già detto: la legge 40 viola la Costituzione italiana.

Le principali associazioni di tutela delle coppie infertili (Madre Provetta, Hera onlus e SoS infertilità onlus, Cittadinanzattiva di Firenze, Amica Cicogna, l'Altra Cicogna), di fatto hanno portato avanti questa battaglia legale e di giustizia nella più assoluta solitudine, eccettuando l'interesse a partecipare ad alcune iniziative di pochissimi parlamentari.

Una battaglia, che non si è ancora conclusa, ma che rischierà di ripetersi, anche per il testamento biologico, se si resterà sordi agli emendamenti suggeriti al testo del pidiellino Raffaele Calabrò. La legge 40 è stata la prima legge ?etica? approvata in Italia. In cui, i divieti imposti ed il dettaglio di come eseguire le metodiche mediche (tutto l'articolo 14 per intenderci) hanno fondamenta solo di tipo ideologico. La realtà pratica ha denudato questi principi del loro presunto valore benevolo.Una legge, quella sulla fecondazione medicalmente assistita che cinque anni fa era stata approvata nello stesso clima di furore ideologico, in cui oggi si muove il testamento biologico.

Il referendum contro la legge 40 fu sabotato e non si raggiunse il quorum per poterlo rendere valido. Tuttavia, da due anni, grazie all'impegno testardo di alcune associazioni di pazienti, nonchè di un valido collegio di avvocati, la legge 40 è sotto la lente d' ingrandimento dei giudici civili, per le macroscopiche ?crepe? di incostituzionalità che presenta.


Forse, sarà una coincidenza, ma ci piace sottolinearlo: come per le ordinanze di Cagliari (che si concluse con una sentenza definitiva sul caso concreto), anche a Firenze e Milano gli autori sono stati due magistrati donne, Marisa Nardo e Serena Baccolini. Queste hanno sottolineato come la legge 40 violi la nostra Costituzione in più articoli. Hanno, infatti, giudicato di non poter emettere una sentenza definitiva, sui due casi specifici che gli erano stati sottoposti, perchè la legge 40 non permette una interpretazione costituzionalmente orientata delle sue norme, ma necessita di un giudizio esplicito della Corte Costituzionale.

Gli articoli della legge 40 sotto accusa sono proprio quelli che dettagliano le modalità di intervento del medico, vietando in modo rigido il congelamento degli embrioni e l'obbligo a trasferirli tutti ?in un unico e contemporaneo impianto?, cioè, in teoria, indipendentemente dalla volontà della donna. Nonché quello che ?congela? il consenso, una volta espresso, nella fase del concepimento, (recita l'art, 6 della legge 40) impedendone la revoca successiva.

Le norme della Costituzione violate sono quelle della ragionevolezza, del rispetto della salute della persona e della sua volontà. In una parola gli articoli fondamentali dei principi costituzionali: gli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione.

I casi concreti, le cosidette fattispecie, da cui si è partiti per queste considerazioni giuridiche riguardano, entrambi, due coppie, non solo infertili, ma anche portatrici di patologie genetiche importanti (una grave forma di betatalassemia). Queste coppie chiedono in particolare al magistrato di poter effettuare la diagnosi genetica sugli embrioni, secondo la migliore arte medica ed i più evoluti protocolli medici, per non rischiare di ripetere la roulette russa dell'aborto terapeutico.

Tutti i magistrati e tutti i tribunali hanno risposto che la diagnosi genetica sugli embrioni non è vietata esplicitamente, ma fortemente ostacolata di fatto, da tutti i divieti imposti per legge. Infatti, il Legislatore ha cercato di contemperare un presunto diritto alla tutela della vita dell'embrione, con quello della salute psicofisica della madre, ma che nel farlo ha fatto prevalere un diritto astratto, quello dell'embrione a nascere, sull'altro diritto quello della salute psicofisica della madre: ?farlo nascere sano e salvo?.

