Vitadidonna News

Le News di Vitadidonna.it Salute e benessere, politica e diritti

13 marzo 2010

L'Oms continua a seguire l'H1N1

Il virus pandemico A/H1N1 continua a colpire nel mondo. Secondo l'ultimo bollettino diffuso venerdì dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in 213 Paesi si sono verificati almeno 16.713 morti a causa del virus, circa 250 in più rispetto alla settimana scorsa. 
 
Attualmente l'area più colpita è il Sud-est asiatico, anche se il patogeno continua a circolare in altre aree dell'Asia e dell'Europa sud-orientale (a livelli inferiori). In alcune zone dell'Africa occidentale i dati «limitati finora a disposizione suggeriscono - scrive l'Agenzia da Ginevra - che la trasmissione dell'influenza sia in aumento. Inoltre la diffusione del virus B dell'influenza stagionale è stata rilevata in aumento in Asia». 
 
Nel vecchio continente, infine, sarebbero almeno 4.571 i morti legati alla pandemia.

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08 marzo 2010

Regioni al lavoro su riconsegna vaccini

Si dicono già pronte a riconsegnare i molti vaccini contro l'influenza A non utilizzati in questi mesi, anche se non proprio tutte le Regioni italiane sembrano avere portato a termine la ricognizione chiesta dal ministero della Salute. Il dicastero aveva inviato a fine gennaio un'informativa a tutti gli assessorati alla Sanità italiani, per sapere il numero di dosi rimaste inutilizzate e i tempi necessari per la loro riconsegna. Il ministero si aspettava una risposta entro i primi di febbraio, ma non  tutte le Regioni sono state puntuali. 
 
Ci sono quelle, numerose, che sarebbero già pronte a restituire le dosi di vaccino. Ma ce n'è anche qualcuna che lamenta ancora dei ritardi e ha problemi nel calcolo delle dosi rimaste inutilizzate, come Basilicata e Veneto. E' quanto emerge da un'analisi condotta dall'Adnkronos salute, Regione per Regione. All'indagine hanno aderito tutte le Regioni italiane, escluse Lazio e Calabria. 
 
Le prime dosi di vaccino scadranno a luglio ed entro quel periodo dovrà quindi essere concluso l'iter da parte delle Regioni: calcolo delle dosi da restituire, trasporto dalle Asl al centro di stoccaggio individuato e riconsegna generale al ministero della Salute. Nella migliore delle ipotesi, però, le ultime Regioni rimaste potranno partire con la riconsegna solamente a fine marzo. Intanto, tutte aspettano una comunicazione dal dicastero.

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03 marzo 2010

Pasini, rischio effetto boomerang dopo H1N1

Per l'Organizzazione mondiale della sanità la pandemia influenzale da H1N1 rischia di rivelarsi un boomerang, provocando una sorta di 'effetto al lupo al lupo'. Parola di Walter Pasini, direttore del Centro di Travel Medicine e Global Health, curatore della mostra storico-scientifica itinerante 'Vecchie e nuove epidemie, dalla peste nera alla pandemica influenzale, che si è inaugurato ieri a Roma al Campus Bio-Medico (a Trigoria). «Se all'inizio nessuno poteva prevedere il grado di letalità e patogenicità del nuovo virus pandemico - dice Pasini all'ADNKRONOS SALUTE - via via che passavano le settimane e si raccoglievano i dati l'allarme lanciato dall'Oms è parso eccessivo. 
 
E ora c'è il rischio che l'esperienza con questa pandemia influisca sulle reazioni della popolazione ai prossimi allarmi degli esperti». Insomma, che alla fine la gente sottovaluti le indicazioni degli esperti dell'Oms, proprio come capitò al pastorello che amava le burle. «Bisogna anche dire che, quando il patogeno ha fatto la sua comparsa, tutti avevano in mente gli effetti dell'H5N1, il virus dell'aviaria. E nessuno - sottolinea Pasini - immaginava che un virus pandemico di fatto non avesse la capacità di provocare danni come quelli registrati nelle pandemie del passato».  
 
In ogni caso, secondo il medico, la gestione della pandemia 2009-10 è stata segnata «da un allarmismo eccessivo, abbinato a un altro elemento critico: il ritardo nella messa a punto dei vaccini, che - nota Pasini - in molti casi sono arrivati quando la prima e finora unica ondata di casi era di fatto già finita, o quasi. Il problema è che questi sieri vengono prodotti ancora con un sistema di 30 anni fa. Dunque dopo l'esperienza della pandemia da H1N1 le aziende farmaceutiche devono trovare il modo di mettere a punto vaccini ad hoc in tempi brevi».

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25 febbraio 2010

Oms non modifica fase allerta pandemia

Il peggio sembra passato in molte aree del pianeta, ma l'attività del virus H1N1 è ancora in crescita in alcune zone, come l'Africa occidentale. Ecco perchè l'Organizzazione mondiale della sanità ha deciso che sarebbe "prematuro" modificare la fase di allerta pandemia, che dunque resta al massimo livello. 
 
Lo ha annunciato Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel corso di una conferenza da Ginevra. Si tratta di una decisione in parte inattesa, presa dal direttore generale dell'agenzia, «in base alle indicazioni degli esperti del Comitato di emergenza sulla pandemia che si è riunito ieri. 
 
Sulla base della situazione epidemiologica e delle indicazioni degli esperti il direttore generale ha deciso di non modificare le attuali indicazioni sulla fase di allarme pandemico in corso», ha detto Fukuda. «Dobbiamo tenere gli occhi aperti e monitorare attentamente la situazione. In futuro il Comitato di emergenza si riunirà per riesaminare la situazione e, nel caso, rivedere le sue indicazioni».

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21 febbraio 2010

H1N1, OMS pronta a dichiarare la post-emergenza

«Speriamo che il peggio sia passato: registriamo, infatti, un calo generale dell'attività virale». Lo ha detto ieri Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla pandemia, nel corso di una conferenza stampa da Ginevra 

Fukuda ha aggiunto che l'Oms chiederà al panel di esperti sull'emergenza pandemica di incontrarsi nei prossimi giorni per stabilire se il picco dell'epidemia di influenza A/H1N1 sia passato. In pratica «per dire se siamo entrati in una fase di transizione, cosiddetta di post-picco». Non è stata ancora decisa una data per l'incontro, che si terrà comunque nel mese di febbraio. Il post-picco è descritto come «un periodo di transizione, in cui l'attività del virus pandemico continua comunque ad essere registrata in alcuni Paesi, ma è in generale in calo». Insomma, non segna la fine della pandemia. 

«L'epidemiologia oggi - ha aggiunto l'esperto - indica che l'attività virale continua in alcune aree del mondo, e abbiamo testimonianze di nuovi casi in Africa occidentale. Ma in generale la trasmissione è in calo. Mentre i decessi accertati legati al virus sono oltre 15 mila nel mondo», ha detto Fukuda. L'attività del virus, «che non è ancora scomparso, è dunque in calo».

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18 febbraio 2010

Oms rivedrà fase allerta, ma l'H1N1 non è un ricordo

Gli esperti dell'emergency committee dell'Organizzazione mondiale della sanità si riuniranno il 23 febbraio per decidere se l'emergenza pandemia influenzale sia ormai passata e se sia possibile dichiarare la fase di post-picco 
 
«Dobbiamo stabilire se ci troviamo nella cosiddetta fase post-picco, un momento di transizione in cui la pandemia è ancora in corso ma il peggio è passato». Lo ha detto ieri il consigliere speciale dell'Oms sulla pandemia, Keiji Fukuda, nel corso di una conferenza stampa da Ginevra. 
 
«Continuiamo a registrare casi di trasmissione virale in Africa occidentale (Senegal e Kenya)». Insomma, se il trend di attività dell'H1N1 a livello mondiale «è in generale in calo», le raccomandazioni di inserire il ceppo pandemico tra i virus presenti nel prossimo vaccino anti-influenzale per la stagione 2010-11 «non significano che la pandemia sia finita». Il patogeno continua a circolare, «dunque è bene ricordare che alcune categorie di persone, come le donne in gravidanza e i bambini, specie quelli con patologie croniche, sono più a rischio di sviluppare complicanze», conclude Fukuda.

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12 febbraio 2010

H1N1, OMS pronta a dichiarare la post-emergenza

«Speriamo che il peggio sia passato: registriamo, infatti, un calo generale dell'attività virale». Lo ha detto ieri Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla pandemia, nel corso di una conferenza stampa da Ginevra 
 
Fukuda ha aggiunto che l'Oms chiederà al panel di esperti sull'emergenza pandemica di incontrarsi nei prossimi giorni per stabilire se il picco dell'epidemia di influenza A/H1N1 sia passato. In pratica «per dire se siamo entrati in una fase di transizione, cosiddetta di post-picco». Non è stata ancora decisa una data per l'incontro, che si terrà comunque nel mese di febbraio. 
 
Il post-picco è descritto come «un periodo di transizione, in cui l'attività del virus pandemico continua comunque ad essere registrata in alcuni Paesi, ma è in generale in calo». Insomma, non segna la fine della pandemia. «L'epidemiologia oggi - ha aggiunto l'esperto - indica che l'attività virale continua in alcune aree del mondo, e abbiamo testimonianze di nuovi casi in Africa occidentale. 
 
Ma in generale la trasmissione è in calo. Mentre i decessi accertati legati al virus sono oltre 15 mila nel mondo», ha detto Fukuda. L'attività del virus, «che non è ancora scomparso, è dunque in calo».

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05 febbraio 2010

Dati mondiali: 15mila morti per influenza A

Continuano ad aumentare i decessi legati alla nuova influenza A/H1N1 nel mondo. Secondo l'ultimo bollettino diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità, diffuso venerdì da Ginevra, sono "almeno 15.175" i decessi legati il virus. 
 
Secondo il bollettino, inoltre, nelle zone temperate dell'emisfero Nord l'attività del patogeno pandemico continua a scendere o resta bassa, dopo il picco di ottobre-novembre 2009. In particolare, nel Vecchio Continente la presenza dell'H1N1 è in calo, tranne in Slovacchia, Bielorussia e Federazione Russa, dove nelle ultime due settimane si è registrato un piccolo aumento dell'attività influenzale. 
 
Finora il record di decessi si è verificato nelle Americhe, con almeno 7.261 morti, mentre in Europa l'Oms indica almeno 3.605 vittime dell'H1N1.

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Anti-H1N1, Italia forse aumenterà fornitura a OMS

"Il consiglio dei ministri ha deliberato la cessione di 2 milioni e mezzo di dosi di vaccino contro l'influenza A/H1N1 all'Organizzazione mondiale della sanità. E' possibile, poiché l'Oms ne ha fatto richiesta, che ci sia un quantitativo aggiuntivo che verrà assegnato all'Organizzazione". 
 
Lo ha detto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, parlando a margine della presentazione, venerdì a Roma, del congresso della Società italiana di implantologia osteointegrata. "Stiamo parlando - ha precisato Fazio - sempre di quei vaccini che sono già state distribuiti alle Regioni o che si trovano in fase di consegna".

