Prestazioni sanitarie a basso costo: troppo


La spinta a ridurre la spesa sanitaria è forte sui governi, ma anche sui singoli cittadini, con conseguenze spesso aberranti.

L'allarme contro le derive del "low cost" sanitario è stato lanciato da Pasquale Spinelli, presidente della Federazione delle società medico scientifiche italiane (Fism) e del nomadismo sanitario, in particolare per chirurgia plastica e cure odontoiatriche.

Spinelli ha citato il caso del pacchetto 'bisturi più safari'. "Vai in Sud Africa e, insieme all'appuntamento con il chirurgo, ti organizzano il safari. Non oso immaginare quale sarà il prossimo pacchetto in uscita, magari nei Paesi meta di turismo sessuale" ha detto Spinelli Ieri a Milano, durante un incontro promosso per discutere di low cost in sanità. "Il fenomeno, nato nell'ambito dei trasporti aerei, si sta ora trasferendo al campo della salute. E i pazienti sembrano apprezzare: un sondaggio, per esempio, rileva che il 70% degli intervistati è favorevole a politiche low cost in sanità. Il problema è: sanno di che cosa si tratta?". Il sito internet segnalato da Spinelli appartiene a una compagnia sudafricana indipendente di turismo medico ('Surgeon and Safari') che, secondo la presentazione, si occuperebbe di tutto: dalla creazione di un filo diretto con i medici alle prenotazioni, dall'accompagnamento fino ai safari.

I trattamenti che propone spaziano dalla chirurgia plastica e ricostruttiva a quella dentale, oftalmica e ortopedica. Tutte prestazioni toccate dal caroprezzo. Non è una novità. Prima del pacchetto 'bisturi e safari', era già in voga il viaggio organizzato per le cure odontoiatriche, con destinazione l' Ungheria e Paesi dell'Est europeo. E ancora, la Tunisia è meta gettonata per gli interventi estetici, così come il Brasile. Discorso a parte per l'India, che è sfruttata per esternalizzare, per esempio, le refertazioni radiologiche grazie ai sistemi di telemedicina: la radiografia è eseguita da un tecnico a Cleveland, per esempio, ma letta da un radiologo a Nuova Dehli, che percepisce uno stipendio indiano. "Ai primi posti nella classifica dei trattamenti per cui il fenomeno del nomadismo sanitario appare più diffuso figurano l'odontoiatria, l'ortopedia protesica, la chirurgia plastica ed estetica, l'oftalmologia, la medicina della riproduzione", osserva Spinelli. "Il rischio - precisa - è che a farne le spese sia la sicurezza delle procedure.

Chi certifica l'affidabilità delle alternative low cost? Le società medico-scientifiche guardano al fenomeno con preoccupata attenzione", ha sottolineato. L'unica certezza, sottolinea Spinelli, è che non si può più ignorare la realtà della concorrenza extraeuropea, così come la necessità di normative uniche e quella di garantire una gestione illuminata degli ospedali italiani. Parola d'ordine: appropriatezza della spesa. Ma anche attenzione alle novità. "A Torino - ricorda l'esperto - alcuni professionisti si sono organizzati in un ambulatorio specialistico low cost: promettono visite al prezzo massimo di 50-60 euro. Aspettiamo di vedere come andrà questo esperimento. Quello che non vogliamo è che si facciano discorsi unicamente orientati sui costi, a scapito della qualità". Ancora più delicata, aggiunge Spinelli, è la questione dei presidi biomedicali, "un settore che richiede la massima attenzione", come ha ribadito Pier Mannuccio Mannucci, ematologo dell'Università degli studi di Milano: "Su internet - avverte - vengono proposti dei test genetici che sarebbero in grado di predire la predisposizione di un individuo a un gruppo di malattie che rappresentano il 70% delle cause di morte in Occidente.

Secondo quanto pubblicizzato, sarebbero in grado di individuare dal rischio di trombosi fino ai tumori. Niente di più falso. Ho verificato e i test non hanno questa capacità predittiva". Proprio per mettersi al riparo dalle spese improprie e da eventuali bluff, in Italia, suggerisce l'esperto, "si dovrebbe cominciare a pensare a un'agenzia nazionale che si occupi di processi di registrazione e delle autorizzazioni da rilasciare alle aziende che producono dispositivi medicali".


Pagina pubblicata il 07 luglio 2008

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