I medici e il nuovo Governo


Le elezioni hanno riconsegnato a Silvio Berlusconi le chiavi del Governo della nazione e di conseguenza della sanità italiana. Molte le aspettative da parte di chi fa della sanità la propria professione. Tutti chiedono miglioramenti, alcuni a partire dall'omogeneizzazione dei servizi andando oltre le differenze territoriali, altri ricordando l'importanza di garantire un SSN efficiente e accessibili a tutti, altri ancora pongono l'accento sul ruolo fondamentale da riservare all'evoluzione della ricerca biomedica.

Il voto è stato chiaro, non c'è spazio per i ritardi
Le prime reazioni sono arrivate da Amedeo Bianco presidente della Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri) che ricorda il "bisogno di conciliare la voglia di federalismo con la funzione civile e solidale del Paese".

"La chiarezza del responso elettorale - spiega Bianco all'Adnkronos Salute - consentirà al nuovo Governo di portare avanti il suo progetto. In sanità - aggiunge il numero uno della Fnomceo - speriamo che Silvio Berlusconi mantenga l'impegno assunto in campagna elettorale: modernizzare il SSN. Largo quindi a nuove tecnologie e alla ristrutturazione di un modello gestionale troppo appiattito, garantendo sempre l'equità e l'accessibilità dei servizi a tutti. Sia al Nord che al Sud". Bianco auspica infine il mantenimento dell'autonomia e della centralità del ministero della Salute, dicastero che potrebbe essere accorpato al Welfare.

"Siamo pronti - sottolinea - a fare un appello per difendere l'autonomia del ministero della Salute affinché resti un punto di riferimento forte e inequivocabile. Proprio in direzione federalista. Un ministero che non sia burocratico e autoritario, ma dinamico, autorevole e che sappia garantire il governo della qualità del sistema", conclude Bianco.

Sulla stesse posizioni anche Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di medicina generale (Simg) che ha auspicato il mantenimento dell'autonomia del Ministero della Salute "come garanzia di equilibrio per il servizio sanitario nazionale. L'importanza di questo dicastero - ha detto Cricelli - è stata ribadita più volte da molti interlocutori politici, ed è in corso una riflessione sull'opportunità del suo 'inglobamento'".

Si tratta di un'istituzione "chiave non tanto per i medici, quanto per i cittadini. La sanità italiana - riflette il presidente della Simg - si trova di fronte a un'agenda fitta di cose da fare, processi in parte già avviati e frutto di un importante dialogo fra le parti in causa, che mi auguro non vada perduto. Anche perché si tratta di temi e interessi comuni". L'importante, conclude Cricelli augurando buon lavoro al prossimo esecutivo, è non perdere tempo. Un risultato elettorale così netto - ha aggiunto Cricelli - significa che l'Italia sarà governabile.

Quindi non c'è più spazio per i ritardi: i temi più importanti per la sanità italiana non possono davvero essere elusi". Prima delle elezioni abbiamo prodotto un breve documento sugli interventi necessari in sanità, e lo abbiamo sottoposto a quanti si occupano di questa materia nei due schieramenti già prima delle elezioni, ricevendo un ampio consenso. A questo punto non ci sono alibi: l'Italia sarà governabile, dunque occorre farlo senza perdere tempo".

Tutela SSN e sviluppo assistenza primaria
Le istanze dei medici di famiglia "sono nell'interesse del Servizio sanitario nazionale e della salute dei cittadini: dunque su questi aspetti ci aspettiamo attenzione da parte del centro-destra uscito vittorioso dalle urne. In linea con le dichiarazioni arrivate prima del voto". Lo spiega all'Adnkronos salute Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), all'indomani dei risultati elettorali, "in parte inattesi - rileva Milillo - almeno con queste caratteristiche".

Il vertice della Fimmg ricorda i temi caldi per la medicina di famiglia: "La necessità di un equilibrio fra Governo centrale e Regioni nella gestione della sanità italiana, e dunque la tutela del SSN. Ma anche l'importanza dello sviluppo dell'assistenza primaria e sul territorio. Nel nostro Paese - sottolinea - l'emergenza di fenomeni come l'invecchiamento della popolazione e le malattie croniche non permettono distrazioni. Occorre intervenire, e questi sono obiettivi che possono essere condivisi dal nuovo governo. Siamo ottimisti, perché le nostre proposte sono focalizzate sulla salute dei cittadini", conclude Milillo.

Il contratto prima possibile nell'agenda del Ministro "Attendiamo la nomina del nuovo ministro della Salute che, ci auguriamo, vorrà mettere subito in agenda la firma del nuovo contratto e della nuova convenzione per i medici, e vorrà rivisitare l'organizzazione sanitaria del territorio". Non perde tempo Mauro Martini, presidente dello Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani).

Facendo i propri auguri di buon lavoro ai neoeletti, Martini rileva come "alla Camera e al Senato ci sono i numeri per governare nel segno della stabilità, ciò che i cittadini desiderano di più. Certo - prosegue il presidente Snami - la congiuntura economica è reale e palpabile, ma la buona volontà e le idee giuste avranno il sopravvento, nell'interesse di tutti". "Appena possibile - puntualizza il leader del sindacato - ripresenterò al nuovo esecutivo il progetto Medico per l'abbattimento delle liste d'attesa, che potrà diventare operativo da subito nella ristrutturazione della medicina del territorio con un costo bassissimo per i contribuenti. Ci rendiamo disponibili - conclude Martini - a presentare le nostre proposte al nuovo responsabile nazionale della Sanità".

Ricerca biomedica da potenziare
Il ministero della Salute "mantenga la sua centralità, necessaria per affrontare i problemi della sanità italiana e della salute dei cittadini". E' questo l'auspicio di Enrico Garaci, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che ha commentato l'esito delle elezioni politiche e le nuove prospettive di governo. Nel fare gli "auguri di buon lavoro al prossimo Esecutivo", Garaci non ha mancato di ricordare che il Paese "ha bisogno di potenziare gli investimenti nella ricerca scientifica. Soprattutto in quella biomedica e sanitaria - spiega - che può migliorare la qualità e le aspettative di vita degli italiani".


Pagina pubblicata il 15 aprile 2008

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