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26 gennaio 2010

H1N1: Oms, nessuna influenza dalle industrie

Le misure di politica sanitarie e le risposte alla pandemia raccomandate in questi mesi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) "non sono state indirizzate impropriamente dall'industria farmaceutica

A respingere nettamente, ancora una volta, "le recenti accuse" mosse nei confronti dell'Oms è Keiji Fukuda, consigliere speciale del Direttore generale dell'Oms per la pandemia influenzale, nel suo discorso preparato in vista della sessione del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia, pubblicato online sul sito dell'Agenzia delle Nazioni Unite. Fukuda sottolinea l'esistenza di misure volte proprio ad assicurare la trasparenza e ad evitare conflitti di interessi con l'industria. L'Oms, insomma, si dice fiduciosa "dell'integrità e della validità scientifica" delle decisioni prese durante la pandemia. Ripercorrendo le tappe della gestione dell'epidemia da H1N1, Fukuda sottolinea che l'Oms ha dichiarato l'inizio della pandemia l'11 giugno scorso, "quando tutti i criteri" venivano rispettati. Inoltre l'Emergency Committee dell'agenzia ha segnalato "all'unanimità" che a giugno tutti i criteri richiesti per dichiarare la pandemia venivano rispettati. E se ora il pericolo maggiore sembra passato, "la pandemia non è cessata", mentre sono stati segnalati oltre 14 mila decessi confermati in laboratorio e collegati al virus. 
 
"Spesso vediamo il numero dei morti confrontato con quelli dell'influenza stagionale, ma così - avverte Fukuda - si confrontano mele con arance: le morti per l'influenza stagionale sono basate su modelli statistici, quelle pandemiche sono confermate una ad una". Infine Fukuda respinge seccamente l'idea che quella legata al virus H1N1 sia stata una pandemia fasulla. 
 
"Quello in corso è un evento scientificamente ben documentato, in cui l'emergenza e la diffusione di un nuovo virus influenzale ha causato un'insolita serie di problemi in tutto il mondo". Non è una questione di definizioni, parole o polemiche. "Dire che la pandemia è falsa - chiosa Fukuda - vuol dire ignorare la storia recente, la scienza, e banalizzare la morte di oltre 14 mila persone nel mondo".

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Influenza A, la Novartis nel 2009 fatturato in crescita

La prevista pandemia non è arrivata per la salute, ma per i conti pubblici.

Nonostante l?Italia abbia dosi di vaccino per l?influenza A in eccesso, la Novartis, produttrice del prodotto ha terminato la produzione degli ultimi 14 milioni di dosi ordinati dal nostro governo, ed è pronta per la consegna e hanno anche ragione, sulla base del contratto stipulato con il governo italiano.

Intanto il gruppo svizzero ha chiuso il 2009 con un bilancio da incorniciare, sia in termini di vendite sia in terminali d?utili ovviamente in aumento rispetto al 2008.

Da segnalare che il risultato migliore è stato ottenuto nell?ultimo quadrimestre del 2009 e solo il vaccino per l?influenza A, ha portato oltre un miliardo di dollari d?entrate.

Come dire la pandemia non si è ancora vista, il vaccino per fortuna sì, e ora tocca alla comunità pagarlo, grazie anche a chi quel contratto l?ha firmato.

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25 gennaio 2010

H1N1, a fine mese chiudono i centri francesi

La Francia si avvia a chiudere i centri per la vaccinazione contro l'influenza A/H1N1, nati per far fronte all'emergenza epidemica e diffusi su tutto il territorio nazionale. A partire dal 30 gennaio le strutture, prese in prestito dagli enti locali non senza polemiche, saranno progressivamente' restituite'. 
 
Lo ha annunciato il ministero della Sanità d'oltralpe. Ma i francesi potranno continuare a vaccinarsi rivolgendosi ai medici di fiducia. Parallelamente alla chiusura della rete d'emergenza, comunque, è prevista l'apertura di nuovi centri integrati agli ospedali che saranno attivati in 100 strutture. 
 
Il Paese, che non ha mai innalzato il livello d'allerta e non ha dichiarato la pandemia, è stato il primo, già nelle scorse settimane, a decretare la fine dell'epidemia, dopo che il numero dei nuovi casi di influenza A è sceso sotto la soglia epidemica.

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21 gennaio 2010

Cursi, proseguire con la vaccinazione anti-H1N1

La vaccinazione contro l'influenza A "si conferma fondamentale", anche se il virus H1N1 fa meno paura e la questione è stata derubricata dall'attenzione dell'opinione pubblica. Lo sottolinea il senatore Cesare Cursi, responsabile nazionale Salute e affari sociali del Pdl, invitando a "non abbassare la guardia. 
 
L'influenza A è tutt'altro che finita e lo dimostrano i tre casi gravi ricoverati all'ospedale Le Molinette di Torino. Bisogna andare avanti con le vaccinazioni". Nei giorni scorsi, quando è divampata la polemica sui vaccini, sulle scorte inutilizzate e sull'accordo fra Novartis e il ministero della Salute, "ho difeso il ministro Fazio - ricorda Cursi all'ADNKRONOS SALUTE - e la sua scelta sulla campagna vaccinale. 
 
E' stata la scelta giusta, e lo dico ancora di più oggi alla luce dei nuovi casi a Torino". In barba alle polemiche, "i medici e le Asl - prosegue - devono procedere in maniera seria e andare avanti con la vaccinazione, spiegandone l'importanza alla popolazione interessata".

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22 dicembre 2009

Dalla Fnomceo una campagna informativa su H1N1

Un progetto speciale di aggiornamento informativo e formativo dei medici italiani per rafforzare l'idea dell'importanza della vaccinazione contro l'influenza A. A metterlo a punto la Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo), che lo ha presentato ieri a Roma alla presenza del ministro della Salute, Ferruccio Fazio
 
Una scarsa adesione alla campagna vaccinale, almeno nella prima fase della pandemia: è stato questo, secondo gli esperti, il principale punto critico nella politica sanitaria con cui si è affrontata la pandemia di influenza A. E, tra i soggetti 'a rischio' che non si sono vaccinati, molti sono stati i medici. 
 
"L'adesione alle prime fasi della campagna vaccinale, come prevista dalle relative ordinanze ministeriali, è stata bassa - ammette il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco - anche perché, dalle prime valutazioni, l'informazione che ha avuto più spazio è stata quella sui dubbi e sulle ipotesi, frutto di una conoscenza superficiale della pandemia e degli strumenti per affrontarla". In risposta alla necessità di questo 'debito formativo', la Fnomceo propone un progetto di informazione e formazione "che sarà accreditato al più presto dalla commissione nazionale Ecm ed entro due mesi speriamo sia operativo", precisa Bianco.

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H1N1, poco informati i dubbiosi sul vaccino

"I dubbi sulla sicurezza e sull'efficacia dei vaccini contro l'influenza A e sull'importanza dell'immunizzazione sono stati generati dalla scarsa informazione fra i medici. Un problema a cui porremo rimedio". A dirlo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenuto ieri a Roma a una conferenza stampa sul tema organizzata nella sede della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo). 
 
"Il Governo crede nei medici - ha ribadito Fazio - e li ha messi al centro di una serie di attività e di linee guida. Ma ciò che non possiamo accettare è la mancanza di coscienza sull'importanza delle vaccinazioni nella classe medica. Attraverso il progetto informativo-formativo che abbiamo organizzato con gli Ordini dei medici cercheremo di risolvere il problema e di capire anche meglio le motivazioni che hanno portato a questi dubbi", ha concluso Fazio.

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20 dicembre 2009

Fnomceo proporrà corso per rilancio vaccinazione

Corsi di formazione per i camici bianchi e diffusione 'a tappeto' di informazioni validate sulla vaccinazione contro l'influenza A, ma anche strategie per migliorare l'offerta vaccinale e l'organizzazione pratica della campagna di immunizzazione contro il virus H1N1 su tutto il territorio nazionale. A quanto si apprende, sono questi i temi caldi che verranno affrontati domani a Roma in un incontro promosso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) e al quale avrebbe assicurato la sua presenza anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio
 
C'è una lista di argomenti che i medici ritengono di fondamentale importanza per rilanciare e gestire al meglio le attività di contrasto alla pandemia. E la Fnomceo in questi giorni ha lavorato, insieme alle associazioni di categoria, alle società scientifiche e allo stesso ministro, a un documento di indirizzo che punta a promuovere la prosecuzione della vaccinazione anti-H1N1 per tutte le categorie 'target' individuate dal ministero della Salute. 
 
La bozza è pronta, se ne discuterà martedì con Fazio durante l'incontro fissato per le 11. Ma punto fermo su cui la Fnomceo insiste è la necessità di prevedere un programma di formazione per la categoria, a partire dai dirigenti fino ai medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e in particolare i medici vaccinatori. I corsi dovrebbero essere organizzati tempestivamente e potrebbero partire già da gennaio. 
 
Un altro aspetto su cui si definirà una linea d'azione riguarda le criticità organizzative del 'sistema anti-H1N1'. La Fnomceo insiste che vengano fornite informazioni univoche sulla sicurezza del vaccino e sugli effetti collaterali, sulla farmacovigilanza e sulla campagna vaccinale in pediatria e in medicina generale.

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Pregliasco, vaccinazione non risenta di falsi timori

Frenata da paure e allarmismi, in Italia - e non solo - la campagna di vaccinazione contro la nuova influenza A/H1N1 non è decollata. Ma nei depositi delle Regioni il vaccino ormai c'è. Oltre a promuovere con forza la profilassi nelle persone più a rischio, dunque, potrebbe essere giusto metterlo a disposizione di chiunque lo voglia davvero. 
 
E' l'opinione condivisa dal virologo dell'università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco: "E' stato giusto 'segmentare' l'offerta di vaccino pandemico in modo da assicurarlo innanzitutto ai cittadini da proteggere in via prioritaria", ma "l'obiettivo della sanità pubblica è quello di vaccinare tutti - precisa - in modo da creare una cosiddetta 'immunità di gregge'". Insomma, se il prodotto per l'iniezione 'scudo' avanza, è una buona idea offrirlo a tutti i cittadini che lo desiderano, come per esempio ha fatto l'assessore veneto alla Sanità Sandro Sandri
 
"Finora l'influenza A ha colpito soprattutto i ragazzini dai 5 ai 14 anni - ricorda Pregliasco, venerdì nel capoluogo lombardo durante un incontro promosso da Roche - Bimbi piccoli, adulti e anziani potrebbero quindi essere i prossimi 'bersagli' del virus H1N1, in una eventuale seconda ondata". Ecco perché "è fondamentale proseguire questa campagna vaccinale", anche estendendola. Senza contare che, evidenzia lo specialista, almeno nella prossima stagione influenzale "il virus H1N1 continuerà a circolare come co-presenza" fissa. 
 
Il timore del virologo è che, "proprio come è successo dopo il falso allarme aviaria, si verifichi anche in questo caso una sorta di 'effetto bufala'": un crollo dell'adesione alle vaccinazioni, alimentato anche dal "pesantissimo attacco ai vaccini dilagato in Internet e sui blog". Pregliasco ribadisce l'efficacia e la sicurezza di tutti i vaccini antinfluenzali e ricorda che "vaccinarsi è un atto di responsabilità sociale". Forse, riflette l'esperto, "se qualcosa è mancato è stato un maggiore coinvolgimento dei medici che non hanno creduto alle evidenze scientifiche". Ma per il futuro è assolutamente necessario evitare, avverte il virologo, che la controinformazione affossi strategie preventive consolidate e 'salvavita' per molti malati a rischio.

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17 dicembre 2009

OMS, prematuro dichiarare finita la pandemia

E' ancora "troppo presto per dire che la pandemia di nuova influenza A/H1N1 è terminata". Lo sottolinea Keiji Fukuda, special adviser del direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull'influenza pandemica, facendo il punto della situazione ieri, nel corso di una teleconferenza da Ginevra. "Sono passati otto mesi dall'inizio della pandemia - ricorda - ed è troppo presto per dire che è tutto finito. 
 
