1 mld euro per mettere in sicurezza edifici strategici


500 ospedali in zone a rischio sismico. Quello dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, posto sotto sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza per "gravi carenze strutturali tali da esporre a gravissimo rischio sismico l'intero manufatto" non è un caso isolato.

La riqualificazione degli ospedali italiani, mirata a renderli sicuri e a prova di terremoto nelle zone più vulnerabili della Penisola, "procede in maniera lenta e parziale".

A riconoscerlo è stato Guido Bertolaso, a capo della Protezione civile, intervenendo i primi di giugno all'audizione in Commissione d'inchiesta sull'efficacia ed efficienza del Ssn sulle condizioni strutturali degli ospedali collocati in zone a rischio sismico. Allora Bertolaso aveva parlato di "non meno di 500" nosocomi italiani situati in queste aree.

Il vertice della Protezione Civile ha individuato nelle "zone dell'arco appenninico e nel Meridione, eccezion fatta per la Sardegna", le aree più a rischio.

In passato, ha ricordato il numero uno della Protezione civile, sono stati stanziati 65 mln di euro e successivamente 234 mln per la messa in sicurezza delle strutture strategiche del territorio.

Fondi che sono stati utilizzati per eseguire oltre "7.000 verifiche" su edifici strategici: non solo ospedali, dunque, "ma anche Prefetture, questure, caserme dei vigili del fuoco, scuole, edifici per anziani. E sono stati fatti i primi interventi di riqualificazione".

Si tratta di fondi che, tuttavia, "non sono stati sufficienti". Basti pensare che solo sul fronte degli edifici scolastici "bisognerebbe verificare 15 mila strutture".

"E' importante ora - ha sottolineato Bertolaso - avere disponibilità finanziaria per poter procedere". E' previsto lo stanziamento di un miliardo di euro per la verifica non solo degli ospedali, ma di tutte quelle strutture che risultano strategiche in situazioni d'emergenza, "e per la loro messa in sicurezza".

Non solo, in una successiva audizione, tenutasi il 15 luglio, Bertolaso ha precisato che su 200 ospedali il 75% non sarebbe in grado di resistere a una scossa di 6.5 gradi, e il 50% potrebbe essere danneggiato da una di 5.5.

Di fronte a una situazione simile, lo stesso Bertolaso ha riconosciuto che per mettere in sicurezza dal rischio sismico, ma anche vulcanico e idrogeologico le strutture del nostro Paese "ci vorrebbero decine di leggi finanziarie tutte insieme. Ma occorre iniziare - ha concluso il numero uno della protezione Civile - piuttosto che fermarsi a polemizzare".


Pagina pubblicata il 28 luglio 2009

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