Rischio denuncia allontana clandestini dalla sanità


Cresce la preoccupazione tra gli immigrati di essere segnalati come clandestini. Un timore che li tiene alla larga, anche se ammalati, da Pronto soccorso e ambulatori pubblici italiani. E' stato infatti registrato un calo di quasi il 35% dei migranti che ricorrono alle cure mediche in ospedale, con picchi del 75% come nel caso del San Paolo di Milano.

E' quanto emerge da un'indagine condotta nelle ultime tre settimane dal Gruppo EveryOne nei principali ospedali di Roma (San Gallicano, Policlinico Umberto I, San Camillo Forlanini, Policlinico Tor Vergata, ospedale Grassi di Ostia) e Milano (Niguarda, Policlinico, San Paolo, San Carlo). Una notizia allarmante, soprattutto alla luce del via libera di ieri del Senato al Ddl sicurezza che introduce il reato di clandestinità.

Una norma che, a detta dei medici, li mette di fatto nella condizione, in quanto pubblici ufficiali, di segnalare i clandestini. "Ci giungono notizie drammatiche - denunciano in una nota Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell'organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne - relativamente al numero di immigrati che nelle ultime settimane non sono ricorsi alle cure mediche in ospedale nonostante le gravi condizioni di salute. I nostri attivisti hanno ricevuto segnalazioni di vere e proprie tragedie umanitarie, proprio in virtù della fobia da reato di clandestinità".

"Nel nostro Paese, come negli altri Paese dell'Ue - osserva l'organizzazione - sono presenti anche migranti provenienti da Congo, Rwanda, Sudan e altri Stati africani colpiti dal micidiale virus dell'Ebola. Dopo l'approvazione del decreto, vivranno nascosti in luoghi inaccessibili e in condizioni igieniche tragiche.

Basterebbe un solo caso di contagio da parte del virus Ebola o di altra febbre emorragica letale per provocare un'epidemia assolutamente incontrollabile. Una volta esplosa, a causa del panico e della paura da parte dei migranti di collaborare con le autorità sanitarie e le istituzioni pubbliche italiane, la popolazione italiana - concludono i co-presidenti di EveryOne - potrebbe venire falcidiata in pochi mesi".


Pagina pubblicata il 02 luglio 2009

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