Si tratta di un evento mondiale, e l'attività virale registrata in alcuni Paesi è ancora a livelli elevati". In particolare, "in alcune regioni d'Europa, come Francia e Svizzera, l'attività virale è a livelli decisamente alti. In Asia è ancora elevata, mentre in altri Paesi del Vecchio continente e in Nord-America si è visto già un calo importante". Insomma, secondo Fukuda la situazione non è omogenea, ed è dunque troppo presto per dire che il pericolo è passato.
 
"Anche perché l'inverno è ancora lungo e nessuno sa - prosegue - se da qui alla primavera potrebbe manifestarsi un'altra grande ondata di casi". In conclusione, è importante "continuare a monitorare la situazione nei prossimi mesi. Perché - ribadisce Fukuda - siamo ancora incerti su cosa accadrà nei primi mesi del 2010".

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16 dicembre 2009

Fazio incoraggia i medici a vaccinarsi

Lo scarso successo della campagna di vaccinazione contro l'influenza A. Ma anche l'atteggiamento di quei camici bianchi che non si vogliono immunizzare e che sconsigliano il vaccino ai loro pazienti. E' il tema dell'incontro, che si è svolto ieri al ministero della Salute, tra il neoministro Ferruccio Fazio e i rappresentanti dei medici, dalla Federazione degli Ordini alle associazioni di categoria, alle società scientifiche. 
 
Durante l'incontro, a quanto si apprende, si è cercato di analizzare lo stato dell'arte della campagna vaccinale contro la pandemia, di valutare gli eventuali errori commessi, ma anche di mettere a punto nuove iniziative per rilanciarla. La Federazione degli Ordini dei medici avrebbe già pronta una bozza di documento, frutto del lavoro di una commissione dedicata al tema, che potrebbe rappresentare la base di partenza del confronto di questa sera. 
 
Ai camici bianchi toccherà anche analizzare ciò che non ha funzionato nella categoria, vista la scarsa adesione del personale sanitario alla vaccinazione. Solo ieri mattina Fazio aveva definito "ingiustificata" la posizione dei medici che non si vaccinano e che sconsigliano i pazienti di farlo.

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06 dicembre 2009

Nuove scorte di vaccino anti-H1N1 alle Regioni

E' cominciata venerdì la settima distribuzione alle Regioni e Province autonome di vaccini contro il virus dell'influenza A H1N1. Saranno complessivamente altre 2.393.000 dosi, in flaconi multidose. Lo riferisce il bollettino quotidiano del ministero del Welfare sulla pandemia.  
 
Al termine di questa distribuzione, prevista per l'8 dicembre, le dosi consegnate alle Regioni e Province Autonome a partire dal 12 ottobre saranno 7.423.851, per raggiungere entro la fine di dicembre circa 10 milioni di dosi. E' infatti prevista una ulteriore consegna, dal 18 dicembre, di circa altre 2.600.000 dosi. Intanto nella settimana dal 23 al 29 novembre sono state somministrate 116.510 dosi di vaccino. Dall'inizio della campagna vaccinale, complessivamente sono state somministrate, per le categorie considerate prioritarie per la prima fase della vaccinazione, 611.425 prime dosi e 1.666 seconde dosi. 
 
Gli operatori sanitari e sociosanitari che si sono vaccinati sono 146.129, pari al 14,1% del totale. Vaccinate, inoltre, 18.807 donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza (copertura stimata pari al 10,8% ), mentre alle persone di età compresa tra 6 mesi e 65 anni con condizioni di rischio sono state somministrate 381.716 dosi (9%).

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03 dicembre 2009

Fazio, H1N1 in discesa clamorosa

Quello che possiamo definire il primo picco" della nuova influenza "è in discesa clamorosa". Il calo dei casi si registra "in tutte le Regioni, fatta eccezione per Sardegna e Friuli, dove probabilmente i contagi scenderanno già dalle prossime settimane". Lo spiega il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, lasciando la Conferenza-Stato Regioni.

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Firmata ordinanza per vaccino a over 65 malati cronici

"Ho firmato oggi (ieri ndr) un'ordinanza per estendere la vaccinazione" per contrastare la nuova influenza "agli over 65 con malattie croniche".

Lo spiega il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, a margine della riunione della Conferenza Stato-Regioni dove è stata appena raggiunta l'intesa sul Patto della Salute 2010-2012.

"Da oggi - aggiunge il viceministro - c'è inoltre il via libera per vaccinare i bambini e i ragazzi dai sei mesi ai 17 anni". Finora "abbiamo vaccinato oltre 600 mila persone", conclude Fazio facendo il punto sulla campagna vaccinale.

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01 dicembre 2009

Influenza A, tre milioni al giorno al telefono con il MMG

Sono circa tre milioni al giorno le telefonate ricevute nell'ultima settimana dai medici di famiglia italiani per richieste di consigli e informazioni sull'influenza A. E' quanto emerge da un'intervista telematica effettuata dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) su un campione di oltre 1.300 medici di famiglia. 
 
Nell'ultima settimana i camici bianchi hanno inoltre registrato un aumento del circa 20% delle visite rispetto all'ultima settimana di ottobre, in calo però rispetto al picco del 40% registrato due settimane fa, quando l'influenza era al suo apice. "I dati emersi dalla nostra intervista telematica rispecchiano l'andamento della pandemia influenzale registrato da Influnet - sottolinea il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo - accanto alle visite in studio e a domicilio c'è un massiccio impegno dei medici di famiglia nel fornire informazioni e consigli telefonici.
 
Le tre milioni di telefonate in studio al giorno, che corrispondono grossomodo anche al numero delle visite in studio e domiciliari, testimoniano l'impegno e l'autorevolezza della medicina di famiglia nella quotidianità".

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H1N1: Fazio vaccino anche a over65 a rischio

Già nella prossima riunione dell'unita' di crisi sull'influenza A, in programma giovedì prossimo, il governo potrebbe decidere di estendere la vaccinazione anche agli adulti sopra i 65 anni con patologie. Lo ha annunciato il viceministro per la Salute Ferruccio Fazio, che si trova a Bruxelles per partecipare a un Consiglio Ue con i colleghi dei Ventisette. "Nella prossima unità di crisi che avremo giovedì -ha detto Fazio- andremo a estendere la vaccinazione da subito per bambini da 6 mesi a 17 anni e possibilmente agli adulti con patologie a rischio oltre i 65 anni". Il viceministro ha spiegato che sarà materia di ordinanza "in quanto si tratta di inserire una categoria prioritaria in più" rispetto a quelle già stabilite. "L'orientamento dell'unità di crisi è questa - ha affermato Fazio a Bruxelles - ci siamo dati una settimana di riflessione per prendere una decisione ponderata e arrivare già con un'ordinanza pronta". Comunque, ha ribadito il viceministro, "vorrei anticipare che con ogni probabilità questa decisione verrà ufficializzata all'unità di crisi giovedì".

Fazio ha spiegato che la decisione di includere anche questa fascia dipende da due aspetti. Primo: "che si è visto che la proporzione di persone sopra i 65 anni che si ammala di H1N1 è lievemente superiore a quel 3% che si era pensato inizialmente". Secondo, ha detto ancora il viceministro, "si è visto che gli adulti e gli anziani potenzialmente sono più soggetti a influenze di tipo grave, come avviene anche per l'influenza stagionale". A questi due elementi, ha concluso Fazio, "si associa il fatto che, con la possibilità di avere una sola dose (come deciso dall'Ue per due dei tre vaccini n.d.r.), noi abbiamo ampia disponibilità in questo momento di vaccini".

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30 novembre 2009

Anche in Italia l'H1N1 mutato

Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo, è stata rilevata una mutazione del virus A/H1N1. La conferma arriva dal ministero del Welfare, dopo che l'Istituto superiore di sanità si è messo a lavoro per stanare eventuali 'metamorfosi' del virus che ha innescato la pandemia influenzale. "Circa una settimana fa - ricorda il dicastero in una nota - le autorità sanitarie norvegesi hanno segnalato l'identificazione di una singola mutazione dell'emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus della nuova influenza A/H1N1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico), in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite. 
 
Casi sporadici della stessa mutazione sono stati riportati, a partire da aprile, in diversi paesi del mondo sia in pazienti con polmoniti gravi che in pazienti con decorso benigno della malattia". "A seguito di tali segnalazioni, l'Istituto superiore di sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane - prosegue la nota - La mutazione è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con ECMO", ovvero la macchina 'salva-polmoni, "eseguito in terapia intensiva. Nessuno degli altri pazienti esaminati, inclusi quelli con manifestazioni gravi o letali, presentava detta mutazione. I dati italiani confermerebbero quindi che la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione".

"Tale mutazione - ribadisce il ministero - non influisce sull'efficacia del vaccino né sull'efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito si ricorda che, secondo i dati dell'Iss, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir", il medicinale antivirale usato per contrastare la nuova influenza. "Tale resistenza - puntualizza il ministero - è insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente".

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28 novembre 2009

Simg, H1N1 cala ma ora attenti a stagionale

La pandemia è in calo. Gli italiani colpiti dal virus H1N1 nell'ultima settimana, infatti, sono stati 682.000, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Ora siamo di fronte alla seconda ondata pandemica, che terminerà a fine dicembre e farà registrare in totale 6 milioni di casi. I dati arrivano dai medici di famiglia della Società di medicina generale, riuniti a Firenze per il loro congresso annuale e che avvertono: a fine anno comincerà l'influenza stagionale che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi. Dunque la stagione influenzale si preannuncia come la più aggressiva degli ultimi 10 anni.

Ma i medici della Simg sottolineano che siamo pronti per affrontare anche l'emergenza della stagionale. "Il sistema ha retto bene", dicono. "L'influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese - spiega Claudio Cricelli, presidente Simg - ma solo una sfida per l'organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all'arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse Istituzioni sanitarie. È la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro". "La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente", afferma Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova. "Anche se i casi stanno diminuendo - continua - è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia". Per quanto riguarda il virus stagionale, spiegano gli esperti, questo ha una capacità diffusiva inferiore rispetto a quello pandemico, estremamente contagioso. Solo il 25% dei casi infatti secondo le stime sarà attribuibile all'influenza stagionale. 
 
Queste percentuali possono essere ricavate dall'andamento dell'infezione nell'emisfero australe, dove il picco pandemico si è concluso la scorsa estate. I medici di famiglia mettono in guardia contro gli allarmismi. I professionisti iscritti alla Simg hanno risposto concretamente all'ondata di panico, dando per primi l'esempio sul fronte della vaccinazione: 7 su 10 si sono vaccinati contro l'influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si è sottoposto a misure preventive.

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26 novembre 2009

Influenza A, rischio crisi per la medicina interna laziale

"L'influenza A sta rischiando, a Roma e in tutte le province del Lazio, di mettere in ginocchio le corsie di Medicina interna. A rimetterci soprattutto i malati cronici, non affetti dalla nuova influenza ma sempre più anziani e con sempre più patologie: dal diabete, all'enfisema, all'ictus, all'infarto, all'ipertensione, allo scompenso cardiaco". 
 
A lanciare l'allarme gli internisti ospedalieri della Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) Lazio, che in una nota segnalano disagi negli ospedali di Roma, Frosinone, Viterbo, Latina e Rieti. "Se non si trovano subito interventi - dice Dario Manfellotto, presidente della Fadoi Lazio, alla vigilia del congresso allo Sheraton Roma Hotel che ha aperto oggi i lavori - si rischia il collasso nei reparti di Pronto soccorso e in corsia. Siamo al limite. Aumentano i malati cronici che hanno grandi difficoltà ad essere ricoverati sia perché le accettazioni in ospedale richiedono lunghe attese, sia perché molti posti letto di Medicina interna sono riservati, da qualche mese, all'emergenza H1N1", sottolinea. 
 
