La solitudine delle famiglie con Alzheimer


Soli e abbandonati. 'Derubati' della propria vita per dedicarsi anima e corpo al proprio caro malato, senza adeguati servizi di supporto e assistenza. Si sentono così quasi 9 familiari su 10 che si prendono cura di un malato di Alzheimer, secondo una ricerca condotta dall'istituto Ispo su un campione di italiani entrati in contatto con la Fondazione Manuli onlus.

L'indagine è stata presentata ieri a Milano da Renato Mannheimer, responsabile Ispo, durante un convegno organizzato dall'associazione di volontariato in vista della 15esima Giornata mondiale Alzheimer del 21 settembre. In occasione del 16esimo anniversario dalla sua nascita, la Fondazione Manuli ha realizzato anche un libro e un dvd sull'esperienza dell'Alzheimer Café lanciato due anni fa nel capoluogo lombardo: incontri ad hoc per pazienti e famiglie, "un'isola in città per non sentirsi più soli", spiega la Fondazione.

L'obiettivo della ricerca era "comprendere il rapporto dei familiari con il 'sistema curante' (servizi pubblici, familiari, rete della reciprocità, servizi a pagamento) - riferisce Mannheimer - e le problematiche che caratterizzano la loro esperienza a contatto con la malattia".

L'indagine prevedeva due fasi: una qualitativa con interviste approfondite 'one to one', in cui i familiari "hanno potuto parlare liberamente di come vivono la malattia e di quali servizi e aiuti usufruiscono o meno", e una quantitativa attraverso la distribuzione di un questionario anonimo. Secondo Mannheimer, la ricerca ha messo in luce "la drammaticità della situazione familiare" che si sviluppa quando l'Alzheimer entra di prepotenza in una casa italiana.

"E' emersa una scarsa assistenza da parte del servizio sanitario e dagli assistenti sociali - evidenzia - ad eccezione del sostegno del medico di riferimento al momento della diagnosi della malattia (citato dal 41% degli intervistati). Decisamente poco soddisfacente il supporto rappresentato dai centri diurni (che ha soddisfatto il 32% degli intervistati), mentre scarso è il supporto da parte dei servizi sociali che hanno contribuito per circa due intervistati su 10".


Pagina pubblicata il 18 settembre 2008

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