La bufala della mozzarella?


"Ai cittadini posso dire di stare tranquilli". Agli italiani il ministro della Salute, Livia Turco, rivolge una vera e propria rassicurazione: "Mangiate la mozzarella". Il ministro ha sottolineato come l'allarme sulle 'mozzarelle alla diossina' abbia dimostrato che il nostro è "un grande sistema di sicurezza e prevenzione che tutela la salute dei cittadini prima di tutto, come previsto dal dettato costituzionale".

L'allarme generato in alcune aree della Campania ha in altre parole messo in evidenza un "buon sistema di allerta, prevenzione dei rischi e individuazione delle anomalie". Ma facendo il punto sul caso mozzarelle, Turco ha ricordato che "anche i produttori devono farsi carico della salute dei cittadini. La competitività - sottolinea il ministro - c'è quando non manca il rispetto delle regole. Ai produttori, dunque, ricordo che ognuno deve rispettare le regole".

Al di là dei principi generali, comunque, Silvio Borrello, a capo della Direzione generale per la sicurezza degli alimenti e della nutrizione del ministero della Salute, intervenendo ieri a Roma alla conferenza stampa sull'emergenza diossina, al ministero delle Politiche agricole, ha chiarito che esiste da tempo "un piano annuale a livello nazionale per il monitoraggio della diossina negli alimenti.

Un monitoraggio che ha permesso di individuare le aziende problematiche, caratterizzate da un tenore di diossina leggermente superiore ai livelli fissati dall'UE, che sono molto severi rispetto a quelli di altri Paesi stranieri"."Abbiamo trasmesso alla Commissione Europea tutte le informazioni che ci hanno richiesto sui controlli effettuati sul territorio".

Borrello ha spiegato che, sempre ieri, è stata diffusa all'UE l'intera relazione del ministero della Salute, dalla quale si evince "la trasparenza delle nostre informazioni, e che tutti i controlli sono stati attuati in un ampio programma di monitoraggio per identificare le possibili contaminazioni del territorio. Abbiamo trasmesso - ha aggiunto - la lista dei caseifici risultati positivi, non quella sugli allevamenti. Perché non è detto che gli 83 in cui sono stati riscontrati problemi siano tutti positivi alla diossina, forse al termine delle analisi risulterà positivo solo un 50 per cento".

Un dato più immediatamente spendibile in termini di comunicazione ai cittadini è venuto da Carlo Cannella, presidente dell'INRAN (Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione) e componente del CSS (Consiglio superiore di sanità), sulla base delle concentrazioni di diossina rilevate nel latte e della soglia fissata dall'Organizzazione mondiale della sanità "bisognerebbe mangiare 7 chili di mozzarella contaminata per risentire dei primi danni per la salute. Ma certo un simile quantitativo farebbe male per altri motivi".

Nella serata di ieri è però arrivato l'ammonimento all'Italia da parte della Commissione Europea: "L'Italia - si legge un comunicato diffuso a Bruxelles - dovrà prendere "ulteriori misure per assicurare che mozzarella di bufala contaminata da diossina non sia immessa sul mercato, e non considera sufficiente l'azione intrapresa al momento" dalle autorità italiane. In assenza di un'azione adeguata la Commissione "considererà di proporre misure di salvaguardia per i prodotti provenienti dalla regione Campania".


Pagina pubblicata il 27 marzo 2008

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