"Il paradosso, in alcune realtà - prosegue Manfellotto - è che molti di questi posti letto rimangono vuoti per giorni e giorni, perché le persone da ricoverare con influenza A, o sospetta tale, sono inferiori al temuto. Ci si chiede cosa potrà accadere se l'influenza A dovesse estendersi, se si dovesse verificare la temuta mutazione del virus e se le condizioni del tempo dovessero volgere al peggio. Anche perché questa influenza sta colpendo persone più giovani, con meno di 65 anni. L'influenza stagionale colpirà, invece, pazienti anziani e molto più compromessi. In questa realtà il lavoro dei medici, già molto pesante, diverrebbe insostenibile".

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Montagnier, H1N1 pericoloso se troppo diffuso

"Più la nuova influenza A si diffonde, più aumenta il rischio che il virus H1N1 subisca mutazioni e diventi più pericoloso". Lo ha sottolineato Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina 2008, parlando ieri a Roma a margine del convegno 'Rome Rehabilitation 2009', organizzato all'università La Sapienza. 
 
"Fino a oggi - ha ricordato lo scienziato - questa nuova influenza non appare così pericolosa come la Spagnola del 1918. Ma si tratta pur sempre di un virus molto contagioso e che tende a mutare". Dunque non bisogna abbassare la guardia perché "più si diffonde, maggiore è il rischio" che questa pandemia, da leggera, "diventi più pericolosa". 
 
Montagnier consiglia, sulla base di sperimentazioni da lui effettuate, di assumere alcune sostanze che contrastano lo stress ossidativo legato all'influenza, come il glutatione e la papaya fermentata, "soprattutto per prevenire complicanze respiratorie come la polmonite", ha concluso il premio Nobel.

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25 novembre 2009

Fazio: vaccino adiuvato ancora valido

La mutazione del virus A/H1N1 "c'è stata, non particolarmente grave e significativa". Il vaccino antipandemico scudo contro la nuova influenza "è efficace. E in generale quelli adiuvati", cioè provvisti di una sostanza che potenzia la risposta immunitaria dell'organismo, "lo sono più di quelli non adiuvati" nel contrastare eventuali mutazioni del virus. 
 
Così il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, a margine del Quarto Forum sul Risk Management in corso ad Arezzo. "Direi che la grossa ondata" di casi di influenza A in Italia ha poi aggiunto Fazio "è probabile sia in fase di attenuazione, ma il punto è non far cadere l'attenzione per evitare che eventuali mutazioni più gravi possano portare a un alto sviluppo del virus nel nostro Paese. Facendo il punto sull'andamento della pandemia e ricordando che "finora abbiamo avuto pochi milioni di persone colpite", Fazio spiega che "l'influenza si sviluppa in modo focale, più o meno regione per regione. 
 
E' partita prima la Campania, poi il Piemonte. Quindi il picco nazionale è come fosse una serie di picchi focali: dovete pensare a un'ondata non come lo tsunami, ma una serie di piccole ondate che dilagano nel Paese. Ciò premesso ci potrà essere un picco, due picchi" di casi di nuova influenza. Per questo, il viceministro è tornato a sottolineare a più riprese l'importanza della vaccinazione contro il virus H1N1.

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24 novembre 2009

Iss, reazioni avverse a vaccino sono nella media

Le reazioni avverse registrate in alcuni pazienti che si sono sottoposti alla vaccinazione contro il virus A/H1N1 "sono nella media". E, stando alle segnalazioni pervenute, "si tratta di situazioni molto leggere e lievi" che si "possono verificare con qualsiasi vaccino. 
 
L'importante è premunirsi andando" a farsi vaccinare "in un Centro medico dove si viene controllati in caso" di effetti collaterali. Lo spiega, a margine del Quarto Forum sul Risk Management in Sanità in corso ad Arezzo, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Enrico Garaci. Quanto alla corsa della pandemia nel nostro Paese, la "situazione è tranquilla - assicura il numero uno dell'Iss - Bisogna proseguire con la vaccinazione. 
 
Le mutazioni" del virus, come quelle verificatesi nei giorni scorsi in Norvegia, "possono avvenire - rassicura Garaci - Ciò è nella fisiologia della stessa evoluzione del virus. Comunque si tratta di mutazioni che non incidono sull'efficacia del vaccino e che rappresentano casi isolati".

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19 novembre 2009

OMS, tutti i vaccini sono sicuri

"I vaccini pandemici" contro l'influenza A/H1N1 sono "sicuri come quelli contro l'influenza stagionale". Lo ha detto con chiarezza Marie-Paule Kieny, direttore dell'Initiative for Vaccine Research dell'Organizzazione mondiale della sanità, nel corso di una conferenza stampa a Ginevra. 
 
"Sulla base dei dati relativi alla somministrazione di 65 milioni di dosi di vaccino pandemico arrivati da 16 Paesi emerge che il profilo di sicurezza dei vaccini pandemici non è differente da quelli per l'influenza stagionale. Non sono state riferite significative differenze negli effetti collaterali - ha aggiunto - anche se continua l'attento monitoraggio dei dati relativi ad eventuali reazioni post-vaccinazione".

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15 novembre 2009

Pandemia 1918, il killer forse fu lo pneumococco

A uccidere oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo, 400 mila solo in Italia, durante la pandemia di Spagnola (1918-1919) fu in realtà una superinfezione causata dallo Streptococcus pneumoniae

E' la conclusione di uno studio curato da Keith Klugman, della divisione di Malattie infettive alla Emory University (Usa), che ne ha parlato venerdì a Roma in occasione del 'Bridging to the Future - Pneumococcal Conjugate Vaccine Summit'. La teoria apre scenari nuovi anche per quanto riguarda l'influenza A. Klugman e il suo team assicurano di aver identificato quale fu la vera causa della letalità della più grave pandemia che la storia dell'umanità abbia mai registrato. "Nel 1918 non erano disponibili né vaccini né trattamenti farmacologici efficaci - ha spiega l'infettivologo - mentre oggi gran parte della popolazione è coperta da vaccini contro lo pneumococco, che causa polmoniti, meningiti e altri gravi disturbi.

In un'era di antibiotici e di vaccini probabilmente quella stessa pandemia farebbe molti meno morti". La ricerca, pubblicata sulla rivista 'Emerging Infectious Diseases' e riportata sul sito dei Centers of Disease Control and Prevention (Cdc) americani, sostiene quindi che a causare gli alti tassi di mortalità dell'epoca non fu tanto l'influenza in sé, quanto una complicanza che sorse in conseguenza della malattia, appunto un'aggressiva infezione dovuta allo Streptococcus pneumoniae. E quando sarà terminata la nuova pandemia influenzale si potrà dire con sicurezza se i Paesi che vaccinano i bambini contro lo pneumococco, avranno meno morti causati dall'influenza A.

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14 novembre 2009

Fazio, il vaccino è sicuro. Fidatevi di me

Il viceministro della Salute Ferruccio Fazio rassicura i ragazzi sull'influenza A. "Io so che il vaccino non è pericoloso perché abbiamo tanti scienziati italiani e stranieri che lo sostengono. E' stato provato su milioni di persone, vaccini quasi uguali a questo, e non è mai successo niente. Vi dovete fidare di me". Lo ha detto Fazio ai ragazzi che lo hanno intervistato per il Gt Ragazzi (Tg3), andato in onda venerdì su Rai Tre. A Guglielmo, 11 anni, che domanda: "Ma se lei è il viceministro, il vero ministro dov'è, è malato?", Fazio risponde: "No, non è ammalato, ma questo è un grande ministero che si chiama Welfare, con dentro Salute, Lavoro e Politiche sociali. C'è un ministro di tutto e io mi occupo della parte Salute e faccio il viceministro. Il ministro sta benissimo, si chiama Sacconi, e vi saluta molto". E a Claudia, 11 anni, che gli chiede se farebbe vaccinare i suoi figli, Fazio dice: "Ho due figli, Alessandro di 21 anni e Arianna di 19. Li farò vaccinare quando sarà il momento, certamente". Margherita, 11 anni, chiede invece se dopo averla presa, l'influenza A si può prendere ancora: "Proprio quella no. Si possono prendere altre influenze. La A teoricamente sì, ma non la H1N1", risponde il viceministro. Che rassicura anche Martina, 9 anni, preoccupata di non poter più andare a nuoto e in palestra: adottando semplici regole di prevenzione "lo sport viene avanti a tutto. Prima si fa lo sport e poi ci preoccupiamo del resto", dice Fazio.

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12 novembre 2009

Vaccino pandemico donato all'OMS

GlaxoSmithKline (Gsk) annuncia la firma di un accordo per la donazione di 50 milioni di dosi di vaccino pandemico anti-A/H1N1 all'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in vista della loro distribuzione ai Paesi in via di sviluppo già a partire da fine novembre.

L'intesa con l'OMS - ricorda l'azienda - si aggiunge ad altre misure in atto come la fornitura del vaccino contro la nuova influenza A a prezzi preferenziali ai Paesi più poveri, secondo i criteri previsti da Gavi (The Global Alliance for Vaccines and Immunisation) e Banca Mondiale.

Operazione per la quale è stato riservato il 20% della produzione degli stabilimenti GSK in Canada, donazione attuale inclusa. GSK sta inoltre mettendo a disposizione dei 50 Paesi meno sviluppati del pianeta zanamivir (Relenza) a prezzi not-for-profit, e sta valutando un'eventuale donazione.

"L'Oms lavorerà ora per assicurarsi che i vaccini siano distribuiti a coloro che ne hanno davvero bisogno", assicura il direttore generale dell'Oms, Margareth Chan. "GSK è impegnata a supportare i Governi e le autorità sanitarie mondiali nei loro sforzi volti a proteggere le popolazioni dalla pandemia in corso - afferma il Ceo del colosso farmaceutico Gb, Andrew Witty - Il nostro impegno è un riconoscimento dei bisogni dei Paesi in via di sviluppo, e questa donazione di 50 milioni di dosi permetterà di avviare tempestivamente la vaccinazione in alcuni dei Paesi più poveri del mondo".

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10 novembre 2009

Cricelli, medici diano buon esempio

La vaccinazione per il virus A/H1N1 è "un atto di responsabilità nei confronti di se stessi, dei propri pazienti e della società. Dunque rinnoviamo l'appello ai medici perchè non diano il cattivo esempio: si vaccinino e lo dicano ai loro pazienti". A presentare "un nuovo pressante appello" ai 'camici bianchi' affinché si immunizzino contro il virus pandemico è Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg) e componente della task force del ministero sulla nuova influenza A, a margine di un incontro a porte chiuse sull'alimentazione sana, ieri a Roma nella sede del dicastero di Lungotevere Ripa.

Gli italiani sono attenti al comportamento dei medici. "Stanno aspettando di vedere i medici vaccinarsi, come atto di responsabilità. Non possiamo pensare di dare il cattivo esempio, perché - dice Cricelli ai cronisti - se questo programma di vaccinazione dovesse fallire, noi saremmo responsabili di un atto grave, che può avere anche conseguenze imprevedibili. Potrebbero succedere eventi sgradevoli, e noi potremmo essere corresponsabili dell'insuccesso della vaccinazione, che - ricorda Cricelli, che si è vaccinato l'altro ieri - è indispensabile per diminuire tutti gli eventi spiacevoli e avversi dell'influenza".

Insomma, se nei sondaggi i camici bianchi appaiono scettici di fronte al vaccino "bisogna che i medici capiscano che un cattivo esempio, che faccia fallire la campagna di vaccinazione, può avere conseguenze gravi, di cui possono essere chiamati a rispondere". Insomma non ci sono dubbi: "Bisogna che i medici diano il buon esempio: si vaccinino, individuino i propri pazienti a rischio e li immunizzino immediatamente.

