INPS, specializzandi scrivono al Premier


Dare risposte ai giovani medici specializzandi che stanno pagando a caro prezzo per la loro previdenza. Si appella al premier il presidente dell'Ordine dei medici di Ferrara, Bruno Di Lascio, che, in una lettera aperta a Silvio Berlusconi lamenta di non aver ricevuto neanche un cenno di risposta nella precedente missiva sull'argomento indirizzata al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.

Di Lascio spiega a Berlusconi la difficile condizione dei giovani camici bianchi 'vessati': costretti a pagare il contributo Inps pieno, di circa il 25 per cento, nonostante debbano già iscriversi alla cassa professionale, l'Enpam. Con un taglio pesante sulla busta paga, a cui si aggiungono ulteriori sacrifici già richiesti dalle università, loro 'datori di lavoro'. All'origine del problema una circolare Inps del primo ottobre scorso, legata a una nota del ministero del Welfare, che molte università, da cui dipendono gli specializzandi, hanno già cominciato ad applicare.

Il presidente dell'Ordine dei medici di Ferrara, ricordando la lettera invita a Sacconi il 13 novembre in cui si chiedeva di "sanare l'ingiustizia", denuncia "il silenzio assordante" che ne è seguito. "Mi rendo conto che i problemi economici del Paese, in un contesto di crisi globale, siano ben più importanti dei pochi 'spiccioli' di questi giovani colleghi che debbono fare la loro parte nell'opera di risanamento dell'economia.

Ma considerato che, almeno a Ferrara, si era già provveduto ad aumentare le tasse di iscrizione e a 'tagliare' l'assistenza sanitaria di base agli studenti universitari fuori sede, il tempo per rispondere, anche con un semplice 'NO', era ed è possibile trovarlo?".

Di Lascio, appellandosi al premier chiede di "non deludere" chi attende risposte, "l'ottimismo è un pregio e va benissimo (ne sono un convinto sostenitore) ma l'educazione e il rispetto sono elementi fondanti di una società civile".

Pagina pubblicata il 26 novembre 2008

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