Ma questo, è evidente, è un conflitto poco reale, perchè la donna infertile non può che desiderare la nascita di quel figlio. In conclusione, nel tentativo di essere coerente con dei principi astratti, il Legislatore ha negato le finalità stesse della legge 40. In attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulle questioni sollevate, auspichiamo la ripresa di un dibattito pubblico serio e responsabile. La vita futura e la felicità di molte coppie e di non poche famiglie potrebbe dipendere solo da questo. Vorremmo avere più fiducia negli Italiani e in chi li governa.

Monica Soldano
Vita di Donna Community

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10 marzo 2009

Fazio, su embrionali decida il Parlamento

Aprire alla ricerca sulle cellule staminali embrionali come hanno fatto gli Stati Uniti?

"E' una decisione filosofico-politica da demandare al Parlamento".

Così Ferruccio Fazio, sottosegretario alla Salute, ha risposto ai giornalisti che gli hanno domandato se l'Italia seguirà mai l'esempio di Barack Obama, che lunedì ha cancellato il veto sui fondi pubblici alla ricerca che ha per oggetto le embrionali.

"A mio parere - ha però aggiunto Fazio, parlando a margine della presentazione della settimana di prevenzione del tumore della prostata 2009 - il futuro delle staminali sta nella riprogrammazione di quelle adulte".

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09 marzo 2009

USA, si torna alle embrionali

"Aboliremo il veto ai finanziamenti alle cellule staminali, con l'obiettivo di far guidare all'America la ricerca". Così Barack Obama ha annunciato, nella cerimonia alla Casa Bianca, la firma dell'ordine esecutivo con cui si annulla il precedente divieto imposto da George W. Bush, sottolineando che il precedente Governo aveva affrontato la questione sotto la "falsa alternativa tra integrità della scienza e valori morali".

In un discorso interrotto più volte da calorosi applausi del pubblico, tra i quali in prima fila la Speaker della Camera Nancy Pelosi, Obama ha ricordato come pur senza "sopravvalutare" i risultati già ottenuti, gli scienziati ritengono che "vi siano grandi potenzialità" nella ricerca sulle staminali per riuscire a trovare cure per gravi malattie. "Non vi posso assicurare che queste cure verranno trovare, nessun presidente può farlo, ma che verranno cercate in modo attivo" ha detto Obama che ha sottolineato come sia un compito di un governo appoggiare la ricerca perché "i miracoli in campo medico non avvengono per caso".

Il presidente ha comunque sottolineato di "comprende e rispettare" le posizioni di chi ha riserve morali riguardo a questo tipo di ricerca, ma ha ribadito di aver deciso di firmare l'ordine esecutivo nella convinzione che "la maggioranza degli americani" sostenessero la necessità di andare avanti con la ricerca. "Ma non lo faremo alla leggera - ha assicurato - ma in modo responsabile e non accetteremo abusi"

"Purtroppo Obama - ha commentato Luca Volontè - deputato dell'Udc, paga la cambiale 'anti-vita' firmata in campagna elettorale. Dispiace che nemmeno Nancy Pelosi sia riuscita a convincerlo che anche gli embrioni siano persone umane e che i diritti umani valgano anche per loro". "Neanche al presidente degli Stati Uniti e al suo staff - prosegue Volontè in una nota - sfuggirà che gli esperimenti sugli embrioni sono l'obiettivo delle grandi aziende farmaceutiche. Fino ad ora - conclude polemico - non esiste alcun protocollo scientifico che dimostri l'efficacia terapeutica su qualsiasi malattia delle cellule staminali embrionali".

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08 marzo 2009

Ricerca etica con fondi pubblici

Fondi e ricerche pubbliche sulle cellule staminali, embrionali comprese, "garantiscono un maggior controllo etico". Lo sottolinea Giuseppe Novelli, genetista dell'università di Roma Tor Vergata, commentando il via libera ai fondi pubblici per lo studio delle cellule embrionali da parte del neopresidente Usa Barack Obama, che oggi eliminerà il divieto voluto dal suo predecessore George W. Bush.