E' un atto di responsabilità anche giuridica", ribadisce. Nel frattempo i casi si moltiplicano, ma se la preoccupazione per il virus cresce fra gli italiani, Cricelli sottolinea che gli studi medici sono preparati a fronteggiare la situazione. "Ci siamo attrezzati - assicura - Alla fine i pazienti hanno bisogno di poche informazioni chiare: il virus H1N1 provoca una normale influenza, che come tutte le malattie molto numerose dà anche alcuni casi con esiti più sfavorevoli, come accade da che mondo è mondo. Infine - conclude - la grande difesa contro l'influenza è la vaccinazione, seguita da misure igienico-sanitarie".

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Fimmg a medici, vaccinatevi senza diffondere dubbi

Vaccinatevi e agevolate la vaccinazione dei soggetti a rischio, evitando di diffondere dubbi e perplessità senza fondamento sulla sicurezza dei prodotti 'scudo' contro il virus H1N1

Giacomo Milillo, presidente del sindacato dei medici di famiglia Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), scrive una lettera ai colleghi e li invita a fare la propria parte contro la nuova influenza A. "Siamo di fronte alla sempre maggiore diffusione della pandemia - esordisce - e il nostro compito fondamentale è quello di essere vicini ai cittadini assistendoli nel modo più compiuto e adeguato", sottolinea.

"Se da un lato ciò comporta la garanzia di cure alle persone affette da influenza - continua Milillo nella missiva indirizzata ai 27 mila iscritti Fimmg - un altrettanto importante e fondamentale compito è rappresentato dalla prevenzione della diffusione della malattia nelle fasce di popolazione più vulnerabili. Invito ciascuno di voi a farsi parte attiva per agevolare al massimo la vaccinazione delle persone a rischio e a sottoporsi alla vaccinazione contro l'influenza pandemica". Secondo Milillo, "questi mesi saranno un banco di prova importante per la nostra categoria che dovrà dimostrare ai cittadini quanto è effettivamente al loro fianco nel momento del bisogno.

La campagna vaccinale, programmata a partire dal 15 novembre, non è ancora a regime e in molte Asl si registra qualche difficoltà a decollare. In alcune regioni si è deciso di affidare la vaccinazione ai medici di medicina generale, in altre si è preferito assegnare questo compito a sedi distrettuali o aziendali. Non è importante chi somministra il vaccino contro l'influenza A - osserva il presidente - ma la realizzazione di una adeguata copertura vaccinale. Perciò è fondamentale che il messaggio alla popolazione sia il più chiaro ed omogeneo possibile".

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05 novembre 2009

Intesa regioni-ministero su vaccinazioni influenza A

"Abbiamo lavorato su un'intesa con il ministero del Welfare in relazione all'influenza A. Un'intesa che puntualizza e consente, attraverso una programmazione degli arrivi dei vaccini, di programmare in modo efficace anche il tema delle vaccinazioni".

Ad affermarlo, al termine della Conferenza delle Regioni, il presidente Vasco Errani in vista della Conferenza Stato-Regioni dove si svolgerà il confronto sull'influenza A con il viceministro della Salute Ferruccio Fazio.

Al termine della riunione dei governatori, che in vista dei lavori del pomeriggio hanno affrontato il tema, Errani ha spiegato che le Regioni sul tema della nuova influenza fanno riferimento "alle affermazioni scientifiche sulle caratteristiche di questo virus".

Secondo Errani con la nuova programmazione di distribuzione dei vaccini "si fanno passi avanti, ci saranno poi ulteriori livelli di programmazione man mano che si svilupperà la consegna" delle dosi.

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04 novembre 2009

Cittadinanzaattiva, no a disparità sul vaccino

Parità di accesso ai vaccini anti-influenza A/H1N1. A invocarla è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato che segnala come in queste ore si stiano effettivamente verificando "disparità di trattamento fra le Regioni" nella distribuzione delle dosi.

"In Lombardia - riepiloga l'associazione in una nota - sono arrivate 320.547 dosi, nel Lazio 183.922, in Campania 192.723 (pur essendo la regione più colpita d'Italia dal virus con un'incidenza del 12,37 per mille abitanti), in Piemonte 186.790 dosi consegnate a fronte di 100 mila attese, nelle Marche 1.400 a fronte di 46 mila attese".

In vista della Conferenza Stato-Regioni convocata per domani sull'emergenza dell'influenza A, Cittadinanzattiva lancia un appello: "Sia garantito tempestivamente e su tutto il territorio nazionale l'accesso al vaccino". E' importante che il ministero del Welfare, ribadisce Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, "si faccia garante di una giusta informazione ai cittadini sui reali rischi dell'influenza, l'opportunità di vaccinarsi, nonché sull'organizzazione delle campagne vaccinali nei territori regionali".

E per evitare l'intasamento dei Pronto soccorso e l'affollamento degli studi dei medici di famiglia e dei pediatri, conclude Petrangolini, "tutti i servizi di assistenza territoriale, compresi ambulatori e poliambulatori" dovrebbero essere "coinvolti nella gestione dell'influenza A".

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03 novembre 2009

SIDIP, stop ad allarmi su donne incinte

Fermare il panico da influenza A fra le italiane in attesa di un bebè. "Hanno paura di ammalarsi e di perdere il loro bambino. Le preoccupazioni generano ansia, che fa male alla donna stessa e al feto più di quanto possa recare danno la nuova influenza.

Basta con gli allarmismi ingiustificati". Lo afferma Claudio Giorlandino, ginecologo, presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e medicina materno fetale). "I ginecologi che si occupano di ostetricia e di medicina materno-fetale ricevono continuamente gestanti terrorizzate dalla paura della influenza A che si sta diffondendo. Ci sono gestanti con un semplice raffreddore che ci chiamano più volte al giorno - afferma Giorlandino - in preda a paure ingiustificate".

"Non si fa altro che rassicurare, calmare e cercare di gettare acqua sul fuoco. Molte hanno crisi di ansia. Hanno paura dell'influenza, ma anche del vaccino. Rimangono attaccate al televisore e a Internet per essere aggiornate su eventuali indicazioni provenienti dal ministero della Salute. Ma guardare dieci telegiornali al giorno non fa altro che moltiplicare la paura, soprattutto nella donna incinta che è più soggetta a cambiamenti di umore, è più sensibile, impressionabile".

Secondo Giorlandino, "quando una donna in stato interessante prova paura, è sotto stress e il corpo produce una quantità di ormoni che possono attraversare la placenta e raggiungere il bambino tramite la circolazione del sangue". Insomma, lo stress fa male. "Esistono casi in cui una forte ansia in una donna in gravidanza può comportare la nascita di un figlio con problemi di insonnia, intolleranze alimentari o altri tipi di manifestazioni collegate al fenomeno dello stress".

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Fazio, H1N1 20 volte meno mortale di virus stagionale

L'influenza A è un'influenza pandemica. Preoccupa come ogni epidemia, ma non deve allarmare anche perché "abbiamo una mortalità bassissima, pari a un ventesimo rispetto all'influenza stagionale".

Lo afferma il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, intervistato da Maurizio Belpietro nella rubrica 'La telefonata' durante la trasmissione 'Mattino 5'. "I morti ci sono - dice Fazio - ci sono da noi, ma molto di più in altri Paesi", ribadisce. Mentre l'Italia conta oggi 18 decessi (compreso l'ultimo registrato a Salerno), di cui 9 in Campania, "i morti sono 44 in Francia, 137 in Inghilterra e 63 in Spagna", elenca.

Purtroppo a volte muoiono "donne incinte e bambini. Questo è sicuramente preoccupante - ammette il viceministro - Anche se l'Italia ha avuto meno decessi rispetto agli altri Paesi", e anche se la mortalità legata al virus H1N1 è inferiore a quella della classica influenza invernale, si tratta pur sempre di un'influenza pandemica, sottolinea. "E' inutile 'inseguire' decesso dopo decesso", aggiunge Fazio.

E soprattutto "non andiamo a intasare gli ospedali, se no finisce che tutto va peggio", ribadisce rilanciando l'appello a rivolgersi in prima battuta ai medici di famiglia. L'influenza A, conferma ancora il viceministro, "normalmente non dà sintomi importanti. Li dà in una ristretta percentuale di pazienti: le categorie a rischio che vanno vaccinate", bimbi malati compresi. Le forme gravi in persone senza malattie pregresse, ricorda, sono da imputare a "una reazione immunitaria eccessiva".

Questa provoca "una scarica di citochine", sostanze infiammatorie responsabili di "una polmonite interstiziale che può essere grave". Quanto ai bambini, precisa Fazio, si ammalano di più perché vivono in comunità e non hanno difese specifiche, ma "non sono più a rischio" di complicanze. Non è detto, insomma, che se si ammalano lo facciano in modo per forza grave.

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Igienisti, il virus si batte anche con la comunicazione

Bisogna "correggere subito la strategia di comunicazione per la pandemia influenzale, coinvolgendo attivamente le Regioni e le singole Aziende Usl che stanno gestendo con tempi e modalità diverse le campagne vaccinali".

E' l'opinione degli igienisti della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), secondo cui in questo momento "la popolazione non è interessata ai dati epidemiologici, ma alle modalità di somministrazione dei vaccini nella propria città, a conoscere i rischi e se sia prudente o meno mandare a scuola i propri figli". Piedi per terra, dunque, e molto buon senso e raziocino poiché, sottolinea la Siti, "nella corretta gestione di una epidemia come questa bisogna prestare grande attenzione all'aspetto mediatico, al fine di evitare reazioni ingiustificate di panico come sta avvenendo in questi giorni.

Vanno bene i comunicati del ministero - prosegue la Società scientifica - anche se forse la cadenza quotidiana è esagerata, ma ci vogliono anche quelli degli assessorati regionali alla sanità e quelli dei Dipartimenti di prevenzione delle singole Asl, che devono essere responsabilizzati a dare alla popolazione tutte le informazioni necessarie". In questo momento "la vera emergenza pandemica riguarda la contraddittorietà delle informazioni - concludono gli esperti - e la differente tempistica regionale".

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FIMMG, l'influenza A porta 3 milioni di visite al giorno

Sono 3 milioni gli italiani che vengono visitati ogni giorno in studio o a casa dai propri medici di famiglia. E 3 milioni sono anche le telefonate che ogni giorno arrivano agli studi dei medici, in tempo di pandemia

In netto aumento rispetto alla media, proprio a causa della pandemia influenzale. E' quanto emerge da un sondaggio online condotto dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) su un campione di 1.000 'camici bianchi' di famiglia.

Il sondaggio evidenzia un aumento del 40% dei consulti telefonici, un aumento del 30% delle visite in studio e un altro +30% delle visite a domicilio. "E' la fotografia dell'impegno di tutta la medicina generale italiana - dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg - per far fronte a questa emergenza sanitaria.

E non parlo solo dei medici di famiglia - continua Milillo - ma anche dei medici di continuità assistenziale (i medici di guardia medica) e dei giovani medici che stanno frequentando il corso di formazione per diventare medici di famiglia, che - conclude - si sono resi disponibili a intervenire a supporto della medicina generale".

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29 ottobre 2009

Fazio, Italia più colpita da H1N1 in Europa

"Dagli ultimi dati risulta che l'Italia, insieme alla Spagna, è il Paese con più casi di nuova influenza in Europa". Lo afferma il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ieri a Roma nella sede del ministero.

"Nel nostro Paese - spiega - si registrano oggi 380 casi per 100 mila abitanti, esattamente come in Spagna. Mentre in Francia l'incidenza è di 216 casi per 100 mila e di 39 ogni 100 mila in Gran Bretagna". Si tratta, aggiunge, di "un aumento di casi previsto, che anzi pensavamo si verificasse già un mese fa.

