Sicurezza, basta con la mattanza delle donne


(Roma) La morte di Giovanna, la donna di 47 anni aggredita, violentata e seviziata ieri a Roma, da un cittadino romeno ci lascia sgomente e senza fiato, annichilite. Così non si può più andare avanti. Il serio Piano d?Azione annunciato da mesi dal Governo, non può più aspettare. La violenza contro le donne è ormai una drammatica emergenza sociale che chiama in causa coscienze e istituzioni. Il fenomeno è globale e i drammi quotidiani cui assistiamo inermi sono ormai intollerabili.

Alla violenza si deve dire basta. Basta con la mattanza delle donne. Il Governo intervenga e colmi i suoi colpevoli ritardi. ?A questo punto le parole e la retorica sulle donne non bastano più. E' per questo che anche nell'ultima legge finanziaria abbiamo proposto un serio Piano d'azione anti violenza?, ricorda la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità  Barbara Pollastrini intervenendo su quest?ultimo massacro. Che il Piano venga attuato e subito. Urge, per la Ministra, "Una strategia che unisca l'azione repressiva, la prevenzione e l'aiuto e il sostegno alle vittime di ogni forma di molestia.

E' questo lo spirito delle norme inserite appena l?altro ieri nel pacchetto sicurezza e della legge che il Governo ha trasmesso al Parlamento quasi un anno fa". Da poche settimane - ricorda ancora Pollastrini - la Camera ha votato lo stralcio delle norme sullo stalking e l'omofobia: "Rinnovo il mio appello affinche' le deputate e i deputati di entrambi gli schieramenti approvino nei prossimi giorni questo primo fondamentale provvedimento. Ma insisto, la svolta può giungere solo da un Piano integrato e capace di agire su piani diversi.

Norme di legge efficaci, processi celeri e pene certe, l'Osservatorio nazionale contro la violenza sessuale, il pieno coinvolgimento di Enti Locali, centri antiviolenza, operatori e forze dell'ordine, una seria politica dell'accoglienza e delle espulsioni". "Stroncare la 'mattanza' delle donne è una priorità  di Governo e Parlamento - conclude Barbara Pollastrini - Non lo è certo da oggi, ma oggi ogni alibi è definitivamente caduto. In una giornata nella quale si rinnova il dolore per un'altra vittima, il mio e nostro impegno e' estirpare l'odio e la violenza contro le donne. E' una battaglia di civiltà  che l'Italia può e deve vincere.".

Convocato d?urgenza, il Consiglio dei Ministri ha varato ieri sera un decreto legge sulle espulsioni, per dare, finalmente, una concreta risposta ai ripetuti atti di violenza. Già  giovedì 1 novembre verranno definiti gli aspetti particolari. Il decreto-legge approvato ''anticipa alcune disposizioni del disegno di legge in materia di sicurezza urbana varato dal governo, al fine di contrastare episodi di particolare violenza e di criminalità  efferata. Il governo intende così rendere immediatamente possibile l'esecuzione dell'allontanamento di cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza nei termini che già  erano stati definiti dal disegno di legge in materia di sicurezza urbana''.

Al ministero dell'Interno, si è tenuta, sempre ieri sera la riunione dei vertici della Polizia per pianificare l'attività ', a livello nazionale, in seguito alla decisione del Consiglio dei ministri straordinario di trasformare in decreto il ddl sulle espulsioni contenuto nel 'pacchetto sicurezza'' in seguito all'aggressione mortale avvenuta martedì sera a Tor di Quinto ad opera di un rumeno. A presiedere il vertice operativo il capo della Polizia, Antonio Manganelli, che si e' messo in contatto con il nuovo capo della polizia rumena, George Popa, che recentemente è stato in visita a Roma. Come prima misura, e' stato deciso dalla Romania l'invio di una task force di investigatori specializzati in criminalità e controllo del territorio, attesi a breve in Italia. La riunione al Viminale è stata convocata dal prefetto Manganelli, che nel pomeriggio di ieri, insieme al ministro dell'Interno Giuliano Amato ha incontrato il sindaco di Roma Walter Veltroni, poiché le decisioni del Cdm entrano in vigore con effetto immediato.

Da qui l'urgenza di pianificare a livello nazionale l'attività ' di contrasto. E' stato lo stesso ministro dell'Interno Giuliano Amato, al termine del Consiglio dei ministri, a spiegare le finalità  del provvedimento adottato dal governo di trasformare in decreto legge le norme del ddl sulla sicurezza urbana varato ieri. "Dobbiamo dare la caccia ai delinquenti, anche romeni. Ma non dobbiamo dare la caccia ai romeni. Vi pregherei di sottolineare quello che ho detto - ha detto il responsabile del Viminale rivolto ai giornalisti - Oggi è stata proprio una romena che ha messo la polizia sulle tracce del delinquente". Con il decreto legge varato stasera, ha sottolineato Amato, "vogliamo essere nelle condizioni di poter espellere, prima che accadono ancora episodi come quello nella capitale. "La sicurezza ormai è una priorità , ed il Paese rischia di essere fuori controllo.

