Solo medici responsabili delle complesse


L'Ordine dei medici di Roma ricorre al Giudice del lavoro per dire no ai primari psicologi, a capo delle cosiddette strutture complesse. E per rivendicare l'esclusivo affidamento delle direzioni alla categoria dei camici bianchi, a tutela del cittadino.

Il presidente dell'Ordine romano, Mario Falconi, insieme ad alcuni iscritti, ha infatti avviato un procedimento per accertare l'illegittimità della scelta fatta dall'azienda sanitaria Roma C che - nel bando di concorso per tre incarichi quinquennali di direzione di strutture complesse di dipartimenti di salute mentale distrettuali - apre anche agli psicologi. La richiesta è di annullare il bando nella convinzione che, a tutela degli assistiti, l'avvio di qualsiasi iter diagnostico-terapeutico deve rimanere di competenza medica.

Ma anche perché il bando sarebbe "in contrasto con le disposizioni normative e contrattuali vigenti", si legge in una nota. Per Falconi, "con il bando indetto dalla Asl Rmc le funzioni svolte dal medico psichiatra e quelle proprie degli psicologi - si legge in una nota - vengono totalmente confuse e rese interscambiabili, quando invece il complesso delle norme che regolano la materia ha, più di una volta, ribadito il divieto agli psicologi di intervenire in settori di competenza esclusiva dei medici".

Attraverso questa iniziativa Falconi, dopo aver consultato autorevoli giuristi, punta a "veder riconosciuto il principio secondo cui la dirigenza sanitaria di strutture complesse, e nella fattispecie dei Dipartimenti di salute mentale, debba essere affidata esclusivamente alla categoria dei medici". Sull'argomento, inoltre, prima del ricorso al Giudice del lavoro l'Ordine romano aveva già "inviato - ricorda una nota - diffide stragiudiziali alla Regione Lazio" e si era "opposto, con successo, dinanzi al Tar del Lazio in ben due procedimenti promossi dal Consiglio dell'Ordine degli psicologi del Lazio".

In tutto questo, però, non c'è - precisa l'Ordine professionale - nessun pregiudizio contro gli psicologi. "Siamo assolutamente consapevoli e rispettosi - afferma Falconi - dell'importante ruolo professionale degli psicologi, di cui apprezziamo incondizionatamente ruolo e funzioni, ma ribadiamo fermamente, a tutela dei cittadini, che l'inizio di qualsivoglia iter diagnostico-terapeutico debba essere di esclusiva competenza medica". 

Pagina pubblicata il 15 settembre 2008

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