Il sistema comunque sta reggendo bene", sottolinea. Regione che, vaccinazione che trovi Regione che vai, vaccinazione che trovi.

La strada da seguire per vaccinarsi contro la nuova influenza A non è, anzi è meglio dire non sarà - visto che l'organizzazione è ancora in corso - uguale per i cittadini. Varierà a seconda della Regione di residenza.

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28 ottobre 2009

H1N1: Anaao, sospendere legge Brunetta

Stop alla cosiddetta legge Brunetta nel passaggio in cui prevede una sforbiciata agli stipendi dei dipendenti pubblici a causa delle assenze per malattia

A chiederlo è l'Anaao Assomed, Associazione dei medici dirigenti, che, alla luce dell'emergenza nuova influenza, ha scritto una lettera al responsabile della Funzione pubblica "con la richiesta di sospendere in via eccezionale, per alcuni mesi - si legge in un comunicato dell'Anaao - gli effetti della legge 133/2008 laddove sono previste per i dipendenti pubblici le decurtazioni del trattamento economico a causa delle assenze per malattia".

"La crescita della diffusione del virus A/H1N1 con caratteristiche di elevato contagio - scrive il sindacato - impone infatti l'adozione di tutte le misure che consentano ai pazienti di rispettare il decorso della malattia, assentandosi dal posto di lavoro per il periodo necessario, senza il timore delle conseguenze di questo provvedimento".

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27 ottobre 2009

I rischi influenzali degli spogliatoi sportivi

"Come presidente dell'Associazione dei medici italiani del calcio ho scritto una lettera al viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, facendo presente quali sono i pericoli di una contagiosità grossa in uno spogliatoio e chiedendo un incontro".

Così all'Agenzia Grt Enrico Castellacci, presidente Lamica (Libera associazione medici italiani calcio) e medico della nazionale italiana, sui rischi di una possibile diffusione del virus H1N1 nel mondo del calcio, visti i recenti casi in Premier League e Ligue 1.

"Abbiamo fatto presente al viceministro quali sono le esigenze del mondo calcistico dal punto di vista medico, chiedendo - afferma Castellacci - che il ministero metta a disposizione delle società di calcio, come per scuole e ospedali, il vaccino che poi l'atleta può decidere di prendere o meno. Credo che questa disponibilità ci debba essere".

"Questa influenza non è pericolosa, ma altamente contagiosa, quindi se il virus entra nello spogliatoio - spiega il medico degli azzurri - è facile che vengano contagiati più giocatori. I medici delle società di calcio si sono rivolte a me per sapere come acquistare il vaccino, che non è possibile comprare senza mandato del ministero della Salute. Attendiamo una risposta", conclude Castellacci.

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Influenza A, vaccino monodose tra 10 e 60 anni

In Italia una sola dose di vaccino pandemico basterà per immunizzare le persone tra i 10 i 60 anni contro l'H1N1. "L'Agenzia del farmaco italiana lo ha già detto e il concetto verrà ribadito dall'Unità di crisi, di cui fa parte anche il Consiglio superiore di sanità, che i dati mostrano come una dose di vaccino pandemico sia sufficiente.

L'Emea (Agenzia europea del farmaco) ha infatti raccomandato ancora le due dosi, pur sottolineando che i dati mostrano come una dose sia sufficiente per la maggioranza della popolazione, lasciando gli Stati membri liberi di regolarsi".

Lo ha precisato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, intervenendo ieri all'Istituto Spallanzani di Roma al Global Forum on Mass Gatherings dell'Oms. "Quindi in Italia andremo avanti con una dose di vaccino pandemico che si è rivelata ampiamente accettabile", afferma Fazio.

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Fazio, su H1N1 stampa italiana responsabile

Il comportamento dei media italiani sull'influenza A è stato finora responsabile. I giornalisti hanno capito che non è il caso di fare scoop sulla pelle dei cittadini

A promuovere, in questo caso, il mondo della comunicazione sulla pandemia è Ferruccio Fazio, intervenuto ieri a Roma ad un convegno organizzato da Federsanità Anci dal titolo "Pandemia H1N1: aspetti organizzativi e di comunicazione sanitaria".

"A volte magari la comunicazione è stata insufficiente - sottolinea Fazio - ma questo è comprensibile perché si trattava di un'influenza nuova, ai più sconosciuta.

Paradossalmente però posso dire che la pandemia ha rafforzato i rapporti con i giornalisti. Forse - termina il viceministro - è stato riportato poco quello che accade all'estero, con notizie altalenanti".

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26 ottobre 2009

Anti-H1N1, un solo caso di effetto collaterale

Il vaccino contro la nuova influenza A è sicuro, e lo dimostrano anche i primi dati sulla profilassi in Italia. "Mi risulta che sinora si sia verificato un solo caso di rush cutaneo, cioé di arrossamento della cute: una reazione allergica localizzata che si è risolta spontaneamente senza problemi".

Lo riferisce il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ieri mattina a Monza a margine dell'inaugurazione del centro Ciclotrone Pet , all'università di Milano-Bicocca.

La persona che ha sperimentato il lieve effetto collaterale sarebbe una donna, forse un'infermiera.

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21 ottobre 2009

H1N1, a rilento la vaccinazione dei medici

Inizia con il 'freno a mano tirato' la campagna di vaccinazione dei medici e degli operatori della sanità contro l'influenza A

Sebbene la prima partita di dosi del vaccino contro il virus H1N1 sia arrivata in tutte le Regioni, solo in nove è effettivamente partita la campagna di vaccinazione: Lombardia, Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia Romagna, Molise, Puglia, Toscana, Campania e Calabria. Nelle Marche e in Sicilia si comincia oggi (ieri ndr).

In tutte le altre si aspetta, per diversi motivi. C'è chi attende un maggior numero di dosi (Abruzzo, Basilicata, Umbria), e chi invece, per scelta, ha deciso di non accavallare la vaccinazione pandemica con quella contro l'influenza stagionale (Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano).

E' quanto è emerso da un'indagine che ha interpellato i vari assessorati alla Sanità e gli uffici regionali che si occupano della campagna vaccinale.

Per conoscere il dettaglio delle Regioni clicca QUI (PDF)

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CRI, possibile slittamento consegna del vaccino

Possibile slittamento della consegna della seconda partita di vaccini contro l'influenza A destinati alle Regioni. "L'arrivo della seconda tranche, inizialmente programmato per venerdì, potrebbe slittare di un paio di giorni. Al massimo lunedì".

A riferirlo è il responsabile sanitario della Croce rossa italiana (Cri), Ulderico Angeloni, che su delega del ministero della Salute sta gestendo la distribuzione delle dosi di vaccino dai magazzini delle aziende produttrici ai Centri di stoccaggio regionali. "Al momento - spiega Angeloni - stabilire con esattezza il giorno preciso della seconda consegna non è possibile. Siamo in attesa di ordini in tal senso da parte del ministero.

Credo comunque che entro lunedì saremo in grado di partire per la seconda consegna". Riguardo alle polemiche avanzate da qualche assessorato regionale alla Sanità, che si aspettava nella prima partita inviata la scorsa settimana la consegna del vaccino in flaconi multidose, il responsabile sanitario della Cri taglia corto. "Lo ritengo un problema irrilevante, che non si pone. Il siero è lo stesso, l'importante è averlo a disposizione", conclude.

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20 ottobre 2009

Fimmg, vaccinarsi è scelta responsabile

"Invito tutti i medici di medicina generale a vaccinarsi contro l'influenza H1N1. E' una scelta responsabile, un atto di buona pratica clinica per contribuire ad arginare la diffusione del virus ed essere pronti a curare i propri pazienti soprattutto durante gli eventuali picchi della pandemia". A lanciare l'appello è Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale).

Nei giorni scorsi il sindacato ha diffuso i risultati di un sondaggio, secondo cui il 60% dei 'camici bianchi' di famiglia non avrebbe intenzione di aderire alla profilassi contro la nuova influenza A. "Non condivido gli scetticismi in merito alla sicurezza del vaccino - prosegue Milillo in una nota - Come più volte assicurato dagli organismi competenti, anche se elaborato in tempi record, è costruito in maniera analoga ai vaccini stagionali antinfluenzali adiuvati con MF59", sottolinea.

"Il vaccino ha tutte le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa europea, infatti ha seguito una procedura autorizzativa centralizzata presso l'agenzia europea Emea - ricorda Milillo - Inoltre l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha potenziato il sistema di farmacovigilanza e i risultati del monitoraggio verranno messi a disposizione sul sito web dell'agenzia".

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19 ottobre 2009

2010, un quadrivalente per le due influenze

Nel 2010 "è verosimile che il virus pandemico H1N1 faccia parte del vaccino contro l'influenza stagionale". In questo modo la profilasssi contro l'influenza tradizionale e quella A/H1N1 sarà possibile con un unico prodotto, "tetravalente invece che trivalente".

A riferire l'ipotesi è il viceministro alla Salute Ferrucio Fazio, ieri a Milano a margine del congresso della Società italiana di Ematologia (Sie). Secondo Fazio, "è possibile che il virus H1N1 circoli ancora nei prossimi anni nel mondo. E questo - precisa - è uno dei motivi per cui si dovrebbe somministrare il vaccino anche nei Paesi in via di sviluppo". Ma in Italia, ribadisce Fazio, "secondo le nostre statistiche il virus H1N1 potrebbe essere eradicato. Come già è avvenuto in Australia, dove è quasi sparito".

La speranza del viceministro, quindi, è quella di debellare l'infezione pandemica entro l'estate. "Se noi stronchiamo il virus per la primavera, poi saremo a posto - assicura - Il prossimo ottobre lo potremo mettere nel vaccino influenzale", in modo appunto da avere un unico prodotto 'scudo'.

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Bene immunizzare i medici

I medici di famiglia e gli ospedalieri "farebbero bene a vaccinarsi contro il virus A/H1N1. Sia per garantire l'assistenza e le cure, sia per non rischiare di contagiare involontariamente i loro stessi pazienti, fragili o particolarmente a rischio, magari ricoverati in ospedale".

Lo sottolinea Giorgio Palù, ordinario di microbiologia e virologia all'università di Padova, presidente della Società italiana di virologia, presidente vicario dell'European Society for Virology e componente dell'Unità di crisi sul virus A/H1N1 del ministero del Welfare, commentando i dati dell'indagine secondo cui sei medici di famiglia su dieci non si faranno vaccinare contro il virus dell'influenza pandemica.

Dunque, secondo il virologo quest'anno i 'camici bianchi', notoriamente scettici in tema di autoimmunizzazione contro l'influenza, farebbero bene a ripensarci. "Io stesso, per questi motivi, mi sono vaccinato appena vaccinato", conclude Palù.

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H1N1: Fazio, buona l'adesione medici a vaccino

Non è così bassa, secondo il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, l'adesione dei medici italiani alla vaccinazione anti-H1N1. Si parla del 40%, un dato "molto più alto rispetto al 20% che registriamo normalmente contro l'influenza stagionale". Ieri a Milano, a margine del congresso della Società italiana di ematologia (Sie), Fazio sottolinea che per convincere i camici bianchi a fare l'iniezione 'scudo' "non intendo assolutamente insistere. I medici hanno tutta la mia stima e sono perfettamente in grado di decidere che cosa fare".

