Da Brunetta parole indegne


Biasioli: il ministro è un provocatore e le sue dichiarazioni sui chirurghi macellai ci costringono a utilizzare toni forti.

Dai fannulloni siamo passati ai malaticci e adesso ai macellai. Tutte espressioni inusuali e non degne di un ministro della Repubblica, almeno della Repubblica che c'è stata consegnata da Einaudi".

E' il commento di Stefano Biasioli, presidente nazionale della Cimo-Asmd, alle dichiarazioni di ieri del ministro per la Pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta, che ha espresso la volontà di voler pubblicare online i curricula dei chirurghi, a partire dal 2009. Una proposta che, nelle intenzioni del ministro, dovrebbe ridurre i rischi per i pazienti di finire in 'mani sbagliate'. "Brunetta - sottolinea in una nota Biasioli - si interessa dei curricula dei chirurghi, ma non ha fatto nulla per modificare i meccanismi di assunzione, oggi opachi, mentre dovrebbero essere garantiti da concorsi trasparenti come l'acqua di sorgente.

Brunetta - aggiunge il numero uno della Cimo - è un provocatore che fa danni. Lo sanno quei 1.000 primari che, avendo 40 anni di contributi, hanno ricevuto 1.000 lettere di licenziamento, pur avendo solo 60 anni. Lo sa bene quel primario che per una polmonite di 10 giorni, contratta in servizio, ha dovuto pagare sull'unghia 1.900 euro, per colpa della legge 133".

L'affondo nei confronti del ministro non si esaurisce qui. "Brunetta - afferma il leader della Cimo - ha la responsabilità di quella legge, che ha tolto la certezza del riposo diurno anche ai chirurghi che hanno operato durante la notte. Non auguriamo né a lui né a nessun cittadino italiano - conclude Biasioli - di essere operato alle due del pomeriggio da un luminare della chirurgia, che abbia operato durante la notte e poi sia tornato di nuovo al mattino in sala operatoria".


Pagina pubblicata il 18 settembre 2008

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