"Non esistono cellule 'buone' o 'cattive'", precisa l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE, riferendosi alle posizioni contrapposte che ci sono in Italia su questo filone di ricerca. "Questo dibattito si fa solo in Italia, fortunatamente la scienza è universale - prosegue - L'importante è che la ricerca si faccia, perché ancora non sappiamo quale studio e quali cellule, adulte o embrionali, daranno i risultati migliori.

Tutte le strade sono aperte e in questo campo dobbiamo indagare a 360 gradi". A patto che non si faccia sperimentazione selvaggia. "La ricerca pubblica permette un maggior controllo etico - ribadisce - Se a lavorare sono solo laboratori privati, o strutture finanziate da privati, l'eticità viene meno.

E' importante che ci sia un ente pubblico a controllare, con criteri di valutazione rigorosi, e che magari i fondi vengano concessi in maniera mirata ad alcuni laboratori, che dimostrino serietà. Nessuno vuole che si facciano a pezzi gli embrioni", conclude.

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Staminali: abolito in USA il veto sulle embrionali

Il presidente Barak Obama oggi annuncerà ufficialmente la decisione di abolire il divieto imposto da George Bush al finanziamento federale alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Lo hanno reso noto fonti della Casa Bianca, sottolinea oggi il New York Times. Una mossa attesa, dal momento che Obama durante la campagna elettorale aveva più volte dichiarato la sua intenzione di abolire il divieto imposto da Bush.

La decisione, comunque, è destinata a riaccendere il controverso dibattito sul rapporto tra convinzioni morali e religiosi e libertà della ricerca scientifica. L'annuncio del presidente avverrà lunedì mattina alla Casa Bianca alla presenza di esperti e scienziati che in questi anni si sono battuti contro il divieto imposto da Bush ed una delegazione di congressisti, sia democratici che repubblicani, che appoggiano la decisione di Obama.

Nel suo discorso Obama farà riferimento alla volontà di tornare ad una "scienza solida" e di mantenere la promessa di segnare una linea di demarcazione tra politica e ricerca. Negli anni scorsi l'amministrazione Bush è stata più volte accusata di essere direttamente intervenuta, ed aver in alcuni casi censurato, le attività di ricerca degli scienziati federali sui cambiamenti climatici, i contraccettivi e le cellule staminali.

La svolta annunciata dalla nuova amministrazione democratica viene registrata con toni preoccupati dalle pagine dell'Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, in un servizio di cronaca che però si limita a riportare i dissensi della Chiesa cattolica americana sulla questione. "La Conferenza episcopale degli Stati Uniti - si legge nell'articolo - in occasione dell'assemblea plenaria di primavera tenuta a Orlando, in Florida, nel giugno scorso, aveva votato un documento dedicato specificatamente a questo tema: "Sembra innegabile - avevano scritto i vescovi - che una volta oltrepassata la fondamentale linea morale che ci impedisce di trattare gli esseri umani come meri oggetti di ricerca, non ci sarà più un punto di arresto. La ricerca sulle staminali embrionali era stata perciò definita, in quell'occasione come "profondamente immorale" e superflua, in considerazione dei recenti sviluppi delle ricerche scientifiche".

Per Marco Cappato deputato europeo radicale e segretario dell'Associazione Luca Coscioni "la decisione di Obama è un segnale di speranza per la comunità scientifica internazionale. Alla luce della decisione di Obama - ha aggiunto Cappato - risulta ancora più assurda e limitante per i ricercatori italiani la proibizione sulle cellule embrionali che il Governo italiano ha introdotto nei nuovi bandi per i finanziamenti alla ricerca sulle staminali".

Parere opposto quello di Stefano De Lillo senatore PDL che in relazione alla decisione di Obama parla di "regressione culturale" "La sperimentazione sulle embrionali - sostiene De Lillo - riapre un capitolo che l'etica aveva chiuso, perché la sperimentazione scientifica deve mirare a tutelare la vita e non puntare alla sua distruzione". In questo caso invece, per il parlamentare della Pdl, si tratta di "una distruzione di vite ingiustificabile, visti i promettenti risultati della sperimentazione sulle cellule staminali adulte e cordonali. La tutela della vita fin dal suo concepimento è il fondamento stesso di ogni diritto, e la decisione di riaprire la sperimentazione sulle embrionali preoccupa fortemente le coscienze.