Tuttavia, il viceministro ammette che "forse anche da parte nostra non sono state sufficientemente comunicate le motivazioni per cui è consigliabile che la classe medica si vaccini contro la nuova influenza". Fazio ripete dunque le ragioni della campagna. Primo "noi vogliamo stroncare il virus al più presto, perché in una pandemia il pericolo è la ricircolazione del virus, che può causare poi eventuali mutazioni con maggiore aggressività" del microrganismo stesso. "Per chiudere rapidamente la fase di picco, però - ripete il viceministro - abbiamo bisogno dei medici. Già oggi (ieri, ndr), a Roma, ci sono state pressioni sugli ospedali e per questo bisogna ripetere che il primo trattamento contro il virus non va fatto in ospedale, ma rivolgendosi al medico di famiglia. Ecco perché sarebbe utile che, al momento del picco, i medici di medicina generale non fossero malati".

La seconda buona ragione perché i camici bianchi si vaccinino, aggiunge il viceministro, è che "in alcuni casi sono possibili complicanze respiratorie che vengono gestite nei reparti di pneumologia e di terapia intensiva. E anche in questo caso - conclude - sarebbe auspicabile che a fine anno, nella fase di picco, questi medici siano disponibili".

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Bianco, è importante vaccinare anche i medici

E' utile ed è nell'interesse dell'intera collettività" che i medici e gli operatori sanitari scelgano di vaccinarsi contro la nuova influenza A, "sia perché sono più esposti al virus, sia perché, se si ammalano anche loro, il sistema di assistenza si blocca

A dirlo è Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che invita i camici bianchi "a prendere in seria considerazione l'opportunità di vaccinarsi", dopo che alcuni sondaggi hanno indicato un'alta percentuale di medici non disposti a immunizzarsi. "Siamo comunque di fronte ad una pandemia.

E anche se il virus non è particolarmente aggressivo, è sicuramente molto contagioso", ha ricordato all'ADNKRONOS SALUTE il presidente dei medici italiani. "Le ragioni per le quali è stata data priorità all'immunizzazione degli operatori sanitari sono due", ricorda Bianco sottolineando che la scelta dei medici è individuale è non c'è obbligo a sottoporsi al vaccino.

"La prima è legata al fatto che, per la loro missione di cura, possono più facilmente degli altri venire a contatto con il virus. La seconda è di interesse più generale e serve ad evitare che, quando ci sarà il picco della pandemia, non si metta a letto anche chi cura". In base a questi due elementi "è più che utile vaccinarsi. Io mi vaccinerei", conclude Bianco.

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14 ottobre 2009

H1N1, ecco il primo vaccinato italiano

A Milano il primo vaccinato d'Italia contro l'influenza A. E' Giorgio Ciconali, un medico dell'Asl di Milano, responsabile del Servizio aziendale di igiene pubblica.

Il camice bianco, 50 anni d'età, ha ricevuto l'iniezione ieri mattina alle 9.30, dando fisicamente il via alla campagna di vaccinazione anti-H1N1 per gli operatori sanitari e i lavoratori dei servizi essenziali in Lombardia.

A Milano oggi (ieri ndr) "verrà vaccinata una decina di persone - spiega il direttore generale dell'Asl di Milano, Giacomo Walter Locatelli - si tratta di personale interno all'azienda sanitaria". Adesso, prosegue il Dg, si aspettano le adesioni dei medici di famiglia.

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Fazio, silenti molti casi di influenza A

"In Italia, secondo il rapporto dell'Istituto superiore di sanità, sono poco più di 10 mila i casi di influenza A. In realtà, noi pensiamo che si sia arrivati a 50-100 mila casi, ma molte persone non si sono neanche accorte di essersi ammalate.

A dimostrazione che si tratta di un'influenza molto più leggera di quella stagionale". Lo ha affermato il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, ospite questa ieri della rubrica 'La telefonata' di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5 all'interno del programma 'Mattino Cinque'.

Alla domanda se l'allarme suscitato dal virus H1N1 sia eccessivo, Fazio risponde appunto che "in questa fase l'allarme è sopravvalutato, perché l'influenza A è più leggera di quella stagionale. Ma in alcune persone può essere mortale: basta una piccola febbre per causare il tracollo delle funzioni in un organismo compromesso e questo non è da sottovalutare".

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Dalla FIMMG le "istruzioni" per l'influenza A

Le indicazioni per gli interventi più opportuni in caso di sintomi di influenza, ma anche un supporto per dare adeguate informazioni di prevenzione ai pazienti

E' il vademecum per i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) presentato ieri al congresso nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), per la gestione della pandemia da virus A/H1N1 da parte dei medici che si trovano in prima linea a dover rispondere all'emergenza, con visite domiciliari, ambulatoriali ma soprattutto richieste di informazioni su come evitare il contagio o superare l'infezione. Il vademecum - spiegano i camici bianchi della Fimmg - vuole essere uno strumento di rapida consultazione per supportare le attività di educazione sanitaria, di gestione clinica e di consulto che i medici della continuità assistenziale saranno sempre più pressantemente chiamati ad affrontare. Le indicazioni sono state messe a punto - si precisa in una nota - attraverso la sintesi dei contenuti più significativi della letteratura scientifica, delle linee guida nazionali e delle disposizioni normative pubblicate nelle ultime settimane.

L'opuscolo propone, in particolare: - l'uso di schede analitiche di valutazione differenziate per il paziente adulto e per il bambino, in modo da assicurare l'intervento più appropriato (contatto telefonico, visita e trattamento); - l'adozione del Pandemic Medical Early Warning Score (PMEWS), citato dalle linee guida nazionali per la gestione dell'influenza come criterio per decidere l'ospedalizzazione e, soprattutto, come strumento di comunicazione con il medico di famiglia ed il pediatra che hanno in carico il paziente. Nel caso di un'eventuale pandemia, ottimizzare l'impiego delle risorse umane - spiegano i medici della Fimmg - rappresenta il punto di forza per il superamento del periodo di massima diffusione. Per la Fimmg la ricerca di un sistema codificato di gestione degli interventi, soprattutto per quanto riguarda il ricovero - proposta fatta dal sindacato alle unità di crisi - è l'unica soluzione possibile per potenziare la collaborazione tra diversi settori della sanità e ridurre le conflittualità tra i sistemi assistenziali territoriali e ospedalieri.

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11 ottobre 2009

Febbre suina: rapporto Iss, 11.624 casi in Italia

Sono 11.624 i casi di influenza A in Italia, secondo il rapporto dell'istituto superiore di sanità aggiornato al 4 ottobre, pubblicato sul sito del ministero della Salute.

In particolare sono 10.386 i casi (cosiddetti clinici) registrati dal 27 luglio al 4 ottobre, da quando cioè la diagnosi di influenza da virus A/H1N1 si basa sul solo criterio clinico e i casi vengono segnalati settimanalmente in forma aggregata dalle Regioni e dalle province autonome e poi confermati su un campione di vasi notificati settimanalmente.

A questi si aggiungono i 1.238 contagi confermati, ancora con il vecchio metodo, dal primo maggio al 26 luglio. Nei mesi successivi sono stati ricoverati 1.053 pazienti. La fascia d'età più colpita si conferma quella dei ragazzi e giovani adulti, con 3.362 contagi fra i 15 e i 24 anni. Seguono 1.833 casi dai 5 ai 14 anni, 1.760 dai 25 ai 34 anni.

Sono poi 821 i contagi riportati in bimbi al di sotto dei 4 anni e 406 quelli nelle persone con più di 64 anni. Le Regioni più colpite sono l'Emilia Romagna, con 1.798 casi clinici, e la Toscana, con 1.583 casi e 140 ricoveri. Al terzo posto il Lazio, con 876 persone contagiate e 128 ricoverati. Solo 12 i casi in Molise anche questa settimana, secondo il bollettino.

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01 ottobre 2009

SIP, serve strategia pediatrica contro H1N1

Pur condividendo "in larghissima parte la strategia individuata dal ministero del Welfare per affrontare il rischio pandemia", la Sip (Società italiana di pediatria) ha ritenuto opportuno costituire un gruppo di lavoro formato da esperti "per identificare una strategia di interventi che tenga conto delle peculiarità dell'area pediatrica".

Lo afferma in una nota Pasquale Di Pietro, presidente della Sip, aggiungendo che il gruppo è coordinato da Pier Angelo Tovo, presidente della Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip), e coinvolge altre società scientifiche,fra cui la Società italiana di emergenza urgenza pediatrica (Simeup). "Tutti ci auguriamo - sostiene Di Pietro - che il diffondersi della nuova influenza non assuma nel nostro Paese le caratteristiche di una vera pandemia, poiché in tal caso le ricadute sul sistema assistenziale italiano sarebbero notevoli, e come pediatri siamo particolarmente preoccupati in proposito.

In caso di epidemia dovremo certamente affrontare un iperafflusso alle strutture ospedaliere (in particolare al Pronto soccorso, notoriamente già spesso in situazione critica), per cui emerge innanzitutto la necessità di far comprendere alla popolazione che non esiste un valore aggiunto nel recarsi in Pronto soccorso. La diagnosi precisa del virus responsabile di una sindrome influenzale non è indispensabile ai fini terapeutici e in Pronto soccorso non verrà fatto alcun tentativo di diagnosi eziologia se il bambino non necessità di ricovero", ricorda.

"Va anzi sottolineato - conclude Di Pietro - che il Pronto soccorso in periodo epidemico costituisce un luogo di maggior potenziale pericolo per il contagio". Il boom di bambini al Pronto soccorso in seguito ad una pandemia "è prevedibile - evidenzia Tovo - in quanto i piccoli sono più esposti al rischio di contrarre l'influenza rispetto agli adulti. Si tenga conto che durante la stagione invernale un bambino di 2-3 anni all'inserimento in comunità manifesta di solito sei episodi di sintomi del tutto sovrapponibili a quelli dell'influenza, sostenuti però da altri virus".

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29 settembre 2009

Fazio, in arrivo linee guida su H1N1

Arriverà "oggi o al massimo domani l'ordinanza con le linee guida sulle vaccinazioni anti-H1N1 per le Regioni, insieme alla circolare sui casi gravi di polmonite primaria" causata dal virus. Lo ha detto il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, a margine di un incontro sulle malattie renali ieri a Roma.

Per quanto riguarda le indicazioni ai medici di famiglia sulla gestione dei casi di nuova influenza A, bisognerà aspettare "2-3 giorni", ha aggiunto Fazio.

Il viceministro ha poi ribadito che i tempi per l'arrivo del vaccino pandemico sono rispettati, e questo vuol dire che i due vaccini (contro l'influenza stagionale e contro il virus H1N1) saranno disponibili contemporaneamente.

Se si ha l'indicazioni di sottoporsi a entrambi, "il Consiglio superiore di sanità ha stabilito che la co-vaccinazione anche contemporanea non è un problema - ha ricordato Fazio - con l'accortezza di eseguirla su due arti diversi. Questa cosa, comunque, sarà oggetto dell'ordinanza che invieremo oggi o al massimo domani", ha concluso.

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28 settembre 2009

H1N1: Ecdc - inevitabili ondate in autunno

Ondate di virus pandemico sono "inevitabili in autunno nei Paesi europei. E la trasmissione" del patogeno "sta già aumentando in alcuni Stati". E' quanto emerge dall'ultimo bollettino diffuso ieri dall'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), che sulla base dell'analisi di quanto è appena accaduto nell'emisfero Sud - il primo a fare i conti con la pandemia - sottolinea come "i servizi ospedalieri, e in particolare le unità di terapia intensiva" del vecchio continente "saranno sotto pressione" nei prossimi mesi.

Inoltre la malattia, quando si manifesta in forma severa, spesso provoca una polmonite virale che causa una sindrome da distress respiratorio acuto. Una situazione che "raramente si vede con l'influenza stagionale, ed è di gestione difficile per i medici", sottolinea l'Ecdc. Il Centro, sulla base della recente esperienza, fornisce però anche alcuni dati tranquillizzanti.

