E' tempo di allergie, ecco poche regole anti-pollini


La primavera è una stagione che adoriamo ed allo stesso tempo un po' odiamo per il suo carico di pollini che si porta appresso, che ci saltano addosso dando inizio ad un periodo dell'anno non proprio divertente, pieno di pruriti, reazioni allergiche, riniti allergiche e così via.

Una stagione nella quale graminacee, parietarie, ed ulivi, cipressi e non so quanti altri, si impegnano nel rito della fecondazione e spargono nell'aria quella polvere fine ed appiccicosa che costituisce la materia fecondante dei fiori, ossia i pollini.

Questi scatenano in noi il fenomeno dell'allergia, che è definita da alcuni come una malattia del sistema immunitario, che provoca reazioni eccessive causate da particolari anticorpi, le immunoglobuline E (IgE), nei confronti di sostanze che normalmente, per le persone non allergiche, sono abitualmente innocue, cioè i pollini.

L'allergia non è una malattia che si trasmette geneticamente, nel senso che se uno ha un genitore allergico, per esempio al polline dei cipressi, non è detto che riceva gli stessi anticorpi dal padre o dalla madre, ma c'è piuttosto una predisposizione ad essere allergico che si passa dai genitori ai figli.

Le manifestazioni dell'allergia sono varie e vanno dalle le congiuntiviti, alle riniti, che sono dei raffreddori allergici caratterizzati da una secrezione abbondante, limpida e particolarmente fluida, e dall'arrossamento degli occhi, alla patologia asmatica, forma più grave che prelude ad un graduale restringimento delle vie aeree, con una difficoltà progressiva a respirare, fino alla pollinosi o "febbre da fieno.

Per capire da quale tipo di allergia siamo colpiti si possono effettuare test allergici, quali:

  • Il prick test, in cui la cute viene perforata da un ago per favorire la penetrazione dell'allergene;
  • Il prick byprick che si differenzia per l'impiego non dell'estratto allergenico, ma direttamente dell'alimento ritenuto allergizzante;
  • Il patch test, che è caratterizzato dall'applicazione di cerotti cutanei pregni di estratti allergizzanti sull'avambraccio o sull'addome;
  • Il rast test o test di radio-allergo-assorbimento, che consiste nella ricerca di specifiche IgE nel sangue;
  • Il test di provocazione, in cui si ha l'applicazione diretta dell'allergene a livello oculare, nasale e bronchiale.

Gli allergeni più comuni sono, come abbiamo detto, i pollini e più specificamente quelli delle:

  • Graminacee selvatiche,Degli alberi di ulivo,
  • Del faggio
  • Della betulla
  • Del nocciolo
  • Del cipresso

A cui si aggiungono i pollini delle piante erbacee come:

  • La parietaria
  • L'artemisia
  • L'ambrosia
  • La piantaggine

Ci sono poi altri antigeni comuni che possono scatenare crisi allergiche, e tra questi ricordiamo: gli acari della polvere e per finire un elenco che potrebbe essere molto più lungo, il, pelo di alcuni animali domestici come il gatto.

Secondo quanto dice l'Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ci sarebbero fra i 100 ed i 150 milioni di persone che soffrono di allergie.

In Italia viene calcolato che ci sia una percentuale fra il 15 ed il 20% per cento della popolazione italiana che soffre di allergie, un fenomeno che sembra essere in costante crescita, soprattutto tra i più giovani e le donne.

Non esistono terapie specifiche per prevenire, o curare in forma definitiva, le allergie, tranne la cosiddetta terapia di desensibilizzazione, che a volte da esiti positivi.

Ciò che viene fatto è curare i sintomi provocati dalla crisi allergia ed è per questo che si usano farmaci antistaminici, o, in alcuni casi, il cortisone, da prendere sempre su consiglio medico.

Gli esperti in allergia dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, hanno preparato un decalogo di cose importanti da fare, anzi da non fare, durante la primavera.

Esse vanno dall'evitare di andare in campagna in questo periodo, o di viverci, o di fare gite nelle prime ore del mattino nei campi, ed infine di non farci le vacanze, scegliendo invece, se possibile, di andare in vacanza in luoghi tra i 600 ed i 1.000 metri di altitudini, dove i fenomeni di impollinazione avvengono in ritardo.

Non bisogna poi tagliare il prato, se ce lo avete, fatelo fare a qualcun altro.

Fare sport in palestra piuttosto che all'aperto.

Insomma state attenti a dove andate e portate sempre con voi degli antistaminici, ed un pacchetto di fazzolettini.

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7 marzo 2015

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