Legge 40, Tribunale di Bologna: si alla diagnosi genetica


Il Tribunale civile di Bologna lo conferma ancora una volta, la diagnosi genetica di pre-impianto su di un embrione, che rischia di ereditare una grave malattia genetica, è legittima.

Dopo la sentenza del 2006 del Tar del Lazio e le due ordinanze del Tribunale civile di Firenze, anche il magistrato Cinzia Gamberini di Bologna, il 29 giugno scorso, ha scritto nero su bianco l'interpretazione della legge 40,alla luce della nostra Costituzione. Ed ha pertanto ordinato ad un centro di procreazione assistita, il Tecnobios di Bologna, diretto da Andrea Borini, di procedere con la diagnosi genetica sugli embrioni.

Questa volta, però, la storia è diversa ed anche le valutazioni fatte meritano una riflessione in più, perchè la coppia fertile in passato, ha già generato un bambino che ha ereditato la sindrome di Duchenne, di cui la madre è portatrice con un'alta probabilità di rischio. Ne parliamo con l'avvocato Gianni Baldini, che per l'associazione Madre Provetta, ha difeso la coppia in Tribunale.

Cosa c' è di nuovo?
"Questa ordinanza, nello specifico, dimostra, che non solo le coppie sterili, ma anche quelle fertili, incapaci di concepire nei mesi precedenti l'accesso al centro di PMA, sono legittimate a ricorrervi. Inoltre, si consolidano e si rafforzano tutte le argomentazioni utilizzate nelle precedenti sentenze. Innazitutto, il principio costituzionalmente protetto della ragionevolezza.

In che consisterebbe?
"E' semplice. Perchè situazioni diverse dovrebbero essere trattate allo stesso modo? Se si riconosce il diritto alla conoscenza dello stato di salute degli embrioni di una coppia che non ha rischi genetici, allo stesso modo dovrò riconoscerlo ad una coppia che necessita di un esame diagnostico in più (la diagnosi genetica). "Non solo, ma se io ammetto la amniocentesi o la villocentesi in corso di gravidanza, come potrei vietare la diagnosi genetica, che è un test preventivo e predittivo, in una fase più precoce dello sviluppo dell' embrione, ancora non trasferito e non ancora feto?"

Il giudice bolognese ha letto bene anche la sentenza della Corte Costituzionale del 1 aprile scorso, che, in vigore dal 14 maggio, ha definitivamente modificato la legge 40 in alcuni punti dell'art. 14. Infatti, ha sottolineato che la responsabilità è del medico, ma che deve offrire al paziente le tecniche migliori, bilanciando la salute psicofisica della madre con le conoscenze cliniche ed il consenso della madre e della coppia. Mi scusi, ma allora cosa è l'eugenetica?
"L'eugenetica è troppo spesso invocata a proposito della diagnosi genetica,nel dibattito politico-pubblico e in alcuni convegni di bioetica, ma per il diritto è altro."

Cioè?
" Il diritto ci insegna che l'eugenetica è la selezione per motivi razziali e non per problemi di salute o problemi di malattie genetiche gravi, che impedirebbero al nascituro di sopravvivere e alla madre di non veder rispettato il suo diritto alla salute psicofisica"

Per concludere, avvocato Baldini, che destino toccherà agli embrioni, affetti dal gene della malattia?
"Saranno congelati fino a quando non si troverà una cura possibile o fino alla loro estinzione naturale".

Cosa auspica nell'imminente futuro per la legge 40, dopo le scosse dei tribunali?
"Che i medici si informino e conoscano bene il dettato, ormai esplicito, di queste sentenze e che le applichino senza tentazioni bio-politiche, che al momento procedono su altri piani, legittimi nel dibattito pubblico, ma altri."

Monica Soldano

Pagina pubblicata il 01 luglio 2009

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