In particolare, "il numero dei decessi non sembra essere aumentato nei Paesi dell'emisfero meridionale rispetto a quello che si registra con l'influenza stagionale, benché i morti si siano verificati in gruppi differenti, specialmente nei giovani".

Inoltre le previsioni più pessimistiche degli esperti "sono state ridotte", e sembra ci siano stati "numeri significativi relativi alle infezioni asintomatiche". Infine, gli esperti stimano che le donne in gravidanza infettate con il virus pandemico "rischiano quattro volte" più degli altri di incappare in una forma grave di influenza.

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23 settembre 2009

H1N1, Fazio ribadisce l'invito alla calma

"E' mite" la nuova influenza che sta spaventando l'intero pianeta. A tranquillizzare gli italiani il viceministro della Salute Ferruccio Fazio, che nel corso dell'audizione in Commissione Affari sociali alla Camera, sottolinea che la "sintomatologia è più lieve di quella stagionale", tanto che ci saranno alcuni che contrarranno il virus senza neanche rendersene conto.

Fazio è tornato a ribadire la necessità di non diffondere numeri su contagi e mortalità, "perché è davvero molto difficile stimarli". Al ministero della Salute si attengono alla stima britannica che è dello 0,4 per mille per quanto riguarda la mortalità legata al virus.

"Anche se mite - ha tuttavia ammesso il ministro - c'è chiaramente una mortalità che mina prevalentemente le categorie a rischio: ecco perché verranno vaccinate prima delle altre". Fazio ha però riconosciuto che qualche rischio c'è anche per quelle persone che non rientrano tra quelle da vaccinare nei prossimi mesi.

L'unità di crisi istituita dal ministero è già al lavoro sulla questione, "e a breve, probabilmente già nei prossimi giorni, verrà emessa una circolare con misure più cogenti" per i casi gravi.

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21 settembre 2009

Il virus A-H1N1 non è mutato

Lo precisa Margaret Chan, direttrice generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), durante la cerimonia d'apertura del meeting annuale della Regione del Pacifico occidentale, in corso a Hong Kong.

Chan ha sottolineato che lo sviluppo dei vaccini per contrastare il virus sta procedendo rapidamente e in modo efficace. "Il virus può mutare in ogni momento - spiega Chan - ma da aprile, in base ai campioni su cui stanno lavorando i laboratori a livello mondiale, non ci sono state variazioni sostanziali dell'A-H1N1".

Stando alle stime, a livello planetario la produzione di sieri si attesterà a 3 miliardi di dosi l'anno. "Solo i pazienti ad alto rischio come le persone obese o con patologie croniche - sottolinea infine la numero uno dell'Oms in un discorso d'apertura che sta rimbalzando sui principali siti internazionali - corrono il pericolo di ammalarsi gravemente a causa del virus".

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Influenza A, arrivano linee guida su casi severi

Sono in arrivo già entro questa settimana le linee guida del ministero del Welfare sui casi gravi di nuova influenza A. "Mercoledì discuteremo nell'Unità di crisi del ministero le misure che abbiamo predisposto per questi casi acuti di polmonite.

E mercoledì stesso, massimo giovedì, emaneremo una circolare o ordinanza per spiegare alle Regioni come devono comportarsi in questi casi". Lo annuncia il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, ieri all'università Bicocca di Milano a margine di un congresso internazionale sui farmaci. "Al momento attuale non si sono verificate mutazioni del virus H1N1. L'andamento di questa influenza continua a essere più benigno del previsto", aggiunge il viceministro, che nelle scorse settimane aveva stimato un numero di casi gravi in Italia pari a circa un paio di centinaia. "Credo - sottolinea Fazio - che in tutta questa vicenda sia opportuno dare ai cittadini una comunicazione precisa e trasparente, come fin dall'inizio ha fatto il Governo.

Teniamo diritta la barra, proseguiamo nella direzione intrapresa - conclude - non ci sono motivi di preoccupazione legati agli avvenimenti degli ultimi giorni. Un decesso come quello della donna di Messina ce l'attendevamo". Sempre ieri mattina Fazio ha rassicurato i presenti sui piani di distribuzione del vaccino: "Il vaccino anti-H1N1 sarà pronto come abbiamo sempre detto tra il 15 ottobre e il 15 novembre - ribadisce Fazio - non abbiamo motivo di pensare che ci siano ritardi importanti. Può darsi che ci siano" dei ritardi, puntualizza il viceministro, "ma le prime dosi dovrebbero arrivare nei tempi previsti".

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17 settembre 2009

Influenza A, mille nuovi casi in 24 ore

Tornano ad aumentare a ritmo sostenuto i casi di nuova influenza A registrati nel vecchio continente.

Secondo il bollettino diffuso dal Cdc europeo (l'European Center for Disease Prevention and Control), infatti, nelle ultime 24 ore sono state confermate 994 nuove infezioni da H1N1, con il totale dei casi che sale a 52.057.

Le morti dovute al virus nei Paesi europei sono 145; nelle ultime ore c'è stato il primo caso fatale in Lussemburgo.

Secondo il bollettino, infine, nel resto del mondo si sono registrate finora 3.868 vittime, dunque i casi letali in totale finora sarebbero 4.013.

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14 settembre 2009

Federanziani, priorità al vaccino stagionale

Se si continua a "focalizzare l'attenzione solo su un virus influenzale che non desta particolare preoccupazione" a cui si aggiunge "una errata informazione, sempre più incontrollata, c'è il rischio di veder triplicate le morti per le complicanze dell'influenza stagionale". E' la convinzione del Centro Studi Sic di Federanziani, sottolineata in una nota da Roberto Messina, presidente della federazione che chiede subito l'avvio di una campagna vaccinale contro la 'normale' influenza negli anziani.

"Il fatto più grave - spiega Messina - è che si sta perdendo di vista l'obiettivo per il quale si è lavorato da decenni. Solo dopo anni e anni si è riusciti a dare una copertura vaccinale al 60-65% degli anziani su tutto il territorio nazionale. E, nonostante ciò, ogni anno per le complicanze dell'influenza muoiono in Italia, secondo i dati del ministero della Salute, ben 8.000 persone di cui l'84% (pari a 6.700 decessi) è over 65".

Per Messina "l'allarmismo che si sta creando intorno al virus A/H1N1 ha di fatto mandato fuori controllo la macchina organizzativa che ogni anno, se pur con qualche difficoltà, riusciva comunque a far vaccinare contro l'influenza stagionale gli anziani".

Federanziani ribadisce che il rischio epidemiologico pandemico va affrontato con metodo. E che lo slittamento della vaccinazione preventiva stagionale, o addirittura il mancato raggiungimento della copertura vaccinale del 65% degli anziani, "farà 'impennare', è una certezza, il saldo dei morti per complicanze", dice Messina. Morti che potrebbero triplicare, arrivando dalle attuali 8 mila a 24 mila.

E tutto questo per non aver dato "la possibilità agli anziani di vaccinarsi preventivamente, come da circolare ministeriale, sapendo perfettamente che l'influenza A/H1N1 non ha nulla a che vedere con quella epidemia che colpisce ogni anno la popolazione, e che ha come conseguenza un elevato tasso di mortalità da complicanze.

L'influenza stagionale ogni anno bussa alla porta e miete le sue vittime: il bieco ritardare e il silenzio di chi dovrebbe vigilare e prevenire affinché le morti non aumentino, dimostrano una gestione poco etica della prevenzione in Italia", conclude Messina.

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Ipasvi, vaccinazione utile per garantire servizi

La vaccinazione prioritaria anti-H1N1 degli infermieri, considerati tra le categorie che svolgono funzioni essenziali, è una misura utile per garantire l'assistenza ai cittadini anche durante il picco della pandemia, previsto tra il 18 dicembre e il 18 gennaio.

A dirlo è Barbara Mangiacavalli, segretario nazionale della Federazione dei Collegi degli infermieri (Ipasvi), commentando l'ordinanza sulle vaccinazione contro la nuova influenza firmata dal viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, in cui si indicano le categorie cui sarà offerta prioritariamente la possibilità di ricevere il vaccino. Primi tra tutti gli operatori sanitari. "Le decisioni adottate dal ministero del Welfare - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Mangiacavalli - sono appropriate perché, di fatto, vaccinare gli operatori sanitari, che saranno coinvolti in prima linea nella pandemia, è fondamentale. Così, infatti, si garantisce un adeguato livello di assistenza ai cittadini che si rivolgeranno alle strutture sanitarie e che dovranno trovare, necessariamente, gli infermieri oltre che i medici. Insomma, si tratta di un"assicurazione' per offrire le necessarie risposte al bisogno di salute che emergerà in autunno". La campagna vaccinale, dunque, "dovrebbe in qualche modo tutelarci da picchi di assenze per malattie del personale sanitario proprio nel momento più difficile dell'epidemia", aggiunge Mangiacavalli. Che però ammette: "Al momento, non abbiamo indicazioni sull'orientamento degli infermieri italiani rispetto all'adesione alla vaccinazione".

L'Ipasvi, per ora, sta lavorando per aiutare gli infermieri a fare educazione sanitaria per applicare le norme di igiene più utili, a partire dal lavaggio delle mani. "Nella pagina centrale della nostra rivista 'L'infermiere' - che arriva 170 mila infermieri e che abbiamo appena chiuso - abbiamo inserito una pagina centrale divulgativa ad hoc". I vertici non si sono ancora confrontati su eventuali misure per sensibilizzare gli infermieri a vaccinarsi, "dovremo parlarne nel prossimo comitato centrale", dice il segretario nazionale, che però personalmente sceglierebbe senza dubbio l'immunizzazione: "Io mi occupo di organizzazione, non sono coinvolta nella clinica, non vorrei togliere il vaccino ad un infermiere che opera in reparto. Ma se mi sarà data dalla mia azienda l'opportunità di vaccinarmi, lo farò", conclude.

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SIGO, prudenza sul vaccino in gravidanza

Sulla vaccinazione delle donne in gravidanza contro il virus influenzale H1N1 "è necessaria una grande prudenza, anche in ragione del fatto che la sperimentazione sul nuovo vaccino è solo all'inizio"

Inoltre la scelta della vaccinazione va fatta caso per caso, "considerando le situazioni in cui i benefici sono superiori ai rischi". A dirlo è il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), Giorgio Vittori, che interviene sull'opportunità di vaccinare le donne incinte, inserita tra le categorie prioritarie nell'ordinanza sulla vaccinazione firmata dal viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, nella quale però si precisa che indicazioni dettagliate saranno fornite dopo il parere del Consiglio superiore di sanità.

Vittori spiega che il "rischio legato all'influenza A per le donne in gravidanza è maggiore. Questo è il motivo per cui nell'ordinanza ministeriale le donne sono indicate come categoria prioritaria per la vaccinazione, ma per attuarla è stato chiesto un parere del Css", ricorda all'ADNKRONOS SALUTE.

Bisogna però tenere conto della particolare condizione che prevede attenzioni maggiori."Dal punto di vista pratico, per esempio - continua Vittori - è importante sapere che ci sono due tipi di vaccino contro questa influenza.

Il cosiddetto 'flushot', realizzato con particelle inattivate di virus (morto), che si somministra attraverso un'iniezione", sottolinea. "C'è poi lo spray nasale, fatto con virus attenuato e questo non deve essere mai usato in gravidanza", raccomanda Vittori che non è contrario nemmeno al vaccino stagionale, "purché fatto in aree diverse del corpo rispetto al nuovo vaccino".

Insomma, se l'iniezione contro il virus A/H1N1 viene fatta su un braccio si deve scegliere l'altro braccio.

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