Per questo saluto il decreto come un piccolo passo in avanti. Bisogna potenziare le forze dell'ordine con più mezzi e finanziamenti, e soprattutto con la certezza della pena per chi delinque" - ha detto il vicepresidente del senato, Mario Baccini, mentre Pollastrini ora auspica "tempi brevi" per l'approvazione del decreto sulle espulsioni approvato ieri nel Cdm straordinario. ?Contro questa insopportabile catena di violenze contro le donne, non ci sono sociologismi da fare nè più parole da consumare: il governo ha fatto una proposta che aggredisce con dovuta durezza il problema. Siamo pronti a discuterlo e ad approvarlo'' aggiunge il presidente della commissione Giustizia della Camera, Pino Pisicchio, e alle critiche della Destra, che denuncia il fallimento di una politica dell'immigrazione e dell'?accoglienza' che un po? ovunque in tutt?Italia, e maggiormente ?nella capitale ha consegnato i cittadini (lo ha dichiarato Beatrice Lorenzin, coordinatrice nazionale dei giovani di FI) nelle mani di bande criminali che non hanno nessun rispetto della vita e dei nostri valori?, con la conseguenza che ?L?ulteriore prezzo pagato alla criminalità  (per la deputata di FI, Carlucci) è la vita di un?altra donna?, risponde la senatrice dell?Ulivo Vittoria Franco, che sottolineando che ?quanto accaduto a Roma è un crimine orrendo?, ribadisce che ?Il problema della sicurezza, e in particolare della sicurezza delle donne, è un problema del Paese, e spiace che la Destra non perda nemmeno le occasioni più cruente per fare demagogia".

"La questione della sicurezza ? continua Franco- e' una questione complessa perché deriva dai problemi nuovi legati all'immigrazione clandestina, all'apertura delle frontiere e all'allargamento dell'Unione europea, che si intrecciano con i problemi atavici dell'Italia, come la lentezza della giustizia". "Ciò che serve -prosegue- è un maggiore controllo del territorio, la promozione della cultura della solidarietà  tra le istituzioni e le forze dell'ordine, la cooperazione internazionale con i paesi interessati, creare la certezza dei diritti e dei doveri anche per i cittadini stranieri. Il governo dell'Unione sta agendo proprio in questa direzione. E' evidente che quello della sicurezza e' un problema che riguarda il Paese intero, come dovrebbe ben sapere la Destra che nella passata legislatura ha inasprito le norme sull'immigrazione ottenendo solo più clandestini". "Spiace dunque che la Destra ne approfitti per fare dichiarazioni demagogiche.

Esprimiamo cordoglio e solidarietà  alla famiglia della signora uccisa, e in un modo tanto violento. Tutti - conclude - vorremmo che un fatto del genere non succedesse mai più e che si possa dire basta a questa violenza estrema sulle donne". Un fenomeno purtroppo diffusissimo, per questo ? dichiara ancora la Presidente dei senatori dell?Ulivo, Anna Finocchiaro ? ?La gravità  é tragicamente uguale sia che si tratti di violenza esercitata da cittadini italiani, magari da conoscenti o famigliari, sia che venga esercitata da immigrati". ?E' fuor di dubbio però che oggi ci troviamo di fronte ad un ennesimo episodio che va contrastato con misure rapide ed efficaci. Ma vorrei ricordare alla destra che si è scagliata contro Veltroni, che proprio nelle scorse settimane il Sindaco di Roma si era recato in Romania per fare assumere alle autorità  di quel Paese la necessaria responsabilità  di fronte ad un fenomeno che sta assumendo dimensioni enormi". Per Finocchiaro, "serve una responsabilizzazione di quei Paesi da cui più forte è il flusso migratorio nell'area europea: lo stare in Europa prevede diritti e doveri nei confronti della libertà  e della sicurezza di tutti i cittadini europei.

Veltroni ha fatto della sicurezza uno dei principali temi del suo impegno di sindaco e di segretario del Pd. E bene ha fatto il governo, recependo una sua richiesta e quella che veniva da molti altri sindaci, a trasformare immediatamente in Dl il Ddl sulle espulsioni, dando prova di aver colto la drammaticità  e l'urgenza del provvedimento". "Capisco la necessità della polemica politica ma trovo l'atteggiamento della Destra, che ha governato fino a ieri per 5 anni, davvero strumentale. Dal governo di centrosinistra e dai comuni ? ha concluso - da tempo sono state messe in atto misure di contrasto alla criminalità  per tutelare in concreto la sicurezza dei cittadini e delle cittadine italiani". La storia tragica di Giovanna Reggiani riempie di rabbia infinita, perché ancora una volta si è scatenata una violenza estrema ed assassina nei confronti di una donna, e la città  deve reagire è il commento di Anna Maria Cubeddu, responsabile del Coordinamento Donne della Cgil di Roma che ricorda come da tempo il movimento delle donne segnalava con preoccupazione una pericolosa escalation nella città  di violenze e aggressioni nei confronti delle donne, sia in famiglia che fuori, ?senza però suscitare alcuna reazione né attenzione, se non formale, né interventi e misure concrete per rendere la nostra città  più sicura.?.

