Tumori e sfortuna, quante balle girano


La grande notizia sulla salute questa settimana è a proposito dell'incidenza del cancro, con nuovi titoli sparati come "Due terzi dei tumori degli adulti sono dovuti più a sfortuna che alla genetica", o "La maggior parte dei carcinomi sono solo sfortuna".

Io non sono neanche andato a vedere cosa ha detto il Daily Mail a questo proposito. Questi titoli però, e queste storie, sono solo balle. Il lavoro originale, che è molto interessate, non dice queste cose.

La cosa nasce da un articolo pubblicato recentemente su Science, dal titolo "Variazioni nel rischio di cancro nei vari tessuti possono essere spiegate dal numero di mitosi". Bert Vogelstein e Cristian Tomasetti, dicono che il loro studio spiega delle variazioni nel rischio di cancro ma non spiega il rischio di cancro in generale.

Di base gli autori hanno avuto una bella idea. Il cancro è causato da una mutazione nel DNA, e le mutazioni possono essere causate, fra le altre cose, dalle divisioni del DNA. Così, più aumentano le divisioni del DNA (per esempio se in un particolare tessuto ne avvengono di più), più è alto il rischio di cancro.

Per saggiare questa ipotesi gli autori hanno analizzato i dati della storia del rischio di cancro per 31 tipi di cancro e per ognuno hanno valutato la percentuale di divisione cellulare, dopodiché hanno confrontato questi dati.

Tumori

Cancer rate risk versus total stem cell divisions. DOI: 10.1126/science.1260825. Photograph: DOI: 10.1126/science.1260825.

Questi dati suggeriscono che vi sia una relazione fra il rischio di cancro e il numero delle divisioni cellulari, ma questo non dice niente sulla proporzione assoluta di carcinomi dovuti alla divisione cellulare.

Allora da dove viene questa percentuale dei due terzi? E' la proporzione delle divisioni nel logaritmo del rischio carcinoma che può essere spiegata con la divisione cellulare. Ma questa variazione può essere la stessa a prescindere dal fatto che il rischio di base sia alto o basso. Per esempio la profondità delle acque nella fossa delle Marianne varia a seconda della posizione della Luna, ma questo non spiega che una parte delle variazioni nella sua profondità non rivela un bel niente sulla profondità totale della fossa.

La cosa si chiarisce così: nei due set di dati x spiega solo l'80% della variazione. Nei punti neri X spiega di più sul rischio assoluto (circa il 75%), ma spiega meno nei punti rossi, (circa il 30%), perché c'è molto maggior rischio (per esempio più casi di cancro) quando x è zero. Così aggiungendo qualche caso alla linea di base il rischio totale aumenta di una piccola percentuale.

Tumori probabilità

Illustratione di Bob O'Hara

Allora, quale proporzione di carcinomi è dovuta a sfortuna? Sfortunatamente è difficile dirlo da questo ricerca. La tabella di questo lavoro è una scala logaritmica e se noi estrapoliamo il modello da zero, dovremmo dire che in questo caso non c'è rischio di carcinoma.

Come possiamo dire quanti tumori sono legati alla sfortuna? Bene, prima dobbiamo decidere cos'è la sfortuna, che è un argomento totalmente diverso. Ma dopo aver fatto questo la sola vera via per capire quanto rischio di tumore è legato alla sfortuna è di valutare quante persone hanno avuto il cancro per sfortuna, o (forse più facile) stimare la percentuale di rischio non legata alla fortuna.

Se usiamo la tabella di questo lavoro, possiamo vedere che questa seconda strategia è stata usata per esaminare un effetto, quello del fumo sul rischio di carcinoma polmonare: il rischio di cancro è 18 volte più alto nei fumatori che nei non fumatori. Poiché grosso modo il 18% degli adulti americani fuma (dati del CDC), questo suggerisce che per il tumore del polmone circa il 75% del rischio è dovuto al fumo (il rischio aumentato dovuto al fumo è moltiplicato per la quantità di fumatori e diviso per il rischio totale di carcinoma polmonare).

Io penso che una dose di Ben Goldacre farebbe bene a tutti, e mi lamento della mancanza di letteratura scientifica nei giornalisti che si occupano di salute. Vorrei solo suggerire che il prossimo redattore di questo giornale chieda che tutti i suoi giornalisti che si occupano di salute (e forse tutti i giornalisti di qualunque cosa si occupino) leggano "Cattiva scienza" di Ben Goldacre, che è una delle migliori spiegazioni di come pensare in termini di statistiche che io abbia mai letto.

Per favore, giornalisti, cercate di avere un'idea di cosa state trattando prima di scrivere di scienza.

Bob o'Hara

Bob O'Hara è un biostatistico che conduce delle ricerche al Centro di ricerche sulla biodiversità e sul clima (BiK-F) in Germania. Nel suo tempo libero scrive sul blog, Deep Thoughts and Silliness.

7 gennaio 2015

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