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Le anomalie introdotte dalla legge 40

Da esperti italiani e stranieri riuniti a Venezia per il XIII XIII Congresso mondiale della International Academy of Human Reproduction arriva un preoccupato bilancio sulla legge 40. Secondo i dati esposti durante il convegno, la legge penalizza le donne italiani incrementando il numero dei parti gemellari ma, paradossalmente diminuendo il numero delle gravidanze

Le coppie italiane che ricorrono alla fecondazione assistita avranno, in un caso su 4, due gemelli. E per il 5% il parto sarà trigemellare, con rischi per la donna e i bambini. Un trend opposto a quello degli altri Paesi europei, dove ogni anno si registra una lenta ma costante diminuzione delle nascite multiple, tanto che l'incidenza di gravidanze trigemine è ridotta quasi allo 0%. L'anomala situazione della Penisola è conseguenza della legge 40 sulla fecondazione assistita, in vigore dal 2004, sottolineano gli esperti, italiani e stranieri riuniti a Venezia per il XIII Congresso mondiale della International Academy of Human Reproduction, che si è concluso ieri.

Questa normativa "penalizza le italiane - sottolinea Pasquale Patrizio, direttore del Centro della fertilità dell'Università di Yale, negli Usa - e ha effetti paradossali: sono in crescita i parti multipli nelle donne giovani (under 37) ed è aumentato il numero di cicli necessari per ottenere le stesse chance di successo, soprattutto nelle aspiranti mamme con più di 38 anni. Si tratta di un'anomalia che ci vede da soli fra tutti i Paesi occidentali e che costringe le donne ad un vero e proprio 'esilio riproduttivo'", spiega l'esperto. A un anno dall'entrata in vigore, il numero delle coppie che avevano varcato i confini nazionali era quasi triplicato (3.610) e a fine del 2006 era cresciuto ulteriormente (4.173).

"Il nostro obiettivo è partire dai dati e dal raffronto con altri Paesi per portare al legislatore elementi concreti in base a cui valutare l'impatto delle norme adottate", afferma Andrea Genazzani, direttore della cattedra di Ostetricia e ginecologia all'Università di Pisa e presidente del Congresso, occasione di confronto fra esperti italiani e stranieri su questi temi. "Stamattina - racconta ancora Genazzani - abbiamo attivato un collegamento in diretta con il Parlamento europeo per seguire la discussione sulle sfide della medicina riproduttiva in Europa. Un dibattito su cui, da esperti, possiamo portare un contributo determinante per indirizzare le scelte di politica sanitaria.

All'estero - prosegue - si utilizzano tecniche di selezione degli embrioni estremamente avanzate, tanto che le percentuali di successo, anche con l'impianto di uno solo, raggiungono il 50%. In Italia, invece, è vietato il congelamento degli embrioni". Un vantaggio, per gli specialisti, la legge comunque l'ha avuto.

"Unico aspetto positivo di questa norma - spiega Paolo Artini, segretario scientifico del Congresso e presidente della Società italiana di embriologia - è che ha spinto i nostri ricercatori ad affinare la ricerca sui gameti (spermatozoi e ovuli) e a sviluppare in particolare la vitrificazione degli ovociti.

Tecnica che mostra i primi incoraggianti risultati, su cui il resto del mondo guarda all'Italia come avamposto". Si potrebbe arrivare allo sviluppo di 'banche' di ovociti, sia eterologhe che omologhe, per preservare la fertilità. Le coppie sterili in Italia sono circa tre milioni: di queste, in circa il 35,4% dei casi è l'uomo a presentare il problema, nel 35,5% dei casi la causa è femminile, nel 15% di entrambi i partner e nel 13,2% è inspiegata.

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