FAVO, circolare sul telelavoro voluta dai malati


La circolare del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sul telelavoro per i malati di cancro nel pubblico impiego "è stata sollecitata dalla Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo) nell'interesse delle centinaia di migliaia di malati di cancro che lavorano per lo Stato e gli enti pubblici".
Lo chiariscono il presidente, Francesco De Lorenzo e il segretario generale, Elisabetta Iannelli, della Favo, rispondendo al segretario generale della Fp-Cgil, Carlo Podda che ha criticato l'iniziativa ministeriale.

Secondo la Federazione infatti "i chiarimenti contenuti nella circolare, in primo luogo, sono evidentemente finalizzati ad evitare inutili quanto costosi ed inaccettabili controlli medici in malattia nei casi di patologie gravi come quella oncologica.

Il successivo richiamo all'utilizzo di forme flessibili di lavoro come il part-time ed il telelavoro, deve essere letto come facoltà del lavoratore pubblico ad accedervi senza che gli vengano opposti ostacoli di qualsivoglia natura e non certo come obbligo a lavorare ad ogni costo ed in qualsiasi condizione psico-fisica".

Da un sondaggio commissionato dall'AIMaC (Associazione italiana malati di cancro) all'istituto Piepoli lo scorso anno è risultato, infatti, che "l'89% dei malati di cancro desidera continuare a lavorare e non solo per evidenti ragioni economiche ma, anche e soprattutto, per sentirsi vivo e attivo.

Il lavoro per i malati oncologici è terapeutico ed aiuta a combattere la malattia, gli effetti collaterali delle terapie oltre che la conseguente depressione", spiega in una nota la Federazione. Con la circolare "il ministro ha accolto la richiesta dei pubblici dipendenti che, benché malati, vogliono continuare ad essere utilmente inseriti nel loro contesto sociale e lavorativo".



Pagina pubblicata il 04 giugno 2009

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