"Credo che Roma debba reagire con responsabilità  e con fermezza. Evitando - prosegue l'esponente Cgil - da una parte facili generalizzazioni del tipo ?romeno uguale assassino?, perché qui si tratta di un assassino e basta. Dall'altra rispondendo alla violenza con gli strumenti della partecipazione, della mobilitazione della nostra comunità , dell'agire da parte di tutti, istituzioni e società  civile, affinché Roma possa tornare ad essere la città  sicura e aperta che è sempre stata.?. "Occorre che più presto istituzioni, movimenti delle donne, prefettura - conclude Cubeddu - si siedano intorno ad un tavolo per discutere del tema della sicurezza, affrontando le tematiche specifiche della violenza sulle donne fuori e dentro la famiglia.?.

Nel corso del Comitato Direttivo della Cgil di Roma e Lazio, svoltosi ieri, è stato dato mandato pieno alla Segreteria per costruire una serie di mobilitazione ed iniziative nel posti di lavoro sul tema della violenza sulle donne?. Monica Cirinna', vicepresidente vicaria del Consiglio Comunale di Roma ricorda che proprio qualche giorno fa, ?ad una riunione tenuta in prefettura con altre elette, abbiamo chiesto più pattuglie delle Forze dell'Ordine in strada di notte, per avere più sicurezza. Ci è stato detto che da un pò di tempo la metà  delle radiomobili notturne che monitorava la città  si è fermata per carenza di fondi per la benzina. Il governo dovrebbe ? prosegue Cirinnà  - intervenire subito, per consentire alle Forze dell'Ordine deputate alla sicurezza della città  ' di pagare la benzina a prezzo di costo, senza l'imposta dell'accisa, che grava del 50 % sull'importo". "Proprio ora che è in discussione la Finanziaria - continua Cirinnà  - il governo potrebbe intervenire con qualche misura urgente, per aumentare la sicurezza nella nostra città , e garantire il doppio delle pattuglie notturne. Si aggredisce per lo più al buio, e ora che le giornate si sono accorciate, i rischi sono maggiori, soprattutto per le donne, quasi sempre le prime a pagare".

Anche le rappresentanti della Consulta Femminile della Regione Lazio sono concordi nel dire che l?episodio di violenza inaudita che si è registrato nella capitale, non solo colpisce la dignità  della donna ma dimostra come ancora sia lontana la cultura del rispetto dell'altro ed anche la scarsa efficienza dei sistemi di sicurezza nei luoghi pubblici. E' ora di dire basta a questi episodi che stanno pesantemente attraversando il nostro Paese ed in particolare, come emerge dagli ultimi dati, la regione Lazio. La criminalità  - precisa la presidente - non ha colore politico né si può individuare in una particolare fascia culturale o sociale, questa però cresce quando viene meno la coesione sociale, il rispetto della convivenza e soprattutto, nel caso delle donne, la certezza della pena.

La Consulta Femminile della Regione Lazio chiede alle Istituzioni tutte un forte impegno ad arrestare questi episodi di criminalità  e a dimostrare più attenzione al rispetto della dignità  umana". 'Condivido pienamente le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando invita le Istituzioni a 'compiere ogni sforzo' per garantire quel bene prezioso che è la sicurezza dei cittadini? - sottolinea la Sindaca di Milano Letizia Moratti - che chiedono con urgenza risposte ai drammi personali dei più deboli, di donne, anziani, bambini, di chi subisce furti, rapine, violenze, di chi vive il grave disagio delle case occupate abusivamente, di chi soffre per la mancanza di sicurezza sulle strade o per i maltrattamenti, così come per l'illegalità ' che ancora ferisce le nostre città , traducendosi in tante situazioni fra l'altro di spaccio di droga e di prostituzione a cielo aperto'. 'Rincorrere le emergenze - per Moratti - non permette di affrontare questi bisogni con la dovuta serietà  e profondità .

Occorre costruire politiche coerenti tra il livello nazionale e quello locale, tra quel poco che gli amministratori possono fare sulla base delle loro competenze a livello locale per garantire la sicurezza dei propri cittadini e le politiche nazionali ispirate all'ideologia che tende a tutelare più i colpevoli che le vittime. Politiche ispirate ad un buonismo che sul problema dell'immigrazione non tiene assolutamente conto della necessità  di coniugare diritti e doveri. 'Questo ennesimo atto di violenza accaduto a Roma - conclude Letizia Moratti - dimostra la necessità  di stabilire norme nazionali che sappiano regolare i flussi immigrazione che permettano poi alle Forze dell'Ordine e alle Istituzioni di combattere i singoli episodi di violenza, criminalità  e illegalità . Anche la realtà  dell'immigrazione richiede, infatti, che si cominci a costruire un modello di convivenza basato sul rispetto della legalità  da parte di tutti, poiché anche gli immigrati hanno bisogno di sicurezza. Non è con la rinuncia alle moratorie sull'ingresso incontrollato degli immigrati o con atteggiamenti inutilmente buonisti e populisti che si costruisce questo quadro di convivenza e sicurezza per tutti'.
Delt@ 

Pagina pubblicata il 01 novembre 2007

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