Trapianti tra vivi, Marino: bene la legge, ora l'informazione è vitale


La donazione parziale di polmone, pancreas ed intestino è possibile dopo il via libera definitivo della legge. Rigorosamente a titolo gratuito, la compravendita è assolutamente vietata.

Trapianti, donazioni tra vivi

Dopo la Camera, anche il Senato ha dato il suo ok alla proposta di legge nata su iniziativa del PD. Così la donazione parziale di questi organi va ad aggiungersi a quella già autorizza di fegato e reni.

"Salverà molte vite umane", dice soddisfatto il presidente della Commissione Sanità del Senato Antonio Tomassini.

Con il testo licenziato, molto breve, vengono meno tutte le problematiche burocratiche necessarie ad ottenere l'autorizzazione dei giudici per procedere alla donazione da parte di persona vivente.

Prima di questa nuova legge, a regolare la materia c'era l'articolo 5 del codice civile che vietava tutti quegli atti che procuravano "una diminuzione permanente dell'integrità fisica", fatti salvi la donazione di un rene e quella parziale del fegato.

In genere le donazioni di organi avvengono tra parenti molto stretti, prevalentemente sono i genitori che donano ai figli.

In assenza di parentela diretta o d'inidoneità, la donazione potrà essere aperta a persone con una parentela più lontana o ad estranei.

"L'approvazione di questa legge è un passo avanti importantissimo, in particolare per centinaia di bambini e adolescenti che sono in attesa di una seconda chance grazie a un trapianto", ha commentato Ignazio Marino (PD), Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.

Per il medico-senatore, questa legge consente di "salvare la vita a piccoli pazienti affetti da una malattia terribile come la fibrosi cistica, che in Italia sono 1 ogni 3.500 nati vivi".

Ma anche altre 100 mila persone con diabete tipo 1, oppure quelle che necessitano di un trapianto di intestino, spiega ancora Marino, potranno avvalersi delle opportunità offerte da questa legge.

"Questa tipologia di trapianto, infatti, può restituire una vita piena a migliaia di persone che altrimenti sarebbero condannate alla nutrizione artificiale attraverso una vena", aggiunge richiamando l'attenzione su quello che ora è necessario fare.

Diffusione dell'informazione della cultura della donazione da vivente, Spiega Marino sottolineando le differenze tra l'Italia e gli altri paesi.

Nel nostro Paese, ad esempio, solo l'8% dei trapianti di rene viene eseguito grazie alla donazione da vivente, in Olanda è il 54%, in Gran Bretagna il 37% e in Germania il 22%.

Da qui, il bisogno di lanciare una massiccia e continua campagna di informazione e sensibilizzazione affinché si sappia che è "possibile donare un rene ad una persona cara condannata alla dialisi".

14 settembre 2012

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