Federterme, stato di crisi senza rinnovo tariffe


Terme italiane in difficoltà. Il Consiglio direttivo della Federterme (l'associazione confindustriale che le rappresenta), convocato d'urgenza per giovedì 4 giugno, potrebbe dover chiedere l'apertura di un tavolo governativo sullo stato di crisi del settore, anche occupazionale, se non si riuscirà ad arrivare alla firma del rinnovo dell'accordo nazionale sull'erogazione delle prestazioni termali per il 2008-2009 nella prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni.
Lo ha comunicato ieri Costanzo Jannotti Pecci, presidente della Federazione, con un telegramma al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi; al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, e al coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Enrico Rossi.

Il presidente di Federterme ha espresso la sua "più viva preoccupazione per la nuova fase di stallo della trattativa per il rinnovo delle tariffe che il Servizio Sanitario Nazionale riconosce per le cure termali erogate con oneri a suo carico, scadute fin dal 31 dicembre 2005.

Ritengo inspiegabile e intollerabile - sottolinea nel testo - che una mancata intesa tra le parti istituzionali coinvolte sul riparto degli oneri da sostenere, per un insieme di veti incrociati tra varie amministrazioni, possa penalizzare le imprese del settore, in presenza di un accordo raggiunto con Federterme su proposte formulate proprio dalla parte pubblica".

"Nel corso del negoziato - precisa Jannotti Pecci - si è arrivati a definire un recupero parziale dell'incremento dei costi di produzione nel triennio 2006-2008, periodo in cui abbiamo proceduto a ben due rinnovi della contrattazione collettiva di settore.

In questa situazione, gran parte delle aziende del comparto non saranno in grado di fare fronte agli impegni presi.

Ci sarebbe da chiedersi - prosegue - che cosa sarebbe accaduto se Federterme, dopo aver raggiunto un accordo con le organizzazioni sindacali di settore, avesse tentato di fare appello a difficoltà di interlocuzione al proprio interno, per eluderne l'applicazione. Violando così quei principi minimi di correttezza e buona fede che sono alla base di qualsiasi trattativa.

Proprio come qualcuno, adesso, sta cercando di fare con noi", conclude. Le imprese termali del nostro Paese sono circa 370, con una forza lavoro di circa 65.000 persone, tra addetti diretti ed indiretti del settore.

Pagina pubblicata il 03 giugno 2009

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